Andrew Jackson

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Andrew Jackson
Andrew Jackson.jpg

presidente degli Stati Uniti
Durata mandato 4 marzo 1829 - 4 marzo 1837
Predecessore John Quincy Adams
Successore Martin Van Buren

Dati generali
Partito politico Democratico-Repubblicano (fino al 1828)
Democratico (1828-1845)
Firma Firma di Andrew Jackson

Andrew Jackson (Waxhaw, 15 marzo 1767Nashville, 8 giugno 1845) è stato un politico statunitense. È stato il 7º Presidente degli Stati Uniti d'America dal 1829 al 1837. È noto come uno dei pochi ad aver lottato apertamente contro il crescente potere bancario, specialmente negli Stati Uniti. Viene anche ricordato per aver permesso reiteratamente la violazione dei diritti umani delle tribù indiane.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 15 marzo 1767 nella zona di Waxhaw nell'estremo ovest della Carolina del Nord, in un luogo senza scuole. Poiché era orfano di padre, fu la madre a insegnargli a leggere e a scrivere, e una leggenda vuole che sia stato lui a leggere la prima copia della dichiarazione di indipendenza ad un gruppo di coloni analfabeti, quando giunse in quel luogo sperduto.

Durante l'invasione inglese della Carolina, nel 1780, Jackson fu catturato e imprigionato. Quando fu liberato e tornò a casa, scoprì che a causa della guerra sia la madre che i due fratelli erano morti. Oramai privo di una famiglia, il futuro presidente si guadagnò da vivere lavorando come apprendista sellaio, ma dedicava ogni momento libero agli studi di legge e a 24 anni divenne procuratore a Nashville, nel Tennessee, e qui sposò Rachel Donelson Robards.

Statua di Andrew Jackson, a Washington D.C.

Sotto il mandato presidenziale di John Adams il Tennessee entrò a far parte dell'unione e Jackson fu eletto al senato e divenne giudice della locale Corte Suprema. Per il suo carattere irruente e spesso rissoso, si annoiava della vita sedentaria da giudice e decise di guidare un reparto della milizia contro i nativi americani Creek in Alabama. Dopo questa spedizione bellica, iniziò ad ottenere una certa popolarità anche fuori dai confini del Tennessee.

Nel 1812, durante la guerra contro l'Inghilterra, l'allora Segretario alla Guerra James Monroe lo nominò generale comandante del fronte meridionale. Guidò un esercito formato da pionieri contro i 12.000 veterani inglesi e riportò una straordinaria vittoria: gli inglesi persero 700 uomini ed ebbero 1400 feriti, mentre gli americani ebbero 8 morti e 13 feriti. Tuttavia fu una vittoria superflua, quella della battaglia di New Orleans, in quanto la pace fra le due nazioni era già stata sottoscritta a Gand, in Belgio. Da quel momento, Jackson fu soprannominato Old Hickory, la "Vecchia Quercia". Dopo che gli USA acquistarono dalla Spagna la Florida, Jackson ne divenne il governatore.

Nel 1824 tentò l'elezione alla presidenza, ma, nonostante avesse la maggioranza dei voti popolari, venne eletto il suo sfidante John Quincy Adams.

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Dagherrotipo di Andrew Jackson.

Nel 1828, all'età di 61 anni, ritentò l'elezione, organizzandosi con i suoi sostenitori nel Partito Democratico, e questa volta sconfisse Adams. Fu il primo presidente che non proveniva da famiglie più o meno "aristocratiche" e non aveva studiato in scuole prestigiose. Era invece un uomo di frontiera e fu esaltato dai pionieri del West, mentre fu visto senza grande simpatia dagli intellettuali del Nord e del Sud del paese. Lo stesso John Quincy Adams, suo predecessore, non aveva una grande considerazione di lui e lo riteneva un analfabeta. Le persone ebbero la sensazione che con lui saliva al potere il popolo e questo fu provato quando alla cerimonia di insediamento egli aprì la Casa Bianca a migliaia di pionieri, causando un vero e proprio caos nella residenza presidenziale. Era un uomo molto determinato, era assolutamente deciso ad ottenere ciò che voleva. Era un fervente sostenitore di una democrazia piena (in questo contesto si inserisce il suo elogio nei confronti dello spoils system).

La sua presidenza fu caratterizzata da tre questioni: l'esproprio delle terre dei Cherokee, le tentazioni secessioniste della Carolina del Sud e la guerra contro la Second Bank. I Cherokee erano una popolazione indiana che si era stanziata all'interno della Georgia e si era addirittura data una costituzione su modello di quella statunitense; quando fu scoperto l'oro nei suoi territori, lo Stato della Georgia si affrettò ad espropriarne le terre, provvedimento che la Corte Suprema di John Marshall ritenne illegale (in quanto riconosceva i Cherokee come stato straniero); Jackson, però, era un sostenitore dell'autonomia dei singoli Stati dell'Unione, e legittimò l'esproprio delle terre e la deportazione degli indiani (il cosiddetto "Sentiero delle lacrime") firmando l'Indian Removal Act in seguito definito dallo storico Robert V. Remini "Uno dei peggiori crimini della storia degli Stati Uniti".

« Dica ai capi ed ai guerrieri che sono loro amico[...]: là oltre il confine di tutti gli stati, saranno proprietari di terra loro, che possiederanno finché l'erba crescerà e l'acqua scorrerà; io li proteggerò e sarò per loro amico e padre. »
(Andrew Jackson)
Dagherrotipo di Andrew Jackson nel 1844.

Egli non era comunque disposto a sancire la supremazia dei singoli Stati sull'Unione, e ciò divenne chiaro quando il South Carolina abrogò una legge federale sui dazi, accusata di favorire il Nord a discapito del Sud, minacciando addirittura la secessione; egli quindi mandò una squadra navale a Charleston per costringere lo Stato ad accettare la legge, cosa che di fatto avvenne in quanto il South Carolina si ritrovò isolato dagli altri Stati, compresi quelli del Sud. La disputa ebbe effetti anche sulla composizione del governo: il vicepresidente Calhoun si dimise in solidarietà con il suo Stato di appartenenza (gli successe Martin Van Buren).

Jackson affrontò in seguito la Banca degli Stati Uniti; egli era un uomo finemente intelligente e, guidato da attente valutazioni sugli effetti del sistema delle banche centrali nell'economia, si oppose ad un potere che riteneva illegittimo, in quanto non espressione del popolo ma di poteri economici forti. Si narra che in punto di morte, alla domanda "Qual è stato il più grande successo della sua vita?" rispose "Ho ucciso la banca". Egli riuscì a non far rinnovare il mandato ventennale che nel 1815 aveva istituito la Second Bank (Banca centrale). A causa di questo ed altri provvedimenti, l'establishment dell'alta finanza (ed in particolar modo gli ex dirigenti della Second Bank) cercò di provocare effetti negativi sull'economia e sulla stabilità monetaria. Questo perché, principalmente, i provvedimenti di Jackson erano andati ad incidere sull'indebitamento pubblico nei confronti delle banche. Il risultato fu il pareggio del bilancio dello Stato e la perdita di enormi guadagni in termini monetari e di potere per le banche centrali e per le élite dell'alta finanza, legati in modo particolare a forme di signoraggio a loro favore. Ci vollero 70 anni prima che i cambiavalute riprendessero i loro giochi di potere.

Riuscì anche ad avere la meglio sul Congresso, rivendicando per la sua carica il diritto di veto sull'attività legislativa. Per questo fu accusato di autoritarismo, in quanto tale potere era stabilito dalla Costituzione degli Stati Uniti. I suoi oppositori iniziarono (lentamente) ad organizzarsi nel Partito Whig (un nome che non a caso riecheggiava le lotte degli inglesi contro l'assolutismo di Carlo I). Toccò a lui, in veste di presidente, inaugurare la prima ferrovia nordamericana, la South Carolina Railroad, il 15 gennaio 1831. Nel 1832 ottenne un secondo mandato e sotto questo l'Arkansas entrò a far parte dell'Unione. Andrew Jackson scampò ad un attentato il 30 gennaio 1835; trovatosi nel Portorico Orientale per presenziare ai funerali del deputato della Carolina del Sud, Warren R. Davis, fu vittima di un duplice attentato alla sua vita per mano di Richard Lawrence, pittore inglese disoccupato. L'attentatore puntò l'arma contro Jackson ma si inceppò; ne prese una seconda ma con uguale risultato. Gli storici attribuiscono questo doppio malfunzionamento delle armi alle condizioni climatiche particolarmente umide. Lo stesso Jackson e altri presenti, tra cui David Crockett, immobilizzarono e fecero arrestare Lawrence. Nel 1837, scaduto anche l'ultimo mandato, si ritirò a vita privata.

Morì all'età di 78 anni, l'8 giugno del 1845, nella tenuta The Hermitage nei pressi di Nashville. Venne sepolto presso il cimitero di Hermitage, vicino Nashville, in Tennessee.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore: Presidente degli Stati Uniti Successore: Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
John Quincy Adams 1829-1837 Martin Van Buren

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