Henry Kissinger

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Henry Kissinger
 Nobel per la pace 1973

Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1973


56° Segretario di Stato degli Stati Uniti
Durata mandato 22 Settembre 1973 - 20 gennaio 1977
Predecessore William Pierce Rogers
Successore Cyrus Vance

Consigliere per la sicurezza nazionale
Durata mandato 20 Gennaio 1969 - 3 Novembre 1975
Predecessore Walt Whitman Rostow
Successore Brent Scowcroft

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica conservatore
Titolo di studio B.A, M.A e Ph.D. in Scienze Politiche
Alma mater Harvard University
Professione Docente Universitario
Firma Firma di Henry Kissinger

Henry Kissinger, nato Heinz Alfred Kissinger (Fürth, 27 maggio 1923), è un politico statunitense di origine tedesca e membro del partito Repubblicano.

Fu consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di stato degli Stati Uniti durante le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford tra il 1969 e il 1977. Nel 1973 fu insignito del Premio Nobel per la pace.

Dotato di notevoli qualità intellettuali, Kissinger si rese protagonista, all'inizio degli anni settanta, di una brillante e innovativa politica estera, raggiungendo alcuni importanti successi per gli Stati Uniti, che gli valsero un grande prestigio internazionale e una crescente influenza all'interno dell'amministrazione Nixon. Peraltro i suoi metodi spregiudicati di azione politica, che non escludevano pesanti interferenze, anche militari, su governi e politici stranieri, per salvaguardare a tutti i costi il potere americano e impedire la sopravvivenza di realtà politiche ritenuti ostili, come nel caso del Cile e dell'Argentina, sono state aspramente criticate, inficiando in parte il giudizio storico sulla sua attività.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Ciò che mi interessa è quello che si può fare con il potere »
(Affermazione di Henry Kissinger durante un'intervista concessa a Oriana Fallaci nel 1974.[1].)

Nasce in una famiglia ebraica tedesca originaria di Bad Kissingen; suo padre, Louis Kissinger, era un insegnante, sua madre Paula una casalinga che accudiva la casa e i due figli, Heinz e Walter, piu' giovane di un anno. Era una tipica famiglia ebrea, piccolo borghese. Lasciarono la Germania nel 1938 in seguito alle persecuzioni antisemite dei nazisti. In un primo momento trovarono rifugio a Londra. Di là, con l'aiuto di alcuni parenti, i Kissinger si trasferirono a New York a Washington Heights (Upper Manhattan); L'avventura americana all'inizio fu tutt'altro che esaltante. Prima che il padre trovasse un impiego come modesto impiegato in un ufficio postale, era la madre Paula a garantire la sopravvivenza alla famiglia. S'inventò il mestiere di cuoca e pasticciera: organizzava servizi di cucina per sposalizi, feste ebraiche e bar mitzvah.[senza fonte]

Heinz cambiò il suo nome in Henry. S'iscrisse alla High School George Washington e da subito si mise in mostra come uno degli studenti più brillanti. Per proseguire gli studi serali d'inglese durante il giorno lavorava come operaio. Terminato il liceo, Henry s'iscrisse ai corsi serali del City College e cominciò a studiare ragioneria. Contribuiva al bilancio famigliare lavorando dapprima in una fabbrica di spazzole, poi in un'altra per pennelli da barba ed infine, trovò impiego in un ufficio postale. Il sopraggiungere della guerra nel 1943 lo liberò da una tale vita. Insieme al fratello, Walter, si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti e acquisì la cittadinanza americana. Kissinger, che non perderà poi il suo marcato accento tedesco, decise di ottenere la cittadinanza statunitense il 19 giugno 1943, dopo il suo arruolamento; venne ingaggiato come traduttore per il tedesco da un organismo di controspionaggio, con il quale operò fino al 18 aprile 1946 nella Germania occupata. Arruolato come soldato semplice, fu affidato come interprete e aiutante del generale comandante della 84a Divisione, che, nell'aprile del 1944, fu inviata a Krefeld in Germania. Conquistatasi la fiducia del comandante, gli venne affidato, sia perché parlava il tedesco, sia per le sue doti fuori dal comune, l'incarico di riorganizzare l'amministrazione di Krefeld, allo sbando dopo la fuga dei nazisti: mezzo milione di persone senz'autorità, casa, vestiti, cibo. Nel giro di una settimana il soldato semplice Henry Kissinger riuscì a far tornare alla normalità la vita a Krefeld. Venne promosso sergente e subito dopo fu distaccato alla scuola dei servizi segreti del comando europeo dove insegnava agli ufficiali come scoprire i nazisti che cercavano rifugio nella clandestinità. Terminata la guerra l'esercito gli offrì di rimanere nella scuola come insegnante civile con un lauto stipendio, ma Kissinger rifiutò. Voleva portare a termine gli studi interrotti. Nel 1947 richiese di essere ammesso a Harward e la sua domanda fu accolta. A 24 anni iniziò così una nuova fase della sua vita.

Nel 1950 ottenne summa cum laude il B.A. all'Harvard College; nel 1952 il M.A. e nel 1954 il Ph.D., entrambi presso la Harvard University, con una tesi di dottorato su Peace, Legitimacy, and the Equilibrium (A Study of the Statesmanship of Castlereagh and Metternich); nel 1957 pubblicò Nuclear Weapons and Foreign Policy. Kissinger iniziò a lavorare ad Harward a programmi speciali, anche se non come membro di diritto dell'universita'. Gli venne offerta una cattedra all'Universita' di Chicago, ma la rifiutò perché la considerava troppo lontana dalla scena politica di Washington. Preferì restare ad Harward, anche se con impieghi temporanei.

Nel 1959 fu nominato Associate Professor e Professore di ruolo nel 1962, nel Department of Government e nel Center for International Affairs, dirigendo dal 1951 al 1971 lo Harvard International Seminar e dal 1958 al 1971 lo Harvard Defense Studies Program. Inoltre, svolse consulenze per diversi organismi del governo federale (National Security Council, Council on Foreign Relations, RAND corporation, Arms Control and Disarmament Agency, Department of State)


L'uomo che lanciò Kissinger nella politica governativa fu Nelson Rockefeller, miliardario, persona di potere e di grande prestigio, repubblicano e collaboratore del presidente Eisenhower. L'incontro fra i due avvenne nel 1955, nel corso di un seminario che Rockefeller organizzò a New York con istituti di cultura e organismi governativi per esaminare vari problemi di politica internazionale. Il feeling fra il giovane brillante e ambiziosissimo professore ed il ricco e navigato uomo di potere fu immediato. Rockefeller offrì a Kissinger di lavorare alla Fondazione Rockefeller con il titolo di direttore degli Studi Speciali. Da questo momento la stella di Henry Kissinger iniziò a brillare nella politica che conta.

Cominciò anche una proficua collaborazione con la presidenza Eisenhower e fu anche l'inizio dei suoi rapporti di consulenza, per la politica estera, con i successivi presidenti degli Stati Uniti, Kennedy e Johnson.

Intanto non subì interruzioni la sua attività di studioso della strategia politica internazionale. Nel 1958 pubblicò il suo primo libro Nuclear Weapon and Foreign Policy (Armi nucleari e politica estera), che lo portò alla ribalta. Il libro è un vero e proprio best-seller e richiamò l'attenzione su di lui di politici, giornalisti, addetti ai lavori e di tutti coloro che si occupavano, in qualche modo, dei problemi strategici del potere americano. Kissinger propose una nuovissima teoria della pace e della guerra ed un nuovo modo d'impostare i rapporti di potere rispondente alla rivoluzione avvenuta negli armamenti nucleari. Kissinger, nel frattempo, rimase affascinato dai discorsi della "Nuova Frontiera" di J. F. Kennedy. Arthur Schlesinger, uno dei consiglieri più stretti del neo presidente, gli offrì una collaborazione part-time. L'esperienza con Kennedy non fu esaltante. Kissinger non riuscì mai a farsi accettare dal gruppo di potere kennediano. Nonostante che le sue teorie strategiche spingessero Kennedy a triplicare i fondi per le armi nucleari, presto Kissinger si stancò di Kennedy e Kennedy si stancò di lui.

Servizio pubblico (1969-1977)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'assassinio di Kennedy, Kissinger collaborò con Lyndon Johnson, che gli affidò incarichi speciali, e per lui compì un viaggio in Vietnam per verificare l'attendibilità dei rapporti della CIA. Fu nel corso di questo primo viaggio e dei successivi che Kissinger si rese conto degli errori che si stavano commettendo in Vietnam. Comunque le relazioni dettagliate di Kissinger non tolsero Johnson dai guai del Vietnam. In quegli stessi anni lavorò ad un'altra importante opera di carattere storico: A World Restored: Castlereagh, Metternich and the Probles of Peace, 1812-1822 (Restaurazione di un mondo: Castlereagh , Metternich e i problemi della pace:1812-1822). Si tratta di uno studio di politica internazionale sui tentativi compiuti dai due statisti europei per riportare la pace in Europa dopo le guerre napoleoniche.

Ma intanto il destino del professor Henry stava per mutare rapidamente. Dopo 15 anni carriera accademica, dopo aver scritto 4 libri e numerosi articoli di politica e storia strategica, che l'avevano messo in luce presso politici e circoli governativi, vi fu una nuova decisiva svolta nella sua vita.

Nel 1968 Nelson Rockefeller, governatore di New York, era l'unico avversario di Nixon alla convenzione repubblicana di Miami e Kissinger era il suo esperto di politica internazionale. L'8 agosto Rockefeller subì una cocente sconfitta. Nixon fu designato al primo ballottaggio candidato del partito repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti. Fu una delle campagne elettorali più drammatiche nella storia di questo paese. Ad aprile, a Memphis, era stato assassinato Martin Luther King, a giugno la stessa sorte capitò a Robert Kennedy, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti.

Nixon vinse le elezioni promettendo ai suoi elettori la conclusione della guerra in Vietnam e la restaurazione della legge e dell'ordine in un paese dominato dalle proteste contro la guerra e dai disordini razziali e, appena eletto, non perse tempo a definire il suo staff. Fu allora che Nixon mandò a chiamare Kissinger e, dopo un incontro al 39º piano dell'Hotel Pierre di New York, gli offrì la carica di Assistente del Presidente per la Sicurezza nazionale.[2]

Il Professore ed il Presidente erano legati da sostanziali affinità: avevano una naturale predisposizione per la diplomazia segreta, una concezione politica ispirata ad un esasperato pragmatismo, una notevole dose di cinismo, un profondo amore per il potere, una stima reciproca anche se non priva di una certa diffidenza. È interessante ricordare quel che Kissinger confessò in una celebre intervista rilasciata ad Oriana Fallaci: «Sono stato contro di lui in ben tre elezioni». Il Professor Henry, in meno di un mese, divenne il più importante consigliere del Presidente, il suo consulente, compagno, apologista, amico e portavoce. Da questo accordo nascerà una politica estera americana che in certi momenti sarà cruda, spietata, avventuristica, ma che in prospettiva si rivelerà sicuramente innovativa rispetto ai modelli a cui si era ispirata per un ventennio.

In un mondo in cui il bipolarismo militare non garantiva più quello politico, venne definitivamente abbandonata la dottrina del "contenimento" e della "guerra totale", tipica del periodo della Guerra fredda.

Nasceva la teoria della "guerra limitata", del linkage, del "negoziato permanente", per mantenere un equilibrio mondiale. «Non può esserci pace senza equilibrio di forze», scrive Kissinger, che avrà un ruolo dominante nella politica estera degli Stati Uniti tra il 1969 e il 1977. Ora che la superiorità militare americana si stava ridimensionando e che altri centri di potere stavano sorgendo nel mondo, era necessaria una diplomazia agile e dinamica, che costringesse ad una convivenza internazionale, resa indispensabile per evitare il rischio di una guerra atomica.

«Le armi nucleari - diceva ancora Nixon - hanno imposto una sorta di trattato universale di non aggressione [...] il compito della nostra dottrina strategica dev'essere quello di indicare alternative meno catastrofiche di un olocausto nucleare.»

Questo non significa abbandonare l'ipotesi di guerre locali e di una forte e minacciosa strategia militare che continui a garantire, tra l'altro, lo sviluppo della potenza industriale e bellica americana.

Quello che e' importante - afferma Kissinger - è che la strategia militare sia accompagnata da una permanente attività diplomatica, poiché il controllo degli armamenti non è meno essenziale della costruzione delle armi.

Il banco di prova di questa nuova dottrina fu la guerra nel Vietnam, dove il presidente Nixon si giocava il suo futuro politico.

"Vietnamizzazione" divenne la parola d'ordine del presidente americano: arrivare, cioè, ad un progressivo disimpegno in una guerra insostenibile da un punto di vista economico, oltre che politico. L'obiettivo da raggiungere era quello di avviare una pace negoziata che permettesse agli Usa di uscire onorevolmente dalla guerra. E qui entrò in scena lui, il Professore, Henry Kissinger, la sua abilità d'inserire la pace in Vietnam in un più ampio disegno strategico che vedeva coinvolte la politica delle altre grandi potenze mondiali, Unione Sovietica e Cina, in primo luogo.

I primi frutti di questa strategia erano stati i colloqui di Helsinki per la limitazione delle armi nucleari fra USA e URSS. Kissinger cominciò un'attività di globe trotter della politica internazionale sempre più frenetica: da Parigi a Pechino, da Mosca a Washington, dal Medio Oriente ad Hollywood.

In quegli incontri si erano poste le basi del SALT 1, il primo trattato di non proliferazione nucleare che, nel marzo 1970, sarà sottoscritto da 100 paesi con la sola esclusione di Francia, India, Cina, Brasile. Il lavoro di definizione del SALT 1, prima, e del SALT 2, sara' motivo di una lunga trattativa diplomatica tra Stati Uniti e Urss. Pioniere della politica della distensione (o détente), Kiessinger sarà osteggiato sia dalla sinistra pacifista, che dalla destra anti-comunista. Diventato Segretario di Stato si adoperò per l'allentamento della tensione con l'Unione Sovietica e negoziò il trattato SALT e lo Anti-Ballistic Missile Treaty. Nel 1971 compì due viaggi segreti in Cina per preparare il viaggio di Nixon del 1972, con il quale si diede avvio alla normalizzazione delle relazioni tra USA e Repubblica Popolare Cinese.

Kissinger tenuto al corrente degli eventi in Vietnam, 29 aprile 1975.

Il coinvolgimento di Kissinger nella guerra del Vietnam[3] era iniziato nel 1967, come tramite di un'iniziativa segreta di pace, in codice Pennsylvania. Nixon, eletto presidente nel 1968 su una piattaforma di peace with honor, vietnamizzò il conflitto con l'assistenza di Kissinger e gli affidò la conduzione delle trattative di pace a Parigi, che si conclusero il 15 gennaio 1973 con un accordo per il cessate il fuoco. Nel 1973 venne assegnato a Kissinger e al vietnamita Le Duc Tho il premio Nobel per la pace per l'avvio della composizione del conflitto vietnamita; Le Duc Tho rifiutò il premio per il protrarsi del conflitto (fino al 1975), per cui anche Kissinger non si presentò, scusandosi, alla cerimonia.

Kissinger durante il famoso incontro con Mao Zedong nel 1972
Kissinger discute con il Presidente Richard Nixon, Gerald Ford e Alexander Haig nel 1973

Kissinger ebbe un ruolo di sostegno attivo al colpo di Stato militare di Augusto Pinochet[4] contro il presidente socialista cileno Salvador Allende, l'11 settembre 1973. Nel 2001 iniziarono ad essere formalizzate accuse precise in merito (tra cui l'aver ordinato l'omicidio del generale René Schneider) e vennero aperte varie inchieste. Il 28 maggio 2001, a Parigi, Kissinger ricevette un mandato di comparizione dalla magistratura francese per testimoniare sulla sparizione di cinque cittadini francesi nei primi giorni della dittatura di Pinochet; Kissinger, però, lasciò la Francia la sera stessa. Sempre nel 1973, in ottobre, Kissinger negoziò la fine della guerra del Kippur, iniziata con l'attacco di Egitto e Siria a Israele, ma poi vinta da quest'ultima. In cambio di un massiccio ponte aereo (su cui Kissinger era perplesso e che provocherà un embargo petrolifero di sei mesi da parte dell'OPEC), ottenne che Israele si ritirasse sulle linee precedenti e pose le premesse del riavvicinamento fra Stati Uniti ed Egitto e della pace fra Egitto e Israele, che sarà siglata a Camp David sotto la Presidenza Carter (1978).

Nel periodo dello scandalo Watergate (17 giugno 1972-9 agosto 1974) Kissinger risultò estraneo e quindi uno dei più popolari membri del governo e alle dimissioni di Nixon il 9 agosto 1974 rimaee alla segreteria di Stato nell'amministrazione Ford. In Africa, in seguito alla dissoluzione dell'impero coloniale portoghese (1974), Ford e Kissinger appoggiarono le forze politico-militari anticomuniste sia in Angola che in Mozambico. Allo stesso tempo, Kissinger ebbe un ruolo decisivo nella fine del regime razzista bianco in Rhodesia e nella sua sostituzione con un governo della maggioranza nera (Zimbabwe).

Nel dicembre 1975 Ford e Kissinger incontrarono a Giacarta il presidente indonesiano Suharto e, secondo taluni, danno la loro approvazione alla invasione di Timor Est che porterà al massacro di 200.000 abitanti di quel territorio a maggioranza cattolica.[senza fonte]

Ritorno alla vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la conclusione dell'amministrazione Ford, Kissinger non ricoprì più alti incarichi, sia perché la successiva amministrazione Carter era democratica, sia perché con le presidenze Reagan e Bush il Partito Repubblicano venne gradualmente conquistato dalla sua ala neo-conservatrice, anch'essa anti-realista.

Kissinger parla durante i funerali del Presidente Ford

Tuttavia, Kissinger rimase attivo sulla scena americana e globale, partecipando ad attività di gruppi politici come la Trilateral Commission e svolgendo attività di consulente, conferenziere, commentatore televisivo e scrittore (diarista), oltre che di consigliere di amministrazione in diverse imprese con proiezione internazionale. Nel 1977, appena cessato dal servizio, Kissinger entrò a far parte del Center for Strategic and International Studies della Georgetown University. Nel 1989 fondò una società di consulenza, la Kissinger Associates.

Nel 2001 il giudice argentino Rodolfo Corral emise nei suoi confronti un mandato di comparizione per la presunta complicità nell'"Operazione Condor"[5]. Nonostante quest'incriminazione, e l'altra, da parte della magistratura francese, nel 2002 il presidente George W. Bush lo nominò presidente della commissione incaricata di chiarire gli eventi dell'11 settembre 2001: questo suscitò aspre critiche di coloro che lo accusavano di crimini di guerra; Kissinger si dimise dalla commissione il 13 dicembre 2002.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Kissinger sposò nel 1959 Ann Fleicher, rifugiata ebrea come lui, dalla quale aveva avuto due figli, Elizabeth e David. Dopo 15 anni di matrimonio si separò Ann Fleicher, che, qualche anno dopo, definì il loro matrimonio "totalmente infelice". Suo figlio David è presidente del gruppo mediatico NBC.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Discussa è stata la sua vita in più di un'occasione: il rapporto con Mao, la sua influenza durante la crisi cilena, l'intervista di Oriana Fallaci, con cui la giornalista cercava, invano, di scoprire importanti rivelazioni sulla politica post-moderna da uno degli attori politici più controversi.[6] Lo storico Danilo Campanella ha tracciato una linea di collegamento tra il cambiamento della linea politica americana[7], da Carter in poi, con il passaggio dalla politica ideologica a quella realista, ovvero di Realpolitik, segnando un cambiamento del post-modernismo tra politica e strategia.[8] Secondo lo storico Dino Campanella, Kissinger ne sarebbe stato il fautore principale. In Italia ha fatto scalpore il suo controverso rapporto con lo statista Aldo Moro[9].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Presidential Medal of Freedom - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom
— 1977

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg (Baden-Wuerttemberg) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg (Baden-Wuerttemberg)
— 28 aprile 2007
Cavaliere dell'Ordine al merito bavarese (Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito bavarese (Baviera)
— 14 luglio 2005
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 10 novembre 1976[10]
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 1997
Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
— 1995
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Tomáš Garrigue Masaryk (Repubblica Ceca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Tomáš Garrigue Masaryk (Repubblica Ceca)
— 1998

Altri riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 396, Rizzoli 1985.
  2. ^ Henry Kissinger, Gli Anni della Casa Bianca, pp. 19-24
  3. ^ (EN) The Kissinger Deceit - The Nation. URL consultato il 05-12-2002.
  4. ^ (EN) Kissinger and Pinochet - The Nation. URL consultato l'11-03-1999.
  5. ^ Responsabilità indirette sarebbero emerse dalla declassificazione di documenti del NARA. Cfr. Henry Kissinger "cancelled warning against political assassinations". URL consultato il 19-04-2010.
  6. ^ Oriana Fallaci intervista Kissinger
  7. ^ Danilo Campanella, Aldo Moro, politica, filosofia, pensiero, Paoline.
  8. ^ strategia
  9. ^ Danilo Campanella, la filosofia politica di Aldo Moro come spinta riformatrice per l'unità europea, Istituto di Studi Politici.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Henry Kissinger, Gli Anni della Casa Bianca, Sugarco Editore, Milano, 1980
  • Henry Kissinger, Anni di Crisi. Il Vietnam; La Caduta di Allende in Cile; La Guerra del Medio Oriente 1973; La Crisi Energetica; Watergate; Le Dimissioni di Nixon,Sugarco Editore, Milano, 1980
  • (EN) Robert D. Schulzinger, Henry Kissinger. Doctor of diplomacy New York, Columbia University Press 1989. ISBN 0-231-06952-9
  • Stephen R. Graubard, Kissinger. Ritratto di una mente: dall'Università di Harvard al Dipartimento di Stato, lo studioso, il politico, il diplomatico, Garzanti libri, 1974
  • Mario del Pero, Henry Kissinger e l'ascesa dei neoconservatori, Bari, Laterza, 2006
  • Amedeo Benedetti, Lezioni di politica di Henry Kissinger. Linguaggio, pensiero ed aforismi del più abile politico di fine Novecento, Genova, Erga, 2005, ISBN 88-8163-391-4
  • Christopher Hitchens, Processo a Henry Kissinger (tit. or.: The Trial of Henry Kissinger, London, Verso 2002). Roma, Fazi Editore, 2005. ISBN 88-8112-613-3
  • (EN) Holger Klitzing, The Nemesis of Stability. Henry A. Kissinger's Ambivalent Relationship with Germany, Trier, WVT 2007, ISBN 978-3-88476-942-3
  • Oriana Fallaci, Intervista con la storia, (intervista n. 1), Biblioteca Universale Rizzoli.
  • Garruccio Ludovico (pseudonimo di Ludovico Incisa di Camerana), L'era di Kissinger, Bari, Laterza, 1975.
  • Danilo Campanella, Il post-modernismo tra politica e strategia: Aldo Moro e Henry Kissinger, Istituto di Studi politici (in Orizzonti), Roma 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America Successore
William P. Rogers 1973-1977 Cyrus Vance

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