Simbolismo

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« È un tempio la Natura, dove a volte parole
escono confuse da viventi pilastri
e che l'uomo attraversa tra foreste di simboli
che gli lanciano occhiate familiari »
(Charles Baudelaire, da «Corrispondenze», Les Fleurs du Mal)

Il simbolismo è un movimento culturale sviluppatosi in Francia nel XIX secolo che si manifestò nella letteratura, nelle arti figurative e di riflesso nella musica. Sebbene manifestazioni di arte simbolista si siano avute anche prima, convenzionalmente si fa coincidere la data di nascita del Simbolismo con la pubblicazione su Le Figaro del Manifesto del Simbolismo da parte del poeta Jean Moréas (18 settembre 1886).

La morte del becchino (anni 1890) di Carlos Schwabe
Pornocrate (1896) di Félicien Rops
Giove e Semele (1896) di Gustave Moreau, Museo Gustave Moreau

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Nel decennio 1866-1876 si impose in Francia il movimento poetico del Simbolismo. La poesia dei simbolisti è antirealistica, ha come riferimento un modello astratto di compostezza classica e l’imitazione di modelli antichi. Per questi poeti l’arte deve essere incontaminata dalle problematiche sociali. A questa scuola appartenne anche Charles Baudelaire, se pure in una posizione del tutto autonoma. Egli intraprese uno stile di vita all’insegna della sregolatezza e contribuì all’elaborazione del concetto di “poesia pura”, libera da ogni preoccupazione di contenuto e di intenti civili o morali, nella quale la suggestione delle parole e dei simboli può essere oggetto di ispirazione. Ecco perché venne considerato l’iniziatore della poesia moderna.

La poetica di Baudelaire influenzò l’opera di Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé. Essi si allacciano a certi aspetti del Simbolismo:

  • La poesia è musica;
  • Il poeta non deve descrivere la realtà, ma cogliere e trasmettere le impressioni più vaghe e indefinite, suggerire emozioni e stati d’animo, penetrare l’intima essenza delle cose;
  • Bisogna utilizzare accordi musicali lievi, immagini sfumate, parole non descrittive ma evocatrici.

Esemplare incarnazione del “poeta maledetto” fu Rimbaud. Egli teorizza il linguaggio del poeta veggente i cui principi sono:

  • Il poeta deve farsi veggente, esplorare l’ignoto;
  • Il poeta si fa tale mediante un lungo e immenso disordine di tutti i sensi;
  • Il ritrovamento di cose ignote richiede forme nuove;
  • Il poeta veggente deve trovare una lingua.

L’elemento fondamentale del Simbolismo è che sotto la realtà apparente, quella percepibile con i sensi, si nasconda una realtà più profonda e misteriosa, a cui si può giungere solo per mezzo dell'intuizione poetica. La nuova generazione di poeti, quindi, manifesta la propria sfiducia nella scienza, perché incapace di penetrare nelle oscure profondità dell’animo umano e di spiegare i desideri dell’inconscio, i sogni ecc. Il poeta, invece, può penetrare ed entrare in queste realtà attraverso quell’intuizione che gli è propria. Per questi nuovi contenuti della poesia i simbolisti elaborarono un linguaggio nuovo, non più logico, ma alogico, che permetteva di portare alla luce le corrispondenze e i misteriosi legami esistenti tra le cose più diverse; questo perché la parola deve avere la capacità di comunicare le molteplici emozioni che il poeta avverte come simultanee. A tale scopo i poeti simbolisti ricorsero spesso a figure retoriche quali la metafora, l’analogia e la sinestesia.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Anche in campo musicale si sviluppa il fenomeno di un'arte sempre più sottratta al condizionamento della realtà: le suggestioni esercitate dalle composizioni di Richard Wagner (1813-1883) ne sono la dimostrazione. La sua nuova musica è contraddistinta da una morbida e dissimulata sensualità che sembra cogliere le remote radici dell'essere. Al posto degli elementi del melodramma classico viene adoperato il "canto declamato" (che in una certa misura ricorda l'antico "recitar cantando" del primo Seicento), svincolato dalle forme fisse della tradizione. L'orchestra non è più un semplice sostegno della voce ma diviene elemento sostanziale dell'azione. Particolarmente legato al Simbolismo è il suo ultimo dramma: Parsifal.

Pittura[modifica | modifica sorgente]

Trittico delle Alpi: Morte (1898-1899) di Giovanni Segantini, Museo Segantini, St. Moritz
Salammbo (1907) di Gaston Bussière

Nelle arti figurative il simbolismo nasce in accordo con le teorie e i lavori dei neo-impressionisti soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione di soggetti ispirati dalla natura a cui i simbolisti attingono fermamente. Il simbolismo è dedicato ad un pubblico colto e sensibile per via dei suoi contenuti molto complessi da decifrare.

Scopo dei simbolisti è quello di superare la pura visività dell'impressionismo in senso spiritualistico (e non scientifico, come avviene invece tra i neo-impressionisti), cercando di trovare delle corrispondenze tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive.

Influenzati dalla letteratura simbolista francese, soprattutto da Stéphane Mallarmé e da Baudelaire, tentano di recuperare nei loro quadri la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è direttamente visibile dall'occhio umano.

Alla nuova tendenza si accostarono i pittori post-impressionisti per superare la rappresentazione dell'oggetto e sostituirla con l'espressione del proprio "io". Questi pittori rifiutarono la resa dell'illusione nella pittura, che per loro doveva essere in grado infatti di trasfigurare la realtà, nell'esaltazione delle linee e dei colori che avevano maggiormente suscitato la loro reazione emotiva. In Francia gli artisti simbolisti più rappresentativi furono Pierre Puvis de Chavannes, Gustave Moreau, creatore di immagini fortemente evocative e Odilon Redon, personalità complessa dall'opera molto diversificata.

Si possono stabilire dei canoni fondamentali per il simbolismo: l'ideismo, cioè l'espressione delle idee per mezzo delle forme; la sintesi, cioè la riduzione in essenza dei simboli per meglio suggerire l'evocazione; il soggettivismo, cioè il considerare l'oggetto come segno dell'idea concepita dal soggetto. Tutto questo è generalmente accompagnato da un'intensa emotività, più o meno velata.

Alcuni pittori simbolisti sono: Arnold Bocklin, Giovanni Segantini considerato anche il principale esponente del divisionismo in Italia, Gustave Moreau, Félicien Rops, James Ensor, Henry Daras, Fernand Khnopff, Odilon Redon, Pierre Puvis de Chavannes, Louis Anquetin, Emile Bernard, Pierre Bonnard, Eugène Carrière, Maurice Denis, Eugene Grasset, Maximilián Pirner.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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