Embargo
Nel diritto internazionale, embargo (dallo spagnolo embargar, detenere) è l'ordine dato ad una nave mercantile di non salpare (o di non attraccare) dal porto dello stato in cui si trova.
In senso più ampio, per embargo si intende il blocco degli scambi commerciali deciso da uno o più paesi nei confronti di un paese terzo, solitamente per motivi politici o economici. Si tratta di una misura di coartazione della libertà di decisione degli stati colpiti da tale provvedimento.
Alcuni modi per aggirare un provvedimento di embargo sono le triangolazioni e l'installazione di presidi operativi direttamente nel Paese oggetto dell'embargo.
Tramite le triangolazioni la compravendita è mediata da un Paese terzo che non aderisce ai trattati, e funge da intermediario per gli scambi di merci e dei pagamenti fra il Paese produttore e quello sottoposto a embargo. La mancata adesione ai trattati di embargo non è sanzionata, poiché un Paese neutrale risulta comodo per gli affari delle controparti.
Alcune società aprono "filiali distaccate" nei Paesi sottoposti a embargo e gestiscono gli scambi di materie prime e prodotti finiti mediante il meccanismo della triangolazione.
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Embarghi in essere[modifica]
Attualmente, tra i paesi colpiti da embargo, figurano:
Cuba: vedi Embargo contro Cuba
Corea del Nord: attuato dall'ONU, dagli USA e dalla UE nel 2006 in seguito all'attuazione di un test nucleare da parte del regime nord-coreano. Tale embargo proibisce la vendita alla Corea del Nord e il commercio in tale Paese di armi missilistiche, carri armati e beni di lusso.
Iran: attuato prima dagli Stati Uniti, che interruppero qualsiasi rapporto commerciale e diplomatico con l'Iran, e poi dall'ONU, in seguito alla crisi degli ostaggi
Birmania: attuato a causa delle gravi mancanze in materia di diritti umani e democrazia, nonché delle sanguinose repressioni ai danni di minoranze etniche e oppositori politici, perpetrate dal regime militare attualmente al comando.
Sierra Leone: embargo attuato sul commercio dei diamanti in tale Paese, il cui acquisto è vietato.
Siria: attuato dall'ONU in seguito alle violente repressioni che il governo siriano ha attuato, nelle quali l'esercito ha fatto uso di armi e blindati per soffocare proteste, manifestazioni e rivolte popolari.
Sudan: attuato dall'ONU in seguito alle sanguinose azioni militari di pulizia etnica attuate dal regime militare sudanese nella regione del Darfur.
Palestina: attuato da Israele a partire dal giugno 2007; vedi anche Blocco della Striscia di Gaza.
Mali: dall'Aprile 2012 (dalla comunità economica stati africani).
Embarghi passati[modifica]
Etiopia: attuato dalla Società delle Nazioni contro la colonia Italiana situata nel Corno d'Africa attorno alla prima metà del 1900
Libia: realizzato in seguito alle violente repressioni che sarebbero state attuate dal regime del colonnello Gheddafi.
Iraq: In passato l'Iraq era stato colpito da embargo, ma questo è stato interrotto con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1483 del 2003.[1]
Embargo dell'oro[modifica]
Per embargo dell'oro o embargo sull'oro, si intendeva una misura precauzionale che uno Stato poteva adottare in difesa del corso della propria moneta, vietando l'esportazione di oro e argento, metalli rispetto ai quali era ammessa per legge la convertibilità.
Note[modifica]
Voci correlate[modifica]
Collegamenti esterni[modifica]
- Embargo in Tesauro del Nuovo Soggettario. BNCF, marzo 2013