Simbolismo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| « La natura è un tempio dove pilastri viventi lasciano talvolta sfuggire confuse parole − l'uomo vi passa lungo foreste di simboli, che lo fissano con sguardi familiari » |
|
|
(Charles Baudelaire, da «Corrispondenze», Les Fleurs du Mal)
|
Il simbolismo è un movimento artistico sviluppatosi in Francia nel XIX secolo che si manifestò nella letteratura, nelle arti figurative e di riflesso nella musica.
Indice |
[modifica] Letteratura
Nel decennio 1866-1876 si impose in Francia il movimento poetico del Simbolismo. La poesia dei simbolisti è antirealistica, ha come riferimento la compostezza classica e l’imitazione di modelli antichi. Per questi poeti l’arte deve essere incontaminata dalle problematiche sociali. A questa scuola appartenne anche Charles Baudelaire, se pure in una posizione del tutto autonoma. Egli intraprese uno stile di vita all’insegna della sregolatezza e contribuì all’elaborazione del concetto di “poesia pura”, libera da ogni preoccupazione di contenuto e da intenti civili o morali, nella quale la suggestione delle parole e dei simboli può essere oggetto di ispirazione. Ecco perché venne considerato l’iniziatore della poesia moderna.
La poetica di Baudelaire influenzò l’opera di Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé. Essi si allacciano a certi aspetti del Simbolismo:
- La poesia è musica;
- Il poeta non deve descrivere la realtà, ma cogliere e trasmettere le impressioni più vaghe e indefinite, suggerire emozioni e stati d’animo, penetrare l’intima essenza delle cose;
- Bisogna utilizzare accordi musicali lievi, immagini sfumate, parole non descrittive ma evocatrici.
Esemplare incarnazione del “poeta maledetto” fu Rimbaud. Egli teorizza il linguaggio del poeta veggente i cui principi sono:
- Il poeta deve farsi veggente, esplorare l’ignoto;
- Il poeta si fa tale mediante un lungo e immenso disordine di tutti i sensi;
- Il ritrovamento di cose ignote richiede forme nuove;
- Il poeta veggente deve trovare una lingua.
L’intuizione fondamentale del Simbolismo è che sotto la realtà apparente, quella percepibile con i sensi, si nasconde una realtà più profonda e misteriosa, a cui si può giungere solo per mezzo della poesia. La nuova generazione di poeti manifesta la propria sfiducia nella scienza che non è capace di penetrare nelle oscure profondità dell’animo umano, né di spiegare i desideri dell’inconscio, i sogni, ecc. Per questo il poeta può penetrare queste realtà attraverso l’intuizione. Per questi nuovi contenuti della poesia i simbolisti elaborarono un linguaggio nuovo, non più logico, ma analogico, che permetteva di portare alla luce le corrispondenze e i misteriosi legami esistenti tra le cose più diverse; questo perché la parola deve avere la capacità di comunicare le molteplici emozioni che il poeta avverte come simultanee. A tale scopo i poeti simbolisti ricorsero spesso a figure retoriche quali la metafora, l’analogia e la sinestesia.
[modifica] Musica
Anche in campo musicale si sviluppa il fenomeno di un'arte sempre più sottratta al condizionamento della realtà e le suggestioni esercitate dai componimenti di Richard Wagner (1813-83) ne sono la dimostrazione. Questa nuova musica è contraddistinta da una morbida e dissimulata sensualità che nelle sue note sembra cogliere le remote radici dell'essere. Al posto degli elementi del melodramma tradizionale, viene adoperato il canto declamato, non legato da alcuna forma fissa, che segue fedelmente la parola: l'orchestra, non più semplice sostegno della voce umana, diviene elemento sostanziale.
[modifica] Pittura
Nelle arti figurative il simbolismo nasce in accordo con le teorie e i lavori dei neo-impressionisti soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione di soggetti ispirati dalla natura a cui i simbolisti attingono fermamente. Al contrario di quanto sembrerebbe dal nome i simbolisti non vogliono caricare i soggetti di significati allegorici o fittizi ma vogliono rendere il proprio messaggio chiaro e facilmente comprensibile anche per quegli spettatori poco dotati di fantasia ed estro razionale. Fine dei simbolisti è quello di superare la pura visività dell'impressionismo in senso spiritualistico (e non scientifico, come avviene invece tra i neo-impressionisti), cercando di trovare delle corrispondenze tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive.
Influenzati dalla letteratura simbolista francese, soprattutto da Stéphane Mallarmé e da Baudelaire, tentano di recuperare nei loro quadri la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è direttamente visibile dall'occhio umano.
Alla nuova tendenza si accostarono i pittori postimpressionisti per superare la rappresentazione dell’oggetto e sostituirla con l’espressione del proprio “io”. Questi pittori rifiutarono la resa dell’illusione nella pittura, che per loro doveva essere in grado infatti di trasfigurare la realtà, nell’esaltazione delle linee e dei colori che avevano maggiormente suscitato la loro reazione emotiva. In Francia gli artisti simbolisti più rappresentativi furono Pierre Puvis de Chavannes (autore del dipinto Il povero pescatore, del 1881, oggi al Musée d'Orsay di Parigi), Gustave Moreau, creatore di immagini fortemente evocative e Odilon Redon, personalità complessa dall'opera molto diversificata.
Si possono stabilire dei canoni fondamentali per il simbolismo: l’idealismo, cioè l’espressione delle idee per mezzo delle forme; la sintesi, cioè la riduzione in essenza dei simboli per meglio suggerire l’evocazione; il soggettivismo, cioè il considerare l’oggetto come segno dell’idea concepita dal soggetto; l’emotività, cioè l’esprimere di emozioni; e infine il decorativismo, cioè il rifarsi alla pittura decorativa antica.
[modifica] Simbolismo e Insegnamento tradizionale[1]
Se come sostiene René Alleau una società senza simboli non può evitare di cadere al livello delle società infraumane, poiché la funzione simbolica è un modo di relazione tra l’umano ed il sovraumano[2], è altrettanto vero che sulla interpretazione dei simboli e sul loro impiego, da sempre, gli uomini, sia gli studiosi sia l’uomo della strada, si accapigliano e si dividono. Tale atteggiamento è spesso dovuto al fatto che troppo spesso si assiste a tentativi di trovare significato ai simboli, mentre un simbolo non significa: evoca e focalizza, riunisce e concentra, in modo analogicamente polivalente, una molteplicità di sensi che non si riducono a un unico significato e neppure ad alcuni significati soltanto[3]. All’interno del medesimo simbolo vi sono evocazioni simboliche molteplici e gerarchicamente sovrapposte che non si escludono affatto reciprocamente, sono anzi perfettamente concordanti tra loro, perché in realtà esprimono le applicazioni di uno stesso principio a ordini diversi; ed in tal modo si completano e si corroborano, integrandosi nell’armonia della sintesi totale[4]. È proprio questo che rende il simbolismo un linguaggio molto meno limitato del linguaggio comune ed adatto per l’espressione e la comunicazione di certe verità, facendone il linguaggio iniziatico per eccellenza ed il veicolo indispensabile di ogni insegnamento tradizionale[5].
[modifica] Note
- ^ Nicola Guerra,"Storia ed uso della croce celtica nella destra politica italiana", Settentrione - Rivista di Studi italo-finlandesi n.20/2008 a cura della Società finlandese di Lingua e Cultura Italiana
- ^ René Alleau, La scienza dei simboli, Sansoni Editore 1983, Firenze, pag. 166
- ^ René Alleau,La scienza dei simboli, Sansoni Editore 1983, Firenze, pag.9
- ^ Nicola Guerra,"Storia ed uso della croce celtica nella destra politica italiana", Settentrione - Rivista di Studi italo-finlandesi n.20/2008 a cura della Società finlandese di Lingua e Cultura Italiana
- ^ René Guénon,Il Simbolismo della Croce, Luni Editrice 1998, Milano, pagg. 14-15
[modifica] Voci correlate
- Charles Baudelaire
- Gustave Moreau
- Paul Verlaine
- Stéphane Mallarmé
- Teatro simbolista
- Théâtre de l'Œuvre
- Simbolo