Shabbat

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Le candele dello Shabbat
« ...poiché lo Shabbat equivale a/presenta il valore di tutte le Mitzvot »
(Bereshit Rabba)

Nella religione ebraica lo Shabbat (detto anche Shabbath, Shabbos secondo la pronuncia Ashkenazita o Shabat; plur. Shabbetot o Shabbatot, in ebraico שבתות), in ebraico: שבת, è la festa del riposo, che è osservata ogni sabato dal tramonto del venerdì.

Nell'Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alleanza (Bibbia) e Dieci comandamenti.

Shabbat è tra i Nomi di Dio nella Bibbia.

« ...custodirai ed osserverai...[1] »
(Torah, Pentateuco)
« ...Egli si "riposò" ed animò... Questo l'attributo dello Shabbat... »
(Sefer haBahir [2], Il Libro dell'Illuminazione)

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות), che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene "Shabbat" e la sua versione anglicizzata "Sabbath" siano universalmente tradotti come "riposo" o "tempo del riposo", una traduzione più letterale sarebbe "lo smettere" con l'induzione a "smettere di lavorare".

Sheva, in ebraico, può anche significare il numero "7".

Questa considerazione contribuisce anche a chiarire la questione teologica sul perché, nel settimo giorno della creazione, così come riportato nel libro della Genesi, Dio abbia avuto bisogno di riposare: una volta compreso che Dio ha smesso di lavorare piuttosto che riposato, si rientra in un'ottica biblicamente più aderente alla figura di un Dio onnipotente che non ha necessità del riposo; per questo si deduce l'interpretazione del versetto riposò come aggiunta dell'anima al Mondo, appunto lo Shabbat; similmente si dice che durante lo Shabbat ogni Ebreo riceve un'anima santa aggiuntiva chiamata Ruach superno o ancora Neshamah yeterà. Ferma restando questa doverosa chiarificazione, questa voce seguirà la traduzione più comunemente accettata di Shabbat con "riposo".

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Il precetto di osservare lo Shabbat è ripetuto più volte nella Torah; la citazione più conosciuta è nei Dieci Comandamenti (Esodo 20;8-11 e Deuteronomio 5;12-15). Ancora viene ripetuto in Esodo 31:12-17 e 35;2-3, Levitico 19;3 e 19;30, 23;3. Viene riferito dai profeti Isaia (56;4-6). Esistono poi numerose altre citazioni sullo Shabbat nel Tanakh.

Poiché la halakhah (la legge ebraica) identifica l'inizio del giorno con il tramonto, lo Shabbat inizia con il tramonto del venerdì sera e termina con quello del sabato sera (per la precisione con l'apparizione della terza stella nel cielo, regola che l'Halakhah intende come diversi minuti dopo l'apparizione di un gruppo di tre stelle che non siano quelle principalmente visibili).

La certezza dell'individuazione del giorno dello Shabbat anche dopo millenni è viva grazie alla tradizione ed alla consuetudine fin dai primi giorni della Creazione con Adamo inoltre anche grazie alla doppia porzione di manna provvista da Dio per il popolo ebraico alla vigilia di ogni Shabbat nei 40 anni nel deserto dopo l'esodo dall'Egitto.

Dio decise di punire Adamo fin dallo stesso giorno in cui peccò, ma poi lo Shabbat lo protesse ed egli venne scacciato dal Gan Eden solo dopo lo Shabbat.

Spiegazione letterale "Musar"[modifica | modifica wikitesto]

Dio ha posto alcuni "limiti" all'uomo, differente da Lui: per questo in Shabbat vi sono molti divieti; nel contempo ha "offerto" grandi meriti e/o "delizie": per questo vi sono le Mitzvot.

Egli, Qadosh BarukhHu, ha preparato la Creazione con lo Shabbat predisponendo per esso prima che esso si potesse "realizzare": per esempio della Manna celeste si poteva raccogliere in maggior misura prima di Shabbat in modo da poterne usufruire durante lo stesso.

Come anche Maimonide o Bahya ibn Paquda, l'Etica ebraica, disconoscendo un'ascesi "estrema" o "auto-punitiva", riconosce quindi fasi "restrittive" ed altre "coinvolgenti" e/o che coinvolgono, sia interiormente sia nel legame con quanto vi sia d'esterno, ma entro l'Halakhah.

Spiegazione secondo "Sod"[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse Bachya ben Asher:

« ...colui che onora il "Sabato" in Basso è come se facesse il Sabato in Alto. La spiegazione è che colui che compie i precetti del Sabato in Basso è quindi testimonianza che lui è "legato" alla/confessa ed ha fede nella sua radice in Alto e nel suo fondamento inciso in Alto »
(Be'ur)

"Shabbat Shalom": שבת שלום[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dio (ebraismo), Gerusalemme e Shavuot.

Gli ebrei, nel corso di tale giornata, si salutano e/o accolgono con questa Benedizione; secondo un'opinione esegetica ebraica, oltre al nome di Dio "Shabbat", come saluto l'espressione "Shalom" significa anche "siamo in tre...": le due persone presenti, che si accolgono reciprocamente, e Dio, anch'Egli presente eternamente (la parola ebraica che significa "tre" è infatti Shalosh, la lettera Mem dell'alfabeto ebraico rappresenta poi un significato correlato anche a quest'uso).

Status di festività[modifica | modifica wikitesto]

Rituale havdalah di chiusura, Spagna XIV secolo

Sebbene lo Shabbat non sia considerata una festività da molte altre culture e religioni, l'ebraismo gli riconosce lo status di gioiosa nonché solenne festività: è scritto infatti che durante lo Shabbat vengono ritirati dal mondo tutti i rigori. Ogni Shabbat permea i tre giorni successivi mentre gli altri tre giorni della settimana sono collegati in questo allo Shabbat che seguirà.

La halakhah riconosce lo Shabbat come la festività più importante del calendario ebraico dopo Yom Kippur:

  • è la prima festività menzionata nella Bibbia e Dio è stato il primo ad osservarlo;
  • nella Liturgia lo Shabbat viene paragonato ad una sposa, una regina o un re, come riporta il Mishneh Torah;
  • la lettura della Torah durante il Sabato è divisa in sette chiamate, un numero maggiore di qualsiasi altra festività, anche dello Yom Kippur;
  • si dice che il Messia verrà se tutti gli ebrei avranno osservato per due volte di seguito lo shabbat (Talmud, trattato sullo Shabbat 118).
  • La pena biblica per la violazione dello Shabbat è più grave di quella che deriva dalla violazione di una qualsiasi altra festività.

Aver adempiuto all'osservanza dello Shabbat è come aver adempiuto a tutta la Torah.

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Tanakh (Bibbia Ebraica) e nel Siddur (il libro di preghiere ebraiche) si descrive lo Shabbat come avente due scopi:

  • il ricordo della redenzione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto;
  • il ricordo della creazione dell'universo da parte di Dio: nel settimo giorno Dio terminò il proprio lavoro.

Azioni obbligatorie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la religione ebraica agli ebrei è comandato da Dio di ricordare ed osservare lo Shabbat. Queste due azioni sono rappresentate dall'accensione di due candele all'inizio dello Shabbat.

Sebbene molte delle regole dello Shabbat siano restrittive, il quarto dei Dieci comandamenti nell' Esodo ispira l'aspetto positivo dello shabat:

  • recitare il Kiddush su una coppa di vino la sera e la mattina, sottolineando la santità del giorno: durante la sera del venerdì la Berakhah si conclude affermando ...meQadesh haShabbat, "..che santifichi/santificante lo Shabbat";
  • recitare la Havdalah alla conclusione dello Shabbat (su una coppa di vino, spezie profumate ed una candela);
  • consumare tre pasti completi ed il quarto dopo l'uscita dello Shabbat che includano la Challah, il classico pane del sabato (e carne, secondo la gran parte delle tradizioni nei primi due pasti), con l'eccezione del terzo in cui si considera buon uso consumare un frutto;
  • studiare la Torah.

Azioni vietate[modifica | modifica wikitesto]

La Halakhah proibisce al popolo ebraico lo svolgimento di qualsiasi forma di "melachah" (lavoro plurale: melachot) durante lo Shabbat. Le Melachot non si riferiscono solo a quanto viene normalmente o usualmente considerato lavoro, né coincide con la definizione di lavoro che in parte dà la fisica. Si riferisce soprattutto a 39 attività, e loro derivate, che il Talmud vieta di svolgere durante lo Shabbat agli Ebrei, la maggior parte delle quali anche in Yom Tov.

Numerosi studiosi di Torah hanno osservato che queste attività hanno in comune l'aspetto creativo o l'esercizio del controllo reciproco o dell'ambiente.

Queste attività sono state collegate a quelle necessarie per la costruzione ed il regolare svolgimento dell'attività del Tempio di Gerusalemme. Si tratta quindi delle attività necessarie per la preparazione del Pane, degli abiti dei sacerdoti, per la preparazione dei sacrifici, per la scrittura e correzione dei rotoli della Torah, per la costruzione e manutenzione del tempio stesso. Il divieto del lavoro durante lo shabbat viene infatti enunciato nella Torah poco dopo le istruzioni per la realizzazione dell'Arca santa.

Le 39 attività sono (Mishna Shabbat 7:2):

  1. Arare;
  2. Seminare;
  3. Mietere;
  4. Formare covoni;
  5. Trebbiare;
  6. Ventilare;
  7. Selezionare;
  8. Setacciare;
  9. Macinare;
  10. Impastare;
  11. Cuocere;
  12. Tosare;
  13. Lavare;
  14. Cardare;
  15. Tingere;
  16. Filare;
  17. Tendere;
  18. Costruire un setaccio;
  19. Tessere;
  20. Dividere due fili;
  21. Legare;
  22. Slegare;
  23. Cucire;
  24. Strappare;
  25. Cacciare;
  26. Macellare;
  27. Scuoiare;
  28. Salare la carne;
  29. Disegnare;
  30. Lisciare;
  31. Tagliare;
  32. Scrivere;
  33. Cancellare;
  34. Costruire;
  35. Demolire;
  36. Spegnere un fuoco;
  37. Accendere un fuoco;
  38. Dare l'ultima mano per terminare un lavoro;
  39. Trasportare al di fuori della propria abitazione;

Queste sono le principali categorie da cui derivano ancora altre proibizioni infatti le 39 melachot non sono tanto attività quanto categorie di attività. Ad esempio, se setacciare solitamente si riferisce alla separazione del grano dalle foglie, nell'accezione talmudica si riferisce alla separazione di qualsiasi sostanza mischiata che rende immangiabile un qualsiasi cibo. In questo senso filtrare dell'acqua per renderla potabile ricade nell'attività del setacciare; così risulta proibita anche l'estrazione dell'endoscheletro, della coda e delle pinne dei pesci ma non delle sue spine "isolate" nella carne. Per carne, per esempio di pollo ma anche per quadrupedi casher, non vi sono proibizioni in "tal senso" ma solo al fine di mangiarne in quell'occasione, quindi ovviamente non per giorni successivi allo Shabbat (vedi però anche Eruv).

Ad ogni modo, quando una vita umana è in pericolo, all'ebreo non è solo consentito ma piuttosto prescritto di violare qualsiasi regola dello shabbat per tentare di salvare la vita a rischio in quel momento.

Come in Yom Kippur e in Yom Tov, durante Shabbat è proibito anche usare olio e/o creme per il corpo.

Bene non tagliare e/o "strappare" capelli e/o peli durante questo giorno: l'Halakhah consiglia di adoprarsi con metodi differenti riguardo a questo, per esempio per ordinare i capelli o "eliminare" un "prurito" laddove vi siano questi.

Alcuni Chakhamim hanno proibito il truccarsi a/per Shabbat, altri lo permettono con alcune "attenzioni": v'è comunque disputa su questo.

Vietato anche strappare; generalmente, ma non in tutti i casi, per alimentarsi con cibi e bevande, preparati prima del tramonto prima dello Shabbat (quindi prima del tramonto del venerdì), vi sono più permessi: ovviamente, come a Shabbat è proibito scrivere e cancellare anche delle lettere, a Shabbat e di Yom Tov è anche proibito strappare laddove vi siano lettere, per esempio anche su carta e prodotti alimentari, come per esempio tavolette di cioccolato su cui vi siano appunto lettere, anche se non ebraiche.

Alcuni prestano attenzione a non rompere gusci di noci per evitare il rischio di farlo "inutilmente" qualora all'interno la polpa sia "non commestibile" quando "troppo secca o troppo marcia".

In maggioranza si considera permesso indossare al polso orologi a batteria e persino automatici, pur se generalmente considerati Muqzeh, prestando quindi attenzione ed avendo vigilanza nei movimenti; altri considerano proibiti gli orologi del secondo tipo. Proibito comunque spostare l'ora, data e/o altro, anche riattivando quindi il meccanismo, in quest'ultimo caso per entrambi i tipi qui elencati.

Vi sono divergenze se sia permesso "separare" da calamite. Come è vietato utilizzare fuoco, come per esempio accendini o fiammiferi, è altrettanto proibito utilizzare funzioni elettriche e/o elettroniche: questo direttamente - invero anche "indirettamente", per esempio al passaggio con porte elettriche/elettroniche o luci e varie - ma non se già in funzione, comunque senza l'intervento "attivo" o "via-Muqze".

Osservanza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Minian e Qiddush.

Lo Shabbat è un giorno di celebrazione così come di preghiera. Tre pasti sono consumati durante lo Shabbat: il venerdì sera, sabato a pranzo e nel pomeriggio di sabato prima della conclusione dello Shabbat. Tutti gli ebrei sono incoraggiati a presenziare alle funzioni presso la Sinagoga durante lo Shabbat anche se non lo fanno abitualmente durante la settimana.

Ad eccezione dello Yom Kippur in quanto il solo giorno più santo dello Shabbat, tutti i digiuni vengono posticipati di un giorno se coincidono con lo Shabbat.

Perché evitare la trasgressione[modifica | modifica wikitesto]

« Potente e Santo (Qadosh), con la Tua grande Bontà guida la Tua Comunità »
(Nekhunyà ben Hakanà)

Poiché Dio è "anche" Onnipresente, Egli "vigila" su ogni azione, intenzione, volontà e pensiero degli individui: essi sono quindi attenti all'osservanza dei precetti, della Torah in genere anche al fine della rivelazione della Gloria divina, allo studio ed all'ascolto della parola di Dio, nel bene in Qedushah, purità, verità e nell'eccellenza del dovere religioso e delle Middot.

Attività permesse[modifica | modifica wikitesto]

Durante lo Shabbat le seguenti attività sono permesse ed incoraggiate:

  • far visita a parenti ed amici (purché raggiungibili a piedi considerati i problemi di trasporto)
  • passare lo shabbat con un proprio familiare
  • assistere alla funzione in Sinagoga
  • ospitare parenti ed amici a dormire per lo Shabbat (hachnasat orchim, ospitalità) o quanto meno per uno dei pasti
  • cantare brani popolari e salmi
  • leggere, studiare e discutere di Torah, i commentari, il Talmud, la Halakhah e i Midrashim
  • secondo la Kabbalah (misticismo ebraico), relazioni intime tra marito e moglie nella sera o nelle ore notturne ma non nelle ore diurne (Sefer haZohar: questa regola vige per tutti i giorni in cui le relazioni coniugali sono permesse, anche per evitare "superbia" (cfr Etica ebraica), inoltre queste non possono essere "vissute" in Yom Kippur, in Shavuot ed in Tisha b'Av: (cfr Digiuni ebraici).

Le seguenti attività sono in accordo con la halakhah ma non sono obbligatorie:

  • fare giochi da tavolo
  • leggere letteratura ebraica (possibilmente non giornali o riviste)
  • fare passeggiate
  • passare del tempo con gli animali.

Shabbat speciali[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow.pngVoce principale: Shabbat speciali.

Nel corso dell'anno del calendario ebraico, da uno dei capodanno ebraici, Rosh haShanah, si contano differenti Shabbat speciali:

  • Shabbat Shuvah
  • Shabbat Shirah
  • Shabbat Shekalim[3]
  • Shabbat Zakhor
  • Shabbat Parah
  • Shabbat haGadol
  • Shabbat Chazon[4]
  • Shabbat Nachamù

"Entrata" ed "uscita" di Shabbat[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni testi rabbinici Halakhici si può iniziare ad osservare lo Shabbat quando si nota il "tempo corretto" dal punto più alto della città e/o del "paesino" in cui si vive ma questa precisazione non viene accettata dai molti che osservano dal proprio punto il tramonto prima del crepuscolo sino all'orizzonte per l'"entrata" e, per l'"uscita", ad ovest, est (come per il chiarore dell'alba prima che spunti il sole) e a pochi minuti dopo lo spuntare di un gruppo di tre stelle - non di pianeti - non abitualmente sovente visibili.

Sembra poi vi siano diversi Minhaghim sul tempo per le Tefillot e/o delle loro parti proprie, ciò secondo l'insegnamento differente di Maestri ebrei vari.

Il "sesto giorno"[modifica | modifica wikitesto]

Il Midrash di Bereshit Rabbah (XI 9) riporta che Dio fece "doppio lavoro" durante il giorno precedente lo Shabbat: similmente in esso, durante i 40 anni del popolo ebraico nel deserto dopo l'uscita da Mitzraim, la manna scendeva in porzione doppia.
Lo Shabbat è quindi anche chiamato "giorno di riposo" perché nel Mondo, con i primi giorni della Creazione, questo mancava.

Anche Rashi mette in correlazione la doppia razione di manna prima dello Shabbat con quanto avverrà in futuro.

Malveh Malkàh (מלווה מלכה): il quarto pasto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lecha Dodi e Luz.

Ormai "uscito" lo Shabbat, sino al tempo prima dell'alba della domenica[5] è Mitzvah compiere un ulteriore pasto a base di pane[6] (cfr Era messianica e Shekhinah).

Citazione[modifica | modifica wikitesto]

Il filosofo ebreo Abraham Joshua Heschel scrive dello Shabbat:[7]

« La Creazione, ci insegnano, non è un atto che successe una volta nel tempo, una sola volta e per sempre. L'atto di portare il mondo in essere è un processo continuo.[8] Dio ha chiamato il mondo ad esistere, e tale chiamata continua. C'è questo preciso istante perché Dio è presente. Ogni istante è un atto di creazione. Ogni momento non è terminale ma una scintilla, un segnale di Principio. Il tempo è un'innovazione perpetua, un sinonimo di creazione continua. Il tempo è il dono di Dio al mondo dello spazio.

Un mondo senza tempo sarebbe un mondo senza Dio, un mondo che esiste in se stesso, senza rinnovo, senza un Creatore. Un mondo senza tempo sarebbe un mondo staccato da Dio, una cosa per se stessa, realtà senza realizzazione. Un mondo nel tempo è un mondo che continua attraverso Dio; realizzazione di un disegno infinito; non cosa in se stessa ma cosa in Dio.
Esser testimoni della perpetua meraviglia del mondo che diviene è percepire la presenza del Datore nel dato, comprendere che la fonte del tempo è l'eternità, che il segreto di essere è l'eterno nel tempo.
Non possiamo risolvere il problema del tempo mediante la conquista dello spazio, con piramidi o fama. Possiamo solo risolvere il problema del tempo mediante la santificazione del tempo. Solo per l'umanità il tempo è elusivo; per l'umanità con Dio il tempo è l'eternità in incognito.
La Creazione è il linguaggio di Dio, il Tempo è la Sua canzone, e le cose dello spazio le consonanti della canzone. Santificare il tempo è cantare le vocali in unisono con Lui.
Questo è il compito degli esseri umani: conquistare lo spazio e santificare il tempo.
Dobbiamo conquistare lo spazio per poter santificare il tempo. Tutta la settimana siamo chiamati a santificare la vita impiegando le cose dello spazio. Nello Shabbat ci è dato di condividere la santità che risiede nel cuore del tempo. Anche quando l'anima è angosciata, anche quando nessuna preghiera può uscirci di gola nel dolore, il puro riposo silente dello Shabbat ci porta nel reame di una pace senza fine, o all'inizio di una consapevolezza di ciò che l'eternità significa. Esistono nel mondo poche idee di pensiero che contengano tanta potenza spirituale quanto l'idea dello Shabbat. Passeranno eoni, quando molte delle nostre amate teorie rimarranno a brandelli, ma quell'arazzo cosmico continuerà a splendere.
L'eternità indica un giorno. Shabbat. »

(Heschel, The Shabbat, 92-93)

Lo Shabbat nel cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

I cristiani, alcuni secoli dopo la predicazione di Gesù, hanno cominciato a celebrare il giorno di domenica, giorno della risurrezione di Cristo, abbandonando così gradualmente il sabato.

Poiché il sabato veniva certamente praticato da Gesù e dagli apostoli, i cristiani non disdegnarono di partecipare alle celebrazioni del sabato, specie se celebrato a livello di famiglia. Così il giovane sacerdote Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, partecipava alla celebrazione del sabato presso la famiglia di un giovane ebreo suo amico (Michael Hesemann, Contro la Chiesa. Miti, leggende nere. San Paolo, 2009). Alcune Chiese cristiane, come la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno e i Battisti del settimo giorno, celebrano il sabato biblico invece della domenica.

Oggi la Comunità delle Beatitudini, comunità cattolica di spiritualità ebraica, celebra ogni sabato sera il rito dello Shabbat ebraico in posizione minoritaria rispetto alla messa domenicale.

Lo Shabbat nelle altre religioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo Shabbat diede origine ai diversi giorni di preghiera e di astensione dal lavoro delle altre religioni monoteiste che dalla religione ebraica derivarono.
Il giorno del riposo secondo la maggioranza della religione Cristiana è la domenica. Tuttavia i Battisti del Settimo Giorno, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, gli Avventisti del Settimo Giorno del Movimento di Riforma, la Chiesa Avventista del Riposo Sabatico, i Davidiani, la House of Yahweh, il Giudaismo messianico e la Vera Chiesa di Gesù osservano il riposo dalla sera del venerdì a quella del sabato, così come raccomandato dalla Bibbia.
L'Islam ha un giorno di preghiera pubblica il venerdì. Diverse fonti non islamiche testimoniano, tuttavia, che i musulmani mantennero una tipologia di riposo simile al Shabat per circa due secoli dopo la predicazione di Maometto. Tra questi menzioniamo il Tongdian di Du Huan, testo cinese in più volumi databile al IX secolo d.C.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dieci comandamenti, Etica ebraica, Mitzvah e Mitzvot, Qedushah e Shekhinah
  2. ^ "-180"
  3. ^ Mishpatim (parashah)#Shabbat Shekalim
  4. ^ Devarim (parashah)
  5. ^ ...con questo intendendo lo scadere del periodo di tempo per l'opportunità per questa Mitzvah di pasto, dopo cui bisogna quindi compiere la Birkhat haMazon
  6. ^ Matzot in Pesach
  7. ^ Il brano è estratto dalla sua opera, The Shabbat, Shambhala Library, 1951/1979, pp.92-93.
  8. ^ Neemia 9:6, Salmi 104:24,27,29,30, Isaia 48:13 42:5 e 48:7, Giobbe 34:14-16; Mishnah Berachot 7,5; 9,2; Rashi ad locum; et al.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Encyclopaedia Judaica, voce "Shabat", Keter Publishing House Ltd
  • Heschel Abraham J., "Il sabato: il suo significato per l'uomo moderno", Garzanti Libri, ISBN 88-11-67506-5
  • Kopciowski Clara ed Elia, "Le pietre del tempo: il popolo ebraico e le sue feste", Ancora, ISBN 88-7610-892-0

Rabbi Grunfeld Isidor - Lo Shabat -Editrice La Giuntina ISBN 88-8057-101-X, http://www.giuntina.it/volumi.asp?VolumeId=10

  • Kitzur Shulchan Aruch - Moisé Levy editore - [1]

Sul senso del riposo in una prospettiva filosofica e cristiana in dialogo con l'Ebraismo e con la lezione di Heschel:

  • Jean Soldini, Il riposo dell'amato. Una metafisica per l'uomo nell'epoca del mercato come fine unico, Jaca Book

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

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