Martin Van Buren

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Martin Van Buren
Martin Van Buren edit.jpg

presidente degli Stati Uniti
Durata mandato 4 marzo 1837 - 4 marzo 1841
Predecessore Andrew Jackson
Successore William Henry Harrison

Dati generali
Partito politico Democratico-Repubblicano (fino al 1825)
Democratico (1825-1848)
Suolo Libero (1848-1854)
Firma Firma di Martin Van Buren

Martin Van Buren (Kinderhook, 5 dicembre 1782Kinderhook, 24 luglio 1862) è stato un politico statunitense. È stato l'8º Presidente degli Stati Uniti d'America ed il decimo Segretario di Stato.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da genitori di origine olandese, fu il primo presidente a poter dire di essere nato davvero negli USA: infatti tutti i suoi predecessori nacquero quando gli Stati Uniti non erano ancora indipendenti. Fu anche l'unico presidente americano non di madrelingua inglese: la sua madrelingua era l'olandese e imparò l'inglese solo a scuola. Il padre gestiva una locanda sulla strada di Albany, frequentata da avvocati, che sarebbero stati i suoi primi maestri.

Studiò legge e fece pratica presso un avvocato locale e a soli 16 anni vinse la sua prima causa. Nel 1821 divenne senatore e poco dopo governatore dello stato di New York. Rimase in carica come governatore due mesi (diede le dimissioni in seguito alla sua nomina a Segretario di Stato). Era un sostenitore di Andrew Jackson, che lo nominò prima ambasciatore a Londra e poi, quando il Senato si rifiutò di ratificare la nomina, Segretario di Stato. Nel 1833 subentrò a John Calhoun alla vicepresidenza.

Fu eletto alla presidenza nel 1837, vincendo le elezioni con 170 voti dei "grandi elettori" contro i 73 del candidato conservatore William Henry Harrison. La maggioranza nei voti popolari fu però molto meno ampia: 765.483 voti per Van Buren contro 739.795 per Harrison.[1].

Il suo vicepresidente, il senatore del Kentucky Richard Mentor Johnson, fu eletto dal Senato, in quanto nessun candidato aveva ottenuto i voti sufficienti. Fu l'unico caso in cui un vicepresidente è stato eletto direttamente dal Senato.

Durante la sua presidenza il ruolo di "First Lady" fu ricoperto da sua nuora Angelica Singleton Van Buren, moglie del suo primo figlio Abraham (la moglie di Van Buren, Hanna Hoes Van Buren, morì 18 anni prima che egli diventasse presidente).

Ritratto di Martin Van Buren nel 1858, eseguito da George Healy.

Van Buren era contrario all'interferenza politica nella vita economica e sosteneva che il miglior governo è quello che governa meno. Nel maggio del 1837, solo un mese dopo che fu eletto presidente, iniziò una grave crisi finanziaria. Diverse banche di New York e Philadelphia fallirono: fu la prima grande depressione della storia americana. Van Buren non si riteneva però responsabile degli effetti di questa crisi sui cittadini americani. Era preoccupato solo del fatto che i fondi federali depositati presso le banche fossero in pericolo. Propose quindi la creazione di un dipartimento del tesoro indipendente, non vincolato alle leggi federali. Il Congresso approvò la sua istituzione il 4 luglio 1840. Van Buren definì questa legge "una seconda Dichiarazione d'Indipendenza". Questo dipartimento fu abolito nel 1841 sotto la presidenza di James Polk.

Nonostante la volontà del Texas, che aveva dichiarato l'indipendenza dal Messico nel 1836, di entrare nell'Unione, Van Buren ignorò la richiesta per non provocare una nuova polemica fra schiavisti ed abolizionisti e per non indispettire il Messico.[2]

Dopo la fine del suo mandato nel 1841 continuò l'attività politica, schierandosi a favore dell'abolizione della schiavitù. Fu candidato alla presidenza per il partito democratico altre due volte: nel 1840 (perse contro William Henry Harrison) e nel 1848 candidato con il Free Soil Party (perse contro Zachary Taylor).

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1862, venne sepolto presso il Kinderhook Cemetery di Kinderhook, New York.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ World Book Encyclopedia, Vol. 19, pag. 216.
  2. ^ Il Texas fu poi annesso all'Unione il 29 dicembre 1845. In seguito alla dichiarazione di indipendenza del Texas il Messico sospese le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e nel 1846 iniziò la guerra tra Stati Uniti e Messico, che terminò nel 1848 con la vittoria americana.
Predecessore: Presidente degli Stati Uniti Successore: Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
Andrew Jackson 1837-1841 William Henry Harrison


Predecessore Vicepresidente degli Stati Uniti Successore
John Caldwell Calhoun 1833-1837 Richard Mentor Johnson
Predecessore Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America Successore
Henry Clay 1829-1831 Edward Livingston


Governatori di New York
Predecessore: Nathaniel Pitcher (febbraio 1828-dicembre 1828) Successore: Enos T. Throop Simbolo di New York
G. Clinton | Jay | G. Clinton | Lewis | Tompkins | Tayler | D. Clinton | Yates | D. Clinton | Pitcher | Van Buren | Throop | Marcy | Seward | Bouck | Wright | Young | Fish | Hunt | Seymour | Clark | King | Morgan | Seymour | Fenton | Hoffman | J. Adams Dix | Tilden | Robinson | Cornell | Cleveland | Hill | Flower | Morton | Black | T. Roosevelt | Odell | Higgins | Hughes | White | J. Alden Dix | Sulzer | Glynn | Whitman | Smith | Miller | Smith | F. D. Roosevelt | Lehman | Poletti | Dewey | Harriman | Rockefeller | Wilson | Carey | Cuomo | Pataki | Spitzer | Paterson | Cuomo

Controllo di autorità VIAF: 69725811 LCCN: n80057180