Al Gore

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Al Gore
Al Gore, Vice President of the United States, official portrait 1994.jpg

45º Vicepresidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 20 gennaio 1993 - 20 gennaio 2001
Predecessore Danforth Quayle
Successore Dick Cheney

Senatore, Tennessee
Durata mandato 3 gennaio 1985 – 2 gennaio 1993
Predecessore Howard Baker
Successore Harlan Mathews

Membro della Camera dei Rappresentanti - Tennessee, distretto n.6
Durata mandato 3 gennaio 1983 – 3 gennaio 1985
Predecessore Robin Beard
Successore Bart Gordon

Membro della Camera dei Rappresentanti - Tennessee, distretto n.4
Durata mandato 3 gennaio 1977 – 3 gennaio 1983
Predecessore Joe L. Evins
Successore Jim Cooper

Dati generali
Partito politico Democratico
Tendenza politica Liberal, ecologista
Firma Firma di Al Gore
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 2007

Al Gore, all'anagrafe Albert Arnold Gore, Jr. (Washington, 31 marzo 1948), è un politico e ambientalista statunitense.

È stato il 45º Vicepresidente degli Stati Uniti d'America (1993-2001) durante la presidenza di Bill Clinton. Gore è stato insignito del Premio Nobel per la pace 2007 e del Premio Principe delle Asturie per la Cooperazione Internazionale 2007 (in spagnolo Premio Príncipe de Asturias de Cooperación Internacional), per il suo impegno in difesa dell'ambiente.[1]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

È figlio del senatore democratico Albert Gore, Sr. e di Pauline LaFon Gore. Dopo la laurea all'Università Harvard nel 1969 ha svolto il servizio militare in Vietnam, in cui lavorò anche come reporter e giornalista per descrivere gli eventi della guerra, cui egli era contrario[2].

Ha iniziato la carriera politica nel 1976, quando fu eletto per il Tennessee al Congresso degli Stati Uniti. Fu eletto al Senato nel 1984 e poi rieletto nel 1990: in mezzo a questi due mandati, nel 1988 si svolsero le elezioni primarie all'interno del Partito Democratico per decidere chi avrebbe dovuto sfidare George Bush alle elezioni dello stesso anno; Al Gore si candidò alle primarie (a 39 anni, venne definito dai media il più giovane serio candidato alla presidenza dai tempi di John Fitzgerald Kennedy), credendo di essere il solo candidato forte del Sud, ma la candidatura di Jesse Jackson scombinò i suoi piani: i due si divisero i voti degli stati meridionali, i primi a votare e che avrebbero potuto dare un vantaggio quasi incolmabile a un candidato. Togliendosi delegati a vicenda, finirono per favorire l'affermazione di Michael Dukakis.

Protagonista della politica[modifica | modifica sorgente]

Il 3 aprile 1989 suo figlio Albert fu coinvolto in un incidente stradale: per molto tempo le condizioni del bambino, che all'epoca aveva sei anni, furono molto critiche e tragiche, dato che fu costretto a vivere a lungo attaccato ad un respiratore artificiale; per stargli vicino, Gore si ritirò anche dalla campagna elettorale per le primarie del 1992. Mentre suo figlio era ricoverato, scrisse il libro Earth in the Balance ("Terra in equilibrio"), sulla conservazione ambientale, che ricevette critiche positive dalla testata The New York Times (primo libro scritto da un Senatore, dopo "Profiles in Courage" di J. F. Kennedy, a rientrare nella lista dei bestseller del Times).

Al Gore con il Presidente Bill Clinton nel 1993

Il 9 luglio 1992 Bill Clinton scelse Al Gore come suo vicepresidente. Al Gore dapprima temporeggiò (dopo l'incidente del figlio aveva deciso di dedicare più tempo alla famiglia e l'impegno di vice presidente sarebbe stato gravoso in termini di tempo richiesto), ma finì per accettare. Inizialmente la scelta di Clinton suscitò molte polemiche, perché i due venivano considerati troppo simili (del Sud, giovani, con idee politiche simili), creando un ticket che secondo molti critici non sarebbe stato in grado di allargare il consenso, ma i fatti dimostrarono sbagliate queste preoccupazioni ed i due riuscirono a vincere le elezioni del 1992. Molti esperti sostengono che Al Gore, confermato nel suo ruolo anche dopo le elezioni del 1996, fu uno dei vicepresidenti più influenti della storia americana: partecipò a numerose riunioni internazionali e dibattiti pubblici; favorì la diffusione di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione; lanciò numerosi attacchi militari contro Slobodan Milosevic e Saddam Hussein (celebre l'Operazione Desert Fox del 1998); si schierò a favore del protocollo di Kyōto.

Dopo otto anni di vicepresidenza nel 2000 fu il candidato alla Casa Bianca del Partito Democratico alle presidenziali. Il risultato elettorale restò in bilico per diverse settimane a causa dello strettissimo margine (poche centinaia di voti) che separava i due contendenti in Florida, i cui grandi elettori avrebbero potuto determinare la vittoria dell'uno o dell'altro. Dopo una serie di ricorsi e di appelli giudiziari relativi al conteggio dei voti, la Florida fu assegnata al candidato repubblicano George W. Bush, che fu proclamato ufficialmente come nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America. Gore ottenne comunque la maggioranza dei voti complessivi, distaccando il suo avversario di oltre 500.000 voti.

Apple, Google e i Webbys[modifica | modifica sorgente]

Nonostante le controversie, Gore ha continuato a essere coinvolto nell'industria dei computer. È un membro del Consiglio di Amministrazione di Apple Inc. dal 2003 e lavora come Consulente Senior presso Google Inc. Nel 2005, l'Accademia Internazionale delle Arti Digitali e delle Scienze ha onorato Gore ai Webby Awards con il Lifetime Achievement Award "per tre decenni di contributi a Internet". I Webby Awards, che sono considerati come il Premio Oscar del web, sono stati ideati da Tiffany Shlain. Ella ha anche constatato che "Egli è soltanto una di quelle persone che hanno fatto dei lavori straordinari come membro del Congresso, Senatore e vice Presidente."

Etica e politica[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni Gore si è parzialmente allontanato dalla politica (anche se non ha risparmiato critiche all'amministrazione Bush, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell'uragano Katrina del 2005): il 4 maggio del 2004 ha fondato il network televisivo Current TV: un canale interattivo pensato per un pubblico giovane, che è andato in onda anche in Italia sulla piattaforma satellitare di Sky dal maggio 2008 al luglio 2011.

Nel 2006 si è occupato di cinema ed è stato protagonista del documentario Una scomoda verità (An Inconvenient Truth), presentato al Festival di Cannes e che ha vinto i Premi Oscar (79ª edizione) come miglior documentario e miglior canzone ("I need to wake up", di Melissa Etheridge) del 2007: il lungometraggio illustra i pericoli e le ripercussioni che il riscaldamento globale causa alla Terra.

Pochi giorni dopo l'assegnazione dell'Oscar viene pubblicata da The Guardian la notizia secondo la quale lo stesso Gore sprechi energia nella sua casa[3]. Secondo quanto rivelato ogni mese consuma energia elettrica 20 volte di più di una famiglia americana media in un anno.

Gore ha deciso di non candidarsi alle primarie democratiche del 2008 in alternativa ad Hillary Clinton e a Barack Obama.

Al Gore riceve il Premio Nobel per la pace

Nel 2007 ha organizzato il concerto Live Earth del 07/07/07, nello stesso anno ha vinto il Premio Nobel per la pace con Intergovernmental Panel on Climate Change "per i loro sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall'uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti".[4]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna)
— 2007

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Amanda Holpuch, Al Gore follows Bill Clinton's lead with apparent turn to veganism in The Guardian, 26 novembre 2013.
  2. ^ PeaceReporter - Un Nobel poco pacifista
  3. ^ http://www.guardian.co.uk/international/story/0,,2022869,00.html
  4. ^ Al Gore vince il Nobel per la pace, Corriere.it, 12 ottobre 2007. URL consultato il 12 ottobre 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore: Vicepresidente degli Stati Uniti Successore: Sigillo del Vicepresidente degli Stati Uniti d'America
Dan Quayle 1993-2001 Dick Cheney

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