Georg Heym

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Georg Heym

Georg Heym (Hirschberg, 30 ottobre 1887Berlino, 16 gennaio 1912) è stato uno scrittore tedesco e soprattutto uno dei più importanti poeti del primo espressionismo tedesco.

Biografia e opere[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un avvocato nacque nella Slesia allora appartenente all'Impero Germanico in una famiglia conservatrice e religiosa dalla quale dovette allontanarsi per poter seguire la propria vena lirica vitalistica; tutto ciò in linea con la migliore tradizione dell'espressionismo tedesco che vedeva la nuova generazione rifiutare categoricamente la società codina, bigotta e eccessivamente conservatrice dei primi del Novecento in Germania, di cui i propri genitori erano espressione. Ebbe una sorella, Gertrud che morì giovane. In quanto a lui, morì a 25 anni nel tentativo di salvare la vita all'amico Ernst Balcke che stava annegando durante una pattinata sul fiume Havel.

Nonostante la sua breve vita, Heym può essere annoverato tra i migliori lirici di lingua tedesca e senza dubbio, per la sua poesia potente e visionaria, uno dei massimi esponenti dell'espressionismo.

Intrapresi gli studi di diritto per volere del padre, Heym non li portò mai a termine per totale incompatibilità del suo carattere nei loro confronti e a causa dell'atteggiamento eccessivamente autoritario del padre. Nel suo diario leggiamo a questo proposito: "La mia natura è come imbrigliata in una camicia di forza. Il mio cervello sembra scoppiare. [...] E dunque devo riempirmi come una vecchia scrofa di queste porcherie giuridiche, è davvero da vomitare. Preferirei sputare su questo pappone piuttosto che infilarmelo in bocca. Sento invece la spinta a creare qualcosa; mi sento sano al punto di voler combinare qualcosa. Si, è proprio una schifezza!"[1]

Abbandonata dunque la casa paterna nell'inverno del 1909, Heym visse a Berlino dove frequentò assiduamente il Neuer Club, un cabaret fondato da Kurt Hiller proprio in quell'anno, che rappresentò la svolta decisiva per Heym per poter entrare nel mondo letterario e potersi dedicare alla poesia. Lì conobbe infatti molti letterati suoi contemporanei, divenne amico di Jacob Van Hoddis e iniziò a scrivere le sue poesie. Una di esse, Berlin II, pubblicata nella rivista Der Demokrat, fu notata dall'editore Rowohlt che nel 1911 pubblicò la prima raccolta di poesie di Heym dal titolo Der ewige Tag (Il giorno eterno).

Nella sua breve carriera poetica, interrotta dalla sua morte precoce, Heym ci ha lasciato circa 500 componimenti lirici di cui una parte verrà pubblicata postuma nel 1912 con il titolo di Umbra vitae. Nelle sue poesie riscontriamo una grande originalità che sotto i tratti dominanti dell'espressionismo, ci restituisce anche elementi più vicini al simbolismo e al neo-romanticismo, come ad esempio nella lirica Träumerei in hellblau (fantasticheria in azzurro).

Dell'espressionismo, Heym, oltre a condividere aspetti come l'utopia umanitaria e la visione apocalittica della realtà, incarnerà mirabilmente i due elementi caratterizzanti: la polemica generazionale e la solitudine dell'uomo nella megalopoli industriale che lo opprime e lo snatura facendolo affogare nel suo mare di cemento. Quest'ultimo tema soprattutto anticiperà quegli elementi che troveremo in film ispirati all'espressionismo tedesco come Metropolis di Fritz Lang e in racconti e romanzi del primo dopoguerra come Berlin Alexanderplatz di Döblin, in cui, come in Heym, ritroviamo la Berlino tentacolare (e più in generale qualsiasi metropoli) dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione massiccia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Heym, Georg, Umbra vitae, prefazione e traduzione di Paolo Chiarini, Torino, Einaudi, 1970. ISBN 88-06-02868-5
  • Heym, Georg, E da segrete scale, versione di Marco Zapparoli, Milano, Marcos y Marcos, 1981
  • Heym, Georg, Il ladro. Novelle, introduzione di Paolo Chiarini, versione di Andrea Schanzer, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1982
  • Heym, Georg, Canto delle torri, versione di Marco Zapparoli, Milano, Marcos y Marcos, 1983
  • Heym, Georg, Racconti e sogni, a cura di Fernanda Rosso Chioso, Napoli, Pironti, 1983
  • Heym, Georg, Ci invitarono i cortili, a cura di Claudia Ciardi, Via del Vento edizioni, dicembre 2011

In tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]
  • Der ewige Tag Rowohlt, Lipsia 1911
  • Der Kondor, 1912 edito da Kurt Hiller, contiene di Georg Heym: Berlin, Die Vorstadt, Träumerei in Hellblau, Der Blinde, Der Baum, Nach der Schlacht, Louis Capet, Die Professoren, Das Fieberspital, Ophelia
  • Der Gott der Stadt (1911)
  • Der Krieg (1911)
  • Die Stadt (1911)
  • Umbra vitae (postumo), Rowohlt, Lipsia 1912 e con 47 incisioni in legno di Ernst Ludwig Kirchner, Wolff, Monaco, 1924
  • Marathon Sonetti, postumo, Berlino-Wilmersdorf, 1914
Prosa[modifica | modifica wikitesto]
  • Der Dieb. Ein Novellenbuch, postumo, 1913, contiene: Der fünfte Oktober, Der Irre, Die Sektion, Jonathan, Das Schiff, Ein Nachmittag, Der Dieb.
Teatro[modifica | modifica wikitesto]
  • Der Feldzug nach Sizilien (1907/1908, 1910)
  • Die Hochzeit des Bartolomeo Ruggieri (1908, 1910)
  • Atlanta oder Die Angst (1910/1911)
  • Arnold von Brescia (1905-1908, incompiuto)
  • Prinz Louis Ferdinand (1907, 1909, incompiuto)
  • Iugurtha (1908, incompiuto)
  • Antonius von Athen (1908, incompiuto)
  • Spartacus (1908, incompiuto)
  • Lucius Sergius Catilina (1908, incompiuto)
  • Der Sturm auf die Bastille (1908, incompiuto)
  • Die Revolution (1908, incompiuto)
  • Der Tod des Helden (1908/1910, incompiuto)
  • Der Wahnsinn des Herostrat (1910, incompiuto)
  • Ludwig XVI. (1910, incompiuto)
  • Grifone (1909-1911, incompiuto)
  • Cenci (1911, incompiuto)
Altri scritti[modifica | modifica wikitesto]
  • Versuch einer neuen Religion (1909)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dai suoi diari Tagebücher a cura di Karl Ludwig Schneider

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiarini, Paolo, Parole nel vuoto: la lirica di Georg Heym tra Jugendstil ed Espressionismo, in: Studi germanici, 11/3, ott. 1973, pp. 273–298
  • Dammann, Gunter, Georg Heyms Gedicht "Der Krieg": Handschriften und Dokumente, Untersuchungen zur Entstehungsgeschichte und zur Rezeption, Heidelberg, Winter, 1978
  • Rolleke, Heinz, Stadt bei Stadler, Heym und Trakl, Berlino, Erich Schmidt, 1988

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