Santo Stefano Quisquina

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Santo Stefano Quisquina
comune
Santo Stefano Quisquina – Stemma Santo Stefano Quisquina – Bandiera
Fontana di piazza Castello; a destra, l'antico castello baronale
Fontana di piazza Castello; a destra, l'antico castello baronale
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Agrigento – stemma Agrigento
Sindaco Stefano Leto Barone (lista civica Nuovi Orizzonti - Leto Barone Sindaco) dal 16/06/2008
Territorio
Coordinate 37°37′27″N 13°29′29″E / 37.62417°N 13.49139°E / 37.62417; 13.49139 (Santo Stefano Quisquina)Coordinate: 37°37′27″N 13°29′29″E / 37.62417°N 13.49139°E / 37.62417; 13.49139 (Santo Stefano Quisquina)
Altitudine 730 m s.l.m.
Superficie 85,94 km²
Abitanti 4 915[1] (31-08-2011)
Densità 57,19 ab./km²
Comuni confinanti Alessandria della Rocca, Bivona, Cammarata, Casteltermini, Castronovo di Sicilia (PA), San Biagio Platani
Altre informazioni
Cod. postale 92020
Prefisso 0922
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084040
Cod. catastale I356
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti stefanesi
Patrono santa Rosalia
Giorno festivo Dalla prima domenica di giugno al mercoledì successivo
Localizzazione
Santo Stefano Quisquina è posizionata in Italia
Santo Stefano Quisquina
Posizione del comune di Santo Stefano Quisquina nella provincia di Agrigento
Posizione del comune di Santo Stefano Quisquina nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Santo Stefano Quisquina (IPA: [ˈsanto ˈsteːfano kwisˈkwina], Santü Stèfanü di Quishquina in siciliano) è un comune italiano di 4.915 abitanti[1] della provincia di Agrigento in Sicilia.

In precedenza il paese fu chiamato dapprima Santo Stefano di Melia, in seguito Santo Stefano di Bivona.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Santo Stefano Quisquina è situato nell'entroterra agrigentino, ubicato ad un'altezza di 732 m s.l.m. È circondato dai monti Sicani, che fanno da corona al paese.

[modifica] Orografia

  • Monte San Calogero (967 m)
  • Serra Moneta (1188 m)
  • Monti San Filippo e Kadera (1192 m)
  • Pizzo Stagnataro (1346 m)
  • Pizzo Castelluzzo (1011 m)
  • Monte Quisquina (986 m)
  • Pizzo delle Rondini (1246 m)

[modifica] Idrografia

Il territorio comunale di Santo Stefano Quisquina è situato nella valle del Magazzolo ed è ricco di sorgenti. È attraversato dai fiumi Magazzolo e Platani.

[modifica] Storia

Le origini del nome

Il nome del comune deriva dal greco στέφανος (pronuncia stèfanos), corona, in quanto coronato dai monti Sicani: fu deciso, così, di consacrare il paese a santo Stefano. Quisquina, invece, è il nome della zona boschiva che circonda il comune: il nome deriva dal termine arabo coschin, cioè oscurità, per via della fittezza dei suoi boschi. In passato il paese era chiamato dapprima "Santo Stefano di Melia" (attuale contrada del territorio di Castronovo di Sicilia), in seguito "Santo Stefano di Bivona" (per la notevole vicinanza con Bivona, antico ducato e capoluogo di distretto borbonico); il nome attuale, "Santo Stefano Quisquina", venne assunto definitivamente nel 1863.

Santo Stefano Quisquina nasce come villaggio agro-pastorale attorno alle sorgenti di Capo Favara, il cui territorio, al tempo dei Normanni, era di proprietà dei Sinibaldi (parenti di santa Rosalia), signori della Quisquina e del monte delle Rose.

Nel 1296 compare, come primo signore di Santo Stefano, Giovanni di Caltagirone, che visse al tempo di Federico II d'Aragona. Molte famiglie nobili governarono Santo Stefano: i Larcan, i Ruiz, i Ventimiglia e i Belmonte. Furono i Ventimiglia a far costruire il castello baronale e a volere la ricostruzione della chiesa madre.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Prospetto della Chiesa Madre

La settecentesca Chiesa Madre riassume la storia di tutta la comunità stefanese poiché conserva le maggiori opere artistiche e soprattutto custodisce il gran patrimonio spirituale legato alle tradizioni e alla devozione verso i suoi Santi; ma la chiesa rappresenta per gli stefanesi qualcosa di più di un semplice edificio, poiché come dice Calogero Messina "...dentro ed intorno vi si svolge da secoli la vita degli stefanesi." Da antichi documenti risulta che la chiesa di S.Nicola (il cui culto era molto diffuso all' inizio del millennio) fosse già esistente nel XII sec. ma la tradizione vuole che la chiesa madre sarebbe stata fondata nel XIV sec.per volere di Federico Chiaramonte. Costruita in un'area franosa e ricca di sorgenti, la chiesa è stata più volte sottoposta ad restauri e rifacimenti: nel '500 dalla famiglia Ruiz mentre nel '700 fu ricostruita così come ci appare oggi sotto la direzione di Padre Ignazio Traina e per volontà del principe di Belmonte G.E.Ventimiglia; la chiesa è stata consacrata il 4 settembre 1774 dal vescovo di Girgenti Mons. A. Lanza. Ad abbellire la chiesa furono i fratelli Manno pittori di notevole fama e commissionate preziose statue lignee dorate ed un crocifisso intagliato.In occasione dell'elevazione a Santuario la chiesa ha visto l'ultimo restauro che ha aggiunto alla numerose opere d'arte già presenti alcune più recenti di fattura stefanese.

Interno Chiesa Madre

L'Impianto e basilicale ed a 3 navate divise da due file di 4 colonne di ordine dorico, la navata centrale ha copertura a botte ed è più alta e più lunga delle laterali; il presbiterio è rialzato termina con un abside semicupolato mentre le navate laterali terminano con una volta absidale. Il prospetto, molto semplice quasi da voler nascondere la ricchezza dell'interno, è a salienti, corrisponde anche in altezza delle tre navate interne, ed è impreziosito da un portale in pietra scolpito ed arricchita da teste d'angelo ed al centro da rami di palma e ulivo. Dall'ottobre del 1987 con la santificazione del domenicano stefanese Giacinto Giordano la chiesa è stata proclamata Santuario.

  • Chiesa di San Francesco di Sales oppure Oratorio delle cinque Piaghe, vero e proprio gioiello dell'architettura sacra stefanese, è stata costruita intorno al 1580 ed è impreziosita da pregevoli stucchi nella volta del presbiterio e dal marmoreo altare maggiore del 1760(nel paliotto le cinque piaghe sono rappresentate da altrettanti pezzetti di marmo rosso). Opere presenti: tela di S:Francesco di Sales del '700; nelle cappelle laterali S.Anna e la Madonna del Rosario del 1781; la Madonna Addolorata, scultura lignea del Pennino 1770, sul presbiterio una tela di Gesù Risolto e Gesù Crocifisso. Nell'alate maggiore la Deposizione del Cristo dalla Croce scultura lignea del '700.
  • Chiesa del Carmine (tra il XVI e il XVIII Secolo), divenuta parrocchia nel 1950, crollò nel 1961 e oggi dell'edificio originale sopravvive solo il campanile a base squadrata.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate o del Purgatorio, fondata nel 1708 la chiesa di San Antonio Abate ad unica navata con volta a botte è ricca di opere provenienti dal vicino ex convento di S.Domenico (oggi palazzo municipale), le opere sono tutte datati intorno al '500 e il '600. Le opere più importanti sono un crocifisso ligneo del'700, una statua della Madonna Immacolata sorretta dagli Angeli del '700 e una statua di San Antonio Abate rivestita d'oro zecchino del '600.
  • Collegio di Maria, fondato nel 1772 per volere di G.E.Ventimiglia, il collegio è adiacente la Chiesa di S.Antonio Abate ed è delle suore Colleggine della Sacra Famiglia, rappresenta un piccolo museo di opere poiché raccoglie tele e sculture provenienti da chiese ora non più esistenti.
  • Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina
  • Chiesa di San Calogero (XIX Secolo), a quota 967 m s.l.m. sorge la cinquecentesca Chiesa di San Calogero, sul pizzo dell'omonimo monte più volte restaurata, l'ultimo è degli anni '80. Raggiungibile attraverso una stradella nel bosco, si può scorgere una splendida chiesetta che il punto silenzioso, elevato e panoramico la rende particolarmente suggestiva. All' interno: busto di bronzo del Santo ed un altare con un bassorilievo raffigurante S.Calogero che guarda la montagna e due tele raffiguranti alcuni momenti della vita del Santo.
  • Chiesa della Madonna della Catena (XIV Secolo), ad una sola navata. L'altare è in marmo e dominato dalla statua della Vergine. Fino agli anni cinquanta, la chiesa era affiancata da un piccolo eremo.


[modifica] Architetture militari

  • Castello

[modifica] Siti archeologici

Una campagna di scavi effettuata da un team dell'istituto archeologico dell'Università di Gottingen nel biennio 2009-2010 ha messo in luce circa 200 siti archeologici rinvenuti nei territori di Santo Stefano Quisquina e di alcuni comuni limitrofi[2].

[modifica] Aree naturali

  • Riserva naturale orientata Monte Cammarata
  • Parco urbano
  • Villa Comunale

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 gli stranieri residenti a Santo Stefano Quisquina sono in totale 35[3], provenienti da 6 stati diversi. I residenti stranieri provengono dalla Romania (27), dall'Ucraina (4), dal Brasile, dal Marocco, dalla Tanzania e dalla Tunisia (1).

[modifica] Religione

La religione maggiormente praticata a Santo Stefano Quisquina è il cattolicesimo. Una tela raffigurante gli "Antichi protettori" del paese che sono: Santo Stefano Protomartire, Madonna della Catena e Santa Rosalia oggi conservata nella Chiesa Madre, consente di retrodatare la fede religiosa del paese almeno al 1464.

Inoltre Santa Rosalia soggiornò per 12 anni nell'attuale territorio del paese (allora appartenente a Bivona), in una grotta sul monte Quisquina dove oggi sorge l'omonimo eremo, prima di stabilirsi sul monte Pellegrino a Palermo.

Il Paese ha dato anche i natali anche ad un grande Santo martire Giacinto Giordano Ansalone. Nato il 1º novembre 1598, battezzato nella Chiesa Madre di S.Stefano Quisquina (come afferma l'atto di battesimo che si conserva nella archivio parrocchiale), studiò presso i Domenicani per poi partire in missione in Giappone dove venne martirizzato a Nagasaki il 17 novembre 1624. Giovanni Paolo II lo proclama Santo il 18 ottobre 1987.

La tradizione dice anche che San Calogero sia passato da questo paese, lo testimonia un piccolo santuario che da tempi immemorabili è posto sul "Pizzo di San Calogero" che domina il paese.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

La Biblioteca Comunale "Giordano Ansalone" ha sede nell'ex municipio comunale nell'omonima Piazza Municipio. Dispone di un patrimonio di 14.000 volumi, con incrementi annui di 300 opere, 10 periodici e 2 quotidiani.

[modifica] Scuole

A Santo Stefano Quisquina si trova il Liceo delle Scienze Umane "Madre Teresa di Calcutta".

[modifica] Università

A Santo Stefano Quisquina si trovano i locali della sede decentrata dell'Università degli studi di Palermo di Bivona, che dipende logisticamente dal polo universitario di Agrigento.

[modifica] Media

Ha sede nel paese l'emittente radiofonica Radio Santo Stefano, che copre gran parte della Sicilia occidentale. Dal 2009 è inoltre attiva una web-tv, Quisquina Channel, che offre servizi di informazione, intrattenimento e promozione culturale.

[modifica] Personalità legate a Santo Stefano Quisquina

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Dista 69 km da Agrigento, 86 da Palermo e 99 da Caltanissetta.

Strada Statale 118 Italia.svg

Il comune è attraversato dalla strada statale 118 Corleonese Agrigentina.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Stefano Leto Barone (lista civica Nuovi Orizzonti - Leto Barone Sindaco) dal 16/06/2008

[modifica] Altre informazioni amministrative

Il comune di Santo Stefano Quisquina fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Versante meridionale dei Sicani)[4].

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

La squadra di calcio maschile cittadina è la Quisquinese che nella stagione 2011/12 milita nel campionato di Seconda Categoria[5].

La squadra di calcio a 5 femminile è la Quisquinese che nella stagione 2010/11 milita nella serie C regionale.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Giornale di Sicilia, pagina 37 del 9 ottobre 2010.
  3. ^ Dati ISTAT. URL consultato il 12-07-2011.
  4. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 08-07-2011.
  5. ^ Resi noti i gironi di seconda categoria: Quisquinese nel girone B in quisquinachannel.it. URL consultato il 22-09-2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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