James Knox Polk

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James Knox Polk
James Polk restored.jpg

11º Presidente degli Stati Uniti
Durata mandato 4 marzo 1845 – 4 marzo 1849
Predecessore John Tyler
Successore Zachary Taylor

Presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti
Durata mandato 7 dicembre 1835 - 4 marzo 1839
Predecessore John Bell
Successore Robert M. T. Hunter

11° Governatore del Tennessee
Durata mandato 14 ottobre 1839 - 15 ottobre 1841
Predecessore Newton Cannon
Successore James C. Jones

Dati generali
Partito politico Democratico
Firma Firma di James Knox Polk

James Knox Polk (Pineville, 2 novembre 1795Nashville, 15 giugno 1849) è stato un politico statunitense. È stato l'11º presidente degli Stati Uniti d'America, in carica dal 1845 al 1849. Fu il primo presidente degli Stati Uniti ad essere fotografato, anche se un'immagine di Andrew Jackson in tarda età era stata precedentemente realizzata attraverso il sistema della dagherrotipia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

James Knox Polk nacque il 2 novembre del 1795 a Pineville, nella contea di Mecklenburg (Carolina del Nord), ma a soli 10 anni si trasferì con la famiglia nel Tennessee. A causa della salute cagionevole dovette studiare in privato, e riuscì a laurearsi in legge. Divenne un abile avvocato e in seguito fu eletto governatore del Tennessee. Polk dimostrava una notevole capacità oratoria, tanto che fu definito il "Napoleone dei comizi". Grazie a questa abilità Polk riuscì ad avere una brillante carriera politica, che proseguì quando diventò presidente della Camera dei rappresentanti.

Nel 1844 venne eletto presidente degli Stati Uniti con un programma nettamente espansionistico, sia a Sud (annessione del Texas), sia ad Ovest (rivendicazione dell'intero territorio dell'Oregon). Sulla prima questione lo precedette Tyler, il presidente uscente, che interpretò la vittoria di Polk come un sì all'ingresso del Texas nell'Unione. La questione era però molto delicata, anche a causa delle proteste del Messico. La tattica americana per neutralizzare il nemico fu molto astuta ma moralmente spregiudicata: rivendicando (a torto) l'annessione dei territori del Texas fino al Rio Grande, Polk schierò l'esercito alla frontiera, e al minimo disguido con i messicani dichiarò che il Messico aveva aggredito gli Stati Uniti d'America. La guerra che ne conseguì fu dura ma vide gli Stati Uniti uscirne vincitori, mentre il Messico si vide costretto a cedere un territorio vastissimo. La conquista del Texas accentuò la spinta dei coloni americani verso l'Ovest. Polk, però, non rispettò la promessa di annettere tutto l'Oregon; questo fatto contribuì a spaccare l'alleanza tra gli interessi del Sud e dell'Ovest.

Con la scoperta dell'oro nella valle del fiume Sacramento, iniziò la grande corsa all'oro in California. Il governo annesse all'Unione anche il Nuovo Messico e la California, dando un decisivo sviluppo alla corsa all'Ovest fino ad arrivare al Pacifico, ma questo fatto ebbe anche conseguenze molto negative: infatti, la forte disputa (riguardante ancora una volta lo schiavismo) che accompagnò l'annessione mise in moto anche l'irreversibile processo che in seguito porterà alla Guerra di Secessione. L'amministrazione di Polk inoltre ridusse le tariffe e costituì un tesoro federale. Il mandato del presidente finì il 4 marzo 1849, Polk morì poco dopo aver lasciato la carica, il 15 giugno dello stesso anno.

Venne sepolto presso il cimitero di Nashville, Tennessee.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Presidente degli Stati Uniti Successore
John Tyler 1845-1849 Zachary Taylor

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