Architettura arabo-normanna

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Categoria:Architettura
Storia dell'arte
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La Cappella Palatina, a Palermo, la più bella delle chiese fatte costruire da Ruggero II di Sicilia, con porte normanne, archi arabi, cupola bizantina, e il tetto ornato con scritte arabe

L'architettura arabo-normanna è lo stile del costruire proprio dell'epoca normanna, che si diffuse principalmente in Sicilia e nell'Italia meridionale nel XII secolo. L'aggettivo "arabo" deriva dalla forte influenza degli architetti arabi, mentre quello "normanno" dalla stirpe reale dominante.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architettura araba in Sicilia e Architettura normanna in Sicilia.

L'apice dello stile si conosce specialmente ad un secolo quasi dalla conquista della Sicilia da parte dei Normanni, avvenuta tra il 1061 (Ruggero I di Altavilla attraversa lo stretto di Messina) e il 1091 (presa di Noto), quando i nuovi reali cercarono di creare un proprio stile architettonico che racchiudesse le varie culture presenti sull'isola. Il nuovo stile racchiudeva tre diversi stili; lo stile romanico, lo stile bizantino e quello arabo.

Influenze architettoniche[modifica | modifica sorgente]

Ruggero II raffigurato in un mosaico in stile arabo, Cappella Palatina.
La Tabula Rogeriana, realizzata da al-Idrisi per Ruggero II nel 1154, considerata una delle più avanzate mappe del mondo medievale.
Esempio di architettura arabo-bizantina
L'esterno della cattedrale di Monreale.

L'architettura arabo-normanna deriva da una mescolanza di stili che ne hanno fortemente segnato lo stile.

Influenza bizantina[modifica | modifica sorgente]

Si cerca inizialmente di emulare lo sfarzo della città di Bisanzio, e i primi edifici che seguono questo nuovo stile architettonico vengono eretti a partire dalla fine del XI secolo. Forte è l'influenza bizantina nella scelta della pianta centrata quadrata, nel cui interno è inserita una croce greca con volta a botte. Altri elementi distintivi dell'influenza bizantina sono i mosaici che ricoprono gli interni degli edifici, i capitelli e all'esterno delle chiese si trovano le cupole siculo-bizantine. Alcuni significativi esempi del genere si possono trovare nelle cosiddette cube risalenti a questo periodo, come la cappella palatina di Montalbano Elicona o l'eclettico esempio della cuba di Santa Domenica.

Influenza musulmana[modifica | modifica sorgente]

La forte presenza di architetti arabi ed egiziani chiamati nella corte normanna nella Sicilia conquistata introduce anche molti stilemi arabi nella nuova nascente architettura. Tra gli elementi distintivi troviamo gli archi a sesto acuto (possibili grazie all'introduzione di nuove tecniche costruttive portate da architetti e operai arabi), le colonne alveolate, decorazioni a stalattiti (muqarnas), alveoli dipinti, pennacchi, capitelli e la cornice di merloni dentellati. In alcuni casi gli archi a sesto acuto acquistano una forma particolare, infatti le due estremità basse rientrano fino a creare una forma che ricorda una foglia (arco acuto "a ferro di cavallo" o "rientrato").

Influenza romanica[modifica | modifica sorgente]

Tipico arco a sesto acuto normanno presente presso le mura civiche di Mazara del Vallo.

Dell'architettura romanica troviamo la pianta basilicale a croce latina (tre navate e transetto), le facciate con torri massicce, le figure umane, di animali e di vegetali stilizzati (rappresentate da semplici palmette o da piante sottili e piatte) scolpite sui capitelli.

Esempi di architettura arabo-normanna[modifica | modifica sorgente]

Il più antico esempio di architettura arabo-normanna si ha a Salerno, importante principato longobardo e tra i primi territori ad essere conquistato dai normanni di Roberto il Guiscardo che ivi fece erigere il duomo e la sua residenza, il Castel Terracena.
I principali esempi di questa architettura si trovano, però, in Sicilia. Gli esempi più antichi si trovano a Mazara del Vallo, nella cattedrale del Santissimo Salvatore consacrata nel 1093 e di cui rimangono solo transetto ed abside che già anticipano il gusto normanno più tardo, e a Catania con la cattedrale di Sant'Agata, conclusa nel 1091 ed inaugurata tre anni più tardi, primo esempio tri-absidato. In quest'ultima, sebbene si presenti massiccia e fortificata, sono già in chiaro gli elementi architettonici tipici dei grandi cantieri ecclesiastici del secolo successivo: la processione di archi normanni (altissime lesene a rilievo sulla parete culminate da archi a sesto acuto) ricoprente il corpo absidale; il profondo catino absidale; le colonne alveolate e poste su due ordini. Un altro esempio quasi coevo è la cattedrale di Messina, inaugurata nel 1097, cui però rimane una anastilosi dovuta ai numerosi rifacimenti a seguito di catastrofici terremoti. In questo tempio tuttavia si possono riconoscere quali originali il profondo catino absidale e il doppio ordine delle colonne alveolate. Tuttavia è in Sicilia occidentale che esiste la maggiore concentrazione dei grandi edifici di questo stile unico e particolare. Nella provincia di Palermo ed in particolare tra i comuni di Palermo, Monreale e Cefalù[1], come anche a Mazara del Vallo. Di seguito un elenco dei principali esempi in Sicilia dello stile arabo-normanno.

Edifici in piccola o minima parte in stile arabo-normanno[modifica | modifica sorgente]

UNESCO[modifica | modifica sorgente]

Dal 2010 è in corso la valutazione da parte dell'Unesco per salvaguardare l'architettura arabo-normanna e creare un itinerario nei centri storici di Palermo, Monreale e Cefalù.[2][3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Architettura arabo-normanna in provincia di Palermo siciliaoggi.it
  2. ^ Palermo and Monreale Cathedral unesco.org
  3. ^ UNESCO: Palermo-Monreale-Cefalù nella world heritage list patrimoniosos.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Federico e la Sicilia - architettura e archeologia, Siracusa, Arnaldo Lombardi Editore, 2000, ISBN 88-7260-065-0.
  • (FRIT) Vittorio Noto, Architetture medievali normanne e siculo normanne, Palermo, Pietro Vittorietti Edizioni, 2012, ISBN 978-88-7231-152-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]