Madre Teresa di Calcutta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
« Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient'altro.
È Lui che pensa. È Lui che scrive.
La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.
La matita deve solo poter essere usata. »
Beata Teresa di Calcutta
Madre Teresa di Calcutta
Madre Teresa di Calcutta

Fondatrice delle Missionarie della Carità

Nascita Skopje, 26 agosto 1910
Morte Calcutta, 5 settembre 1997
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 19 ottobre 2003 da Giovanni Paolo II
Ricorrenza 5 settembre
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1979

Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu (pron. aŋɛzə gɔnʤa bɔjadʒi:u; Skopje, 26 agosto 1910Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa albanese, di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità.

Firma di Madre Teresa

Il suo lavoro instancabile tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo. Ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Skopje, casa-memoriale di Madre Teresa.

La giovinezza e l'arrivo in India[modifica | modifica sorgente]

Nacque il 26 agosto 1910 a Skopje in una benestante famiglia di genitori albanesi originari del Kosovo: la madre, Drane, era nata a Gjakova e il padre, Kolë era originario di Prizren[1]. All'età di otto anni rimase orfana di padre e la sua famiglia si trovò in gravi difficoltà economiche. A partire dall'età di dieci - quattordici anni partecipò alle attività della parrocchia del Sacro Cuore di Skopje, in particolare quelle del coro, del teatro e dell'aiuto alle persone povere. In quel periodo cominciò a conoscere l'India tramite le lettere di missionari gesuiti attivi nel Bengala.

Nel 1928, a diciotto anni, decise di prendere i voti entrando come aspirante nelle Suore di Loreto, un ramo dell'Istituto della Beata Vergine Maria che svolgeva attività missionaria in India. Dopo un primo colloquio a Parigi, venne inizialmente inviata a Dublino, in Irlanda, dove si fermò sei settimane per imparare le prime nozioni di inglese e ricevere il velo di postulante.

Nel gennaio 1929 raggiunse l'India dove, dopo una breve sosta a Calcutta, venne inviata nel Darjeeling, alle pendici dell'Himalaya, per completare la sua preparazione. Qui si fermò due anni, studiando le lingue inglese e bengali e insegnando nella scuola annessa al convento. Svolse anche un'attività come aiuto-infermiera che la mise in contatto con la realtà dei malati. Il 24 maggio 1931, prese i voti temporanei, assumendo il nome di Maria Teresa, ispirandosi a santa Teresa di Lisieux[2] .

Gli anni di insegnamento a Entally[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Calcutta nel 1945.

Dopo aver preso i voti, Teresa lasciò Darjeeling e raggiunse Calcutta, dove per i successivi 17 anni visse e lavorò presso il collegio cattolico di Saint Mary's High School del sobborgo di Entally, frequentato soprattutto dalle figlie dei coloni britannici. Insegnava storia e geografia e poté studiare la lingua hindi. La regola delle Suore di Loreto non le consentiva di allontanarsi dal convento[3] ma, grazie alle attività di volontariato svolto da alcune sue alunne ebbe modo di prendere sempre maggiore consapevolezza delle terribili condizioni di vita negli slum di Calcutta, e in particolare in quello di Motijhil, confinante con la scuola.

Nel 1937 si recò a Darjeeling per pronunziare i voti perpetui. Divenne così Madre Teresa, nome che mantenne per il resto della vita.

Tornata a Calcutta, assunse progressivamente diverse responsabilità organizzative, fino ad essere nominata, nel 1944, direttrice della scuola. Gli anni della guerra ebbero profonde ripercussioni sulle attività svolte dalle suore, che si dedicarono sempre più all'accoglienza di orfani e bambini abbandonati. Lo stesso convento di Entally venne requisito e, fino al 1945, trasformato in un ospedale militare britannico.

La "chiamata nella chiamata"[modifica | modifica sorgente]

Madre Teresa, targa decorativa a Olomouc.

Nell'agosto del 1946 Calcutta fu teatro di scontri sanguinosi tra diverse fazioni indipendentiste, note come Great Calcutta Killing[4]. La città fu paralizzata per diversi giorni e Madre Teresa, uscita dal collegio per trovare del cibo, rimase impressionata dalla devastazione che ebbe modo di vedere. In lei cominciò quindi a maturare una profonda riflessione interiore che l'avrebbe condotta presto alla svolta decisiva della sua vita.

La sera del 10 settembre partì in treno per recarsi a Darjeeling, dove doveva svolgere dieci giorni di esercizi spirituali. Come lei stessa ricostruirà più tardi, fu proprio in quella notte di viaggio, a contatto con condizioni di povertà estrema, che lei ebbe una "chiamata nella chiamata"[5]:

« Quella notte aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l'essenza della mia vocazione [...] Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all'interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine. Non era un suggerimento, un invito o una proposta [...] »
(Cit. in Renzo Allegri, Madre Teresa mi ha detto, Ancora Editrice, Milano, 2010)

Madre Teresa decise quindi di uscire dal convento e mettersi al servizio dei "più poveri tra i poveri", come si sentiva ora chiamata a fare. Dovette comunque aspettare due anni per convincere le consorelle e l'arcivescovo di Calcutta, e ottenere le approvazioni necessarie. Le resistenze furono infatti numerose, tanto che la giovane suora venne anche trasferita, per un breve periodo, nella città di Asansol.

Nel 1948 Madre Teresa ebbe infine l'autorizzazione dal Vaticano ad andare a vivere da sola nella periferia della metropoli, a condizione che continuasse la vita religiosa. Decise quindi di abbandonare il velo nero delle Suore di Loreto il giorno della festa dell'Assunzione (15 agosto 1948), a vent'anni esatti dalla prima chiamata che aveva ricevuto diciottenne al santuario della Madonna nera di Letnice.

Lo stesso anno Madre Teresa prese inoltre la cittadinanza della neo-indipendente Repubblica indiana, sancendo così la profondità del suo legame con le persone che voleva servire[6].

Motijhil[modifica | modifica sorgente]

Lasciato il convento, si recò per un breve periodo presso le suore di Patna, nel medio Gange, per acquisire nozioni sanitarie. Si fermò lì quattro mesi, nei quali si convinse del ruolo che l'igiene e una migliore alimentazione potevano avere nel migliorare la vita di coloro che abitavano negli slum.

Tornata a Calcutta, alla fine del 1948 iniziò la sua missione al servizio dei poveri recandosi con cinque rupie[7] nello slum di Motijhil: qui inizialmente ebbe come base una capanna, dove cominciò ad insegnare e ad assistere i bambini poveri della zona. Presto attorno a lei si formò una piccola rete di volontari che l'aiutavano nell'insegnamento, nella distribuzione di cibo e nella diffusione di elementari pratiche igieniche. Grazie all'aiuto di uno di questi collaboratori, Michael Gomes, nel febbraio 1949 Madre Teresa poté trasferirsi in una casa. Dopo aver assistito una donna che moriva in strada, decise di riservare una stanza di quella casa a malati e moribondi.

Missionarie della carità oggi.

Nel marzo 1949 una sua ex-allieva, Shubashini Das, si unì a lei, creando le basi per la costruzione di una piccola comunità[8].

Le Missionarie della Carità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Missionarie della carità e Missionari della carità.

Nel 1950, Madre Teresa fondò la congregazione delle Missionarie della carità, la cui missione era quella di prendersi cura dei "più poveri dei poveri" e "di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono fuggite da tutti". Le prime aderenti furono dodici ragazze, tra cui alcune sue ex allieve alla Saint Mary. Stabilì come divisa un semplice sari bianco a strisce azzurre, pare fu scelto da Madre Teresa perché era il più economico fra quelli in vendita in un piccolo negozio ma soprattutto perché aveva i colori della casta degli intoccabili, la più povera dell'india.

Il numero di persone che desideravano seguire l'esempio di Madre Teresa crebbe rapidamente, tanto che le stanze messe inizialmente a disposizione da Gomes si rivelarono presto inadeguate. Nel febbraio 1953 le suore poterono quindi spostarsi in una nuova sede a 54A Lower Circular Road, messa a loro disposizione dall'arcidiocesi di Calcutta, che ospita tuttora la casa madre delle Missionarie della Carità. Lo stile di vita voluto da Madre Teresa, ispirato in parte a san Francesco, prevedeva un'austerità rigorosa, in linea con la condizione di vita dei poveri e con la necessità di preservare gli ideali del nuovo ordine[9].

La Casa Kalighat per i morenti[modifica | modifica sorgente]

Il fiume davanti al Kalighat nel 1947.

Nel frattempo, il 22 agosto 1952 era stata inaugurata la Casa Kalighat per i morenti (poi chiamata casa dei puri di cuore: Nirmal Hriday), nata per offrire cure e assistenza ai numerosi malati rifiutati dagli ospedali cittadini. A quel tempo l'abbandono dei malati era un fenomeno frequente, legato alle condizioni di estrema povertà in cui versava buona parte della popolazione cittadina. Lo stesso Comune di Calcutta, consapevole della gravità del problema, aveva quindi messo a disposizione di Madre Teresa un ostello abbandonato nei pressi del tempio di Kali (Kalighat) e aveva fornito una somma mensile di denaro. Le persone portate all'ospizio venivano assistite e avevano, nel caso, la possibilità di morire con dignità secondo i riti della propria fede: ai musulmani si leggeva il Corano, agli indù si dava acqua del Gange, e i cattolici ricevevano l'estrema unzione[10]. Gli inizi furono comunque difficili. Non mancarono le resistenze e i sospetti di proselitismo, soprattutto da parte dei sacerdoti induisti del vicino tempio. Madre Teresa è stata ad esempio accusata di battezzare i malati in punto di morte, senza chiedere il loro parere. Tali critiche hanno preso spunto da una dichiarazione nella quale Madre Teresa dichiarava di offrire ai malati "uno speciale biglietto per san Pietro".[11] Superate le iniziali diffidenze, la struttura venne comunque poi sostenuta e appoggiata, sia tramite il contributo di volontari che attraverso donazioni, da persone di diversi credi religiosi.

Negli anni le attività delle Missionarie della Carità si ampliarono, e compresero il reinserimento lavorativo delle persone guarite e l'assistenza ai bambini abbandonati o rimasti orfani: quest'ultima attività, in particolare, poté essere avviata grazie al sostegno di una signora indù di Calcutta.

I lebbrosi di Shanti Nagar[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Madre Teresa.

Madre Teresa decise di dedicarsi anche alla piaga della lebbra, a quel tempo ancora largamente diffusa. Nel 1957, con l'aiuto di un medico, cominciò ad accogliere e assistere alcuni lebbrosi. Poco dopo realizzò delle cliniche mobili per contenere i focolai di infezione, seguendo un modello precedentemente messo a punto da un medico belga a Madras per curare i malati a domicilio.

Nel 1958 Madre Teresa aprì un centro per i malati di lebbra a Tigarah, in una zona degradata nella periferia di Calcutta. Ricordando l'impegno di Gandhi per i lebbrosi, la suora volle dedicare alla sua memoria la struttura, che venne quindi chiamata Gandhiji's Prem Niwas ("Dono d'amore di Gandhi").

Pochi anni dopo, nel 1961, il Governatore del Bengala decise di affidare alle Missionarie della Carità un terreno a circa 300 chilometri da Calcutta, presso il confine con il Bihar: qui Madre Teresa realizzò il villaggio di Shanti Nagar ("Città della pace"), dove i malati di lebbra potevano vivere e lavorare, coltivando i campi, allevando animali e svolgendo attività di artigianato. La presenza di volontari sani favoriva il recupero sociale dei malati, evitando forme di emarginazione.

Sul suo impegno verso i lebbrosi, Madre Teresa spesso ripeteva: "Non ci sono lebbrosi, solo la lebbra, e si può curare"[12]..

La fama mondiale e l'espansione internazionale dell'Ordine[modifica | modifica sorgente]

Madre Teresa di Calcutta in visita in Colombia nel 1981.
L'incontro tra Sandro Pertini e Madre Teresa.

Per dieci anni Madre Teresa operò solo nel territorio di Calcutta: nel 1959 aprì infine una nuova struttura a Ranchi, nello stato indiano dello Jharkhand[13].

Nel febbraio 1965, papa Paolo VI concesse alle Missionarie della Carità il titolo di "congregazione di diritto pontificio" e la possibilità di espandersi anche fuori dall'India. Il 26 luglio 1965 a Cocorote, in Venezuela, venne quindi aperta la prima casa della congregazione fuori dall'India. Seguì, l'8 dicembre 1967, l'avvio di un centro a Colombo (Sri Lanka). Fu poi la volta di sedi in Africa, America, Asia ed Europa nel corso degli anni settanta, ottanta e novanta.

Nel frattempo, la fama di Madre Teresa cresceva anche grazie alla crescente attenzione che la sua attività riceveva da parte dei media[14].

L'Ordine si ampliò con la nascita di un ramo contemplativo e di due organizzazioni laicali, aperte cioè anche ai laici. Per i Collaboratori di Madre Teresa, la fondatrice volle mettere in luce la natura non confessionale dell'iniziativa, aperta a persone "di tutte le religioni e tutte le denominazioni". Nel 1981 fu fondato il movimento Corpus Christi aperto ai sacerdoti secolari.

Nel corso degli anni ottanta nacque l'amicizia fra papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa, i quali si scambiarono visite reciproche. Grazie all'appoggio di papa Wojtyła, Madre Teresa riuscì ad aprire ben tre case a Roma, fra cui una mensa nella Città del Vaticano dedicata a Santa Marta, patrona dell'ospitalità. Negli anni novanta, le Missionarie della Carità superarono le quattromila unità con cinquanta case sparse in tutti i continenti.

Il Premio Nobel[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 ottenne il Premio Nobel per la Pace. Tra le motivazioni, venne indicato il suo impegno per i più poveri tra i poveri e il suo rispetto per il valore e la dignità di ogni singola persona[15].

Madre Teresa rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero: "le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo".

Gli ultimi anni di vita e la morte[modifica | modifica sorgente]

Madre Teresa nel 1988.

A partire dalla fine degli anni ottanta, le sue condizioni peggiorarono: dopo un primo ricovero nel 1983, nel 1989 in seguito a un infarto le fu applicato un pacemaker. Si dimise da superiora dell'Ordine ma in seguito a un ballottaggio fu rieletta praticamente all'unanimità, contando solo qualche voto astenuto. Accettò il risultato e rimase alla guida della congregazione.

Nel 1991 si ammalò di polmonite, nel 1992 ebbe nuovi problemi cardiaci e l'anno successivo contrasse la malaria. Nell'aprile del 1996 Madre Teresa cadde e si ruppe una clavicola.

Il 13 marzo 1997 lasciò definitivamente la guida delle Missionarie della Carità, alla cui guida subentrò suor Nirmala Joshi. A marzo incontrò papa Giovanni Paolo II per l'ultima volta, prima di rientrare a Calcutta dove morì il 5 settembre seguente, all'età di 87 anni.

La sua scomparsa suscitò grande commozione nel mondo intero: l'India le riservò solenni funerali di stato, che videro un'enorme partecipazione popolare[16] e la presenza di importanti autorità del mondo intero. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, arrivò persino a dichiarare: "Lei è le Nazioni Unite. Lei è la pace nel mondo." Nawaz Sharif, Primo Ministro del Pakistan, disse inoltre che Madre Teresa era "un raro e unico individuo che ha vissuto a lungo per più alti scopi. La sua lunga vita di devozione alla cura dei poveri, dei malati e degli svantaggiati è stata uno dei più grandi esempi di servizio alla nostra umanità."

Tomba di Madre Teresa nella casa madre di Calcutta

Madre Teresa è stata sepolta a Calcutta, presso la sede delle Missionarie della Carità[17]. Sulla semplice tomba bianca è stato inciso un verso del Vangelo di Giovanni:

« Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. »   (Giovanni 15,12)

Il processo di beatificazione[modifica | modifica sorgente]

Con una deroga speciale Giovanni Paolo II fece aprire il processo di beatificazione a soli due anni dalla sua morte. La procedura si concluse nell'estate del 2003 e la proclamazione avvenne il 19 ottobre.

L'arcidiocesi di Calcutta ha aperto già nel 2005 il processo per la canonizzazione. Il 5 settembre 2007, per la ricorrenza del decimo anno dalla morte, papa Benedetto XVI ha celebrato in Vaticano una messa solenne alla presenza dell'arcivescovo di Calcutta.

Visioni politiche e sociali[modifica | modifica sorgente]

La vita di Madre Teresa è stata dedicata all'assistenza dei più poveri, valorizzando la dignità presente in ogni persona, anche nelle condizioni di disagio più estreme[18]. Il suo obiettivo è stato rovesciare la tradizionale asimmetria delle pratiche di assistenza che, spesso condotte con movimenti dall'alto al basso, si rivelavano umilianti e demotivanti per chi riceveva il sostegno. Nella sua ottica, la relazione tra chi dona e chi riceve deve invece essere paritaria, basata sulla reciproca comprensione e rispetto[19], anche attraverso la condivisione di stili e condizioni di vita.

Particolare attenzione ha dedicato al tema dell'isolamento sociale: secondo Madre Teresa "essere rifiutati è la peggiore malattia che un essere umano possa provare"[20]. Per questo le sue iniziative hanno cercato di essere il più possibile inclusive, anche in relazione alle diversità di cultura, lingua e religione.

In ambito demografico, Madre Teresa ha promosso la pianificazione delle nascite con metodi naturali[21], condannando l'aborto e i metodi di contraccezione nei suoi incontri con esponenti politici di tutto il mondo. Nel discorso tenuto alla consegna del Premio Nobel, dichiarò: «Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. [...] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me».[22] Nel 1987, Madre Teresa è diventata presidente onoraria dei Movimenti per la Vita di tutto il mondo[23].

Sul tema della famiglia, Madre Teresa ha difeso le posizioni della Chiesa cattolica, sostenendo anche campagne contro il divorzio, come ad esempio quella del 1996 in Irlanda. Nello stesso anno suscitò polemiche un'intervista, che la religiosa comunque negò di aver mai rilasciato[24], nella quale avrebbe dichiarato a un giornale inglese di considerare un bene la fine del matrimonio di Diana Spencer.[25]

Madre Teresa sosteneva l'ecumenismo e l'apertura alle religioni non-cristiane. Su questi temi affermò, in particolare:

« C'è un solo Dio, ed è Dio per tutti; è per questo importante che ognuno appaia uguale dinnanzi a Lui. Ho sempre detto che dobbiamo aiutare un indù a diventare un indù migliore, un musulmano a diventare un musulmano migliore ed un cattolico a diventare un cattolico migliore. Crediamo che il nostro lavoro debba essere d'esempio alla gente. Attorno noi abbiamo 475 anime: di queste, solo 30 famiglie sono cattoliche. Le altre sono indù, musulmane, sikh... Sono tutti di religioni diverse, ma tutti quanti vengono alle nostre preghiere». »
(Lucinda Yardey, Mother Teresa: A Simple Path, Ballantine Books, 1995.)

Vita spirituale[modifica | modifica sorgente]

Madre Teresa non si considerava una suora di vita attiva. Al contrario, di sé e della altre Missionarie della Carità diceva: "siamo delle contemplative che vivono in mezzo al mondo. [...] La nostra vita deve essere una preghiera continua"[26].

In quest'ottica teologica, il servizio a favore dei poveri era visto come una naturale conseguenza della preghiera e del dialogo con Dio.

Questa sua spiritualità, che aveva tratti di ispirazione francescana, era sintetizzata da Madre Teresa con l'immagine, in cui si riconosceva, della "piccola matita nelle mani di Dio"[27].

In linea con questa sua sensibilità, nella cerimonia di consegna del Nobel, nel suo discorso citò la preghiera semplice[28].

Madre Teresa ha anche provato l'esperienza dell'aridità e della sofferenza spirituale fino all'incredulità, come emerso dalla pubblicazione postuma delle sue lettere[29]. Stando ai racconti di padre Brian Kolodiejchukz[30], in una di queste lettere scriveva di non sentire "la presenza di Dio né nel suo cuore né nell'eucaristia" e al suo confessore spirituale confidava: "Gesù ha un amore molto speciale per te. Ma per me, il silenzio e il vuoto è così grande che io lo cerco e non lo trovo, provo ad ascoltarlo e non lo sento"[31]. Giunse inoltre ad affermare: "Nella mia anima sperimento proprio quella terribile sofferenza dell'assenza di Dio, che Dio non mi voglia, che Dio non sia Dio, che Dio non esista veramente"[32]. Questo stato, che con alti e bassi accompagnò la seconda metà della sua vita, venne così commentato dalla suora: "Ho cominciato ad amare le mie tenebre perché credo che siano una parte, una piccola parte delle tenebre di Gesù e della sua pena sulla terra"[33].

Miracoli per la beatificazione e la canonizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il processo di beatificazione, primo passo verso la canonizzazione o santità, richiede la documentazione di un miracolo avvenuto per intercessione di Madre Teresa. Le segnalazioni ricevute sono migliaia[34], ma solo pochissime vengono ritenute rilevanti dalla Chiesa cattolica ai fini del processo di canonizzazione e passate quindi a un vaglio più approfondito. Per essere considerata miracolosa dalla Chiesa, una guarigione deve infatti essere da malattia grave, istantanea e senza alcuna spiegazione medica plausibile. Al momento l'unico caso riconosciuto dalla Chiesa è quello di una donna di religione induista[35], Monica Besra.

Monica Besra[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 il Vaticano ha riconosciuto come miracolosa la guarigione di una donna indiana, Monica Besra, originaria di un villaggio a nord di Calcutta. Nel 1998 la donna era malata ma, non potendo più sostenere le spese mediche, aveva chiesto di lasciare l'ospedale in cui era ricoverata e di essere accompagnata a un centro delle Missionarie della Carità, presso Balurghat. La malattia non è ancora chiara: i medici le avevano infatti diagnosticato sia un tumore all'addome, sia una meningite tubercolare. Il 5 settembre la donna pregò con le suore e affermò di aver visto una fotografia di Madre Teresa e di essere rimasta colpita da un raggio di luce che proveniva dai suoi occhi. Nel pomeriggio, Monica Besra poggiò un piccolo medaglione di Madre Teresa sulla protuberanza che aveva sull'addome e continuò a pregare. La mattina successiva si sentì leggera ed eccitata: chiamò la donna che dormiva di fianco a lei per dirle che la protuberanza era scomparsa. Monica Besra, che è di fede induista, successivamente dichiarò: "Dio mi ha scelto come mezzo per mostrare alla gente l'enorme potere di cura di Madre Teresa, non solo attraverso le cure fisiche, ma attraverso i suoi miracoli". Prima di prendere una decisione sulla vicenda, la Congregazione per le Cause dei Santi ha intervistato 113 persone e raccolto 35 000 pagine di documentazione, ascoltando anche le voci critiche[36]. Anche a seguito del riconoscimento, da parte della Congregazione, del carattere miracoloso di questa guarigione, Madre Teresa è stata ufficialmente beatificata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 con il nome di "Beata Teresa di Calcutta".

La vicenda è ancora oggetto di controversie. Il marito di Monica Besra affermò ad esempio che la guarigione non era dovuta a un miracolo, ma alle cure dei medici[37]. Divisioni si registrarono anche tra i medici che l'avevano curata: uno di loro sostenne che la guarigione era scientificamente inspiegabile, mentre per un altro la guarigione era dovuta a nove mesi di cure anti-tubercolosi.[38][39]. Un medico affermò inoltre di aver ricevuto pressioni da parte delle Missionarie della Carità perché sostenesse che la guarigione fosse avvenuta per miracolo.[40] A seguito delle proteste dei razionalisti indiani, il governo del Bengala Occidentale organizzò una propria inchiesta sul presunto miracolo, secondo la quale Monica Besra aveva ricevuto continue e corrette cure antitubercolari, e una guarigione miracolosa era quindi da escludere.[41]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

In vita[modifica | modifica sorgente]

L'attività svolta da Madre Teresa raccolse i primi riconoscimenti in Asia, dove nel 1962 ricevette sia il Premio Magsaysay che il Padma Shri, la quarta onorificenza indiana. Il denaro ricevuto con il Magsaysay venne immediatamente utilizzato per l'apertura di una casa per bambini abbandonati ad Agra, nell'India settentrionale[42].

Nel decennio successivo Madre Teresa divenne nota anche nel resto del mondo e in particolare nei paesi occidentali, dove le vennero assegnati numerosi riconoscimenti (premi, lauree honoris causa, onorificenze), culminati con il Nobel per la Pace. Madre Teresa fu inoltre la seconda donna indiana, dopo Indira Gandhi, a ricevere la massima onorificenza del Paese, il Bharat Ratna[43]. La sua celebrità si estese rapidamente: ad esempio, a partire dagli anni Ottanta apparve per 18 volte nel sondaggio curato da Gallup sulle 10 persone più ammirate negli Stati Uniti[44].

Di seguito vengono elencati alcuni tra i principali riconoscimenti ricevuti.

Anno Riconoscimento
1962 Premio Magsaysay per la Pace e l'Intesa Internazionale
Onorificenza indiana Padma Shri
1971 Premio della Pace papa Giovanni XXIII, assegnatole da papa Paolo VI
Premio Kennedy
1972 Premio Templeton
1975 Premio Internazionale Albert Schweitzer
1976 Premio Ceres Medal della FAO per il contributo allo sviluppo sociale
1978 Premio Balzan per l'umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli "per l'eccezionale abnegazione con la quale ha dedicato tutta la sua vita per soccorrere, in India e in altri paesi del mondo, le vittime della fame, della miseria e delle malattie, gli abbandonati e i morenti, tramutando in azione instancabile il suo amore per l'umanità sofferente."
1979 Premio Nobel per la Pace "per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace"[45].
1980 Bharat Ratna, la più alta onorificenza civile dell'India
1981 Assegnazione della Legion d'Honneur di Haiti
1985 Assegnazione della medaglia presidenziale della libertà degli Stati Uniti
1995 Grand'Ordine della Regina Jelena, seconda onorificenza croata
1996 Nomina a Cittadina Onoraria degli Stati Uniti e assegnazione della Medaglia d'Oro Congressuale
L'aeroporto Madre Teresa (Nënë Tereza) di Tirana.

Dopo la morte[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte, l'operato di Madre Teresa è stato oggetto di riconoscimenti, soprattutto nei due paesi ai quali è più legata: l'India, nella quale ha operato, e l'Albania, la terra d'origine dei suoi genitori.

In particolare nel 2010, in occasione del centenario della nascita, il Governo Indiano ha coniato una moneta celebrativa da 5 rupie, in ricordo del denaro con il quale Madre Teresa iniziò la sua missione nello slum di Motijhil[46].

L'Albania celebra invece il 19 ottobre, giorno in cui Madre Teresa ricevette il Premio Nobel, come festa nazionale e ha inoltre ad esempio dedicato alla memoria della suora il proprio aeroporto internazionale e il premio per l'eccellenza in campo umanitario[47].

Rappresentazioni artistiche: film, musiche, animazione[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 70 Bino scrisse e incise la sua canzone più fortunata, Mama Leone, ma solo nel 1997 rivelò che era dedicata a Madre Teresa.

Nel 1997 è stato realizzato il film Madre Teresa (titolo originale: Mother Teresa: In the Name of God's Poor), nel quale Kevin Connor dirige Geraldine Chaplin nei panni della beata.

L'anno successivo ha visto l'uscita dell'album musicale Musical Tribute to Mother Teresa contenente canzoni di diversi artisti americani, tra i quali José Feliciano e Dave Kelly.

Lo spettacolo Madre Teresa il musical, con musiche di Michele Paulicelli e testi di Piero Castellucci, ha debuttato nel 2002 a Roma ed è stato quindi per due anni in tour in Italia[48].

Nel 2003 è stata invece prodotta la miniserie televisiva Madre Teresa, diretta da Fabrizio Costa. L'attrice protagonista è Olivia Hussey; nel cast sono presenti anche Sebastiano Somma e Laura Morante.

In occasione del centenario della nascita, nel 2010, è stato inoltre prodotto il film di animazione Madre Teresa, diretto da Orlando Corradi e Jon Song Chol, con musiche di Luis Bacalov.

Critiche e aspetti controversi[modifica | modifica sorgente]

Il giornalista britannico Christopher Hitchens ha seguito a lungo criticamente le attività di Madre Teresa[49], sostenendo, in particolare:

« [...] ero arrivato alla conclusione che fosse non tanto un'amica dei poveri quanto un'amica della povertà. Lodava la povertà, la malattia e la sofferenza come doni dall'alto, e diceva alle persone di accettare questi doni con gioia. »
(Christopher Hitchens, La posizione della missionaria, pp. 125-126.)

Hitchens, nel suo documentario per Channel 4, mostra Madre Teresa che dice a un moribondo: «Stai soffrendo come Cristo in croce, di sicuro Gesù ti sta baciando!», e lui che risponde: «Per favore digli di smettere di baciarmi». La qualità delle cure è stata criticata dalla stampa medica, fra cui The Lancet e il British Medical Journal, che hanno riferito il riutilizzo degli aghi delle siringhe, le cattive condizioni di vita (per via ad esempio dei bagni freddi per tutti i pazienti), e un approccio antimaterialista che impediva delle diagnosi sistematiche.[50]

Sono state criticate le relazioni con alcuni personaggi quali Charles Keating[51] o "Baby doc", il dittatore haitiano Jean-Claude Duvalier. Secondo Hitchens, madre Teresa avrebbe usato soprattutto per se stessa le donazioni raccolte. Inoltre ha accusato Madre Teresa di avere avuto la tendenza a mentire riguardo alla lotta alla miseria in India.[52]

Sanal Edamaruku, Segretario Generale dell'Associazione Razionalista Indiana, ritiene che l'ordine di madre Teresa sia molto poco attivo nella lotta contro la miseria indiana. Secondo lui, Madre Teresa avrebbe imbrogliato un grande numero di donatori benintenzionati nascondendo le sue relazioni con i dittatori così come si distingueva nella scarsa visibilità alla destinazione dei fondi raccolti.[53]

Madre Teresa è stata oggetto di inchieste giornalistiche da parte della stampa e della televisione[54]. Il metodo di lavoro e le condizioni dei suoi assistiti vennero inoltre criticati da un documentario televisivo inglese del 1997 dal titolo "Mother Teresa: Time for Change?".[54]

Nel 1998 il settimanale tedesco Stern pubblicò un articolo fortemente critico su Madre Teresa, dal titolo "Madre Teresa, dove sono i tuoi milioni?" frutto di un'inchiesta durata un anno che spaziava su tre continenti[55]. In conclusione diceva che il suo ordine era sicuramente di carattere religioso, ma non riusciva a capire dove fossero finiti tutti i soldi che aveva raccolto, visto la situazione di indigenza in cui erano tenuti i malati.

Madre Teresa non fondò ospedali specializzati, realizzando piuttosto strutture di accoglienza. Nel 1991 il direttore di The Lancet, il dottor Robin Fox, dopo aver visitato la clinica di Calcutta, la descrisse disorganizzata e in mano a suore e volontari senza esperienza medica, senza medici e senza distinzioni fra malati inguaribili e malati con possibilità di guarigione, che comunque rischiavano sempre più la morte per le infezioni e la mancanza di cure.[56] Anche lo scrittore indiano Aroup Chatterjee e la rivista Stern[57] hanno avanzato dubbi sul reale impatto delle opere di Madre Teresa. Aroup Chatterjee in particolare si è mostrato molto polemico nel suo libro Mother Teresa: The Final Verdict, criticando le azioni e le pubbliche dichiarazioni come la posizione antiabortista, l'estrema semplicità delle pratiche mediche del suo ordine che, per esempio, era poco incline al trattamento del dolore.

Un recente studio[58] canadese - realizzato dal prof. Serge Larivée e la ricercatrice Geneviève Chénard, dell'Università di Montreal, e dalla prof. Carole Sénéchal, psicologa dell'Università di Ottawa - rileva come il pesante contributo dei media abbia favorito il mito di Madre Teresa, fornendo un'immagine esageratamente entusiastica e celebrativa della missionaria albanese, senza tuttavia porre l'accento sui numerosi lati controversi della sua vita, della sua visione religiosa molto dogmatica e delle sue dichiarazioni di carattere politico. Gli autori si interrogano anche sulla mancata considerazione, da parte del Vaticano, delle numerose critiche mosse al repentino processo di beatificazione che seguì la morte della religiosa[59][60].

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • I fioretti di Madre Teresa di Calcutta, messaggi raccolti da José Luis Gonzáles-Balado, Bari, Edizioni paoline, 1975; 1992. ISBN 88-215-2479-5; 2001. ISBN 88-215-4395-1.
  • Sorridere a Dio. Esperienze, preghiere, spunti di riflessione, Alba, Edizioni Paoline, 1976.
  • Tu mi porti l'amore, Roma, Città Nuova, 1976.
  • La gioia di darsi agli altri, Roma, Paoline, 1978.
  • Una speranza per la Chiesa. Tre conversazioni, Brescia, Queriniana, 1980.
  • Una via all'amore. Meditazioni, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 1982.
  • Missione d'amore, con i suoi collaboratori, Milano, Rusconi, 1985. ISBN 88-18-30006-7.
  • Maria, madre delle riconciliazioni, con frère Roger di Taizé, Padova, Messaggero, 1987. ISBN 88-7026-782-2.
  • Con la parola e con l'esempio. Meditazioni spirituali, Casale Monferrato, Piemme, 1988. ISBN 88-384-2040-8.
  • Le mie preghiere. Pensieri e meditazioni per ogni giorno dell'anno, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1988. ISBN 88-17-11502-9.
  • Saremo giudicati sull'amore. La vocazione cristiana, Roma, Città nuova, 1988. ISBN 88-311-4363-8.
  • Via crucis, con frère Roger di Taizé, Padova, Messaggero, 1988. ISBN 88-7026-784-9.
  • La mia vita, Milano, Rusconi, 1990. ISBN 88-18-30027-X.
  • ...Anche quando costa.... Conversazioni spirituali della Madre alle sue suore, Leumann, Rivoli, Elle Di Ci, 1992. ISBN 88-01-10132-5.
  • Parole bianche di madre Teresa del mondo con 12 sue poesie-preghiere e pensieri di Kahlil Gibran, Borgofranco d'Ivrea, Blu international studio, 1992.
  • Preghiera, con VHS, Torino-Casale Monferrato, Nuova ERI-Piemme, 1992. ISBN 88-384-2502-7.
  • La preghiera. Freschezza di una sorgente, con frère Roger di Taizé, Padova, Messaggero, 1993. ISBN 88-250-0203-3.
  • Breviario di madre Teresa, Milano, Rusconi, 1993. ISBN 88-18-12107-3.
  • Con tanto amore. Pensieri, Bologna, EDB, 1993. ISBN 88-10-80594-1.
  • Preghiamo con Madre Teresa. Preghiere-riflessioni, Milano, Edizioni Paoline, 1993. ISBN 88-315-0766-4.
  • Quel che Dio può fare. Meditazioni, Casale Monferrato, Piemme, 1993. ISBN 88-384-2539-6.
  • Beati voi.... Le parole di madre Teresa, Casale Monferrato, Piemme, 1994. ISBN 88-384-2224-9.
  • Il cammino semplice, Milano, A. Mondadori, 1995. ISBN 88-04-40659-3.
  • La mia regola, Casale Monferrato, Piemme, 1995. ISBN 88-384-2412-8.
  • Meditazioni per ogni giorno dell'anno liturgico. Da considerazioni di Madre Teresa di Calcutta, Milano, Rusconi, 1996. ISBN 88-18-30039-3.
  • I pensieri più belli di madre Teresa, Leumann, Rivoli, Elle Di Ci, 1996. ISBN 88-01-00749-3.
  • La gioia di amare. Un pensiero al giorno con madre Teresa, Milano, A. Mondadori, 1997. ISBN 88-04-42857-0.
  • Non c'è amore più grande, Milano, Rizzoli, 1997. ISBN 88-17-84550-7.
  • Parole sante, Milano, Rusconi, 1997. ISBN 88-18-30041-5.
  • Per amore di Gesù, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1997. ISBN 88-215-3480-4.
  • Ti offro il mio cuore, o Signore, Milano, A. Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45848-8.
  • Nel cuore del mondo. Pensieri, racconti, preghiere, Milano, Rizzoli, 1998. ISBN 88-17-85989-3.
  • Le preghiere di Madre Teresa, Udine, Segno, 1998. ISBN 88-7282-328-5.
  • Come una goccia nell'oceano. 100 pagine di madre Teresa, Roma, Città nuova, 2000. ISBN 88-311-4251-8.
  • La gioia della preghiera, Milano, Gribaudi, 2000. ISBN 88-7152-591-4.
  • Gli insegnamenti di madre Teresa per uomini e donne di tutte le fedi, Milano, Sonzogno, 2000. ISBN 88-454-2008-6.
  • "Il mio segreto: prego". Raccolta di preghiere, Camerata Picena, Shalom, 2000.
  • Preghiere a misura di cuore, Casale Monferrato, Piemme, 2000. ISBN 88-384-4976-7.
  • Toccare i cuori con l'amore, Milano, Gribaudi, 2001. ISBN 88-7152-645-7.
  • Un volto di tenerezza. Le immagini di una vita, Milano, Oscar Mondadori, 2001. ISBN 88-04-49060-8.
  • Il mio libro di preghiere, Milano, Mondadori, 2002. ISBN 88-04-50928-7.
  • Il segreto di Madre Teresa. Il diario e le lettere inedite dei colloqui con Gesù riportati alla luce dal processo di beatificazione, Casale Monferrato, Piemme, 2002. ISBN 88-384-6546-0.
  • Vivi davvero! Da madre Teresa parole di saggezza, Milano, Paoline, 2003. ISBN 88-315-2514-X.
  • Pensieri da mangiare, con 12 poesie-preghiere originali, Torino, BIS, 2003. ISBN 88-86347-98-7.
  • Pensieri e parole di Teresa di Calcutta, Milano, Paoline, 2003. ISBN 88-315-2502-6.
  • Le piccole cose con grande amore. Un mese con madre Teresa di Calcutta. Meditazioni e preghiere, Ponteranica, Centro eucaristico, 2003. ISBN 88-86702-76-0.
  • Alla scuola della carità. Le mie preghiere, Milano, BUR, 2006. ISBN 88-17-00945-8.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Compagna Onoraria dell'Ordine dell'Australia (Australia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagna Onoraria dell'Ordine dell'Australia (Australia)
Dama di Gran Croce del Grand'Ordine della Regina Jelena (Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce del Grand'Ordine della Regina Jelena (Croazia)
— 1995
Bharat Ratna (India) - nastrino per uniforme ordinaria Bharat Ratna (India)
Dama dell'Ordine del Sorriso (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine del Sorriso (Polonia)
Presidential Medal of Freedom (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom (Stati Uniti)
— 1985

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sulla località di origine di Kole, cfr. Leo-Maximilian Maasburg, "Mother Teresa of Calcutta: A Personal Portrait", Ignatius, 2010.
  2. ^ Il nome assunto da suora avrebbe dovuto quindi essere Therese (o Thérèse, alla francese): ciò non fu però possibile perché un'altra suora aveva appena scelto di adottare quel nome. La giovane Anjeza optò quindi per la variante spagnola/italiana Teresa, che mantenne tutta la vita (cfr. Meg Greene, Mother Teresa: A Biography, Greenwood Press, 2004).
  3. ^ Meg Greene, Mother Teresa: A Biography, Greenwood Press, 2004 (pag. 27).
  4. ^ Michelguglielmo Torri, "Storia dell'India", Laterza & figli, Roma-Bari, 2000.
  5. ^ La data è oggi celebrata dalle Missionarie della Carità come il Giorno dell'ispirazione (Inspiration Day). Vedi http://www.motherteresa.org/13_anni/Reactionsandcomments.html (consultato il 26 settembre 2010).
  6. ^ M.G. Chitkara, "Mother Teresa", APH Publishing Corporation, New Delhi, 1998.
  7. ^ In ricordo di questo fatto, il 26 agosto 2010 il Governo indiano, per celebrare il centenario della nascita di Madre Teresa, ha coniato una moneta celebrativa del valore di 5 rupie (Cfr. Deccan Herald, "Commemorative coin on Mother Teresa released", http://www.deccanherald.com/content/92113/commemorative-coin-mother-teresa-released.html, consultato il 30 settembre 2010).
  8. ^ Tra le diverse persone che aiutarono Madre Teresa all'inizio della sua attività negli slum, Shubashini Das fu infatti la prima a esprimere il desiderio di non limitarsi a servire i poveri in alcune ore di volontariato, ma di seguire interamente l'esempio di vita della suora (Cfr. Teresio Bosco, Madre Teresa di Calcutta, Elledici, Torino, 2003).
  9. ^ Secondo R. Allegri, Madre Teresa disse che in questo modo voleva infatti evitare l'errore di ordini religiosi del passato che, nati per assistere i poveri, erano poi lentamente finiti per servire i ricchi (cfr. R. Allegri, Madre Teresa mi ha detto, Ancora Editrice, Milano, 2010).
  10. ^ Spink, Kathryn. Mother Teresa: A Complete Authorized Biography. New York, 1997. HarperCollins, p. 55. ISBN 0-06-250825-3
  11. ^ Christopher Hitchens, "Mother Teresa", The New York Review of Books, volume 43, numero 20, 19 dicembre 1996.
  12. ^ R.Allegri, "Madre Teresa mi ha detto", Ancora Editrice, Milano, 2010, pagg. 81-89.
  13. ^ Malcolm Muggeridge, "Qualcosa di bello per Dio", (1971), nuova ed. Paoline Editoriale Libri, Milano, 2010, pag. 94.
  14. ^ In particolare, la fama internazionale di Madre Teresa crebbe enormemente dopo un fortunato servizio della BBC del 1969 titolato Qualcosa di bello per Dio, realizzato dal noto giornalista Malcolm Muggeridge
  15. ^ Cfr. comunicato stampa per l'assegnazione del Premio: http://nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/1979/press.html
  16. ^ Ettore Mo, Presentazione in M. Torri, "Storia dell'India", Ed. RCS, Milano, 2004, pag. XI.
  17. ^ Nel 2009 il governo albanese ha chiesto di poter ospitare le spoglie di Madre Teresa: la richiesta è stata però rifiutata dal governo indiano. Cfr. "India rejects Albania's demand for Mother Teresa's remains", in "The Times of India", 13 ottobre 2009. Vedi http://timesofindia.indiatimes.com/india/India-rejects-Albanias-demand-for-Mother-Teresas-remains/articleshow/5120717.cms (link consulato il 7 ottobre 2010).
  18. ^ The Nobel Peace Prize 1979, comunicato del Comitato norvegese del Premio Nobel
  19. ^ Maggiori approfondimenti in John Senness, Award Ceremony Speech, 1979
  20. ^ "In these twenty years of work among the people, I have come more and more to realise that it is being unwanted that is the worst disease that any human being can ever experience" in John Senness, Award Ceremony Speech, 1979
  21. ^ Madre Teresa, Nobel Lecture, 1979.
  22. ^ Nobel Lecture, Nobelprize.org, 11 dicembre 1979. URL consultato il 30 agosto 2008.
  23. ^ Pier Giorgio Liverani, Dateli a me. Madre Teresa e l'impegno per la vita, Roma, Città Nuova, 2003. ISBN 88-311-6071-0. Sul rapporto tra Pro Life e Madre Teresa di Calcutta, loro presidentessa onoraria.
  24. ^ Corriere della Sera, Mai parlato di Diana, 16 gennaio 1996, url consultato il 4 dicembre 2011.
  25. ^ Christopher Hitchens, Mommie Dearest in Slate, 11 dicembre 1979. URL consultato il 20 ottobre 2003.
  26. ^ R. Allegri, "Madre Teresa mi ha detto", Ancora Editrice, Milano, 2010, pag. 59
  27. ^ Gloria Germani, "Teresa di Calcutta, una mistica tra Oriente e Occidente. Il suo pensiero in rapporto all'India e a Gandhi", Paoline, 2003, pag. 98.
  28. ^ Per il discorso pronunciato in occasione del Nobel è consultabile all'indirizzo, cfr. http://nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/1979/teresa-lecture.html (link controllato il 7 ottobre).
  29. ^ "Mother Teresa's Crisis of Faith", in "Time", 23 agosto 2007. Cfr. http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1655415-1,00.html (link consultato il 7 ottobre 2010).
  30. ^ Brian Kolodiejchuk, "Sii la mia luce", Rizzoli, 2009
  31. ^ Le crisi di fede di Madre Teresa raccontate in un libro negli Usa - Persone - Repubblica.it
  32. ^ Aldo Maria Valli, Scritti cattolici, Edizioni Messaggero, Padova, 2010, p. 75"
  33. ^ Franca Zambonini, "Madre Teresa: la mistica degli ultimi", Paoline, 2003, pagg. 33-34
  34. ^ Il postulatore della causa, Padre Brian, ha affermato nel 2010 che vengono ricevuti migliaia di rapporti su favori da parte di persone che pregano l'intercessione di Madre Teresa, ma che al momento era ancora in ricerca di un nuovo caso miracoloso, The Catholic Transcript Online, url consultato il 4 dicembre 2011
  35. ^ La Repubblica, url consultato il 4 dicembre 2011
  36. ^ Per una ricostruzione della vicenda, cfr. "Il miracolo", in "Con queste parole Madre Teresa di Calcutta è stata proclamata beata", Rainews24, url consultato il 4 dicembre 2001
  37. ^ ExpressIndia.com, 14-10-2002, cit.
  38. ^ Besra's husband says doctors cured her, not Mother Teresa in ExpressIndia.com, 14 ottobre 2002. URL consultato il 28 agosto 2008.
  39. ^ Satinder Bindra, Doubt over Mother Teresa's miracle in CNN.com. URL consultato il 28 agosto 2008.
  40. ^ M Chhaya, Doctor claims pressure to ratify Teresa's 'miracle' in rediff.com. URL consultato il 28 agosto 2008.
  41. ^ M Chhaya, West Bengal rejects Mother Teresa's miracle in rediff.com. URL consultato il 28 agosto 2008.
  42. ^ R. Allegri, "Madre Teresa mi ha detto", Ancora Editrice, Milano, 2010, pag. 54.
  43. ^ Malcolm Muggeridge, "Qualcosa di bello per Dio", (1971), nuova ed. Paoline Editoriale Libri, Milano, 2010, pag. 157.
  44. ^ Most Admired Men and Women: 1948-1998
  45. ^ Nel discorso di premiazione (Discorso alla premiazione del Nobel per la pace) disse di accettarlo esclusivamente a nome dei poveri e presentò l'aborto come il principale pericolo in grado di minacciare la pace nel mondo. Rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero: "le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo". Alla domanda: "Cosa possiamo fare per promuovere la pace mondiale?", rispose: "Andate a casa e amate le vostre famiglie"
  46. ^ Deccan Herald, "Commemorative coin on Mother Teresa released", http://www.deccanherald.com/content/92113/commemorative-coin-mother-teresa-released.html, consultato il 30 settembre 2010.
  47. ^ Gëzim I. Alpion, "Mother Teresa: saint or celebrity?", Taylor & Francis, 2007, pag. 54.
  48. ^ Madre Teresa di Calcutta La sua storia in musical, Corriere della Sera, 30 novembre 2003
  49. ^ C. Hitchens, The Missionary Position: Mother Teresa in Theory and Practice ("La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa")
  50. ^ Loudon, Mary (1996). The Missionary Position: Mother Teresa in Theory and Practice, Book Review, BMJ vol. 312, n. 7022, 6 gennaio 2006, pp. 64-5. Pagina visitata il 2 agosto 2007.
  51. ^ Charles Keating è un affarista condannato a dieci anni per truffa, racket e cospirazione. Prima della condanna fece una donazione di 1.250.000 dollari a Madre Teresa. (Christopher Hitchens, La posizione della missionaria, Minimum Fax, 1997, p. 89). Quando Keating fu sottoposto a processo per le sue attività criminose, Madre Teresa inviò una lettera alla corte in cui affermava di non essere a conoscenza degli affari di Keating, ma che chiedeva comunque la clemenza della corte in quanto Keating era stato sempre «gentile e generoso con i poveri di Dio». Madre Teresa, Lettera di Madre Teresa alla corte. URL consultato il 9 settembre 2008.) I pubblici ministeri le risposero informandola che questi affari consistevano nella truffa di risparmiatori, e che quindi anche il denaro da lei ricevuto avrebbe avuto quella provenienza, quindi se ella avesse voluto fare qualcosa anche per questi bisognosi, avrebbe potuto restituire tutto quel denaro. Madre Teresa non rispose alla lettera, né restituì la somma ricevuta.
  52. ^ http://www.michelcollon.info/articles.php?dateaccess=2007-11-01%2011:27:19&log=invites
  53. ^ http://www.atheisme.org/teresa3.html.
  54. ^ a b The Final Verdict
  55. ^ Walter Wuellenweber, "Mother Teresa: where are the millions?, Stern, 10 settembre 1998
  56. ^ Sergio Puxeddu, Il diritto di morire, L'Ateo, n. 6/2008 (60), pp. 22 sg.
  57. ^ Walter Wuellenweber, Mother Teresa: where are the millions?, Stern, 10 settembre 1998.
  58. ^ S. Larivée, C. Sénéchal, G. Chénard, Les côtés ténébreux de Mère Teresa, Studies in Religion/Sciences Religieuses, January 15, 2013 (0008429812469894). Abstract riassuntivo
  59. ^ Was Mother Teresa not so saintly after all?, Daily Mail Online, 3 marzo 2013
  60. ^ Mother Teresa: Anything but a saint…, Official Press Release of University of Montreal

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelo Comastri, Madre Teresa. Una goccia d'acqua pulita!, Edizioni Paoline, 2003
  • Annalisa Borghese, La donna delle beatitudini. Madre Teresa di Calcutta, Ancora, 2001
  • Christian Feldmann, Madre Teresa. Vita e messaggio, Queriniani, 1998
  • Christopher Hitchens. La posizione della missionaria. Teoria e pratica di madre Teresa (tit. or.: The Missionary Position. Mother Teresa in Theory and Practice, Verso, London 1995). ed. minimum fax, Roma 2003. ISBN 88-7521-009-8
  • Desmond Doig, Madre Teresa. La sua gente, il suo lavoro, San Paolo Edizioni, 1992
  • Edward Le Joly, Lo facciamo per Gesù. Madre Teresa e le Missionarie della Carità, San Paolo Edizioni, 2003
  • Edward Le Joly, Madre Teresa. Gli anni della gloria, San Paolo Edizioni, 1990
  • Eileen Egan e Kathleen Egan, Madre Teresa e le beatitudini, Queriniana, 2000
  • Elena Bergadano, Madre Teresa. La donna più potente del mondo, Edizioni Paoline, 1997
  • Franca Vitali, La vita di Madre Teresa, Edizioni Paoline, 2005
  • Franca Zambonini, Madre Teresa. La mistica degli ultimi, Edizioni Paoline, 2003
  • Giuseppe Ramello, Madre Teresa di Calcutta. La santa dei poveri più poveri, San Paolo Edizioni, 2003
  • Gloria Germani, Il pensiero di Teresa di Calcutta, Edizioni Paoline, 2000
  • Gloria Germani, Teresa di Calcutta. Una mistica tra Oriente e Occidente, Edizioni Paoline, 2003
  • Jaya Chaliha ed Edward Le Joly, Madre Teresa di Calcutta - La gioia di Amare, Arnoldo Mondadori Editore, 1997
  • José Louis Gonzalez-Balado, I fioretti di Madre Teresa di Calcutta, San Paolo Edizioni, 2001
  • José Louis Gonzalez-Balado, Madre Teresa dei poveri. Una vita per gli altri, San Paolo Edizioni, 1997
  • Joseph Langford, Il fuoco segreto di Madre Teresa, Rizzoli 2009
  • Kathryn Spink, Madre Teresa. Una vita straordinaria, Piemme, 2003
  • Kolndrekaj Gjon, Madre Teresa: una bambina di nome Gonxhe, CDA - RAIERI, 2007
  • Luigi Guglielmoni e Fausto Negri, Qual è l'amore più grande? Via crucis con Madre Teresa di Calcutta, Berti, 2006
  • Lush Gjergji, Madre Teresa e le sue radici, EMI, 1987
  • Lush Gjergji, Madre della carità, VELAR, Bergamo, 2003.
  • Lush Gjergji, Vivere, amare, testimoniare, la spiritualità di Madre Teresa, VELAR, Bergamo, 1997.
  • Lush Gjergji, Madre Teresa, prima biografia completa, Jaca Book, Milano, 1983.
  • Leo-Maximilian Maasburg, Mother Teresa of Calcutta: A Personal Portrait, Ignatius, 2010.
  • Malcolm Muggeridge, Qualcosa di bello per Dio. Madre Teresa di Calcutta, San Paolo Edizioni, 1988
  • Maria di Lorenzo, Madre Teresa. Lo splendore della carità, Edizioni Paoline, 2003
  • Maria Fernandez de Cordova, Teresa di Calcutta. La madre dei più poveri, San Paolo Edizioni, 2003
  • Mario Bertini, Sulla strada di Madre Teresa, Edizioni Paoline, 1999
  • Marino Gobbin, Amare con Gesù. Via crucis con Madre Teresa di Calcutta, Elledici, 2004
  • Meg Greene, Mother Teresa: A Biography, Greenwood Press, 2004. ISBN 0-313-32771-8
  • Morihiro Oki, Madre Teresa. Amore senza limiti, Marietti, 1998
  • Piera Paltro, Madre Teresa di Calcutta. Una grande storia d'amore, Edizioni Paoline, 2002
  • Pio Laghi, Madre Teresa di Calcutta. Il Vangelo in cinque dita, EDB, 2003
  • Renzo Allegri, Madre Teresa mi ha detto, Ancora Editrice, Milano, 2010. ISBN 978-88-514-0752-0
  • Roswitha Kornprobst, Preghiamo con Madre Teresa, Edizioni Paoline, 1995
  • Anne Sebba, Mother Teresa: Beyond the Image, Doubleday, New York, 1997. ISBN 0-385-48952-8
  • Sebastian Vazhakala, Una vita con Madre Teresa, Elvetica, 2003
  • Severino Carlucci, Madre Teresa di Calcutta. Un meraviglioso dono di Dio, AVE, 2003
  • Teresio Bosco, La vera storia di Madre Teresa, Elledici, 2003
  • Teresio Bosco, Madre Teresa di Calcutta, Elledici, 1999
  • Teresio Bosco, Madre Teresa "il sorriso di Dio". Una biografia, Elledici, 2003
  • Valentino Savoldi, Madre Teresa emblema di pace, Elledici, 2003
  • Cristina Siccardi, Madre Teresa. Tutto iniziò nella mia terra, San Paolo Edizioni, 2009
  • Brian Kolodiejchuk, Sii la mia luce, Rizzoli, 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 95161232 LCCN: n79144708 SBN: IT\ICCU\CFIV\051337