Underground Railroad

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Schiavi in fuga.

La Underground Railroad era una rete informale di itinerari segreti e luoghi sicuri utilizzati dal XIX secolo dagli schiavi neri negli Stati Uniti per fuggire negli stati liberi e in Canada con l'aiuto degli abolizionisti che erano solidali con la loro causa.[1] Il termine veniva applicato anche agli abolizionisti che aiutavano i fuggitivi.[2] Altri percorsi conducevano in Messico o oltreoceano.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di alcune vie della Underground Railroad.

La Underground Railroad raggiunse il suo apice tra il 1810 e il 1850,[4] con oltre 30.000 persone fuggite dalla schiavitù (soprattutto in Canada) tramite la rete[5] anche se, secondo i dati dell'US Census, risultavano solamente essere 6.000.[6] Tra le prime attività degli abolizionisti ci fu l'organizzazione, chiamata Undergroud Railroad, che si prefiggeva di dare aiuto agli schiavi che volevano fuggire. Quello di aiutare gli schiavi fuggitivi non era comunque una novità in quanto, fin dal XVIII secolo, specialmente tra i quaccheri, vi furono persone molto disponibili a favorire la fuga degli schiavi. Fu però alla fine del XIX secolo che diverse persone si adoperarono per facilitare e dare il loro aiuto ai fuggitivi elaborando piani segreti che comportavano diversi percorsi attraverso vie segrete, stazioni di riposo, guide e mezzi di trasporto.

Un manifesto del 24 aprile 1851 mette in guardia gli afroamericani di Boston dai poliziotti, indicati come procacciatori di schiavi.

Il tutto era programmato durante la notte e i fuggiaschi seguivano a piedi la stella polare o i percorsi d'acqua che conoscevano e, quando arrivava il giorno, potevano nascondersi nelle "stazioni" dove riposare, ricevere cibo e avere le indicazioni per il proseguimento del viaggio.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fugitive Slave Act.

Dal Sud le varie "strade" conducevano a Nord e le stazioni principali, soprattutto dopo che nel 1850 venne approvata la Fugitive Slave Law che esigeva la restituzione anche negli stati del Nord degli schiavi fuggiti, furono l'Ohio, la Pennsylvania, il New Jersey, New York e il Canada.

Nei piani elaborati era previsto il travestimento e i codici. Capitava così che i mulatti fingessero di essere bianchi e le donne si travestissero da uomini mentre i messaggi, trasmessi in un codice molto complesso, formavano una rete di comunicazione, detto grapevine telegraph, che, passando di stazione in stazione, informava dell'arrivo degli schiavi che erano fuggiti.

Alcune avventure di questo periodo sono stare descritte da Harriet Beecher Stowe nel suo romanzo La capanna dello zio Tom.

L'operazione Underground Railroad era perfettamente pianificata e tutti coloro che volevano fuggire venivano messi al corrente della possibilità di farlo e in seguito ricevevano le istruzioni dettagliate riguardo alla modalità della partenza. Un ruolo importante nel piano lo assumevano le canzoni il cui scopo era quello di informare gli schiavi che stava arrivando una guida che li avrebbe portati in salvo. Molte persone si prestarono a condurre lontano dalle piantagioni interi gruppi di persone che desideravano fuggire fingendosi commercianti di schiavi o altro per poter ingannare i latifondisti.

Nel 1835, in seguito al piano di fuga fallito, Frederick Douglass scrisse, a proposito delle canzoni che cantava prima della fuga con i suoi compagni: "Talvolta eravamo molto ottimisti, cantando inni ed esclamando allegramente, con un tono trionfante come se avessimo già raggiunto una terra di libertà e sicurezza. Un osservatore attento avrebbe potuto notare nel nostro canto ripetuto

(EN)

« O Canaan, sweet Canaan,
I an bound for the land of Canaan. »

(IT)

« O Canaan, dolce Canaan,
Sono diretto alla terra di Canaan. »

(Frederick Douglass, Canaan.)

qualcosa più di una speranza di raggiungere il paradiso. Intendevamo raggiungere il Nord - e il Nord era la nostra Canaan".

Harriet Tubman (da una foto di H. B. Lindsley risalente al 1880 circa).

Tra le principali guide dell'organizzazione ci fu una ex schiava, Harriet Tubman, soprannominata "il Mosè nero della sua razza". La Harriet, che a sua volta era riuscita a liberarsi dalla schiavitù, aiutava con fervore gli altri schiavi a liberarsi e, come scrive Sarah Bradfort,[7] usava una particolare canzone per avvertirli del suo arrivo e incitarli a fare i preparativi per la partenza.

(EN)

« Dark and thorny is de pathway
Where de pilgrim maskes his ways;
But beyond dis vale of sorrow
Lie de fields of endless days. »

(IT)

« Buia e ardua è la strada
Lungo la quale viaggia il pellegrino;
Ma oltre questa valle di tristezza
Giacciono i campi dei giorni infiniti. »

(Harriet Tubman, Buia e ardua è la strada.)

Vi erano poi canzoni consolatorie per coloro che non ce l'avevano fatta a fuggire e canzoni che servivano da segnale per stare allerta. Non mancavano inoltre quelle che avevano la funzione di mappa, come la famosa "Follow the Drinkin' Gourd",[8] che suggerivano ai fuggiaschi di seguire sempre l'Orsa Maggiore.

Accanto ai canti è probabile che si aggiungessero, quando un piano di fuga stava per fallire, dei versi parodistici per dare notizie sulle stazioni di incontro e sui nuovi tempi di partenza.

Purtroppo, dal momento che se il piano fosse stato scoperto le pene erano molto gravi, la documentazione riguardante la "Underground Railroad" venne quasi del tutto soppressa e molte delle notizie non sono altro che ipotesi fatte da studiosi dell'argomento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Underground Railroad, dictionary.com. URL consultato il 5 gennaio 2009.
  2. ^ (EN) The Underground Railroad, Public Broadcasting Service (PBS). URL consultato il 5 gennaio 2009.
  3. ^ (EN) PURPOSE AND BACKGROUND. Underground Railroad: Special Research Study Nation Park Service.
  4. ^ (EN) The Fugitive Slave Law African-American History, pag. 2. About.com
  5. ^ (EN) Settling Canada Underground Railroad: "Between 1840 and 1860, more than 30,000 American slaves came secretly to Canada and freedom", Historica Minute.
  6. ^ (EN) From slavery to freedom (PDF), The Grapevine, 2 febbraio 2007, pp. 3, punto 5. URL consultato il 5 settembre 2009.
  7. ^ (EN) Sarah H. (Sarah Hopkins) Bradford, Harriet, the Moses of Her People, New York, Geo. R. Lockwood and Son, 1886, p. 37..
    Il testo del libro è disponibile in: (EN) Harriet, the Moses of Her People, University Library, The University of North Carolina at Chapel Hill,. URL consultato il 5 settembre 2009.
  8. ^ H. P. Parks, "Follow the Drinking Gourd", in J. Frank Doble (a c. di), Publications of the Texas Folk Lore Society 7, Austin, 1928, pp. 81-84.

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