Salvador Allende

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Salvador Allende Gossens
S.Allende 7 dias ilustrados.JPG

29º Presidente del Cile
Durata mandato 3 novembre 1970 –
11 settembre 1973
Predecessore Eduardo Frei Montalva
Successore Augusto Pinochet
(dittatura militare)

Presidente del Senato
Durata mandato 1966 –
1969
Presidente Eduardo Frei Montalva
Predecessore José Tomás Reyes Vicuña
Successore Tomás Pablo Elorza

Dati generali
Partito politico Logo PS.png Partito Socialista Cileno


Unidad Popular.png Unidad Popular

Firma Firma di Salvador Allende Gossens

Salvador Isabelino del Sagrado Corazón de Jesús Allende Gossens[1] (Valparaíso, 26 giugno 1908Santiago del Cile, 11 settembre 1973) è stato un politico e medico cileno, primo Presidente marxista democraticamente eletto nelle Americhe[2].

Allende fu Presidente del Cile dal 3 novembre 1970 fino alla destituzione violenta a seguito di un colpo di stato militare appoggiato dagli USA, avvenuta l'11 settembre 1973, giorno della sua morte.

Laureatosi in medicina all'Universidad de Chile, ne fu allontanato e venne inquisito per motivi politici alla fine degli studi. Nel 1933 partecipò alla fondazione del partito socialista cileno. Successivamente eletto deputato del parlamento cileno nel 1937; quindi nel 1943 venne scelto come segretario del partito socialista e ricoprì la carica di ministro della sanità; infine nel 1945 divenne senatore. Nel 1970 ottenne la vittoria elettorale come candidato "marxista" alla nomina a presidente della repubblica del Cile, quindi presiedette un governo di coalizione. Nel 1973 un "golpe" organizzato dall'esercito causò la sua morte in circostanze drammatiche - probabilmente suicida - nel palazzo presidenziale a Santiago del Cile, portando al governo il generale Augusto Pinochet che instaurò una dittatura militare. I suoi sostenitori si riferiscono a lui come Compañero Presidente ("Compagno Presidente").

Indice

[modifica] Biografia

Statua di Allende alla Moneda

Salvador Allende nacque nel 1908, figlio di Salvador Allende Castro e Laura Gossens Uribe. La madre era di origini ebraiche, ed entrambi i genitori appartenevano al ceto benestante di tradizioni progressiste. Allende frequentò il Liceo Eduardo de la Barra a Valparaíso; proprio in quegli anni conobbe l'anarchico Juan De Marchi, calzolaio di origini italiane emigrato da Torino, che influenzò la sua formazione giovanile[3].

Dopo gli studi, esercitò dapprima la professione di medico; ateo e massone, da marxista criticò aspramente il sistema capitalista. Probabilmente già durante gli studi universitari si avvicinò al nascente Partito Socialista Cileno, del quale sarebbe molto presto divenuto cofondatore e principale leader. Allende fu dapprima ministro in governi di coalizione e successivamente presidente del Senato cileno.

Il fratello Ramon Allende Padilla Huelvo fu Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia del Cile e fondatore della Loggia di Valparaiso, la seconda Loggia del Paese.

Eletto presidente, Allende dichiarò la sua intenzione di promuovere riforme socialiste, la cosiddetta "via cilena al socialismo", ispirata al modello "sistema vitale" di Anthony Stafford Beer[4] che prevedeva radicali misure - riforma agraria, aumento dei salari, nazionalizzazione coatta del rame senza alcun indennizzo. I suoi avversari politici lo accusarono di voler convertire il Cile in un regime comunista, ma Allende respinse queste insinuazioni.

Queste accuse, però, trovavano allarmata attenzione presso gli Stati Uniti, che manifestarono di considerare pericolosa la sua crescita politica, ovviamente non solo per motivi legati all'ideologia, stanti gli enormi interessi economici americani in quell'area. Documenti recentemente declassificati del governo USA[5] hanno confermato che precisi ed inequivocabili ordini erano stati diramati agli agenti della CIA per prevenire l'elezione di Allende alla presidenza o, ove ciò non si fosse potuto impedire, per creare condizioni favorevoli per un golpe.

Francobollo della DDR dedicato ad Allende

Dopo aver tentato per tre volte la corsa presidenziale, il 5 settembre 1970 Allende fu eletto presidente con poco più di un terzo dei voti, come leader della coalizione Unidad Popular. Ottenne il primo posto al voto con 1.070.334 preferenze, ma, non avendo il 50% dei voti (36,3% a lui, il 34% all'ex presidente Jorge Alessandri conservatore, e il 27,4% a Radomiro Tomic, della Democrazia Cristiana Cilena), il Congresso avrebbe dovuto decidere tra lui ed il secondo più votato. Anche prima della sua vittoria elettorale, Allende attirò rapidamente su di sé il veto dell'establishment politico statunitense. A causa delle sue idee socialiste, si cominciò a temere che ben presto il Cile sarebbe diventato una nazione comunista e sarebbe entrato nella sfera d'influenza dell'Unione Sovietica. Per di più gli USA avevano cospicui interessi economici in Cile, con società come ITT, Anaconda, Kennecott ed altre.

L'amministrazione Nixon, in particolare, fu la più strenua oppositrice di Allende, per il quale nutriva un'ostilità che Nixon ammetteva apertamente. Durante la presidenza Nixon, i cosiddetti "consiglieri" statunitensi (che avrebbero imperversato in buona parte dell'America Latina per tutti gli anni settanta e ottanta) tentarono di impedire l'elezione di Allende tramite il finanziamento dei partiti politici avversari. Si sostiene che lo stesso Allende abbia ricevuto finanziamenti da movimenti politici comunisti esteri, ma tale ipotesi rimane ufficialmente non confermata, ed in ogni caso la portata degli eventuali contributi sarebbe stata ben minore rispetto alle possibilità di "investimento" statunitensi.

Una volta che Allende fu finalmente eletto, con l'appoggio della Democrazia Cristiana, la CIA condusse operazioni nel tentativo di spingere il Presidente uscente del Cile, Eduardo Frei Montalva, a bloccare la ratifica, da parte del Congresso, della nomina di Allende a nuovo Presidente. Il piano della CIA era di persuadere il Congresso Cileno ad eleggere presidente l'avversario di Allende, il candidato del Partito Liberal Conservatore Jorge Alessandri Rodríguez.

Sempre secondo il piano, Alessandri avrebbe prontamente rassegnato le dimissioni dopo essere stato eletto, per poter indire nuove elezioni. Con il ricorso a questo trucco, Eduardo Frei avrebbe così potuto ripresentarsi alle elezioni nell'apparente formale rispetto della legalità (la Costituzione cilena allora vigente vietava infatti più di due mandati presidenziali, ma solo se questi erano consecutivi), e presumibilmente avrebbe sconfitto Allende.

In ogni caso, alla fine, Frei, nonostante le fortissime pressioni statunitensi, non se la sentì di forzare la Costituzione bloccando la ratifica, così il Congresso scelse di designare Allende come presidente, a patto però che firmasse uno "Statuto di Garanzie Costituzionali" nel quale garantiva che le sue riforme socialiste non avrebbero stravolto nessun elemento della Costituzione Cilena.

[modifica] Presidenza

Sostenitori di Allende

Una volta eletto, Allende iniziò ad operare per realizzare la sua "piattaforma" di riforma socialista della società cilena. Fu avviato un programma di nazionalizzazione delle principali industrie private, fra cui le miniere di rame fino ad allora sotto il controllo della Kennecott e della Anaconda (aziende americane), si diede mano alla riforma agraria, fu creata una sorta di tassa sulle plusvalenze. Il governo annunciò una sospensione del pagamento del debito estero e al tempo stesso non onorò i crediti dei potentati economici e dei governi esteri. Tutto ciò irritò fortemente la media e alta borghesia e da qui la tensione politica nel paese, oltre ovviamente a creare un discreto dissenso internazionale.

Durante la sua presidenza Allende non ebbe facili rapporti col Congresso Cileno, in cui era forte l'influenza della Democrazia Cristiana Cilena, partito cristiano-sociale. I Cristiano Democratici continuavano ad affermare che Allende stava conducendo il Cile verso un regime dittatoriale, sulla falsariga del governo cubano di Castro, e cercavano di moderare molte delle sue maggiori riforme costituzionali. Alcuni membri del Congresso addirittura invocarono l'intervento delle forze armate, tradizionalmente neutrali, a compiere un golpe per "proteggere la costituzione".

Nel 1971, a seguito di una singolare visita ufficiale, durata addirittura un mese, del presidente Cubano Fidel Castro (con il quale aveva stretto una profonda amicizia personale), Allende annunciò il ripristino delle relazioni diplomatiche con Cuba, nonostante in una dichiarazione dell'Organizzazione degli Stati Americani, cui il Cile aderiva, si fosse stabilito che nessuna nazione occidentale avrebbe concesso aperture verso quello stato.

La politica di Allende, sempre più sbilanciata a sinistra verso il socialismo (in parte in accoglimento delle pressioni di alcune delle frange più massimaliste della sua coalizione), e gli stretti rapporti con Cuba, allarmarono Washington. L'amministrazione Nixon cominciò ad esercitare una pressione economica sempre più crescente attraverso molti canali, alcuni dei quali erano legali (come l'embargo), ma molti di più illegali, attraverso il finanziamento degli oppositori politici nel Congresso Cileno e nel 1972 attraverso l'inconsueto appoggio economico erogato al sindacato dei camionisti, che paralizzò il paese.

[modifica] Relazioni esterne durante la Presidenza di Allende

[modifica] Coinvolgimento degli Stati Uniti

Allende con il Presidente argentino Héctor José Cámpora

La possibilità di vittoria di Allende alle elezioni cilene del 1970 fu considerata un disastro dal governo statunitense che voleva proteggere gli interessi commerciali e prevenire la diffusione del comunismo durante la Guerra Fredda.[6] Nel settembre 1970, il Presidente Nixon informò la CIA che un governo di Allende in Cile non sarebbe stato accettato ed autorizzò $10.000.000 per fermare Allende nella sua corsa al potere o per spodestarlo[7]. I piani della CIA finalizzati ad impedire l'investitura di Allende a Presidente del Cile erano conosciuti come "Track I" e "Track II"; con Track I si cercò di impedire che Allende prendesse il potere attraverso il cosiddetto "inganno parlamentare", mentre sotto l'iniziativa del Track II, la CIA cercò di convincere gli ufficiali chiave delle Forze Armate cilene ad effettuare il colpo di stato.[7]

L'amministrazione statunitense credette nella possibilità di acquisizione dello stile sovietico comunista e fu apertamente ostile ad Allende.[8][9] Durante la presidenza Nixon, gli ufficiali statunitensi cercarono di prevenire l'elezione di Allende finanziando i partiti politici in linea con il candidato all'opposizione Jorge Alessandri e supportando scioperi nei settori minerari e dei trasporti.[10]

[modifica] Coinvolgimento sovietico

[modifica] Il materiale basato sull'"Archivio Mitrokhin"

Secondo il più che discusso archivio Mitrokhin, il KGB disse di Allende che "gli fu fatta capire la necessità di riorganizzare l'Esercito Cileno ed i servizi segreti, istituendo un rapporto tra i servizi d'intelligence Cileni e quelli dell'Unione Sovietica". Fu inoltre sostenuto che ad Allende furono dati $30 000 "al fine di consolidare i rapporti di fiducia" con lui.[11] Secondo Vasili Mitrokhin, un importante ex archivista del KGB, di alto livello nella sede del KGB di Yasenevo, Allende presentò una richiesta personale per del denaro sovietico attraverso i suoi contatti personali, l'ufficiale del KGB Svyatoslav Kuznetsov, venuto urgentemente in Cile, da Città del Messico per aiutare Allende.[12] L'assegnazione originale di denaro per queste elezioni con il KGB fu di $400 000 con l'aggiunta di un contributo personale di $50 000, furono inviati direttamente ad Allende.[12]

Lo storico Christopher Andrew sostenne che l'aiuto del KGB fu un fattore decisivo, in quanto Allende vinse con un margine ristretto di 39.000 voti su un totale di 3 milioni. Dopo le elezioni, il direttore del KGB, Yuri Andropov, ottenne il permesso per l'erogazione di ulteriori fondi e di altre risorse da parte del Comitato Centrale del PCUS al fine di garantire la vittoria di Allende al Congresso. Nella sua richiesta del 24 ottobre, dichiarò che il KGB "effettuerà misure volte a promuovere e consolidare la vittoria di Allende e la sua elezione alla carica di Presidente del Paese". Nel suo file del KGB, Allende fu segnalato per avere "dichiarato la sua disponibilità a collaborare in via riservata e a fornire tutta l'assistenza necessaria, dal momento che si considerava un amico dell'Unione Sovietica". Condivideva volentieri l'informazione politica.[12]

Andrew scrisse che, dopo le elezioni di Allende, furono mantenuti contatti regolari con il suo agente del KGB, Svyatoslav Kuznetsov, che fu incaricato dalla sede centrale di "esercitare un'influenza favorevole sulla politica del governo cileno ". Secondo il file del KGB su Allende, "gli fu fatta capire la necessità di riorganizzare l'Esercito Cileno ed i servizi segreti e di istituire relazioni tra le intelligence di Cile e URSS". Fu detto che Allende reagì positivamente.

Come poi la Storia ha però dimostrato, l'URSS "non mosse un dito" per evitare che si determinasse la spirale che poi portò al golpe dei militari ed alla morte di Allende.

Una ipotesi più realistica fu quella inerente ad un possibile 'aiuto' da parte di Fidel Castro il quale, contravvenendo per altro alle indicazioni dell'URSS, suggerì e propose ad Allende un aiuto cubano in consiglieri militari da 'infiltrare' nello Stato Maggiore dell'esercito cileno. Ma la cosa si concluse unicamente con un regalo costituito da uno stock di fucili d'assalto Kalashinkov AK47 per la guardia personale di Allende (il GAP, Grupos Amigos del Presidente) che effettivamente combatté disperatamente con quei fucili l'11 Settembre 1973 contro i militari golpisti.

L'ipotesi di un sostegno sovietico al Cile di Allende perde così ogni fondamento, anche perché, come da pianificazione predefinita in pieno clima di 'guerra fredda', l'URSS non avrebbe consentito la creazione di "una nuova Cuba" in Cile.

[modifica] La crisi

Il 29 giugno 1973, il colonnello Roberto Souper circondò con il suo reggimento La Moneda presidenziale con l'intento di deporre il governo di Allende.[13] Il fallito colpo di stato — è conosciuto come Tanquetazo tank putsch —organizzato dal gruppo paramilitare Patria y Libertad, fu seguito, alla fine del mese di luglio, da uno sciopero generale che includeva i minatori di El Teniente.

Nell'agosto 1973, si verificò una crisi costituzionale, e la Corte Suprema lamentò pubblicamente la incapacità del governo di Allende di applicare la legge nel Paese e il 22 agosto, la Camera dei deputati, (con i Crisitiano Democratici Uniti al Partito Nazionalista), accusarono il governo di Allende di atti incostituzionali a seguito del suo rifiuto di promulgare emendamenti costituzionali già approvati dalla camera dei deputati che impedirono al suo governo l'applicazione dei massicci piani di statalizzazione.[14] invitando i militari a far rispettare l'ordine costituzionale.[15]

Per mesi, il governo Allende aveva temuto l'invio dei Carabineros (Carabinieri), la polizia nazionale, ritenuti sleali verso il proprio governo. Il 9 agosto, il Presidente Allende nominò il Gen. Carlos Prats Ministro della Difesa. Il 24 agosto 1973, General Prats fu costretto a rassegnare le dimissioni come Ministro della Difesa e come Comandante in capo delle Forze Armate Cilene, imbarazzato dall'incidente automobilistico con Alejandrina Cox e per una protesta pubblica inscenata alle mogli dei suoi generali sotto la propria abitazione. Lo stesso giorno il Gen. Augusto Pinochet lo sostituì come comandante in capo.[15]

[modifica] Risoluzione della Corte Suprema

Il 26 maggio 1973, la Corte Suprema del Cile denunciò all'unanimità il governo di Allende per distruzione della legalità della Nazione nel mancato rispetto delle decisioni giudiziarie, a seguito del continuo rifiuto nel consentire le risoluzioni di polizia giudiziaria in contrasto con le misure del governo.

[modifica] La risposta del Presidente Allende

Due giorni dopo, il 24 agosto 1973, il President Allende rispose,[16] caratterizzando la dichiarazione del Congresso come destinata a danneggiare il prestigio del Paese ed a creare confusione interna, predicendo che Ciò faciliterà la sediziosa intenzione di determinati settori. La dichiarazione, passata con 81-47 alla Camera dei deputati, non aveva ottenuto la maggioranza dei due terzi del Senato, costituzionalmente necessaria per condannare il presidente per abuso di potere: in sostanza, il Congresso aveva invocato l'intervento delle Forze Armate invocando l'intervento delle forze armate e dell'Ordine contro un governo democraticamente eletto e subordinando alle istituzioni armate la rappresentanza politica della sovranità nazionale, che non può e non deve farsi carico o funzioni politiche, in quanto è la rappresentanza della volontà popolare.

[modifica] Il golpe e la morte

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Golpe cileno del 1973.

Nel settembre del 1973, i continui scioperi, l'altissimo tasso di inflazione e la mancanza di materie prime avevano precipitato il paese nel caos.

L'11 settembre di quell'anno, le forze armate cilene guidate dal generale Augusto Pinochet misero in atto il golpe cileno del 1973 contro Allende. Durante l'assedio e la successiva presa del Palacio de La Moneda, Allende decise allora di uccidersi piuttosto che arrendersi a Pinochet, dopo un ultimo discorso alla radio:

« Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento. »
(Estratto dall'ultimo discorso radiofonico di Salvador Allende, poche ore prima della sua morte, l'11 settembre 1973[17])

Le circostanze della sua morte tuttavia non sono chiare: la versione ufficiale, confermata dal suo medico personale, è che il Presidente si tolse la vita con un fucile AK-47 donatogli da Fidel Castro, mentre altri sostengono che fu ucciso dai golpisti di Pinochet mentre difendeva il palazzo presidenziale (un racconto di tali momenti fu scritto da Gabriel García Márquez).

Negli anni ottanta il suo medico personale diede in un'intervista (trasmessa dalla trasmissione televisiva Mixer di Giovanni Minoli) la versione dettagliata dell'accaduto. Secondo il racconto del medico, che era insieme con Allende all'interno della Moneda, a seguito del bombardamento aereo e del successivo incendio, Allende disse a coloro che con lui difendevano la Moneda dalle finestre del primo piano di uscire dal Palazzo ormai indifendibile rimanendo solo nell'ufficio. Il medico rientrò poco dopo nell'ufficio, proprio nel momento in cui Allende si stava uccidendo con una scarica di mitragliatore alla testa dal basso in alto. In particolare, il medico disse di aver visto la parte superiore della calotta cranica di Allende volar via per effetto della scarica. La famiglia ha sempre accettato la versione ufficiale: nel 2011 la figlia Isabel Allende Bussi ha chiesto la riesumazione del corpo, dal Cimitero monumentale di Santiago del Cile dove riposa dal 1990 (nel 1973 fu sepolto senza funerale in un luogo nascosto); l'autopsia ha accertato che si tratta sicuramente di Allende e ha confermato senza ombra di dubbio la versione del suicidio.

In seguito al colpo di stato, in Italia ci furono molti scioperi in solidarietà con Allende e il popolo cileno. Italia e Svezia non riconobbero mai il regime di Pinochet e per tutti i 17 anni di dittatura ufficialmente rimasero in carica gli ambasciatori accreditati da Salvador Allende.

Il colpo di Stato, che molti cileni speravano proteggesse la costituzione, ora si manifestava in tutto il suo orrore. Pinochet avrebbe di fatto regnato, non democraticamente eletto, per i successivi diciassette anni. La violazione dei diritti umani da parte del suo governo è stata, così come testimoniano precise prove documentali, sistematica prassi quotidiana e alla fine del lungo periodo di dittatura si stimarono più di 3000 vittime (anche non cilene), fra morti e desaparecidos e circa 30.000 persone torturate (le cifre sono tratte dal Rapporto Rettig, un'inchiesta ufficiale condotta in Cile dopo la fine della dittatura di Pinochet, nel 1990).

Documenti ora declassificati indicano altresì come la CIA, il servizio segreto degli Stati Uniti d'America, sia stato la "longa manus" del governo di quest'ultimo Paese, appoggiando il rovesciamento con la forza di Allende e incoraggiando l'uso della tortura da parte delle forze armate di Pinochet.

[modifica] L'eredità spirituale ed il dibattito

Francobollo sovietico
« Come Giacomo Matteotti, andò consapevolmente incontro al suo tragico destino. Egli, come Matteotti, ha gettato tra la libertà e la dittatura il suo corpo - ridotto ormai a una macchia di sangue dalla selvaggia aggressione - perché esso fosse il primo spalto della lotta dei cileni contro la dittatura. »

Più di trent'anni dopo la sua morte, Allende rimane un personaggio controverso. Un ampio e partecipato dibattito si è aperto in tutto il Mondo su come avrebbe potuto evolvere la storia del Cile se Allende non fosse morto. Ma in queste riflessioni Allende è un simbolo, che impersona le idee sostenute ed in via di applicazione. Ed il dibattito fu ed è di idee.

Elemento fattuale comune a tutte le impostazioni polemiche è che, in concreto, si è subito sospettato ed abbiamo oggi per ben certo (per loro stessa ammissione documentale) che gli Stati Uniti abbiano quantomeno favorito un arresto coatto e violento di un processo politico democratico interno di un altro paese. Ciò ovviamente veniva interpretato alternativamente come un'insostenibile sopraffazione imperialista o come un opportuno intervento per impedire avanzamenti dell'ideologia sovietica in America Latina, considerata dagli Stati Uniti il proprio 'cortile di casa' sin dai tempi della Dottrina Monroe.

Dalla sinistra dunque Allende è considerato un martire, caduto per la causa del socialismo. I militanti di sinistra, e non solo, si volsero ben presto ad identificare negli Stati Uniti, e specificamente in Henry Kissinger, con l'avallo del Presidente Richard Nixon, e nella CIA, i diretti responsabili della sua morte, come dimostrato in parte dai documenti poi declassificati e resi pubblici dal presidente americano Bill Clinton, e lo vedono come una delle vittime dell'"Imperialismo Americano". Il suo viso è stato anche stilizzato e riprodotto come un simbolo del Marxismo, così come era accaduto per la famosa immagine di Che Guevara.

Dalla destra si guarda invece meno favorevolmente alla figura di Allende. La sua stretta amicizia con Fidel Castro ha portato molti ad accusarlo di essere un marxista. Affermano anche che le profonde riforme che aveva attuato mentre era al potere avevano messo in ginocchio l'economia del paese, instaurando il socialismo reale di stampo sovietico, cosa sempre negata da Allende.

Il coinvolgimento degli USA nel golpe che depose Allende rimane un argomento scottante sulla condotta della Casa Bianca durante la Guerra Fredda in territorio extra-statunitense. L'abbattimento del governo democratico di Allende resta sicuramente tra i più controversi colpi di stato in America Latina.

[modifica] Influenza culturale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Salvador Allende nella cultura popolare.

[modifica] Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine di Bernardo O'Higgins - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Bernardo O'Higgins
Gran Maestro dell'Ordine al Merito del Cile - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito del Cile
Ordine di José Martí - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di José Martí
Premio Lenin per la Pace - nastrino per uniforme ordinaria Premio Lenin per la Pace
— Mosca, 1972

[modifica] Note

  1. ^ successivamente accorciò il nome in Salvador Allende Gossens
  2. ^ (EN) Profile: Salvador Allende. BBC News. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  3. ^ Régis Debray, La via cilena: intervista con Salvador Allende, Feltrinelli, 1971.
  4. ^ Silvio Cammarata, Complessità 2000, RCS, 1999, pag.253.
  5. ^ www.gwu.edu
  6. ^ [1] Pawn or Player? Chile in the cold war
  7. ^ a b Hinchey Report CIA Activities in Chile. September 18, 2000. Accessed online November 18, 2006.
  8. ^ United States Senate Report (1975) "Covert Action in Chile, 1963-1973" U.S. Government Printing Office Washington. D.C.
  9. ^ Chile and the United States: Declassified Documents Relating to the Military Coup, September 11, 1973 by Peter Kornbluh, National Security Archive.
  10. ^ CIA Reveals Covert Acts In Chile, Admits Support For Kidnappers, Links To Pinochet Regime - CBS News
  11. ^ Christopher Andrew and Vasili Mitrokhin How 'weak' Allende was left out in the cold by the KGB (excerpt from The Mitrokhin Archive Volume II), The Times (UK), September 19, 2005.
  12. ^ a b c The World Was Going Our Way: The KGB and the Battle for the Third World by Christopher Andrew, 736 pages, 2005.
  13. ^ Second coup attempt: El Tanquetazo (the tank attack), originally on RebelYouth.ca. Unsigned, but with citations. Archived on Internet Archive October 13, 2004.
  14. ^ Historia de Chile. Accessed online May 15, 2009.
  15. ^ a b (ES) Se desata la crisis, part of series "Icarito > Enciclopedia Virtual > Historia > Historia de Chile > Del gobierno militar a la democracia" on LaTercera.cl. Accessed September 22, 2006.
  16. ^ (ES) La respuesta del Presidente Allende on Wikisource. (EN) English translation on Wikisource, accessed September 22, 2006.
  17. ^ L'ultimo discorso di Salvador Allende, trasmesso da Radio Magallanes, da Patria Indipendente del 26 ottobre 2003, riportato dal sito dell'ANPI.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Presidenti del Cile Successore: Flag of the President of Chile.svg
Eduardo Frei Montalva 1970 - 1973 Augusto Pinochet Ugarte
(dittatura militare)

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue