George B. McClellan

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George Brinton McClellan

George Brinton McClellan (Filadelfia, 3 dicembre 1826Orange, 29 ottobre 1885) fu un maggior generale, e per breve tempo comandante in capo dell'esercito unionista, durante la Guerra di secessione americana. Addestrato nell'Accademia militare di West Point, servì sotto il generale Winfield Scott nella guerra contro il Messico. Nel 1857 abbandonò la carriera militare per lavorare nelle ferrovie per tornare nell'esercito unionista nel 1861 appena la Guerra di secessione scoppiò.

Nelle prime fasi della guerra, McClellan giocò un ruolo importante nello sviluppo di un esercito bene addestrato e organizzato per l'Unione. Tuttavia, meticoloso nella pianificazione e nella preparazione, le sue capacità di comando durante le battaglie furono messe in discussione ed egli fu accusato d'incompetenza e di eccesso di cautela. Per quanto abile organizzatore, McClellan lasciò la condotta decisiva delle operazioni al suo avversario, il generale Robert Edward Lee, al contrario di quanto pensavano Ulysses Simpson Grant o William Tecumseh Sherman, che accettavano il rischio di uno scontro determinante anche quando tutti i preparativi preliminari fossero stati imperfetti. Il fallimento della sua Campagna Peninsulare del 1862, volta ad impadronirsi di Richmond, fu dovuto in parte non esigua alla lentezza di McClellan e al più che cauto movimento delle sue truppe verso la capitale confederata, che concesse ai comandanti confederati il tempo necessario per rafforzare le difese.

Il generale McClellan sembrò non aver mai voluto coltivare la fiducia del presidente Abraham Lincoln e dette prova di sostanziale insubordinazione nei confronti del suo Comandante in capo. Dopo essere stato rimosso dal comando, McClellan si presentò come candidato democratico opposto a Lincoln alle elezioni presidenziali del 1864 senza conseguire tuttavia la vittoria.

Dopo la guerra fu eletto infine Governatore dello Stato del New Jersey, fece costruire una ferrovia e divenne scrittore nei suoi ultimi anni. Molti dei suoi scritti furono in difesa del suo operato nel corso della Campagna Peninsulare e nella prima parte della Guerra di secessione.

Educazione, prima parte della carriera[modifica | modifica sorgente]

Nato a Filadelfia (Pennsylvania), McClellan dapprima entrò nella University of Pennsylvania, quindi si spostò nell'Accademia Militare degli Stati Uniti di West Point, classificandosi secondo della sua classe nel 1846. Inizialmente assegnato al corpo del genio, servì sotto il generale Winfield Scott in Messico, quindi si trasferì in cavalleria.

Inviato a studiare gli eserciti europei, egli fu osservatore nel corso dell'assedio di Sebastopoli nella guerra di Crimea. Al suo rientro in patria presentò all'esercito un modello di sella che affermò di aver visto usare in Prussia e Ungheria. Essa divenne nota come "Sella McClellan", ed entrò come attrezzatura standard fin quando esistette la cavalleria statunitense.

Nel 1852 partecipò, sotto il comando del capitano Randolph Barnes Marcy alla spedizione che scoprì le sorgenti del Red River.

McClellan si dimise il 6 gennaio 1857 e si dedicò agli affari nel campo delle ferrovie, diventando capo-ingegnere della Illinois Central e quindi infine presidente di divisione della Ohio & Mississippi.

Guerra di secessione[modifica | modifica sorgente]

Area occidentale della Virginia[modifica | modifica sorgente]

McClellan rientrò nella carriera militare quando la guerra scoppiò nel 1861, andando inizialmente a comandare la Milizia dell'Ohio. Il suo primo incarico fu quello di occupare l'area occidentale della Virginia, che si intendeva conservare all'Unione e che più tardi divenne lo Stato della Virginia Occidentale. Lì egli sconfisse due piccoli eserciti confederati nel 1861 e diventò famoso in tutto il Paese.

Dopo la sconfitta delle forze unioniste a Bull Run nel luglio 1861, Lincoln nominò McClellan comandante dell'Armata del Potomac (26 luglio), la principale Armata dislocata intorno a Washington. McClellan fece conseguire un alto grado di organizzazione a questa Armata e il 1º novembre 1861 diventò comandante supremo di tutte le forze dell'Unione, il primo ad avere tale onore dall'epoca del ritiro del generale Winfield Scott. Nell'ultima parte del 1861 e ai primi del 1862, numerose persone diventarono impazienti per la lentezza di McClellan nell'assumere un'iniziativa d'attacco mentre egli insisteva che le sue truppe non erano ancora pronte. Lincoln forzò McClellan ad attaccare e accettò (con qualche riluttanza) il piano di McClellan di procedere alla volta di Richmond (Virginia) da sé, dopo essersi mosso per via mare da Fort Monroe (un forte rimasto in mano unionista allorché la Virginia aveva deciso di secedere). Questa campagna è nota come Campagna Peninsulare. Lincoln rimosse McClellan dal comando supremo di tutte le forze dell'Unione nel marzo 1862, lasciandolo al comando della sola Armata del Potomac.

Campagna Peninsulare[modifica | modifica sorgente]

L'avanzata di McClellan nella Penisola della Virginia si dimostrò lenta. Egli dette credito ai rapporti di intelligence che accreditavano i Confederati di una consistenza numerica di 2 o 3 volte maggiore del reale. Critiche alla sua lentezza si dimostrarono giustificate quando alcune fortificazioni confederate, evacuate dopo che McClellan ebbe dispiegato contro di esse il suo parco d'artiglieria d'assedio, si dimostrarono difese da simulacri di cannoni.

Nella prima parte della Campagna, il generale confederato John B. "Prince John" Magruder aveva l'incarico di difendere la Penisola dall'avanzata di McClellan con una forza abbondantemente minore. Magruder usò un sistema di primitive ma efficaci fortificazioni difensive che si avvantaggiava dei corsi d'acqua esistenti oltre che delle tortuose paludi create dal fiume Warwick (Virginia) per stabilire una linea difensiva lungo la Penisola, ancorata a Yorktown. Quindi, usando gli effettivi di cui disponeva, Magruder ingenerò la falsa impressione di numerose truppe disposte dietro le linee e di un numero ancora maggiore di soldati che stavano sopraggiungendo. Dispose tutto ciò facendo marciare piccoli gruppi di uomini più e più volte, lì dove essi potevano essere visti a distanza o al limite della linea di visuale, facendoli accompagnare da un gran frastuono e da fanfare. Come risultato McClellan perse gran tempo e risorse assediando Yorktown e lasciando un gran numero di pezzi d'artiglieria sul posto sovrastimando la forza avversaria che egli riteneva fosse assai più ampia della sua. Prima di lanciare la sua offensiva contro Yorktown, venne a sapere che il nemico si era ritirato dalla Penisola alla volta di Williamsburg. McClellan fu in tal modo costretto a mettersi alla loro caccia senza che alcun beneficio potesse derivargli dal vasto numero di cannoni che egli aveva tanto accuratamente ammassato davanti Yorktown.

McClellan ripose anche speranze su un accostamento a Richmond per via fluviale, lungo il fiume James. Quell'approccio fu invalidato dalla disfatta della Marina dell'Unione nella Battaglia del Bluff di Drewry circa 7 miglia a valle della capitale confederata il 15 maggio 1862.

Le forze di terra di McClellan, confortate dal controllo del fiume York e del fiume Pamunkey, giunsero a poche miglia da Richmond e, il 1º giugno il suo esercito respinse un attacco nella battaglia di Seven Pines. Il comandante confederato Joseph E. Johnston fu ferito in questa battaglia e Jefferson Davis nominò Robert Edward Lee comandante dell'Armata della Virginia Settentrionale. Con la sua linea a cavallo del fiume Chickahominy, McClellan passò le successive tre settimane a riposizionare le sue truppe, aspettando i promessi rinforzi, perdendo un tempo decisivo mentre i Confederati rinforzavano le difese di Richmond.

Alla fine di giugno, Lee ordinò una serie di battaglie d'attacco note come le battaglie dei Sette Giorni. Mentre tali attacchi fallivano e con essi lo scopo che Lee si era prefisso di frantumare l'esercito di McClellan, essi distrussero però i nervi di McClellan e lo convinsero a far retrocedere il suo esercito più lontano da Richmond, su una base sul fiume James. In un telegramma che riportava tali eventi, McClellan accusò Lincoln di aver fatto del suo meglio perché l'Armata del Potomac fosse sacrificata: un commento che Lincoln non lesse mai (almeno a quel tempo) poiché fu censurato dal telegrafista del Ministero della Guerra.

Pressato per rimuovere McClellan dal comando, Lincoln operò un compromesso, chiamando alcuni uomini di McClellan ed alcune unità di recente costituzione per creare l'Armata della Virginia sotto John Pope che avanzò verso Richmond da NE. Pope fu sconfitto in modo spettacolare da Lee nella Seconda Bull Run in agosto.

Difesa contro l'invasione del Maryland di Lee[modifica | modifica sorgente]

Lee continuò quindi la sua offensiva lanciando la sua Campagna del Maryland, nella speranza di guadagnare simpatie per la Confederazione all'interno dello Stato schiavista del Maryland. Lincoln allora restituì l'Armata di Pope a McClellan il 2 settembre 1862. Le forze unioniste accidentalmente trovarono una copia degli ordini di Lee che aveva operato la divisione delle sue forze, ma McClellan non si mosse abbastanza in fretta per sconfiggere la Confederazione prima che le due parti dell'esercito di Lee riuscissero a ricongiungersi. Nella battaglia di Antietam presso Sharpsburg (Maryland), il 17 settembre 1862, McClellan attaccò Lee. L'esercito di Lee, benché soverchiato numericamente, non fu sconfitto in modo decisivo, dal momento che le forze dell'Unione non riuscirono a coordinare i loro attacchi e dal momento che McClellan escluse dal combattimento la sua ampia riserva.

Dopo la battaglia, Lee si ritirò in Virginia. Quando McClellan mancò d'inseguire Lee in modo aggressivo dopo Antietam, egli fu rimosso dal comando il 5 novembre e rimpiazzato dal Mag. Gen. Ambrose Burnside il 9 novembre. Non gli fu mai più assegnato alcun altro comando.

Carenza di capacità di comando[modifica | modifica sorgente]

McClellan generalmente ebbe ottime relazioni con le sue truppe. Si ricorda come egli fosse affettuosamente chiamato "Piccolo Mac"; altri talora lo chiamavano il "Giovane Napoleone". S'è detto che la sua riluttanza ad impegnare battaglia gli derivasse in parte dal suo intenso desiderio di risparmiare la vita dei suoi uomini, al punto di mancare di prendere l'iniziativa contro il nemico malgrado avesse buone opportunità per conseguire vittorie decisive che avrebbero potuto metter fine alla guerra incipientemente, sì da risparmiare la vita di migliaia di soldati su entrambi i fronti, che invece morirono nelle susseguenti battaglie.

Un'altra causa potrebbe essere dipesa dal suo coraggio personale. Durante battaglie critiche, McClellan generalmente stava bene lontano da ogni azione: durante le battaglie dei Sette Giorni si era spinto lontano dalle scene degli scontri, a nord del fiume Chickahominy; nella battaglia di Malvern Hill era a bordo di una cannoniera unionista, la U.S.S. Galena, in un punto a dieci miglia a valle del fiume James; ad Antietam il suo quartier generale era varie miglia nelle retrovie ed egli esercitò uno scarsissimo controllo della battaglia.

Ritorno alla vita civile[modifica | modifica sorgente]

McClellan fu nominato dai Democratici per concorrere alla campagna presidenziale contro Abraham Lincoln nelle elezioni del 1864.

Un manifesto del Partito dell'Unione in Pennsylvania che metteva in guardia nel 1864 sul disastro che si sarebbe prodotto in caso di vittoria di McClellan

Egli sosteneva la guerra ma la Convenzione del suo partito scrisse un documento circa un progetto anti-bellicista che McClellan comunque ripudiò. La profonda divisione nel partito, l'unità dei Repubblicani (che concorrevano sotto l'etichetta di "Partito dell'Unione") e i successi militari dell'autunno 1864 condannarono McClellan. Lincoln vinse facilmente le elezioni. Mentre McClellan era ampiamente popolare fra le truppe quando era stato comandante, essi votarono per Lincoln contro McClellan con un margine di 3-1 o anche di più.

Dopo la guerra, McClellan fu nominato Ingegnere Capo del New York City Department of Docks. Nel 1872 fu nominato presidente dell'Atlantic & Great Western Railroad.

Nel 1877 McClellan fu eletto Governatore del New Jersey come Democratico, restando in carica dal 1878 al 1881. I suoi anni finali furono dedicati a viaggiare e scrivere. Giustificò la sua carriera militare nella McClellan’s Own Story, pubblicata nel 1877. Morì nel 1885 a Orange (New Jersey) e fu sepolto nel Riverview Cemetery a Trenton (New Jersey).

Suo figlio, George B. McClellan, Jr., fu anch'egli un politico e, fra le altre cose, sindaco di New York dal 1904 al 1909.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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