Esaù

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Esaù è un personaggio dell'Antico Testamento, figlio di Isacco e Rebecca e fratello gemello di Giacobbe, le cui vicende sono narrate nella bibbia nel libro della Genesi.

Il nome Esaù in lingua ebraica significa "rosso".

Indice

[modifica] Racconto biblico

Isacco respinge Esaù.
Dipinto di Giotto, Assisi.

Il libro della Genesi ci racconta che quando Esaù nacque, prima di suo fratello gemello Giacobbe, era rossiccio e peloso (cfr. Genesi 25,25).

Crescendo, Esaù si dimostrò abile nella caccia e uomo della steppa, e per questo era prediletto dal padre (cfr. Genesi 25,27-28).

Una volta, rientrato affamato dalla campagna, vide Giacobbe che aveva cotto un piatto di lenticchie. Quando gli chiese da mangiare poiché era sfinito, Giacobbe chiese in cambio la primogenitura, e Esaù accettò (cfr. Genesi 25,29-34).

In seguito perse anche la benedizione di Isacco in punto di morte, riservata al primogenito. Infatti Giacobbe, prima di lui, aveva indossato i suoi abiti e ingannato il padre, che era quasi cieco e riconosceva i figli dall'odore, e aveva cotto un animale del gregge facendolo passare per sua selvaggina (cfr. Genesi 27,1-29).

Quando si accorse di aver perso anche la benedizione, ottenne da Isacco una benedizione secondaria (cfr. Genesi 27,30-40).

Inizialmente determinato ad uccidere il fratello che l'aveva ingannato, molti anni dopo che Giacobbe era sfuggito per evitare la sua ira si riconciliò con lui.

Esaù è anche noto col nome di Edom e i suoi discendenti sono gli idumei, identificati secondo la tarda tradizione ebraica con il popolo principale stanziatosi per primo in Italia, e quindi con l'Impero Romano e successivamente con la Cristianità in generale: una delle fonti è anche Bereshit Rabbah, la raccolta dei Midrashim riguardante il primo libro del Pentateuco del Tanakh, Genesi.

Sposò Giuditta Ittita (cfr. Genesi 26,34-35).

Giacobbe, il cui nome si traduce “colui che soppianta” (lett. che tiene la pianta del piede), in relazione al fatto di aver preso il posto del fratello maggiore nella successione ereditaria, essendogli stata ceduta la primogenitura da Esaù ”il rosso” in cambio di un piatto di lenticchie, dopo aver lottato una notte intera con un Angelo ed essendo riuscito a tenergli testa sino all'alba, ebbe il suo nome mutato in Israel, ”colui che contende con Dio”.

[modifica] Citazioni letterarie

Nella Divina Commedia, secondo alcuni critici, Esaù potrebbe essere "colui / che fece per viltade il gran rifiuto" nel Canto III. L'identificazione di tale personaggio è comunque difficile, e ad esempio nel commento a cura di Emilio Pasquini e Antonio Quaglio viene attribuito "scarso fondamento" a questa particolare ipotesi (ed. Garzanti, Milano 1988).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue