Arte

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Particolare della Gioconda di Leonardo da Vinci

L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e "messaggi" soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione.

Nel suo significato più sublime, l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico. Alcuni filosofi e studiosi di semantica, invece, sostengono che esista un linguaggio oggettivo che, a prescindere dalle epoche e dagli stili, dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, tuttavia gli sforzi per dimostrare questa affermazione sono stati finora infruttuosi.

L'arte può essere considerata anche una professione di antica tradizione svolta nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo. In questo senso, le professioni artigianali – quelle cioè che afferiscono all'artigianato – discendono spesso dal Medioevo, quando si svilupparono attività specializzate e gli esercenti arti e mestieri vennero riuniti nelle corporazioni. Ogni arte aveva una propria tradizione, i cui concetti fondamentali venivano racchiusi nella regola dell'arte, cui ogni artiere doveva conformarsi.

Telaio del meriggio, Maria Lai 1970, l'opera è una delle tante appartenenti al ciclo dei Telai, e opera della collezione della Stazione dell'arte

Evoluzione storica del concetto di arte[modifica | modifica sorgente]

Analizzando la storia del concetto di arte vediamo che nel corso del tempo esso subisce una trasformazione graduale ma radicale.

Antichità: Sanscrito Are (ordinare) Latino: Ars, Greco: Τέχνη stava quindi a significare la capacità di fare qualche oggetto. La capacità consisteva nella conoscenza delle regole, mediante le quali era possibile produrre un oggetto. L'arte quindi includeva quello che oggi chiameremo artigianato, più una parte delle scienze (Astronomia, Storia). Inoltre, Greci non si servivano di termini quali: Musica, Architettura, Arti Visive, per indicare una disciplina artistica; Questi termini non esistevano oppure avevano un significato diverso da quello attuale. Si servivano invece di concetti di minore estensione, come ad es: "mimica", "commedia", "tragedia", concetti che oggi sono inclusi nell'ambito del Teatro, sempre seguendo l'esempio. Dal concetto di arte rimaneva fuori la Poesia, in quanto secondo loro era priva delle caratteristiche tipiche dell'arte: anzitutto, dal momento che era per lo più recitata e cantata, non era una produzione materiale, quindi non si basava su regole specifiche ma sull'invenzione individuale; Il secondo luogo la poesia era vista come irrazionale, capace di incantare, affascinare e sedurre le menti. Essa era comunque compresa nel campo del sapere. La Poesie in fine la si credeva ispirata dalle Muse, e per questo era considerata superiore.

Nel periodo ellenistico iniziarono le prime classificazioni e le arti vennero divise in comuni e liberali, a seconda che richiedessero uno sforzo fisico o uno sforzo intellettuale.

Nel Medioevo si cominciano a rivalutare le arti comuni, che verranno chiamate meccaniche, ma continueranno ad avere un ruolo subalterno rispetto alle arti liberali. Dalle arti "meccaniche" vennero escluse diverse di quelle che noi oggi chiamiamo "belle arti", come la pittura e la scultura; le arti liberali e meccaniche erano state ridotte al numero di sette, e tra quelle che richiedevano lo sforzo fisico, si annoveravano soltanto le arti che miglioravano la vita dell'uomo, che lo nutrivano, lo riparavano dalle intemperie, ovvero quelle arti il cui punto peculiare era l'utilità quanto la piacevolezza. Si conoscono, di queste arti meccaniche medievali, due elenchi di riferimento: quelli di Ugo di San Vittore e Rodolfo di Longo Campo.

La poesia non rientra ancora nell'ambito concettuale dell'arte finora indicato, in quanto il poeta era considerato un vate che componeva i versi ispirato dal Dio, o dalle Muse nell'Antica Grecia Non esisteva la regola nelle composizioni poetiche, almeno per quanto riguarda il contenuto. A fornire il contributo essenziale affinché la poesia venisse considerata un'arte fu Bernardo Segni che nel 1549 tradusse in volgare la Poetica di Aristotele, opera in cui lo Stagirita già annoverava la poesia tra le altre arti.

La condizione sociale degli artisti, che migliorò notevolmente nel corso del Rinascimento, contribuì a separarli dagli scienziati e dagli artigiani.

Nel 1735 Baumgarten conia il termine estetica utilizzandolo per la prima volta nella propria tesi di laurea. Nel 1750 pubblicherà un saggio intitolato Æsthetica.

Charles Batteux nel 1746 definisce, nel suo libro Le belle arti ridotte ad un unico principio[1], il sistema delle belle arti, indicando cinque arti in senso proprio - la pittura, la scultura, la poesia, la musica, la danza - a cui associava due arti connesse - l'eloquenza e l'architettura - il cui carattere comune risiedeva nell'imitazione della realtà per il fine di creare oggetti belli.

Dalla fine del Settecento cominciarono le prime crisi del concetto di bello e di arte. Stavano nascendo nuove forme di espressione come la fotografia, l'architettura industriale, l'oggettistica per la casa, e bisognava farle rientrare nel concetto di arte.
Per tale motivo nel Novecento si è abbandonata l'idea di una definizione onnicomprensiva di arte e di opera d'arte. Il termine arte diventa un concetto aperto, in cui tutte le possibili definizioni dell'arte confluiscono.

Il Novecento si fa portavoce della crescita intimista portata avanti dai pensatori del secolo precedente, ma rinnova le necessità più interiori dell'artista e si fa portavoce dell'innovazione tecnica, di cui i nuovi materiali (il ferro e gli elementi prefabbricati) sono gli elementi fondamentali.
La nuova architettura deve essere il segno del rinnovamento culturale e sociale, per questo si procede ad una omogeneità dei caratteri della nuova costruzione architettonica, si stabilisce un carattere nuovo, uno "stile moderno".

All'interno del “Modernismo” si riassumono ed interagiscono le correnti artistiche che nei precedenti due decenni interpretano ed affiancano lo sforzo progressivo della civiltà industriale.

Quando all'entusiasmo per il progresso industriale segue la consapevolezza della trasformazione che opera nelle strutture della vita e della società, attorno al 1910, all'interno del “Modernismo”, si formano le “avanguardie” artistiche con l'obiettivo di mutare le modalità e le finalità dell'arte.

Discipline artistiche[modifica | modifica sorgente]

Una possibile suddivisione delle arti, sebbene non le includa tutte, è quella delle "nove arti". Stilata originariamente nel 1923 dal poeta italiano Ricciotto Canudo, fu ampliata con le ultime due voci dal critico francese Claude Beylie nel 1964[2]:

  1. Architettura
  2. Pittura
  3. Scultura
  4. Musica
  5. Poesia
  6. Danza
  7. Cinema
  8. Radio-televisione
  9. Fumetto

Un'altra possibile suddivisione delle arti, basata sui sensi umani, è la seguente:

Le opere d'arte (nel senso fisico-materiale) che derivano dalle varie categorie artistiche potrebbero essere diversamente raggruppate in base alla loro staticità o evoluzione relativa nel tempo, ad esempio:

  • Arti 'statiche'
    • Scultura
    • Pittura
    • Architettura
    • Prosa
    • Poesia
    • Fotografia
    • Fumetto
    • Design
  • Arti 'dinamiche'
    • Musica
    • Canto
    • Drammaturgia
    • Danza
    • Cinematografia
    • Pirotecnica

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Les Beaux-Arts réduits à un même principe, 1746
  2. ^ Qual è la nona arte? Perché si chiama così? in Focus, n. 206, dicembre 2009, p. 133.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sette arti
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