Omoerotismo

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San Sebastiano di Guido Reni, Musei capitolini. L'immagine del santo martire trafitto dalle frecce è stata regolarmente descritta come omoerotica.[1]

Con la parola omoerotismo (composta dal termine greco "omoios" - "simile"; "analogo", che appare nella parola "omosessualità" - e da "erotismo"), ci si riferisce:

  1. all'amore e al desiderio fra persone dello stesso sesso, quasi sempre (ma non esclusivamente) per indicare le loro manifestazioni non esplicite (cioè, prive di rappresentazioni di rapporti sessuali o di richiami sessuali di tipo omosessuale) nelle arti visive e in letteratura.
  2. ai forti legami affettivi tra persone dello stesso sesso (anche eterosessuali) che abbiano un'intensità amorosa (addirittura fino alla gelosia) ma escludano la sessualità, come l'amicizia intima, l'amicizia amorosa, l'amicizia romantica e il cameratismo, il matrimonio bostoniano, la fratellanza di sangue ecc. L'esclusione della sessualità può comunque essere solo teorica in tutti quei casi in cui si tratti in realtà di relazioni omosessuali camuffate per essere meglio accettate da una società che le condanni. Questi legami affettivi sono stati teorizzati anche da movimenti quale i Wandervogel oppure la Gemeinschaft der Eigenen di Adolf Brand.
  3. Nell'uso inglese contemporaneo (e quindi nelle traduzioni italiane da tale lingua) il termine "homoeroticism" è però spesso usato nel significato esattamente opposto di "arte esplicitamente erotica a carattere omosessuale".
  4. Infine, alcuni autori usano "omoerotismo" come eufemismo per evitare il termine "omosessualità", da loro giudicato "troppo forte" per la presenza della parola "sessualità". Tale uso è però minoritario.

Anche se l'omoerotismo - nella sua qualità di ideale estetico, come un insieme di tradizioni artistiche e performative, in cui tali sentimenti possono essere incorporati nella cultura e quindi espressi nella società più ampia[2] - può differire dall'attrazione esplicitamente omoerotica, alcuni autori hanno citato l'ispirazione proveniente dalle esperienze personali riportate da autori antichi quali Catullo, Tibullo e Properzio nella loro poesia apertamente omoerotica[3].

Definizione e classificazioni[modifica | modifica wikitesto]

In quanto espressione del desiderio affettivo-romantico-erotico diretto verso persone dello stesso sesso, così come appare in letteratura e nell'arte in generale, rinvia direttamente alla concezione di omosessualità nell'antica Grecia, in forma di pederastia greca la quale era parte integrante del tessuto sociale

Psicologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è stato creato dallo studioso di psicoanalisi tedesco Sándor Ferenczi nel 1911 con l'intento di spiegare un particolare ambito interno alla propria teoria sul narcisismo, definendolo una fase intermedia tra l'autoerotismo e l'eterosessualità; è stato in seguito usato per parlare della struttura psicologica dell'omosessualità come sintomo di nevrosi, ma oggi questo suo senso eminentemente psicoanalitico è caduto in disuso.

Per Sigmund Freud piuttosto che essere una questione riguardante solo una minoranza di uomini che s'identificano come omosessuali, l'omoerotismo è invece parte della stessa formazione di tutti gli uomini come soggetti umani e attori sociali[4].

Sociologia[modifica | modifica wikitesto]

Incorporato in sociologia per descrivere la tensione erotica presente tra individui dello stesso sesso, ma senza alcuna implicazione sessuale.

The BlueJacket (1910), di Henry Scott Tuke.

Omoerotismo volontario o involontario[modifica | modifica wikitesto]

L'omoerotismo può essere presente in un'opera d'arte in modo volontario o involontario.

L'omoerotismo volontario può essere a sua volta:

  • il risultato di una scelta deliberata da parte di un autore omosessuale, che però sceglie di non affrontare apertamente il tema omosessuale per una varietà di motivi (leggi che lo proibiscono, motivi morali o religiosi, timore di ritorsioni, censura, ecc.). In questo caso è legittimo leggere nel contesto di produzione l'opera per verificare se essa non esprima, per i parametri dell'epoca, i sentimenti e l'attrazione fra persone dello stesso sesso in modo più intenso e in qualche modo "insolito" rispetto al contesto di produzione. "Amicizia spirituale" o "amicizia amorosa", "amicizia intima", "affetto", "cameratismo", "affinità" e quant'altro, possono essere in questi casi trasparenti metafore per descrivere l'amore omosessuale in modo socialmente accettabile (e soprattutto non condannabile per legge).
  • Il risultato di una scelta deliberata da parte di un autore non omosessuale, nei periodi nei quali un grande artista o movimento artistico dalla forte sensibilità omoerotica abbia imposto come accettabile, nell'arte di tale periodo, l'omoerotismo. Come esempio si può citare l'estetica neoclassica, che recupera dall'antichità greca l'apprezzamento della bellezza del corpo nudo maschile, o l'accademismo ottocentesco che si rifà a tale filone, o il caravaggismo, o il Rinascimento italiano subito prima della Controriforma. In tali contesti, l'omoerotismo è per così dire "ambientale" e non rivela necessariamente preferenze dell'autore, anche se poi in periodi come questi abbondano gli artisti omosessuali che approfittano del clima più tollerante per esprimere in modo più aperto le loro preferenze.
  • Parlando di artisti del passato, un risultato estraneo alle intenzioni dell'autore, che intendeva solo esprimere deliberatamente sentimenti che per la sua epoca o per la sua cultura non erano connotati in senso omosessuale, anche se possono apparire tali alla nostra epoca e alle nostre convenzioni sociali. Quale esempio possiamo prendere le società arabe contemporanee, nelle quali tenersi per mano per strada fra due amici è un atto socialmente normale, totalmente privo di implicazioni erotiche, mentre nella cultura occidentale è un chiaro gesto che esprime intimità affettiva. Occorre quindi fare attenzione a non leggere un'opera d'arte proveniente da questo contesto, che rappresentasse una scena di questo tipo, attraverso la griglia interpretativa del nostro tempo. Gli stessi gesti, in contesti sociali e storici diversi, possono avere o non avere affatto valenza omoerotica / omosessuale. Ovviamente vale anche il principio inverso: oggi può facilmente sfuggire all'osservatore non specialista il significato di gesti che nell'antichità o in un contesto dato hanno avuto o hanno un chiaro significato di seduzione/supplica o d'intimità anche erotica (per esempio: carezzare il mento (upochorizein), anche solo sfiorandolo o appoggiando la punta delle dita, nell'arte greca).
Cupido ravviva la fiaccola di Imene di George Rennie.

L'omoerotismo involontario si può avere invece nel caso in cui un artista ha scelto di negare l'espressione i propri desideri affettivi ed erotici per persone dello stesso sesso, non intende renderli pubblici, non desidera che essi traspaiano nelle sue opere, non intende esprimersi direttamente sui temi dell'amore e dell'attaccamento e dell'attrazione fisica fra persone dello stesso sesso.
Di solito queste strategie sono relativamente (anche se di rado totalmente) efficaci nell'epoca dell'artista in questione; tuttavia in una prospettiva successiva, avendo una visione d'insieme dell'arte di un periodo storico, è possibile notare (a volte con estrema chiarezza) slanci, commozioni, turbamenti, debolezze di un artista ogni volta che si avvicini alla bellezza e all'intimità fra o con persone del suo stesso sesso, che possono raggiungere un'intensità omoerotica, nonostante le intenzioni originali dell'autore.
Si può avere anche il caso di artisti che alternano in fasi diverse della loro produzione un atteggiamento volontario ed uno involontario, che ovviamente di solito è molto meno marcato; come esempio si può prendere Guido Reni, che inizia con opere connotate da forte omoerotismo esplicito (il suo San Sebastiano è addirittura usato come icona masturbatoria da Yukio Mishima nel suo Confessioni di una maschera), sul filone caravaggesco, ma che dopo la conversione religiosa si dedica a soggetti devozionali, nei quali l'attenzione omoerotica traspare solo episodicamente, raggelata, e sicuramente contro la volontà dell'autore.
Viceversa, si dà il caso di artisti che dopo inizi timidi e poco espliciti, hanno maturato una ricerca deliberata di risultati di tipo omoerotico in una fase successiva della loro arte.

Maschio nudo disteso, di Aleksander Lesser (1837), Museo nazionale di Varsavia. Il dipinto è stato esposto alla mostra temporanea di arte omoerotica Ars Homo Erotica.

Differenza dalla pornografia[modifica | modifica wikitesto]

L'arte omoerotica è solitamente impercettibile e contiene una "carica emotiva"; che è il fattore principale che la distingue dalla pornografia che invece involve atti sessuali espliciti. Per questo spesso l'omoerotismo può sfuggire alla censura. Il materiale omoerotico può, nonostante tutto, essere più potente della pornografia, dato che spesso è richiesta dell'immaginazione per renderli esplicitamente eccitanti.

Attribuzione dell'omoerotismo da parte dei critici[modifica | modifica wikitesto]

Qualche volta i critici rilevano omoerotismo nelle opere d'arte, anche quando l'autore avrebbe probabilmente negato la presenza di tale argomento. Comunque, può ancora essere valido etichettare l'opera come parte della tradizione dell'omoerotismo; poiché l'opera può avere risvegliato tali sentimenti nella parte omosessuale del pubblico, ed un'influenze sulla produzione artistica futura.

Amor vincit omnia (1601-02 circa), di Michelangelo Merisi detto il "Caravaggio".
Il Sonno (dettaglio, 1866), di Gustave Courbet.

Omoerotismo nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

L'omoerotismo è principalmente apprezzato per la sua qualità di stimolo ed ispirazione nell'espressione artistica delle arti visive, della letteratura e delle arti performative; caratterizzato per la rappresentazione del desiderio omosessuale nella sua forma più emotiva e naturale, frequentemente evocando scene di forte sensualità ed erotismo e che coinvolgono temi quali il nudo artistico, il nudo maschile nella fotografia, l'arte erotica, la letteratura erotica e il film erotico[5][6].

Dopo aver dato un ampio contributo allo sviluppo della arte antica, dalla scultura greca alla poesia greco-latina, l'omoerotismo scompare quasi del tutto in epoca medioevale, a causa della criminalizzazione politica dell'omosessualità e delle sue espressioni più pratiche,come la sodomia; risorge con le maggiori opere d'arte del rinascimento italiano.

Quando venne chiesto in tribunale ad Oscar Wilde, processato per sodomia dopo esser stato accusato in tal senso dal padre del suo giovane amante, cosa fosse quest'amore di cui tanto parlava, rispose con una delle più alte dichiarazioni omoerotiche mai espresse:

« L'amore che non osa dire il suo nome è il grande affetto che prova un uomo adulto nei confronti di uno più giovane, così come è successo tra Davide e Gionata; è quello di cui Platone ha fatto la base di tutta la sua filosofia ed è l'amore che si trova nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare. Quell'affetto profondo che è tanto puro quanto perfetto. Esso ispira e pervade grandi opere d'arte come quelle di Shakespeare e Michelangelo... questo è molto frainteso nel nostro secolo, così frainteso che è descritto come l'amore che non osa dire il suo nome, e proprio per questo motivo oggi sono proprio dove mi trovo. E 'bello, è raffinato, è la forma più nobile di affetto. Non c'è nulla di innaturale in esso. Fortemente intellettuale, è sempre esistito tra un uomo anziano e un giovane uomo, quando l'anziano ha l'intelletto, e il più giovane ha tutta la gioia, la speranza ed il fascino della vita davanti a lui. Così dovrebbe essere, ma il mondo non capisce. Il mondo lo schernisce e talvolta lo mette uno alla gogna per questo. »

Nelle arti visive[modifica | modifica wikitesto]

Gli esempi di omoerotismo maschile nelle arti visive vanno di pari passo con le epoche storiche: le ceramiche dell'antica Grecia e le anfore di vino dell'antica Roma (la Coppa Warren) illustrano questo sentimento fin dall'antichità classica.

Nella scultura[modifica | modifica wikitesto]

La scultura greca sottolinea la naturalezza della sessualità umana e delle sue varie espressioni, per cui era abituale la rappresentazione di tali atti in oggetti d'utilizzo anche quotidiano come tazze, bicchieri, vasi, urne e altri manufatti. In alcune occasioni la sessualità rappresentava la divinità o la sovrannaturalità, come nel caso dei fascinus (figure falliche esagerate), utilizzati come amuleti per invocare la protezione divina[7].

Alcune opere del periodo della scultura greca classica che enfatizzano la venerazione e il culto della forma del corpo umano - maschile soprattutto, ma in misura minore anche della forma del corpo umano femminile - sono considerate a tutti gli effetti omoerotiche, come ad esempio quelle che raffigurano gli dei (Apollo, Ermes, Dioniso e Afrodite o gli eroi della mitologia greca, tipo Perseo e Eracle, o infine figure atletiche riconducibili ai giochi olimpici antichi.

Nella rappresentazione plastica di scene omoerotiche prese dalla mitologia classica, vi sono quelle relative ad episodi della vita di Pan, che insegna l'arte del flauto a Dafni, di Achille che onora di degni funerali il corpo dell'amatissimo amico Patroclo, di Zeus che corteggia il bell'adolescente Ganimede[8] .

Nella scultura rinascimentale si ha un ritorno del nudo come tecnica per rappresentare in certo qual modo la "divina perfezione" umana, concetto questo caro all'antropocentrismo, e che ha ispirato la creazione di sculture dal contenuto omoerotico così palese ed evidente che non si vedeva dai tempi dell'antichità classica: Michelangelo Buonarroti plasmò le caratteristiche dell'omoerotismo rinascimentale in sculture come il Crocifisso di Santo Spirito (1492), Bacco (Michelangelo) (1497), David (Michelangelo) (1504) e loSchiavo morente.

"Polytès, fils de Priam, observant les mouvements des Grecs vers Troie" (1834), di Hippolyte Flandrin.

In pittura[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Europa medioevale l'arte erotica in generale è stata completamente soppressa a causa del costante intervento morale delle leggi ecclesiastiche. L'arte omoerotica non esisteva in quanto tale, ma il senso fortemente antropocentrico che ha prevalso col Rinascimento ha permesso una sottile "omoerotizzazione" sia nella pittura rinascimentale che nella scultura rinascimentale, con la restituzione di un certo valore ed importanza dato al nudo artistico di derivazione classica greco-romana.

Questa rinnovata estetica ha dato la possibilità a molti artisti del Rinascimento italiano di immettere anche una forte componente omoerotica nelle proprie opere; l'apprezzamento del corpo maschile è stato identificato dalla critica come una delle qualità fondamentali dell'intero lavoro artistico di Leonardo Da Vinci e Michelangelo Buonarroti[9].

Nel XVI secolo si cominciano a dipingere donne nude all'interno di uno stesso ambiente, con un risultato omoerotico apprezzabile ad esempio nelle opere di François Clouet; il presunto ritratto di Gabrielle d'Estrées e di sua sorella la duchessa de Villars (1594) gli è stato attribuito. L'efebofilia omosessuale maschile vigente nella Persia medioevale, oltre alla letteratura, è stato anche molto apprezzato nella pittura e nelle stampe del periodo, in cui si vedono scene di flirt e civetteria, quando non veri e propri atti anche molto espliciti di sesso orale e sesso anale tra uomini adulti e adolescenti maschi[10].

Lo Shunga giapponese di carattere omoerotico si dedicava a mostrare coppie dello stesso sesso impegnate in qualche tipo di atto sessuale, solitamente inerenti alla pederastia, quindi anche qui tra un adulto e un ragazzo bishonen o effeminato o crossdresser; ma ve ne sono alcuni raffiguranti coppie femminili che si aiutano utilizzando vari strumenti e giocattoli sessuali[11].

La morte di Joseph Bara (1794) di Jacques-Louis David.

Un immaginario sessuale più esplicito si è verificato con lo stile del manierismo e del tenebrismo dei secoli XVI-XVII, in particolare in artisti quali Agnolo Bronzino, Carlo Saraceni e Michelangelo Merisi da Caravaggio; i quadri di quest'ultimo sono stati inoltre a volte severamente criticati dalla Chiesa cattolica[12].

Il sottile erotismo che traspare nel Rococò del XVIII secolo è stato ampiamente riconosciuto nelle opere di François Boucher, essendo l'omoerotismo parte della sua opera ad esempio in "Giove e Callisto" (1744) e "Pan e Siringa" (1759). Con la pittura romantica emerge l'omoerotismo di carattere epico il quale ritrae le scene più familiari o filiali relative alla mitologia greca, a volte risultante altamente sensuale. Tra gli artisti che si sono dedicati al "riscatto omoerotico" di queste scene ci sono Frederic Leighton, Jean Broc, Antoine-Felix Boisselier, Gustave Courbet, Luis Ricardo Falero, William-Adolphe Bouguereau e Maxmilián Pirner.

Molti dipinti storici del XIX secolo di personaggi classici come ad esempio Giacinto, Ganimede e Narciso possono pertanto anche essere interpretati come omoerotici; a seguire l'opera di artisti del tardo '800 (come Thomas Eakins, Eugène Jansson, Henry Scott Tuke, John Singer Sargent, Aubrey Beardsley e Magnus Enckell); fino a giungere alle opere moderne di autori come Yannis Tsarouchis, Paul Cadmus e Gilbert & George.

La natura omoerotica traspare potentemente in alcuni quadri di Édouard-Henri Avril e Frédéric Bazille oltre che nel discepolo di Caravaggio Battistello Caracciolo, fino a giungere ai dipinti di Gustave Courtois e Charles Demuth.

Alcuni artisti moderni si sono dedicati all'omoerotismo femminile: Gerda Wegener, Henri de Toulouse-Lautrec, Frida Kahlo, Gustav Klimt e Egon Schiele.

Infine, la nascita e sviluppo del primo movimento di liberazione omosessuale ha vieppiù permesso la diffusione di opere d'arte create da persone LGBT come parte integrante dell'identità emergente della comunità gay, uno fra tutti il contemporaneo Claudio Bandella.

Nel disegno[modifica | modifica wikitesto]

Si sono cimentati nel campo del disegno omoerotico molti artisti: Sergueï Eisenstein, Charles Demuth, Jean Cocteau, George Quaintance, Roland Caillaux, Jean Boullet, Tom of Finland, Joe Phillips e Sven de Rennes.

Nel continente asiatico l'erotismo tutto maschile ha anche le sue radici nella tradizione giapponese degli shunga (una forma di arte erotica); questa ha contribuito ad influenzare anche vari artisti giapponesi contemporanei, come ad esempio Tamotsu Yato (nel campo della fotografia artista), Sadao Hasegawa (pittore) e Gengoroh Tagame (artista di manga).

In fotografia[modifica | modifica wikitesto]

La fotografia d'arte omoerotica non ha intento pornografico, bensì uò anche utilizzare tecniche come il nudo maschile in fotografia concentrandosi nel ritrarre figure - maschili o femminili - in un'ambientazione estetizzante. Questo scenario è caratteristico soprattutto nella fotografia glamour la quale si propone di catturare l'immagine e mostrarne la figura in modo elusivo-allusivo che rimanda ad un certo concetto di romanticismo; non dev'essere quindi sessualmente stimolante.

La fotografia omoerotica non ha come suo intento primario quello di generare eccitazione sessuale nell'osservatore; la maggior parte delle opere fotografiche riconducibili ad un sentimento di omoerotismo sono destinate a ritrarre la bellezza e l'ammirazione nei confronti del corpo umano di per sé, potendo anche includere posture sensualmente suggestive le quali non fanno altro che sottolineare l'implicito erotismo della fisicità.

A partire dagli ultimi decenni del XIX secolo la fotografia omoerotica (prevalentemente maschile) è rappresentata da artisti quali Félix-Jacques Antoine Moulin, Gaudenzio Marconi, Napoleon Sarony, Jean Louis Marie Eugène Durieu, dal pittore-fotografo Thomas Eakins e da Wilhelm von Plüschow.

Anche la fotografia d'arte di Wilhelm von Gloeden, Alvin Baltrop, David Hockney, Will McBride, Robert Mapplethorpe, Pierre et Gilles, Bernard Faucon, Anthony Goicolea, Jack Pierson e Anthony Gay (partendo anche, ognuno di loro, da molto diversi principi estetici) ha dato un forte contributo; Mapplethorpe e McBride in particolare hanno contribuito a rompere le barriere della censura nelle gallerie d'arte e sfidando le norme di legge sull'argomento.

James Bidgood e Arthur Tress sono stati tra i pionieri degli anni '60 in questo campo, spostando radicalmente la fotografia omoerotica da una forma semplicemente documentaristica verso aree più selezionate e raffinate vicine al surrealismo.

Tra i più importanti creatori di foto omoerotiche abbiamo anche Fred Holland Day, Carl Van Vechten, George Platt Lynes, Herbert List, Raymond Voinquel, Cecil Beaton, Bernard Faucon, Bob Mizer, Horst P. Horst, Ken Haak, Patrick Sarfati, Daniel Hernández, Raymond Carrance, Herb Ritts, Duane Michals, Tom Bianchi, Bruce Weber, Rotimi Fani-Kayode, Jeff Palmer, Walter Pfeiffer, Hamish Buchanan, Alain Fleig e per finire Tony Patrioli.

Slava Mogutin si è specializzato in immagini "impulsivamente erotiche" di giovani[13].

"L'ira di Achille" (1847), di François-Léon Benouville.
"Amore socratico", il bel Alcibiade passa la notte nudo nel letto di Socrate; di Édouard-Henri Avril.

Nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura omoerotica ha le sue basi storiche riconoscibili nelle opere degli antichi poeti classici, che contengono espliciti riferimenti a questo tipo di "immaginativa", data sia con la nozione tradizionale di "amore greco" per tutto ciò che concerne l'omosessualità nell'antica Grecia che con la serena naturalezza sessuale dei personaggi mitologici[14].

Un esempio notevole in tal senso, all'interno di questa società abituata all'omoerotismo, è rappresentato dal modello sociale efebofilico della pederastia come propulsore sociale, militare nonché politico di ogni ragazzo-efebo, aiutato ed accompagnato in ciò da un uomo adulto[15].

La pederastia e il desiderio sessuale tra persone dello stesso sesso è stato un argomento comune nella società della Grecia classica; viene affrontato nei dialoghi platonici Simposio (Platone) e Fedro (Platone). Senofonte discute l'omoerotismo platonico in forma di burlesque a partire da una revisione critica ingegnosa, il tutto come parte dei suoi dialoghi socratici[16][15].

Aristofane include brevi riferimenti all'omoerotismo e al crossdressing nella sua commedia Le donne alle Tesmoforie[17]; alla stessa maniera Plutarco comprende brevi riferimenti all'omoerotismo nella sua opera Erotikos[15].

Nel periodo classico dell'impero romano Svetonio rende più accattivante la narrazione biografica sui primi 12 imperatori romani nella suaopera Vite dei dodici Cesari narrando per filo e per segno le attività omosessuali in cui furono coinvolti.

La letteratura erotica antica, in Grecia e a Roma, è straordinariamente popolare negli scritti di Stratone di Sardi, Saffo di Lesbo, Automedonte, Filodemo di Gadara, Marco Argentario, eppoi in Petronio Arbitro, Gaio Valerio Catullo, Properzio, Tibullo e Ovidio, infine in Marziale, Giovenale e nei Carmi priapei. Petronio include una scena omoerotica nel suo Satyricon, Saffo si è caratterizzata per una mirata lirica incentrata sull'omoerotismo al femminile, Ovidio frequenti accenni all'omoerotismo mitologico nelle sue Metamorfosi (Ovidio)[18].

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

Vi è anche una forte tradizione di omoerotismo nella poesia. Esempio maggiore in tal senso nell'ambito del canone occidentale è quello costituito dai Sonetti del drammaturgo elisabettiano inglese William Shakespeare: anche se alcuni critici si sono sforzati di preservare la cosiddetta "credibilità letteraria" di Shakespeare negando la sua presunta omosessualità, nessuno ha potuto mai contestare il fatto che la maggior parte dei sonetti riguardano esplicitamente la poesia d'amore rivolta da un maschio ad un altro maschio.
L'unico altro artista rinascimentale a cimentarsi in versi omoerotici scritti in lingua inglese è stato Richard Barnfield il quale in "The Affectionate Shepherd" e "Cynthia" ha scritto poesie abbastanza esplicite; proprio la poesia di Barnfield, inoltre, è ora ampiamente accettata come esser stata una delle fonti d'ispirazione ed aver avuto grande influenza su Shakespeare[19].

La tradizione poetica omoerotica appartiene a molti dei più grandi autori della storia della letteratura come Abu Nuwas, Walt Whitman, Federico García Lorca e Luis Cernuda, Wystan Hugh Auden, Fernando Pessoa (nella persona del suo alter ego Álvaro de Campos) e Konstantinos Kavafis, Pier Paolo Pasolini e Sandro Penna, Jean Genet e Jean Senac, Allen Ginsberg.

Nel mondo di lingua spagnola e portoghese ci sono Raul Pompeia, Alvares de Azevedo, Olavo Bilaspur, Mário de Andrade e Carlos Drummond de Andrade, Clarice Lispector, Caio Fernando Abreu, John Silverio Trevisan, Lygia Fagundes Telles e Mário de Sá Carneiro.

Non si può non citare Oscar Wilde, condannato a due anni di reclusione ai lavori forzati dopo esser stato accusato di sodomia a causa del suo intenso rapporto erotico con l'allora ventenne lord Alfred Douglas. Da questa esperienza ne trasse il De profundis (Oscar Wilde), lunga lettera di contenuto omoerotico rivolta proprio al giovane amante ed in cui racconta la storia dei propri sentimenti nei suoi confronti e La ballata del carcere di Reading ove amaramente constata che "Eppure ogni uomo uccide ciò che più ama".

La raccolta di poesie d'amore Le canzoni di Bilitis (1894) di Pierre Louÿs è altamente rappresentativa dell'arte omoerotica contemporanea, perché vengono copiati gli stili lirici della poetessa Saffo, icona dell'omoerotismo antico.

Ma anche l'opera drammaturgica di Christopher Marlowe, i poemetti osceni di Arthur Rimbaud, Sodoma e Gomorra di Marcel Proust, l'intera opera di André Gide, infine l'opera saggistica di Michel Foucault e Roland Barthes discute anche di omoerotismo.

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo medioevale viene quasi completamente soppresso l'omoerotismo in arte a causa della criminalizzazione politica dell'omosessualità e delle sue espressioni più "peccaminose", come la sodomia.

Ma l'efebofilia, quando non la vera e propria pederastia, nelle espressioni d'amore rivolte a giovani e ragazzi sono ricorrenti nella prima cultura musulmana posteriore alla conquista araba dell'intero medio oriente e dell'africa del nord; questo s'incarna in opere letterarie come Il collare della colomba (XI secolo) di Ibn Hazm e ne Il prato delle gazzelle (XIV secolo) di Muhammad al-Nawaji[20]. Notevoli racconti riguardanti relazioni omoerotiche vengono rappresentati nelle opere di Abu Nuwas, come ad esempio il suo La gioia dei cuori[21].

La letteratura sopra una certa filosofia di argomento omoerotico in India appare tra il XIV e il XVI secolo come un tentativo sociale-politico di spiegare la naturalezza di omosessualità, bisessualità e identità transgender: ciò ad esempio compare nel codice legale Smriti-ratnavali e nel testo di critica Yaia-mangala.

In Giappone antichi romanzi come il Genji monogatari e il Kojiki contengono riferimenti all'omoerotismo e al transgenderismo[22].

Nel corso del XVII-XVIII secolo fa la sua apparizione il romanzo libertino il quale usa, tra gli altri, anche il sentimento omoerotico per provare le sue tesi filosofiche anticlericali. Dopo Sodom, or the Quintessence of Debauchery (1684), prima piece teatrale della storia a contenuto apertamente omosessuale ed attribuita all'autore libertino John Wilmot, abbiamo il classico della letteratura erotica Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere (1748) di John Cleland che descrive senza alcun falso pudore le relazioni amorose omosessuali sia femminili che maschili, fino a giungere all'estremo sadismo coinvolgente la totalità dell' orientamento sessuale rappresentato da Le 120 giornate di Sodoma (1785) del marchese de Sade[23].

Alcune opere omoerotiche del XIX secolo includono: Lesbia Brandon (1859-1868) di Algernon Charles Swinburne, I peccati dei città della pianura (1881) e Teleny, o Il rovescio della medaglia (1893).

All'interno della corrente modernista apparvero vari autori che iniziarono per la prima volta a descrivere la realtà del sentimento amoroso e del desiderio omosessuale, questo nella letteratura a più ampia diffusione: Claudine a scuola, di Colette, "Gestern und Heute" di Christa Winsloe e l'autobiografico Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall sono alcuni di questi, divenuti subito tutti e tre dei classici della letteratura a tematica lesbica. Altre due autrici che hanno incentrato la loro poetica sull'omoerotismo femminile sono state Katherine Bradley e Virginia Woolf, quest'ultima praticamente in tutta la sua letteratura.

Uno dei romanzi più fortemente omoerotici della letteratura moderna è sicuramente La morte a Venezia (1911) di Thomas Mann, che narra la vicenda di un uomo che s'innamora perdutamente di un adolescente fino al punto di morirne, in uno stile che ricalca alla perfezione quello della pederastia antica. Lo stesso autore tedesco ha poi pubblicato nel 1925 un breve testo intitolato "Über die Ehe" (Sul matrimonio) in cui afferma che l'omoerotismo appartiene al campo dell'estetica, mentre l'eterosessualità è prosaica[24]. Ne è stata fata una trasposizione cinematografica nel 1971, Morte a Venezia, a cura del regista italiano Luchino Visconti.

Scritto nel 1914, ma pubblicato solo nel 1971 postumo, Maurice di Edward Morgan Forster, rappresenta una pietra miliare della letteratura omosessuale, essendo il primo libro moderno che racconta una storia di forte sentimento amoroso tra due giovani uomini che non finisce in maniera tragica: dopo essere stato iniziato ai tempi della scuola da un compagno di corsi, il protagonista non tradisce il proprio sentimento omoerotico nonostante le forti pressioni che gli provengono dall'esterno, finendo col trovare la felicità assieme ad un giovane del popolo.

Le amicizie particolari (1944) di Roger Peyrefitte racconta una vicenda di tensione omoerotica tra due ragazzini che convivono assieme in un collegio religioso.

Amado mio di Pier Paolo Pasolini, scritto durante gli anni di guerra in forma parzialmente diaristica e pubblicato postumo nel 1982, rappresenta forse una delle dichiarazioni più alte di "omoerotismo tormentato" nella narrativa, con la descrizione del rapporto d'amore che unisce un giovane maestro e il suo alunno poco più che adolescente.

Notre Dame des Fleurs (1944) e Querelle de Brest (1947) del poeta e drammaturgo francese Jean Genet

Confessioni di una maschera (1949), primo romanzo di successo dello scrittore giapponese Yukio Mishima e parzialmente autobiografico, accenna ad un episodio omoerotico quando descrive il ragazzino appena adolescente che impara l'arte della masturbazione osservando con attenzione una riproduzione del S Sebastiano di Guido Reni; anche l'amicizia romantica che intrattiene con un compagno di classe più grande ha una connotazione omoerotica. Tutto il romanzo successivo dell'autore nipponico, Colori proibiti (禁色, Kinjiki) (1951-53), è anch'esso intriso di omoerotismo artistico.

Memorie di Adriano (1951) di Marguerite Yourcenar contiene una forte componente omoerotica, soprattutto quando descrive l'incontro ed il successivo rapporto amoroso intercorso tra l'imperatore romano del II secolo Publio Elio Traiano Adriano e l'adolescente efebo Antinoo

Ernesto di Umberto Saba, scritto nel 1953 ma pubblicato postumo solo nel 1975, è la sincera ed ingenua confessione di un ragazzino che si trova a sperimentare, a poco tempo di distanza l'uno dall'altra, sia la passione amorosa nei confronti delle donne (in questo caso una prostituta) che quella verso gli uomini (un operaio trentenne che lavora per la ditta del padre).

Il ragazzo persiano (1972), romanzo storico di Mary Renault narra la vita del giovane schiavo persiano Bagoas, raccontando in prima persona il suo incontro con Alessandro Magno ed il fortissimo legame emotivo che il re dei macedoni instaurò con l'eunuco adolescente durante il suo viaggio fino ai confini del mondo.

Oltre a questi, nella letteratura gay moderna l'omoerotismo è rappresentato da romanzi importanti quali La pia danza (1926) di Klaus Mann, Alexis o il trattato della lotta vana (1929) di Marguerite Yourcenar, Addio a Berlino (ep. "Sally Bowles", 1939) di Christopher Isherwood , La statua di sale (1948) di Gore Vidal, La camera di Giovanni (1956 ) di James Baldwin , Paradiso (1966) di José Lezama Lima, Un giovane americano (1982) di Edmund White e La lingua perduta delle gru (1986) di David Leavitt. Nei paesi di lingua spagnola la narrativa omoerotica diventa molto popolare con scrittori come Manuel Mujica Lainez, Boris Izaguirre, Cristina Peri Rossi, Manuel Puig, José Donoso e Susana Guzner.

Nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni '10 fa la sua prima comparsaun'originale forma di propaganda sociale nel cinema denominata film d'exploitation e raffigurante varie problematiche considerate per il tempo socialmente inaccettabili, come il meticciato, la fornicazione e l'omosessualità, il crimine e la promiscuità, l'aborto e l'uso di sostanze stupefacenti. Questo tipo di film godette d'una vasta popolarità proprio per il loro carattere vietato.

Alcuni di questi film di culto includono Reefer Madness e Marijuana: The Devil's Weed[25], entrambi del 1936. Entro gli anni '30 cominciò ad uscir fuori anche un certo tipo di cinema omoerotico sperimentale, di solito contenente riferimenti e allusione all'erotismo e alla sessualità umana, mettendone in evidenza alcuni aspetti come il sesso esplicito, la masturbazione, la sodomia, la fornicazione e per l'appunto l'omoerotismo.
Alcune pellicole con queste caratteristiche sono Ragazze in uniforme (1931) e Lot in Sodom (1933), ma continua con le pellicole di cinema sperimentale dirette da Kenneth Anger: Fireworks (film) (1947)[26] e Scorpio Rising (1963).

Alcuni esempi a parte sono costituiti da Blow Job (1964), film muto diretto da Andy Warhol che mostrerebbe il volto di un giovane mentre sta ricevendo un atto di fellatio e Pink Narcissus (1971) di James Bidgood.

Si riconosce col temine camp anche quella nozione estetica iniziata negli anni '50 caratterizzata da enfasi ed esagerazione, da artificio estetico ed effeminatezza; ciò è stato uno degli elementi chiave nella concezione della cultura chiusa anteriore ai moti di Stonewall (1969). Il camp serviva come metodo di trasgressione per la cultura omosessuale, con l'intenzione originaria di voler in certo qual modo nobilitare i concetti di queer e transgender, ma aderendo e incorporandosi successivamente alle forme d'arte di massa trattanti l'omosessualità[27][28].

Alcuni famosi registi di camp sono Andy Warhol, Russ Meyer, John Huston, Armando Bó, Edward D. Wood Jr. e John Waters. Tra i film cult vi sono Glen or Glenda (1953), Mary Poppins (1964), Fenicotteri rosa (1972), The Rocky Horror Picture Show (1975), Il vizietto (1978), Ciao nì! (1979), Mammina cara (1981), Victor Victoria (1982), Priscilla - La regina del deserto (1994), Fuga dalla scuola media (1995), Showgirls (1995), Austin Powers - Il controspione (1997), Hairspray - Grasso è bello (2007) e Burlesque (2010)[29].

Il sexploitation è una corrente dell'exploitation che si caratterizza per un'enfatizzazione delle scene di nudo e sesso esplicito, un formato molto popolare tra gli anni '50 e '70. Come sottogenere di questo approccio e parallelo al New Queer Cinema nasce negli anni '90 il cosiddetto gayspolitation; esso si concentra principalmente nel ritrarre la vita sessuale di personaggi maschili omosessuali, introducendo argomenti quali la nudità, il sesso esplicito, l'abuso o la violenza sessuale, la prostituzione maschile, il "battuage", l'AIDS, il sadomasochismo, il gay bar o la sauna gay, oltre che le diverse identità gay quali possono essere quella leather, della comunità ursina e twink (linguaggio gay)[30][31]
Alcuni film di questo genere includono, dopo i precursori Cruising (1980) e Querelle de Brest (1982), Belli e dannati (1991), Hustler White (1996), Johns (1998), The Fluffer (2001) e Sugar (2004).

Il "New Queer Cinema" è stato una corrente cinematografica degli anni '80 e '90 che s'è concentrata nel tentativo di nobilitare l'omosessualità all'interno della produzione filmica, mostrando le vite dei personaggi in un contesto di film romantico: in contrasto con l'enfasi della vita sessuale data dal precedente "gayploitation" e la ridicolizzazione comica del camp. Alcuni esempi pionieristici sono stati My Beautiful Laundrette (1985) e Maurice (1987).

Negli ultimi decenni la cinematografia ha introdotto l'omosessualità, con più frequenza quella maschile rispetto a quella femminile, come tema ricorrente nella trama dei film: esempi di cinema gay con forti connotazioni di omoerotismo romantico includono Beautiful Thing (1996), Latter Days (2003), I segreti di Brokeback Mountain (2005), Shelter (2007), Were the World Mine (Se il mondo fosse mio, 2008), Milk e A Single Man (2009).
Nel cinema a tematica lesbica sono inclusi
Bound - Torbido inganno (1996), All over Me (1997), Fucking Åmål - Il coraggio di amare (1998), Gia - Una donna oltre ogni limite (1998), Gonne al bivio (1998), Boys Don't Cry (1999) e Saving Face (2004).

Lesbismo erotico in un dipinto di Édouard-Henri Avril
Studio di nudo (Thomas E. McKeller), di John Singer Sargent.

Omoerotismo femminile[modifica | modifica wikitesto]

La rappresentazione di diversi nudi femminili può avere connotazioni lesbiche, come in alcuni dipinti di Gustave Courbet o di Henri de Toulouse-Lautrec.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ glbtg: an encyclopaedia of gay, lesbian, bisexual, transgender and queer culture
  2. ^ Flood, 2007, p.307.
  3. ^ Younger, 2005, p.38.
  4. ^ According to Flood, 2007, p.308.
  5. ^ Homoerotic Definición en inglés de homoerótico en Merriam-Webster Dictionary; consultado marzo 18 de 2013
  6. ^ (EN) Whitney Davis, Gay and Lesbian Studies in Art History, Volume 27, Routledge, 1994, ISBN 1-56024-661-8.
  7. ^ Fascinus Descripción en Roma Myth Idex; consultado marzo 27 de 2013
  8. ^ Greek Hall - Gods & Heroes Galería en Gay Art History; consultado marzo 27 de 2013
  9. ^ (EN) Christopher Reed, Art and Homosexuality: A History of Ideas, Oxford University Press, 2011, ISBN 0-19-539907-2.
  10. ^ Gay Persian Art Sección en Gay Art History; consultado marzo 26 de 2013
  11. ^ Japanese Gay Art Sección en Gay Art History; consultado marzo 26 de 2013
  12. ^ John Berger, Caravaggio, Studio International, p.1983, Volume 196 Number 998.
  13. ^ ZAYA, Octavio: Superm. Slava Mogutin + Brian Kenny, texto de la exposición en el MUSAC, León (2006). Consultado el 10 de noviembre de 2012.
  14. ^ (EN) James Davidson, The Greeks and Greek Love: A Radical Reappraisal of Homosexuality in Ancient Greece, Phoenix, 2008, ISBN 0-7538-2226-1.
  15. ^ a b c (EN) Kenneth James Dover, Greek Homosexuality, Harvard University Press, 1989, ISBN 0-674-36270-5.
  16. ^ Homosexuality and the Ancient Greeks Artículo en Religion Facts; consultado marzo 18 de 2013
  17. ^ Aristophanes and Homoeroticism: Admiration or Scorn? Artículo de Alma Mazer; consultado marzo 18 de 2013
  18. ^ (EN) Beert C. Verstraete, Vernon Provencal, Same-Sex Desire And Love in Greco-Roman Antiquity And in the Classical Tradition of the West, Routledge, 2005, ISBN 1-56023-604-3.
  19. ^ Leo Daugherty, The Question of Topical Allusion in Richard Barnfield's Pastoral Verse in Kenneth Boris e George Klawitter (a cura di), The Affectionate Shepherd: Celebrating Richard Barnfield, Pennsylvania, Susquehanna University Press, 2001, p. 45.
  20. ^ The Meadow of the Gazelles The World History of Male Love; consultado 18 de marzo de 2013
  21. ^ (ES) Gregory Woods, Historia de la literatura gay, Ediciones AKAL, 2001, ISBN 84-460-1196-4.
  22. ^ (EN) Gary P. Leupp, Male Colors: The Construction of Homosexuality in Tokugawa Japan, University of California Press, 1997, ISBN 0-520-91919-X.
  23. ^ (EN) Angela Rene Nacol, Visions of Disorder: Sex and the French Revolution in a Suite of Erotic Drawings by Claude-Louis Desrais, 2008, ISBN 0-549-50103-7.
  24. ^ Quoted by Kontje, 2002, p.327.
  25. ^ Cautionary Films Artículo en inglés en CineWiki; consultado mayo 16, 2012
  26. ^ Lot in Sodom: Gay Guys Partying... What Could Go Wrong? Artículo en After Elton; consultado diciembre 4 de 2012
  27. ^ (EN) Susan Sontag, Against Interpretation: And Other Essays, Picador, 2001, ISBN 0-312-28086-6.
  28. ^ (EN) Moe Meyer, The Politics and Poetics of Camp, Routledge, 1994, ISBN 0-415-08248-X.
  29. ^ 10 Best Campy Movies Artículo de Romilly West en Screen Junkies; consultado septiembre 13 de 2012
  30. ^ Dressing From the Celluloid Closet: The Style of Gaysploitation Films Artículo de Evan Widhu en NEW, NOW, NEXT; consultado marzo 26 de 2013
  31. ^ (EN) Emanuel Levy, Cinema of Outsiders: The Rise of American Independent Film, New York University Press, 1999, ISBN 0-8147-5124-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura classica e medievale:

  • Murray & Roscoe, Islamic homosexualities: culture, history, and literature (1997).
  • J. W. Wright, Homoeroticism in classical Arabic literature (1997).
  • Rictor Norton, The homosexual literary tradition. (1974). (Epoca grecoromana ed Inghilterra elisabettiana).

Letteratura dopo il 1850:

  • David Leavitt, Pages passed from hand to hand: The hidden tradition of homosexual literature in English from 1748 to 1914, (1998).
  • Timothy d'Arch Smith, Love in earnest; some notes on the lives and writings of English 'Uranian' poets from 1889 to 1930, (1970).
  • Mark Lilly, Gay men's literature in the twentieth century, (1993).
  • Patricia Juliana Smith, Lesbian panic: homoeroticism in modern British women's fiction, (1997).
  • Gregory Woods, Articulate Flesh - male homoeroticism and modern poetry, (1989). (Poeti statunitensi).
  • Vita Sackville-West, Louise De Salvo, Mitchell A. Leaska (a cura di), Vita Sackville-West. The letters of Vita Sackville-West to Virginia Woolf (1985).
  • Virginia Woolf, Congenial spirits. The selected letters of Virginia Woolf, a cura di Joanne Trautmann Banks, Harcourt Brace, 1991.

Arti visive

  • Jonathan Weinberg, Male desire: the homoerotic in American art (2005).
  • James M. Saslow, Pictures and passions: a history of homosexuality in the visual arts, (1999).
  • Allen Ellenzweig, The homoerotic photograph: male images, Delacroix to Mapplethorpe, (1992).
  • Thomas Waugh, Hard to imagine: gay male eroticism in photography and film from their beginnings to Stonewall, (1996).
  • Emmanuel Cooper, The sexual perspective: homosexuality and art in the last 100 years in the West, (1994).
  • Claude J. Summers (a cura di), The queer encyclopedia of the visual arts, (2004).
  • Harmony Hammond, Lesbian Art in America: A Contemporary History, (2000). (Solo opere successive al 1968).
  • Laura Doan, Fashioning Sapphism: the origins of a modern English lesbian culture (2001). (L'Inghilterra dopo la prima guerra mondiale).
  • Alessandro Bertolotti, Books of nudes, (2007).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]