Flavio Giuseppe

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Flavio Giuseppe

Flavio Giuseppe (latino: Flavius Iosephus; ebraico: Joseph ben Matthias; Gerusalemme, 37 circa – Roma, 100 circa) è stato uno scrittore e storico romano di origine ebraica; scrisse le sue opere in greco.

Indice

[modifica] Biografia

Le notizie che abbiamo sulla vita di Flavio Giuseppe sono desunte dalla sua Autobiografia.

Il suo nome ebraico era Giuseppe figlio di Mattia (Joseph ben Matthias); il nome romano Flavio fu da lui assunto in seguito in onore dell'imperatore Tito Flavio Vespasiano.

Nato nel primo anno del regno di Caligola (37-38 d.C.) da una famiglia della nobiltà sacerdotale imparentata con la dinastia degli Asmonei[1], Giuseppe ricevette una educazione tradizionale ebraica con un forte influsso della cultura greca e latina. In gioventù assunse posizioni vicine al movimento dei farisei, molto osservante della Torah, ma ostile ai nazionalisti ebrei ed in particolare agli zeloti. Nel 64 si recò a Roma e rimase impressionato dalla potenza militare e del livello di vita dei romani.

Durante la prima guerra giudaica, iniziata nel 66, fu governatore militare della Galilea per le forze ribelli. Quando i ribelli della Galilea si resero conto di non essere in grado di vincere le forze superiori dei romani, decisero di suicidarsi in massa. Giuseppe li convinse dell'immoralità del suicidio e dell'opportunità che a turno si perdesse la vita per mano dei compagni; con uno stratagemma riguardante l'ordine delle successive morti fece poi in modo di rimanere l'ultima persona viva del suo gruppo di combattenti e, invece di uccidersi, si consegnò ai romani. Durante l'incontro con il comandante militare romano Tito Flavio Vespasiano, Giuseppe gli predisse che sarebbe diventato imperatore, e Vespasiano gli risparmiò la vita. Alla famiglia di Vespasiano Giuseppe rimase in seguito legato e cambiò il suo nome in Flavio Giuseppe.

Giuseppe venne usato dai romani a fini propagandistici, per convincere i ribelli ad arrendersi. Trascorse il resto della sua vita a Roma, scrivendo opere che avevano un carattere filo-romano, ma che spiegavano ai lettori anche la storia e le credenze degli ebrei. I suoi scritti sono estremamente importanti dal punto di vista storico, poiché sono la principale fonte di informazioni che abbiamo sulla Giudea del I secolo. Morì intorno all'anno 100.

Mentre gran parte degli ebrei contemporanei considerarono Flavio Giuseppe traditore e apostata, taluni ritengono che egli, in un periodo nel quale le forze esterne minacciavano la totale distruzione del monoteismo ebraico, abbia perseguito con lucidità il fine della sua conservazione al prezzo di compromessi con il mondo vincente alessandrino/romano.

[modifica] Opere

[modifica] Antichità giudaiche

In Antichità giudaiche Flavio Giuseppe racconta la storia del popolo ebraico dalle origini fino all'epoca immediatamente precedente la guerra giudaica del 66-70. Quest'opera contiene preziose notizie relative ai movimenti religiosi del giudaismo del I secolo come gli Esseni, i Farisei, gli Zeloti, eccetera.

Essa contiene anche il cosiddetto Testimonium flavianum, ovvero un breve passo che menziona la predicazione e la morte di Gesù, confermando sostanzialmente il resoconto dei Vangeli. Benché questo passo sia ora considerato da alcuni storici, tra cui E. Schürer [2] e H. Chadwick[3], in tutto o in parte, un'interpolazione cristiana, esso garantì in ogni caso la conservazione del testo greco di Giuseppe da parte della Chiesa cristiana.

[modifica] Guerra giudaica

Nella Guerra giudaica Flavio Giuseppe racconta lo svolgersi della rivolta contro i Romani scoppiata nel 66 e repressa nel 70 (ma alcuni focolai di resistenza durarono ancora per i due-tre anni successivi) dalle legioni comandate da Vespasiano e da suo figlio Tito.

Giuseppe sostenne che la rivolta era opera di una piccola banda di zeloti e non, come generalmente si riteneva, una insurrezione popolare. Tuttavia, per via della sua volontà di attirarsi i favori dei Romani scrivendo testi a loro favorevoli, oggi gli Ebrei non riconoscono validità storica ai suoi scritti (che tendevano anche a celare le sua responsabilità nell'insuccesso militare).

Descrisse anche gli ultimi giorni della fortezza ebraica di Masada, dove la maggior parte di coloro che la stavano difendendo si suicidò.

[modifica] Opere minori

Nei due libri Contro Apione, un grammatico alessandrino che aveva scritto contro gli ebrei, riprese i motivi tradizionali dell'apologetica giudaica sull'antichità e sulla superiorità degli ebrei rispetto ai greci. Giuseppe scrisse anche un'Autobiografia nella quale difendeva la sua reputazione dai correligionari ebrei, che lo considerarono un traditore.


[modifica] Bibliografia

  • Flavio Giuseppe, Autobiografia, traduzione e cura di Giorgio Jossa, D’Auria, Napoli 1992

[modifica] Note

  1. ^ Flavio Giuseppe, Autobiografia', 2-5
  2. ^ The History of the Jewish People in the Age of Jesus Christ (175 B.C.- A.D. 135), 4 vols., Edinburgh: T.& T.Clark, 1973-87.
  3. ^ The Early Church, 2nd edition, London: Penguin, 1993

[modifica] Voci correlate

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