Donald Trump

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Donald Trump parla al CPAC

Donald John Trump (New York, 14 giugno 1946) è un imprenditore statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È un magnate americano del business, investitore, personalità televisiva e scrittore. È l'amministratore delegato e presidente della Trump Organization e il fondatore del Trump Entertainment Resorts. Lo stile di vita stravagante, la schiettezza e la guida del programma televisivo della NBC The Apprentice lo hanno reso la celebrità N° 17 nella lista delle celebrità Forbes 100 del 2011. Considerato uno dei maggiori imprenditori negli Stati Uniti, Trump è il figlio di Fred Trump, un facoltoso impenditore edile di New York City. Lui lavorò nell'azienda di suo padre, Elizabeth Trump & Son, mentre frequentava la Whartoon School dell'Università della Pennsylvania, e nel 1968 entrò ufficialmente nell'azienda. Prese il controllo dell'azienda nel 1971 e la rinominò The Trump Organization. Tramite questa, è comproprietario del celebre complesso Palm Trump International Hotel and Tower, sito sulla centrale delle tre Isole delle Palme di Dubai, Emirati Arabi Uniti. È stato inoltre proprietario dello storico Hotel Plaza di New York dal 1988 al 1995.

Fin dal 2006, Trump è il più importante testimonial della multinazionale delle telecomunicazioni e dell'energia ACN, Inc.. Secondo Forbes e la sua lista degli uomini più ricchi del mondo, egli si trova alla posizione 314, con un patrimonio stimato in 2,9 miliardi di dollari. In una puntata del Letterman Show nel marzo 2013 ha dichiarato che il suo patrimonio è di 9 miliardi di dollari.

Business[modifica | modifica wikitesto]

Donald Trump

Trump iniziò la sua carriera nella società del padre, Elizabeth Trump and Son, che si concentrava nell'affittare case a Brooklyn, Queens e Staten Island. Uno dei primi progetti di Trump, quando era ancora al college, era il rilancio del complesso Swifton Village a Cincinnati, Ohio, dove suo padre aveva messo nel 1962 5,7 milioni di dollari. Trump divenne direttamente coinvolto nel progetto e con 500.000 dollari di investimento entro due anni trasformò 1200 appartamenti con un tasso di sfitto al 66% a 1200 appartamenti con un tasso di sfitto al 100%. Nel 1972 la Trump Organization vendette Swifton Village a 6,75 milioni di dollari.

Nel 1971 Trump si trasferì a Manhattan e venne coinvolto in un grande progetto di costruzione e utilizzò il design architettonico per vincere il riconoscimento pubblico. Comprò e valorizzò Old Penn Central per 60 milioni di dollari senza impegno economico. Più tardi, con l'aiuto di 40 anni di detrazione fiscale dal fisco di New York, trasformò il fallito Commodore Hotel nel Gran Hyatt e creò la Trump Organization.

Wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Si è fatto conoscere anche nel mondo del wrestling: è stato impegnato per qualche tempo in un feud con Vince McMahon, il proprietario della World Wrestling Entertainment, culminato in un match a WrestleMania 23, il 1º aprile 2007. Al match non presero direttamente parte né McMahon né Trump, bensì due atleti scelti come loro rappresentanti, Bobby Lashley per Trump e Umaga per McMahon; a vincere la così ribattezzata Battle of Billionaires fu Lashley in rappresentanza di Donald Trump. Il match fu definito anche Hair vs. Hair poiché il perdente avrebbe dovuto tagliarsi a zero la chioma, ed infatti McMahon si ritrovò senza capelli. Ad arbitrare la contesa fu Stone Cold Steve Austin. Il 25 febbraio 2013 il sito ufficiale della WWE ha ufficializzato che Donald Trump l'ingresso di Trump nella WWE Hall of Fame il giorno prima di WrestleMania 29.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 Donald Trump si è reso noto al grande pubblico televisivo americano e internazionale anche per il successo del suo reality show televisivo The Apprentice (da cui è stato ricavato lo spin-off The Celebrity Apprentice): la versione americana è trasmessa in Italia dai canali Sky, e nel 2012 ha avuto una sua versione italiana trasmessa da Cielo, dove il boss era Flavio Briatore.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, i mass media americani ipotizzarono una possibile candidatura di Trump per la Stanza ovale per il Reform Party (che nella tornata elettorale precedente aveva candidato il miliardario texano Ross Perot, già candidato indipendente nel 1992) alle presidenziali del 2000: invece, la nomination del Reform Party andò a Pat Buchanan (in corsa con Ezola B. Foster come suo vice).

Nella puntata del 17 settembre 2008 del Larry King Live, Trump ha ufficialmente dato il suo appoggio al Senatore Repubblicano John McCain in occasione delle presidenziali del 2008.

Il 4 ottobre 2010 Trump ha dichiarato ad American Morning (trasmissione televisiva mattutina di successo della CNN) che egli sta seriamente considerando la possibilità di candidarsi per la Casa Bianca nel 2012[1][2] per i repubblicani.

Il 10 febbraio 2011 Trump ha tenuto un discorso presso il CPAC[3] in cui ha espresso le proprie posizioni politiche[4] e si è principalmente dichiarato come:

  • Contrario a qualunque provvedimento di innalzamento della pressione tributaria
  • Contrario al controllo delle armi (e quindi favorevole alle tesi propagandate dalla NRA)
  • Contrario agli aiuti internazionali
  • Contrario all'Obamacare (e quindi favorevole alla sua abolizione e, di conseguenza, alla sua sostituzione con una nuova legge)
  • Favorevole a sostenere l'idea che la Cina comunista dovrebbe essere trattata dagli Stati Uniti d'America come un nemico e, quindi, sottoposta a pesanti dazi all'importazione[5]
  • Il 16 maggio 2011 Donald Trump ha annunciato che non si candiderà per la nomination repubblicana nelle elezioni americane del 2012. Il miliardario ha dichiarato di "non essere pronto a lasciare il settore privato", mentre pare che la decisione sia stata presa a seguito di un clamoroso flop nei sondaggi: 71 americani su 100 avrebbero definito Trump "inadeguato come presidente".[6] Agli inizi di febbraio 2012 Trump ha dichiarato il proprio sostegno al candidato ultraconservatore Newt Gingrich contro Mitt Romney nelle primarie repubblicane.[7]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Famiglia Trump.

Donald Sr., il cui padre (Fred Trump) era un costruttore, ha cinque figli e si è sposato tre volte:

Il blog[modifica | modifica wikitesto]

Donald Trump, il 16 dicembre 2009, dal suo popolare blog personale, nel commentare l'avvenuta condanna in primo grado della cittadina americana Amanda Knox a 26 anni di reclusione per il diretto coinvolgimento nel brutale omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher a Perugia, proclamandosi convinto della sua innocenza e definendo il processo italiano e il suo esito un'inquietante ingiustizia, si fa promotore di un'iniziativa presso i suoi connazionali americani affinché boicottino l'Italia fintantoché questa non abbia fatto la cosa giusta, liberando Amanda, sostenendo inoltre che dovrebbe essere il pubblico ministero del processo a dover essere imprigionato al posto suo.[8]

Birthers[modifica | modifica wikitesto]

A proposito della teoria esposta dai cosiddetti birthers sulla (presunta) ineleggibilità (per violazione della cosiddetta clausola costituzionale di nascita[9]) di Barack Obama alla carica di Presidente degli Stati Uniti, Trump, in data 28 marzo 2011, ha dichiarato che:

(EN)
« It took me one hour to get my birth certificate. It's inconceivable that, after four years of questioning, the president (Obama) still hasn't produced his birth certificate. »
(IT)
« Ho impiegato un'ora per avere il mio certificato. È inconcepibile che dopo quattro anni di interrogativi il presidente (Obama) non abbia ancora mostrato il suo. »

I birthers sostengono che Barack Obama, essendo nato in Kenya[10], non sia eleggibile: il diretto interessato, invece, sostiene di essere nato a Honolulu, quindi in territorio americano. I birthers replicano dicendo che Obama non ha mai presentato pubblicamente (nonostante l'obbligo di legge) il proprio certificato di nascita originale (come, invece, ha fatto Donald Trump[11] in data 28 marzo 2011: da questo fatto, deriva la dichiarazione di cui sopra): a causa di questo curioso comportamento di Obama, i birthers sostengono che la sua elezione alla Casa Bianca sia frutto di una cospirazione anti-americana. Lo staff di Barack Obama ha, invece, bollato la teoria dei birthers etichettandola come una teoria del complotto indegna di essere commentata.

La vicenda, iniziata nell'autunno 2007, dopo aver diviso l'opinione pubblica americana in due fazioni contrapposte, ovvero i sostenitori dei birthers (tra cui Donald Trump e molti politici del Partito Repubblicano con relativi sostenitori) e i loro oppositori (ovvero i sostenitori di Obama), ha avuto conclusione il 27 aprile 2011 con la pubblicazione sul sito della Casa Bianca di un comunicato ufficiale allegante la scansione del certificato di nascita originale di Obama, che conferma la sua nazionalità americana[12].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La stella di Donald Trump sulla Hollywood Walk of Fame

Donald Trump ha avuto dei camei nei seguenti film e telefilm:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine Presidenziale della Luce (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine Presidenziale della Luce (Georgia)
— 22 aprile 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Donald Trump for President in 2012? - Political Hotsheet - CBS News
  2. ^ Donald Trump for President? | The Washington Independent
  3. ^ Crowd Goes Wild Over Donald Trump Speech at CPAC - Katie Pavlich
  4. ^ Trump makes a case for the Oval Office, upsets Paul supporters | Washington Examiner
  5. ^ The Case for Donald Trump for President | Right Wing News
  6. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/16/visualizza_new.html_868352602.html ANSA
  7. ^ Donald Trump Expected To Make Presidential Endorsement [UPDATED]
  8. ^ (EN) Free Amanda Knox, The Trump Blog, 16 dicembre 2009.
  9. ^ Il secondo articolo della Costituzione degli Stati Uniti richiede che chiunque si candidi alla Casa Bianca (come Presidente o Vicepresidente) debba rispettare alcuni requisiti rigorosi: tra gli altri, c'è l'obbligo di essere nati nel territorio sottoposto alla giurisdizione degli Stati Uniti.
  10. ^ Barack Obama è nato il 4 agosto 1961: all'epoca dei fatti, il Kenya era una colonia del Regno Unito. Se la teoria espressa dai birthers si dimostrasse corretta, allora Barack Obama sarebbe un cittadino britannico, quindi non eleggibile alla Casa Bianca in quanto il luogo di nascita non era (e non è) sottoposto alla giurisdizione americana.
  11. ^ Donald Trump releases his birth certificate, demands Obama does the same - latimes.com
  12. ^ President Obama's Long Form Birth Certificate | The White House

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Donald Trump, Robert Kiyosaki, Perché vogliamo che tu sia ricco. Due uomini un solo messaggio, Gribaudi, 2007.
  • Donald Trump, Zanker Bill, Pensa in grande e manda tutti al diavolo nel lavoro e nella vita, Etas, 2008.
  • Meredith McIver, Donald Trump, I campioni non si arrendono mai. Un'educazione informale nel business e nella vita, Etas, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 49272447 LCCN: n85387872