Michele Amari
| sen. Michele Amari | |
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| Parlamento del Regno d'Italia Senato del Regno d'Italia |
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| Luogo nascita | Palermo |
| Data nascita | 7 luglio 1806 |
| Luogo morte | Firenze |
| Data morte | 16 luglio 1889 |
| Professione | Docente universitario |
| Legislatura | Senatori della VII legislatura del Regno di Sardegna |
| Incarichi parlamentari | |
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Cariche:
Commissioni:
Deputazioni:
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| Pagina istituzionale | |
Michele Benedetto Gaetano Amari (Palermo, 7 luglio 1806 – Firenze, 16 luglio 1889) fu uno storico, politico e orientalista italiano.
Considerato il fondatore della moderna organizzazione degli studi orientali in Italia, fu studioso della Sicilia musulmana e dei Vespri siciliani, e autore di varie opere letterarie di rilevanza internazionale.
Razionalista e positivista, dotato di un fortissimo afflato etico, tutto ispirato al laicismo e alle "virtù civili", del tutto insensibile alle tensioni religiose, Michele Amari non avrebbe probabilmente mai immaginato che la sua Storia dei Musulmani di Sicilia sarebbe stata tradotta in arabo da uno staff egiziano coordinato dal prof. Moheb Sà'd Ibrahim dell'Università di 'Ayn Shams (Il Cairo, Egitto) nel 2004,[1] grazie a un finanziamento del Ministero per gli Affari Esteri italiano, al fine di onorare la feconda e plurisecolare collaborazione fra Italia ed Egitto.
Del suo magistero si sono avvalsi tutti gli storici dell'Islam di età successive e, in Italia, Leone Caetani, Francesco Gabrieli, Umberto Rizzitano e Paolo Minganti.
L'arabista Heinrich Leberecht Fleischer, dell'Università di Lipsia, nel pubblicare due supplementi alla Biblioteca arabo-sicula, ha definito Michele Amari il rigeneratore degli studi orientalistici tra i suoi compatrioti.[2]
Indice |
[modifica] Biografia
Figlio di Ferdinando e di Giulia Venturelli, dopo aver preso parte ai moti risorgimentali siciliani degli anni venti del XIX secolo ed essere stato poi impiegato della Segreteria di Stato sotto il regime borbonico, Amari fu dichiarato sgradito dal governo di Napoli e costretto a riparare in Francia a seguito della pubblicazione della sua opera La Guerra del Vespro, cui fu imposto dalla censura il titolo neutro e generico di Un periodo delle istorie siciliane del XIII secolo. Questa opera mette in luce tutti gli aspetti del Vespro Siciliano e soprattutto documenti storici che chiariscono le dinamiche dell'episodio, fra questi i documenti che si riferiscono alla non adesione al Vespro Siciliano da parte del Castello di Sperlinga dove i soldati di Petro de Lemanno o Alemannonno vi si rifugiarono resistendo all'assedio per 13 mesi.
In Francia Amari continuò i suoi studi: al fine di avvicinarsi alle fonti arabe della storia di Sicilia[2], intraprese ex novo, a 37 anni, lo studio della lingua araba, sotto la guida del grande arabista Joseph Toussaint Reinaud, guadagnandosi presto l'amicizia e la schietta stima di studiosi di vaglia quali Quatremère e il barone de Slane per la sua eccezionale indole di uomo e di ricercatore.
In funzione dell'approccio diretto alle fonti bizantine, Amari si diede allo studio del greco sotto la guida di Carl-Bénédict Hase.
Interruppe l'esilio francese in occasione della parentesi antiborbonica dei moti siciliani del 1848-49 e, rientrato in Patria, fu eletto deputato al Parlamento Siciliano e nominato Ministro delle Finanze. Tornato in Francia dopo la sfortunata conclusione dell'esperimento di autogoverno della Sicilia, si avvicinò notevolmente a Giuseppe Mazzini, partecipando alla diffusione delle sue idee politiche.
Fu Professore di Lingua e storia araba all'Università di Pisa (Governo provvisorio toscano) dal 4 maggio 1859. Tornato in Sicilia dove nel 1860 fu ministro di Garibaldi, partecipò alla vita politica dell'Italia unita e fu nominato senatore il 20 gennaio 1861; nel governo Farini ricoprì l'incarico di Ministro dell'Istruzione Pubblica dal 1862 al 1864, anno in cui riprese l'insegnamento della lingua araba a Firenze, tenendo una cattedra presso l'Istituto di Studi Superiori sino al 1873.
Non abbandonò mai i suoi diletti studi storici che miravano a colmare il vuoto che si estendeva fra la fine della dominazione bizantina dell'isola e il periodo dell'occupazione angioina. In questo lo aiutò il suo non comune talento linguistico che nel XX secolo permise a Carlo Alfonso Nallino - massima autorità arabistica accademica italiana dei suoi tempi - solo correzioni marginali al suo capolavoro storico sulla Sicilia islamica.
Morì a Firenze il 16 luglio 1889.[3]
[modifica] Opere
- Elogio di Francesco Peranni, in Componimenti in morte di Francesco Peranni generale d'artiglieria. Palermo, Gabinetto tip. all'insegna di Meli, 1833.
- Un periodo delle istorie siciliane del secolo XIII. Palermo, Poligrafia Empedocle, 1842.
- La guerra del vespro siciliano, o Un periodo delle istorie siciliane del sec. XIII, 2 volumi. Parigi, Baudry, 1843.
- Conforti politici, traduzione dei Sulwan al-muta‘ di Ibn Zafar. 1851.
- Storia dei Musulmani di Sicilia, 3 volumi. Firenze, Le Monnier, 1854-1872.
- Biblioteca arabo-sicula - testi e traduzioni. 1857-1887.
- Epigrafi arabiche di Sicilia, in tre parti. 1875-1885.
- Racconto popolare del Vespro siciliano, Roma, Forzani e C. Tip. del Senato, 1882.
- Carteggio di Michele Amari. Roux Frassati, 1896.
- Diari e appunti autobiografici inediti. Edizioni Scientifiche Italiane, 1981.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Onorificenze sabaude
| Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| — 13 febbraio 1862 |
| Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro | |
| — 14 marzo 1864 |
| Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia | |
| — 24 giugno 1860 |
| Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia | |
| — 22 aprile 1868 |
| Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia | |
| — 1879 |
[modifica] Onorificenze straniere
| Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite (classe di pace) | |
| — 1884[4] |
[modifica] Incarichi di Governo
Regno di Sardegna post 04 Marzo 1848 - Regno d'Italia:
- Ministro dell'istruzione e dei lavori pubblici e poi, ad interim, degli esteri (Governo dittatoriale di Garibaldi in Sicilia) (10 luglio-14 settembre 1860)
Altri Stati:
- Ministro delle finanze (Governo del Regno di Sicilia) (27 marzo-13 agosto 1848)
Governo:
- Ministro della pubblica istruzione (8 dicembre 1862-24 settembre 1864)
[modifica] Note
- ^ Introduzione di Franco Cardini e di Claudio Lo Jacono.
- ^ a b Geneviève Humbert, "Amari, Michele", in François Pouillon (a cura di), Dictionnaire des orientalistes de langue française, Karthala Editions, 2008 ISBN 9782845868021 (p. 13)
- ^ Michele Amari. Cenni biografici, scheda di «Retesicilia». URL consultato il 19 ottobre 2010.
- ^ (EN) Pour le Mérite (Peace class)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Francesco Gabrieli. La storiografia arabo-islamica in Italia. Napoli, Guida, 1975.
- Rosario Romeo. Amari, Michele Benedetto Gaetano, in: Dizionario Biografico degli Italiani, II, pp. 637-654. Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma, 1960.
- Fulvio Tessitore. Schizzi e schegge di storiografia arabo-islamica italiana. Bari, Palomar, 1995
- Denis Mack Smith. Cavour and Garibaldi, 1860: A Study in Political Conflict. Cambridge University Press, 1954.
- Bianca Marcolongo. Le idee politiche di Michele Amari, in Documenti per servire alla storia di Sicilia a cura di Andrea Borruso, Rosa D'Angelo, and Rosa Scaglione Guccione. Società Siciliana per la Storia Patria, 1991.
- Antonio Carrannante."Michele Amari (1806-1889) nella storia della nostra scuola,in "I Problemi della pedagogia", gennaio-giugno 2002, pp.29-53.
- Denis Mack Smith. Modern Italy: A Political History. Yale University Press, 1997.
- Antonio Carrannante."Note sull'uso di 'galantuomo' nell'Ottocento", in "Otto/Novecento, maggio/agosto 2010, pp.33-79; particolarmente pp.41-44.
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di Michele Amari
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Michele Amari
Wikiquote contiene citazioni di o su Michele Amari
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda biografica sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia
- Opere di Michele Amari in edizione elettronica su Project Gutenberg: La guerra del Vespro siciliano, vol. 1.
- Storici italiani del XIX secolo
- Politici italiani del XIX secolo
- Orientalisti italiani
- Nati nel 1806
- Morti nel 1889
- Nati il 7 luglio
- Morti il 16 luglio
- Personalità legate a Firenze
- Personalità legate a Palermo
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