Andrew Johnson
| Andrew Johnson | |
|---|---|
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| 17º presidente degli Stati Uniti | |
| Durata mandato | 15 aprile 1865 – 4 marzo 1869 |
| Predecessore | Abraham Lincoln |
| Successore | Ulysses Simpson Grant |
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| 17° Governatore del Tennessee | |
| Durata mandato | 17 ottobre 1853 - 3 novembre 1857 |
| Predecessore | William B. Campbell |
| Successore | Isham G. Harris |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Democratico |
| Firma | |
Andrew Johnson (Raleigh, 29 dicembre 1808 – Elizabethton, 31 luglio 1875) è stato un politico statunitense. È stato il 17º Presidente degli Stati Uniti d'America. Fu eletto nel 1865 come vicepresidente di Abraham Lincoln, e gli successe alla massima carica quando questi fu assassinato.
Indice |
Famiglia [modifica]
Nacque il 29 dicembre 1808 a Raleigh, nella Carolina del Nord, da una famiglia molto povera. Rimasto orfano del padre a 10 anni rimase con la madre; iniziò a lavorare come apprendista sarto, trasferendosi in varie località degli Stati Uniti finché divenne sarto egli stesso, stabilendosi nel Tennessee, a Greeneville. A 21 anni sposò Eliza McCardle, che gl'insegnò a leggere e a scrivere.
Carriera politica [modifica]
Iniziò ad occuparsi di politica proprio nel Tennessee, divenendo governatore di quello stato dal 1853 al 1857, quando venne eletto al Senato. Johnson era un sudista moderato ed entrò a far parte del Partito Democratico. Fu l'unico rappresentante degli stati del Sud a continuare a partecipare al Congresso allo scoppio della guerra di secessione americana, e probabilmente per questo motivo fu scelto da Lincoln come vicepresidente per il suo secondo mandato, nel National Union ticket da lui proposto.
Nel 1865, quando Lincoln fu ucciso in un teatro di Washington, Johnson divenne presidente. Tentò di realizzare il piano di Lincoln, cioè di ricostruire il Sud e pacificarne gli animi, ma non aveva l'energia e il prestigio del predecessore e subì numerosi attacchi dai radicali del Nord, come il Ministro della Guerra, cioè Edwin McMaster Stanton e Thaddeus Stevens; il suo piano inoltre si scontrava con quello del Congresso, largamente dominato dai repubblicani radicali, che volevano punire gli Stati del Sud e sottoporli a controllo militare.
I suoi oppositori gli impedirono quindi di attuare diversi provvedimenti in favore del Sud, anche a favore dei quattro milioni di neri emancipati. Un evento importante della sua amministrazione fu l'acquisto dell'Alaska, ceduta agli USA per 7,2 milioni di dollari dalla Russia; il 1 marzo 1867 il Nebraska entrò a far parte degli stati dell'Unione.
Johnson varò anche una legge sulla distribuzione delle terre ai pionieri che favorì la colonizzazione del Far West. Johnson cercò di combattere l'opposizione del Nord silurando Stanton, ma ciò provocò un processo per impeachment contro di lui (di fatto i motivi di questo provvedimento erano prettamente politici; il Congresso radicale voleva disfarsi di un presidente così poco arrendevole nei suoi confronti). Il presidente tuttavia, poco prima della fine del mandato, ne uscì assolto, mancando un voto per raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria all'impeachment.
Nel 1869, scaduta la carica, si ritirò a vita privata: dopo due tentativi falliti di elezione a Camera e Senato, nel 1873 fu eletto di nuovo senatore. Morì il 31 luglio 1875.
Voci correlate [modifica]
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| Predecessore: | Vicepresidente degli Stati Uniti | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Hannibal Hamlin | 1865 | Schuyler Colfax | |
| Vicepresidenti degli Stati Uniti | |||
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