Campionato mondiale di calcio 1994

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Campionato mondiale di calcio 1994
1994 FIFA World Cup
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 15ª
Date 17 giugno - 17 luglio 1994
Luogo Stati Uniti Stati Uniti
(9 città)
Partecipanti 24 (131 alle qualificazioni)
Impianto/i 9 stadi
Risultati
Vincitore Brasile Brasile
(4° titolo)
Secondo Italia Italia
Terzo Svezia Svezia
Quarto Bulgaria Bulgaria
Statistiche
Miglior giocatore Brasile Romário
Miglior marcatore Bulgaria Hristo Stoičkov (6)
Russia Oleg Salenko (6)
Incontri disputati 52
Gol segnati 141 (2,71 per incontro)
Pubblico 3 587 538
(68 991 per incontro)
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1990 1998 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1994 o Coppa del Mondo FIFA del 1994 (noto anche come USA '94) è stata la quindicesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Si svolse negli Stati Uniti d'America dal 17 giugno al 17 luglio 1994 e fu vinto dal Brasile, dopo aver sconfitto l'Italia in finale ai rigori per 3-2. Per la prima volta nella storia il titolo mondiale veniva assegnato dopo i tiri di rigore, dopo che i tempi regolamentari e supplementari della finale si erano conclusi col risultato di parità (0-0). L'inno ufficiale del torneo era Gloryland di Daryl Hall.

Squadre partecipanti[modifica | modifica sorgente]

UEFA (13 squadre)

CONMEBOL (4 squadre)

CAF (3 squadre)

CONCACAF (2 squadre)

AFC (2 squadre)

NB:Stati Uniti qualificati di diritto come Nazione ospitante, Germania qualificata di diritto come Campione del mondo in carica.

Convocazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1994.

Qualificazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1994.

Europa[modifica | modifica sorgente]

La frammentazione dell'Unione Sovietica ha portato all'aumento del numero delle candidate alla fase finale (147). Resta fuori la Jugoslavia, per la guerra civile, dall'ex-URSS si iscrivono solo le repubbliche baltiche e la Russia. Ci sono cinque gruppi da sei squadre e uno da sette: passano le prime due, con la Germania qualificata di diritto in quanto campione in carica.

  • Gruppo 1: Italia, Svizzera.
  • Gruppo 2: Norvegia, Paesi Bassi.
  • Gruppo 3: Spagna, Irlanda.
  • Gruppo 4: Romania, Belgio.
  • Gruppo 5: Grecia, Russia.
  • Gruppo 6: Svezia, Bulgaria.

Resto del mondo[modifica | modifica sorgente]

Stadi[modifica | modifica sorgente]

Pasadena Pontiac Palo Alto East Rutherford
Rose Bowl Pontiac Silverdome Stanford Stadium Giants Stadium
34°09′41″N 118°10′03″W / 34.161389°N 118.1675°W34.161389; -118.1675 (Rose Bowl) 42°38′45″N 83°15′18″W / 42.645833°N 83.255°W42.645833; -83.255 (Pontiac Silverdome) 37°25′45″N 122°08′17″W / 37.429167°N 122.138056°W37.429167; -122.138056 (Stanford Stadium) 40°48′44″N 74°04′37″W / 40.812222°N 74.076944°W40.812222; -74.076944 (Giants Stadium)
Capienza: 91 794 Capienza: 77 557 Capienza: 80 906 Capienza: 75 338
2008-1226-Pasadena-008-RoseBowl.jpg Silverdome 2.jpg StanfordStadium2004.jpg Giants Stadium aerial.jpg
Orlando
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America
Pasadena
Pontiac
Stanford
East Rutherford
Orlando
Chicago
Dallas
Foxborough
Washington
Campionato mondiale di calcio 1994 (Stati Uniti d'America)
Citrus Bowl
28°32′21″N 81°24′10″W / 28.539167°N 81.402778°W28.539167; -81.402778 (Citrus Bowl)
Capienza: 61 219
Citrus Bowl aerial view.jpg
Chicago Dallas Foxborough Washington
Soldier Field Cotton Bowl Foxboro Stadium Robert F. Kennedy Memorial Stadium
41°51′45″N 87°37′00″W / 41.8625°N 87.616667°W41.8625; -87.616667 (Soldier Field) 32°46′47″N 96°45′35″W / 32.779722°N 96.759722°W32.779722; -96.759722 (Cotton Bowl) 42°05′33.72″N 71°16′02.79″W / 42.0927°N 71.267442°W42.0927; -71.267442 (Foxboro Stadium) 38°53′23″N 76°58′18″W / 38.889722°N 76.971667°W38.889722; -76.971667 (RFK Stadium)
Capienza: 63 117 Capienza: 63 998 Capienza: 53 644 Capienza: 53 142
Soldier Field Chicago aerial view.jpg Cotton Bowl.JPG Foxborostade.png RFK Stadium aerial photo, 1988.JPEG

Fase finale[modifica | modifica sorgente]

Piazzamenti delle nazionali

Annunciata il 4 luglio 1988 da Henry Kissinger, l'edizione 1994 dei Mondiali di calcio si tiene negli Stati Uniti, per la prima volta al di fuori di Europa occidentale ed America latina, e per la prima volta con l'assegnazione di tre punti a vittoria nella fase a gironi.[1] Questa è anche l'ultima edizione a 24 squadre, ampliata a 32 dal mondiale successivo.

A causa del fuso orario, per permettere agli europei di assistere alle partite si gioca fra la mattina e il primo pomeriggio, penalizzando la forma fisica dei calciatori a causa degli alti valori di temperatura e umidità. Il sorteggio dei 6 gironi della prima fase viene svolto il 19 dicembre 1993.

A seguito del sorteggio, gli Stati Uniti padroni di casa sono inseriti nel girone con Svizzera, Colombia e Romania; il Brasile ritrova la Svezia, già affrontata quattro anni prima, il Camerun e la Russia (in quello che viene definito il girone di ferro che non tradirà le aspettative avendo al suo interno due future semifinaliste); la Germania campione in carica arriva negli Stati Uniti con numerosi campioni di Italia '90, nonostante questo renda l'età media della squadra molto alta. Il sorteggio gli pone davanti la Spagna, la Bolivia e la Corea del Sud; gruppo apparentemente facile, ma che risulterà non esserlo. L'Argentina, che incontra Bulgaria, Grecia e Nigeria, ha riposto le sue speranze nel ritorno di Maradona;[1] l'Italia viene sorteggiata insieme a Irlanda, Norvegia e Messico; l'Paesi Bassi, infine, deve affrontare i confinanti del Belgio (teste di serie del gruppo F), l'Arabia Saudita e il Marocco.

Fase a gruppi[modifica | modifica sorgente]

Il 17 giugno, a Chicago, Diana Ross canta l'inno statunitense e una variopinta cerimonia d'apertura dà il via alla quindicesima edizione dei Mondiali. Germania e Bolivia aprono la manifestazione: per la prima volta dal 1974 i campioni in carica debuttano con una vittoria: è 1-0. In serata, la Spagna si fa rimontare due reti in cinque minuti dai sudcoreani: in 10 per l'espulsione di Miguel Ángel Nadal, gli iberici segnano con Julio Salinas e Jon Andoni Goikoetxea, restano in 9 per l'infortunio di Fernando Hierro e si fanno raggiungere al 90°.

Il giorno successivo, dopo il pareggio tra Stati Uniti e Svizzera nello stadio coperto del Silverdome di Detroit, tocca all'Italia opposta all'Irlanda di Jack Charlton, a New York. Arrigo Sacchi manda in campo la coppia d'attacco formata da Roberto Baggio e Giuseppe Signori. Dopo 11 minuti Houghton tenta un tiro dalla lunga distanza, approfittando di un errore di Baresi: Pagliuca battezza la palla fuori, ma questa entra in rete. L'Italia non reagisce e la traversa nega il raddoppio a Sheridan,gli azzurri perdono 1-0.

Intanto la Romania di Gheorghe Hagi e Florin Răducioiu, forte della presenza di numerosi giocatori che a differenza del passato militano in diversi campionati europei, esprime un bel calcio e frena le ambizioni colombiane, che dopo la vittoria per 5-0 nelle qualificazioni contro l'Argentina a Buenos Aires, speravano di poter arrivare fino in fondo al torneo.[1] Il risultato è di 3-1 a favore della Romania. Nell'altra gara del girone italiano, tra Norvegia e Messico, la spuntano gli scandinavi, con un gol di Rekdal all'84°, dopo che Hugo Sanchez aveva sfiorato ripetutamente il gol e prima che Alves colpisse palo e traversa con due colpi di testa consecutivi.

Lunedì 20 giugno debutta il Brasile, impostato su canoni europei (e per questo criticato in patria) dal ct Carlos Alberto Parreira. Guidata da Carlos Dunga, la Seleção supera 2-0 la Russia, che dopo la divisione dell'Unione Sovietica aveva perso gran parte della sua pericolosità. Le reti segnate dal Brasile sono di Romário e Raí su rigore. Il Camerun, che quattro anni prima in Italia era stata la rivelazione del torneo, giungendo ai quarti di finale (prima volta per una squadra africana), pareggia 2-2 contro la Svezia.

Il giorno dopo, tocca all'Argentina. Il ct Alfio Basile schiera una squadra sbilanciata in attacco: giocano contemporaneamente Balbo, Caniggia, Batistuta e Maradona, ma tuttavia non corre alcun pericolo contro la Grecia, tra le compagini più deboli del Mondiale. Finisce 4-0, con una tripletta di Batistuta e una bella rete di Maradona, che supera la difesa ellenica e segna di sinistro, esultando poi con una corsa verso la telecamera. Nell'altra gara del girone si impone la Nigeria, che batte 3-0 la Bulgaria di Hristo Stoičkov. Infine, nel gruppo F, vittorie di Paesi Bassi (2-1 in rimonta contro la sorprendente Arabia Saudita) e Belgio (1-0 al Marocco, con due traverse dei nordafricani).

Giovedì 23 giugno l'Italia torna in campo ancora a New York, con l'obbligo di vittoria contro la Norvegia. Sacchi dirotta in fascia Signori, e mette Casiraghi al fianco di Baggio. Benarrivo sostituisce in fascia sinistra Tassotti. Al 21º Leonhardsen punta verso la porta avversaria, Pagliuca esce sul centrocampista e tocca la palla con la mano fuori area. In osservanza alle nuove regole, è espulso; tuttavia, l'Italia vince 1-0 con la rete decisiva di Dino Baggio e conquista i tre punti. Dino Baggio segna il gol del successo per 1-0 degli azzurri con un vincente colpo di testa sulla precisa punizione battuta da Signori. Ad un turno dalla fine tutte le squadre del girone sono a quota tre punti, dopo che il Messico ha battuto l'Irlanda per 2-1 con una doppietta di Luis García.

Nel gruppo A si assiste alla sconfitta della Colombia, battuta anche dagli statunitensi (reti di Earnie Stewart e autogol di Escobar). Andrés Escobar, "colpevole" in qualche modo dell'eliminazione della sua Nazionale, fu ucciso: i narcotrafficanti del cartello di Medellín lo assassinarono il 2 luglio, all'uscita da un ristorante dove aveva appena cenato con la moglie, con dodici colpi di mitraglietta, probabilmente per le grandi perdite nel Totonero subite a causa di quell'autorete.[1] Nell'altra partita del girone la Svizzera sconfigge 4-1 la Romania e ottiene l'accesso agli ottavi.

Il 25 giugno il Belgio batte 1-0 i Paesi Bassi in una partita combattuta e si assicura il passaggio del turno, mentre gli Orange sono raggiunti dall'Arabia Saudita, che batte 2-1 il Marocco ed estromette gli africani dagli ottavi. Nel gruppo D l'Argentina batte 2-1 la Nigeria. Gli africani, passati in vantaggio dopo otto minuti con Siasia, vengono raggiunti e superati nel giro di sette minuti da due reti di Caniggia, innescato in entrambe le occasioni da Maradona. Il nome di Maradona, come tante altre volte, viene sorteggiato per i controlli antidoping. Qualche giorno dopo, si scoprono tracce di efedrina nelle urine del campione. Maradona protesta, ma il giorno dopo le controanalisi confermano il risultato.[1] "La FIFA pensava che un Maradona ingrassato avrebbe fatto ridere la gente; ma, dopo quello che ho fatto, ha iniziato ad avere paura", aveva detto Maradona ai giornali. Intanto la Bulgaria elimina la Grecia, superandola 4-0.

Il Brasile si assicura il passaggio del turno battendo il Camerun, mentre la Svezia vince 3-1 ed elimina la Russia. Nel gruppo C, Germania e Spagna si accontentano di un 1-1 che consente il passaggio del turno ad entrambe, mentre si annullano a vicenda Bolivia e Corea del Sud.

Il 28 giugno, a Washington, l'Italia affronta il Messico. La partita termina 1-1 dopo il momentaneo gol del vantaggio degli azzurri firmato da Massaro che segna su un preciso assist di Albertini. A differenza reti uguale (0) per tutte e quattro le squadre, diventano decisivi i gol segnati: Irlanda-Norvegia infatti finisce 0-0, e messicani ed irlandesi (per il confronto diretto favorevole con l’Italia) passano il turno, la Norvegia resta fuori in quanto quarta e il passaggio del turno per gli italiani è appeso ad un filo: per il ripescaggio come migliori terze, servono due squadre classificate terze con punteggio inferiore. La prima è la Corea del Sud, che ha chiuso il gruppo C terza con 2 punti. Gli occhi sono puntati sulla partita Russia - Camerun del girone B; per l'Italia, la qualificazione è legata ad un risultato utile della Russia.

La sera seguente, mentre Brasile e Svezia chiudono sull'1-1, la Russia, trascinata da Oleg Salenko che segna cinque gol, batte il Camerun, che deve accontentarsi di un solo gol del quarantaduenne Roger Milla. Due record in questa gara: quello del maggior numero di marcature in una sola partita da parte di un singolo calciatore e quello del più anziano goleador in una fase finale dei Mondiali (42 anni, 1 mese e 8 giorni). Permangono invece dubbi sui marcatori di Brasile-Polonia 6-5 d.t.s. del 1938 anche se comunque al giocatore polacco Ernest Wilimowski vengono di norma attribute solo 4 delle reti realizzate dalla sua squadra. Passa così il turno l'Italia che approda agli Ottavi di finale mentre la vittoria della Russia, la cui qualificazione era già compromessa, elimina di fatto il Camerun.

Nel gruppo F passano, oltre al Belgio, anche i Paesi Bassi (2-1 al Marocco) e soprattutto l'Arabia Saudita, che batte i Diavoli rossi con un gol di Owairan, che corre per 70 metri scartando tutti gli avversari che incontra e segnando nella porta vuota, regalando così ai Sauditi una storica qualificazione al turno successivo. Nel gruppo D, l'Argentina, già qualificata, cede 2-0 alla Bulgaria, che passa il turno insieme alla Nigeria, la quale batte 2-0 la Grecia. Nel gruppo C, come previsto, supera il turno la Germania, i cui giocatori nell'ultima partita contro la Corea del Sud non fanno i conti con il caldo. In vantaggio di tre gol nel primo tempo, infatti, subiscono la miglior prestanza fisica degli asiatici nella ripresa e rischiano una rimonta (da 3-0 a 3-2). La Spagna invece ottiene una facile vittoria (3-1 alla Bolivia) e la conseguente qualificazione. Nel gruppo A, oltre a Svizzera e USA, passano anche i rumeni.

Ottavi di finale[modifica | modifica sorgente]

Una fase di gioco dell'ottavo di finale Paesi Bassi-Irlanda 2-0

Il 2 luglio, nella fresca Chicago, la Germania supera a fatica il Belgio. Subito sotto 2-1 (Völler, Grun e Klinsmann), i belgi di Vincenzo Scifo si disuniscono e incassano il terzo gol, di Völler.

La Spagna batte la Svizzera con un 3-0 (Hierro, Luis Enrique, rigore di Aitor Begiristain) che mette in mostra la solidità degli iberici e la fragilità difensiva degli elvetici, comunque pericolosi in avanti (molte le parate di Andoni Zubizarreta).

Il 3 luglio la Svezia pone fine all'avventura dell'Arabia Saudita, battendo gli asiatici per 3-1, con due reti della torre svedese Kennet Andersson.

Molti gol a Los Angeles tra Romania e Argentina. I biancocelesti, orfani di Diego Maradona (rimpiazzato dal giovane Ariel Ortega), soffrono la prestazione di Gheorghe Hagi, che guida la squadra ai quarti di finale. Per i rumeni segnano un gol Hagi e due Dumitrescu, per l'Argentina segnano Batistuta e Balbo; per la squadra di Basile arriva l'eliminazione.

Il 4 luglio, giorno della festa nazionale statunitense, la Nazionale a stelle e strisce, allenata da Bora Milutinović, affronta il Brasile. Lo stadio di Stanford è tutto esaurito. Nella Nazionale di casa i giocatori più popolari sono il portiere Tony Meola e il difensore Alexi Lalas. A fine primo tempo il brasiliano Leonardo spacca il naso con una gomitata a Ramos e viene espulso. Gli americani tengono in difesa fino a un quarto d'ora dalla fine, quando Romario passa la palla a Bebeto, che supera con un rasoterra Meola. Passano agevolmente il turno i Paesi Bassi, che battono l'Irlanda con due gol di Wim Jonk e Dennis Bergkamp.

Il 5 luglio, a Boston, l'Italia, che si è qualificata agli ottavi fra le migliori terze, affronta la Nigeria. Dopo la prima metà del primo tempo, priva di emozioni, al 26º Maldini tocca accidentalmente un pallone proveniente da un corner, la sfera finisce ad Amunike, che batte Marchegiani in uscita. Al 63º debutta Zola al posto di Signori. Dopo appena 12 minuti l'arbitro messicano Arturo Brizio Carter lo espelle per un fallo di reazione, dopo avergli negato un rigore per fallo di Eguavoen. La Nigeria continua a difendersi aspettando il 90º, e quando mancano 100 secondi al termine, Roberto Baggio supera Rufai con un destro che la difesa non riesce ad intercettare per un soffio. Nei supplementari la Nigeria, comprensibilmente frustrata e incapace di sfruttare anche la superiorità numerica, viene estromessa da un rigore del 'Divin Codino', concesso dall'arbitro per un fallo di Eguavoen su Benarrivo. Ridotta in 9, l'Italia resiste fino al 120º e vince 2-1, dopo aver anche sfiorato il 3-1 con Massaro, gli azzurri si qualificano ai Quarti di finale.

La Bulgaria la spunta ai rigori sul Messico, in una gara ricca di imprevisti (anche una porta che cade, dopo che Bernal travolge il sostegno del palo) in cui si segnala un apprezzabile gol su tiro in corsa di Stoičkov. Ai rigori Mihajlov neutralizza su Bernal e Rodriguez, Campos para solo su Balakov: balcanici ai quarti.

Quarti di finale[modifica | modifica sorgente]

Ai quarti di finale ci sono quasi esclusivamente squadre europee, c'è solo il Brasile a rappresentare il Sudamerica.

All'Italia tocca la Spagna, che ha tre giorni di riposo in più degli azzurri. Gli iberici, disposti con uno schieramento molto prudente dal CT Javier Clemente, affrontano un'Italia ancora cambiata nella formazione: in porta torna Pagliuca dopo l'espulsione, Conte sostituisce Signori e in difesa Tassotti sostituisce Mussi. Al 25º Dino Baggio, con un tiro da fuori, porta in vantaggio l'Italia. Nella ripresa, al 13º la Spagna ottiene il pareggio grazie ad un tiro di Caminero deviato da Benarrivo. Al 42º Signori serve in profondità Baggio, che dribbla Zubizarreta e in prossimità della linea di fondo mette la palla in rete riportando in vantaggio gli azzurri. Nei minuti di recupero Tassotti colpisce dentro l'area di rigore azzurra lo spagnolo Luis Enrique con una gomitata in faccia: sarebbe calcio di rigore ed espulsione ma l'arbitro ungherese Sándor Puhl non assume alcun provvedimento.[2] Successivamente, grazie alla prova tv, Tassotti viene squalificato per otto turni, decretando per lui la fine della carriera in azzurro. Il risultato rimane fermo sul 2-1 e l'Italia approda con merito in semifinale.

Il Brasile incontra, in quella che poi verrà considerata la più bella partita di questa edizione dei mondiali, i Paesi Bassi. La coppia-gol verdeoro, Bebeto-Romário, colpisce due volte, con un gol a testa. Il Brasile sembra avere ottenuto la qualificazione, ma gli avversari pareggiano con Bergkamp e Winter. Branco però, in campo in sostituzione dello squalificato Leonardo, segna con un tiro a fil di palo su punizione, sul quale nulla può il portiere olandese Ed de Goeij.[3]

Matthäus realizza il rigore del momentaneo vantaggio della Germania sulla Bulgaria. Il quarto di finale sarà poi vinto dalla nazionale bulgara in rimonta per 2-1.

Finisce, dopo tre finali consecutive, l'avventura della Germania di Berti Vogts. I tedeschi, senza centrocampisti (con Klinsmann, Häßler, Völler e Möller contemporaneamente in campo), soffrono in avvio (palo di Balakov), ma poi prendono le misure ai bulgari. Al 47º Matthäus porta in vantaggio su rigore la sua squadra. Verso il finale di partita la Germania si vede annullare un gol per fuorigioco, ed in pochi minuti le sorti della partita si ribaltano. Hristo Stoičkov segna su punizione; tre minuti dopo, cross di Jankov e avvitamento di Lečkov che porta la Bulgaria in vantaggio permettendogli di accedere alle semifinali. La partita termina 2-1 per la Bulgaria e si deve risalire al 1978 per vedere i tedeschi, protagonisti di tre finali nelle ultime quattro edizioni, fuori dalle semifinali.

Si concludono i quarti finale con l'incontro tra Svezia e Romania, quest'ultimi per la prima volta ai quarti di finale. Palo di Ingesson in avvio, poi quasi più nulla fino al 78° quando Brolin batte il portiere rumeno Prunea. Hagi impegna Ravelli su punizione, e all'88° Răducioiu gira in rete un'altra punizione di Hagi deviata dalla barriera. Ai supplementari, ancora Răducioiu realizza il 2-1 per la Romania. La Svezia pareggia al 115°, complice un errore di Prunea, con Kennet Andersson. Ai tiri di rigore Thomas Ravelli para su Dan Petrescu e Miodrag Belodedici; Scandinavi in semifinale dopo 36 anni.

Semifinali[modifica | modifica sorgente]

In semifinale l'Italia affronta la Bulgaria. Torna titolare Berti per Conte, Casiraghi toglie il posto a Massaro. Albertini guida l'Italia all'assalto nella prima mezz'ora: al 20° rimessa di Donadoni, palla a Roberto Baggio che salta Jankov e Hubčev e mette la palla nell'angolo basso alla sinistra di Mikhailov con un tocco di destro per la rete del 1-0. Albertini prima colpisce un palo da 25 metri, poi impegna in angolo Mihailov con un pallonetto, quindi lancia Baggio, che sembra chiudere i conti con gli avversari portando l'Italia sul 2-0 con un rasoterra nell'angolo. Donadoni e Maldini sprecano alcune occasioni e al 44° Sirakov, atterrato in area da Pagliuca, provoca il rigore che riapre la partita, trasformato da Stoičkov, 2-1. La partita si conclude così l'Italia vince di misura e si qualifica alla finale .[1]

A contendere il titolo all'Italia, a Pasadena, è il Brasile, che a sua volta in semifinale supera di misura la Svezia per 1-0: Romário spreca due palle-gol nel primo tempo, Zinho viene fermato da Ravelli nella ripresa e, dopo l'espulsione di Thern al 63º, a dieci minuti dalla fine, Romário mette di testa in rete il pallone del successo su un cross di Jorginho.[3]

Italia e Brasile si affrontano nuovamente in finale 24 anni dopo la gara di Città del Messico vinta dai verdeoro per 4-1.

Finali[modifica | modifica sorgente]

La Svezia a Pasadena sconfigge la Bulgaria per 4-0, impedendo a Stoičkov di conquistare in solitaria il titolo di capocannoniere che condividerà col russo Salenko, e conquista il terzo posto. Si tratta del miglior piazzamento nella storia degli scandinavi dopo il secondo posto casalingo del 1958. Tutta l'Italia invece è in ansia per le condizioni di Roberto Baggio, determinante per portare la squadra in finale, ma uscito anzitempo contro la Bulgaria per uno stiramento.[1] Sacchi decide di lasciare in panchina uno Zola in grande forma e rischia l'infortunato Baggio per i meriti che quest'ultimo aveva avuto fino a quel momento, nonostante la serietà dell'infortunio; rilancia anche Baresi, recuperato a 25 giorni dall'infortunio al menisco.[3]

La partita a Pasadena si gioca in un sostanziale equilibrio. All'11' sfuma una grande occasione di Massaro per portare in vantaggio la nazionale azzurra; in seguito Branco mette in difficoltà Pagliuca con una punizione. Il caldo del Rose Bowl di Pasadena (36 gradi, 70% di umidità[3]) rende le squadre fiacche e stremate. Sei minuti dopo Donadoni serve Baggio, solo davanti a Taffarel che conclude alto. I supplementari riservano poche emozioni: Sacchi non toglie Roberto Baggio ma mette Evani per Dino Baggio. Ciò nonostante il risultato di 0-0 non cambia nemmeno dopo i 120' al termine dei due tempi supplementari e, per la prima volta nella storia, l'assegnazione della Coppa del Mondo viene decisa ai rigori.

Il primo a tirare è Franco Baresi: il tiro finisce alto. Pagliuca respinge il tiro di Márcio Santos, mantenendo la parità. Albertini segna, Romario colpisce il palo interno e la palla entra, tra la disperazione di Pagliuca; Evani non sbaglia calciando centralmente sotto la traversa, Branco calcia nell'angolino spiazzando Pagliuca. Massaro tira male e Taffarel respinge il tiro centrale leggermente sulla destra; Dunga non sbaglia spiazzando Pagliuca. A questo punto il Brasile, a un tiro dalla fine, si trova in vantaggio per 3 a 2 e per vincere basta che il suo ultimo rigorista faccia gol. Ma non si arriva all'ultimo rigore, perché Roberto Baggio tira alto. Il Brasile "tetracampeão" dedica la vittoria al campione automobilistico di Formula Uno Ayrton Senna, morto a Imola il 1º maggio di quello stesso anno.[4]

Le partite[modifica | modifica sorgente]

Fase a gruppi[modifica | modifica sorgente]

Gruppo A[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Romania Romania 6 3 2 0 1 5 5 0
2. Svizzera Svizzera 4 3 1 1 1 5 4 +1
3. Stati Uniti Stati Uniti 4 3 1 1 1 3 3 0
4. Colombia Colombia 3 3 1 0 2 4 5 −1
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Detroit
18 giugno 1994, ore 11:30 UTC-5
Stati Uniti Stati Uniti 1 – 1
referto
Svizzera Svizzera Pontiac Silverdome (73 425 spett.)
Arbitro Argentina Lamolina

Pasadena
18 giugno 1994, ore 16:30 UTC-8
Colombia Colombia 1 – 3
referto
Romania Romania Rose Bowl (91 856 spett.)
Arbitro Siria Al Sharif

Detroit
22 giugno 1994, ore 16:00 UTC-5
Romania Romania 1 – 4
referto
Svizzera Svizzera Pontiac Silverdome (61 428 spett.)
Arbitro Tunisia Jouini

Pasadena
22 giugno 1994, ore 16:30 UTC-8
Stati Uniti Stati Uniti 2 – 1
referto
Colombia Colombia Rose Bowl (93 869 spett.)
Arbitro Italia Baldas

Stanford
26 giugno 1994, ore 13:00 UTC-8
Svizzera Svizzera 0 – 2
referto
Colombia Colombia Stanford Stadium (83 401 spett.)
Arbitro Danimarca Mikkelsen

Pasadena
26 giugno 1994, ore 13:00 UTC-8
Stati Uniti Stati Uniti 0 – 1
referto
Romania Romania Rose Bowl (93 869 spett.)
Arbitro Paesi Bassi van der Ende

Gruppo B[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Brasile Brasile 7 3 2 1 0 6 1 +5
2. Svezia Svezia 5 3 1 2 0 6 4 +2
3. Russia Russia 3 3 1 0 2 7 6 +1
4. Camerun Camerun 1 3 0 1 2 3 11 −8
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Pasadena
19 giugno 1994, ore 16:30 UTC-8
Camerun Camerun 2 – 2
referto
Svezia Svezia Rose Bowl (93 194 spett.)
Arbitro Perù Tejada Noriega

Stanford
20 giugno 1994, ore 13:00 UTC-8
Brasile Brasile 2 – 0
referto
Russia Russia Stanford Stadium (81 061 spett.)
Arbitro Mauritius Chong

Stanford
24 giugno 1994, ore 13:00 UTC-8
Brasile Brasile 3 – 0
referto
Camerun Camerun Stanford Stadium (83 401 spett.)
Arbitro Messico Brizio Carter

Detroit
24 giugno 1994, ore 19:30 UTC-5
Svezia Svezia 3 – 1
referto
Russia Russia Pontiac Silverdome (71 528 spett.)
Arbitro Francia Quiniou

Stanford
28 giugno 1994, ore 16:00 UTC-5
Russia Russia 6 – 1
referto
Camerun Camerun Stanford Stadium (74 914 spett.)
Arbitro Siria Al Sharif

Detroit
28 giugno 1994, ore 13:00 UTC-8
Brasile Brasile 1 – 1
referto
Svezia Svezia Pontiac Silverdome (77 217 spett.)
Arbitro Ungheria Puhl

Gruppo C[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Germania Germania 7 3 2 1 0 5 3 +2
2. Spagna Spagna 5 3 1 2 0 6 4 +2
3. Corea del Sud Corea del Sud 2 3 0 2 1 4 5 −1
4. Bolivia Bolivia 1 3 0 1 2 1 4 −3
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Chicago
17 giugno 1994, ore 15:00 UTC-6
Germania Germania 1 – 0
referto
Bolivia Bolivia Soldier Field (63 117 spett.)
Arbitro Messico Brizio Carter

Dallas
17 giugno 1994, ore 19:30 UTC-6
Spagna Spagna 2 – 2
referto
Corea del Sud Corea del Sud Cotton Bowl (63 117 spett.)
Arbitro Danimarca Mikkelsen

Chicago
21 giugno 1994, ore 16:00 UTC-6
Germania Germania 1 – 1
referto
Spagna Spagna Soldier Field (63 113 spett.)
Arbitro Uruguay Filippi

Boston
23 giugno 1994, ore 19:30 UTC-5
Corea del Sud Corea del Sud 0 – 0
referto
Bolivia Bolivia Foxboro Stadium (54 453 spett.)
Arbitro Scozia Mottram

Chicago
27 giugno 1994, ore 16:00 UTC-6
Bolivia Bolivia 1 – 3
referto
Spagna Spagna Soldier Field (63 089 spett.)
Arbitro Costa Rica Badilla

Dallas
27 giugno 1994, ore 16:00 UTC-6
Germania Germania 3 – 2
referto
Corea del Sud Corea del Sud Cotton Bowl (54 453 spett.)
Arbitro Francia Quiniou

Gruppo D[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Nigeria Nigeria 6 3 2 0 1 6 2 +4
2. Bulgaria Bulgaria 6 3 2 0 1 6 3 +3
3. Argentina Argentina 6 3 2 0 1 6 3 +3
4. Grecia Grecia 0 3 0 0 3 0 10 −10
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Boston
21 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Argentina Argentina 4 – 0
referto
Grecia Grecia Foxboro Stadium (54 456 spett.)
Arbitro Stati Uniti Angeles

Dallas
21 giugno 1994, ore 18:30 UTC-6
Nigeria Nigeria 3 – 0
referto
Bulgaria Bulgaria Cotton Bowl (44 132 spett.)
Arbitro Costa Rica Badilla

Boston
25 giugno 1994, ore 16:00 UTC-5
Argentina Argentina 2 – 1
referto
Nigeria Nigeria Foxboro Stadium (54 453 spett.)
Arbitro Svezia Karlsson

Chicago
26 giugno 1994, ore 11:30 UTC-6
Bulgaria Bulgaria 4 – 0
referto
Grecia Grecia Soldier Field (54 453 spett.)
Arbitro Emirati Arabi Uniti Bujsaim

Dallas
30 giugno 1994, ore 18:30 UTC-6
Argentina Argentina 0 – 2
referto
Bulgaria Bulgaria Cotton Bowl (63 998 spett.)
Arbitro Tunisia Jouini

Boston
30 giugno 1994, ore 19:30 UTC-6
Grecia Grecia 0 – 2
referto
Nigeria Nigeria Foxboro Stadium (53 001 spett.)
Arbitro Scozia Mottram

Gruppo E[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Messico Messico 4 3 1 1 1 3 3 0
2. Irlanda Irlanda 4 3 1 1 1 2 2 0
3. Italia Italia 4 3 1 1 1 2 2 0
4. Norvegia Norvegia 4 3 1 1 1 1 1 0
Risultati[modifica | modifica sorgente]
New York
18 giugno 1994, ore 16:00 UTC-5
Italia Italia 0 – 1
referto
Irlanda Irlanda Giants Stadium (75 338 spett.)
Arbitro Paesi Bassi van der Ende

Washington
19 giugno 1994, ore 16:00 UTC-5
Norvegia Norvegia 1 – 0
referto
Messico Messico RFK Stadium (52 395 spett.)
Arbitro Ungheria Puhl

New York
23 giugno 1994, ore 16:00 UTC-5
Italia Italia 1 – 0
referto
Norvegia Norvegia Giants Stadium (74 624 spett.)
Arbitro Germania Krug

Orlando
24 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Messico Messico 2 – 1
referto
Irlanda Irlanda Citrus Bowl (52 395 spett.)
Arbitro Svizzera Röthlisberger

Washington
28 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Italia Italia 1 – 1
referto
Messico Messico RFK Stadium (52 535 spett.)
Arbitro Argentina Lamolina

New York
28 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Irlanda Irlanda 0 – 0
referto
Norvegia Norvegia Giants Stadium (72 404 spett.)
Arbitro Colombia Torres Cadena

Gruppo F[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Paesi Bassi Paesi Bassi 6 3 2 0 1 4 3 +1
2. Arabia Saudita Arabia Saudita 6 3 2 0 1 4 3 +1
3. Belgio Belgio 6 3 2 0 1 2 1 +1
4. Marocco Marocco 0 3 0 0 3 2 5 −3
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Orlando
19 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Belgio Belgio 1 – 0
referto
Marocco Marocco Citrus Bowl (63 113 spett.)
Arbitro Colombia Torres Cadena

Washington
20 giugno 1994, ore 19:30 UTC-5
Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1
referto
Arabia Saudita Arabia Saudita RFK Stadium (50 535 spett.)
Arbitro Spagna Díaz Vega

New York
25 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Arabia Saudita Arabia Saudita 2 – 1
referto
Marocco Marocco Giants Stadium (74 624 spett.)
Arbitro Inghilterra Don

Orlando
25 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Belgio Belgio 1 – 0
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Citrus Bowl (62 387 spett.)
Arbitro Brasile Marsiglia

Washington
29 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Belgio Belgio 0 – 1
referto
Arabia Saudita Arabia Saudita RFK Stadium (52 959 spett.)
Arbitro Germania Krug

Orlando
29 giugno 1994, ore 12:30 UTC-5
Marocco Marocco 1 – 2
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Citrus Bowl (60 578 spett.)
Arbitro Perù Tejada Noriega

Raffronto delle terze classificate[modifica | modifica sorgente]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Argentina Argentina 6 3 2 0 1 6 3 +3
2. Belgio Belgio 6 3 2 0 1 2 1 +1
3. Stati Uniti Stati Uniti 4 3 1 1 1 3 3 0
4. Italia Italia 4 3 1 1 1 2 2 0
5. Russia Russia 3 3 1 0 2 7 6 +1
6. Corea del Sud Corea del Sud 2 3 0 2 1 4 5 −1

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica sorgente]

Albero della fase a eliminazione diretta[modifica | modifica sorgente]

Ottavi di finale Quarti di finale Semifinali Finale
                           
3 luglio - 13:30            
 1A. Romania Romania  3
10 luglio - 12:30
 3D. Argentina Argentina  2  
 Romania Romania  2(4)
3 luglio - 12:00
   Svezia Svezia  2(5)  
 2F. Arabia Saudita Arabia Saudita  1
13 luglio - 16:30
 2B. Svezia Svezia  3  
 Svezia Svezia  0
4 luglio - 12:00
   Brasile Brasile  1  
 1F. Paesi Bassi Paesi Bassi  2
9 luglio - 14:30
 2E. Irlanda Irlanda  0  
 Paesi Bassi Paesi Bassi  2
4 luglio - 12:30
   Brasile Brasile  3  
 1B. Brasile Brasile  1
17 luglio - 12:30
 3A. Stati Uniti Stati Uniti  0  
 Brasile Brasile  0 (3)
5 luglio - 16:30
   Italia Italia  0 (2)
 1E. Messico Messico  1(1)
10 luglio - 12:00
 2D. Bulgaria Bulgaria  1(3)  
 Bulgaria Bulgaria  2
2 luglio - 12:00
   Germania Germania  1  
 1C. Germania Germania  3
13 luglio - 16:00
 3F. Belgio Belgio  2  
 Bulgaria Bulgaria  1
5 luglio - 13:00
   Italia Italia  2   Incontro per il terzo posto
 1D. Nigeria Nigeria  1
9 luglio - 12:00 16 luglio - 12:30
 3E. Italia Italia  2  
 Italia Italia  2  Svezia Svezia  4
2 luglio - 16:30
   Spagna Spagna  1    Bulgaria Bulgaria  0
 2C. Spagna Spagna  3
 2A. Flag of Switzerland (Pantone).svg Svizzera  0  

Ottavi di finale[modifica | modifica sorgente]

Chicago
2 luglio 1994, ore 12:00 UTC-6
Germania Germania 3 – 2
referto
Belgio Belgio Soldier Field (60 246 spett.)
Arbitro Svizzera Röthlisberger

Washington
2 luglio 1994, ore 16:30 UTC-5
Spagna Spagna 3 – 0
referto
Svizzera Svizzera RFK Stadium (53 121 spett.)
Arbitro Paesi Bassi van der Ende

Dallas
3 luglio 1994, ore 12:00 UTC-6
Arabia Saudita Arabia Saudita 1 – 3
referto
Svezia Svezia Cotton Bowl (60 277 spett.)
Arbitro Brasile Marsiglia

Pasadena
3 luglio 1994, ore 13:30 UTC-8
Romania Romania 3 – 2
referto
Argentina Argentina Rose Bowl (90 469 spett.)
Arbitro Italia Pairetto

Orlando
4 luglio 1994, ore 12:00 UTC-5
Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 0
referto
Irlanda Irlanda Citrus Bowl (61 355 spett.)
Arbitro Danimarca Mikkelsen

Stanford
4 luglio 1994, ore 12:30 UTC-8
Brasile Brasile 1 – 0
referto
Stati Uniti Stati Uniti Stanford Stadium (84 147 spett.)
Arbitro Francia Quiniou

Boston
5 luglio 1994, ore 13:00 UTC-5
Nigeria Nigeria 1 – 2
(d.t.s.)
referto
Italia Italia Foxboro Stadium (54 367 spett.)
Arbitro Messico Brizio Carter

New York
5 luglio 1994, ore 16:30 UTC-5
Messico Messico 1 – 1
(d.t.s.)
referto
Bulgaria Bulgaria Giants Stadium (71 030 spett.)
Arbitro Siria Al Sharif

Quarti di finale[modifica | modifica sorgente]

Boston
9 luglio 1994, ore 12:00 UTC-5
Italia Italia 2 – 1
referto
Spagna Spagna Foxboro Stadium (53.400 spett.)
Arbitro Ungheria Puhl

Dallas
9 luglio 1994, ore 14:30 UTC-6
Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 3
referto
Brasile Brasile Cotton Bowl (63 500 spett.)
Arbitro Costa Rica Badilla

New York
10 luglio 1994, ore 12:00 UTC-5
Bulgaria Bulgaria 2 – 1
referto
Germania Germania Giants Stadium (53 400 spett.)
Arbitro Colombia Torres Cadena

Stanford
10 luglio 1994, ore 12:30 UTC-8
Romania Romania 2 – 2
(d.t.s.)
referto
Svezia Svezia Stanford Stadium (83 500 spett.)
Arbitro Inghilterra Don

Semifinali[modifica | modifica sorgente]

New York
13 luglio 1994, ore 16:00 UTC-5
Bulgaria Bulgaria 1 – 2
referto
Italia Italia Giants Stadium (74 110 spett.)
Arbitro Francia Quiniou

Pasadena
13 luglio 1994, ore 16:30 UTC-8
Svezia Svezia 0 – 1
referto
Brasile Brasile Rose Bowl (91 856 spett.)
Arbitro Colombia Torres Cadena

Finale 3º Posto[modifica | modifica sorgente]

Pasadena
16 luglio 1994, ore 12:30 UTC-8
Svezia Svezia 4 – 0
referto
Bulgaria Bulgaria Rose Bowl (91 500 spett.)
Arbitro Emirati Arabi Uniti Bujsaim

Finale[modifica | modifica sorgente]

Pasadena
17 luglio 1994, ore 12:30 UTC-8
Brasile Brasile 0 – 0
(d.t.s.)
referto
Italia Italia Rose Bowl (94 194 spett.)
Arbitro Ungheria Puhl

Brasile Brasile
P 1 Cláudio Taffarel
D 2 Jorginho Uscita al 21’ 21’
D 6 Branco
D 5 Mauro Silva
D 13 Aldair
C 8 Dunga (C)
C 15 Márcio Santos
C 17 Mazinho Ammonizione al 4’ 4’
C 9 Zinho Uscita al 106’ 106’
A 11 Romário
A 7 Bebeto
Sostituzioni:
D 14 Cafu Ammonizione al 87’ 87’ Ingresso al 21’ 21’
C 21 Viola Ingresso al 106’ 106’
CT:
Brasile Carlos Alberto Parreira
BRA-ITA 1994-07-17.svg
Italia Italia
P 1 Gianluca Pagliuca
D 8 Roberto Mussi Uscita al 34’ 34’
D 5 Paolo Maldini
D 6 Franco Baresi (C)
D 3 Antonio Benarrivo
C 11 Demetrio Albertini Ammonizione al 42’ 42’
C 16 Roberto Donadoni
C 13 Dino Baggio Uscita al 95’ 95’
C 14 Nicola Berti
A 10 Roberto Baggio
A 19 Daniele Massaro
Sostituzioni:
D 2 Luigi Apolloni Ammonizione al 41’ 41’ Ingresso al 34’ 34’
A 17 Alberigo Evani Ingresso al 95’ 95’
CT:
Italia Arrigo Sacchi

Vincitore[modifica | modifica sorgente]

Campione del mondo 1994

Brasile
Brasile
4º titolo

Classifica marcatori[modifica | modifica sorgente]

6 reti

5 reti

4 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Miglior portiere del torneo[modifica | modifica sorgente]

Capocannoniere del torneo[modifica | modifica sorgente]

Miglior giocatore del torneo[modifica | modifica sorgente]

Reti segnate[modifica | modifica sorgente]

141 (2,7/partita)

Gol più veloce[modifica | modifica sorgente]

Gol più lento[modifica | modifica sorgente]

Durante i tempi regolamentari

Durante i tempi supplementari

Cinquine[modifica | modifica sorgente]

Triplette[modifica | modifica sorgente]

Doppiette[modifica | modifica sorgente]

Autoreti[modifica | modifica sorgente]

Primo gol[modifica | modifica sorgente]

Ultimo gol[modifica | modifica sorgente]

Miglior attacco[modifica | modifica sorgente]

Peggior attacco[modifica | modifica sorgente]

  • Grecia Grecia; nessuna rete segnata.

Miglior difesa[modifica | modifica sorgente]

Peggior difesa[modifica | modifica sorgente]

Arbitri[modifica | modifica sorgente]

UEFA

CONMEBOL

CONCACAF

CAF

AFC

Prime e ultime volte[modifica | modifica sorgente]

Prime volte[modifica | modifica sorgente]

  • Oleg Salenko è stato il primo (e finora unico) calciatore, nella storia dei mondiali, a segnare 5 gol in una sola partita; la gara in questione è Russia-Camerun del 28 giugno
  • Gianluca Pagliuca è stato il primo portiere ad essere espulso nel corso di una partita dei mondiali; l'episodio è avvenuto durante l'incontro tra Italia e Norvegia del 23 giugno terminata 1 - 0 per l'Italia, con il portiere azzurro espulso dopo soli 21 minuti.
  • Per la prima volta gli arbitri non indossavano più le classiche uniformi di gara nere, ma divise con colori diversi.
  • Per la prima volta sulle maglie dei giocatori comparivano i loro cognomi e i numeri sul centro del petto (o sul lato sinistro nel caso della Russia e sul lato destro nel caso del Marocco).
  • Per la prima volta ciascuna squadra poteva convocare per le partite tutta la rosa a disposizione (11 titolari più 11 riserve), inaugurando così il fenomeno della "panchina lunga".
  • Per la prima volta venne utilizzata la prova televisiva, tra gli episodi da ricordare la squalifica di 8 giornate a Mauro Tassotti dopo il quarto di finale Italia-Spagna.
  • Nella sola finale per la prima volta successe che:
    • Nessuna delle due squadre riuscì a realizzare una rete.
    • L'assegnazione della Coppa del Mondo venne decisa ai calci di rigore.
  • Questo è stato il primo mondiale in cui venivano assegnati i 3 punti per la vittoria durante la prima fase.
  • Per la prima volta nella storia dei Mondiali vennero giocate partite in uno stadio coperto, il Pontiac Silverdome.
  • Per la prima volta, all'ingresso delle squadre in campo viene eseguito l'inno della FIFA, composto da Franz Lambert.

Ultime volte[modifica | modifica sorgente]

  • Questa è l'ultima edizione del Campionato mondiale di calcio in cui partecipavano alla fase finale 24 squadre ed erano previsti i ripescaggi delle migliori terze al termine della fase a gruppi; a partire dall'edizione successiva le partecipanti furono 32 e superavano il primo turno solo le prime due di ogni gruppo.
  • È stata l'ultima volta che alle qualificazioni mondiali ha partecipato la nazionale di calcio della Cecoslovacchia, divisasi nel 1993 in Repubblica Ceca e in Slovacchia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g Bortolotti, op. cit., p. 188.
  2. ^ Gomitata di Tassotti a Luis Enrique.
  3. ^ a b c d Bortolotti, op. cit., p. 189.
  4. ^ AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002, p. 343.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Atlante dei mondiali '98, Torino, La Stampa, 1998.
  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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