Hebron

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Hebron
città
(AR) لخليل
(HE) חֶבְרוֹןا
Hebron – Veduta
Localizzazione
Stato Palestina Palestina
Governatorato Hebron
Amministrazione
Sindaco Khaled Osaily
Territorio
Coordinate 31°32′00″N 35°05′42″E / 31.533333°N 35.095°E31.533333; 35.095 (Hebron)Coordinate: 31°32′00″N 35°05′42″E / 31.533333°N 35.095°E31.533333; 35.095 (Hebron)
Abitanti 167 000[1] (2006)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Palestina
Hebron

Hebron (Arabo الخليل al-Khalīl, lett. "amico", riferito al patriarca Abramo; Ebraico חֶבְרוֹן ascolta[?·info], Ebraico standard Hevron, Ebraico di Tiberiade Ḥeḇrôn: derivato dalla parola "amico") è una città della Cisgiordania (Giudea secondo la toponomastica ebraica) di circa 200.000 abitanti (palestinesi) più, circa, 700 ebrei che vivono nell'antico quartiere ebraico della città, a cui si devono aggiungere i circa 7.000 ebrei della contigua Qiryat Arba.

Hebron si trova a circa 30 km a sud di Gerusalemme; la città è famosa per le sue uve e per le fabbriche di ceramiche e vetri. La città vecchia è caratterizzata dalle strette e tortuose strade, dalle case di pietra con i tetti piani e dai vecchi mercati. È sede universitaria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Hebron è una delle più antiche città del Vicino Oriente ed uno dei siti abitati ininterrottamente da più tempo.
I riscontri archeologici pongono la sua data di fondazione intorno al XXXV secolo a.C. (più di 5000 anni fa).
La città è più volte menzionata nel Pentateuco. In particolare una grotta, nella parte bassa di Hebron (nella Genesi chiamata Querce di Mamre), sulla quale fu eretta nel I secolo a.C. una gigantesca costruzione, che è l'edificio ebraico più antico ancora conservato nella sua interezza, è detta La grotta dei Patriarchi (in in arabo: المسجد الإبراهيمي, al-masjid al-Ibrāhīmī, ossia "moschea di Abramo", in ebraico ma'arat ha-machpela) è il luogo ove secondo la Bibbia sono sepolti Abramo, Sara, Isacco, Rebecca e Lia. Questa grotta è considerata sacra sia dagli ebrei (per i quali è il secondo luogo sacro per importanza dopo il Monte del Tempio), sia dai musulmani, che venerano il luogo come sepolcro di Abramo; parte della struttura ospita una moschea.

Secondo quanto dice il Pentateuco, dopo l'insediamento degli ebrei in quell'area con il Patriarca Abramo, Hebron divenne il principale centro della Tribù di Giuda e Davide venne incoronato re d'Israele in Hebron e da lì regnò fino alla conquista di Gerusalemme ove poi spostò la sua capitale.
Erode il Grande costruì l'attuale struttura che sovrasta la Grotta dei Patriarchi e l'imperatore bizantino Giustiniano II la trasformò, nel VI secolo, in una chiesa che venne, in seguito, distrutta dai Sasanidi.
Nel 638 Hebron venne conquistata dagli Arabi musulmani e nel 1099 passò sotto il controllo dei crociati che la ribattezzarono Città di Abramo. Il nome venne riportato all'origine dopo la sconfitta dei crociati da parte del Saladino nel 1187.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Signoria di S. Abramo.

In seguito, Ayyubidi e Mamelucchi conservarono il controllo della città fino al 1516 quando questa passò nelle mani dell'Impero ottomano.
Tra il 1831 e il 1840 la città fu sotto il controllo di Ibrahim Pascià di Egitto.

Nel dicembre 1917, nel corso della prima guerra mondiale Hebron fu occupata dalle truppe britanniche.
Nell'agosto del 1929, durante una serie di scontri tra i coloni ebraici e la popolazione araba preesistente, l'Haganah offrì la propria protezione alla comunità ebraica di Hebron (circa 600 persone su un totale di 17.000 abitanti), che la rifiutò contando sui buoni rapporti che si erano instaurati da tempo con la popolazione araba e i suoi rappresentanti.
Il 24 agosto tuttavia furono uccisi 67 ebrei (la metà del totale dei caduti ebraici morti durante la rivolta), alcuni dopo violenze carnali e torture, e 135 furono feriti (Massacro di Hebron del 1929). La restante popolazione ebraica che rimase in città riuscì a trovare rifugio presso un posto di polizia alla periferia della città e presso alcuni dei loro vicini arabi. Durante gli scontri venne razziato il mercato cittadino, sia per la parte araba che per quella ebraica e avvenne la quasi totale distruzione del quartiere ebraico pluricentenario.

La popolazione ebraica fu spostata a Gerusalemme al termine degli scontri; alcune famiglie torneranno ad Hebron due anni dopo, per poi lasciarla definitivamente nel 1936, evacuate dalle forze britanniche.

Rimase poi parte del mandato britannico fino al 1948. Nel 1949 la Legione Araba dell'Emiro hascemita di Transgiordania occupò Hebron e il resto della Cisgiordania, controllo mai riconosciuto dall'ONU ma solo da Gran Bretagna e Pakistan.

Nel 1967, al termine della guerra dei sei giorni tra Israele e alcuni paesi arabi, gli ebrei poterono tornare a Hebron, così come in tutta la regione od ovest del Giordano, zone in cui l'ingresso agli ebrei era stato proibito per 19 anni sin dal 1948, in base agli accordi raggiunti con l'Armistizio di Rodi.

Il 26 febbraio 1994, un membro d'origine statunitense dell'organizzazione razzista e terrorista della Lega di Difesa Ebraica, Baruch Goldstein, non a caso residente a Kiryat Arba, medico ed ex ufficiale dell'esercito, si disse per vendicare l'uccisione di una bambina israeliana ma in realtà in piena coerenza con l'ideologia del Kach e della LDE, penetra nella moschea in uniforme, evitando quindi i superficiali controlli militari predisposti, e trucida a colpi di fucile mitragliatore decine di musulmani impegnati nella preghiera canonica (Massacro di Hebron del 1994), causando l'esasperata reazione dei sopravvissuti, che uccidono l'attentatore, e della popolazione palestinese.
Alla fine di una giornata di sangue il numero complessivo dei morti è di 60 vittime, di cui 29 nella sola moschea [1], 26 palestinesi abbattuti dall'esercito israeliano e 5 israeliani massacrati dalla folla.

In margine ai suoi lavori d'indagine sull'assassinio del Primo ministro Yitzhak Rabin, ucciso da un estremista di destra israeliano nel 1995, la Commissione d'inchiesta Shamgar affermò tra l'altro che le autorità israeliane avevano vistosamente fallito nell'investigare o perseguire i crimini commessi dai coloni ebrei di Hebron ai danni della stragrande maggioranza degli arabi palestinesi della città.

Ciò comportò tra l'altro che nel 1997 la città fosse divisa in due settori: Hebron 2 (circa il 20% della città), sotto controllo dell'esercito israeliano, e Hebron 1, affidata al controllo dell'Autorità Palestinese, in accordo con il cosiddetto Protocollo di Hebron.
Da notare che per i civili israeliani è legale accedere al 4% del territorio della città di Hebron, mentre i palestinesi sono sottoposti ad uno stretto regime di permessi e controlli per accedere a servizi e abitazioni rimaste nella zona sotto controllo israeliano.

In accordo con il protocollo di Hebron sia i Palestinesi sia gli Israeliani hanno accettato una presenza internazionale, denominata T.I.P.H. (Temporary International Presence in Hebron), con compiti di osservazione, al fine di migliorare la situazione nella città. Alla formazione della TIPH concorrono gli stati della Norvegia, Italia, Danimarca, Svezia, Turchia e Svizzera.

Ritorno della presenza ebraica dopo il 1967[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra dei sei giorni, un gruppo di ebrei che si fingevano turisti, guidati dal rabbino Moshe Levinger, occupò il principale hotel di Hebron rifiutando di lasciarlo. In seguito occuparono una base militare abbandonata fondando l'insediamento di Kiryat Arba. Nel 1979 la moglie di Levinger guidò un gruppo di trenta donne ad occupare l'edificio abbandonato che fino al pogrom del 1929 aveva contenuto l'ospedale Beit Hadassah nel pieno centro di Hebron. In seguito l'azione ottenne l'approvazione del governo israeliano e successivamente l'enclave ebraica nella città ricevette appoggio da parte dell'esercito.
Il processo di espansione della presenza ebraica ad Hebron è proseguito negli anni e nel 2005 si contano più di 20 insediamenti in città e nei dintorni. Gli ebrei che vivono in queste aree, e coloro che li appoggiano, affermano di essersi reinsediati in terre tradizionalmente ebraiche, e in edifici appartenenti da secoli alla comunità ebraica. Ciononostante la loro presenza è duramente condannata dai palestinesi, che non accettano la presenza di ebrei nei territori da loro controllati, nonché da alcuni governi esteri e dalle Nazioni Unite per i quali la presenza di ebrei sarebbe una violazione delle leggi internazionali.
Inoltre gli ebrei presenti ad Hebron sono coloni ultra-ortodossi che vivono in enorme contrasto con la popolazione palestinese per differenti usi e costumi religiosi. Nei vicoli del suq arabo si possono notare reti poste sopra la strada per evitare che i rifiuti ordinariamente gettati dai coloni cadano nel mercato. (Foto a titolo di esempio)

Nelle colline a sud della città (indicate dalla stampa internazionale come South Hebron Hills) è molto forte il conflitto e il disagio delle popolazioni arabe che vedono la presenza ebraica come un'occupazione di terre inizialmente destinate al futuro stato di Palestina, dovuto principalmente all'espandersi degli insediamenti israeliani e alla difficile convivenza religiosa fra gli abitanti di questi e la popolazione araba circostante.

Variazioni nella popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Anno Musulmani Cristiani Ebrei Totale Fonte
1538* 749 7 20 776 Cohen & Lewis
1837 434 Censimento Montefiore
1866 497 Censimento Montefiore
1922 16074 73 430 16577 Censimento
1931 17275 112 135 17522 Censimento
1944 24400 150 0 24550 Stimato
1967 38203 106 0 38309 Censimento
1997 130000 3 530 130503 Censimento

(*1538 valori stimati)

Luoghi d'interesse culturale, storico e sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Situato a fianco del municipio il Museo storico di Hebron presenta una collezione di manufatti del periodo Canaanita e islamico. La quercia di Abramo, detta anche quercia di Mamre, è un antico albero che segna il luogo ove la tradizione vuole che il patriarca Abramo piantasse la sua tenda (Gen 18,1; 23,19). Si stima che la quercia abbia circa 5000 anni. In città è anche presente una chiesa con annesso monastero dipendente dalla Chiesa ortodossa russa

La Grotta di Macpela è famosa in tutto il medio Oriente. Si tratta di una serie di grotte sotterranee situate nel complesso chiamato dai musulmani la Moschea di Abramo o Santuario di Abramo. La struttura è considerata il secondo luogo sacro dagli ebrei ma è venerata anche da cristiani e musulmani in quanto è considerata il sepolcro di Abramo, Isacco e Giacobbe, e per questo viene chiamata anche la Grotta dei Patriarchi.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grotta di Macpela.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ area metropolitana 280.000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Welten: Art. Hebron. In: Theologische Realenzyklopädie 14 (1985), S. 521-524 (Archäologie, Geschichte, Bibel)
  • Fabio Maniscalco (ed.), Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Palestina, in collezione monografica Mediterraneum. Tutela e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, vol. 5, Napoli 2005
  • Ibrahim Iqtait, An Architectural Survey of Raboud (South of Hebron). In Web Journal on Cultural Patrimony, vol. 1, gennaio - giugno, 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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