Christoph Martin Wieland

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Christoph Martin Wieland in un ritratto del 1805

Christoph Martin Wieland (Achstetten, 5 settembre 1733Weimar, 20 gennaio 1813) è stato uno scrittore, poeta, editore e traduttore illuminista tedesco.

Il monumento alla stupidità
L'asino di Biberach

Ispirandosi all'opera di Wieland sulla piazza centrale di Biberach an der Riß è stato innalzato un monumento alla stupidità umana rappresentata dalla statua di un asino composto da corpi umani con questa iscrizione: «"Il processo per l’ombra dell’asino" - Questo "monumento" s’ispira al primo romanzo satirico scritto in lingua tedesca: "Storia degli Abderiti" (1781).Christoph Martin Wieland (1733 - 1813) - figlio di una vecchia famiglia di Biberach e autore più letto del suo tempo - descrive in questo romanzo il processo assurdo che è stato intentato per l’ombra di un asino e che ha quasi scatenato la guerra civile nella città fiorente di Abdera. Abdera è dappertutto, dice Wieland, ma innegabilmente questa storia porta il colore locale di Biberach. Nei negozi vicini c'è una descrizione dettagliata. I cittadini e le imprese seguenti hanno contribuito alla creazione di questo monumento: [Segue l'elenco degli sponsor ufficiali] e altri cittadini che non desiderano essere menzionati.»

Una delle opere più conosciute di Wieland fu La storia degli Abderiti (Die Geschichte der Abderiten, Leipzig 1774),(cfr.Gli Abderiti, Utet 1982) rielaborata in una seconda edizione nel 1781. Wieland può essere considerato il primo scrittore tedesco di una moderata satira politica critica del potere politico della Germania del suo tempo.
Nel libro Wieland infatti narrava dell'incredibile processo che fu tenuto in Abdera per l'ombra di un asino per il quale poco mancò che nella città ne nascesse una furiosa guerra intestina. Si metteva in luce quindi l'insano comportamento degli uomini e delle loro folli vicende storiche.

Fu iniziato alla Massoneria il 4 aprile del 1809 nella loggia di Weimar Amalia zu den drei Rosen dall'amico massone Johann Wolfgang Goethe, il quale compose e lesse l'elogio funebre nel Tempio Massonico in occasione della morte.[1]

Importante l'influenza del credo massonico di Wieland sul pensiero e la musica di Wolfgang Amadeus Mozart[2], anche lui affiliato con il padre alla massoneria. Verso il 1780, Wieland aveva pubblicato una raccolta di racconti fantastici tra cui si trovava quel Lulu o il Flauto magico, scritto da August Jacob Liebeskind genero dello stesso Wieland, che fu musicato da Mozart nel 1791 e dove compaiono chiari elementi tratti dalla mistica massonica.[3]

Wieland, pur senza creare una scuola letteraria nel vero senso della parola, ebbe una notevole influenza sulla letteratura tedesca della sua epoca, al pari del contemporaneo Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781) anche lui importante esponente dell'Illuminismo letterario e filosofico tedesco.



Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Zwölf moralische Briefe in Versen, Heilbronn 1752.
  • Der Sieg der Natur über die Schwärmerei oder die Abenteuer des Don Sylvio von Rosalva, Ulm 1764.
  • Geschichte des Agathon, Frankfurt & Leipzig, Zürich, 1766/1767
  • Musarion, oder die Philosophie der Grazien, Leipzig 1768.
  • Idris und Zenide, Leipzig 1768.
  • Nadine, Leipzig 1769.
  • Combabus, Leipzig 1770.
  • Die Grazien, Leipzig 1770.
  • ΣΩΚΡΑΤΗΣ ΜΑΙΝΟΜΕΝΟΣ oder die Dialogen des Diogenes von Sinope, Leipzig 1770
  • Der neue Amadis, Leipzig 1771.
  • Der goldene Spiegel, oder die Könige von Scheschian, Leipzig 1772.
  • Die Geschichte der Abderiten, Leipzig 1774
  • Oberon, Weimar 1780.
  • Dschinnistan, 3 vols., Winterthur 1786-1789
  • Aristipp und einige seiner Zeitgenossen, 4 vols., Leipzig: Göschen 1800-1802

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Christoph Martin Wieland, Le Grazie. Poemetto., trad. di Domenico Gazzadi, 1835
  • id., Storia degli Abderiti, a cura di Fabrizio Cicoira, UTET, Torino, 1982
  • id., Oberon. Poema eroico romantico in 12 canti. Traduzione di Elena Croce", testo tedesco a fronte, Introduzione di Italo Alighiero Chiusano, Collana Classici, Rizzoli, Milano, 1993 ISBN 978-88-17-18715-2
  • id., Menandro e Glicera, a cura di G. Cermelli, Collana Poiesis e critica mitica n.25, ETS, 1998 ISBN 978-88-46-70111-4
  • id., La pietra filosofale ovvero Sylvester e Rosine, trad. G. Cermelli, Collana Margini n.68, Nuovi Equilibri, 2006 ISBN 978-88-72-26909-1
  • Alcesti: variazioni sul mito, a cura di Maria Pattoni, Marsilio, Venezia, 2006
  • id., Pensieri sugli ideali degli antichi, a cura di M. Cardelli, Collana Mnemosine n.5, Le Càriti Editore, 2009 ISBN 978-88-87-65748-7
  • id., Lettere a un giovane poeta, a cura di M. Cardelli, Collana Als Ob n.1, Cardelli, 2010 ISBN 978-88-90-20262-9
  • id., La festa delle Grazie. Nella versione di Carlo Antonio Gambara. A cura di M. Cardelli, Collana Cleta n.3, Le Càriti Editore, 2011 ISBN 978-88-87-65777-7
  • id., Musarion ovvero la filosofia delle Grazie. Con uno scritto di J.W. Goethe, a cura di R. Pettoello, Collana Il pellicano rosso. Nuova serie n.153, Morcelliana, Brescia, 2012 ISBN 978-88-37-22579-7
  • id., Jinnistan. Una raccolta di fiabe dal regno delle fate e dei geni, a cura di R. Gambino, Collana Wunderkammer.Icone n.5, Bonanno, 2013 ISBN 978-88-77-96973-6

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Cuccia, Dieci tavole architettoniche sulla massoneria, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2005, p.370.
  2. ^ Sui rapporti Wieland-Mozart vedi Lidia Bramani, Mozart massone e rivoluzionario, Pearson Italia S.p.a., 2005
  3. ^ «Considerazioni sul Flauto magico» di Fabrizio Alfieri

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