Arte barocca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Storia dell'arte
occidentale

Tempietto tipo 1.png
Storia dell'architettura
Storia della pittura
Storia della scultura
Arte antica
Vedi voci di arte antica
Arte medievale
Vedi voci di arte medievale
Arte moderna
Arte del Rinascimento
Arte manierista
Arte barocca
Arte rococò
Arte neoclassica
Arte romantica
Realismo
Impressionismo
Arte contemporanea
Vedi voci di arte contemporanea
Categoria:Storia dell'arte
modifica

Barocco è il termine utilizzato dagli storici dell'arte per indicare lo stile dominante del XVII secolo. Il suo significato originario, dallo spagnolo barrueco, di "irregolare, contorto, grottesco e bizzarro", è stato ora ampiamente riveduto. Lo stile barocco ha fondamenti negli ultimi anni del XVI secolo, ma nasce a Roma intorno al terzo decennio del Seicento.

Non è stato, come spesso erroneamente si dice, lo stile della Controriforma e soprattutto vanno evitate valutazioni unidirezionali, dato che l'arte barocca contiene al suo interno tendenze molto variegate e talvolta contrastanti. Il barocco diviene in brevissimo tempo, grazie alla sua esuberanza, alla sua teatralità, ai suoi grandiosi effetti e alla magniloquenza profusa su ogni superficie e con ogni materiale, lo stile tanto della Chiesa cattolica che delle monarchie europee, tese verso un assolutismo che ha bisogno di esprimere il proprio potere con tutto il fasto possibile.

Come era già successo nell'epoca del Gotico internazionale, uno stile solo informa quasi tutta l'Europa ed esso diviene la lingua con cui la classe dirigente riscrive la propria storia passata (come nel caso delle grandi famiglie genovesi), e traccia le linee per le future, possibili, vittorie. A Roma il rinnovamento del centro urbano fu per il papato di Urbano VIII prima, di Alessandro VII poi, un'espressione di prestigio: Roma diviene così la prima città che nella sua struttura urbanistica rispecchia il proprio ruolo politico di principale capitale europea. La piazza, un elemento architettonico che già era stato ripensato in chiave monumentale nel XVI secolo da Michelangelo Buonarroti (con la formidabile risistemazione della piazza del Campidoglio), diviene ora la chiave di ogni rinnovamento. San Pietro in Vaticano con i completamenti berniniani della piazza, piazza Navona con la chiesa di Borromini e la fontana del Bernini, piazza del Popolo con le sue tre vie (Ripetta, Lata, del Babbuino) e il suo obelisco, diventano i prototipi della nuova idea di città che si irradierà da qui a tutte le grandi capitali europee.

L'architettura barocca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architettura barocca.
Roma, chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, 1642, di Francesco Borromini

In architettura, dove le necessità costruttive sono prioritarie rispetto a quelle espressive, il gusto barocco si manifesta con la monumentalità delle costruzioni.

Gli artisti, sensibili alle nuove epoche, non erano più soddisfatti dalla perfezione dei modelli classici. Da qui il superamento delle figure lineari e perfette e la predilezione per forme più complesse ed elaborate. Il barocco viene definito da Heinrich Wölfflin (1888) come quel periodo in cui il cerchio lascia il posto all'ovale, modificando l'equilibrio compositivo e generando più vividi effetti pittorici.

L'architettura barocca sviluppa alcune tendenze già evidenti nel Manierismo del XVI secolo, il quale a sua volta aveva infranto il rigore formale del Rinascimento. Se gli architetti manieristi alterano l'impaginazione rigorosa delle facciate rinascimentali aggiungendovi temi e decorazioni caratterizzati da un raffinato e oscuro intellettualismo, senza modificare la logica planimetrica e strutturale delle facciate negli edifici, gli architetti barocchi modificano quell'architettura sia nelle piante, sia nelle partiture di facciata, in funzione di una concezione spaziale nuova. Le facciate delle chiese non costituiscono più la terminazione logica della sezione interna, ma divengono un organismo plastico che segna il passaggio dallo spazio interno alla scena urbana.

La forma usata principalmente è la linea curva; tutto doveva prendere andamenti sinuosi, persino le gambe di una sedia o di un tavolo. Le curve non dovevano essere semplici ma complesse come ellissi, spirali o curve a costruzione policentrica. È il forte senso della teatralità di quel periodo che spinge l'artista all'esuberanza decorativa, all'effetto sorpresa e al dramma espressivo. Le statue diventano dramma, rappresentazione, messa in scena che coinvolge il pubblico. Tra i principali architetti di questo periodo si ricordano il geniale Gian Lorenzo Bernini e la sua controparte lombarda-milanese Francesco Borromini, Pietro da Cortona, Carlo Maderno con la sua discussa sistemazione della facciata della Basilica vaticana, Carlo Rainaldi, Baldassare Longhena a Venezia, Guarino Guarini, Bartolomeo Bianco a Genova, Cosimo Fanzago a Napoli, il protagonista del barocco milanese Francesco Maria Richini, Rosario Gagliardi e Vincenzo Sinatra in Sicilia.

Fuori dall'Italia il Barocco fu ripreso attraverso forme derivanti dal Rinascimento e dall'architettura antica. In Francia sono da segnalare le opere di Salomon de Brosse, François Mansart, Jules Hardouin Mansart, Jacques Lemercier e Louis Le Vau; in Inghilterra, dove nel Seicento ebbe intensa fortuna l'architettura di Andrea Palladio, il principale esponente del Classicismo barocco fu Christopher Wren, mentre nell'Europa Centrale numerosi architetti italiani e svizzeri gettarono le premesse per l'affermazione dell'architettura tardobarocca.

La pittura barocca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pittura barocca.

I protagonisti[modifica | modifica sorgente]

Interno della chiesa del Gesù, Roma (la volta è del Baciccio)

Architetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Architetti (Barocco).

Pittori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Pittori (Barocco).

Scultori[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G.C. Argan, L'architettura barocca in Italia, Milano, 1957.
  • Ezia Gavazza La grande decorazione a Genova, editrice Sagep, 1974.
  • A. Hauser, Storia sociale dell'arte, Torino, 1956.
  • P. Portoghesi, Roma barocca, Roma, 1966.
  • S. Zuffi, La pittura italiana, Milano 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]