Lekh lekha

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Lech-Lecha, Lekh-Lekha, o Lech-L'cha (ebraico: לֶךְ-לְךָ — tradotto in italiano: "vai, vàttene!" o "vanne" — incipit di questa parashah) è la terza porzione settimanale della Torah (parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco. Rappresenta il passo 12:1-17:27 della Genesi. Gli ebrei lo leggono durante il terzo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente in ottobre o novembre.

E il Signore disse ad Abramo: vai, vattene (lech lecha) dalla tua terra, dalla tua patria, dalla casa di tuo padre.... Abramo, figlio di Terach, che era un costruttore di idoli, aveva distrutto gli idoli nell'officina del padre stesso. Si comprende che un atto come quello è di per sé una rottura con le tradizioni; con l'abbandono della casa del padre e della città di Ur il solco, già profondo, diventa incolmabile. Abramo diventa l 'Ivri (nella accezione moderna l'Ebreo), colui che ha fatto il passaggio, e che non tornerà più indietro.

Questa parashah, quindi, mostra l'origine della religione ebraica, e ne contiene tutti i principi fondamentali. Lo stesso Mosè, che riceverà la Torah sul monte Sinai deve la rivelazione ad Abramo, primo patriarca. Nel prosieguo, si narra della sterilità del matrimonio tra Abramo e Sara e della nascita del figlio di Abramo, Ismaele, generato dalla serva Agar; della gelosia di Sara per Agar e della cacciata di Agar stessa. Si narra inoltre di come Abramo divise la terra con suo nipote Lot, della battaglia di Siddim, e del patto della circoncisione in ebraico: בְּרִית מִילָה?, brit milah.

Letture[modifica | modifica wikitesto]

Nella tradizionale lettura biblica dello Shabbat, la parashah viene suddivisa in sette parti, o in ebraico: עליות?, aliyot. Nel Testo Masoretico del Tanakh (Bibbia ebraica), la Parshah Lech-Lecha ha tre divisioni a "porzione aperta" (ebraico: פתוחה, petuchah) (approssimativamente equivalenti a paragrafi, spesso abbreviati con la lettera ebraica פ (peh), corrispondente alla lettera italiana “P”). La Parshah Lech-Lecha ha diverse altre suddivisioni, chiamate divisioni a "porzione chiusa" (ebraico: סתומה, setumah) (abbreviate con la lettera ebraica ס (samekh), corrispondente alla lettera italiana "S") nell'ambito delle divisioni a porzione aperta (ebraico: פתוחה, petuchah). La prima porzione aperta (ebr. פתוחה, petuchah) divide la prima lettura (ebr. עליה, aliyah). La seconda porzione (ebr. פתוחה, petuchah), copre il resto della prima lettura e tutta la seconda e terza (ebr. עליות, aliyot). La terza porzione aperta (ebr. פתוחה, petuchah) comprende le letture rimanenti (ebr. עליות, aliyot). Le divisioni a porzione chiusa (ebr. סתומה, setumah) dividono ulteriormente la quinta e sesta lettura (ebr. עליות, aliyot).[1]

Abramo in viaggio verso la Terra di Canaan (incisione di Gustave Doré da La Sainte Bible, 1865)

Interpretazione intrabiblica[modifica | modifica wikitesto]

Interpretazione non rabbinica[modifica | modifica wikitesto]

Interpretazione rabbinica classica[modifica | modifica wikitesto]

Comandamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Maimonide e lo Sefer ha-Chinuch, in questa parashah c'è un comandamento (mitzvah) positivo.[2]

Nella liturgia[modifica | modifica wikitesto]

Maqam settimanale[modifica | modifica wikitesto]

Nella Maqam[4] settimanale, gli ebrei sefarditi ogni settimana basano i loro canti del servizio religioso sul contenuto della rispettiva parashah settimanale. Per la parashah Lech Lecha, gli sefarditi usano la Maqam Saba, una maqam che simbolizza un patto (berit). Tale maqam è qui appropriata, poiché nella parashah Abramo ed i suoi figli vengono circoncisi, un rituale che significa un patto tra uomo e Dio.

Isaia (affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina, 1509)

Haftarah[modifica | modifica wikitesto]

La haftarah della parshah è:

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

la parashah ha paralleli o viene discussa nelle seguenti fonti (EN) (IT) (HE) (DE) :

Antichi[modifica | modifica wikitesto]

Biblici[modifica | modifica wikitesto]

Non rabbinici[modifica | modifica wikitesto]

Rabbinici classici[modifica | modifica wikitesto]

  • Mishnah: Nedarim 3:11; Sotah 7:5; Sanhedrin 10:3; Eduyot 2:9; Avot 5:3; Keritot 1:1. Terra d'Israele, circa 200 e.v. Rist. su The Mishnah: A New Translation. Trad. (EN) di Jacob Neusner, 412, 458, 605, 645–46, 685, 836. New Haven: Yale University Press, 1988. ISBN 0-300-05022-4.
  • Tosefta: Berakhot 1:12–13; Shabbat 7:24, 15:9; Yevamot 8:5; Nedarim 2:5; Sotah 5:12; Sanhedrin 13:8; Eduyot 1:14. Terra d'Israele, circa 300 e.v. Rist. su The Tosefta: Translated from the Hebrew, with a New Introduction. Trad. (EN) di Jacob Neusner. Peabody, Mass.: Hendrickson Pub., 2002. ISBN 1-56563-642-2.
  • Talmud gerosolimitano: Berakhot 17a–b; Sheviit 43b; Bikkurim 5b; Megillah 15b; Sanhedrin 17b. Land of Israel, circa 400 e.v. Rist. su Talmud Yerushalmi. curato da Chaim Malinowitz, Yisroel Simcha Schorr, e Mordechai Marcus, voll. 1, 6b, 12, 26. Brooklyn: Mesorah Publications, 2005–2012.
  • Genesi Rabbah 39:1–47:10. Terra d'Israele, V secolo. Rist. su Midrash Rabbah: Genesis. Trad. (EN) di H. Freedman & Maurice Simon. Londra: Soncino Press, 1939. ISBN 0-900689-38-2.

Medievali[modifica | modifica wikitesto]

Moderni[modifica | modifica wikitesto]

  • Irving Fineman. Jacob, An Autobiograhical Novel, 11, 17. New York: Random House, 1941.
  • Thomas Mann. Giuseppe e i suoi fratelli. Trad. (EN) di John E. Woods, 4–11, 36, 43, 52–54, 59, 78, 89–91, 93, 95–98, 100–02, 125, 141, 148, 153–54, 177, 256–57, 309–10, 339–55, 385, 425, 492, 523, 555, 593–94, 596, 671, 763, 778–79, 781, 788, 806, 859. New York: Alfred A. Knopf, 2005. ISBN 1-4000-4001-9. Originale (DE) Joseph und seine Brüder. Stockholm: Bermann-Fischer Verlag, 1943.
  • Zofia Kossak-Szczucka. The Covenant: A Novel of the Life of Abraham the Prophet. New York: Roy, 1951.
  • Erich Auerbach. “Odysseus' Scar.” In Mimesis: The Representation of Reality in Western Literature, 3–23. Princeton: Princeton University Press, 1968. ISBN 0-691-06078-9. (comparing accounts of Odysseus and Abraham).
  • Martin Buber. On the Bible: Eighteen studies, 22–43. New York: Schocken Books, 1968.
  • Mario Brelich. The Holy Embrace. Trad. (EN) di John Shepley. Marlboro, Vermont: Marlboro Press, 1994. ISBN 1-56897-002-1. Originale (IT) Il Sacro Amplesso. Milano: Adelphi Edizioni s.p.a., 1972.
  • Terrence Malick. Days of Heaven. 1978.
  • Adin Steinsaltz. Biblical Files, 12–29. New York: Basic Books, 1984. ISBN 0-465-00670-1.
  • Phyllis Trible. “Hagar: The Desolation of Rejection”, su Texts of Terror: Literary-Feminist Readings of Biblical Narratives, 9–35. Philadelphia: Fortress Press, 1984. ISBN 0-8006-1537-9.
  • Margaret Atwood. The Handmaid's Tale. Boston: Houghton Mifflin Co., 1986. ISBN 0-395-40425-8.
  • Marc Gellman. “Finding the Right Man”, su Does God Have a Big Toe? Stories About Stories in the Bible, 47–51. New York: HarperCollins, 1989. ISBN 0-06-022432-0.
  • Aaron Wildavsky. Assimilation versus Separation: Joseph the Administrator and the Politics of Religion in Biblical Israel, 5–6, 15, 17–29. New Brunswick, N.J.: Transaction Publishers, 1993. ISBN 1-56000-081-3.
  • Joseph B. Soloveitchik. Abraham's Journey. KTAV Publishing House, 2008. ISBN 1602800049. (scritto prima del 1994).
  • Jacob Milgrom. “Bible Versus Babel: Why did God tell Abraham to leave Mesopotamia, the most advanced civilization of its time, for the backwater region of Canaan?” Bible Review. 11 (2) (Apr. 1995).
  • Walter Wangerin, Jr. The Book of God, 13–25. Grand Rapids, Mich.: Zondervan, 1996. ISBN 0-310-20005-9.
  • Orson Scott Card. Sarah: Women of Genesis. Salt Lake City: Shadow Mountain, 2000. ISBN 1-57008-994-9.
  • David A. deSilva. “Why Did God Choose Abraham?” Bible Review 16 (3) (Giugno 2000): 16–21, 42–44.
  • Tad Szulc. “Abraham: Journey of Faith.” National Geographic Magazine. 200 (6) (Dic. 2001): 90–129.
  • Alan Lew. This Is Real and You Are Completely Unprepared: The Days of Awe as a Journey of Transformation, 20. Boston: Little, Brown and Co., 2003. ISBN 0-316-73908-1.
  • Marek Halter, Sarah. New York: Crown Publishers, 2004. ISBN 1-4000-5272-6.
  • David Rosenberg. Abraham: The First Historical Biography. New York: Basic Books, 2006. ISBN 0465070949.
  • Suzanne A. Brody. “Lech L’cha.” In Dancing in the White Spaces: The Yearly Torah Cycle and More Poems, 64. Shelbyville, Kentucky: Wasteland Press, 2007. ISBN 1-60047-112-9.
  • Esther Jungreis. Life Is a Test, 28–29, 49, 68, 130, 134, 214–15, 236. Brooklyn: Shaar Press, 2007. ISBN 1-4226-0609-0.
  • J. SerVaas Williams. Abraham and Sarah. CreateSpace Independent Publishing Platform, 2012. ISBN 147751094X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) (IT) (HE) (YI)

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Cantillazione di Parashah Lekh Lekha 1

Commentari[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Schottenstein Edition Interlinear Chumash: Bereishis/Genesis, curato da Menachem Davis, pp. 60–85. Brooklyn: Mesorah Publications, 2006. ISBN 1-4226-0202-8
  2. ^ Maimonide, Mishneh Torah, comandamento positivo nr. 215. Cairo, Egitto, 1170–1180. Ristamp. su Maimonide, The Commandments: Sefer Ha-Mitzvoth of Maimonides. Trad. (EN) di Charles B. Chavel, 1:230–31. Londra: Soncino Press, 1967. ISBN 0-900689-71-4. Sefer HaHinnuch: The Book of [Mitzvah] Education. Trad. di Charles Wengrov, 1:85–87. Gerusalemme: Feldheim Pub., 1991. ISBN 0-87306-179-9.
  3. ^ Genesi 17:10.
  4. ^ Nei servizi di preghiera mizrahi e sefarditi medio-orientali, ogni Shabbat la congragazione conduce i servizi religiosi usando una maqam differente. La maqam araba (مقام), che in arabo letteralmente significa 'posto', è un tipo di melodia standard con una rispettiva serie di intonazioni. Le melodie usate in una data maqam devono esprimere uno stato emotivo del lettore lungo tutto il percorso liturgico (senza cambiare testo).


Ebraismo Portale Ebraismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Ebraismo