Klaus Mann

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Klaus Mann, soldato in Italia nel 1944.

Klaus Mann (Monaco di Baviera, 18 novembre 1906Cannes, 21 maggio 1949) è stato uno scrittore tedesco. Conosciuto anche per la sua attività di antifascista, è stato autore di romanzi, novelle, drammi e saggi.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Klaus era il figlio secondogenito di Thomas Mann (1875-1955) e quindi fratello di Erika Mann. Iniziò a scrivere racconti nel 1924 e nell'anno successivo divenne critico teatrale per un quotidiano di Berlino.

Le sue prime opere letterarie furono edite entrambe nel 1925, una di esse era Der fromme Tanz (trad. it.: La pia danza, Gammalibri, Milano 1983), una descrizione autobiografica, insolitamente franca, della Berlino omosessuale degli anni del dopoguerra.

La prima giovinezza di Klaus Mann fu tormentata: la sua omosessualità dichiarata lo rese spesso bersaglio del pregiudizio, ed oltre a ciò ebbe un rapporto difficile col padre, che aveva poco rispetto di lui, anche per le scelte del figlio sulla comune condizione omosessuale, che erano diametralmente opposte a quelle che aveva fatto lui stesso.

Oltre a ciò, ovviamente, il nome e la figura del padre incombettero sempre come un termine di paragone schiacciante da cui né lui, né la sorella Erika riuscirono mai a liberarsi, nonostante gli autentici meriti letterari del loro lavoro.

Klaus (la cui madre era ebrea) lasciò la Germania nel 1933 trasferendosi ad Amsterdam. Divenne poi cittadino della Cecoslovacchia, essendo stato privato della cittadinanza tedesca dal regime nazista.

Nel 1936 Klaus emigrò negli USA, stabilendosi a Princeton, nel New Jersey, e poi a New York. Divenne cittadino statunitense nel 1943.

Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell'esercito degli Usa e fu membro del corpo speciale dei Ritchie Boys.

Klaus Mann morì suicida, per overdose di barbiturici, a Cannes. È sepolto al cimetière du Grand Jas.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo più famoso di Klaus Mann è Mephisto, scritto nel 1936 e pubblicato ad Amsterdam. Si tratta del ritratto a malapena celato del suo ex cognato, l'attore Gustaf Gründgens. Uno scandalo letterario rese celebre l'opera, sia pure solo a titolo postumo, nella Germania Ovest, quando il figlio adottivo di Gründgrens intentò causa per proibirne la ristampa dopo la prima edizione tedesca negli anni sessanta. Dopo una battaglia legale durata sette anni, la Suprema Corte tedesca bandì l'opera con un voto di tre contro tre. Dal romanzo è stato anche tratto un film dallo stesso titolo.

Inoltre Der Vulkan (Il vulcano) è uno dei più celebri romanzi sulla generazione degli esiliati tedeschi prima e durante la Seconda guerra mondiale.

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Postumo:

  • Tagebücher 1931-1949, München 1989–1991, 6 voll. (diari, a cura di Joachim Heimannsberg). Trad. it. parziale come: La peste bruna: diari 1931-1935, Editori riuniti, Roma 1998 ISBN 88-359-4565-8

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriele Lenzi, Klaus Mann: il romanzo di un'utopia (in appendice: Omosessualità e fascismo, di Klaus Mann), Centro di Documentazione Il Cassero, Bologna 1990.
  • Klaus Mann - Eduard Bargheer: due esuli tedeschi nella Firenze liberata 1944-1945: una mostra per il 60. anniversario della Resistenza e della liberazione in Toscana (Firenze, Palazzo Vecchio, 5 ottobre-29 ottobre 2004) (catalogo), Eduard Bargheer-Nachlasz, Amburgo 2004, 47 pp.
  • (DE) Ursula Hummel ed Eva Chrambach, Klaus und Erika Mann. Bilder und Dokumente, München 1990.
  • (DE) Uwe Naumann, Klaus Mann, Reinbek 1996.
  • (DE) Uwe Naumann (a cura di), "Ruhe gibt es nicht bis zum Schluß". Klaus Mann (1909-1949) Bilder und Dokumente.
  • (DE) Harald Neumann, Klaus Mann. Eine Psychobiographie.
  • (DE) Nicole Schaenzler, Klaus Mann. Eine Biographie.
  • (DE) Armin Strohmeyr, Klaus und Erika Mann. Eine Biographie, Leipzig 2004.
  • (DE) Sabine Walter (a cura di), "Wir sind so jung - so sonderbar" (Klaus Mann und die Hamburger Kammerspiele).
  • (DE) Bernd A. Weil, Klaus Mann: Leben und literarisches Werk im Exil.
  • (DE) Andrea Weiss, Flucht ins Leben. Die Erika und Klaus Mann-Story.

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