Europa occidentale

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Europa occidentale

L'Europa occidentale è principalmente un concetto socio-politico coniato e utilizzato durante la Guerra fredda. Con l'espressione Europa occidentale si identificano in particolare i Paesi europei del primo mondo; si distingue dall'Europa Orientale per differenze economiche, politiche e religiose piuttosto che per un preciso confine geografico. Queste definizioni sono però soggette a fluttuazioni storiche, il che rende mutevole la definizione di oriente e occidente.

Oggi il termine Europa occidentale ha meno a che fare con la geografia e più con l'economia. Il concetto è anche comunemente associato con la democrazia liberale, il capitalismo e anche con l'Unione europea. La maggior parte dei paesi della regione condividono la cultura occidentale e molti hanno legami politici ed economici con il Nord e il Sud America e con l'Oceania. In aggiunta, la Scandinavia, nel Nord Europa, è comunemente associata alla socialdemocrazia e rimane neutrale durante le dispute internazionali.

In alternativa, Europa occidentale è anche una subregione geografica dell'Europa che è ancora più restrittiva di quanto detto in precedenza: come definito dalle Nazioni Unite comprende i seguenti dieci stati:

La definizione di regione continentale utilizzata dalle Nazioni Unite.

L'Europa prima della Guerra Fredda[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del XX secolo, erano presenti due principali alleanze sullo scacchiere politico d'Europa: gli Imperi centrali e la Triplice intesa. Nel 1914, questi due blocchi si confrontarono nella prima guerra mondiale.

La Triplice Intesa, anche conosciuta come Potenze Alleate (Impero britannico, Italia, Francia e USA, mentre l'Impero russo si ritirò nel 1918), sconfisse gli Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria e Impero ottomano). I tre membri principali delle Potenze centrali persero anche le loro dinastie monarchiche, che furono obbligate ad abdicare e furono mandate in esilio. I sistemi politici di questi paesi furono trasformati in repubbliche e furono obbligati ad accettare i termini del Trattato di Versailles. L'Impero russo, ora divenuto Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, stipulò una pace separata con gli Imperi Centrali con il Trattato di Brest-Litovsk.

Il Trattato di Versailles impose la responsabilità del conflitto ai paesi perdenti, che subirono la perdita di territori e il pagamento di ingenti danni di guerra. Tutto questo portò alla rabbia della popolazione e alla mancata accettazione dei regimi post-bellici. Lo scontento generale fu utilizzato da Adolf Hitler per la sua scalata al potere: in molti dei suoi discorsi il dittatore denunciava il Diktat von Versailles - "il diktat di Versailles". Questa fu una delle cause scatenanti la seconda guerra mondiale.

L'Europa divisa in due blocchi dalla Guerra Fredda[modifica | modifica sorgente]

L'Europa occidentale fu principalmente definita durante la Guerra fredda: la cortina di ferro la separava dai Paesi del Patto di Varsavia

Durante gli stadi finali della seconda guerra mondiale, il futuro dell'intera Europa era stato deciso dagli Alleati durante la Conferenza di Jalta, con il Primo Ministro del Regno Unito Winston Churchill, il Presidente degli USA Franklin Delano Roosevelt, e il dittatore dell'Unione Sovietica Josif Stalin. L'Europa post-bellica si dovrebbe dividere in due sfere principali: il blocco occidentale, principalmente sotto l'influenza degli Stati Uniti, e il blocco orientale (comunista), dominato dall'URSS. Con l'inizio della Guerra Fredda, l'Europa fu divisa dalla Cortina di ferro, una linea che correva da Trieste fino al Mare del Nord e che divideva le due aree di influenza. Alcuni paesi erano ufficialmente neutrali (Movimento dei Non-Allineati), ma questi erano classificati a seconda dei loro sistemi politici ed economici.

Europa Orientale[modifica | modifica sorgente]

L'Europa Orientale era composta da tutti i paesi occupati dall'esercito dell'Unione Sovietica sin dalla liberazione dall'occupazione tedesca o dai regimi fascisti. A questi fu unita la Repubblica Democratica Tedesca (RDT), che rappresentava le zone di occupazione sovietica della Germania. Per ordine di Stalin, in tutti questi paesi furono istituiti regimi comunisti che, sebbene formalmente indipendenti, erano in realtà fortemente limitati nell'autonomia. la Jugoslavia e l'Albania, paesi comunisti che erano indipendenti dall'URSS, appartenevano per convenzione anche al blocco orientale.

Europa occidentale[modifica | modifica sorgente]

L'Europa occidentale era composta dai paesi liberati dagli Alleati occidentali (USA, Canada, Regno Unito etc.) dall'occupazione tedesca, dai paesi liberatori stessi più l'Italia (una ex-Potenza dell'Asse che si era arresa ed era stata occupata dagli Alleati) e la Repubblica Federale Tedesca, formata dalle tre zone di occupazione inglese, francese e statunitense.

Gli altri Paesi che si unirono alla NATO, all'UE o all'EFTA divennero in seguito parte dell'Europa occidentale.

Quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale ricevettero assistenza economica dagli Stati Uniti, secondo il Piano Marshall.

In dettaglio:

Turchia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppi politici recenti e Europa occidentale moderna[modifica | modifica sorgente]

Il mondo è cambiato drammaticamente dopo la caduta della cortina di ferro nel 1989. La RFT ha assorbito pacificamente la RDT, portando alla riunificazione tedesca; nei paesi nell'Europa Orientale si sono dissolte le organizzazioni del COMECON e il Patto di Varsavia; altri stati hanno visto riconosciuta la loro indipendenza: la Lituania, l'Estonia, la Lettonia, l'Ucraina ecc. Molti di questi si sono uniti nella NATO e alcuni sono stati ammessi come membri dell'UE.

Fino all'allargamento dell'Unione Europea del 2004, l'Europa occidentale era fortemente associata all'UE, anche se venivano inclusi stati non-membri come Islanda, Norvegia e Svizzera.

Il termine Europa Centrale ha iniziato a riapparire. Ad esempio, la Germania è ora riunita e sarebbe pertanto sbagliato definirla nell'Europa Orientale o occidentale.

Sebbene il termine Europa occidentale sia stato un prodotto della Guerra Fredda, 15 anni dopo la fine rimane ancora molto utilizzato, specialmente dai media e nel linguaggio quotidiano nelle regioni occidentali dell'Europa, principalmente per ragioni di differenza economica e culturale o anche per sentimento di superiorità degli abitanti della parte ovest del continente.

È generalmente noto che il termine Vecchia Europa coniato da Donald Rumsfeld si riferisce alla Vecchia Europa occidentale. Egli intendeva chiaramente i paesi dell'Europa Orientale col termine Nuova Europa. C'è discussione sul fatto se includere o meno il Regno Unito nella Vecchia Europa.

La divisione est-ovest esiste ancora, anche in campi differenti, sebbene non sia così fortemente accentuata come durante la Guerra Fredda.

Quello che di solito si intende parlando di Europa occidentale è l'insieme dei seguenti Paesi:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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