Embargo

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Nel Diritto internazionale, embargo (dallo spagnolo embargar detenere) è l'ordine dato ad una nave mercantile di non salpare (o di non attraccare) dal porto dello stato in cui si trova.

In senso più ampio, per embargo si intende il blocco degli scambi commerciali deciso da uno o più paesi nei confronti di un paese terzo, solitamente per motivi politici o economici. Si tratta di una misura di coartazione della libertà di decisione degli stati colpiti da tale provvedimento.

Alcuni modi per aggirare un provvedimento di embargo sono le triangolazioni e l'installazione di presidi operativi direttamente nel Paese oggetto dell'embargo.

Tramite le triangolazioni la compravendita è mediata da un Paese terzo che non aderisce ai trattati, e funge da intermediario per gli scambi di merci e dei pagamenti fra il Paese produttore e quello sottoposto a embargo. La mancata adesione ai trattati di embargo non è sanzionata, poiché un Paese neutrale risulta comodo per gli affari delle controparti.

Alcune società aprono "filiali distaccate" nei Paesi sottoposti a embargo e gestiscono gli scambi di materie prime e prodotti finiti mediante il meccanismo delle triangolazione.

Attualmente, tra i paesi colpiti da embargo, figurano:

In passato l'Iraq era stato colpito da embargo, ma questo è stato interrotto con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1483 del 2003.[1]

Per embargo dell'oro o embargo sull'oro, si intendeva una misura precauzionale che uno Stato adotta in difesa del corso della propria moneta, vietando l'esportazione di oro e argento, metalli rispetto ai quali era ammessa per legge la convertibilità.

[modifica] Note

  1. ^ Ministero del Commercio Internazionale - Comunicato del 28 maggio 2003
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