Transavanguardia italiana

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La transavanguardia italiana è un movimento artistico italiano nato nei primissimi anni Ottanta.

La Transavanguardia teorizzava un ritorno alla manualità, alla gioia ed ai colori della pittura dopo alcuni anni di dominazione dell'arte concettuale. Il movimento, teorizzato e sistematizzato dal critico Achille Bonito Oliva, è ascrivibile come un movimento del tutto italiano, scarsamente riconosciuto all'estero[1], vide protagonisti un quintetto di artisti[2]: Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, con i quali collaborò parallelamente l'artista fabrianese Sirio Bellucci e ai quali poi si aggiunsero Mimmo Germanà, Ernesto Tatafiore e Nino Longobardi (presenti nella sezione Aperto '80, della Biennale di Venezia del 1980). Contestualizzata, a posteriori, come una delle correnti del postmodernismo, la transavanguardia, grazie alla natura anticipatoria[3] dei movimenti che hanno caratterizzato l'attraversamento dell'arte concettuale, ha continuato ad essere protagonista in Italia di ulteriori ondate, sovrapponendosi alle altre tendenze post-moderne[4].

Sandro Chia (1947)[modifica | modifica wikitesto]

Si dedicò a una pittura a olio che ricordava quella manierista, con figure di dimensione michelangiolesca reinterpretate in chiave ironica. Dal punto di vista cromatico Chia sembrò riferirsi soprattutto agli accordi squillanti del Futurismo.

  • Opera:
Fumatore con guanto giallo (1980)
uomo in abito elegante, rappresentato di spalle. La figura è centrata e contornata da un rosso che la evidenzia. Fondo con pennellate rapide e fumo che fuoriesce scherzosamente da tre punti, la testa, il fondoschiena e la sigaretta.

Enzo Cucchi (1949)[modifica | modifica wikitesto]

Fin dagli esordi il suo lavoro dimostra subito una certa originalità rispetto alle tendenze predominanti alla fine degli anni Settanta. Appropriandosi però di quello sperimentalismo che era tipico di quelle tendenze e recuperando i mezzi espressivi più tradizionali del fare arte. Le sue installazioni, prodotte con i materiali più diversificati e a volte improbabili, vengono dislocate liberamente nello spazio espositivo, ma sempre utilizzate come supporto per la pennellata pittorica.

Francesco Clemente (1952)[modifica | modifica wikitesto]

Espressione assoluta per Francesco Clemente che, trasferitosi a New York all'inizio degli anni Ottanta, realizza varie collaborazioni con Jean-Michel Basquiat ed Andy Warhol. Nella sua produzione Clemente manifesta un eclettico interesse per numerose tecniche espressive, dalla pittura ad olio al mosaico, dall'incisione alla scultura, seppur mantenendo sempre con un occhio di riguardo per il disegno puro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere della Sera del 17/9/05 - pag. 47, D. Paparoni
  2. ^ La Gazzetta del 29/1/03, R. Rutigliano
  3. ^ La Repubblica del 16/7/08 pag.18; S. Cervasio
  4. ^ Corriere della Sera del 23/3/02 - pag. 37, G. Sebastiano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]