Émile Bernard

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Émile Bernard ritratto da Henri de Toulouse-Lautrec, 1886, Londra, National Gallery

Émile Bernard (Lille28 aprile 1868 – Parigi16 aprile 1941) è stato un pittore francese neo-impressionista. Nato a Lille, si trasferì giovanissimo con la famiglia a Parigi, andando ad abitare nel sobborgo di Asnieres.

Nel 1887 cominciò a frequentare l'atelier di Ferdinand Cormon, esperienza che si rivelò felicissima dal punto di vista lavorativo, perché lì incontrò Henri de Toulouse-Lautrec, e soprattutto Vincent Van Gogh, coi quali strinse una duratura e sincera amicizia; ma soprattutto, mediante Camille Pissarro, conobbe Paul Gauguin, destinato ad avere un peso importante nella sua vita. Con loro, che esponevano nel Cafè Le Tambourin, Bernard costituì il gruppo dei Pittori del Petit-Boulevard, nato per distinguersi dal gruppo dei Pittori del Grand-Boulevard che esponevano nella galleria di Theo Van Gogh, fratello di Vincent.

Poco tempo dopo, mentre Van Gogh partì per Arles, egli si trasferì in Bretagna nella località di Pont-Aven. Lì ritrovò Paul Gauguin, e conobbe Emile Schuffenecker, Paul Serusier, Jacob Meyer De Haan, Charles Laval ed altri, dando vita alla cosiddetta Scuola di Pont-Aven, le cui ideazioni, in netto distacco dall'Impressionismo, furono la base portante del Cloisonnisme e del Sintetismo: la loro non era più una pittura basata sulla visione reale, ma una pittura "di memoria", basata sui ricordi e le impressioni suscitate, con i soggetti delineati da una linea scura, come nelle vetrate delle cattedrali gotiche. Fonti d'ispirazione, oltre all'arte medievale, furono sicuramente l'arte giapponese e gli oggetti primitivi, provenienti perlopiù dalle colonie francesi dell'Oceania.

Bernard e Gauguin, nonostante la grande differenza d'età (20 anni), furono l'anima del gruppo, influenzandosi a vicenda nella produzione non solo di quadri, ma dei più svariati oggetti artistici: ceramiche, vasi scolpiti, legni dipinti, affreschi, arazzi..., e le loro ricerche formali trainarono il gruppo verso il primo, importante traguardo: la mostra al Cafè Volpini a Parigi, durante l'Esposizione universale del 1889 che, se fu un semi-insuccesso di vendite, servì loro perlomeno a farsi un nome.

Ben presto, però, i rapporti con Gauguin e col gruppo cominciarono a logorarsi: se da un lato vari ex-compagni avevano intrapreso la loro strada (giungendo a fondare il movimento Nabis), dall'altro entrambi gli artisti si attribuirono la paternità del nuovo movimento Sintesista, accusando l'altro di plagio. Perdipiù lo stesso Gauguin, dopo un secondo soggiorno in Bretagna, aveva cominciato a riscuotere consensi, veniva ritenuto dalla stampa il solo ed unico fondatore del movimento, e riusciva ad ottenere il permesso del governo di partire per Tahiti: ce n'era abbastanza perché Bernard, sentendosi messo da parte, giungesse alla rottura con lui nell' aprile 1891, riservandogli, da allora fino alla di lui morte, atteggiamenti ostili.

Dopo la rottura con Gauguin e la morte (1890) di Van Gogh (al cui funerale fu presente, e del quale organizzò nel 1892 una mostra postuma corredata da alcuni scritti dedicati all'amico), Bernard aderì al movimento dei Rosacroce, una sorta di "confraternita artistica" con la quale s'intendeva far ritornare l'arte ad una forma realistico-religiosa come ai tempi del Medioevo; in seguito, egli compì numerosi viaggi (soprattutto in Italia) che gli furono estremamente preziosi dal punto di vista artistico. Dopo aver accompagnato la sorella Madeleine, malata di tubercolosi, al Cairo, Bernard decise di stabilirsi in Egitto, dove sposò una libanese da cui ebbe cinque figli. All'inizio del XX secolo, però, a causa di un tradimento di cui la moglie venne a conoscenza, fu costretto a lasciare la famiglia e a ritornare a Parigi dove si risposò e continuò la produzione artistica, sempre imperniata sui vecchi principi sintetisti e cloisonnisti, e senza raggiungere mai una posizione di primissimo livello.

Morì a Parigi nel 1941.

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