Piazza Armerina

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Piazza Armerina
comune
Piazza Armerina – Stemma Piazza Armerina – Bandiera
Piazza Armerina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Amministrazione
Sindaco Filippo Miroddi (UdC - Liste civiche) dal 30/06/2013
Territorio
Coordinate 37°23′00″N 14°22′00″E / 37.383333°N 14.366667°E37.383333; 14.366667 (Piazza Armerina)Coordinate: 37°23′00″N 14°22′00″E / 37.383333°N 14.366667°E37.383333; 14.366667 (Piazza Armerina)
Altitudine 697 m s.l.m.
Superficie 304,54 km²
Abitanti 22 077[1] (30-12-2013)
Densità 72,49 ab./km²
Frazioni Azzolina, Farrugio, Floristella, Grottacalda, Leano, Polleri, Santa Croce, Serrafina
Comuni confinanti Aidone, Assoro, Barrafranca, Caltagirone (CT), Enna, Mazzarino (CL), Mirabella Imbaccari (CT), Pietraperzia, Raddusa (CT), San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Mineo (CT), Valguarnera Caropepe
Altre informazioni
Cod. postale 94015
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086014
Cod. catastale G580
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 607 GG[2]
Nome abitanti Piazzesi
Patrono Maria santissima delle Vittorie
Giorno festivo 3 maggio, 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piazza Armerina
Posizione del comune di Piazza Armerina nella provincia di Enna
Posizione del comune di Piazza Armerina nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Piazza Armerina (Ciazza nella parlata locale Gallo-italica, Chiazza in siciliano) è un comune italiano di 22.077 abitanti[3] della provincia di Enna in Sicilia.

Già comune in provincia di Caltanissetta, quando la provincia di Enna non era ancora stata istituita, poi entrata a far parte di quest'ultima provincia, è patrimonio dell'UNESCO dal 1997 per la sua Villa del Casale.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Armerina sorge nell'entroterra del Golfo di Gela, su un'altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d'altitudine. La città, tra i maggiori punti di riferimento della provincia, è incastonata tra fitti ed estesi boschi misti con predominanza di eucaliptus, che si estendono ai suoi piedi a nord come a sud. Il territorio comunale della città rientra tra i primi 100 comuni italiani per superficie, piazzandosi al 37º posto con un'estensione di 302 km², che ne fanno il secondo centro della provincia alle spalle del capoluogo, ed il settimo della regione. Il suo punto più alto è di 877 m sul livello del mare, mentre quello più basso si colloca a quota 225 m, determinando una notevole escursione altimetrica che si registra tra il centro urbano e le località sottostanti, tra cui numerose sono le enclavi, ritagliate nei territori dei comuni limitrofi.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

La città è circondata, oltre che dalle foreste del parco della Ronza, e dagli altri boschi, da altri siti dalla prospera natura, quali ad esempio la diga Olivo, bacino artificiale creato a scopi irrigui, o il sito archeologico di Montagna di Marzo, avvolto anch'esso nel verde. Senza contare che in un raggio limitato, nei pressi di Enna, si apre il lago di Pergusa, incorniciato dall'incantevole riserva omonima ad alta naturalità, o altresì la Riserva naturale orientata Rossomanno Grottascura Bellia, parte della quale ricade proprio in territorio armerino. Quest'ultima riserva abbraccia il bosco di Rossomanno (vicinissimo a Valguarnera Caropepe), che prende nome dall'omonimo monte, una fitta selva i cui sentieri sono stati recentemente tracciati di nuovo per favorire le attività escursionistiche e di trekking.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Piazza Armerina.

L'altitudine di bassa montagna, e le coordinate geografiche (37°23'13"20 N di latitudine) concorrono a fare di Piazza una località a clima mediterraneo, non foss'altro che per la collocazione interna e la capillarità del refrigerante manto forestale, fattori che concorrono a determinare un tipico clima della Sicilia centrale, caratteristico di quasi tutta la provincia ennese. Quest'ultimo si distingue dal clima mediterraneo per gli influssi continentali dovuti alla lontananza dal mare, e al contempo dall'altitudine non di pianura, certamente mitigati, tuttavia, dalla bassa latitudine. In virtù di ciò, Piazza Armerina è inclusa nella fascia climatica D, immediatamente precedente a quella in cui è inserita Enna: ciò significa che l'accensione degli impianti di riscaldamento è normalmente consentita per 12 ore giornaliere (2 meno che nel capoluogo), dal 15 ottobre al 15 aprile.

PIAZZA ARMERINA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,1 11,3 13,6 16,4 22,4 27,8 31,4 31,8 26,9 20,9 15,7 11,4 10,9 17,5 30,3 21,2 20,0
T. min. mediaC) 3,5 3,6 5,2 6,8 10,8 14,7 17,3 17,6 15,0 11,5 8,2 5,3 4,1 7,6 16,5 11,6 10,0

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore dei trasporti, la città si appoggia alla vicina Enna soprattutto per i collegamenti ferroviari, essendo oggi sprovvista di una propria stazione, e nelle autolinee, trovandosi proprio nel capoluogo il più vicino terminal per collegamenti su gomma a livello regionale, nazionale ed internazionale, gestiti dalle compagnie SAIS Autolinee S.p.A. ed Etna Trasporti, ambedue ennesi. Ma effettuano fermata o partenza proprio a Piazza Armerina autobus diretti alle più importanti città dell'isola.

Piazza Armerina è comunque ben servita dal punto di vista della rete stradale: per chi proviene dal capoluogo di provincia occorre percorrere la Strada statale 561 Pergusina per Pergusa, poco dopo imboccare la strada scorrevole denominata SP Turistica, servendo infatti i due maggiori siti archeologici della provincia di Enna e quindi imboccare la strada statale 117 Bis Centrale Sicula. Per chi proviene da Palermo o da Catania percorrere l'A19 Palermo-Catania e uscire allo svincolo di Mulinello, raggiunta la SS192 della Valle del Dittaino imboccare la scorrevole "Nord-Sud" che continua nella già citata SS117 Bis. Da sud, invece, ci si rifà sempre alla SS117 bis, che collega Piazza Armerina a Gela. Da Caltanissetta si dovrà raggiungere tramite la scorrevole Pietraperzia e proseguire per Barrafranca, nei pressi della quale si continuerà lungo la "SP15".

Fino agli anni sessanta Piazza Armerina era collegata mediante la ferrovia Dittaino-Piazza Armerina-Caltagirone (a scartamento ridotto) a Caltagirone, da cui era possibile raggiungere via ferrovia anche Siracusa e Ragusa mediante coincidenza alla stazione FS di Vizzini con i trenini della Ferrovia Siracusa Ragusa Vizzini (anch'essa soppressa) e, tramite la Stazione di Dittaino, alla linea ferroviaria principale FS per Enna, Palermo e Catania. Tale linea serviva molti comuni della zona sud della provincia di Enna ed era molto trafficata (nel tratto fino a Dittaino) soprattutto in funzione dell'attività mineraria importante delle grandi miniere di Floristella e Grottacalda (quando ancora il traffico su strada era inconsistente o inadeguato). Piazza Armerina era dotata di una stazione ferroviaria e di un deposito locomotive nel quale stazionavano le locomotive a cremagliera R.370 e le automotrici RALn 60.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione dello stemma:

Piazza Armerina stemma.gif
« Stemma d'argento, al palo di rosso. Ornamenti esteriori da città. »
(Comune di Piazza Armerina)


Descrizione del gonfalone:

Piazza Armerina-Gonfalone.png
« Drappo di rosso riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma civico e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. »
(Comune di Piazza Armerina)


Descrizione della bandiera:

Flag of Piazza Armerina2.jpg
« drappo trinciato di rosso e di bianco recante centralmente lo stemma civico di cui al D.P.R. 13 marzo 1989. Detto stemma è accompagnato nella parte inferiore dalla scritta in lettere maiuscole di rosso: Urbs Opulentissima. L’asta verticale sarà ornata dalla cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro »
(D.P.R. del 21 settembre 2011[4])


Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«D.P.R. 31 ottobre 1988»

Popolazione e demografia[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica di Piazza Armerina dall'Unità d'Italia ad oggi ha seguito andamenti estremamente altalenanti. Nel 1861, infatti, fu censita una popolazione di 21.716 anime, addirittura leggermente superiore a quella attuale, dato per cui l'allora Piazza rappresentava il centro più grosso dell'odierna provincia di Enna. Seguì tuttavia una recessione, i cui effetti rimasero visibili fino all'inizio del Novecento, allorché Piazza raggiunse i 24.000 ab. e, in linea tra l'altro con l'andamento demografico nettamente positivo delle altre città della provincia, si avviò a superare quota 30.000 segnando il picco storico di oltre 38.000 ab. nel 1921, anno in cui oltrepassava Enna di 5.000 anime e Caltagirone di 2.000. Il decremento che si ebbe nel decennio a venire fu imponente, a causa dell'elevazione di Enna e Ragusa a Capoluogo di Provincia (1927), ad opera di Mussolini, punendo le Città di Piazza Armerina, Gela, Modica, Caltagirone. La città subi una mortificazione proseguita negli anni con il depauperamento delle risorse e dei servizi da parte del nuovo Capoluogo al che nel 1931 la città si attestò a 25.000 unità, destinate a rasentare quota 21.000 nel 1981, periodo di vera crisi, innescata dalla chiusura delle ultime miniere attive. Oggi, il trend appare lievemente negativo, in minor misura tuttavia rispetto ad altri centri della Sicilia interna. Nonostante il continuo calo demografico a 20.766 abitanti secondo l'ultimo censimento 2011, esistono concrete possibilità di crescita, legate essenzialmente al restauro della Villa del Casale e al turismo.

Abitanti censiti[5]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Villa Romana del Casale
(EN) Villa Romana del Casale
Villa-del-Casale-plan-color-bjs-1.jpg
Tipo Architettonico, artistico
Criterio C (i) (ii) (iii)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Emigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno dell'emigrazione ha attraversato diverse fasi.

  • Prima fase - fino al 1945 ca.: I flussi erano orientati verso le Americhe, Stati Uniti e Argentina.
  • Seconda fase - dal 1945 al 1975 ca.: Flussi principali orientati verso Germania, Belgio, Francia, Svizzera, Italia settentrionale.
  • Terza fase - dal 1975 ca.: Il flusso è numericamente molto minore, ma costante. Sono coinvolti soprattutto giovani scolarizzati. Mete sono l'Italia del Nord, Gran Bretagna e altri paesi UE.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Piazza Armerina.
Un pavimento della Villa del Casale

Dai ritrovamenti numismatici presenti sul Monte Naone non lungi dall'abitato si può presumere che qui esistesse un abitato di età greca, forse una sub-colonia di Gela e più precisamente la Hybla Geleatis di cui fa menzione Tucidide in seguito chiamata Stiela[6]. Sulla storia poi di Piazza dove è attualmente ubicata si sa con certezza solo dalla dominazione normanna in poi, in riferimento alla ricostruzione della città nel 1163 ad opera di Guglielmo II. Per il periodo precedente alla fondazione diverse sono le ipotesi. Alcuni autori del Seicento favoleggiarono di un villaggio chiamato Plutia di origine romana, ma nessuna fonte classica ha mai riportato tale località. Tuttavia secondo fonti musulmane riportate da Michele Amari nella sua Storia dei Musulmani di Sicilia, esisteva una città che gli arabofoni pronunciavano Iblâtasa o Iblâtana,[7] abitata da comunità islamiche, che dovette sorgere su un villaggio preesistente che le cronache medievali (come il Fazello) indicavano più tardi come Casalis Saracenorum. Tale villaggio potrebbe essere la Ibla Elatson o Ibla Elatton (Ibla minore) riportata da Idrisi[8] che corrisponderebbe alla Ibla Geleate (ibla Gelese) descritta da Tucidide (per Pausania Ibla Gereate, per Stefano Bizantino Ibla Era o Minore)[9]. La città islamica venne ribattezzata Placia o Platsa dai Normanni che la conquistarono e la affidarono agli Aleramici. Re Guglielmo I di Sicilia, per punirla della sua ribellione capeggiata da Ruggero Sclavo, figlio illegittimo dell'aleramico Simone, conte di Policastro, che in pratica aveva trucidato la popolazione araba, la fece incendiare e distruggere nel 1161[10]. Venne dunque ricostruita, nel 1163 più in alto da Guglielmo II sul colle Armerino e ripopolata con genti provenienti dalle aree "longobarde" settentrionali. Scavi recenti, condotti dall'università La Sapienza di Roma hanno messo in luce, nei dintorni della Villa Romana del Casale l'impianto di un villaggio di epoca medievale, presumibilmente riferibile alla città distrutta da Guglielmo il Malo.

Piazza diviene sede di tribunali nel periodo federiciano e nel 1459. Nel 1517 Carlo V la fregia del titolo di Città, chiamandola sovente Opulentissima. In questo periodo Piazza è capitale di una Comarca che riunisce a sé i diversi paesi lombardi, accomunati da un linguaggio e una storia comuni. Dal 1689 fino al 1817 è sede della quarta Università del Regno[11]. Dal 1817 è anche sede di vescovato, mentre ottiene il titolo di Armerina nel 1863. Persa la sua egemonia sul territorio venne accorpata al Vallo di Caltanissetta e dal 1926 passò alla Provincia di Enna.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

« [Piazza] posta in una valle, edificata da' Lombardi, ove ancora i Cittadini parlano lombardo corroto. »
(Giuseppe Carnevale, Storia e descrizione del regno di Sicilia, Napoli, 1591[12][13])

La cittadina è nota per far parte dei cosiddetti "comuni lombardi" di Sicilia, il cui vernacolo (appartenente al gruppo cosiddetto "gallo-italico di Sicilia") ha poco a che fare con gli idiomi indigeni e molto invece con quelli delle regioni settentrionali piemontesi, specie delle zone del Monferrato. Il fatto è spiegabile storicamente per essere stata occupata-colonizzata storicamente da comunità provenienti da quell'area[14].

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gallo-italico di Sicilia e Lombardi di Sicilia.

Il dialetto è stato scritto per la prima volta dal sig. Remigio Roccella da Piazza in un saggio di poesie originali stampate in Piazza stessa Poesie e prose nella lingua parlata piazzese[15]. Ha pure provveduto a stilare un Vocabolario della lingua parlata in Piazza Armerina[16] ma si possono ricordare anche i contributi di Litterio Villari[17].

(LMO)

« Com nna barca senza cap'tangh, com senza di tranti 'mp'c'ríngh, com na crésgia senza cap'llangh, p' tali e quali è Ciazza lu sc'ntìngh. Non ggh' è ciù nudd, ch' ggh' stenn a mangh, murinu Massimiángh e Ciccu e Ningh, l' ana ddasciàt ai mai d' 'nsagr'stangh, ch' di 'mpulini scurza l' egua e u vingh. O Ciazza, Ciazza, scunsulada e stanca, döi o tréi far'séi e n' om viu, t' ana purtàit 'ntaggh d' ddavanca. S' tarda ciù l' Autor'tà c'vìu, a dett ajùt e cadi a banna manca, sc'ntina mur'rài d' mau s'ttìu. »

(IT)

« Come una barca senza capitano, come senza tirelle un bambino, come una chiesa senza cappellano, così è ridotta l'infelice Piazza. Non vi è più alcuno che le dà la mano, son morti Massimian, Francesco e Nino, l'hanno abbandonato alle mani d'un sagrestano, che sottrae dalle ampolle l'acqua e il vino. O Piazza, Piazza, sconsolata e stanca, due o tre farisei e un uomo vile t'hanno condotto all'orlo del precipizio. Se tarda ancor l'autorità civile a darti ajuto, e resti abbandonata, infelice, morirai di consunzione! »

(Roccella, A Ciazza (A Piazza), sonetto)

A proposito delle origini piemontesi (anzi “monferrine”) di Piazza Armerina potrebbe riscontrarsi non solo l'uso del dialetto gallo-siculo con le altre notizie storiche variamente confermate ma anche una qualche aneddotica analogia tra un lemma del quale riparleremo e la leggenda che, sulla etimologia del nome Monferrato (in piemontese "mònfrà"), narra come nel 961, l'allora Conte Aleramo dovesse cavalcare con il proprio cavallo un giorno intero per delineare i confini del futuro suo feudo (che diventerà marchesato) che avrebbe ricevuto in premio da Ottone I per i suoi servigi. In quel giorno sembra che il cavallo di Aleramo perdesse un ferro e il cavaliere, non avendo niente di meglio per rimediare, usasse, lì per lì, un mattone trovato per terra e, con questo legato allo zoccolo del suo destriero, in guisa di ferratura, al fine di riprendere il suo viaggio. In piemontese il mattone viene chiamato usualmente "mòn" e da lì a "mònfrà" (ferrato con mattone) e quindi "Monferrato", il passo sarebbe breve! Ma ci sarebbe di più; risulta infatti che le origini di una particolare etimologia siciliana che indica il mattone siano appannaggio esclusivo di Piazza Armerina e dintorni: in quei luoghi il mattone da costruzione viene usualmente chiamato “zucculettu” che, tradotto in italiano, può suonare più o meno come “piccolo zoccolo”: ecco ritornato lo zoccolo del cavallo di Aleramo e, in qualche modo, riconfermate le origini piemontesi di Piazza Armerina[senza fonte]. Una descrizione del poeta dialettale Gaetano Marino Albanese:

« Per le vie di Piazza Armerina si vede non di rado un giovane di mediocre altezza, mingherlino, pallido, seguito da qualche amico e da ragazzi curiosi, che si compiace di regalare qualche sua poesia stampata su fogli volanti. Bravo ebanista, fornito di un facile estro poetico, ma senza cultura. Possiede invece una buona dose di buon senso e molte nozioni apprese nell'osservazione attenta della sua vita, anche della lontana America. Nei versi il Marino riflette la sua abituale piacevolezza comica della conversazione, in una forma raramente stentata, che ritrae dalla viva bocca del popolo. Preferisce per lo più versi brevi riuniti in quartine. Certo dal Marino non possiamo aspettarci un verso sempre corretto, rime simmetriche, né l'esatta grafia delle varie gradazioni vocali e delle consonanti, ch'egli, come ogni altro dilettante, raddoppia sulla falsa riga del dialetto siciliano »
(Filippo Piazza[18])

Università[modifica | modifica wikitesto]

Dall'anno accademico 2001-2002 all'anno accademico 2007-2008 la città ha ospitato la sede distaccata del corso di Laurea triennale in Formazione di Operatori Turistici, facente capo alla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli studi di Catania, nei locali dell'ex prefettura, già centrale elettrica nell'Ottocento. Dall'anno accademico 2010-2011 è attivo il Corso di Laurea in Infermieristica dell'Università degli Studi di Messina che ha sede nel prestigioso ex convento di S. Anna a pochi passi dalla Cattedrale. Il Comune ha anche una convenzione con la Cattedra di Archeologia Classica dell'Università di Roma - la Sapienza che ogni anno organizza una missione di scavo bimestrale presso la Villa romana del Casale alla quale partecipano studenti italiani e spagnoli.

Persone legate a Piazza Armerina[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Armerina vive principalmente di turismo, settore terziario ed agricoltura.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Presente in tutti i pacchetti turistici della Sicilia, Piazza Armerina è una delle mete più richieste ed apprezzate del turismo isolano, distinguendosi come famosa località per le visite archeologiche e culturali ed annoverata fra le migliori mete child friendly in Europa[19]. Ogni anno, sono circa 600.000 i visitatori - provenienti da tutto il mondo - che si recano presso la Villa romana del Casale, patrimonio dell'umanità tutelato dall'UNESCO, nonché rientrante tra i siti d'arte romana più fruiti in assoluto. La città ed il suo centro storico sono tuttavia spesso trascurati dal turismo di massa, che si cerca di captare migliorando la ricettività e restaurando i monumenti più significativi, tra cui Palazzo Trigona, che da anni attende l'adattamento a museo archeologico, e operando la vendita a gestori privati dei principali beni culturali presenti, nell'auspicio di una più competitiva gestione. Nel 2010 il Comune ha dato vita al Sistema Museale di Piazza Armerina (SiMPA) che comprende alcuni siti museali all'interno del centro storico: il Teatro comunale fondato nel 1700, la Mostra permanente della Civiltà dello Zolfo che ha sede nei locali della Lega Zolfatai in via Garibaldi, la Pinacoteca comunale e la Mostra permanente del Libro antico ospitata nel Coro dei Nobili dell'ex collegio dei Gesuiti che ospita anche la Biblioteca comunale.

Appuntamenti[modifica | modifica wikitesto]

L'evento più importante è il Palio dei Normanni, che si svolge dal 12 al 14 di agosto.

Esso è la rievocazione, in costume, di un episodio svoltosi a Piazza Armerina nel XII secolo abbinato ad una giostra cavalleresca sullo stile della quintana. Ha una durata di tre giorni e si svolge tutti gli anni.

Dal 2009 nell'ultima decade di luglio si svolge PiazzaJazz Workshop and Concerts, una scuola estiva di perfezionamento in musica jazz con la presenza di maestri di tutti gli strumenti e numerosi concerti al giorno, che si è subito affermata sul piano nazionale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Armerina è gemellata con:

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni '80 ad oggi la città di Piazza Armerina ha visto nascere e scomparire diverse società di calcio dilettantistiche. Tra queste, le più ricordate sono:

  • Nuova Plutia Calcio (Miglior risultato: 11^ in Eccellenza Sicilia 1992-1993)
  • Ambrosiana e Armerina Calcio (che davano vita al derby di Piazza negli anni '80)
  • Mosaici 2001 (gemellata con la società di calcio Chievo Verona) e Studentesca Armerina (ancora oggi attiva con la scuola calcio), le quali hanno ben contribuito negli anni a rappresentare la città nei campionati giovanili regionali
  • Piazza Armerina Mosaici Calcio (società che, a seguito della vittoria nel 2010/2011 del campionato di 2ª categoria, viene sciolta l'anno successivo in procinto dell'inizio del campionato di 1ª categoria)

Dopo 2 anni di inattività, nell'agosto del 2013, il calcio a 11 ritorna nella città grazie all'operato di un gruppo di giovani appassionati che fondano l'attuale USD Città dei Mosaici. Ricominciando dal campionato provinciale di Terza Categoria, l'obiettivo che si è prefissata l'attuale società è quello di riportare il calcio piazzese ai livelli di un tempo e di mantenersi negli anni come punto di riferimento del calcio dilettantistico siciliano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/12/2013
  4. ^ Pagina di araldicacivica.it su Piazza Armerina, consultato il 21-05-2014
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Dallo studio delle monete rinvenute in scavi clandestini su cui compare la legenda STI o STIA; cfr. E. Cammarata, Numismatica e Topografia antica, in «Demetra», 7, Palermo 1994, pp. 22 passim.
  7. ^ Col che sarebbe dimostrato che il toponimo originario doveva essere "Ibl..." o "Pl...". Ciò in accordo con la regola per la quale la arabo non ammette che una parola possa cominciare con due consonanti consecutive, di cui la prima "in quiete" (cioè senza vocale). Per ovviare a questo inconveniente, riscontrabile quando i musulmani s'imbattevano in un toponimo non di origine araba, l'arabofono deve inserire una vocale eufonica tra le due consonanti o premettere alla prima consonante una Alif prostetica. Dunque non Bla (o Pla, ricordando che la "P" è del tutto inesistente in arabo e che essa viene sostituita dall'altra labiale "B") ma Bala o Ibla.
  8. ^ Edrisi, in Michele Amari (a cura di), Biblioteca arabo-sicula, Torino, Loescher, 1880, p. 102, ristampa Catania, 1982.
  9. ^ Litterio Villari, Hybla Deinceps Platia, Roma, 2000, p. 11
  10. ^ Litterio Villari, op. cit., pp. 29-30.
  11. ^ F. Marchese, La chiarezza oscurata per la morte di D.D. Antonio Chiarandà, Messina 1695, p. 41.
  12. ^ Giuseppe Carnevale, Storia e descrizione del regno di Sicilia, Napoli, 1591. Caltanissetta 1987, Lib. II, p. 153
  13. ^ Salvatore C. Trovato, Convegno di studi su Dialetti galloitalici dal Nord al Sud: realtà e prospettive, Volume 2 di Progetto Galloitalici, Università di Catania, cattedra di geografia linguistica, Lunario, Catania 1999, p. 221.
  14. ^ Vedi ad esempio L. Villari, Storia della Città di Piazza Armerina, pp. 100 e ss.
  15. ^ La rivista europea, Anno IV, Volume I - pg. 172
  16. ^ Caltagirone, 1875 e successiva riedizione di Forni, Bologna, 1970.
  17. ^ Idem, Storia della città di Piazza Armerina - L'antica Ibla Erea, Piacenza, La Tribuna, 1973.
  18. ^ Filippo Piazza, Le colonie e i dialetti Lombardo-Siculi - Saggi di studi Neolatini, Cav. Vincenzo Giannotta Editore Catania, 1921, p. 102.
  19. ^ Le 6 migliori mete child friendly in Europa travel365.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ignazio Nigrelli - NIno Vullo, "Piazza Armerina città dei mosaici", Guida turistica illustrata, Palermo, 1972
  • Ignazio Nigrelli, Piazza Armerina medievale, Electa, Milano, 1983
  • Litterio Villari, Storia della città di Piazza Armerina, capitale dei Lombardi di Sicilia, La Tribuna, Piacenza, 1987
  • Litterio Villari, Storia ecclesiastica della città di Piazza Armerina, Società messinese di Storia Patria, Messina, 1988
  • Ignazio Nigrelli, Piazza Armerina: l'ambiente naturale, la storia, la vita economica e sociale, Ila Palma, Palermo, 1989
  • Gaetano Masuzzo, Cronologia civile ed ecclesiastica di Piazza e dintorni - Palazzi, chiese, conventi, ordini religiosi, confraternite, alberi genealogici, uomini illustri e avvenimenti memorabili di una delle più belle cittadine del centro Sicilia, Edizioni NovaGraf, 94010 Assoro, 2008 ISBN 978-88-88881-51-5
  • Commissione Nazionale Italiana UNESCO, Piazza Armerina. La Villa del Casale, Libreria dello Stato, Roma, 2007
  • Ignazio Nigrelli, La storia onesta. Saggi di storia medievale su Augusta, Gela e Piazza, Lombardi editori, Siracusa, 2010 ISBN 978-88-7260-228-7
  • Fausto Carmelo Nigrelli e Maria Rosaria Vitale, "Piazza Armerina, dalla Villa al Parco. Studi e ricerche sulla Villa romana del Casale e sul fiume Gela, Biblioteca del Cenide, Cannitello, 2010 ISBN 978-88-87669-59-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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