Omoerotismo

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San Sebastiano di Guido Reni, Musei capitolini. L'immagine del santo martire trafitto dalle frecce è stata regolarmente descritta come omoerotica.[1]

Con la parola omoerotismo (composta dal termine greco "omoios" - "simile"; "analogo", che appare nella parola "omosessualità" - e da "erotismo"), ci si riferisce:

  1. all'amore e al desiderio fra persone dello stesso sesso, quasi sempre (ma non esclusivamente) per indicare le loro manifestazioni non esplicite (cioè, prive di rappresentazioni di rapporti sessuali o di richiami sessuali di tipo omosessuale) nelle arti visive e in letteratura.
  2. ai forti legami affettivi tra persone dello stesso sesso (anche eterosessuali) che abbiano un'intensità amorosa (addirittura fino alla gelosia) ma escludano la sessualità, come l'amicizia intima, l'amicizia amorosa, l'amicizia romantica e il cameratismo, il matrimonio bostoniano, la fratellanza di sangue ecc. L'esclusione della sessualità può comunque essere solo teorica in tutti quei casi in cui si tratti in realtà di relazioni omosessuali camuffate per essere meglio accettate da una società che le condanni. Questi legami affettivi sono stati teorizzati anche da movimenti quale i Wandervogel oppure la Gemeinschaft der Eigenen di Adolf Brand.
  3. Nell'uso inglese contemporaneo (e quindi nelle traduzioni italiane da tale lingua) il termine "homoeroticism" è però spesso usato nel significato esattamente opposto di "arte esplicitamente erotica a carattere omosessuale".
  4. Infine, alcuni autori usano "omoerotismo" come eufemismo per evitare il termine "omosessualità", da loro giudicato "troppo forte" per la presenza della parola "sessualità". Tale uso è però minoritario.

Anche se l'omoerotismo - nella sua qualità di ideale estetico, come un insieme di tradizioni artistiche e performative, in cui tali sentimenti possono essere incorporati nella cultura e quindi espressi nella società più ampia[2] - può differire dall'attrazione esplicitamente omoerotica, alcuni autori hanno citato l'ispirazione proveniente dalle esperienze personali riportate da autori antichi quali Catullo, Tibullo e Properzio nella loro poesia apertamente omoerotica[3].

Definizione e classificazioni[modifica | modifica sorgente]

In quanto espressione del desiderio affettivo-romantico-erotico diretto verso persone dello stesso sesso, così come appare in letteratura e nell'arte in generale, rinvia direttamente alla concezione di omosessualità nell'antica Grecia, in forma di pederastia greca la quale era parte integrante del tessuto sociale

La morte di Giacinto (mitologia) (1801), di Jean Broc

Psicologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine è stato creato dallo studioso di psicoanalisi tedesco Sándor Ferenczi nel 1911 con l'intento di spiegare un particolare ambito interno alla propria teoria sul narcisismo, definendolo una fase intermedia tra l'autoerotismo e l'eterosessualità; è stato in seguito usato per parlare della struttura psicologica dell'omosessualità come sintomo di nevrosi, ma oggi questo suo senso eminentemente psicoanalitico è caduto in disuso.

Per Sigmund Freud piuttosto che essere una questione riguardante solo una minoranza di uomini che s'identificano come omosessuali, l'omoerotismo è invece parte della stessa formazione di tutti gli uomini come soggetti umani e attori sociali[4].

Sociologia[modifica | modifica sorgente]

Incorporato in sociologia per descrivere la tensione erotica presente tra individui dello stesso sesso, ma senza alcuna implicazione sessuale.

Omoerotismo volontario o involontario[modifica | modifica sorgente]

L'omoerotismo può essere presente in un'opera d'arte in modo volontario o involontario.

L'omoerotismo volontario può essere a sua volta:

  • il risultato di una scelta deliberata da parte di un autore omosessuale, che però sceglie di non affrontare apertamente il tema omosessuale per una varietà di motivi (leggi che lo proibiscono, motivi morali o religiosi, timore di ritorsioni, censura, ecc.). In questo caso è legittimo leggere nel contesto di produzione l'opera per verificare se essa non esprima, per i parametri dell'epoca, i sentimenti e l'attrazione fra persone dello stesso sesso in modo più intenso e in qualche modo "insolito" rispetto al contesto di produzione. "Amicizia spirituale" o "amicizia amorosa", "amicizia intima", "affetto", "cameratismo", "affinità" e quant'altro, possono essere in questi casi trasparenti metafore per descrivere l'amore omosessuale in modo socialmente accettabile (e soprattutto non condannabile per legge).
  • Il risultato di una scelta deliberata da parte di un autore non omosessuale, nei periodi nei quali un grande artista o movimento artistico dalla forte sensibilità omoerotica abbia imposto come accettabile, nell'arte di tale periodo, l'omoerotismo. Come esempio si può citare l'estetica neoclassica, che recupera dall'antichità greca l'apprezzamento della bellezza del corpo nudo maschile, o l'accademismo ottocentesco che si rifà a tale filone, o il caravaggismo, o il Rinascimento italiano subito prima della Controriforma. In tali contesti, l'omoerotismo è per così dire "ambientale" e non rivela necessariamente preferenze dell'autore, anche se poi in periodi come questi abbondano gli artisti omosessuali che approfittano del clima più tollerante per esprimere in modo più aperto le loro preferenze.
  • Parlando di artisti del passato, un risultato estraneo alle intenzioni dell'autore, che intendeva solo esprimere deliberatamente sentimenti che per la sua epoca o per la sua cultura non erano connotati in senso omosessuale, anche se possono apparire tali alla nostra epoca e alle nostre convenzioni sociali. Quale esempio possiamo prendere le società arabe contemporanee, nelle quali tenersi per mano per strada fra due amici è un atto socialmente normale, totalmente privo di implicazioni erotiche, mentre nella cultura occidentale è un chiaro gesto che esprime intimità affettiva. Occorre quindi fare attenzione a non leggere un'opera d'arte proveniente da questo contesto, che rappresentasse una scena di questo tipo, attraverso la griglia interpretativa del nostro tempo. Gli stessi gesti, in contesti sociali e storici diversi, possono avere o non avere affatto valenza omoerotica / omosessuale. Ovviamente vale anche il principio inverso: oggi può facilmente sfuggire all'osservatore non specialista il significato di gesti che nell'antichità o in un contesto dato hanno avuto o hanno un chiaro significato di seduzione/supplica o d'intimità anche erotica (per esempio: carezzare il mento (upochorizein), anche solo sfiorandolo o appoggiando la punta delle dita, nell'arte greca).
George Rennie, Cupid Rekindling the Torch of Hymen

L'omoerotismo involontario si può avere invece nel caso in cui un artista ha scelto di negare l'espressione i propri desideri affettivi ed erotici per persone dello stesso sesso, non intende renderli pubblici, non desidera che essi traspaiano nelle sue opere, non intende esprimersi direttamente sui temi dell'amore e dell'attaccamento e dell'attrazione fisica fra persone dello stesso sesso.
Di solito queste strategie sono relativamente (anche se di rado totalmente) efficaci nell'epoca dell'artista in questione; tuttavia in una prospettiva successiva, avendo una visione d'insieme dell'arte di un periodo storico, è possibile notare (a volte con estrema chiarezza) slanci, commozioni, turbamenti, debolezze di un artista ogni volta che si avvicini alla bellezza e all'intimità fra o con persone del suo stesso sesso, che possono raggiungere un'intensità omoerotica, nonostante le intenzioni originali dell'autore.
Si può avere anche il caso di artisti che alternano in fasi diverse della loro produzione un atteggiamento volontario ed uno involontario, che ovviamente di solito è molto meno marcato; come esempio si può prendere Guido Reni, che inizia con opere connotate da forte omoerotismo esplicito (il suo San Sebastiano è addirittura usato come icona masturbatoria da Yukio Mishima nel suo Confessioni di una maschera), sul filone caravaggesco, ma che dopo la conversione religiosa si dedica a soggetti devozionali, nei quali l'attenzione omoerotica traspare solo episodicamente, raggelata, e sicuramente contro la volontà dell'autore.
Viceversa, si dà il caso di artisti che dopo inizi timidi e poco espliciti, hanno maturato una ricerca deliberata di risultati di tipo omoerotico in una fase successiva della loro arte.

Differenza dalla pornografia[modifica | modifica sorgente]

L'arte omoerotica è solitamente impercettibile e contiene una "carica emotiva"; che è il fattore principale che la distingue dalla pornografia che invece involve atti sessuali espliciti. Per questo spesso l'omoerotismo può sfuggire alla censura. Il materiale omoerotico può, nonostante tutto, essere più potente della pornografia, dato che spesso è richiesta dell'immaginazione per renderli esplicitamente eccitanti.

Attribuzione dell'omoerotismo da parte dei critici[modifica | modifica sorgente]

Qualche volta i critici rilevano omoerotismo nelle opere d'arte, anche quando l'autore avrebbe probabilmente negato la presenza di tale argomento. Comunque, può ancora essere valido etichettare l'opera come parte della tradizione dell'omoerotismo; poiché l'opera può avere risvegliato tali sentimenti nella parte omosessuale del pubblico, ed un'influenze sulla produzione artistica futura.

Maschio nudo disteso, di Aleksander Lesser (1837), Museo nazionale di Varsavia. Il dipinto è stato esposto alla mostra temporanea di arte omoerotica Ars Homo Erotica.

Omoerotismo nelle arti[modifica | modifica sorgente]

L'omoerotismo è principalmente apprezzato per la sua qualità di stimolo ed ispirazione nell'espressione artistica delle arti visive, della letteratura e delle arti performative; caratterizzato per la rappresentazione del desiderio omosessuale nella sua forma più emotiva e naturale, frequentemente evocando scene di forte sensualità ed erotismo e che coinvolgono temi quali il nudo artistico, il nudo maschile nella fotografia, l'arte erotica, la letteratura erotica e il film erotico[5][6].

Dopo aver dato un ampio contributo allo sviluppo della arte antica, dalla scultura greca alla poesia greco-latina, l'omoerotismo scompare quasi del tutto in epoca medioevale, a causa della criminalizzazione politica dell'omosessualità e delle sue espressioni più pratiche,come la sodomia; risorge con le maggiori opere d'arte del rinascimento italiano.

Quando venne chiesto in tribunale ad Oscar Wilde, processato per sodomia dopo esser stato accusato in tal senso dal padre del suo giovane amante, cosa fosse quest'amore di cui tanto parlava, rispose con una delle più alte dichiarazioni omoerotiche mai espresse:

« L'amore che non osa dire il suo nome è il grande affetto che prova un uomo adulto nei confronti di uno più giovane, così come è successo tra Davide e Gionata; è quello di cui Platone ha fatto la base di tutta la sua filosofia ed è l'amore che si trova nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare. Quell'affetto profondo che è tanto puro quanto perfetto. Esso ispira e pervade grandi opere d'arte come quelle di Shakespeare e Michelangelo... questo è molto frainteso nel nostro secolo, così frainteso che è descritto come l'amore che non osa dire il suo nome, e proprio per questo motivo oggi sono proprio dove mi trovo. E 'bello, è raffinato, è la forma più nobile di affetto. Non c'è nulla di innaturale in esso. Fortemente intellettuale, è sempre esistito tra un uomo anziano e un giovane uomo, quando l'anziano ha l'intelletto, e il più giovane ha tutta la gioia, la speranza ed il fascino della vita davanti a lui. Così dovrebbe essere, ma il mondo non capisce. Il mondo lo schernisce e talvolta lo mette uno alla gogna per questo. »
Henri Toulouse-Lautrec (1864-1901): Le due amanti, 1894-5.

Nelle arti visive[modifica | modifica sorgente]

Gli esempi di omoerotismo maschile nelle arti visive vanno di pari passo con le epoche storiche: le ceramiche dell'antica Grecia e le anfore di vino dell'antica Roma (la Coppa Warren) illustrano questo sentimento fin dall'antichità classica.

Nella scultura[modifica | modifica sorgente]

In pittura[modifica | modifica sorgente]

Molti artisti del Rinascimento italiano hanno immesso una forte componente omoerotica nelle proprie opere; l'apprezzamento del corpo maschile è stato identificato dalla critica come una delle qualità fondamentali dell'intero lavoro artistico di Leonardo Da Vinci e Michelangelo Buonarroti.

Un'immaginario sessuale più esplicito si è verificato con lo stile del manierismo e del tenebrismo dei secoli XVI-XVII, in particolare in artisti quali Agnolo Bronzino, Carlo Saraceni e Michelangelo Merisi da Caravaggio; i quadri di quest'ultimo sono stati inoltre a volte severamente criticati dalla Chiesa cattolica[7].

Molti dipinti storici del XIX secolo di personaggi classici come ad esempio Giacinto, Ganimede e Narciso possono anche essere interpretati come omoerotici; l'opera di artisti del tardo '800 (come Thomas Eakins, Eugene Jansson, Henry Scott Tuke, Aubrey Beardsley e Magnus Enckell); fino a giungere alle opere moderne di autori come Yannis Tsarouchis, Paul Cadmus e Gilbert & George.

La natura omoerotica traspare potentemente in alcuni quadri di Édouard-Henri Avril e Frédéric Bazille oltre che nel discepolo di Caravaggio Battistello Caracciolo, fino a giungere ai dipinti di Gustave Courtois e John Singer Sargent.

Nel disegno[modifica | modifica sorgente]

Si sono cimentati nel campo del disegno omoerotico molti artisti: Sergueï Eisenstein, Charles Demuth, Jean Cocteau, George Quaintance, Roland Caillaux, Jean Boullet, Tom of Finland, Joe Phillips e Sven de Rennes.

Nel continente asiatico l'erotismo tutto maschile ha anche le sue radici nella tradizione giapponese degli shunga (una forma di arte erotica); questa ha contribuito ad influenzare anche vari artisti giapponesi contemporanei, come ad esempio Tamotsu Yato (nel campo della fotografia artista), Sadao Hasegawa (pittore) e Gengoroh Tagame (artista di manga).

In fotografia[modifica | modifica sorgente]

Anche la fotografia d'arte di Wilhelm von Gloeden, David Hockney, Will McBride, Robert Mapplethorpe, Pierre et Gilles, Bernard Faucon, Anthony Goicolea ha dato un forte contributo; Mapplethorpe e McBride in particolare hanno contribuito a rompere le barriere della censura nelle gallerie d'arte e sfidando le norme di legge sull'argomento.

James Bidgood e Arthur Tress sono stati tra i pionieri degli anni '60 in questo campo, spostando radicalmente la fotografia omoerotica da una forma semplicemente documentaristica verso aree più selezionate e raffinate vicine al surrealismo.

Tra i più importanti creatori di foto omoerotiche abbiamo Thomas Eakins, il tedesco Guglielmo Plüschow assieme al cugino succitato Wilhelm von Gloeden, Fred Holland Day, Carl Van Vechten, George Platt Lynes, Herbert List, Raymond Voinquel, Cecil Beaton, Bernard Faucon, Bob Mizer, Horst P. Horst, Ken Haak, James Bidgood, Patrick Sarfati, Daniel Hernández, Raymond Carrance, Herb Ritts, Duane Michals, Tom Bianchi, Bruce Weber, Rotimi Fani-Kayode, Jeff Palmer, Walter Pfeiffer, Hamish Buchanan, Alain Fleig e per finire Tony Patrioli.

Nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Poesia[modifica | modifica sorgente]

Vi è anche una forte tradizione di omoerotismo nella poesia. Esempio maggiore in tal senso nell'ambito del canone occidentale è quello costituito dai Sonetti del drammaturgo elisabettiano inglese William Shakespeare: anche se alcuni critici si sono sforzati di preservare la cosiddetta "credibilità letteraria" di Shakespeare negando la sua presunta omosessualità, nessuno ha potuto mai contestare il fatto che la maggior parte dei sonetti riguardano esplicitamente la poesia d'amore rivolta da un maschio ad un altro maschio.
L'unico altro artista rinascimentale a cimentarsi in versi omoerotici scritti in lingua inglese è stato Richard Barnfield il quale in "The Affectionate Shepherd" e "Cynthia" ha scritto poesie abbastanza esplicite; proprio la poesia di Barnfield, inoltre, è ora ampiamente accettata come esser stata una delle fonti d'ispirazione ed aver avuto grande influenza su Shakespeare[8].

La tradizione poetica omoerotica appartiene a molti dei più grandi autori della storia della letteratura come Abu Nuwas, Walt Whitman, Federico García Lorca e Luis Cernuda, Wystan Hugh Auden, Fernando Pessoa (nella persona del suo alter ego Álvaro de Campos) e Konstantinos Kavafis, Pier Paolo Pasolini e Sandro Penna, Jean Genet e Jean Senac, Allen Ginsberg.

L'opera drammaturgica di Christopher Marlowe, la letteratura di Virginia Woolf, i poemetti osceni di Arthur Rimbaud, Sodoma e Gomorra di Marcel Proust, l'intera opera di André Gide, Michel Foucault e Roland Barthes sono intrise di omoerotismo.

Nel mondo di lingua spagnola e portoghese ci sono Raul Pompeia, Alvares de Azevedo, Olavo Bilaspur, Mário de Andrade e Carlos Drummond de Andrade, Clarice Lispector, Caio Fernando Abreu, John Silverio Trevisan, Lygia Fagundes Telles e Mário de Sá Carneiro.

Non si può non citare Oscar Wilde, condannato a due anni di reclusione ai lavori forzati dopo esser stato accusato di sodomia a causa del suo intenso rapporto erotico con l'allora ventenne lord Alfred Douglas. Da questa esperienza ne trasse il De profundis (Oscar Wilde), lunga lettera di contenuto omoerotico rivolta proprio al giovane amante ed in cui racconta la storia dei propri sentimenti nei suoi confronti e La ballata del carcere di Reading ove amaramente constata che "Eppure ogni uomo uccide ciò che più ama".

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del XVII-XVIII secolo fa la sua apparizione il romanzo libertino il quale usa, tra gli altri, anche il sentimento omoerotico per provare le sue tesi filosofiche anticlericali. Dopo Sodom, or the Quintessence of Debauchery (1684), prima piece teatrale della storia a contenuto apertamente omosessuale ed attribuita all'autore libertino John Wilmot, abbiamo il classico della letteratura erotica Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere (1748) di John Cleland che descrive senza alcun falso pudore le relazioni amorose omosessuali sia femminili che maschili, fino a giungere all'estremo sadismo coinvolgente la totalità dell' orientamento sessuale rappresentato da Le 120 giornate di Sodoma (1785) del marchese de Sade[9].

La raccolta di poesie d'amore Le canzoni di Bilitis (1894) di Pierre Louÿs è altamente rappresentativa dell'arte omoerotica contemporanea, perché vegono copiati gli stili lirici della poetessa Saffo, icona dell'omoerotismo antico. Alcune opere omoerotiche del XIX secolo includono: Lesbia Brandon (1859-1868) di Algernon Charles Swinburne, I peccati dei città della pianura (1881) e Teleny, o Il rovescio della medaglia (1893).

All'interno della corrente modernista apparvero vari autori che iniziarono per la prima volta a descrivere la realtà del sentimento amoroso e del desiderio omosessuale, questo nella letteratura a più ampia diffusione: Claudine a scuola, di Colette, "Gestern und Heute" di Christa Winsloe e l'autobiografico Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall sono alcuni di questi, divenuti subito tutti e tre dei classici della letteratura a tematica lesbica. Altre due autrici che hanno incentrato la loro poetica sull'omoerotismo femminile sono state Katherine Bradley e Virginia Woolf.

Uno dei romanzi più fortemente omoerotici della letteratura moderna è sicuramente La morte a Venezia (1911) di Thomas Mann, che narra la vicenda di un uomo che s'innamora perdutamente di un adolescente fino al punto di morirne, in uno stile che ricalca alla perfezione quello della pederastia antica. Lo stesso autore tedesco ha poi pubblicato nel 1925 un breve testo intitolato "Über die Ehe" (Sul matrimonio) in cui afferma che l'omoerotismo appartiene al campo dell'estetica, mentre l'eterosessualità è prosaica[10].

Scritto nel 1914, ma pubblicato solo nel 1971 postumo, Maurice di Edward Morgan Forster, rappresenta una pietra miliare della letteratura omosessuale, essendo il primo libro moderno che racconta una storia di forte sentimento amoroso tra due giovani uomini che non finisce in maniera tragica: dopo essere stato iniziato ai tempi della scuola da un compagno di corsi, il protagonista non tradisce il proprio sentimento omoerotico nonostante le forti pressioni che gli provengono dall'esterno, finendo col trovare la felicità assieme ad un giovane del popolo.

Le amicizie particolari (1944) di Roger Peyrefitte racconta una vicenda di tensione omoerotica tra due ragazzini che convivono assieme in un collegio religioso.

Amado mio di Pier Paolo Pasolini, scritto durante gli anni di guerra in forma parzialmente diaristica e pubblicato postumo nel 1982, rappresenta forse una delle dichiarazioni più alte di omoerotismo nella narrativa, con la descrizione del rapporto d'amore che unisce un giovane maestro e il suo alunno poco più che adolescente.

Confessioni di una maschera, primo romanzo di successo dello scrittore giapponese Yukio Mishima e parzialmente autobiografico, accenna ad un episodio omoerotico quando descrive il ragazzino appena adolescente che impara l'arte della masturbazione osservando con attenzione una riproduzione del S Sebastiano di Guido Reni; anche l'amicizia romantica che intrattiene con un compagno di classe più grande ha una connotazione omoerotica. Tutto il romanzo successivo dell'autore nipponico, Colori proibiti (禁色, Kinjiki) (1951-53), è anch'esso intriso di omoerotismo artistico.

Memorie di Adriano (1951) di Marguerite Yourcenar contiene una forte componente omoerotica, soprattutto quando descrive l'incontro ed il successivo rapporto amoroso intercorso tra l'imperatore romano del II secolo Publio Elio Traiano Adriano e l'adolescente efebo Antinoo

Ernesto di Umberto Saba, scritto nel 1953 ma pubblicato postumo solo nel 1975, è la sincera ed ingenua confessione di un ragazzino che si trova a sperimentare, a poco tempo di distanza l'uno dall'altra, sia la passione amorosa nei confronti delle donne (in questo caso una prostituta) che quella verso gli uomini (un operaio trentenne che lavora per la ditta del padre).

Il ragazzo persiano (1972), romanzo storico di Mary Renault narra la vita del giovane schiavo persiano Bagoas, raccontando in prima persona il suo incontro con Alessandro Magno ed il fortissimo legame emotivo che il re dei macedoni instaurò con l'eunuco adolescente durante il suo viaggio fino ai confini del mondo.

Oltre a questi, nella letteratura gay moderna l'omoerotismo è rappresentato da romanzi importanti quali Addio a Berlino (ep. "Sally Bowles", 1939) di Christopher Isherwood, Querelle de Brest (1947) di Jean Genet , La statua di sale (1948) di Gore Vidal, La camera di Giovanni (1956 ) di James Baldwin , Un giovane americano (1982) di Edmund White e La lingua perduta delle gru (1986) di David Leavitt. Nei paesi di lingua spagnola la narrativa omoerotica diventa molto popolare con scrittori come Manuel Mujica Lainez, Boris Izaguirre, Cristina Peri Rossi, Manuel Puig, José Donoso e Susana Guzner.

Nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Lesbismo erotico in un dipinto di Édouard-Henri Avril

Omoerotismo femminile[modifica | modifica sorgente]

La rappresentazione di diversi nudi femminili può avere connotazioni lesbiche, come in alcuni dipinti di Gustave Courbet o di Henri de Toulouse-Lautrec.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ glbtg: an encyclopaedia of gay, lesbian, bisexual, transgender and queer culture
  2. ^ Flood, 2007, p.307.
  3. ^ Younger, 2005, p.38.
  4. ^ According to Flood, 2007, p.308.
  5. ^ Homoerotic Definición en inglés de homoerótico en Merriam-Webster Dictionary; consultado marzo 18 de 2013
  6. ^ ISBN 1560246618.
  7. ^ John Berger, Caravaggio, Studio International, p.1983, Volume 196 Number 998.
  8. ^ Leo Daugherty, The Question of Topical Allusion in Richard Barnfield's Pastoral Verse in The Affectionate Shepherd: Celebrating Richard Barnfield, Pennsylvania, Susquehanna University Press, 2001, p. 45.
  9. ^ (EN) Angela Rene Nacol, Visions of Disorder: Sex and the French Revolution in a Suite of Erotic Drawings by Claude-Louis Desrais, 2008, ISBN 0549501037.
  10. ^ Quoted by Kontje, 2002, p.327.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Letteratura classica e medievale:

  • Murray & Roscoe, Islamic homosexualities: culture, history, and literature (1997).
  • J. W. Wright, Homoeroticism in classical Arabic literature (1997).
  • Rictor Norton, The homosexual literary tradition. (1974). (Epoca grecoromana ed Inghilterra elisabettiana).

Letteratura dopo il 1850:

  • David Leavitt, Pages passed from hand to hand: The hidden tradition of homosexual literature in English from 1748 to 1914, (1998).
  • Timothy d'Arch Smith, Love in earnest; some notes on the lives and writings of English 'Uranian' poets from 1889 to 1930, (1970).
  • Mark Lilly, Gay men's literature in the twentieth century, (1993).
  • Patricia Juliana Smith, Lesbian panic: homoeroticism in modern British women's fiction, (1997).
  • Gregory Woods, Articulate Flesh - male homoeroticism and modern poetry, (1989). (Poeti statunitensi).
  • Vita Sackville-West, Louise De Salvo, Mitchell A. Leaska (a cura di), Vita Sackville-West. The letters of Vita Sackville-West to Virginia Woolf (1985).
  • Virginia Woolf, Congenial spirits. The selected letters of Virginia Woolf, a cura di Joanne Trautmann Banks, Harcourt Brace, 1991.

Arti visive

  • Jonathan Weinberg, Male desire: the homoerotic in American art (2005).
  • James M. Saslow, Pictures and passions: a history of homosexuality in the visual arts, (1999).
  • Allen Ellenzweig, The homoerotic photograph: male images, Delacroix to Mapplethorpe, (1992).
  • Thomas Waugh, Hard to imagine: gay male eroticism in photography and film from their beginnings to Stonewall, (1996).
  • Emmanuel Cooper, The sexual perspective: homosexuality and art in the last 100 years in the West, (1994).
  • Claude J. Summers (a cura di), The queer encyclopedia of the visual arts, (2004).
  • Harmony Hammond, Lesbian Art in America: A Contemporary History, (2000). (Solo opere successive al 1968).
  • Laura Doan, Fashioning Sapphism: the origins of a modern English lesbian culture (2001). (L'Inghilterra dopo la prima guerra mondiale).
  • Alessandro Bertolotti, Books of nudes, (2007).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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