Gottfried Keller

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Keller nel 1860

Gottfried Keller (Zurigo, 19 luglio 1819Zurigo, 15 luglio 1890) è stato uno scrittore e poeta svizzero.

È considerato il massimo esponente della letteratura del suo paese, una sorta di mito nazionale[senza fonte]. La sua opera si può inquadrare nel filone del realismo borghese.

Era figlio di Rudolf Keller, un tornitore idealista e filantropo, di grande coerenza morale e di idee politiche molto avanzate, e di Elisabeth Scheuchzer, donna rigorosa ed economa. Nel 1822 nacque la sorella Regula.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da bambino ricevette dalla madre un'educazione puritana molto rigida. Suo padre morì quando egli aveva cinque anni. Da quel momento in poi la famiglia visse in regime di ristrettezze economiche; la madre si sposò nuovamente, per poi divorziare nel 1834. Questo evento lasciò una traccia profonda nel giovane Keller.

Keller trascorse la giovinezza tra povertà ed emarginazione. Spirito ribelle, nel 1833 s'iscrisse alla scuola professionale del Cantone, ma dopo solo un anno venne espulso con l'accusa di aver istigato una sommossa degli studenti. L'accusa, che si sarebbe rivelata ingiusta, accrebbe in lui il carattere scontroso e lo spinse ad abbandonare gli studi in favore della pittura. Prese lezioni dal paesaggista Peter Steiger prima e del tedesco Rudolf Mayer poi, con esiti modesti ed imponendo alla famiglia sacrifici per il mantenimento, fino al 1838, anno in cui Mayer impazzì e Gottfried iniziò a scrivere le sue prime liriche.

Nel 1840, grazie ad un piccolo lascito, intraprese un viaggio a Monaco: fu un periodo scapigliato in cui l'artista fu oppresso dai debiti e costretto a chiedere costantemente denaro alla madre. Due anni dopo, non avendo conseguito risultati per lui apprezzabili, decise di rientrare a Zurigo e diventare scrittore. Fu un momento di depressione e crisi, che traspare nella prima stesura del romanzo autobiografico Enrico il verde (Der grünen Heinrich), che diverrà la sua opera più conosciuta. Gli anni quaranta furono un periodo di lotte politiche progressiste (per poi assestarsi su posizioni liberali) ed amori infelici (Luise Rieder, Johanna Kapp e Betty Tendering).

Nel 1848 le autorità cantonali gli conferirono un primo sussidio che gli permise di recarsi ad Heidelberg, dove conobbe il filosofo Feuerbach; in lui avvenne una vera e propria rivoluzione che lo portò alla conversione religiosa.

I primi anni cinquanta, grazie ad un secondo sussidio che gli permise il trasferimento a Berlino, furono i più prolifici dal punto di vista letterario, soprattutto per la produzione prosastica. Nacquero gli abbozzi per Sette leggende (Sieben Legenden), Epigramma (Das Sinngedicht) e le Novelle zurighesi (Züricher Novellen). Nel 1851 l'editore Wierveg pubblicò le Nuove Poesie (Neuere Gedichte). Rientrò a Zurigo nel 1855, dove, ancora mantenuto dalla famiglia, continuò l'attività di scrittore e mantenne i contatti con diverse personalità intellettuali dell'epoca (Wagner, Heise, Semper). Nel 1856 uscì il primo volume della Gente di Seldwyla, contenente il racconto che molti considerano il suo capolavoro: Romeo e Giulietta nel villaggio (Romeo und Julia auf dem Dorfe).

Il 14 settembre 1861 venne nominato primo cancelliere della città di Zurigo, nonostante alcune opposizioni interne. Dopo anni di disagi raggiunse finalmente prestigio e sicurezza economica, ricoprì il suo incarico in maniera esemplare fino al 1876 quando decise di dimettersi. Nel frattempo morirono la madre (1864) e la sorella (1888), che aveva gestito il patrimonio familiare con molta parsimonia.

Ormai la sua figura era riconosciuta ed apprezzata, come dimostrano i festeggiamenti in pompa magna per il suo cinquantesimo e settantesimo compleanno e la laurea honoris causa in filosofia conferitagli dall'università di Zurigo nel 1869.

Morì il 15 luglio 1890 e gli vennero tributati funerali solenni.

Nel 1921 fu creato dalla Fondazione Martin Bodmer il Premio Gottfried Keller, che viene attribuito ogni tre anni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1846: Gedichte
  • 1851: Neuere Gedichte
  • 1853-55: Der grüne Heinrich, (Enrico il verde) prima stesura del romanzo
  • 1856: Die Leute von Seldwyla, (La gente di Seldwyla) parte I del ciclo di novelle con i racconti:
    • Pankraz, der Schmoller
    • Romeo und Julia auf dem Dorfe
    • Frau Regel Amrain und ihr Jüngster
    • Die drei gerechten Kammacher
    • Spiegel, das Kätzchen. Ein Märchen
  • 1872: Sieben Legenden, ciclo di novelle
  • 1873-74: Die Leute von Seldwyla, parte I del ciclo immutata, parte II con i racconti:
    • Kleider machen Leute
    • Der Schmied seines Glückes
    • Die mißbrauchten Liebesbriefe
    • Dietegen
    • Das verlorene Lachen
  • 1877: Züricher Novellen, (Novelle zurighesi) ciclo di novelle con i racconti:
    • Hadlaub
    • Der Narr auf Manegg
    • Der Landvogt von Greifensee
    • Das Fähnlein der sieben Aufrechten
    • Ursula
  • 1879-80: Der grüne Heinrich, definitiva stesura del romanzo
  • 1881: Das Sinngedicht, ciclo di novelle
  • 1883: Gesammelten Gedichte
  • 1886: Martin Salander, romanzo
  • 1889: Gesammelte Werke, in dieci volumi

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Tutte le novelle (in 2 volumi), trad. it. di L. Mazzucchetti, A. Rho, e G. Ruschena, Adelphi (Collana Classici), 1963-1964 (rist. nella collana Gli Adelphi, 2013)
  • Enrico il verde, trad. it. di L. Vincenti, Einaudi (collana Einaudi tascabili), 1992
  • Romeo e Giulietta al villaggio, trad. it. di P. Capriolo, Einaudi (collana Scrittori tradotti da scrittori), 1994.
  • Romeo e Giulietta nel villaggio. Testo tedesco a fronte, a cura di Azzone Zweifel A. R., Marsilio (collana Letteratura universale. Gli elfi), 2003.
  • Sette leggende. Testo tedesco a fronte, a cura di Azzone Zweifel A. R., Marsilio (collana Letteratura universale. Gli elfi), 2003.
  • Romeo e Giulietta nel villaggio, trad. di L. Mazzucchetti, SE (collana Piccola enciclopedia), 2004.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle sue opere sono stati tratti alcuni adattamenti cinematografici:

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 102319551 LCCN: n80035887