Indipendenza del Texas

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Indipendenza del Texas
Sam Houston guida i texani alla vittoria durante la Battaglia di San Jacinto (21 aprile 1836).
Sam Houston guida i texani alla vittoria durante la Battaglia di San Jacinto (21 aprile 1836).
Data 2 ottobre 1835 – 21 aprile 1836
Luogo Messico
Esito Indipendenza del Texas dal Messico
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
2.000 6.500
Perdite
700 1.500
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L'Indipendenza del Texas, detta anche Rivoluzione texana o Guerra d'indipendenza del Texas (in inglese Texas Revolution, in spagnolo Independencia de Texas), è stata un processo di affrancamento di quell'area geo-politica che si è svolto (principalmente) tra il 2 ottobre 1835 ed il 21 aprile 1836, contrapponendo il Messico alla porzione texana[1] dello Stato messicano di Coahuila y Tejas.

L'animosità tra governo messicano e coloni statunitensi iniziò con le cosiddette Sette leggi del 1835, con cui il presidente del Messico generale Antonio López de Santa Anna aveva abrogato la Costituzione messicana del 1824, sostituendola con la Costituzione messicana del 1835, di chiaro orientamento anti-federalista. Un altro motivo di scontro era l'abolizione della schiavitù, nuovamente decretata dal governo semi dittatoriale di Santa Anna, che, ispirandosi a Napoleone, cercava di modernizzare il paese in senso vagamente "illuministico" (tra l'altro aprendo l'esercito al merito, e le carriere pubbliche anche alle persone "non completamente bianche"); i coloni anglosassoni del Texas, provenienti per lo più dal sud degli USA, erano favorevoli alla schiavitù, spesso proprietari di schiavi e fermamente convinti della superiorità bianca. Il malcontento si diffuse presto in tutto il Messico, e la guerra scoppiò il 1º ottobre 1835 con la battaglia di Gonzales. I texani (all'epoca ancora cittadini del Messico) vinsero inizialmente a La Bahia (Goliad (Texas)) e San Antonio, ma poco dopo furono pesantemente battuti nelle medesime località. In breve prosieguo avvenne il celebre episodio di Alamo, un forte dei texani in cui tutti i difensori, salvo pochi sopravvissuti, furono travolti e massacrati da preponderanti forze messicane.

La guerra si concluse con la battaglia di San Jacinto (21 aprile 1836 — una trentina di km. dall'odierna Houston),[2] in cui il generale Sam Houston sconfisse in soli 18 minuti una parte dell'esercito messicano, guidata dallo stesso Santa Anna, che fu fatto prigioniero poco dopo la battaglia. La conseguenza politica fu la nascita della Repubblica del Texas. La repubblica non ottenne mai il riconoscimento dal Messico, e nella sua breve esistenza oscillò tra il collasso e l'invasione messicana. Il Texas fu annesso agli USA nel 1845, e la "questione texana" non poté dirsi risolta prima della Guerra messicano-statunitense.

Sfondo storico[modifica | modifica sorgente]

Stephen F. Austin, il "Padre del Texas".

Il Panico del 1819 precipitò gli USA in una grave depressione. Un uomo d'affari americano (già cittadino spagnolo), Moses Austin, aveva perso la sua fabbrica di piombo in questa congiuntura. Dopo un viaggio in Texas, sviluppò un progetto per portare coloni americani nella regione, il che avrebbe aiutato la Spagna nel promuovere il progresso dell'area (e ciò, auspicabilmente, sarebbe anche stato un trampolino di lancio per la carriera negli affari di Austin medesimo). Nel 1820, ottenne il beneplacito spagnolo per l'insediamento di 300 famiglie "coloniche" nel Texas. Suo figlio, Stephen F. Austin, lo aiutò a ricevere finanziamenti USA per sostenere l'iniziativa. Moses Austin stesso ottenne alla fine di quell'anno la concessione dalla Spagna, ma morì nel giugno 1821. La concessione fu ereditata dal figlio (Stephen), che raggiunse anche un accordo con il Governatore Martinez, secondo il quale ciascun migrante avrebbe potuto ottenere le seguenti quote di terreno: 259 ettari per il capofamiglia, 129 per sua moglie, 65 per ogni figlio, 32 per ogni schiavo.[3] Per le ristrettezze economiche che affliggevano gli States all'epoca, quando Austin pubblicò il bando a New Orleans, non ebbe alcuna difficoltà a raccogliere le adesioni di 300 famiglie.

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Indipendenza del Messico ed insediamenti nel Texas[modifica | modifica sorgente]

Il primo dei colonizzatori statunitensi, e per questo ritenuto padre e fondatore del Texas odierno, fu Stephen Fuller Austin che raccogliendo un precedente progetto del padre, la "Texan Venture", nel 1821 si accordò con l'ancora governatore spagnolo del Texas per il rinnovo della concessione territoriale paterna per l'insediamento in Texas di coloni angloamericani. Da New Orleans cominciò una campagna pubblicitaria in favore della sua impresa di insediamento e colonizzazione dell'area racchiusa tra i fiumi Brazos e Colorado che si rivelò vincente poiché racchiudeva in sé numerosi fattori particolarmente allettanti. Innanzitutto il costo della terra, in Texas, era di gran lunga inferiore a quello degli Stati Uniti. Qui, una tranche minima di 80 acri, costava circa 1,25 $ all'acro per un totale di 100 dollari pagabili direttamente all'acquisto della terra mentre per i coloni di Austin la terra era gratuita (gratuità della terra garantita poi anche dalle leggi messicane). Ma c'era anche un'altra ragione non meno convincente che attraeva gli americani in Texas. Messico e Stati Uniti non avevano nessun accordo bilaterale sull'estradizione di debitori fraudolenti o insolventi e pertanto, varcato il confine tra i due stati, i creditori perdevano qualsiasi possibilità di rivalsa sul fuggitivo.

Il Texas rappresentava quindi l'ancora di salvezza per molti contadini, soprattutto per quelli della valle del Mississippi, che avevano contratto numerosi debiti con le banche a causa del crollo dei prezzi agricoli del 1812. Nel 1822 fu incoronato imperatore del neonato Impero messicano Agustín de Iturbide, che nel 1823 riconobbe la famosa concessione promessa dall'ordinamento precedente (spagnolo) ai coloni. Per effetto del Plan de Iguala, la schivitù fu formalmente abolita per la prima volta, ma continuò ad essere ufficiosamente praticata in tutta la nazione. In seguito la Repubblica Messicana si ostinava a non riconoscergli la concessione rilasciatagli dal morente governo spagnolo. Austin iniziò a fare la spola per tre anni con Città del Messico nell'intento di ricomporre la questione, riuscendovi alfine. Quest'esperienza gli fu comunque propizia, poiché — appresa la lingua spagnola — si fece stretto amico del rivoluzionario messicano José Antonio Navarro.

Negli anni avvenire, i due avrebbero cooperato nell'azione di ulteriore colonizzazione del Texas. Secondo gli estremi della nota concessione (rinnovata), ogni nuovo venuto doveva convertirsi al cattolicesimo, avere condotta morale irreprensibile, acquisire la cittadinanza messicana, "ispanicizzare" le proprie generalità. Ciascun colono ricevette 16 km² di terreno. Nel 1825, all'entrata in vigore della Colonization Law, la sua colonia aveva già in forza tutte le famiglie previste. Il felice esito di tale impresa convinse numerosi altri investitori a divenire empresarios del governo messicano seguendo le sue orme tanto che nel 1829 i contratti siglati tra il governo federale e gli empresarios ammontarono a 15 per un totale di 5450 famiglie.

Disillusione dei texiani[modifica | modifica sorgente]

Nonostante ciò, per l'intero corso dell'amministrazione messicana il Texas fu profondamente animato da un'aspra diatriba tra governo centrale e coloni angloamericani che tra incomprensioni, schermaglie, atti di disobbedienza civile da dibattito puramente politico e pacifico si trasformò in scontro violento e in aperta ribellione militare. Gli oggetti del contendere tra coloni e governo erano argomenti concreti e chiaramente definiti come, per i coloni, la sicurezza della frontiera o la mala amministrazione e le troppe lungaggini burocratiche o come, per il governo messicano, l'indisciplina e l'eccessiva e continua violazione di leggi e decreti da parte dei coloni; tuttavia alla base di questa disputa stava la profonda differenza culturale tra i due contendenti che si rivelò inconciliabile e che spinse le due parti prima ad insospettirsi l'una nei confronti dell'altra e successivamente ad irrigidire le rispettive posizioni fino ad arrivare ad una violenta frattura.

Proprio in questi anni travagliati germogliarono i semi del nazionalismo texano perché proprio la contrapposizione tra mentalità messicana e statunitense dette agli immigrati americani una pesante autoconsapevolezza del loro peculiare status di "Texians", scaturito dal fatto di non essere più americani e al contempo di non poter mai diventare messicani. Infatti con la rinuncia formale alla cittadinanza statunitense, condicio sine qua non per potersi stabilire in Texas, i coloni avevano rinunciato a qualsiasi legame con la madrepatria e si erano messi nelle mani di un governo che li guardava con sospetto e che li considerava, e li trattava, alla stregua di stranieri ostili.

Inoltre molti soldati messicani che presidiavano il Texas erano in realtà criminali condannati, cui era stato concesso di barattare il carcere con il servizio militare in Texas. Un altro motivo di scontento era il periodico spostamento della loro capitale tra Saltillo e Monclova, entrambe nella remota Coahuila meridionale, che distava circa 800 km dal Texas; i texiani ambivano ad un Texas separato dalla provincia du Coahuila (ma non indipendente dal Messico) e ad avere una capitale propria. Ritenevano che una capitale più vicina avrebbe costituito un deterrente alla corruzione, facilitando gli altri affari di governo.

Del pari, non approvavano l'accordo che Stephen Austen aveva concluso con il governo messicano, al quale era riservato un diritto di prelazione sui prodotti agricoli e zootecnici. Vi era una sostenuta domanda di cotone in Europa, ed ovviamente i coloni avrebbero voluto avvantaggiarsi dei relativi prezzi più alti che avrebbero spuntato su tale mercato. Questo peraltro si scontrava anche con il dirigismo del Messico, che imponeva soprattutto la produzione di carne e cereali. Abbiamo già accennato alla (ambigua) posizione del governo in tema di schiavismo; tuttavia, effettive restrizioni erano fatte valere contro il commercio (benché si "chiudesse un occhio" sull'impiego e detenzione di manodopera servile), sicché gli "operatori economici" di questa tratta esecrabile (peraltro totalmente legale nei confinanti stati USA meridionali) ne ritraevano ulteriore motivo di dissapore.

Nel sistema messicano gli elettori e le tornate elettorali avevano un peso scarsamente rilevante, dato che tutte le principali cariche amministrative statali e locali erano affidate per incarico, direttamente o indirettamente, dal governo centrale; infatti l'esecutivo nominava il governatore di uno Stato il quale designava gli jefes politicos dei vari dipartimenti dello Stato i quali, a loro volta, sceglievano gli alcaldes delle comunità comprese nei loro distretti. Con tutti i poteri in mano a poche e selezionate autorità, detentrici di cariche alle quali poteva accedere solo un ristretto numero di rampolli messicani in quanto per poter intraprendere la carriera politica era obbligatorio saper scrivere e parlare correttamente spagnolo, e con l'assoluta lontananza delle istituzioni, libere da ogni legame con i cittadini perché non sottoposte ad elettività, ai coloni angloamericani era impossibile intraprendere una qualsiasi iniziativa collettiva.

Inaccettabile per i coloni statunitensi, da qualunque stato dell'Unione provenissero, abituarsi ad un sistema basato su una rigida e immodificabile scala gerarchica in cui il colono rappresentava solo l'ultimo anello della catena e per questo non aveva diritto di parola; infatti per gli americani era ormai acquisito un sistema politico fatto di strette relazioni e correlazioni tra pubblici ufficiali e cittadini imperniate sulla possibilità e il diritto per un cittadino di assegnare, riconfermare o bocciare un candidato ad una carica attraverso le consultazioni elettorali.

Il presidente Anastacio Bustamante accolse con allarme il rapporto del generale e ne nacque un decreto in 18 articoli, approvato il 6 aprile 1830 che sanciva rigide disposizioni riguardo agli Americani residenti in Texas e in materia di immigrazione il decreto proibiva l'accesso sotto qualsiasi forma di cittadini statunitensi in Texas. La disposizione, nota come Bustamante Decree, suscitò profonda indignazione tra i coloni americani e rappresentò per i Texani quello che lo Stamp Act significò per i coloni americani.

Santa Anna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Antonio López de Santa Anna.

Gli anni immediatamente successivi alla proclamazione del decreto del 1830 furono animati da dibattiti pubblici e privati, nelle piazze, sulla stampa, nei salotti o nelle taverne sull'opportunità e la necessità di una Home Rule. Le opinioni su come poter giungere a questo obiettivo erano molteplici e discordi, ma tutti i Texani concordavano sul fatto che fosse ormai urgente per prima cosa intervenire sulle problematiche locali, le quali potevano essere risolte solo sul posto e da gente del posto costretta a confrontarsi con questi problemi quotidianamente, non da burocrati residenti nella lontana Saltillo o nell'ancor più lontana Città del Messico. Tali dibattiti non restarono pure speculazioni in quanto i Texani, fedeli al pattern politico statunitense e alla tradizione rivoluzionaria americana, decisero di presentare ufficialmente al governo le loro lamentele e le possibili soluzioni e per poter raccogliere le idee e redigere un documento organico e comune elessero una serie di delegati che si riunirono in Convention a San Felipe nell'ottobre 1832.

In questa occasione i delegati riuscirono a mettersi d'accordo solo sulla richiesta di abolizione del decreto del 1830 e pertanto rimandarono tutto ad un'altra convention da tenersi l'anno successivo ma stavolta per far sì che la seconda convention fosse finalmente in grado di elaborare un documento ufficiale fu deciso di aprire il dibattito a tutti gli abitanti del Texas organizzando dei comitati locali di "Safety and Correspondence" con il compito di diffondere in ogni comunità texana informazioni sulla politica messicana nei riguardi del Texas e sulla politica indiana del governo in modo che tutti quanti, messi a conoscenza della reale condizione del Texas, avrebbero potuto presentare al loro delegato una serie di idee e di proposte da discutere poi in assemblea. La nuova Convention si riunì sempre a San Felipe il 1º aprile 1833, in concomitanza con l'inaugurazione ufficiale della presidenza di Santa Anna.

Nel 1829, Santa Anna era governatore di Vera Cruz. Due anni prima, il governo messicano aveva promulgato la Legge generale di espulsione che esiliava tutti gli spagnoli dal Messico.[4] Questo significava che la maggior parte delle persone istruite del Messico se ne dovevano andare. Oltre a decimare i ranghi del clero cattolico, molti tecnocrati necessari per ricostruire il Messico dopo il decennio di "salasso" bellico furono parimenti costretti a fare le valigie. Molti, riparati a Cuba, rivolsero petizioni alla Spagna perché inviasse un'altra spedizione militare a liberare il Messico. Questa forza di circa 3 500 soldati occupò Tampico finché non ne venne sloggiata da Santa Anna, divenuto nel frattempo Generalissimo. Il Generalissimo fu osannato come un eroe nazionale. Tra il 1829 ed il 1832 furono uccisi diversi presidenti in altrettanti colpi di stato, in cui Santa Anna era sempre a vario titolo coinvolto. La repubblica messicana si spaccò gravemente in due fazioni, note come Conservatori — fautori di un governo monarchico centralizzato — e Liberali — sostenitori di un governo democratico federale. Nelle elezioni presidenziali del 1833, Santa Anna si candidò come liberale, e vinse.

Nella convetion del 1º aprile 1833 furono discusse e approvate mozioni finalmente concrete. In particolare la proposta alla quale i delegati lavorarono alacremente fu quella sulla separazione della regione di Coahuila dal Texas, perché non ci poteva essere soluzione ai problemi della regione se non si partiva dalla creazione di un Local State Governement. Il "matrimonio" voluto nel 1824 tra le due province era ineguale ed innaturale, poiché il Texas non aveva alcun rappresentante nel Congresso federale e solo 12 deputati nel parlamento unicamerale dello Stato; inoltre la forte predominanza anglosassone nella regione (anglosassoni e ispanici stavano tra loro con un rapporto di 10 a 1) rendeva il Texas una regione peculiare per l'intero Messico e quindi assolutamente inconciliabile con Coahuila senza contare che le due zone erano separate da migliaia di chilometri di brughiera che di fatto era una barriera naturale insormontabile che impediva ogni sorta di comunicazioni, di traffici, di spostamenti. La convention stabilì che toccava a S. F. Austin, il cittadino più eminente del Texas, parlamentare con Santa Anna e affinché non si trovasse impreparato di fronte ad una manovra elusiva del presidente in merito alla creazione di uno Stato del Texas la convention elaborò addirittura una bozza di costituzione elaborata sul modello di quella del Massachussets del 1780.

Al di là però di ogni aspettativa il presidente Santa Anna, sebbene dopo una lunga anticamera, ricevette con cordialità Austin e, senza rifiutarle, rimise le richieste texane all'approvazione del Congresso il quale si dimostrò particolarmente lungimirante. Infatti in presenza dello stesso Austin nel maggio del 1834 il Congresso, pur respingendo la proposta di separazione tra Coahuila e Texas, approvò una mozione che prevedeva che il Texas fosse diviso in tre dipartimenti (San Antonio, San Felipe, Nacogdoches) con un conseguente aumento del numero di deputati all'assemblea statale e la possibilità di inviare tre deputati al Congresso federale. Fu inoltre riconosciuto il bilinguismo anche per i documenti ufficiali, fu garantita la tolleranza religiosa e rivoluzionato il sistema giuridico che, solo per il Texas, prevedeva l'introduzione nei processi di una giuria giudicante, la presenza di giudici in loco grazie ad una corte itinerante e una corte superiore di appello operante in Texas in alcuni periodi dell'anno. Poco dopo, Santa Anna si ritirò a vita privata nella sua hacienda,[5] permettendo al vicepresidente Valentín Gómez Farías di reggere il paese. Il governo intraprese drastiche riforme liberali, irritando i Conservatori.[6]

Ma ai Texani non fu dato neppure di immaginare gli effetti positivi che le disposizioni legislative del 1834 potenzialmente garantivano in quanto nell'ottobre del 1835 Santa Anna, risvegliandosi dalla sua hacienda revocò la costituzione del '24 con l'emanazione delle Siete Leyes ed inaugurò la sua dittatura personale. In Texas alla fine nessuno restò sorpreso del colpo di mano di Santa Anna visti i precedenti della sua carriera politica; ciò che indignò profondamente i Texani fu l'atteggiamento della Chiesa Cattolica, dell'esercito, del popolo messicano in generale i quali non solo restarono passivi di fronte alla perdita dei diritti costituzionali ma addirittura, in alcuni circoli, salutarono con favore l'avvento di una dittatura militare. I Texani a questo punto non erano più disposti a tentare di convivere con un popolo al quale non importava scegliersi i propri leader e che addirittura dimostrava di interessarsi poco o per nulla alla politica e alla costituzione.

Il numero di coloni che continuavano ad immigrare nel Texas cresceva frattanto esponenzialmente. Santa Anna credette di ravvisare in ciò la manifestazione di un complotto statunitense per conquistare la regione. Nel 1834, presentendo guai all'interno del governo messicano, Santa Anna avviò un processo involutivo, sciogliendo le camere legislative dello Stato (Texas), disarmandone le milizie,[7] ed infine abolendo la Costituzione del 1824. Per peggiorare le cose, imprigionò alcuni proprietari di piantagioni di cotone, che si erano rifiutati di aumentare i raccolti loro assegnati. Queste azioni innescarono un'ondata di sdegno in tutta la nazione messicana. Il paese si spaccò tra Centralisti (che sostenevano la dittatura di Santa Anna) e Federalisti (che reclamavano il ripristino della Costituzione del 1824). Santa Anna ordinò allora l'espulsione dal Texas di tutti i coloni non autorizzati.

Esordi della rivoluzione[modifica | modifica sorgente]

Coahuila e Texas nel 1833

Il grosso del Messico, guidato dagli Stati dello Yucatán, Zacatecas, e Coahuila, si sollevò immediatamente per reazione agli ultimi atti di Santa Anna. Questi fu impegnato per due anni nella repressione della rivolta. Sotto la bandiera dei Liberali, lo Stato di Zacatecas si ribellò contro Santa Anna. La rivolta fu soffocata brutalmente nel maggio 1835. Per giunta, Santa Anna permise ai soldati — in ricompensa del loro efficace apporto alla contro-insurrezione — di abbandonarsi impuniti al saccheggio della capitale di quello sfortunato Stato per due giorni;[8] migliaia di civili furono trucidati. Santa Anna depredò pure le ricche miniere d'argento zapatecane site in Fresnillo[9] ed umiliò ancora lo Zapatecas scorporandone quello che oggi consideriamo lo Stato indipendente di Aguascalientes. Fu il primo sintomo di un'odiosa attitudine assunta da Santa Anna verso quelli che considerava traditori. Subito dopo ordinò, infatti, a suo cognato — il generale Martín Perfecto de Cos[10] — di marciare sul Texas per estinguerne ogni focolaio di insubordinazione al potere centrale.

Rivoluzione in Texas[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del 1835, mentre qualcuno cercava di aizzare il malcontento, i texiani discutevano informalmente le questioni che si prospettavano. Alcuni incidenti tra popolazione locale e guardie daziarie ad Anahuac e Velasco provocarono scaramucce tra la milizia texiana e le truppe messicane. A fine giugno, una seconda ondata di disordini di Anahuac (confronta supra) scacciò le truppe messicane.[11] Questo evento irritò viepiù Santa Anna, che dispose un massiccio invio di rinforzi nell'intento di soggiogare il Texas. I texiani, nel complesso, fino ad agosto rimasero relativamente fedeli ad un Messico costituzionale, malgrado la loro disapprovazione del trattamento riservato ad Austin, gli incresciosi fatti di Zacatecas, l'invito a disarmare le milizie, l'ordine di espellere tutti gli immigrati illegali, e soprattutto la revoca della Costituzione del 1824. In agosto, la continuata e crescente presenza di truppe messicane, la loro incessante insistenza per deferire alla corte marziale i capi texiani radicali, e i principali scandali legislativi fondiari iniziarono ad erodere l'appoggio texiano al partito della "Pace ed attaccamento al Messico", indirizzando piuttosto tale appoggio al partito della "Guerra ed indipendenza".

Nella colonia DeWitt,[12] un soldato messicano "centralista" percosse il colono texiano Jesse McCoy con un moschetto in un litigio. A Gonzalez, le autorità militari messicane chiesero la consegna di un cannoncino da parte della milizia locale.[13][14] Il generale Cos sbarcò a Copano[15] con un'avanguardia di 300 soldati diretta a Goliad, San Antonio e San Felipe de Austin.

Austin fu rilasciato in luglio, senza essere stato formalmente incriminato per sedizione, e fu in Texas in agosto. Austin non vedeva alternative alla rivoluzione. Fu programmata una consultazione per discutere piani formali per ribellarsi, ed Austin l'approvò.

Vittorie texiane[modifica | modifica sorgente]

Un murale commemorante l'episodio del cannoncino di Gonzales. (Come and take it)

Prima che fosse intercorsa la suddetta consultazione, tuttavia, in applicazione dell'invito nazionale di Santa Anna a procedere al disarmo delle milizie, il colonnello Domingo Ugartechea, di stanza a San Antonio, ingiunse a i texiani di restituire al Messico un cannoncino che era stato loro affidato presso Gonzales.[16][17] I texiani respinsero l'intimazione. Ugartechea mandò allora il tenente Francisco Castañeda con 100 dragoni a recuperare il pezzo di artiglieria. Quando giunse alle rive, gonfiate dalla pioggia, del Fiume Guadalupe vicino a Gonzales, c'erano solo diciotto texiani a contrastarlo. Nell'impossibilità di guadare, Castañeda si accampò, ed i texiani, sepolto il cannone, chiamarono dei volontari in soccorso. Due compagnie della milizia texiana accolsero la chiamata. Il colonnello John Henry Moore fu scelto come capo della forza mista ribelli/milizia, che dissotterrò il cannone montandolo su un paio di ruote da carretto. Un nativo americano coushatta[18] entrò nell'accampamento di Castañeda portando la notizia che i texiani disponevano di 140 uomini.

Alle ore 19 del 1 ottobre 1835 i texiani sortirono furtivamente per attaccare i dragoni di Castañeda. Alle 3 (del giorno successivo) raggiunsero l'accampamento, e vi fu uno scambio di fucilate. Non vi furono vittime, ad eccezione di un texiano che si ruppe il naso cadendo da cavallo nella scaramuccia.

All'indomani vi furono delle trattative, ed i texiani sollecitarono Castañeda a passare dalla parte loro. Malgrado egli dichiarasse una qualche simpatia per le loro rivendicazioni, fu turbato dall'esplicito invito all'ammutinamento, ed il negoziato abortì. I texiani prepararono uno "stendardo" in cui campeggiava un rozzo disegno del cannone conteso, accompagnato dal motto Come and take it.[19] Poiché non avevano palle da cannone, lo caricarono con rottami metallici (a mitraglia),[20] ed aprirono così il fuoco contro i dragoni.[21] Caricarono fucili e moschetti, e spararono pure con quelli, ma Castañeda decise di non accettare il combattimento e fece ripiegare i dragoni a San Antonio. Fu così che iniziò la guerra; in molti casi le prime battute furono favorevoli agli insorti, poiché la loro immediata sollevazione aveva in qualche modo preso in contropiede le guarnigioni messicane, che non avevano fatto a tempo a prepararsi ad un effettivo conflitto.

In seguito, i texani catturarono Béjar, difesa dal generale Cos. Quando il generale Austin ebbe dato al suo esercito di volontari il noioso compito di attendere che le forze di Cos cedessero per fame,[22] molti dei suoi volontari semplicemente abbandonarono il campo di battaglia. Nel corso del novembre 1835, l'esercito texiano si assottigliò a poco a poco, passando da 800 a 600 uomini,[23] e gli ufficiali presero a cavillare sulla strategia e sul perché si fossero ritrovati a combattere contro i messicani. Parecchi ufficiali si dimisero, e tra questi Jim Bowie, che andò a Gonzales. L'assedio di Béjar, iniziato il 12 ottobre 1835, avrebbe dimostrato l'inconsistenza della leadership nel cosiddetto esercito del Texas. Austin ne era stato nominato comandante supremo, ma le sue doti mal si attagliavano alla vita militare.

Ad ogni modo (malgrado la carenza appena ricordata), l'assedio si concluse il giorno 11 dicembre, con la cattura del generale Cos assieme alle sue truppe, stremate per gli stenti. I prigionieri messicani furono rimandati liberi in Messico, dopo che ebbero promesso di non riprendere le armi contro il Texas.

Le vittorie texane delle fasi iniziali furono in gran parte ricondotte all'efficacia dei loro fucili (rigati) da caccia, muniti di maggior gittata e precisione rispetto ai moschetti ad anima liscia della fanteria messicana.

Il resto dell'esercito texano, sprovvisto di valida guida e scarsamente motivato, si preparava ad avanzare verso Matamoros, nella speranza di saccheggiare la città. Sebbene la spedizione Matamoros, come rimase nota, fosse uno degli schemi concepiti per muovere guerra al Messico, non produsse alcunché. Il 6 novembre 1835, la spedizione Tampico, capitanata da José Antonio Mexía partì da New Orleans, con l'obiettivo di togliere Tampico ai "Centralisti". La missione fallì, al pari di altre iniziative mal coordinate coeve ed analoghe, il cui deprecabile risultato fu solo un impoverimento delle risorse di parte indipendentista, con esiti infausti nei mesi successivi.

Governo provvisorio[modifica | modifica sorgente]

A Gonzales, la consultazione programmata per il mese precedente iniziò a lavorare speditamente quando arrivò dalle colonie un numero di delegati tale da raggiungere il quorum previsto. Dopo aspro dibattito, alla fine crearono un governo provvisorio che non aveva lo scopo della secessione dal Messico, ma solo di opporsi ai Centralisti. Elessero governatore Henry Smith[24] e Sam Houston fu nominato comandante in capo dell'esercito regolare del Texas. A dire il vero, non vi era ancora un esercito "regolare"; quello di Austin era formato da soli volontari, e Houston doveva crearne una vera forza armata organizzata. Poiché vi era più disponibilità di terreni che di denaro, si scelse di dare un incentivo fondiario per promuovere un esercito professionalizzato. Chi si arruolava come soldato effettivo avrebbe ricevuto dal governo un appezzamento di terra più vasto di quello che (comunque) veniva elargito ai volontari. Il governo provvisorio ingaggiò corsari e istituì un sistema postale. Fu inviato negli Stati Uniti un uomo d'affari con la missione di richiedere un prestito di centomila dollari. Furono acquistate centinaia di copie di testi tecnici militari di vario genere. Fu data ad Austin l'opzione di dimettersi da comandante dell'esercito a Béxar ed andare negli USA come rappresentante del Texas. Austin si dimise da generale il 24 novembre 1835; si tennero delle elezioni, ed il colonnello Edward Burleson divenne il successore di Austin.[25]

L'offensiva di Santa Anna[modifica | modifica sorgente]

Ejército de Operaciones[modifica | modifica sorgente]

Visti i successi ottenuti dai ribelli a Béjar, alla battaglia di Goliad e la vittoriosa scaramuccia del combattimento dell'Erba,[26] Santa Anna decise di passare al contrattacco. Il generale Cos informò Santa Anna della situazione in Texas, e poi procedette verso nord con il suo Ejército de Operaciones,[27][28][29] una forza di circa 6 000 uomini. Tale corpo di spedizione si raccolse in San Luis Potosí e marciò subito attraverso i deserti del Messico durante il peggior inverno mai registrato in quella regione. L'esercito patì centinaia di perdite umane, tuttavia continuò nella sua terribile avanzata, raggiungendo il Texas con mesi di anticipo sulle previsioni. Conquistare Béjar, cuore politico e strategico del Messico, era l'obiettivo iniziale di Santa Anna.

Alamo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Alamo.
Battaglia di Alamo: moneta da mezzo dollaro commemorativa[30]

L'arrivo di Santa Anna a Béjar (23 febbraio) avrebbe segnato la seconda occupazione della città per opera sua.[31] Nel 1813, i ribelli catturati a San Antonio erano stati massacrati. Come a Zacatecas nel 1835, in definitiva, Santa Anna era deciso a combattere "senza quartiere"[32][33] i texani che si erano barricati alla missione di Alamo.[34]

Gli assediati attendevano rinforzi.

«All'alba del 1 marzo, il capitano Albert Martin,[35] assieme ad altri 31 uomini da Gonzales e Colonia De Witt, attraversò le linee di Santa Anna e varcò le mura di Alamo, nessuno fece altrettanto. Questi uomini, per lo più padri di famiglia, si organizzarono spontaneamente ed attraversarono le linee di un nemico che contava da 4 a 6 000 effettivi, per unirsi a 150 coloni loro vicini, in una fortezza destinata alla distruzione.»[36]

Non arrivò altro rinforzo.

Alamo era difesa da poco meno di 200 uomini, comandati da William Barret Travis e Jim Bowie. Per la maggior parte, si trattava di bianchi, di origini spagnole. È possibile che ai difensori "validi" fossero da aggiungere malati e feriti reduci dall'assedio di Bèjar,[37] e secondo posteriori testimonianze vi sarebbero stati anche dei "non-combattenti". La battaglia di Alamo terminò il 6 marzo, dopo un assedio di 13 giorni in cui furono uccisi tutti i combattenti texani. L'alcalde di San Antonio riferì della cremazione delle salme di 182 difensori; fu autorizzato il seppellimento di un difensore, eseguito da un suo parente che militava nell'esercito messicano. Le perdite di Santa Anna furono comunque considerate (dai texani) assai superiori, benché non vi sia accordo sul numero preciso; anzi potrebbero essere state piuttosto basse poiché l'assalto ad Alamo fu condotto con perizia, quasi si fosse trattato di un'operazione da manuale.[38] Il sacrificio dei difensori di Alamo non rivestirà alcun particolare valore strategico, ma quei caduti saranno immediatamente acclamati come eroi dai loro compatrioti. Il più importante evento di quel periodo fu la stipula - alla Convenzione del 1836 - della Dichiarazione d'Indipendenza del Texas (nei confronti del Messico), emanata il 2 marzo.

Ben presto, Santa Anna divise le sue forze in colonne volanti,[39] inviate attraverso il Texas, nell'intento di costringere ad una battaglia decisiva l'esercito texano, ora guidato da Sam Houston.

Goliad e le vittorie di Urrea[modifica | modifica sorgente]

Il generale José de Urrea[40] marciò sul Texas da Metamoros, seguendo il profilo della costa settentrionale del Texas: in tal modo, scongiurava ogni aiuto straniero dal mare e offriva alla Marina messicana l'opportunità di sbarcare preziosi rifornimenti logistici. Le forze di Urrea entrarono in contatto con il nemico nella Battaglia di Agua Dulce,[41] il 2 marzo 1836, che avrebbe presto portato alla Campagna di Goliad.[42] Il generale Urrea mai subì sconfitte in alcun combattimento che le sue forze avessero affrontato in Texas.

A Goliad, una colonna volante di Urrea intercettò il drappello di James Fannin[43] (300 uomini circa) su una prateria aperta in un leggero avvallamento presso Coleto Creek[44] ed eseguì tre cariche con gran numero di perdite messicane. In breve però, il grosso delle forze di Urrea circondò i texani, fece convergere artiglieria e rinforzi, e determinò la capitolazione di Fannin il giorno successivo, 20 marzo. Si narra che 342 texani catturati nella Campagna di Goliad siano stati giustiziati una settimana più tardi, la Domenica delle palme, ovvero il 27 marzo 1836, per ordine personale di Santa Anna, fatto che verrà ricordato come il Massacro di Goliad.[45]

«L'impatto del massacro di Goliad fu decisivo. Fino a quell'episodio, Santa Anna ebbe la reputazione di uomo astuto ed abile, più che crudele... assieme alla caduta di Alamo, Santa Anna ed il popolo messicano furono associati in una fama di crudeltà e montò lo sdegno dei texani, degli Stati Uniti, e addirittura Gran Bretagna e Francia, in tal modo favorendo notevolmente il successo della Rivoluzione Texana.»[46]

Incontro dei due eserciti[modifica | modifica sorgente]

Carta del Messico, 1835-1846.

La ritirata texana: The Runaway Scrape[47][modifica | modifica sorgente]

Houston comprese immediatamente che il suo piccolo esercito non era preparato ad affrontare Santa Anna in campo aperto. La cavalleria messicana, esperta e temibile, era qualcosa che i texani difficilmente avrebbero potuto sconfiggere. Vedendo che la sua unica scelta possibile era mantenere unito l'esercito abbastanza da poter combattere su un terreno favorevole, Houston ordinò una ritirata verso il confine statunitense, cosa che fu peraltro imitata anche da molti coloni. Fu quindi adottata una politica della terra bruciata, che tagliava all'esercito messicano quei viveri di cui aveva pressante necessità.[48] Da lì a poco, le piogge resero impraticabili le strade, e la stagione fredda seminò largamente la morte in entrambe le compagini.

L'esercito di Santa Anna, sempre sulle tracce di Houston, perseguiva una caccia senza soste. La città di Gonzales non poteva essere difesa dai ribelli, che pertanto la diedero alle fiamme. Identica sorte attendeva la colonia di Austin, San Felipe. Lo scoramento accrebbe tra le file di Houston, divenuto bersaglio di molto risentimento. Il solo ostacolo all'avanzata di Santa Anna fu rappresentato dai fiumi in piena, che diedero a Houston la possibilità di far riposare e addestrare il suo esercito.

La sconfitta di Santa Anna[modifica | modifica sorgente]

Vi fu un'accelerazione degli eventi quando Santa Anna decise di dividere la sua colonna volante e precipitarsi a Galveston,[49] dove si erano trasferiti membri del governo provvisorio. Il Generalissimo sperava di "decapitare" la linea di comando politica degli insorti, e così terminare una guerra rivelatasi più lunga e dispendiosa delle previsioni. Nella sua concorrente veste di dittatore del Messico, Santa Anna aveva pure urgenza di rientrare quanto prima a Città del Messico.

Il quadro Surrender of Santa Anna ("Resa di Santa Anna") di William Huddle[50] mostra l'"uomo forte" messicano nel momento in cui si arrende a Sam Houston, rimasto ferito in combattimento.

Houston fu informato dell'inopinata mossa di Santa Anna. Forte di circa 700 uomini, la colonna di Santa Anna marciò ad est da Harrisburg (Texas).[51] Senza il consenso di Houston, e stanchi di darsi alla fuga, i 900 uomini dell'esercito texano mossero contro il nemico.[senza fonte] Houston non poté far altro che accompagnare i suoi uomini. I racconti sul pensiero di Houston al riguardo di queste mosse sono pure congetture, atteso che Houston non tenne un consiglio di guerra.

Il 20 aprile i due eserciti si incontrarono presso il fiume San Jacinto.[52] A separarli c'era un vasto terreno in pendenza con piante di alto fusto, che i texani usarono per copertura. Santa Anna, esultante per aver finalmente il nemico di fronte, attese i rinforzi, che erano comandati dal Generale Cos. Lo stesso giorno, ci fu una scaramuccia tra i due schieramenti (per lo più tra i reparti di cavalleria), ma nulla di decisivo.

Con gran disappunto dei ribelli, Cos arrivò prima del previsto con altri 540 soldati, facendo lievitare l'esercito di Santa Anna ad oltre 1200 effettivi. Contrariati dalle occasioni perdute e dall'irresolutezza di Houston, l'esercito dei ribelli anelava di portare un attacco. Verso le 15.30 del 21 aprile, dopo aver bruciato il ponte di Vince,[53] i texani balzarono avanti, cogliendo di sorpresa i messicani. Alcune ore prima dell'attacco, Santa Anna aveva ordinato ai suoi di stare pure in libertà, sul presupposto che i texani non avrebbero attaccato forze a loro tanto superiori. Peraltro, i messicani erano stati affaticati ai limiti della resistenza dalle continue marce forzate. In breve, furono sopraffatti dall'irruzione texana nel loro accampamento. Vi fu uno scontro di appena 18 minuti, e poi i difensori collassarono e furono in gran parte massacrati.

Secondo leggende e canti popolari, Santa Anna sarebbe stato — nell'occorso — irretito da un'affascinante bracciante agricola creola, immortalata come The Yellow Rose of Texas ("la rosa gialla del Texas).[54]

Tutto la forza di Santa Anna subì l'uccisione o la cattura per opera dello schieramento texano, che pure era palesemente inferiore di numero; caddero solo nove texani. La decisiva battaglia determinò l'indipendenza del Texas dal Messico.

Santa Anna stesso fu catturato, non avendo potuto attraversare il ponte di Vince (che era stato bruciato, come abbiamo detto). Fu condotto al cospetto di Houston, rimasto ferito ad una caviglia. Santa Anna accettò di cessare i combattimenti. Il generale Vicente Filisola,[55] constatato che i suoi uomini erano allo stremo, dispose la ritirata verso il Messico, ma non senza le rimostranze di Urrea. Solo Santa Anna era stato battuto, non l'Ejército de Operaciones, e secondo Urrea la campagna doveva proseguire, ma Filisola fu di diverso avviso.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Repubblica del Texas.

Il catturato Santa Anna fu costretto dai suoi carcerieri a firmare i Trattati di Velasco[56] il 14 maggio. Vi si riconosceva l'indipendenza del Texas e si lasciava salva la vita dello stesso Santa Anna.[57] Il piano iniziale prevedeva di rispedirlo in Messico per favorire la distensione diplomatica tra i due stati. La sua partenza fu ritardata da una folla che lo voleva morto. Poiché si dichiarava l'unica persona in grado di determinare la pace, Santa Anna fu condotto a Washington dal governo texano, perché incontrasse il presidente Jackson al fine di garantire l'indipendenza della nuova repubblica. Ma quel che Santa Anna non sapeva, era che il governo messicano lo aveva frattanto deposto in absentia; di conseguenza, egli non aveva più alcuna veste istituzionale per rappresentare il Messico.

Il Texas ottenne lo status internazionale di repubblica sovrana dopo un lungo e sanguinoso combattimento, ma il Messico non ne concesse mai il riconoscimento. La guerra si trascinò in un permanente stallo.[58]

La parabola di Santa Anna non era tuttavia conclusa: riapparve come eroe nel corso della Guerra dei pasticcini (1838). Rieletto presidente, ordinò poco dopo una spedizione in Texas, guidata dal generale Adrián Woll,[59] che riuscì per breve tempo ad occupare San Antonio. Tra i due stati vi furono piccoli scontri per parecchi anni a venire. Come abbiamo anticipato nella sinossi, questo conflitto non terminerà completamente prima della Guerra messicano-americana del 1846.

La vittoria a San Jacinto avrebbe fruttato a Sam Houston l'elezione come presidente della Repubblica del Texas.[60] In seguito, divenne senatore degli Stati Uniti e governatore del Texas.[61] Stephen F. Austin, dopo aver fallito una campagna elettorale per la presidenza texana nel 1836, fu nominato Segretario di Stato ma morì poco dopo. Sam Houston lo encomiò come "Padre del Texas". Più tardi, durante la Guerra di secessione americana, molti texani considerarono Houston "traditore della Repubblica" per il suo sforzo di impedire che il Texas si staccasse dall'Unione ed il rifiuto di giurare fedeltà alla Confederazione.

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Mentre il Texas proclamava la propria indipendenza, altri stati messicani decisero di fare altrettanto. Lo Yucatàn formò l'omonima Repubblica, riconosciuta dalla Gran Bretagna, ed i tre stati di Coahuila, Nuevo León, e Tamaulipas, unitisi, formarono la Repubblica del Rio Grande.[62] Molti altri stati sfociarono in aperta ribellione, tra questi San Luis Potosí, Querétaro, Durango, Guanajuato, Michoacán, Jalisco e Zacatecas. Tutti erano fortemente inaspriti per le decisioni già accennate di Santa Anna: abolizione della Costituzione del 1824, scioglimento del Congresso, riforma dello Stato (da federalista a centralista), espulsione degli spagnoli. Il Texas, però, fu il solo territorio che riuscì ad imporre il proprio distacco dal Messico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Segnaliamo che nella lingua inglese è invalso il sostantivo Texians per riferirsi a quelli che sarebbero poi diventati cittadini del Texas statunitense, ed all'epoca erano ancora cittadini messicani. Anche noi, in questo limitatissimo senso, indulgeremo al neologismo/esotismo texiani per rendere la medesima sfumatura semantica.
  2. ^ È appena il caso di osservare che la capitale dell'odierno Texas commemora nel nome il generale statunitense di cui si parla nel testo principale.
  3. ^ The Handbook of Texas
  4. ^ Harold Dana Sims, The Expulsion of Mexico's Spaniards, 1821-1836, ISBN 0-8229-3643-7
  5. ^ Definizione di hacienda ne La Rizzoli Larousse Enciclopedia Universale
  6. ^ Le maiuscole - in deroga all'uso della lingua italiana - vengono qui mantenute, assumendo la qualità diacronica di "nomi propri di partito" in quelle che ai nostri occhi sono pure denominazioni generiche di schieramenti, rectius orientamenti politici.
  7. ^ Il termine milizia si usa oggi comunemente per designare una forza militare composta da normali cittadini per fornire un servizio di difesa, di pubblica sicurezza ed ordine pubblico in situazioni eccezionali, o come reparto paramilitare in caso di emergenza, senza che venga corrisposta una retribuzione regolare o sia prefissato un periodo di servizio. (The American Heritage Dictionary of the English Language, Fourth Edition. Houghton Mifflin Company, 2000)
  8. ^ Né si deve credere che una tal barbara disposizione costituisca un evento poi tanto eccezionale o remoto, se è vero — come recentemente è emerso da studi storici — che il generale francese Alphonse Juin si sarebbe analogamente regolato nei confronti dei propri reparti "coloniali" (maghrebini, i goumiers),(Farac.org) autorizzati ad ogni sorta di trasgressione per premio della loro condotta (peraltro veramente eroica) nel quadro della battaglia di Montecassino (1944).
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marocchinate.
  9. ^ Sito ufficiale del comune
  10. ^ Voce Martín Perfecto de Cos su The Portal to Texas History
  11. ^ The Old Fort at Anahuac
  12. ^ Dewitt Colony
  13. ^ SL Hardin (1996) Texian Iliad: A Military History of the Texas Revolution, 1835-1836,Chapter 1, U. of Texas Press ISBN 0-292-73086-1; ISBN 978-0-292-73086-1
  14. ^ [1] excerpted publications of Texas historian, Eugene Barker
  15. ^ Texas State Library & Archives Commission
  16. ^ City of Gonzales
  17. ^ Gonzales, Texas. Chamber of Commerce & Agriculture
  18. ^ Sito ufficiale dei coushatta
  19. ^ "Venitevelo a prendere."
  20. ^ Antico tipo di munizione, con cui si caricavano talora i cannoni all'epoca della Guerra con la polvere da sparo. Si trattava di piccoli pezzi di rottami metallici che potevano produrre effetti devastanti se sparati a distanza relativamente breve (non più di 400 metri) contro un reparto di fanteria che attaccava "inquadrato", secondo l'uso dell'epoca.
  21. ^ Probabilmente ad una distanza eccessiva per la gittata di quel tipo di munizione.
  22. ^ Una conclusione canonica dell'assedio in ogni epoca.
  23. ^ Come si vede, la consistenza organica delle forze texiane renderebbe francamente eccessivo parlare di "esercito", poiché trattasi sostanzialmente della dimensione di un battaglione.
  24. ^ Handbook cit.
  25. ^ Biographical Encyclopedia of Texas
  26. ^ The Grass Fight (28 November 1835) da Lone Star Junction
  27. ^ Texas Revolution - Where The West Was Won da Jcs-group.com
  28. ^ Per un ovvio rilievo filologico, si preferisce riportare qui la dicitura Ejército de Operaciones in lingua spagnola, in luogo della traduzione inglese (Army of Operations) che pur si legge nel testo da cui dichiaratamente prende le mosse la presente voce.
  29. ^ Una cronologìa polìtico militar 1803-1880, di Linda Arnold
  30. ^ Coinsite.com
  31. ^ La prima volta si era verificata nel 1813, dopo la battaglia del fiume Medina:[2] [3] all'epoca Santa Anna era un ufficiale subalterno dell'esercito spagnolo.
  32. ^ In altri termini, non aveva intenzione di fare prigionieri, ma di passare per le armi ogni nemico possibile.
  33. ^ Dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani, a proposito dell'uso di quartiere nell'accezione di cui al testo principale.
  34. ^ National Historic Landmarks Program
  35. ^ Handbook of Texas
  36. ^ John Henry Brown, (1893) History of Texas: From 1685 to 1892, L.E. Daniell (editore)
  37. ^ Pertanto, è corretto supporre che il personale militare di Alamo si attestasse a circa 250 unità.
  38. ^ Le perdite messicane a Alamo sono un problema storiografico. Esso varia, a seconda delle fonti americane e texane, tra 600 e mille uomini; un'analisi delle perdite sulle fonti messicane è molto difficile, poiché non è stato conservato alcun documento ufficiale, quelli privati (lettere, diari, memoriali) danno cifre notevolmente più basse, inferiori al totale di morti tra gli insorti messicani, cosa possibile poiché, dopo tutto, i soldati messicani erano professionisti, e in un attacco notturno (come fu quello di Alamo) l'armamento tecnologicamente superiore dei texani non sarebbe stato utilizzabile.
  39. ^ Una colonna volante, nell'organizzazione militare, è un corpo di truppe indipendente, di solito raggruppante personale di più armi o servizi, a cui è affidato un compito particolare.
    Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Task force.
    È quasi sempre costituito "azione durante", traendo gli elementi da quelli immediatamente disponibili. Come dice la parola, si tratta in ogni caso di unità in cui è preminente l'aspetto della mobilità, per cui fanno affidamento su personale scelto, munito di mezzi di trasporto celeri (cavalli, con riferimento allo specifico contesto), e con dotazioni ridotte all'essenziale.
  40. ^ Handbook of Texas
  41. ^ Handbook of Texas
  42. ^ Lone Star Junction
  43. ^ Handbook cit.
  44. ^ Handbook cit.
  45. ^ Handbook cit.
  46. ^ Harbert Davenport, "Men of Goliad", Volume 43, Number 1, Southwestern Historical Quarterly Online
  47. ^ Sempre per uno scrupolo filologico, si è preferito lasciare la denominazione inglese del fenomeno, peraltro grosso modo traducibile come "La terra bruciata della fuga".
  48. ^ Anche di questo evento non mancano certo i precedenti storici, tra cui il più famoso è probabilmente rinvenibile nella Campagna di Russia napoleonica del 1812, singolarmente replicata nell'avventura hitleriana durante l'ultimo conflitto mondiale.
  49. ^ Sito ufficiale
  50. ^ Treasured Artworks at the Texas Capitol
  51. ^ Handbook, cit.
  52. ^ Handbook, cit.
  53. ^ Handbook, cit.
  54. ^ Handbook, cit.
  55. ^ Handbook, cit.
  56. ^ Texas State Library & Archives Commission
  57. ^ È verosimile supporre che il neonato stato texano possa aver barattato quel tanto di legittimazione che scaturiva dal riconoscimento operato dal dittatore, con la probabile aspirazione a trattarlo quale criminale di guerra, viste le sue efferatezze in danno di prigionieri indifesi. Si noti che ben altra sorte, comparativamente, fu riservata qualche anno dopo a Massimiliano I del Messico.
  58. ^ Mentre gli USA manifestavano una decisa propensione annessionistica, la Repubblica del Texas ottenne il riconoscimento dalla Francia nel 1839, e dall'Inghilterra nel 1841 (Handbook).
  59. ^ Handbook
  60. ^ Republic of Texas
  61. ^ Handbook
  62. ^ Handbook

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dingus, Anne, The Truth About Texas, Houston: Gulf Publishing Company (1995) ISBN 0-87719-282-0
  • Nofi, Albert A., The Alamo and The Texas War for Independence, Da Capo Press (1992) ISBN 0-306-81040-9
  • Hardin, Stephen L., Texian Iliad, Austin: University of Texas Press (1994) ISBN 0-292-73086-1
  • Lord, Walter, A Time to Stand,; Lincoln: University of Nebraska Press (1961) ISBN 0-8032-7902-7
  • Davis, William C., Lone Star Rising: The Revolutionary Birth of the Texas Republic, Free Press (2004) ISBN 0-684-86510-6
  • [4] Main Cause for Texas Revolution, Essay by M. Martin, Texas Legislator

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]