Adolfo Pérez Esquivel

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Adolfo Pérez Esquivel
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1980

Adolfo Maria Pérez Esquivel (Buenos Aires, 26 novembre 1931) è un pacifista argentino, vincitore del premio Nobel per la Pace nel 1980, per le denunce contro gli abusi della dittatura militare argentina negli anni settanta.

Gli studi[modifica | modifica sorgente]

Ha frequentato l’Escuela Nacional de Bellas Arte e l’Universidad Nacional de La Plata, dove è diventato architetto e scultore. Per venticinque anni, ha insegnato architettura nelle scuole secondarie e in quelle di livello accademico.

L'impegno pacifista[modifica | modifica sorgente]

Negli anni Sessanta, Perez Esquivel inizia a collaborare con alcuni gruppi pacifisti di cristiani latinoamericani. Nel 1974, decide di lasciare l’insegnamento per dedicarsi interamente all’assistenza ai poveri e alla lotta contro le ingiustizie sociali e politiche, attraverso la prassi della non-violenza.

La dittatura[modifica | modifica sorgente]

Dopo il colpo di Stato di Jorge Rafael Videla(avvenuto il 24 marzo 1976), ha contribuito alla formazione di “El Ejercito de Paz y Justicia” un’associazione di difesa dei diritti umani che si è prodigata anche per assistere le famiglie delle vittime del regime e della guerra delle Falklands.

La prigionia e il Nobel per la pace[modifica | modifica sorgente]

Viene arrestato nel 1975 dalla polizia brasiliana e nel 1976 viene incarcerato in Ecuador. Nel 1977 viene fermato dalla polizia argentina, che lo tortura e lo tiene in stato di fermo per 14 mesi senza processo. Mentre si trova in prigione, riceve il Memoriale della Pace di Papa Giovanni XXIII.Nel 1980 viene insignito del Premio Nobel per la Pace per i suoi sforzi contro la dittatura ed in favore dei diritti umani. Nel 1999 riceve anche il Premio Pacem in Terris. Nel 1995 pubblica il libro Caminando junto al Pueblo, nel quale racconta la sua esperienza.Dal 2003 è presidente della Lega internazionale per i diritti umani e la liberazione dei popoli. È inoltre membro del Tribunale popolare permanente.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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