Rutilismo

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Una donna dai capelli rossi

Il rutilismo è la caratteristica delle persone che hanno peli e capelli rossi o castano ramato. Questa caratteristica è occasionale nelle popolazioni caucasiche e si crede relazionata con una pigmentazione più chiara e la presenza di lentiggini ed un'alta propensione al melanoma e ad altri problemi cutanei; tuttavia non sembra essere relazionata con una pigmentazione oculare (anche se alcuni la mettono in relazione con il colore verde) o un determinato sesso. Si sospettano anche problemi con anestetici, ma sono in corso ancora degli studi. Il rutilismo sembra trasmettersi come carattere recessivo monomero davanti a qualunque altro colore di capelli, però questo modello non risulta soddisfacente in molte genealogie. Il numero di persone dai capelli rossi naturali, nel mondo, risulta in calo, probabilmente a causa del carattere recessivo del gene che li codifica.

Molti individui dicono di sentirsi più attratti da uomini e donne dai capelli rossi. Una discriminazione ottocentesca del rutilismo, invece, si trova nella novella di Giovanni Verga "Rosso Malpelo".

Nell'antico Egitto si consideravano i rossi come discendenti di Seth e si attribuiva loro una maggiore ferocia. Gli unici personaggi biblici di cui si hanno testimonianza scritta ad avere i capelli rossi sono Esaù (Genesi 25,25) e Re Davide (1 Samuele 16,12) Secondo alcune ipotesi non ufficiali, nelle leggende lo stesso Ulisse avrebbe posseduto tale colore di capelli. Prova ne sarebbe il fatto che il suo nome greco Odysséus (Ὀδυσσεύς) deriverebbe dal verbo *odýssomai (*ὀδύσσομαι, "essere adirato")[1], in quanto si pensava in antichità che le persone dai capelli rossi fossero facilmente irascibili e quindi propense all'odio.

La comparsa di chiome rosse è stata associata in molte popolazioni ad antenati celti o fenici, però questo deve essere ancora dimostrato.

La maggiore percentuale dei rossi si trova in Irlanda e Regno Unito. In Argentina la gente dai capelli rossi comprese gran parte della popolazione a causa dell'ondata immigratoria dalla Gran Bretagna e dall'Irlanda nel corso del XIX secolo e inizi del XX.[2]

In altre specie di mammiferi è possibile trovare anche individui con pelame rosso, come nei primati, nel panda rosso, nei gatti e nei cani.

Biochimica dei capelli rossi[modifica | modifica wikitesto]

Si dovrebbe tenere in considerazione che la colorazione del capello può variare nel corso della vita ed è anche collegata all'esposizione al sole. Nel 1997 si scoprì la sua biochimica e pare che si associ al recettore di melanocortina e feomelanina e il colore rossastro sarebbe associato con componenti di ferro. Tutti i rossi presentano varianti nella regioni MC1R nel cromosoma 16, motivo per cui le persone con capelli colore rosso sono associate al colore chiaro della pelle per la bassa concentrazione di eumelanina in tutto il corpo. La bassa concentrazione di melanina nella pelle conferisce ad ogni modo una sufficiente concentrazione dell'importante vitamina D che può essere prodotta anche in condizioni di poca luce solare al giorno. Ad ogni modo, quando le radiazioni UV sono eccessive (ad esempio nelle regioni vicine all'equatore) la mancanza di melanina porta ad alcuni svantaggi medici, come ad esempio il fatto di alzare il rischio di cancro alla pelle.

Il gene recessivo MC1R nelle persone coi capelli rossi associa anche il fenomeno delle lentiggini[3] che si presenza preponderante in particolare in Scozia ed in Irlanda.

Il cambiamento del gene MC1R può provenire da entrambi i cromosomi ed è così facile che chi nasce da entrambi i genitori coi capelli rossi abbia anch'egli i capelli rossi, anche se il gene è recessivo a livello ereditario. Possono essere portatori del gene anche persone che non manifestano il colore rosso dei capelli.

Negli altri primati il fenomeno del rutilismo segue altri percorsi.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

I capelli rossi sono il colore naturale più raro per gli umani. Come abbiamo visto la caratteristica della pelle chiara associata ai capelli rossi di non abbronzarsi ha fatto si che queste persone vivessero prevalentemente nei paesi dell'estremo nord dove la luce solare è scarsa. Studi di Bodmer e Cavalli-Sforza (1976) hanno ipotizzato che la pelle chiara aiutasse a prevenire il rachitismo nei climi freddi incoraggiando l'innalzamento del livello di produzione di vitamina D.[4]

Si stima che il genere dei capelli rossi si sia creato tra 20.000 e 100.000 anni fa.[5][6]

Studi sul DNA hanno comprovato che anche alcuni uomini di Neanderthal già avevano i capelli rossi.[7]

Rischio di estinzione[modifica | modifica wikitesto]

Un rapporto del 2007 nel The Courier-Mail, citato nel National Geographic magazine, ha riportato che in futuro i capelli rossi sono destinati ad estinguersi[8], pur precisando che "entra in declino il colore, ma il potenziale genetico rimane in circolazione".[9]

Implicazioni mediche del genere dei capelli rossi[modifica | modifica wikitesto]

Melanoma[modifica | modifica wikitesto]

La melanina nella pelle di norma aiuta la tolleranza della pelle all'azione dei raggi UV, ma le persone con la pelle chiara e i capelli rossi possono più facilmente subire danni da scottature.[10]

A tal proposito è stato notato come molte persone coi capelli rossi e quindi la pelle chiara siano suscetibili di sviluppo di cancro della pelle.[11][12]

Aumento della sensibilità ai cambiamenti termici, della sensazione di panico e ferite[modifica | modifica wikitesto]

Due studi hanno dimostrato come le persone coi capelli rossi siano maggiormente sensibili ai cambiamenti termici a differenza delle persone con capelli di colori diversi. Il primo studio ha dimostrato che queste persone sono più sensibili a cambiamenti termici (associato al naturale basso livello di vitamina K),[13] mentre un altro studio ha concluso che i capelli rossi sono più sensibili al panico, venendovi indotti più facilmente.[14][15][16]

I ricercatori hanno infatti rilevato come le persone che hanno i capelli rossi siano tra i principali consumatori di anestetici e calmanti.[17] Altri studi hanno invece evidenziato come le donne coi capelli rossi abbiano una sopportazione del dolore superiore rispetto agli uomini coi capelli rossi.[18]

Queste relazioni inaspettate collegate al colore del capello rosso sono da ricercare anche nella mutazione di un ormone recettore: l'ormone stimolatore di melanociti (MSH) e le endorfine.[19] I melanociti, le cellule che producono il pigmento della pelle e dei capelli, usano l'MC1R che in questi soggetti è mutato per riconoscere e rispondere al MSH dalla ghiandola pituitaria anteriore.

Non vi è invece evidenza scientifica che provi la credenza comune secondo la quale le persone coi capelli rossi hanno una possibilità maggiore di tendere ad avere emorragie o sanguinare abbondantemente in caso di ferite.[20][21] E' stata invece rilevata la tendenza a subire scottature per le cause connesse al colore pallido della pelle.

Origine patologica del fenomeno dei capelli rossi[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte dei capelli rossi è causato dalla mutazione naturale e quindi non patologica del gene MC1R. Ad ogni modo in casi rari i capelli rossi possono essere associati a disturbi o disordini genetici:

  • In caso di grave malnutrizione, i capelli normalmente scuri possono divenire rossi o biondi. La condizione particolare, parte di una sindrome nota come kwashiorkor, è segno di mancanza di cibo critica causata in particolare dalla mancanza di proteine, ed è comune durante i periodo di carestia.
  • Una varietà di albinismo (Tipo 3, conosciuta anche come albinismo rufo), visibile in alcuni africani ed abitanti della Nuova Guinea, che porta al colore della pelle e dei capelli di rosso.[22]
  • Mancanza di pro-opiomelanocortina.[22][23]

Paleoantropologia del rutilismo[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione delle percentuali (su mille individui) di capelli rossi nelle regioni italiane nel Regno d'Italia (secondo Ridolfo Livi)

Il capello rosso compare in singoli casi in tutte le popolazioni della terra (eccetto, per quanto noto, l'America precolombiana). Da alcuni antropologi è stato perciò interpretato come una mutazione individuale affine all'albinismo. Esso è però più diffuso in Europa, dove le percentuali possono raggiungere valori relativamente elevati (Italia 0,58%, Svizzera 0,5%–1,5%, Baviera 3%, Scozia 5,4%, Svezia 2,3%). Nell'insieme si nota una maggior frequenza nei paesi dell'Europa settentrionale: poiché il rutilismo sembra dominante rispetto al biondo e recessivo rispetto al bruno, si è inoltre pensato che la maggior frequenza del capello rosso nell'Europa in genere, e nelle regioni settentrionali in particolare, fosse da attribuire al fatto che in queste zone è relativamente diffuso il biondismo. Vi sono però dei fatti che contrastano con questa interpretazione: gli Scozzesi ad esempio sono decisamente più bruni degli Svedesi e presentano tuttavia un'alta frequenza di rutilismo (che nelle popolazioni delle zone montuose della Scozia raggiunge anche il 7–11%. Nel cantone svizzero di Sciaffusa, dove quasi il 70% della popolazione è biondo,[senza fonte] il rutilismo compare con frequenza dell'1%. In tutte le province dei Paesi Bassi è stata trovata un'ugual frequenza di capello rosso (2,5%), indipendentemente dal fatto che la maggioranza della popolazione locale fosse bionda o bruna.

Si è perciò tentati di considerare il rutilismo come un carattere residuale, ereditato da una popolazione in cui esso era presente nella totalità o quasi degli individui e conservatosi in alcune zone nelle quali l'ibridazione è stata più lenta: data la distribuzione attuale – e in particolare nel passato – del rutilismo, in letteratura è stato proposto che questa popolazione sia da far coincidere con i paleo-europoidi di tipo Cromagnonoide.

Inoltre, un elemento che ha portato ad associare il "gene dei capelli rossi" ad una provenienza dal nord è dato dal fatto che viene chiamato anche "gene normanno", appunto ad indicare quelle popolazioni del nord come i Vareghi (o Rus, da cui prese il nome la Russia) o Svedesi, i Norvegesi ed i Danesi, che tra circa l'840 e il 1017 d.C. invasero il Sacro Romano Impero e vi si insediarono introducendo la propria lingua tra i Franchi, tanto che uno o due secoli più tardi questa mescolazione diverrà lingua nobile, lingua normanna della regione Normandia.

Rutilismo ed eritrismo[modifica | modifica wikitesto]

In antropologia fisica si usa talvolta, invece di rutilismo, il termine eritrismo, che indica più correttamente un'anomalia di colore nel pelame degli animali, noto anche come isabellismo.[24]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nelle varie epoche e culture, i capelli rossi sono stati lodati, temuti o ridicolizzati.

Ritratto di donna, circa 1470-1475, ad opera di Sandro Botticelli

Credenze sul temperamento caratteriale[modifica | modifica wikitesto]

Una credenza comune sui capelli rossi ritiene che essi siano di temperamento fiero ed implacabili nella parola. In Anna dai capelli rossi, l'autrice dice del personaggio principale, Anne Shirley, che ha appunto i capelli rossi, che "il suo temperamento richiamava i suoi capelli", mentre in The Catcher in the Rye, Holden Caulfield riporta che "le persone coi capelli rossi diventano pazze molto facilmente, ma Allie [il suo fratello defunto] non lo divenne mai, eppure aveva i capelli molto rossi."

Durante i primi passi della moderna medicina, i capelli rossi erano visti come segno di un temperamento sanguigno.[25] Nella pratica medica indiana dell'Ayurveda, sono indicati con un temperamento Pitta.

Altra credenza è che le persone coi capelli rossi abbiano una forte tendenza al sesso fisico; ad esempio, Jonathan Swift ridicolizza gli stereotipi sui capelli rossi nella quarta parte de I viaggi di Gulliver, "Viaggio nel paese degli Houyhnhnmi," quando egli scrive che: "Si è osservato che le persone coi capelli rossi di entrambi i sessi siano più libidinosi e voluttuosi degli altri, ove eccedono in resistenza ed attività."[26] Altre credenze hanno tentato di avere valenza scientifica con gli studi ottocenteschi di Cesare Lombroso e Guglielmo Ferrero. I due studiosi italiani conclusero che i capelli rossi si associavano ai criminali che commettevano crimini a sfondo sessuali e che il 48% di essi erano donne.[27]

Nella novella e nel film Red-Headed Woman, la protagonista che ha i capelli rossi è una donna sessualmente aggressiva e spesso con un temperamento violento.

Moda e arte[modifica | modifica wikitesto]

"L'accolito" di Edmund Blair Leighton

La regina Elisabetta I d'Inghilterra aveva i capelli rossi, e durante l'era elisabettiana in Inghilterra, i capell rossi divennero molto di moda presso le donne. Anche in tempi moderni importanti celebrità come Nicole Kidman, Alyson Hannigan, Marcia Cross, Christina Hendricks, Emma Stone e Geri Halliwell hanno i capeli rossi.

Delle volte i capelli rossi si scuriscono con l'invecchiare della persona, divenendo più castani e perdendo la loro originaria vividezza di colore. Questo fatto porta quindi ad associare il colore rosso alla giovinezza, una qualità generalmente considerata apprezzabile. In molti paesi come India, Iran, Bangladesh e Pakistan, hennè e zafferano sono utilizzati per conferire ai capelli un colore rosso chiaro.[28]

Molti pittori hanno mostrato grande predilezione per i capelli rossi. Il colore rosso Tiziano si riferisce non a caso all'uso frequente di questa pigmentazione proprio nella rappresentazione dei capelli (in particolare di donne) da parte del pittore italiano Tiziano. Sandro Botticelli utilizzò il colore nel suo famoso dipinto La nascita di Venere rappresentando appunto la dea classica Venere coi capelli rossi. Altri pittori noti per l'uso di soggetti coi capelli rossi furono i preraffaelliti, Edmund Leighton, Amedeo Modigliani,[29] e Gustav Klimt.[30]

La storia di Sir Arthur Conan Doyle dal titolo The Red-Headed League coinvolge un uomo che fa domanda per essere ammesso in un misterioso gruppo di persone coi capelli rossi. Il film del 1943 dal titolo DuBarry Was a Lady mostra le rosse Lucille Ball e Red Skelton in Technicolor.

Pregiudizi e discriminazioni sui rossi[modifica | modifica wikitesto]

Credenze medievali[modifica | modifica wikitesto]

Barbarossa, ammiraglio ottomano

I capelli rossi, nel medioevo, erano sinonimo di desiderio sessuale bestiale e degenerazione morale. Un selvaggio coi capelli rossi è rappresentato anche in una favola dei fratelli Grimm (Der Eisenhans) come lo spirito della foresta di ferro. Theophilus Presbyter descrive come il sangue dei giovani coi capelli rossi sia necessario per creare oro dal rame, in un mistura con cenere di basilisco.[31]

Montague Summers, nella sua traduzione del Malleus Maleficarum,[32] annota che nel medioevo avere i capelli rossi e gli occhi verdi era segno dell'essere una strega, un lupo mannaro o un vampiro;

« Quelli i cui capelli sono rossi, di una certa forma particolare, sono sicuramente dei vampiri. E' significativo che nell'antico Egitto, come ci riporta Manetho, i sacrifici umani offerti sulla tomba di Osiride avevano per protagonisti uomini dai capelli rossi, le cui ceneri venivano poi gettate via con l'ausilio di ventagli per fertilizzare i campi ed ottenere un raccolto vantaggioso, dal momento che i capelli rossi simboleggiavano il colore oro del grano. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Montanari, Vocabolario della lingua greca, Torino, Loescher, 1995.
  2. ^ El Rojo Como Blanco – Clarin, 07/17/2007
  3. ^ Valverde P, Healy E, Jackson I, Rees JL, Thody AJ, Variants of the melanocyte-stimulating hormone receptor gene are associated with red hair and fair skin in humans in Nature Genetics, vol. 11, nº 3, 1995, pp. 328–30, DOI:10.1038/ng1195-328, PMID 7581459.
  4. ^ Bodmer WF, Cavalli-Sforza LL.Genetics, evolution and man. San Francisco:WH Freeman; 1976.
  5. ^ "Nicole's hair secrets". The Daily Telegraph (London). 2 October 2002. Retrieved 2 November 2005.
  6. ^ Red hair genes 100,000 years old in Oxford Blueprint, vol. 1, nº 11, 31 maggio 2001.
  7. ^ Elizabeth Culotta, Ancient DNA Reveals Neandertals With Red Hair, Fair Complexions in Science, vol. 318, nº 5850, 26 ottobre 2007, pp. 546–7, DOI:10.1126/science.318.5850.546. URL consultato il 16 maggio 2011.
  8. ^ Gingers extinct in 100 years. News.com.au. Retrieved 28 June 2009.
  9. ^ Redhead extinction. HowStuffWorks. Retrieved 28 June 2009.
  10. ^ Flanagan N, Healy E, Ray A, et al., Pleiotropic effects of the melanocortin 1 receptor (MC1R) gene on human pigmentation in Hum. Mol. Genet., vol. 9, nº 17, October 2000, pp. 2531–7, DOI:10.1093/hmg/9.17.2531, PMID 11030758.
  11. ^ Rees JL (2002a) Molecular phototypes. In: Ortonne J-P, Ballotti R (eds) Mechanisms of suntanning. Martin Dunitz,London, pp 333–339
  12. ^ Rees JL (2002b) Skin cancer (including nevoid basal cell carcinoma syndrome). In: Vogelstein B, Kinzler K (eds) The genetic basis of human cancer, 2nd ed. McGraw-Hill, New York, pp. 529–548
  13. ^ Liem EB, Joiner TV, Tsueda K, Sessler DI, Increased sensitivity to thermal pain and reduced subcutaneous lidocaine efficacy in redheads in Anesthesiology, vol. 102, nº 3, 2005, pp. 509–14, DOI:10.1097/00000542-200503000-00006, PMC 1692342, PMID 15731586.
  14. ^ Amy Sullivan, Stoic Redheads in New York Times, 11 dicembre 2005. URL consultato il 22 maggio 2010.
  15. ^ Do redheads really feel more pain? The jury's still out in Wellness Blog on TIME.com, 12 agosto 2009. URL consultato il 22 maggio 2010.
  16. ^ Mogil JS, Ritchie J, Smith SB, et al., Melanocortin-1 receptor gene variants affect pain and mu-opioid analgesia in mice and humans in Journal of Medical Genetics, vol. 42, nº 7, July 2005, pp. 583–7, DOI:10.1136/jmg.2004.027698, PMC 1736101, PMID 15994880.
  17. ^ Liem EB, Lin CM, Suleman MI, et al., Anesthetic requirement is increased in redheads in Anesthesiology, vol. 101, nº 2, August 2004, pp. 279–83, DOI:10.1097/00000542-200408000-00006, PMC 1362956, PMID 15277908.
  18. ^ Mogil JS, Wilson SG, Chesler EJ, et al., The melanocortin-1 receptor gene mediates female-specific mechanisms of analgesia in mice and humans in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 100, nº 8, April 2003, pp. 4867–72, DOI:10.1073/pnas.0730053100, PMC 153647, PMID 12663858.
  19. ^ Liem EB, Lin CM, Suleman MI, et al., Anesthetic requirement is increased in redheads in Anesthesiology, vol. 101, nº 2, 2004, pp. 279–83, DOI:10.1097/00000542-200408000-00006, PMC 1362956, PMID 15277908.
  20. ^ Kumar VV, Kumar NV, Isaacson G, Superstition and post-tonsillectomy hemorrhage in The Laryngoscope, vol. 114, nº 11, November 2004, pp. 2031–3, DOI:10.1097/01.mlg.0000147942.82626.1c, PMID 15510037.
  21. ^ Liem Edwin B. et al., Women with Red Hair Report a Slightly Increased Rate of Bruising but Have Normal Coagulation Tests in Anesthesia & Analgesia, vol. 102, nº 1, 2006, pp. 313–318, DOI:10.1213/01.ANE.0000180769.51576.CD, PMC 1351323, PMID 16368849.
  22. ^ a b Pathology Guy: Accumulations and Deposits Ed Friedlander, M.D., Pathologist. Last updated 24 September 2006
  23. ^ Challis BG, Pritchard LE, Creemers JW, et al., A missense mutation disrupting a dibasic prohormone processing site in pro-opiomelanocortin (POMC) increases susceptibility to early-onset obesity through a novel molecular mechanism in Hum. Mol. Genet., vol. 11, nº 17, August 2002, pp. 1997–2004, DOI:10.1093/hmg/11.17.1997, PMID 12165561.
    Krude H, Biebermann H, Gruters A, Mutations in the human proopiomelanocortin gene in Ann. N. Y. Acad. Sci., vol. 994, nº 1, June 2003, pp. 233–9, DOI:10.1111/j.1749-6632.2003.tb03185.x, PMID 12851321.
  24. ^ Eritrismo in Vocabolario – Treccani. URL consultato il 14 maggio 2011.
  25. ^ The Practical Magnetic Healer G. M. Brown 1899
  26. ^ Gulliver's Travels on Project Gutenberg Original by Jonathan Swift 1726
  27. ^ Nicole Hahn Rafter (ed), Lombroso & Ferraro, Criminal Woman, the Prostitute, and the Normal Woman, Duke University Press, 2004, p.123-4.
  28. ^ Henna – history Plant Cultures: Exploring plants and people. 18 November 2004
  29. ^ Image Young Redhead in an Evening Dress, WebMuseum. URL consultato l'11 maggio 2011.
  30. ^ Danae, WebMuseum. URL consultato l'11 maggio 2011.
  31. ^ Palo Galloni, Il sacro artefice, Laterza, Bari 1998.
  32. ^ Montague Summers e Sprenger & Kramer, Malleus Maleficarum, 1484, 1971 (trans), pp. Ch. 3, ISBN 0-486-22802-9. – vedi Malleus Maleficarum

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Parenti, Lezioni di Antropologia Fisica, Libreria Scientifica Pellegrini, 1973

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]