Pittura paesaggistica

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Adriaan van Stalbemt, Paesaggio, 1620 circa

La pittura paesaggistica o pittura di paesaggio è un genere di pittura che ha come soggetto ambienti all'aperto, ritratti dal vero (detti vedute) o ricostruiti idealmente.

La pittura paesaggistica acquistò autonomia iconografica nel XVI secolo grazie soprattutto all'arte fiamminga e tedesca (per citarne uno, Albrecht Dürer) nelle sue forme realistiche, ed in Italia nelle forme idealizzate di ispirazione classica. Grandi paesaggisti nel XVII secolo furono gli olandesi ed il francese Claude Lorrain, mentre nel XVIII secolo mostrarono la loro arte artisti italiani quali Canaletto.

Il Romanticismo venne aperto dal famoso William Turner con le sue libere sperimentazioni sulle pitture paesaggistiche, a cui fece seguito John Constable, gli esponenti dell'impressionismo, i macchiaioli ed i pittori americani del XIX secolo.

In Italia la pittura paesaggistica ha una lunga tradizione, da Giotto a Michelangelo, da Tiziano al suddetto Canaletto ed a Filippo Giannetto, per citarne uno dei minori. A questi si aggiungono i più vicini in ordine di tempo: Antonio Ligabue, i macchiaioli Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Vincenzo Cabianca, Giuseppe Abbati, Cristiano Banti e vari altri nomi importanti per arrivare ai nostri giorni con Renato Guttuso, Carlo Mattioli e Oreste Carpi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Per la pittura del paesaggio nelle ville venete des Cinquecento vedi (DE) Sören Fischer, Das Landschaftsbild als gerahmter Ausblick in den venezianischen Villen des 16. Jahrhunderts - Sustris, Padovano, Veronese, Palladio und die illusionistische Landschaftsmalerei, Petersberg (Assia), Michael Imhof Verlag, 2014, ISBN 978-3-86568-847-7.

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