Sciacca

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Sciacca
comune
Sciacca – Stemma Sciacca – Bandiera
Il porto di Sciacca
Il porto di Sciacca
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Di Paola (PDL) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°30′33″N 13°05′20″E / 37.509167°N 13.088889°E37.509167; 13.088889 (Sciacca)Coordinate: 37°30′33″N 13°05′20″E / 37.509167°N 13.088889°E37.509167; 13.088889 (Sciacca)
Altitudine 60 m s.l.m.
Superficie 190,30 km²
Abitanti 40 946[1] (30-11-2012)
Densità 215,17 ab./km²
Frazioni Foggia, Lago del Carboi, Carbone, Makauda, Maragani, Ragana, San Calogero, San Giorgio, San Marco, Baiata, Scunchipani, Timpirussi, Ferraro, San Michele, Perriera, Bordea, Isabella, Marina, Cutrone, Sovareto, Santa Maria, Santa Caterina,
Comuni confinanti Caltabellotta, Menfi, Ribera, Sambuca di Sicilia
Altre informazioni
Cod. postale 92019
Prefisso 0925
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084041
Cod. catastale I533
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 887 GG[2]
Nome abitanti saccensi
Patrono Festa della Madonna del Soccorso
Giorno festivo 2 febbraio e 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sciacca
Posizione del comune di Sciacca nella provincia di Agrigento
Posizione del comune di Sciacca nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Sciacca è un comune italiano di 40 946[1] abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia.

È una città di mare, turistica e termale. Ricca di monumenti e chiese, è nota fra l'altro per il suo storico carnevale.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La cittadina di Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice, a circa 65 metri sul livello del mare: ad est s’innalza il monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali.

È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di Pantelleria e Tunisi, a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento.

L'isola Ferdinandea[modifica | modifica sorgente]

La spiaggia di Timpi Russi

A circa 26 miglia marine dalla costa di Sciacca, a pochi metri dalla superficie del mare sul cosiddetto banco di Graham sorge un vulcano attivo che nel 1831 eruttò formando una piccola isola che venne chiamata Isola Ferdinandea. Il primo ad approdare sull'isola dopo alcuni primi tentativi falliti fu l'ammiraglio britannico James Graham che riuscì a piantarci sopra la bandiera britannica. Dopo qualche giorno una delegazione di cartografi francesi riuscì ad approdare e tracciare alcune piantine dell'isola. Questa delegazione battezzò l'isola con il nome di Julia. Dopo alcune settimane un'altra delegazione di geologi e cartografi borbonici riuscì a mettere piede sull'isola e tracciare altre piantine e battezzarono l'isola con il nome di Ferdinandea in onore al re delle Due Sicilie Ferdinando II. Le tre nazioni stavano ancora litigando per il possesso dell'isola, peraltro situata in mezzo al canale di Sicilia e quindi in una posizione estremamente strategica, che essa lasciò tutti di stucco inabissandosi tra flutti e vapori cinque mesi dopo.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Sciacca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Sciacca.

Secondo lo storico Savasta (1843) il nome di Sciacca si scriveva con la lettera X, cioè Xacca derivato da Xech, dal nome saraceno Xech, che sta per Signora e Governatrice. Xechi erano, inoltre, chiamati dai Saraceni i governatori delle piazze come attesta il Fazello (1498-1570). Secondo altri Xacca deriva da Xach che vuol dire Mercurio (forse per un famoso tempio dedicato a questa divinità), oppure Pomona (dea dell'abbondanza). Poi in latino si scrisse Sacca.

Altre spiegazioni sul suo nome le diedero gli studiosi Giuseppe Licata (1881) e Ciaccio (1900). La più recente, comunque, la si deve all'arabista saccense mons. Giuseppe Sacco (1925), secondo il quale il vocabolo Sciacca non è altro che un participio femminile attivo della prima coniugazione del verbo sordo (arabo ash-sciaqqat) Saqqua che porta l'idea separare, dividere, fendere. Lo stesso autore ci riferisce che Sciacca è stata così chiamata perché sin dall'inizio del dominio musulmano segnò il confine che separava due province o distretti o contrade. Il fatto che Sciacca si trovava quasi a metà strada fra Marsala e Girgenti giustifica, secondo lo studioso, tale designazione da parte dei conquistatori africani. Lo stesso Michele Amari non dubita sull'origine araba del nome. La tesi sopra descritta non ha trovato però conferma da parte di Giovanni Alessi (1938), secondo il quale la teoria sopraccitata è valida per un corso d'acqua o una catena montuosa, ma non per un centro abitato, pertanto il toponimo Sciacca deriverebbe invece dal latino ex acqua con chiaro riferimento alle ricche sorgenti di acque termali.

Diversi studiosi negli ultimi anni ritengono che il suo nome derivi dall'arabo "Syac", che significa "bagno"; altri da "al Saqquah", risalente al culto per il dio siriano "Shai al Quaaum".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Sciacca conserva molte opere d'interesse artistico. Le sue mura, risalenti a varie fasi costruttive, rappresentano un complesso unitario. Sono molto spesse e quelle più recenti del 1550 si sovrapposero a quelle più antiche del 1330-1335 circa. Si chiamano ancora col nome del viceré Giovanni De Vega che li fece costruire e diresse i lavori.

Le tre porte d'accesso alla città sono tutte rimaneggiate. Porta Palermo – che si trova nei pressi della Piazza Sturzo e fu riedificata nel 1753 durante il Regno di Carlo III di Borbone – ha delle belle colonne in cima adornate da un gruppo scultoreo con una grande aquila, in stile barocco. La Porta San Salvatore, del XVI secolo, che si trova in Piazza Carmine, è ricca di belle sculture rinascimentali. La Porta San Calogero, che si trova nell'omonima piazza, è del 1536.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Duomo
Chiesa di San Domenico
Portale S. Margherita

L'antica Cappella di San Giorgio dei Genovesi è stata costruita nel 1520 dai numerosi mercanti genovesi, residenti a Sciacca per curare i loro affari. Non è più officiata e si trova vicino il porto ed è in parte interrata.

La Chiesa di Maria SS. del Soccorso o Duomo si trova in Piazza Don Minzioni e risale al XII secolo. Fondata da Giulietta (Giuditta) la Normanna, figlia del conte Ruggero, il suo rifacimento è stato eseguito nel 1656 su progetto di Michele Blasco. La chiesa ha tre ampie navate con monumentali archi in stile normanno. La facciata non è stata completata e mostra delle colonne e dei portali ad arco curve. Completano la decorazione della facciata tre sculture di Antonello e Domenico Gagini. All'interno si conservano numerose opere del 1400-1500 fra le quali una scultura di Antonello Gagini ed una statua, raffigurante la Madonna della Catena, attribuita a Francesco Laurana.

Nei pressi della Chiesa Madre si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, risalente al XV secolo. Appartiene invece al Cinquecento, anche se fu ristrutturata nel 1613, la Chiesa del Collegio, che si trova sulla via Roma. Ha un portale a timpano triangolare e l'interno è ad unica navata con cappelle incassate. Nel presbiterio si trova una tela di Domenico Domenichino, mentre in una delle cappelle si trova una Madonna del 1655 di Michele Blasco.

Un altro esempio d'architettura è la Chiesa di San Domenico e il suo Convento, risalenti al 1176 la prima e al 1742 il secondo. La chiesa, in stile barocco, ha una sola navata con otto cappelle: si trova in Corso Vittorio Emanuele. Al XII secolo appartiene la Chiesa del Carmine nell'omonima piazza, che incorpora la Chiesa del Salvatore col suo rosone medievale.

In Piazza Carmine si trova anche la Chiesa di Santa Margherita del 1342 fatta erigere da Eleonora d'Aragona, moglie del Peralta. L'ultimo restauro si è completato nel 1994, dopo che la stessa chiesa venne rifatta nel 1595 con delle colonne angolari con architravi, fregi e cornici. È aperta al pubblico ma non al culto, per cui viene utilizzata per mostre, convegni e concerti. L'ingresso principale è catalano, mentre il portale marmoreo che si trova sulla destra fu realizzato nel 1468 da Pietro de Bonitate su disegno di Francesco Laurana. L'interno, ad unica navata, è barocco e conserva stucchi policromati ed affreschi di Ferraro del XVII secolo. Sull'altare si trova un'icona in marmo del 1507-1512, una statua in legno del 1544, opera di Frigia, che raffigura Santa Margherita, ed un organo ligneo del 1641. Nella navata si trovano sei grandi riquadri e tanti medaglioni realizzati dal Portulani tra il 1529 e il 1530.

La Chiesa dello Spasimo di Corso Vittorio Emanuele è del 1632 e nel vicino Convento si trova il Cortile del Palazzo Fazzello costruito nel Cinquecento. La Chiesa di San Michele, che si trova in Piazza Noceto, fu fondata da Guglielmo Peralta nel 1371 e poi venne ricostruita nel XVII secolo. Si conserva un portale con architrave ed un portale gotico. L'interno è a tre navate con colonne ed archi al centro. La chiesa conserva anche un crocifisso del Quattrocento, due acquasantiere del Cinqucento, una scultura ed un polittico del Cinquecento ed una statua seicentesca in legno di San Michele.

Nella stessa Piazza Noceto si trova la Chiesa di Santa Maria dell'Itria ed il suo monastero: sono state volute anch’esse dal Peralta. La chiesa (detta anche di Badia Grande) è del 1776, ma fu fondata nel 1380.

La Chiesa di San Nicolò La Latina, che si trova in Piazza San Nicolò, risalente al XII secolo, ha un prospetto decorato, tipico dell'architettura arabo-normanna.

Più importante è la Chiesa di Santa Maria delle Giummare in via Valverde, voluta da Giuditta e rifatta nel XVI secolo dopo una prima erezione avvenuta nel 1103. La fiancheggiano due torri merlate. All'interno, ad unica navata, si trova sulla sinistra la cinquecentesca Cappella della Madonna delle Grazie. Da ammirare il rilievo dai San Gerolamo, un'acquasantiera del Quattrocento, un crocifisso cinquecentesco ed una Vergine col Bambino nell'altare maggiore attribuito a Laurana. Datata al 1753, la Chiesa di Sant’Agostino – che si trova alla fine di via Valverde – conserva all'interno una statua della Vergine di G. Gagini del 1538 e portali barocchi.

Datata al XV secolo, la Chiesa di San Francesco – che si trova in via Agatocle – conserva pitture del saccense Mariano Rossi.

Altre chiese sono dedicate a: San Giuseppe (XVI secolo), San Vito (XVIII secolo), San Francesco di Paola (1627) ed il suo Convento del 1224 (adibito ad auditorium, sala congressi e mostre), Santa Caterina (1796), Santa Maria del Giglio (XVII secolo), Purgatorio (1691), San Pietro (1885), San Leonardo (1797), Santa Maria di Loreto (1930), Olivella (XIX secolo), Madonnuzza (1693), Santa Maria della Raccomandata (XIII secolo).

Infine sulla come del Monte Cronio si trovano le Stufe naturali, un antiquarium che conserva le testimonianze rinvenute all'interno delle grotte di San Calogero risalenti al neolitico, il Santuario di San Calogero del XVIII secolo con una ricca decorazione barocca, la Statua cinquecentesca di A. G. Gagini.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piazza del Popolo (Sciacca).
Castello Luna
Palazzo Bertolino-Tommasi

Eretto nel 1380, il castello dei conti Luna, che si trova nella parte orientale di Sciacca, comprende la cinta muraria, la torre grande e quella cilindrica, ed il Palazzo del Conte. La cinta è formata da alte mura che servivano alla difesa. Della grande torre a pianta quadrangolare rimane la base, mentre la torre cilindrica che si presenta a due piani, si conserva ancora. Rimane ben poco invece del Palazzo del Conte, dalle cui finestre si può ammirare un bel panorama di Sciacca. L'architettura trecentesca è molto interessante.

Del Castello Vecchio sono rimaste poche tracce: l'ingresso del Cortile. Pregevoli sono invece le costruzioni civili: Palazzo Amato nell'omonima via del XIII secolo; Palazzo S. Giacomo Tagliavia, XV secolo, con le sue facciate in stile impero sul Corso Vittorio Emanuele e in Via Licata e con quella forse più ricca di fascino rivolta a levante sulla Piazza S. Fricia in stile neogotico opera dell'architetto Gravanti; Palazzo Arone di Valentino sempre in Corso Vittorio Emanuele del XIX secolo; Palazzo Bertolino-Tommasi dalla candida facciata neoclassica opera dello stesso architetto Gravanti in Corso Vittorio Emanuele; Palazzo Ventimiglia nel Vicolo Gino del XV secolo; Palazzo Graffeo o Grifeo nel Vicolo Orfanotrofio del XVIII secolo; Palazzo Inveges nell'omonima piazza del XVII secolo; Palazzo Maurici in Piazza Scandagliato del XVIII secolo; Palazzo Ragusa in via Licata del 1770; Palazzo Perollo in via Incisa del XV secolo e Palazzo Steripinto o Sortino in via Gerardi del XVI secolo, esempio d'arte spagnola.

Particolare attenzione meritano le torri: la Torre Campanaria si trova nella salita di San Michele a poca distanza dalla Chiesa di San Michele, risalente al 1550. La Torre medievale si trova all'angolo della via Molinari e risale al XV secolo. La Torre del Pardo si trova in via Incisa e risale al XV secolo.

A poca distanza da Sciacca si trova il cosiddetto Castello Incantato. Trattasi di teste scavate e scalpellate nella roccia ad opera di un artista contadino, Filippo Bentivegna, vissuto tra il 1888 e il 1967. Le sue sculture sono tutte diverse e raffigurano personaggi famosi e non, a cui dava anche un nome e che, nel suo immaginario, rappresentavano i sudditi del regno che egli aveva creato e di cui era il “Signore”; alcune sue opere si conservano presso il Museo dell'Art Brut di Losanna.

In piazza Duomo si trova la Casa Museo Scaglione, che conserva oggetti artigianali, ceramiche, tele ed oggetti vari d'inestimabile valore. Il Bastione di Sant’Agata si trova in Piazza Mariano Rossi.

Degno di nota è anche il Palazzo Manno, residenza settecentesca della nobile casata. L'edificio non è più visibile integralmente per come era in passato, a causa delle ristrutturazioni a cui fu sottoposto per essere trasformato in albergo nel XX secolo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Secondo i dati ISTAT la popolazione straniera residente a Sciacca era di 658 persone (349 femmine e 309 maschi), con un incremento di 63 unità rispetto all'anno precedente.[4] Questa rappresenta l'1,6% della popolazione residente, dato inferiore alla media regionale (3,2%) e nazionale (8,1%). [5]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Carnevale di Sciacca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carnevale di Sciacca.

Festa della Madonna del Soccorso[modifica | modifica sorgente]

Festa della Madonna del Soccorso, 15 agosto 2011

Una delle più importanti ricorrenze religiose di Sciacca è la festa della Madonna del Soccorso, patrona del paese, celebrata il 2 febbraio e il 15 agosto. La festa, di interesse anche antropologico oltre che religioso[6], nasce nel Seicento in seguito ad una epidemia di peste, e la leggenda racconta che la statua della Madonna sia stata ritrovata in mare e portata in processione dai pescatori[7].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale "mons. Aurelio Cassar" - contiene una collezione di circa 45.000 volumi[9]
  • Biblioteca dell'apicoltore [10]

Media[modifica | modifica sorgente]

Hanno sede a Sciacca 2 emittenti televisive TRS ed RMK ognuna delle quali gestisce due canali tv sul digitale terrestre[11][12]. Sono inoltre presenti diverse emittenti radiofoniche quali RadioStudio5, radio RMK, Tele Radio Sciacca.

Persone legate a Sciacca[modifica | modifica sorgente]

  • Vi nacque Giuseppe Bonachia (1562), noto anche come Maxarato, ceramista e maestro maiolicaro italiano, del XVI secolo.
  • Cataldo Vito Amodei (Sciacca, 6 maggio 1649 – Napoli, 13 luglio 1693, compositore di talento di musiche religiose come oratori, mottetti e cantate.
  • È la città natale di Agostino Inveges, storico italiano del secolo XVII.
  • Giovanni Antonio Medrano (Sciacca, 11 dicembre 1703 – Napoli, 1760) è stato un architetto, ingegnere e militare italiano.

Nel 1731 arrivò in Italia insieme al figlio di Filippo V, Carlo, duca di Parma e Piacenza, con il grado di tenente e in qualità di ingegnere ordinario. Ebbe incarichi di pregio quali: l'ampliamento del Palazzo vicereale nel 1734; progetti per il Palazzo degli Studi nel 1735; nel 1737 fu il momento del Teatro San Carlo.

  • Vi nacque Mariano Rossi, l'8 dicembre 1731, pittore italiano.
  • Diede i natali a Giuseppe Cammarano (Sciacca, 4 gennaio 1766 – Napoli, 8 ottobre 1850) che è stato un pittore italiano del Regno delle Due Sicilie. Professore alla Real Accademia di Belle Arti ebbe affidati lavori nella decorazione della Reggia di Caserta: il suo affresco più importante in questo complesso è Minerva premia le arti e le scienze sul soffitto della Sala del Consiglio, realizzato nel 1814
  • Saverio Friscia Medico e uomo politico (Sciacca, 1813 - ivi 1886). Fu tra gli organizzatori della rivolta antiborbonica a Sciacca e l’anno successivo venne eletto deputato al Parlamento generale di Sicilia. Entrato nel movimento mazziniano, nell’agosto 1860 tornò a Palermo e divenne una figura di rilievo nella politica siciliana. Deputato dal 1861, mantenne il seggio parlamentare fino al 1882. Alla metà degli anni Settanta si ritirò dall’Internazionale anarchica e si convertì alla pratica del riformismo parlamentare. Sostenne l’avvento al potere della Sinistra e appoggiò il primo governo Depretis.
  • È la città che ha dato vita alla carriera politica di Calogero Mannino, uomo politico italiano, che, dopo vicissitudini legate all'accusa di concorso in associazione mafiosa nel 1995, nel 2006 è tornato nella scena politica come senatore della Repubblica Italiana nelle file dell'UDC.
  • Il padre di Joseph Barbera, autore, assieme a William Hanna, di celebri cartoni animati, era originario di Sciacca.
  • Il nonno paterno di Jon Bon Jovi, frontman del famoso gruppo hard rock-heavy metal dei Bon Jovi è nato a Sciacca col nome di Giovanni Bongiovì, poi modificato in John Bongiovi.
  • È la città natale di Accursio Miraglia, sindacalista ucciso dalla Mafia.
  • Giuseppe Riggio (1871-1960), un fotoamatore del Novecento che ha immortalato con la sua macchina fotografica, monumenti, personaggi, eventi di Sciacca del primo periodo del Novecento, tramandandoci un archivio fotografico di grande pregio e valore.
  • Nacque a Sciacca Giuseppe Mario Bellanca, ingegnere, fondatore della Bellanca Aircraft Company, che progettò e costruì il primo monoplano con cabina degli U.S.A..
  • Silvio Riggio (1911-2001), Maestro di violino, molto noto nella città di Sciacca, suonò anche al Teatro Politeama Mariano Rossi.
  • È la città natale di Valeria Bilello, una conduttrice televisiva italiana.
  • È la città natale di Ivan Segreto, un cantante, compositore e pianista italiano.
  • È la città natale di Filippo Bentivegna, scultore.
  • Città natale di Vincenzo Licata (21 giugno 1906 – 26 gennaio 1996), poeta siciliano.
  • Città natale di Tommaso Fazello, storico e teologo del XVI secolo
  • Pietro Germi (Genova, 14 settembre 1914 – Roma, 5 dicembre 1974), sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico italiano ha diretto e girato a Sciacca due film. Il primo nel 1948 In nome della legge, vincitore di tre Nastri d'argento, fra cui uno speciale al regista, e il secondo nel 1963 Sedotta e abbandonata.
  • Paese natale del pugile Giuseppe Curreri meglio noto come Johnny Dundee, Naturalizzato statunitense, riconosciuto dalla International Boxing Hall of Fame tra i più grandi pugili di tutti i tempi.
  • Paese d'origine di Mike Piazza, ex giocatore di baseball statunitense, considerato il miglior battitore di tutti i tempi.
  • Il nonno materno di Alicia Keys, pseudonimo di Alicia Augello-Cook, cantautrice, polistrumentista e attrice statunitense, era originario di Sciacca.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Vista panoramica da piazza Scandaliato

Le fonti principali di reddito dell'economia di Sciacca sono il turismo, l'artigianato, l'agricoltura e la pesca.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Il suo porto moderno ospita circa cinquecento[senza fonte] natanti tra pescherecci e piccole imbarcazioni, che quasi ogni anno scaricano oltre cinquemila tonnellate[senza fonte] di pesce. La sua flotta peschereccia comprende circa 140 barche e con 5939 TSL (tonnellate stazza lorda) è la seconda in Sicilia dopo quella di Mazara del Vallo[13]. Tale attività impegna, comprese le strutture a terra, quasi duemila persone con un fatturato annuo che supera i trenta milioni di euro. I tipi di pesca più note sono lo strascico, la sottocosta e il palangresi. La pesca più praticata è quella del pesce azzurro a cianciolo che, attraverso la lavorazione nelle sue industrie conserviere, viene esportato in tutto il mondo, facendo di Sciacca il primo produttore europeo. Un medio cantiere navale provvede alla realizzazione delle piccole e medie imbarcazioni.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Un altro settore portante per l'economia del posto è la produzione ortofrutticola, olearia e vinicola. È presente una cantina sociale e numerosi oleifici, che esportano vini ed olio extravergine d'oliva D.O.P. Val di Mazara in tutto il mondo. La zootecnica, dopo anni di crisi, finalmente sta avendo un forte incremento, soprattutto per la valorizzazione che ha avuto la "pecora del Belice". È presente, in contrada Scunchipane, anche un'importante azienda agroalimentare che trasforma prodotti ortofrutticoli del luogo per la produzione di conserve agroalimentari, salse, sughi pronti, caponata, pesto e pate'. Il territorio saccense è compreso nella zona di produzione dell'Arancia di Ribera D.O.P..

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arancia di Ribera.

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda l'artigianato, le ceramiche rappresentano pure una fonte di reddito non indifferente per l'economia della città. La ceramica, divenuta D.O.P., rappresenta il fiore all'occhiello della produzione artistica ed artigianale della ridente cittadina; note in Italia e all'estero, le sue maioliche sono in crescita anche agli esperti artigiani saccensi nelle cui botteghe hanno saputo realizzare opere d'elevato valore artistico. Piatti, vasi, anfore, statue, piastrelle e oggetti vari fanno bella mostra nei numerosi negozi del centro storico. I forni antichi, recentemente scoperti, fanno pensare che l'arte della ceramica a Sciacca abbia avuto inizio dal Trecento, se non prima. Tale attività fu continuata ed ampliata nei secoli successivi. Le sue numerose fornaci sono anche la testimonianza che la sua ceramica dominava i mercati della Sicilia occidentale e veniva esportata altrove. Nel XVI secolo molte mattonelle di Sciacca furono destinate ad abbellire tanti monumenti.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Le terme, il carnevale ed il mare sono i settori chiave per lo sviluppo turistico del paese. Grazie soprattutto al suo mare ed ai suoi lidi, la città sta vivendo quello sviluppo tanto sospirato che promette bene per un futuro migliore. Ad est il primo lido che s’incontra è quello dello Stazzone, un mare pieno di scogli e un'acqua limpida. Poi i lidi della Tonnara e della Foggia presentano fondali prevalentemente sabbiosi. In località San marco, Renella e Maragani s’alternano insenature ora rocciose ora sabbiose, ma che vengono considerate dai sub e dai bagnanti veri paradisi. Ad ovest si trova la spiaggia di Sovareto con sabbia finissima, quella di San Giorgio, Timpi Russi e Macauda.

Le tradizioni popolari fanno tesoro delle feste religiose, delle sagre e del teatro popolare. Anche queste sono divenute un richiamo turistico non da poco. Tra le feste religiose, è particolarmente importante le feste dell'Ascensione e di Pasqua, la festa campestre di San Calogero sul Monte Cronio e la festa di Mezz’agosto. Fra le sagre va ricordata quella del mare, che sin dal 1920 ha avuto svolgimento continuativo al porto, quasi sempre tra la fine di giugno e i primi di luglio. In quest’occasione la statua di San Pietro viene portata in processione in mare, seguita da una lunga fila d'imbarcazioni. Poi sul piazzale viene sistemata una grande padella con oltre cinquecento litri d'olio per soffriggere oltre cento cassette di gamberi. Tutti i presenti sono invitati alla grande frittura che viene consumata con pane e vino locale, a spese della Cooperativa dei pescatori, comprendente un migliaio di soci.

Il teatro popolare trova posto nell'Estate Saccense, una rassegna di spettacoli d'operetta, prosa ed arte varia.

Stazzone[modifica | modifica sorgente]

Antico litorale saccense, un tempo località marittima, balneare e commerciale, oggi si distingue per un'alta concentrazione di residenze estive e di locali di ristorazione e divertimento. Storicamente, nei locali degli attuali pubs, pizzerie e salegiochi sorgeva l'antico mulino "Cuore" per la produzione di cereali coltivati direttamente nei territori circostanti ed esportati attraverso il mediterraneo. Alla fine degli anni '60 l'antico mulino veniva distrutto da un incendio doloso appiccato da ignoti. L'economia saccense decadde e subì un cambiamento lasciando campo al settore ittico-conserviero. Sorsero e si svilupparono le prime industrie di questo settore, e negli anni '80 al posto del vecchio mulino dato alle fiamme venne edificato un complesso edile destinato a scopi residenziali e commerciali.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Sciacca fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Pianura tra il Belice ed il Platani)[14].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Lo stadio "L. R. Gurrera" di Sciacca

Oltre alle squadre giovanili presenti in città, esiste una squadra dilettantistica che milita in promozione: l'Associazione Sportiva Dilettantistica Sciacca. Questa squadra gioca nello stadio Luigi Riccardo Gurrera, il più grande stadio della Provincia di Agrigento e il quarto della Sicilia.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Dati Istat stranieri Sciacca 2013.
  5. ^ Dati Istat stranieri Italia 2013.
  6. ^ Ignazio Scaturro 1951
  7. ^ eventiesagre.it
  8. ^ Museo del mare
  9. ^ biblioteca T. Fazello
  10. ^ Biblioteca dell'apicoltore
  11. ^ [1]| TRS
  12. ^ [2]| RMK
  13. ^ Parlamento Europeo - politiche comunitarie e di coesione - Pesca. URL consultato il 06 luglio 2014.
  14. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato l'8 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alessio,Sul nome di Sciacca, Palermo;
  • Amari, Biblioteca arabo-sicula Palermo;
  • Arena, Notizie sulla città di Sciacca, Palermo;
  • Ciaccio, Sciacca: Notizie storiche e documenti, Sciacca;
  • Giacomazzi, Sciacca, Palermo;
  • Leone-Curatolo, Radioattività dei calcari dolomitici del monte San Calogero, Palermo;
  • Giuseppe Licata, Sciacca e le Terme Selinuntine, Sciacca, Tipografia I. Barone, 1881.(ISBN non disponibile)
  • Luttanzi-Trasselli, Mostra storico-bibliografica di Sciacca, Palermo;
  • Pitrè, Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, Palermo;
  • Francesco Savasta, Il famoso caso di Sciacca, 1843 Palermo [3]
  • Scaturro A., Sciacca città delle acque, Palermo;
  • Ignazio Scaturro, Storia della città di Sciacca, Napoli;
  • Sanfilippo Appunti su alcuni uomini politici saccensi, Palermo;
  • Zinno, Analisi qualitativa e quantitativa dell'acqua di Sciacca, Napoli;
  • D.G.M., Stazzone ieri e oggi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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