Piazza Armerina

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Piazza Armerina
Panorama di Piazza Armerina
Piazza Armerina - Bandiera
Piazza Armerina - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Enna
Coordinate: 37°23′0″N 14°22′0″E / 37.38333, 14.36667Coordinate: 37°23′0″N 14°22′0″E / 37.38333, 14.36667
Altitudine: 721 m s.l.m.
Superficie: 302 km²
Abitanti:
20.766 05-2007 ISTAT
Densità: 70 ab./km²
Frazioni: Azzolina, Farrugio, Floristella, Grottacalda, Ileano, Polleri, Santa Croce, Serrafina 
Comuni contigui: Aidone, Assoro, Barrafranca, Caltagirone (CT), Enna, Mazzarino (CL), Mirabella Imbaccari (CT), Pietraperzia, Raddusa (CT), San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Valguarnera Caropepe
CAP: 94015
Pref. telefonico: 0935
Codice ISTAT: 086014
Codice catasto: G580 
Nome abitanti: Piazzesi 
Santo patrono: Santa Maria delle Vittorie 
Giorno festivo: 15 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Piazza Armerina è un comune di 20.766 abitanti della provincia di Enna, nella Sicilia centrale. Già comune in provincia di Caltanissetta, Piazza Armerina è famosa nel mondo per i mosaici romani della villa del Casale. In siciliano è denominata Chiazza, nel dialetto locale gallo-siculo è denominata Ciazza. È patrimonio dell'UNESCO dal 1997 con la Villa del Casale.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Territorio

Il comune di Piazza Armerina nella provincia di Enna

Piazza Armerina sorge su un'altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d'altitudine e a poca distanza da Enna. La città, tra i maggiori punti di riferimento della provincia, è incastonata tra fitti ed estesi boschi misti con predominanza di eucaliptus, che si estendono ai suoi piedi a nord come a sud. Il territorio comunale della città rientra tra i primi 100 comuni italiani per superficie, piazzandosi al 37° posto con un'estensione di 302 km², che ne fanno il secondo centro della provincia alle spalle del capoluogo, ed il settimo della regione. Il suo punto più alto è di 877 m sul livello del mare, mentre quello più basso si colloca a quota 225 m, determinando una notevole escursione altimetrica che si registra tra il centro urbano e le località sottostanti, tra cui numerose sono le enclavi, ritagliate nei territori dei comuni limitrofi. Qualora dovesse formarsi la provincia del Calatino, potrebbe rientrarvi anche Piazza Armerina.

[modifica] Natura

La città è circondata, oltre che dalle foreste del parco della Ronza, e dagli altri boschi, da altri siti dalla prospera natura, quali ad esempio il lago d'Olivo, bacino artificiale creato a scopi irrigui, o il sito archeologico di Montagna di Marzo, avvolto anch'esso nel verde. Senza contare che in un raggio limitato, nei pressi di Enna, si apre il lago di Pergusa, incorniciato dall'incantevole riserva omonima ad alta naturalità, o altresì la Riserva naturale orientata Rossomanno Grottascura Bellia, parte della quale ricade proprio in territorio armerino. Quest'ultima riserva abbraccia il bosco di Rossomanno, che prende nome dall'omonimo monte, una fitta selva i cui sentieri sono stati recentemente ritracciati per favorire le attività escursionistiche e di trekking.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Piazza Armerina.

L'altitudine di bassa montagna, e le coordinate geografiche (37°23'13"20 N di latitudine) concorrono a fare di Piazza una località a clima mediterraneo, non foss'altro che per la collocazione interna e la capillarità del refrigerante manto forestale, fattori che concorrono a determinare un tipico clima della Sicilia centrale, caratteristico di quasi tutta la provincia ennese. Quest'ultimo si distingue dal clima mediterraneo per gli influssi continentali dovuti alla lontananza dal mare, e al contempo dall'altitudine non di pianura, certamente mitigati, tuttavia, dalla bassa latitudine. In virtù di ciò, Piazza Armerina è inclusa nella fascia climatica D, immediatamente precedente a quella in cui è inserita Enna: ciò significa che l'accensione degli impianti di riscaldamento è normalmente consentita per 12 ore giornaliere (2 meno che nel capoluogo), dal 15 ottobre al 15 aprile.

[modifica] Trasporti

Nel settore dei trasporti, la città si appoggia alla vicina Enna soprattutto per i collegamenti ferroviari, essendo oggi sprovvista di una propria stazione, e nelle autolinee, trovandosi proprio nel capoluogo il più vicino terminal per collegamenti su gomma a livello regionale, nazionale ed internazionale, gestiti dalle compagnie SAIS Autolinee S.p.A. ed Etna trasporti, ambedue ennesi. Ma effettuano fermata o partenza proprio a Piazza Armerina autobus diretti alle più importanti città dell'isola.

Piazza Armerina è comunque ben servita dal punto di vista della rete stradale: per chi proviene dal capoluogo a mezzo dell'autostrada A19, lo svincolo di riferimento è quello di Enna; occorre dunque immettersi nella Strada Statale 561 Pergusina per Pergusa, imboccare un breve tratto della Strada Statale 117 Centrale Sicula, che dopo poco viene denominata SP Turistica, servendo infatti i due maggiori siti archeologici della provincia di Enna. Chi percorresse l'autostrada provenendo da Catania ha convenienza ad uscire allo svincolo di Mulinello. Da sud, invece, ci si rifà sempre alla SS117 bis, che collega Piazza a Gela, alla SS417 per Caltagirone ed alla SP15 per Barrafranca.

Fino agli anni '60 Piazza Armerina era collegata mediante la ferrovia Dittaino-Piazza Armerina-Caltagirone (a scartamento ridotto) a Caltagirone, da cui era possibile raggiungere via ferrovia anche Siracusa e Ragusa mediante coincidenza alla stazione FS di Vizzini con i trenini della Ferrovia Siracusa Ragusa Vizzini (anch'essa soppressa) e, tramite la Stazione di Dittaino, alla linea ferroviaria principale FS per Enna, Palermo e Catania. Tale linea serviva molti comuni della zona sud della provincia di Enna ed era molto trafficata (nel tratto fino a Dittaino) soprattutto in funzione dell'attività mineraria importante delle grandi miniere di Floristella e Grottacalda, (quando ancora il traffico su strada era inconsistente o inadeguato). Piazza Armerina era dotata di una stazione ferroviaria e di un Deposito Locomotive nel quale stazionavano le Locomotiva Gruppo R370 e le Automotrici RALn.60. Oggi la stazione di riferimento è quella di Enna, per il traffico passeggeri, e di Dittaino per il traffico merci.


[modifica] Popolazione e demografia

L'evoluzione demografica di Piazza Armerina dall'Unità d'Italia ad oggi ha seguito andamenti estremamente altalenanti. Nel 1861, infatti, fu censita una popolazione di 21.716 anime, addirittura leggermente superiore a quella attuale, dato per cui l'allora Piazza rappresentava il centro più grosso dell'odierna provincia di Enna. Seguì tuttavia una recessione, i cui effetti rimasero visibili fino all'inizio del Novecento, allorché Piazza raggiunse i 24.000 ab. e, in linea tra l'altro con l'andamento demografico nettamente positivo delle altre città della provincia, si avviò a superare quota 30.000 segnando il picco storico di oltre 38.000 ab. nel 1921, anno in cui oltrepassava Enna di 5.000 anime e Caltagirone di 2.000. Il decremento che si ebbe nel decennio a venire fu imponente, al che nel 1931 la città si attestò a 25.000 unità, destinate a rasentare quota 21.000 nel 1981, periodo di vera crisi, innescata dalla chiusura delle ultime miniere attive. Oggi, il trend appare lievemente negativo, in minor misura tuttavia rispetto ad altri centri della Sicilia interna. Esistono, ciononostante, concrete possibilità di crescita, legate essenzialmente al restauro della Villa del Casale e al turismo.


Abitanti censiti


Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Villa Romana del Casale
Villa Romana del Casale
Tipologia Architettonico, artistico
Criterio C (i) (ii) (iii)
Pericolo Nessuna indicazione
Anno 1997
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

[modifica] Storia

Sulla storia di "Piazza" si sa con certezza solo dalla dominazione normanna in poi, in riferimento alla ricostruzione della città nel 1163 ad opera di Guglielmo II. Per il periodo precedente alla fondazione precedente a tale data diverse sono le ipotesi. Alcuni autori del Seicento favoleggiarono di un villaggio chiamato Plutia di origine romana, ma nessuna fonte classica ha mai riportato tale località. Tuttavia secondo diversi musulmani esisteva una città che essi, arabofoni, traslitteravano 'Iblâtasah o 'Iblâtanah, abitata da comunità islamiche, che dovette sorgere su un villaggio preesistente che le cronache medievali (come il Fazello) indicavano più tardi come Casalis Saracenorum. Tale villaggio potrebbe essere la Ibla Elatson o Ibla Elatton (Ibla minore) riportata da Idris[1] che corrisponderebbe alla Ibla Geleate descritta da Tucidide (per Pausania Ibla Gereate, per Stefano Bizantino Ibla Era o Minore)[2].

[modifica] Cultura

La cittadina è nota per far parte dei cosiddetti "comuni lombardi" di Sicilia, il cui vernacolo (appartenente al gruppo cosiddetto "gallo-siculo") ha poco a che fare con gli idiomi indigeni e molto invece con quelli delle regioni settentrionali piemontesi, specie delle zone del Monferrato.

Il fatto è spiegabile storicamente per essere stata distrutta la precedente cittadina di Piazza - edificata dal re normanno Ruggero II di Sicilia su un precedente insediamento islamico (chiamato 'Iblâtasah[3]) - da re Guglielmo I di Sicilia per punirla della sua ribellione capeggiata da Ruggero Sclavo, figlio illegittimo dell'aleramico Simone, conte di Policastro, che in pratica aveva trucidato la popolazione araba.

Successivamente essa fu ricostruita, nel 1163 più in alto da Guglielmo II sul colle Armerino e ripopolata con genti provenienti dalle aree "longobarde" settentrionali. Scavi recenti, condotti dall'università La Sapienza di Roma hanno messo in luce, nei dintorni della Villa Romana del Casale l'impianto di un villaggio di epoca medievale, presumibilmente riferibile alla città distrutta da Guglielmo il Malo.

[modifica] Dialetto

Il dialetto è stato studiato fra gli altri da Remigio Roccella che ha provveduto a stilare un Vocabolario della lingua parlata in Piazza Armerina[4] ma si possono ricordare anche i contributi di Litterio Villari[5].

A proposito delle origini piemontesi (anzi “monferrine”) di Piazza Armerina potrebbe riscontrarsi non solo l’uso del dialetto gallo-siculo con le altre notizie storiche variamente confermate ma anche una qualche aneddotica analogia tra un lemma del quale riparleremo e la leggenda che, sulla etimologia del nome Monferrato (in piemontese "mònfrà"), narra come nel 961, l'allora Conte Aleramo dovesse cavalcare con il proprio cavallo un giorno intero per delineare i confini del futuro suo feudo (che diventerà marchesato) che avrebbe ricevuto in premio da Ottone I per i suoi servigi. In quel giorno sembra che il cavallo di Aleramo perdesse un ferro e il cavaliere, non avendo niente di meglio per rimediare, usasse, lì per lì, un mattone trovato per terra e, con questo legato allo zoccolo del suo destriero, in guisa di ferratura, al fine di riprendere il suo viaggio. In piemontese il mattone viene chiamato usualmente "mòn" e da lì a "mònfrà" (ferrato con mattone) e quindi "Monferrato", il passo sarebbe breve! Ma ci sarebbe di più; risulta infatti che le origini di una particolare etimologia siciliana che indica il mattone siano appannaggio esclusivo di Piazza Armerina e dintorni: in quei luoghi il mattone da costruzione viene usualmente chiamato “zucculettu” che, tradotto in italiano, può suonare più o meno come “piccolo zoccolo”: ecco ritornato lo zoccolo del cavallo di Aleramo e, in qualche modo, riconfermate le origini piemontesi di Piazza Armerina[senza fonte]. Una descrizione del poeta dialettale Gaetano Marino Albanese:

« Per le vie di Piazza Armerina si vede non di rado un giovane di mediocre altezza, mingherlino, pallido, seguito da qualche amico e da ragazzi curiosi, che si compiace di regalare qualche sua poesia stampata su fogli volanti. Bravo ebanista, fornito di un facile estro poetico, ma senza cultura. Possiede invece una buona dose di buon senso e molte nozioni apprese nell'osservazione attenta della sua vita, anche della lontana America. Nei versi il Marino riflette la sua abituale piacevolezza comica della conversazione, in una forma raramente stentata, che ritrae dalla viva bocca del popolo. Preferisce per lo più versi brevi riuniti in quartine. Certo dal Marino non possimo aspettarci un verso sempre corretto, rime simmetriche, nè l'esatta grafia delle varie gradazioni vocali e delle consonanti, ch'egli, come ogni altro dilettante, raddoppia sulla falsa riga del dialetto siciliano »

[modifica] Università

Dall'anno accademico 2001-2002 la città ospita la sede distaccata del corso di Laurea triennale in Formazione di Operatori Turistici, facente capo alla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli studi di Catania, nei locali dell'ex prefettura, già centrale elettrica nell'Ottocento. Il corso conta oggi oltre i 350 iscritti provenienti da molte parti della Sicilia, in particolare dall'area orientale. Il corpo docenti proviene in gran parte dalla stessa Facoltà di riferimento e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia.

[modifica] Personalità legate a Piazza Armerina

[modifica] Economia

Piazza Armerina vive principalmente di turismo, settore terziario ed agricoltura.

[modifica] Turismo

Presente in tutti i pacchetti turistici della Sicilia, Piazza Armerina è una delle mete più richieste ed apprezzate del turismo isolano, distinguendosi come famosa località per le visite archeologiche e culturali. Ogni anno, sono circa 600.000 i visitatori - provenienti da tutto il mondo - che si recano presso la Villa romana del Casale, patrimonio dell'umanità tutelato dall'UNESCO, nonché rientrante tra i siti d'arte romana più fruiti in assoluto. La città ed il suo centro storico sono tuttavia spesso trascurati dal turismo di massa, che si cerca di captare migliorando la ricettività e restaurando i monumenti più significativi, tra cui Palazzo Trigona, che da anni attende l'adattamento a museo archeologico, e operando la vendita a gestori privati dei principali beni culturali presenti, nell'auspicio di una più competitiva gestione.

[modifica] Appuntamenti

L'evento più importante è il Palio dei Normanni, che si svolge dal 12 al 14 di agosto.

Esso è la rievocazione, in costume, di un episodio svoltosi a Piazza Armerina nel XII secolo abbinato ad una giostra cavalleresca sullo stile della quintana. Ha una durata di tre giorni e si svolge tutti gli anni.

[modifica] Curiosità

  • Nel 2007 viene pubblicato Tota nostra, un romanzo in cui il paese immaginario di Convicino, protagonista dell'opera, è in larga parte identificabile proprio con Piazza Armerina — nelle sue differenti caratterizzazioni culturali — che diviene l'emblema di altri comuni del Mezzogiorno e della Sicilia intera [7].


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Carmelo Fausto Nigrelli (centrosinistra) dal 30/06/2008
Centralino del comune: 0935 982111
Posta elettronica: Sindaco@comune.piazzaarmerina.en.it

[modifica] Note

  1. ^ Edrisi, in M. Amari (a cura di), Biblioteca arabo-sicula, Torino, Loescher, 1880, p. 102, ristampa Catania, 1982.
  2. ^ Cfr. Litterio Villari, Hybla Deinceps Platia, Roma, 2000, p. 11
  3. ^ Litterio Villari, Hybla Deinceps Platia, Roma, 2000, pp. 29-30.
  4. ^ Caltagirone, 1875 e successiva riedizione di Forni, Bologna, 1970.
  5. ^ Idem, Storia della città di Piazza Armerina - L'antica Ibla Erea, Piacenza, La Tribuna, 1973.
  6. ^ Filippo Piazza, Le colonie e i dialetti Lombardo-Siculi - Saggi di studi Neolatini, Cav. Vincenzo Giannotta Editore Catania, 1921, p. 102.
  7. ^ Salvatore Giordano, Tota nostra, Edizioni Carlo Amore, Roma, 2007 ISBN 978-88-87958-89-8.

[modifica] Bibliografia

  • Gaetano Masuzzo, Cronologia civile ed ecclesiastica di Piazza e dintorni - Palazzi, chiese, conventi, ordini religiosi, confraternite, alberi genealogici, uomini illustri e avvenimenti memorabili di una delle più belle cittadine del centro Sicilia, Edizioni NovaGraf, 94010 Assoro, 2008 ISBN 978-88-88881-51-5

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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