Thomas Mann

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Thomas Mann nel 1937
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1929

Paul Thomas Mann (Lubecca, 6 giugno 1875Kilchberg, 12 agosto 1955) è stato uno scrittore e saggista tedesco. Premio Nobel nel 1929, è considerato una delle figure di maggior rilievo della letteratura europea del Novecento.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Paul Thomas Mann nacque a Lubecca, in Germania, secondogenito di Thomas Johann Heinrich Mann, senatore e facoltoso commerciante, e di Júlia da Silva Bruhns, nata da padre tedesco e madre brasiliana a Rio de Janeiro ma emigrata in Germania all'età di sette anni. Nonostante la confessione cattolica della madre, Mann venne battezzato secondo la fede luterana del padre.

Il piccolo passava l'estate a Travemünde, sul Baltico, dove già dava spazio alla propria indole sognatrice immerso nella bellezza del luogo. Una certa indipendenza spirituale gli fece frequentare la scuola con disinteresse, preferendo dedicarsi a letture e studi personali e lasciando da parte le esigenze didattiche. Frequentò le scuole a indirizzo commerciale del Katharineum, a Lubecca, dato che il padre voleva un successore per l'impresa familiare. Negli stessi anni Thomas scrisse i primi racconti e le prime poesie, alcune delle quali dedicate all'amico Armin Martens, immortalato nelle pagine del Tonio Kröger con il nome di Hans Hansen, e altre, d'amore, a una compagna bruna di cui non seppe più nulla.[1]

Nel 1892 il padre morì, la ditta di famiglia fu liquidata e la madre si trasferì con i figli - Mann aveva due fratelli e due sorelle - a Monaco di Baviera, mentre Thomas rimase ancora due anni a Lubecca, a "dozzina" da un professore, per completare gli studi. Mann raggiunse quindi la famiglia nella città bavarese, per dimorarvi fino al 1933. Fratello minore di Heinrich Mann, anch'egli scrittore, si dedicò fin da giovanissimo anche al giornalismo, scrivendo nel 1893 schizzi di prosa e saggi per la rivista scolastica Der Frühlingssturm (La Tempesta Primaverile) da lui coedita.

Nel 1894 entrò in una compagnia di assicurazioni ma nel tempo libero continuava a scrivere: nacque così il primo racconto, Gefallen, pubblicato sulla prestigiosa rivista Gesellschaft e capace di suscitare l'ammirazione di Richard Dehmel, rinomato poeta che lo spronò a continuare nell'attività letteraria e gli rimase amico fino alla morte.[2] Nel 1895, dopo un solo anno di lavoro, decise di rinunciare alla professione borghese e dedicarsi ai propri interessi a tempo pieno.

D'accordo con Dehmel, si iscrisse all'università e al politecnico di Monaco con l'intenzione di diventare giornalista, compagno di quel Koch-Weser che sarebbe diventato Ministro dell'Interno. In questo periodo cominciò a frequentare i caffè assieme ad alcuni giovani intellettuali, e fu così che conobbe anche insigni rappresentanti della cultura tedesca, che di tanto in tanto si univano alla compagnia.[3]

Mann amava anche recitare: quando Ernst von Wolzogen mise in scena L'anitra selvatica di Ibsen, Thomas interpretò la parte del commerciante Werle.

Dato che Heinrich risiedeva a Roma, decise di raggiungerlo e di passare con lui l'estate a Palestrina, per poi andare a vivere assieme nell'Urbe, subinquilini di un appartamento di via di Torre Argentina. Rimase a Roma un anno, evitando quasi ogni forma di vita sociale, e dedicandosi esclusivamente alla lettura - di scandinavi e russi in particolare - e alla scrittura, aiutato dal denaro che mensilmente la madre mandava ai due fratelli.[4]

Il racconto breve, Il piccolo signor Friedemann (Der kleine Herr Friedemann), concluso già a Monaco, destò l'interesse della casa editrice berlinese Fischer, e fu pubblicato nel 1898. Nel frattempo iniziò anche a lavorare al suo primo romanzo, I Buddenbrook che, pubblicato poi nel 1901, riceverà un notevole successo.

Tornato a Monaco, ebbe il primo impiego di rilievo, quando Korfiz Holm lo assunse nella redazione del periodico Simplicissimus, dove lavorò un anno come lettore e correttore.[5]

L'11 febbraio 1905 sposò Katharina Pringsheim (Katja), una giovane laureata in chimica, figlia del grande matematico Alfred Pringsheim e nipote della propugnatrice dei diritti della donna Hedwig Dohm, dalla quale avrà sei figli.

Nel 1929 gli venne conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Nel gennaio del 1933 Mann tenne una celebre conferenza all'Università di Monaco, sua ultima apparizione pubblica in Germania: Dolore e grandezza di Richard Wagner. In quell'occasione lo scrittore - grande appassionato wagneriano - criticò i legami tra il Nazismo e l'arte tedesca, dei quali la musica di Wagner sembra il simbolo più autentico. La conferenza infastidì non poco i nazionalisti presenti in sala, proprio nei giorni dell'ascesa di Hitler al potere. Mann si trasferì immediatamente all'estero, stabilendosi prima a Küsnacht, presso Zurigo, poi negli Stati Uniti, a Pacific Palisades, distretto di Los Angeles, località che già ospitava una nutrita comunità di esuli tedeschi.

Nel 1952 fece ritorno in Svizzera, ma non in Germania, nonostante fosse stato proposto come primo Presidente della Repubblica. Morì di arteriosclerosi a Kilchberg, presso Zurigo, il 12 agosto del 1955.

Fra i numerosi riconoscimenti ottenuti, oltre al Premio Nobel, ricordiamo il "Goethe-Preis" della città di Francoforte e la cittadinanza onoraria della sua città natale.

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Il primo romanzo di Mann, I Buddenbrook, pubblicato all'età di ventisei anni, riscosse immediatamente un notevole successo di pubblico in Germania. Opera dal forte carattere autobiografico, narra della ascesa e caduta di una ricca famiglia di commercianti, seguendone le vicende attraverso diverse generazioni. Anticipando alcuni tratti distintivi di tutta la produzione successiva, all'acuta analisi e descrizione psicologica dei personaggi si affianca una altrettanto attenta osservazione della società e dei suoi mutamenti dagli inizi del diciannovesimo secolo fino all'unificazione.

A I Buddenbrook fecero seguito una serie di racconti e novelle, segnati variamente dal tema personale dell'omosessualità irrisolta, tra i quali si ricorda in particolare Tonio Kröger (1903) e La morte a Venezia (1912). Il romanzo La montagna incantata (1924), concepito anch'esso in un primo momento come racconto breve, poi elaborato in un lavoro di più ampio respiro, tratta della formazione umana e spirituale del giovane ingegnere Hans Castorp durante anni di permanenza in un sanatorio sulle Alpi svizzere.

Tra il 1933 e il 1942, Mann pubblicò la tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli, ricca rielaborazione della storia di Giuseppe, tratta dalla Genesi, e considerata una dei suoi lavori più significativi. Con il romanzo Lotte a Weimar del 1939, Mann ritornò al mondo de I dolori del giovane Werther di Goethe, mentre Doctor Faustus, del 1947, narra la storia del compositore Adrian Leverkühn e della corruzione della cultura tedesca negli anni precedenti la seconda guerra mondiale. Un ultimo grande romanzo, Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull, fu pubblicato incompleto nel 1954 perché rimasto incompiuto alla morte dello scrittore.

Le opere di Mann sullo schermo[modifica | modifica sorgente]

Diverse opere di Thomas Mann ebbero una trasposizione cinematografica o televisiva. Tra queste ricordiamo le versioni:

Pure la scena teatrale ha molto attinto ai lavori di Mann, ma non sempre in modo tale da rendere merito agli originali. Tra le poche trasposizioni/riduzioni teatrali di Thomas Mann che si sono segnalate per l'alto valore estetico in se' e senza "tradire" Mann, ricorderemo "Mario e il Mago" (dall'omonimo racconto) di Mario Moretti, con la regia dello stesso Moretti, protagonista Virginio Gazzolo. Produzione Dramma Italiano di Fiume-Teatro dell'Orologio di Roma (stagione teatrale 1998/99).

Matrimonio e figli[modifica | modifica sorgente]

Katia Mann, 1905

Da Katia Pringsheim (Feldafing, 24 luglio 1883 - Kilchberg, 25 aprile 1980), Thomas Mann ebbe:

Opere[modifica | modifica sorgente]

in tedesco[modifica | modifica sorgente]

In grassetto l'anno di prima edizione.

Romanzi
Racconti e novelle
Teatro
  • Fiorenza.
Saggi
  • Versuch über das Theater (Saggio sul teatro) (1907)
  • Friedrich und die große Koalition (Federico e la grande coalizione) (1915)
  • Betrachtungen eines Unpolitischen (Considerazioni di un impolitico) (1918)
  • Goethe und Tolstoi (Goethe e Tolstoi) (1923)
  • Von deutscher Republik (Della repubblica tedesca) (1923)
  • Theodor Fontane (1928)
  • Freuds Stellung in der modernen Geistesgeschichte (Posto di Freud nella moderna storia intellettuale) (1929)
  • Deutsche Ansprache. Ein Appell an die Vernunft. (Discorso tedesco. Un appello alla ragione) (1930)
  • Goethe als Repräsentant des bürgerlichen Zeitalters (Goethe come rappresentante dell'era borghese) (1932)
  • Goethe und Tolstoi. Zum Problem der Humanität. (Giethe e Tolstoj. Sul problema dell'umanità) (1932)
  • Goethes Laufbahn als Schriftsteller (La carriera di Goethe come scrittore) (1933)
  • Leiden und Größe Richard Wagners (Sofferenza e grandezza di Richard Wagner) (1933)
  • Freud und die Zukunft (Freud e il futuro) (1936)
  • Bruder Hitler (Fratello Hitler) (1938)
  • Ein Briefwechsel (Uno scambio di lettere)(1937)
  • Vom zukünftigen Sieg der Demokratie (Il futuro vittorioso della democrazia) (1938)
  • Schopenhauer (1938)
  • Dieser Friede (Questa pace) (1938)
  • Achtung, Europa! (Attenzione, Europa!) (1938)
  • Das Problem der Freiheit (Il problema della libertà) (1939)
  • Deutsche Hörer! (Ascoltate tedeschi!) (1942)
  • Deutschland und die Deutschen (La Germania e i tedeschi) (1947)
  • Nietzsches Philosophie im Lichte unserer Erfahrung (La filosofia di Nietzsche alla luce della nostra esperienza) (1947)
  • Goethe und die Demokratie (Gioethe e lademocrazia) (1949)
  • Ansprache im Goethejahr (Intervento su Goethe) 1949
  • Michelangelo in seinen Dichtungen (Michelangelo e le sue poesie) (1950)
  • Der Künstler und die Gesellschaft (L'artista e la società) (1953)
  • Gerhart Hauptmann (1952)
  • Versuch über Tschechow (Saggio su Cechov) (1954)
  • Versuch über SchillerSaggio su Shiller) (1955)

Elenchi di opere in tedesco[modifica | modifica sorgente]

  • Hans Bürgin: Das Werk Thomas Manns. Eine Bibliographie. unter Mitarbeit von Walter A. Reichert und Erich Neumann. S. Fischer Verlag, Frankfurt a. M. 1959. (Fischer Verlag, Frankfurt a. M. 1980,
    ISBN 3-596-21470-X
  • Georg Potempa: Thomas Mann-Bibliographie. Mitarbeit Gert Heine, Cicero Presse, Morsum/Sylt 1992, ISBN 3-89120-007-2.
  • Hans-Peter Haack (Hrsg.): Erstausgaben Thomas Manns. Ein bibliographischer Atlas. Mitarbeit Sebastian Kiwitt, Antiquariat Dr. Haack, Leipzig 2011, ISBN 978-3-00-031653-1.

in italiano[modifica | modifica sorgente]

In ordine cronologico di traduzione

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ T. Mann, Romanzo di una vita, Milano 2012, pp. 9-11
  2. ^ T. Mann, cit., pp, 11-13
  3. ^ T. Mann, cit., pp. 13-14
  4. ^ T. Mann, cit., pp. 14-15
  5. ^ T. Mann, cit., p. 17

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Harold Bloom (a cura di), The Magic Mountain: Modern Critical Interpretations, Chelsea House, 1986.
  • Fausto Cercignani, Rileggendo il «Tonio Kröger», in Studia theodisca X, Milano, 2003, pp. 51–81.
  • Arnaldo Di Benedetto, “Pur mo venian li tuoi pensier tra i miei”. Interesse di Croce per Thomas Mann, in Fra Germania e Italia. Studi e flashes letterari, Firenze, Olschki, 2008, pp. 113–40.
  • Stephen D. Dowden, Sympathy for the Abyss. A Study in the Novel of German Modernism: Kafka, Broch, Musil, and Thomas Mann, Tubinga: M. Niemeyer, 1986.
  • Sthephen D. Dowden, A Companion to Thomas Mann's Magic Mountain, Camden House, 2002.
  • Erich Heller, The Ironic German: A Study of Thomas Mann, Boston and Toronto: Little, Brown and Co., 1958.
  • Furio Jesi, Thomas Mann, Il Castoro 67-68, novembre 1975.
  • György Lukács, Thomas Mann, Berlino: 1949; Berlino: Aufbau, 1953. Edizione italiana, Thomas Mann e la tragedia dell'arte moderna, traduzione di Giorgio Dolfini, Milano: Feltrinelli, 1956; Milano: SE, 2005.
  • Ernst Nolte, La rivoluzione conservatrice, (a cura di Luigi Iannone), Rubettino, 2009.
  • T. J. Reed, Thomas Mann: The Uses of Tradition, Oxford: Oxford University Press, 1974.
  • Ritchie Robertson, The Cambridge Companion to Thomas Mann (Cambridge Companions to Literature Series), Cambridge University Press, 2001.
  • Martin Travers, Thomas Mann, Macmillan, 1992.
  • Hermann J. Weigand, Thomas Mann's Novel Der Zauberberg: A Study, New York: AMS Press, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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