Agrigento

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Agrigento
comune
Agrigento – Stemma Agrigento – Bandiera
Panorama di Agrigento dalla Valle dei Templi.
Panorama di Agrigento dalla Valle dei Templi.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Marco Zambuto (UDC, poi area renziana del PD) dal 21/05/2012 al 13-07-2014 (dimissionario)
Territorio
Coordinate 37°19′18″N 13°35′22″E / 37.321667°N 13.589444°E37.321667; 13.589444 (Agrigento)Coordinate: 37°19′18″N 13°35′22″E / 37.321667°N 13.589444°E37.321667; 13.589444 (Agrigento)
Altitudine 230 m s.l.m.
Superficie 244,57 km²
Abitanti 59 010[1] (30-12-2013)
Densità 241,28 ab./km²
Frazioni Fiumenaro, Giardina Gallotti, Montaperto, San Leone, Villaggio Peruzzo, Villaggio Mosè, San Michele, Villaseta
Comuni confinanti Aragona, Cattolica Eraclea, Favara, Joppolo Giancaxio, Montallegro, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Raffadali, Realmonte, Sant'Angelo Muxaro, Siculiana
Altre informazioni
Cod. postale 92100
Prefisso 0922
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084001
Cod. catastale A089
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 729 GG[2]
Nome abitanti agrigentini
Patrono san Gerlando
Giorno festivo 25 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Agrigento
Posizione del comune di Agrigento nella sua provincia
Posizione del comune di Agrigento nella sua provincia
Sito istituzionale
(GRC)
« […] καλλίστα βροτεᾶν πολίων […] »
(IT)
« […] città la più bella fra quante albergo son d'uomini […] »
(Pindaro, XII Pitica)

Agrigento (IPA: [ˌagɾiˈʤɛnːto], Girgenti in siciliano[3]) è un comune italiano di 59 010 abitanti[1], capoluogo della provincia di Agrigento in Sicilia.

Fondata intorno al 580 a.C., Agrigento vanta un territorio in cui si insediarono i vari popoli che lasciarono traccia nell'isola. Già sede di popoli indigeni che mantenevano rapporti commerciali con egei e micenei, il territorio agrigentino vide sorgere la polis di Akragas (Ἀκράγας), fondata da geloi di origine rodio-cretese.

Raggiunse il massimo splendore nel V secolo a.C., prima del declino avviato dal dominio cartaginese. Nel corso delle guerre puniche venne conquistata dai Romani, che latinizzarono il nome in Agrigentum.

È nota come Città dei templi per la sua distesa di templi dorici dell'antica città greca posti nella cosiddetta valle dei Templi, inserita, nel 1997, tra i patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

« Mai visto in tutta la mia vita uno splendore di primavera come stamattina al levar del sole… Dalla finestra vediamo il vasto e dolce pendio dell'antica città tutto a giardini e vigneti, sotto il folto verde s'indovina appena qualche traccia dei grandi e popolosi quartieri della città di un tempo. Soltanto all'estremità meridionale di questo pendio verdeggiante e fiorito s'alza il tempio della Concordia, a oriente i pochi resti del Tempio di Giunone; ma dall'alto l'occhio non scorge le rovine di altri templi … corre invece a sud verso il mare. »
(Goethe, Viaggio in Italia)

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Agrigento.

Il clima è mite in inverno quando insieme all'autunno sono concentrate la maggior parte delle precipitazioni e caldo torrido ma ventilato in estate. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +11,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +28,5 °C[4].

Stazione meteorologica di Agrigento Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 14,0 14,5 16,4 18,9 23,6 28,2 30,9 33,9 29,5 23,5 19,3 15,8 14,8 19,6 31,0 24,1 22,4
T. min. mediaC) 8,0 8,0 9,1 11,2 14,8 19,2 21,8 22,1 19,8 16,1 12,6 9,7 8,6 11,7 21,0 16,2 14,4

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Akragas e Tiranni di Agrigento.

Nella sua storia millenaria la città ha avuto ben quattro nomi: Ἀκράγας per i Greci, Agrigentum per i Romani, Kerkent o Gergent per gli Arabi; per i Normanni era Girgenti, nome ufficiale della città fino al 1929, quando, durante il periodo fascista, venne utilizzata un'italianizzazione del nome che aveva la città durante il dominio romano. Agrigento assunse l'attuale denominazione con regio decreto legislativo n.1143 del 16 giugno 1927.[5]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune
Gonfalone del Comune
« D'argento, a tre giganti poggianti su di un piedistallo, posti: quello di mezzo di fronte e i laterali di profilo, il sinistro rivolto, sostenenti una piattaforma merlata, alla guelfa, da cui ergono tre torri pure merlate alla guelfa, quella di mezzo più alta, il tutto al naturale. Motto: Signat Agrigentum mirabilis aula gigantum »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro storico di Agrigento.

Il centro storico di Agrigento è individuabile sulla sommità occidentale della collina dell'antica Girgenti. Risalente all'età medioevale del IX e XV, conserva ancora oggi vari edifici medioevali (chiese, monasteri, conventi e palazzi nobiliari).

Anche se il centro storico di Agrigento risulta degradato dal tempo, si possono ancora visitare alcuni dei monumenti principali, come la cattedrale di San Gerlando, il monastero di Santo Spirito e le porte delle cinta muraria.

Porta di Ponte
Cattedrale di San Gerlando
Santuario di San Calogero
Basilica dell'Immacolata Concezione o di San Francesco
Chiesa di San Nicola
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa sconsacrata del Purgatorio o di San Lorenzo
Chiesa sconsacrata di San Pietro
Chiesa di Santa Lucia o dell'Assunta
Chiesa di San Domenico

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Seminario vescovile, Annesso è il Palazzo Steri Chiaramonte risalente al Trecento. Il Palazzo fu progressivamente ampliato fino a comprendere tre atri. L'esterno presenta dei balconi in stile barocco, mentre al suo interno è la suggestiva aula chiaramontana. nell'atrio sono conservati un busto dedicato a Papa Giovanni Paolo II, e alcune lapidi marmoree, tra le quali spicca quella agli studenti del seminario caduti durante la prima guerra mondiale.
  • Palazzo Vescovile. Costruito nella prima metà del XVII sec, fu ampliato a più riprese da vari vescovi. All'esterno presenta un imponente portale, mentre all'interno, oltre a numerosi cimeli del museo diocesano, è possibile ammirare i ritratti dei sette santi vescovi, opera di Francesco Sozzi del XVIII sec.
  • Curia Arcivescovile, adiacente al Palazzo Vescovile con il quale condivide uno stile architettonico quasi identico.
  • Biblioteca Lucchesiana, separata dal Palazzo Vescovile grazie alla Chiesa di Sant'Alfonso, presenta all'esterno un bel portale. La biblioteca è ricca di oltre 60000 volumi di datazione antichissima, cinquecentine ed incunaboli disposti su scaffali di legno di notevole pregio artistico. All'interno inoltre è possibile ammirare la statua del Vescovo Lucchesi Palli, da cui la biblioteca prende il nome, e donatore di quasi la metà del patrimonio librario..
  • Palazzo del Boccone del Povero, che presenta un elegante portone. Nel cortile al suo interno è possibile ammirare un mezzo busto marmoreo del fondatore.
  • Palazzi Istituto Granata e Istituto figlie di Sant'Anna, tra loro collegati e costituenti un complesso architettonico possente e vasto
  • Palazzo Zirafa, già Palazzo Montaperto. L'intero edificio, il cui prospetto si affaccia in piazza Pirandello e in parte sul vicolo Teatro, appare estremamente elegante, in virtù di un nastro continuo di tre finestre trifore e di numerosi altri elementi decorativi ed ornamentali. Sul prospetto è visibile una lapide commemorativa dedicata a Pacci Leone XIII.
  • Collegio degli Oblati

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Cattedrale di San Gerlando. La Cattedrale fu edificata a partire dalla seconda metà del XI sec, consacrata nel 1099 dal vescovo Gerlando, dichiarato Santo e a lui poi dedicata nel 1305.
  • Santuario di San Calogero, XVI sec. La chiesa è a tre navate e al suo interno le decorazioni ricalcano lo stile barocco. Sul prospetto spicca, in una nicchia, la statua di San Calogero con la caratteristica cerva.
  • Santuario dell'Addolorata. Nei suoi sotterranei, ai quali si accede da un'apertura ricavata dalla roccia, sono presenti delle cripte, dette appunto Cripte dell'Addolorata
  • Basilica dell'Immacolata Concezione o San Francesco. XVII sec. La basilica si presenta a navata unica. il prospetto è in stile barocco a tre ordini con due imponenti torri campanarie e la statua del Santo Patrono d'Italia, in marmo bianco. Sulla torre campanaria, invece, si trova la statua della Madonna con il bambino. Al suo interno alcune tombe in marmo di nobili ed ecclesiastici.
  • Basilica di Santa Maria dei Greci (costruita sulle fondazioni di un tempio dorico). XII sec. il prospetto è in stile arabo-normanno e vi si accede attraverso un cortile delimitato da un portale in stile barocco. Al suo interno sono visibili le fondamenta del tempio dorico di Giove Polieo grazie al pavimento in vetro, mentre nelle pareti sono riconoscibili affreschi. La chiesa inizialmente fu destinata al culto greco-ortodosso. Dal cortile si accede ad ulteriori resti del tempio dorico.
  • Chiesa di San Francesco di Paola XVII sec. la facciata è a due ordini con due massicce torri campanarie. Sopra il portono d'ingresso, è presente un bassorilievo raffigurante il Santo. Al suo interno numerose tele di pregevole fattura.
  • Chiesa di San Nicola XIII sec. l'interno ad unica navata condivide con la facciata lo stile normanno-gotico con un portale a sesto acuto. Sulla facciata esterna, inoltre, sopra le due massicce colonne ed il portale, si trovano alcune decorazioni in marmo, tra cui i bassorilievi dei Santi Pietro e Paolo. Al suo interno è custodito un sarcofago in marmo che propone la leggenda di Fedra e Ippolito e il famoso crocifisso ligneo descritto nella novella di Pirandello il Signore della nave.
  • Chiesa del monastero di Santo Spirito XI sec. la chiesa è ad unica navata e presenta al suo interno pregevoli stucchi del Serpotta. mentre la facciata è in stile gotico con portale sormontato da rosone, l'interno è interamente in splendido stile barocco.
  • Chiesa di San Biagio (costruita sulle fondazioni di un tempio dorico) sec. XIII. la chiesa sorge sulle fondamenta di un tempio dorico dedicato a Demetra ed è in stile arabo-normanno. poco distante il santuario rupestre di Demetra.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli XVIII sec. al suo interno si trova un ritratto del patrono della Città, San Gerlando
  • Chiesa di San Vincenzo
  • Chiesa di San Alfonso dei liguori; XVI-XVII sec. vi si accede attraverso il Palazzo della Biblioteca Lucchesiana ed è adiacente al convento dei padri redentoristi. l'interno è ad unica navata con stucchi, archi e numerose tele. Consacrata nel 1854 fu la prima chiesa al mondo dedicata a Sant'Alfonso de Liguori.
  • Chiesa dell'Itria Sec. XVI. la chiesa è a navata unica ma chiusa al culto. in essa si celebrava il rito Greco-albanese. il prospetto ed il portale sono in stile manieristico.
  • Chiesa di San Giuseppe XVII-XVIII sec. il prospetto in stile barocco è arricchito da un doppio ordine di scalini e da due torri campanarie. l'interno è ad unica navata.
  • Chiesa del Purgatorio o di San Lorenzo (oggi sconsacrata) XV-XVI sec. il prospetto è in stile barocco, arricchito da numerose statue, in particolare quelle ai lati del portale, delimitato da due colonne a spirale, rappresentano le allegorie della fede e della carità. al suo interno l'edificio, a navata unica, presenta sculture del Serpotta e custodisce un reliquario. il soffitto presenta una falsa cupola.
  • Chiesa di San Pietro (oggi sconsacrata) XVIII sec. il prospetto presenta un portale barocco, mentre l'interno, ad unica navata, prersenta numerose tele.
  • Chiesa di Santa Lucia o dell'Assunta XVIII sec. il prospetto è in stile tardo barocco-neoclassico.
  • Chiesa di Santa Croce XIV sec.
  • Chiesa di San Giovanni dei Teutonici; Costruita all'interno dell'ex Ospedale di San Giovanni di Dio in Via Atenea. Oggi ne rimangono solo le rovine.
  • Chiesa di Santa Rosalia XVII sec. la maestosa facciata barocca fu sostituita a causa di lavori di restauro mai avviati. oggi il prospetto si presenta in mattoni rossi.
  • Chiesa di San Domenico XVII sec. il prospetto in stile barocco è arricchito da un doppio ordine di scale; sopra il portone d'ingresso, è posto un bassorilievo raffigurante la Madonna con il bambino sormontata da due angeli. Il campanile è insolitamente arretrato rispetto al prospetto principale ed è costituito in ceramiche di maiolica policrome; al suo interno pregevoli tele.
  • Chiesa di San Giacomo XVI sec.
  • Chiesa di San Giorgio degli Oblati XIII sec. situata nelle immediate vicinanze dello Steri agrigentino fu costruita in epoca chiaramontana in pietra bianca di Comiso in stile gotico. È dotata di un ricco portale ligneo che ha diversi elementi simili al portale dello Steri di Palermo e con quello del duomo vecchio di Naro.
  • Chiesa di Santa Maria del Soccorso o Badiola XIV sec. il prospetto è in stile rinascimentale, mentre all'interno a navata unica si conservano numerose tele. Sul prospetto è collocata la statua della SS. Maria del Soccorso.
  • Chiesa del Carmine o portale Gagini, sconsacrata
  • Chiesa di santa Caterina (oggi sconsacrata)
  • Chiesa di San Girolamo (oggi sconsacrata) XVI-XVII sec.
  • Chiesa delle Forche (oggi sconsacrata) XVI sec. in stile tardo rinascimentale. sotto di essa potrebbe trovarsi un antico tempio dorico.
  • Chiesa della Madonna della Catena (oggi sconsacrata e sita nel quartiere di Villaseta)
  • Chiesa di San Felice Martire (sita nella borgata di Montaperto)
  • Chiesa del Rosario (sita nella borgata di Montaperto)
  • Chiesa di San Leone; sita nella borgata costiera di San Leone ha antiche origini risalenti al periodo normanno.
  • Chiesa Santa Maria Monte dei Pegni. solo resti
  • Chiesa di San Libertino. solo resti
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso o San Vito. in stile moderno.
  • Chiesa di Santa Maria delle Raccomandate, si trova nelle vicinanze della Cattedrale ed oggi ne rimangono solo i ruderi.

Chiese moderne e contemporanee[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa del S.S. Crocifisso, o di San Vito, in Piazza Diodoro Siculo
  • Chiesa della Provvidenza, in via Manzoni
  • Chiesa della Madonna del Carmelo, in via Dante
  • Chiesa della Madonna di Fatima, in via Callicratide
  • Chiesa della Madonna di tutte le Grazie, in via Demetra
  • Chiesa di Santa Gemma, in via Imera
  • Chiesa del Cuore Immacolato di Maria, al Villaggio Mosè
  • Chiesa di San Gregorio, in via Cavaleri Magazeni
  • Chiesa di San Nicola, a Fontanelle
  • Chiesa di San Pio X, al Villaggio Peruzzo
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, al Quadrivio Spinasanta
  • Concattedrale di Santa Croce, a Villaseta
  • Chiesa di Santa Rosa, al Villaggio Mosè
  • Chiesa Cristiana Evangelica Assemblee di Dio in Italia, in via Mattarella
  • Chiesa Evangelica Valdese, in via Damareta

Monasteri[modifica | modifica sorgente]

Chiesa e monastero di Santo Spirito
  • Monastero di Santo Spirito, sede di alcune sezioni dei Musei Civici.
  • Monastero della Raccomandata

Conventi[modifica | modifica sorgente]

  • Convento dei Padri Agostiniani (palazzo adibito a Museo Civico)
  • Convento di San Nicola (sede di alcuni ambienti del Museo Archeologico)
  • Convento Chiaramontano dei francesani minori (sede delle fabbriche chiaramontane)
  • Collegio dei Padri Filippini (oggi sede della Pinacoteca) Nell'atrio sono presenti un pozzo ed una lapide Marmorea dedicata agli sstudenti dell'istituto tecnico caduti per la patria durante la prima guerra mondiale.
  • Resti del portale chiaramontano convento canonici di rahalmari
  • Convento dei Padri Liguorini Redentoristi sede della casa museo arredi e arte sacra
  • Convento di San Vito. L'imponente e massiccia struttura, contraddistinta dalla sua vastità, era in origine un convento ma fu adibita a carcere della città e ampliato. Oggi si appresta ad essere la sede dell'Archivio Storico comunale, e ad ospitare delle associazioni culturali.

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

Cimitero monumentale di Bonamorone

In esso sono ospitate tombe monumentali risalenti ai secoli precedenti, veri e propri capolavori scultorei. Tra i viali adombrati dagli alti cipressi vi sono statue, cappelle e persino mausolei delle confraternite agrigentine. Il maestoso Sacrario militare, dedicato ai caduti delle due guerre mondiali, sovrasta la piazza in fondo al cimitero. Sul perimetro sud, inoltre, vi è la tomba dei fratelli Hardcastle.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Domenico e Palazzo dei Giganti, sede del comune
  • Palazzo della Provincia e Prefettura, risalente al 1858, sito in piazza Vittorio Emanuele. L'edificio si contraddistingue per un possente ingresso delimitato da due colonne, e da due eleganti balconi su entrambe le facciate. Al suo interno è posto l'antica Pala di San Domenico e la Pala dell'incoronazione della Vergine tra i santi, risalenti al XVII secolo.
  • Palazzo della Questura, adiacente al palazzo della provincia e della prefettura in piazza Vittorio Emanuele
  • Palazzo ex Archivio Notarile. L'edificio sorge di fronte al santuario di san Calogero ed è separato dalla caserma dei Carabinieri grazie alla piazzetta Vadalà, sulla quale si staglia la statua di Empedocle. Oggi la struttura è sede della biblioteca comunale.
  • Palazzo del Genio Civile Viale della Vittoria. Esso sorge, in linea d'aria, di fronte al palazzo della banca d'Italia
  • Palazzo delle Poste, sito in piazza Vittorio Emanuele. L'imponente edificio, di epoca fascista, è stato costruito nel 1936 con una forma circolare che lo rende unico nel suo genere. Progettato dall'architetto Angiolo Mazzoni del Grande, progettista tra l'altro della stazione Termini. Presenta alte e possenti colonne quadrate che contribuiscono a renderne l'aspetto elegante. All'interno del colonnato sorge un monumento raffigurante alcuni soldati della prima guerra mondiale, nonché numerosi mosaici disposti verticalmente.
  • Palazzo della Stazione Centrale, risalente al 1931 costruito in stile neoclassico. L'edificio sorge in Piazza Marconi e, grazie allo stile, agli edifici circostanti e al recente ammodernamento della piazza, fornisce un'immagine estremamente elegante
  • Palazzo Opera Nazionale Balilla, del 1928. La sua ubicazione a pochi metri dal palazzo delle Poste contribuisce ad accentuarne le particolari caratteristiche.
  • Palazzo Grasso sito in Piazza Marconi, a pochi metri dal palazzo della Banca d'Italia.
  • Palazzo della Banca d'Italia. L'edificio, di epoca fascista e risalente al 1932, sorge a poche centinaia di metri dalla stazione centrale e appare in tutta la sua maestosità. che presenta uno stile architettonico dorico.
  • Palazzo Albergo Bel Vedere
  • Palazzi INCIS, in piazza Diodoro Siculo, edificati in epoca fascista. Ciascun palazzo si contraddistingue per due ingressi interni caratterizzati da colonne. Si evidenziano inoltre ornamenti e particolari decorativi.
  • Palazzo delle Finanze, elegante struttura ubicata in Viale della Vittoria oggi sede dell'Agenzia delle Entrate. In origine il complesso era il più elegante ed importante hotel della Città.
  • Palazzo del Genio Civile P.za Vittorio Emanuele, del 1951
  • Palazzo del Banco di Sicilia
  • Palazzo INAIL, del 1954
  • Palazzo Archivio Notarile
  • Palazzo ex Ospedale di via Atenea, riedificato nel 1867. Sorge proprio all'ingresso della via Atenea, a pochi metri dalla Porta di Ponte. L'ospedale inizialmente presentava, annessa, un'importante e caratteristica chiesa, oggi lasciata all'abbandono e all'incuria. Il prospetto principale è rivolto alla via Atenea, e presenta due diversi ingressi, entrambi imponenti e realizzati in stile neoclassico, ad alcune decine di metri l'uno dall'altro. Essi sono costituiti da un portico a due colonne, che si apre ad un cortile con breve scalinata, affiancato da due pilastri.
  • Palazzo Borsellino, risalente al Settecento. Il Palazzo si affaccia sulla via Atenea ed è ubicato esattamente di fronte al vecchio ospedale. L'edificio, che si eleva in tre piani, presenta un portale delimitato da due imponenti pilastri che sorreggono un architrave in stile dorico. Una delle maggiori caratteristiche ornamentali è rappresentata dallo stemma nobiliare della famiglia, collocato sotto l'architrave e decisamente ben rifinito. Altre rifiniture artistiche e decorative di notevole pregio rendono questo palazzo nobiliare uno dei più eleganti della città.
  • Palazzo Carbonaro, del 1700. La struttura, che si affaccia sulla via Atenea e sfoggia al primo piano balconi adornati molto scenografici, è arricchita da un portale in stile neoclassico che presenta due colonne che sorreggono un architrave in stile dorico.
  • Palazzo Noto-Biondi, già palazzo Sala, risalente al Settecento. Il palazzo, che sorge a pochi metri dal palazzo Carbonaro, non presenta motivi architettonici di particolare interesse, ma possiede un portale a tutto sesto.
  • Palazzo Costa, edificato intorno alla fine del Seicento. Il palazzo rappresenta una delle migliori espressioni del barocco agrigentino e si caratterizza, infatti, per l'imponente facciata in stile barocco. Particolari sono le balconate, impreziosite da mensole figurative
  • Palazzo Gamez, ubicato nella via omonima, presenta un portale elegante
  • Palazzo Montana, del XVIII sec.
  • Casa Granet, risalente all'Ottocento. Essa si affaccia di fronte l'ingresso secondario della Chiesa di San Francesco e presenta, al secondo piano, un insolito portico a otto colonne in stile neoclassico
  • Palazzo Celauro, risalente al Settecento. Anch'esso è vivace espressione del barocco cittadino e presenta, al primo piano, imponenti balconi con ringhiere in ferro battuto. Davvero notevole è il portone d'ingresso, il quale però non si trova nella via maestra, ma nella perpendicolare via Celauro. Nel 1787 vi soggiornarono W. Goethe e, agli inizi del secolo IX, anche l'imperatore Giuseppe d'Austria. Per commemorare i duecento anni trascorsi dal soggiorno di Goethe è stata apposta una lapide in bronzo.
  • Palazzo Pancamo in via Atenea, prima sede centrale della banca, oggi sede di attività commerciali e centri culturali.
  • Palazzo Bentivegna, risalente al Settecento. Il palazzo è contraddistinto dall'esistenza, sulla facciata che da sulla via Atenea, un'edicola votiva raffigurante la Madonna Immacolata, preziosamente decorata.
  • Palazzo Caruso, edificato nell'Ottocento, con particolari decorazioni e ornativi floreali.
  • Palazzo Catalisano, si caratterizza per la lapide posta in ricordo di Michele Foderà oltre che per l'eleganza del prospetto
  • Palazzo Contarini, del 1700 in stile barocco con eleganti mensole adornate a sostegno dei balconi.
  • Palazzo Lauricella, sul cui prospetto è posta una lapide commemorativa dell'illustre scienziato.
  • Villa Giambertoni, in stile liberty
  • Casa Alajmo
  • Palazzo Vella
  • Palazzo della Camera di Commercio, realizzato nel 1851 in stile neogotico, dall'arch. Tommaso Gravanti. Esso presenta lo stemma della città, caratterizzato dai tre giganti che sorreggono altrettanti torri, e numerosi altri fregi e ornamenti che rendono il complesso di notevole interesse architettonico. L'edificio è oggi sede della Camera di Commercio, ma fino al 1867 fu sede del municipio della città, ospitando in seguito anche la Banca d'Italia. Il palazzo, detto anche dell'orologio, insiste sulla piazza Gallo, ed ha di fronte i Palazzi dei vecchi tribunali e accanto la Palazzina dell'antico Circolo dei Nobili.
  • Palazzo Galluzzo, con un elegante ingresso in stile liberty, anche "Circolo dei Nobili".
  • Ex Palazzo del tribunale e della pretura
  • Palazzo ex Societ operaia empedoclea
  • Circolo Empedocleo, realizzato nel 1835 in stile neoclassico su progetto di Raffaello Politi. Di fronte l'antica Chiesa di san Giuseppe, la struttura presenta una facciata a nove colonne sormontate da un architrave dorato. Al centro del prospetto è possibile ammirare un ricco ornamento figurativo raffigurante il filosofo akragantino Empedocle, da cui il circolo prende il nome. Insiste in cima ad una breve scalinata che si affaccia su una larga piazza.
  • Palazzo dei Giganti, sito in piazza Pirandello. Fu costruito nel 1627 ed era inizialmente la residenza agrigentina della famiglia Tomasi dei Principi di Lampedusa e duchi di Palma. In esso vi nacque nel 1645 la beata Isabella Tomasi, figlia del Duca Santo Carlo Tomasi fondatore della città di Palma di Montechiaro nel 1637. Successivamente divenne un convento dei domenicani. A partire dal 1867 divenne sede del comune. Presenta un portale di ferro a tutto sesto e una serie di rifinite finestre e balconi ornamentali che ne fanno, al tempo stesso, una struttura compatta ed elegante. Al suo interno è possibile ammirare lo splendore e la ricchezza del teatro Pirandello. Nel prospetto del palazzo è possibile scorgere, coperte da rampicanti, diverse lapidi, dedicate ai caduti di Dogali nel 1887, agli insorti del 1848 e a Luigi Pirandello. Nell'atrio, naturale prosecuzione della Piazza Pirandello e attraverso il quale si accede al Teatro Pirandello, sono esposte due targhe dedicate al cinquantenario della morte del Premio Nobel per la letteratura ed alla intitolazione del Teatro alla sua memoria, ed un bassorilievo raffigurante Dante Alighieri.
Palazzo Gaetani
  • Palazzo Minelli
  • Palazzo Portulano
  • Palazzo Gaetani
  • Palazzo Pujades, realizzato nel corso del Quattrocento. Situato nella via Orfane, presenta un portale ad arco ribassato e due finestre bifore, in stile gotico, al primo piano.
  • Palazzo De Marinis, edificato nel 1487 e sito nella via Barone. È caratterizzato da un portone ad arco a sesto acuto, e da un mensolone di balcone molto elegante.
  • Palazzo Filippazzo, risalente al Quattrocento. Importanti elementi decorativi sono le bifore in stile gotico fiorito, che ne fanno uno dei palazzi più belli del centro storico. Una di esse è impreziosita da un traforo ornamentale.
  • Palazzo Tommasi, edificato intorno al 1100. Sito in piano Sanzo, ha un portale molto elegante con arco a tutto sesto delimitato da due colonne. interessanti anche le file di balconi. Il Palazzo si appresta a diventare sede di importanti mostre d'arte permanenti.
  • Palazzo Di Girolamo
  • Palazzo Sala
  • Palazzo Lojacono-Maraventano, del 1600 in stile barocco presenta un e maestoso portale ed è ubicato in via Santa Maria dei Greci. Il palazzo è crollato, dopo anni di incuria e abbandono, all'alba del 25 aprile 2011.[6]
  • Palazzo Lo Vetere o Del Carretto, del 1600. rappresenta una delle più significative espressioni del barocco agrigentino, con un portale ad arco a tutto sesto, e facciata arricchita da numerosi e interessanti elementi decorativi
  • Casa Quartana
  • Palazzo Cardella
  • Palazzo Barone-Celauro, risalente al Settecento e ubicato in via San Girolamo.
  • Palazzo ex consolato britannico, sito in via San Girolamo e caratterizzato da portale in stile neoclassico
  • Palazzo Del Campo-Lazzarini, risalente agli inizi dell'Ottocento. Si trova nella via San Girolamo, di fronte alla cosiddetta badiola piccola. Il prospetto elegante dell'edificio presenta un ampio portale, e una serie di finestre e balconi finemente rifiniti
  • Palazzo Rotolo Genuardi, già palazzo Xerri, costruito intorno al 1700. sito in via Neve, presenta un portale ad arco policentrico. Fu adibito a tribunale e vi soggiornarono i principi Amedeo e Umberto.
  • Palazzo Crapanzano
  • Palazzo A.n.a.s
  • Palazzo di giustizia
  • Liceo Classico "Empedocle", originariamente un convento, nel cui atrio è possibile ammirare un mezzo busto bronzeo del filosofo Empedocle con alle spalle una lapide di marmo recante un'iscrizione in greco arcaico, relativa al pensiero del filosofo
  • Complesso ex ospedale psichiatrico (oggi sede di numerosi uffici dell'ASL)
  • Villa Altieri adiacente al Palazzo delle Finanze
  • Villa Catalisano, progettata in stile liberty da Ernesto Basile. La villa fu, per breve tempo, residenza di Luigi Pirandello.
  • Villa Crispi, in stile liberty con caratteristici leoni in marmo nel vialetto.
  • Villa Carrano in stile neoclassico risalente alla seconda metà dell'Ottocento.
  • Villa Genuardi sede della facoltà di lettere e filosofia, fu per un periodo un lussuoso hotel della città, Hotel des Temples
  • Villa Aurea (sede degli antiquarium documentario). nel cortile della villa è posto un busto bronzeo dedicato ad Alexander Hardcastle, del quale la villa è stata dimora personale dal 1920 fino alla morte, avvenuta nel 1933.
  • Casa Morello (sede dell'antiquarium delle fortificazioni)
  • Casa Barbadoro (sede dell'antiquarium iconografico)
  • Casa Pace (sede dell'antiquarium paleocristiano-bizantino)
  • Casa Caruso in stile liberty (sita nella borgata di San Leone)
  • Casa Caratozzolo in stile liberty (sita nella borgata di San leone)

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Caserma e comando provinciale Carabinieri Biagio Pistone, realizzata nel 1908 e sita in piazza Vittorio Emanuele
  • Comando provinciale Guardia di Finanza, sito in piazza Gallo in un elegante palazzo che fu importante hotel cittadino, l'hotel Bretagna
  • Caserma Guardia di Finanza Antonio Mosto, sita nel complesso dell'ex distretto militare in piazza San Giacomo. Sul prospetto è posta una lapide marmorea alla memoria di Tommaso gallo Afflitto
  • Comando Logistico della Guardia di finanza, posto alla Rupe Atenea
  • Castello di Girgenti, fu destinato ad ospitare il carcere della città
  • Sacrario Militare ai caduti della prima e della seconda Guerra Mondiale, sito nel cimitero monumentale di Bonamorone.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Monumenti scultorei[modifica | modifica sorgente]

  • Statua Empedocle, nella Piazzetta Vadalà tra la sede della Biblioteca e la Caserma dei Carabinieri. Consiste in una statua bronzea, raffigurante il filosofo circondato dagli elementi caratterizzanti la sua filosofia, collocata su un massiccio basamento marmoreo sul quale è incisa la celebre frase: 'erano sempre e sempre saranno nel tempo infinito.
  • Monumento a Don Bosco, in Piazza Plebis Rea. Si tratta di un gruppo bronzeo, che ritrae Don bosco circondato da giovani studenti, di cui è protettore.
  • Monumento ai caduti della Grande Guerra. Presenta un possente contorno cilindrico al centro del quale spicca un obelisco in marmo al cui apice è posto un grande angelo di bronzo raffigurante la vittoria patria. Sul basamento dell'obelisco vi sono, in ciascuna delle quattro facciate, i nomi dei soldati caduti durante la grande guerra. Sul secondo livello del basamento sono invece raffigurate due scene: la prima rappresenta un contadino che conduce un aratro trainato da buoi; la seconda invece riporta un soldato italiano che trafigge un soldato austriaco.
  • Monumento alla Vittoria nella Grande Guerra, nel Colonnato del Palazzo delle Poste in Piazza Vittorio Emanuele. Si tratta di un imponente gruppo scultoreo di pietra arenaria, raffigurante al centro la dea patria e, ai lati, quattro fanti raffigurati in posizione di riposo.
  • Monumento ai caduti della Battaglia di Imera, 480 a.C. Si tratta di una stele marmorea, sulla quale è incisa, sia in italiano che in greco, una frase commemorativa dei caduti della battaglia che segnò le sorti della Sicilia e del mondo occidentale.
  • Monumento ai caduti negli attentati dell'11 settembre, collocato nella Villetta Romano.
  • Pozzo del Sacro Ordine dei Cavalieri di Malta, nella salita Madonna degli Angeli, a Porta di ponte. Si tratta di un antico Pozzo, il cui basamento è adornato da fregi.
  • Statue delle stagioni, in marmo bianco. Originariamente poste all'interno della Villa Garibaldi, oggi scomparsa, sono ora collocate all'interno della Villa del Sole.
  • Giardino di Empedocle. Si tratta di un gruppo scultoreo realizzato interamente in bronzo e caratterizzato da quattro sculture raffiguranti, rispettivamente l'aria, l'acqua, il fuoco e la terra, ossia gli elementi della filosofia del filosofo akragantino Empedocle. Le opere d'arte sono collocate all'interno del giardino del Museo Archeologico San Nicola.
  • Leone dormiente, in Piazza Purgatorio. Rappresenta l'ingresso monumentale all'ipogero del Purgatorio. È costituito da un leone in marmo bianco, rappresentato in posizione dormiente, collocato in cima a due colonne in stile neoclassico.
  • Croce posta in ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II, in piano San Gregorio
  • Monumento a Rosario Livatino, giudice ucciso dalla mafia, sul luogo dell'attentato che ne causò la morte
  • Monumento ad Esseneto, in bronzo su basamento marmoreo, sito in piazza stazione
  • Stele di Pertini, collocata nella villetta a lui dedicata
  • Statua della Madonna nella piazza del porticciolo turistico
  • Statua della Madonna degli Angeli in via Gioeni
  • Statua dell'Angelo della Valle, in piazza Hardcastle
  • Monumenti d'arte contemporanea, nella Villa Pertini
  • Statua Padre Pio, in Piazza Diodoro Siculo
  • Statua Padre Pio, in Piazza Don Guanella
  • Statua Padre Pio, Lungomare Falcone-Borsellino
  • Busto Garibaldi, nei Giardini di Porta di Ponte, in marmo bianco.
  • Busto Romano, nei Giardini di porta di Ponte, in bronzo.
  • Busto Nicolò Gallo, nei Giardini di Porta di Ponte, in bronzo.
  • Busto Luigi Pirandello, in villa del sole, in bronzo.
  • Busto Luigi Pirandello, nella casa natale, in bronzo.
  • Busto Alexander Hardcastle, nel giardino di Villa Aurea, in bronzo.
  • Busto Don Guanella, in piazza Don Guanella, in bronzo.
  • Busto Mons. Celona, in Largo Celona, in marmo bianco.
  • Piramide del Parco dell'Addolorata

Edicole Votive[modifica | modifica sorgente]

Tra le più rilevanti edicole sacre, disseminate nel centro storico della città antica, quelle di maggiore interesse sono:

  • San Calogero, collocata all'ingresso di via Gioeni
  • San Gaetano, collocata in una nicchia sopraelevata in piazza Alajmo
  • Ecce Homo, collocata in piazza Marconi
  • Ecce Homo, collocata in via San Girolamo
  • Ecce Homo, collocata in via bac Bac
  • Gesù risorto, collocata in via San Vincenzo
  • Madonna Immacolata, collocata in via Atenea

Fontane[modifica | modifica sorgente]

  • Fontana Gebbia", nel parco archeologico
  • Fontana storica di Bonamorone. Sorge nel quartiere di Bonamorone. Essa presenta sul lato principale un arco in marmo mentre ai lati si estende una grande vasca.
  • Fontana ai Caduti dedicata ai caduti della Grande Guerra. Si trova all'ingresso principale della Villa Bonfiglio. La fontana ha forma circolare e, al centro, presenta un grande obelisco in marmo al cui apice è posto un grande angelo di bronzo raffigurante la vittoria patria. Sul basamento dell'obelisco vi sono, in ciascuna delle quattro facciate, i nomi dei soldati caduti durante la grande guerra. Sul secondo livello del basamento sono invece raffigurate due scene: la prima rappresenta un contadino che conduce un aratro trainato da buoi; la seconda invece riporta un soldato italiano che trafigge un soldato austriaco.
  • Fontana dei Giganti recante lo stemma della Città, sita nel giardino Casesa di Piazzale Aldo Moro. La fontana è in marmo ed è a forma circolare presenta tre livelli la cui ampiezza degrada in altezza. Sul livello più alto è posta una raffigurazione scultoria rappresentante un putto che stringe un drago che sputa l'acqua.
  • Fontana dei Draghi, ubicata in piazza Don Guanella. Essa ha una grande vasca a forma ottagonale, mentre al centro vi sono delle raffigurazioni di draghi dal cui apice sgorga un getto d'acqua
  • Fontana della Stazione, in stile razionalista ubicata nei giardini della stazione di Piazza Marconi. La fontana è a forma circolare e ha due livelli.
  • Fontana del giardino del Convento di San Vito, in tre livelli, sita nel giardino esterno dell'ex convento
  • Fontana Grande Villa del sole. sita nella Villa, è una grande vasca con cascate artificiali. Si caratterizza per la presenza di due statue in marmo bianco che rappresentano le stagioni.
  • Fontana Piccola Villa del sole. Di forma rettangolare, reca lo stemma in ceramica della Città.
  • Fonte Villa del sole, composta da un bassorilievo
  • Fontana Villa Pertini. Presenta una base realizzata in pietra.
  • Fontana S. Pietro, sita in piazzetta San Josemaría Escrivà di fronte alla Chiesa di San Pietro. Realizzata esternamente in pietra arenaria, ha una base di forma irregolare, mentre al centro presenta presenta un ulteriore livello.

Piazze[modifica | modifica sorgente]

  • Piazza Cavour, al Viale della Vittoria. Anticamente era possibile ammirare nella piazza un'imponente statua dedicata a Camillo Benso Conte di Cavour. Oggi la piazza presenta un elegante pavimentazione e costituisce un ideale punto di ritrovo per i cittadini di qualunque età e per i bambini che ivi possono giocare. Ai lati della piazza sorgono due Palazzi in stile liberty di pregevole fattura che attribuiscono alla piazza nel suo complesso un aspetto elegante e raffinato.
  • Piazza Marconi, già Piazzale Roma e detta anche Piazza Stazione. Si tratta di una delle più importanti piazze di Agrigento non solo perché posta geograficamente al centro della città, ma anche in quanto vi sorgono alcuni importanti edifici. Oltre la Stazione Centrale, al cui interno vi sono la fontana in stile razionalista e un monumento in bronzo, è possibile infatti ammirare il Palazzo della Banca D'Italia e, infine, il Palazzo antico del Genio Civile, sul cui prospetto laterale è posta un'edicola votiva delimitata da due colonne. Inoltre in alto è possibile scorgere la Chiesa di San Pietro.
  • Piazza Vittorio Emanuele. La piazza ospita il Palazzo delle Poste, il Palazzo della Questura, il Palazzo della Provincia e Prefettura, il Palazzo Balilla, il Nuovo Palazzo del Genio Civile
  • Piazzale Aldo Moro sul quale sorgono la sede Centrale del Banco di Sicilia, la Caserma dei Carabinieri Biagio Pistone, la Biblioteca comunale e il santuario di San Calogero. Il piazzale è elegantemente adornato dai quattro Giardini degli sgherri
  • Piazzetta Vadalà, sita nel piazzale Aldo Moro, nella quale si staglia L'imponente statua del Filosofo Akragantino Empedocle.
  • Piazzetta San Pietro, ove si trova L'omonima Chiesa e una fontana antistante la facciata. Oggi la piazzetta è dedicata al fondatore dell'opus dei, e ciò è attestato da una lapide commemorativa in marmo.
  • Piazza San Francesco, importante perché da essa si accede sia alla Basilica dell'Immacolata (o Chiesa di san Francesco) sia al Convento dei Frati Francescani Minori, che ospita oggi le c.d. Fabbriche Chiaramontane. Sul prospetto della chiesa è possibile scorgere una lapide in bronzo che ricorda le vittime di un bombardamento avvenuto durante la seconda guerra mondiale e nel quale persero la vita numerosi agrigentini che cercavano scampo nei rifugi della chiesa.
  • Piazza san Lorenzo, detta anche del Purgatorio. In essa si trova l'ingresso monumentale di uno dei più importanti e lunghi ipogei dell'antica Akragas. All'ipogeo infatti si accede attraverso un portale costituito da due colonne sormontate da un leone bianco dormiente. Nella Piazza sorge una delle più belle, antiche e fastose chiese di Agrigento, la barocca Chiesa di san Lorenzo, che rende la piazza estremamente suggestiva, grazie anche all'attigua Chiesa di Santa Rosalia, anch'essa in stile barocco. Nel prospetto della Chiesa di San Lorenzo si scorgono due lapidi in marmo che ricordano i moti rivoluzionari del popolo italiano e i martiri caduti in nome della bandiera. Inoltre dalla piazza è possibile scorgere un manifesto elettorale in marmo, incastonato sul prospetto di un palazzo, che reca l'invito a votare per la repubblica, con il simbolo del partito repubblicano, in occasione del referendum per l'abrogazione della monarchia.
  • Piazza Gallo, nella quale sorgono il Palazzo del Circolo dei Nobili, il Palazzo dell'orologio, il Palazzo del Comando della Guardia di Finanza, il Palazzo degli ex Tribunali.
  • Piazzetta Lena, nella quale sorge un albergo. Si caratterizza per la presenza di alcune antiche edicole votive. Un tempo fu sede della 'Vucciria'
  • Piazzetta Cacciatore, presso la quale vi è casa Alajmo, con una targa commemorativa in ottone, ed inoltre vi sono, sulle facciate dei palazzi, alcune edicole votive, tra le quali una dedicata al Santo Patrono Gerlando
  • Piazza San Giuseppe, nella quale sorge l'omonima Chiesa e il Circolo Empedocleo.
  • Piazza Pirandello, piazza forse più importante di Agrigento. È infatti la piazza dedicata al personaggio più illustre della città, il premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello in occasione del centenario della sua nascita. In essa sorgono il palazzo dei Giganti, sede del comune, la Chiesa di san Domenico, il Palazzo dei Montaperto, il Collegio dei Padri Filippini e il Palazzo (ex convento degli agostiniani) sede naturale del museo civico. Da essa si accede, attraverso l'ingresso del Palazzo dei Giganti, al Teatro Luigi Pirandello. Sul prospetto del Palazzo dei Giganti si scorgono, coperte dai rampicanti, lapidi commemorative in marmo dedicate ai caduti di Dogali del 1887 e ai moti rivoluzionari del 1848, e una che celebra il centenario della nascita di Luigi Pirandello. Sul prospetto del Palazzo dei Montaperto è possibile ammirare una lapide marmorea dedicata a papa Leone XIII.
  • Piazza Sinatra, nella quale sorgono il Palazzo Gaetani, il Convento dei padri agostiniani sede del Museo Civico, il Palazzo dell'Associazione Nazionale Finanzieri e il Palazzo ove ha sede la biblioteca cinema cultura e spettacolo Efebo d'Oro. sul suo prospetto una lapide in marmo ricorda il centenario della nascita del Sinatra.
  • Piazza Duomo, nella quale si affaccia la scalinata dell'entrata principale del Duomo e, di fronte ad esso, l'imponente complesso architettonico del Seminario Arcivescovile, già palazzo Steri. Sul lato sud della piazza, è possibile scorgere un'edicola votiva dedicata alla Madonna Immacolata.
  • Piazza San Giacomo, nella quale sorgono la chiesa di San Giacomo e il complesso dell'ex distretto militare
  • Piazza Ravanusella, nella quale sorge la barocca chiesa dell'Assunta, impropriamente detta di Santa Lucia e, a pochi passi da essa, la Porta Panitteri.
  • Piazza Diodoro Siculo, nella quale si trovano i Palazzi I. N.C. I.S. e una statua dedicata a Padre Pio.
  • Piazza Plebis Rea, caratterizzata da un monumento dedicato a San Giovanni Bosco. Inoltre da essa si scorgono i resti della cinta muraria medievale.
  • Piazza Don Guanella, nella quale si trovano la Fontana dei draghi, un mezzo busto dedicato proprio al Don Guanella ed una statua dedicata a Padre Pio

Porte[modifica | modifica sorgente]

Porta Panitteri
Porta dei Saccajoli
  • Porta di ponte. Fu edificata nel 1868, su progetto di Raffaello Politi, sui ruderi della precedente porta con ponte levatoio risalente al Trecento e di origine saracena. Il monumento è realizzato in stile neoclassico e presenta da una parte lo stemma odierno della città, dall'altra lo stemma della città greca. La porta di Ponte costituisce l'ingresso monumentale per Via Atenea, detta il salotto della città, e sede di numerose attività commerciali, negozi, boutique ed eleganti ristoranti, nonché di alcuni Monumenti della Città.
  • Porta Panitteri. Essa è stata riedificata nel IX sec poco distante dall'originale, distrutta per il completamento dei lavori inerenti alla Stazione Centrale. È composta da un arco in stile gotico e accanto presenta, su una parte dell'antica cinta muraria, un'edicola sacra dedicata alla Madonna del Lume. La Porta si trova in Via Empedocle, a poche centinaia di metri dalla Stazione Centrale.
  • Porta dei Saccajoli. Fu edificata nel XVI sec con un arco gotico e al suo interno venne collocata un'edicola sacra dedicata alla Madonna del Porto Salvo e successivamente a Santa Lucia. Oggi appare parzialmente interrata, ma comunque visibile e raggiungibile.
  • Porta di Mare. la porta oggi è interrata ma comunque visibile e fu edificata nel XV sec.

Lapidi Commemorative[modifica | modifica sorgente]

Agrigento è ricca di lapidi e targhe commemorative dedicate a personaggi illustri o eventi storici significativi. La maggior parte di esse sono in marmo e si possono ammirare sulle facciate di Palazzi nobiliari, Chiese o Piazze. Altre invece sono in bronzo. Tra esse le principali sono:

  • Michele Foderà, in marmo posta sul prospetto della casa natale, in via Atenea
  • Giuseppe Lauricella, in marmo posta sul prospetto della casa natale, in via Atenea
  • Luigi Pirandello, in marmo posta sul prospetto della casa della sua infanzia, nell'omonima via
  • Luigi Pirandello, in marmo posta sul prospetto di palazzo dei Giganti nell'omonima piazza
  • Papa Leone XIII, in marmo posta sul prospetto di palazzo Montaperto, in piazza Pirandelo
  • J. Wolfgang Goethe, in bronzo posta sul prospetto di palazzo Celauro, dove venne ospitato, in via Celauro
  • Dante Alighieri, in bronzo posta nell'atrio esterno del teatro Pirandello, in Piazza Pirandello
  • Sinatra, in marmo posta sul prospetto di un palazzo, nell'omonima piazza
  • Giuseppe Picone, in marmo, sita in via Picone
  • Josemaria Escrivà, in marmo, sita in Piazza Escrivà
  • Saragat, sita sul prospetto del Circolo dei nobili in Piazza gallo
  • Tommaso Gallo Afflitto, in marmo, sita sul prospetto della caserma della Guardia di finanza in piazza San Giacomo
  • Casesa, in marmo, nel giardino omonimo
  • Sciascia e Contino, in bronzo, collocata sul prospetto della basilica dell'Immacolata
  • Papa Giovani Paolo II, in marmo, sita in Via Imera

Teatri[modifica | modifica sorgente]

  • Teatro Luigi Pirandello, teatro comunale di Agrigento. Al maestoso teatro si accede attraverso il chiostro del Palazzo dei Giganti. Già intitolato alla Regina Margherita, fu costruito nel 1870 e inaugurato nel 1881. L'attuale intitolazione a Luigi Pirandello fu decisa per celebrare il X anniversario della morte del Premio Nobel. Una delle decorazioni più significative del teatro era certamente il sipario, rappresentante il valoroso atleta akragantino Esseneto che ritorna vincitore da Elea e dipinto dal pittore messinese Luigi Queriau. L'opera andò perduta o distrutta durante il lungo periodo di chiusura. Nel 2007 il produttore agrigentino Francesco Bellomo ha donato un nuovo sipario, realizzato con le stesse tecniche dell'epoca, che riproduce l'affresco originale. Il soffitto e il frontale dei palchi è invece il frutto della preziosa e raffinata opera dei tre artisti milanesi Giuseppe Sacco, Giovanni Belloni e Antonio Tavella, che hanno elegantemente decorato l'interno del teatro. La progettazione dell'opera si deve all'agrigentino Dionisio Sciascia con il notevole e prestigioso contributo di Giambattista Basile. Nel foyer del teatro sono esposti il busto di Zeus, anticamente posto nella Villa Garibaldi, il busto dedicato a Luigi Filippo, quello di Luigi Pirandello e numerose targhe, tra le quali quelle testimonianti la decisione del senato agrigentino di edificare il teatro e quella di intitolarlo alla Regina Margherita. Altre targhe ricordano l'intitolazione del foyer all'attore agrigentino Montalbano, la riapertura del teatro alla presenza di Oscar Luigi Scalfaro e la restituzione dell'antico sipario La vittoria di Esseneto.
  • Teatro della Posta vecchia. Il piccolo teatro sorge negli immobili che, nella seconda metà del XIX sec, furono dati in locazione dal Marchese Giambertoni alle Regie poste e Telegrafi.
  • Teatro della Valle dei Templi collocato nel cuore del Parco Archeologico della Valle dei Templi in un suggestivo contesto.
  • Palacongressi sito nella frazione di Villaggio Mosè
  • Teatro Empedocle, sito nella vicina Porto Empedocle
  • Palaforum Bellavia, la struttura è stata sequestrata nel febbraio 2012 a causa dell'assenza di nulla osta della commissione comunale di vigilanza sui pubblici spettacoli e una serie di inadempienze sulla sicurezza dei parcheggi e dell'impianto anti incendio[7].

Beni archeologici[modifica | modifica sorgente]

Tempio greco di Concordia, Agrigento.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Siti archeologici ad Agrigento.

Il sito archeologico più importante è la Valle dei Templi, risalente al periodo ellenico, con i resti di dieci templi in ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; Paleocristiana; Acrosoli), varie opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei), fortificazioni, parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca e due importanti luoghi di riunione: l'Agorà inferiore (non lontano dai resti del tempio di Zeus olimpio) e l'Agorà superiore (che si trova all'interno del complesso museale); vi sono anche un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca. Il Parco archeologico della Valle dei templi è il complesso archeologico più vasto al mondo (c.a. 1300 ha).[8] Il tempio di Zeus Olimpio era il più grande tempio della Magna Grecia.

Altro sito archeologico importante è la Rupe Atenea, il punto più alto dell'antica città di Akragas, dove sono stati rinvenuti resti di un frantoio ellenistico, e sulle sue pendici sud-ovest è conservato uno dei numerosi templi delle divinità ctonie, incorporato nella chiesetta medievale di San Biagio.

Il sito dove poi sorse la città di Akragas, potrebbe essere stato il luogo dove sorgeva la città di Kamikos, prima e più potente città sicana guidata dal leggendario Kokalos, il re che ospitò Dedalo dopo la sua fuga dal labirinto di Minosse a Creta. La leggenda afferma che Minosse, rintracciato Dedalo alla corte di Kokalos, partì per la Sicania per farsi consegnare il geniale architetto e ucciderlo, venendo ucciso dalle figlie del re sicano dopo essere stato attirato con un tranello.

Il museo archeologico regionale di Agrigento è uno dei musei sulla Magna Grecia più ricchi al mondo[senza fonte]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Bonfiglio, nel cuore del Viale della Vittoria. Si tratta della più grande villa cittadina, comprensiva di spazi verdi, percorsi salutistici e atletici e una pista di pattinaggio. All'ingresso principale della villa si staglia l'imponente monumento dedicato ai caduti della Grande Guerra. Il monumento presenta una grande fontana a forma circolare, con al centro un obelisco al cui apice è collocato un angelo. La base dell'obelisco è cubica e presenta due diverse rappresentazioni scultoree: la prima raffigura un episodio di vita rurale, con un contadino che guida i suoi buoi e l'aratro; l'altra raffigura invece un episodio bellico, nel quale un soldato italiano uccide col calcio del fucile un milite asburgico. Nella base cubica dell'obelisco sono incisi i nomi dei soldati caduti al fronte.
  • Villa del Sole, la seconda villa cittadina per estensione. All'ingresso principale della villa è possibile ammirare una fontana con statue raffiguranti le stagioni. All'interno vi sono altre due fontane, una composta da un bassorilievo dal quale sgorga acqua, l'altra da una vasca a forma rettangolare recante lo stemma della città. Nella parte più elevata della villa, è stato posto un massiccio mezzo busto dedicato Luigi Pirandello. Nella villa vi sono anche delle gabbie destinate ad accogliere diverse specie di animali e un campetto polivalente. Lungo il percorso della villa sono poste delle ceramiche commemorative di opere di Pirandello
  • Belvedere Antonio e Pietro Arancio, al Viale della Vittoria.
  • Villa Lizi, sita tra la fine del Viale della Vittoria e la via Giovanni XXIII
  • Belvedere Natale D'Agostino, in via Empedocle.
  • Villa Pertini, sita a San Leone. In essa si ammirano una fontana, una stele dedicata al Presidente della Repubblica Sandro Pertini e una scultura d'arte contemporanea.
  • 4 villette di Porta di Ponte (dette ville degli Sgherri). Esse sono poste in piazzale Aldo Moro e costituiscono un prezioso ornamento del centro cittadino. La prima delle villette è intitolata a rosetta romano, e si caratterizza per la presenza di due mezzi busti: il primo dedicato proprio alla memoria della Romano; il secondo a Giuseppe garibaldi. Quest'ultimo mezzo busto, peraltro, è lo stesso che una volta si trovava all'interno della vasta e monumentale Villa Garibaldi. All'interno del giardino, inoltre, si trova una tomba "sicana", che fu ivi collocata da Ser A. Hardcastle al fine di renderla visibile ai cittadini. Al centro, infine, è collocato un monumento in ricordo delle vittime delle stragi dell'11 settembre. La seconda villetta è dedicata invece a Casesa e, al suo interno, è possibile ammirare una meravigliosa fontana in stile barocco che presenta anche lo stemma della città. Il nome di Casesa, politico ed amministratore della città per alcuni decenni, si legge in una targa in marmo posta proprio all'ingresso del giardino. La terza villetta offre invece una scritta di benvenuto, realizzata con pietra arenaria e composizioni floreali, e il mezzo busto di Nicolò Gallo. La quarta villetta presenta, infine, delle basse ed eleganti mura perimetrali decorate con vasi ornamentali, mentre al centro si trovano delle fioriere. Ciascuna delle villette si caratterizza, inoltre, per la presenza di quattro chioschi (uno in ogni villetta) in stile liberty, che conferiscono un aspetto elegante e raffinato all'intera area.
  • Villetta Ettore Majorana, sita a pochi passi dalla fontana di Bonamorone.
  • Parco dell'Addolorata. Si tratta di una vasta area verde, sorta sull'antico quartiere dell'addolorata raso al suolo dalla frana del 1966. Al suo interno sono presenti diverse aree come, ad esempio, due piste di pattinaggio, un anfiteatro, e una struttura a forma piramidale.
  • Area Naturale ed Archeologia Rupe Atenea
  • Parco archeologico Valle dei templi
  • Giardino della kolimbetra (bene gestito dal FAI, fondo per l'ambiente italiano)
  • Lungomare Falcone-Borsellino
  • Litorale di San leone
  • Lido Caos
  • Punta Bianca
  • Bosco contrada Maddalusa
  • Parco Letterario Luigi Pirandello
  • Giardino botanico, in cui è sono conservati anche alcuni reperti botanici del museo di storia naturale Empedocle
  • Orto di Goethe

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Sebbene il patrono ufficiale della città sia San Gerlando, è a San Calogero che sono tributati gli onori maggiori. Per il Santo Nero la città si mobilita le prime due domeniche di luglio: la processione, rigorosamente a spalla, è accompagnata dalle urla dei fedeli, dai canti e dalla banda, sulle note incessanti della suggestiva marcia La Zingarella. A dicembre si svolgono le classiche novene per le strade della città. La settimana Santa è vissuta in città con devozione e ammirazione dei fedeli verso i simulacri della Madonna Addolorata e del Gesù agonizzante e la "vara" ovvero l'urna del Signore.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua siciliana e Dialetto agrigentino.

La prima lingua parlata ad Agrigento fu lingua del popolo Sicano ma di essa vi sono pochissimi ritrovamenti. Il sicano fu lasciato per il dialetto dorico che si basava appunto sul greco antico. I greci fondarono la città di Agrigento che aveva il nome di Ἀκράγας (Akràgas). Dopo molti tentativi persi, i Cartaginesi riuscirono a impossessarsi della città, e da qui partirono le prime influenze arabe, influenze che si riscontrano anche oggi nel Dialetto agrigentino. Successivamente passò ai Romani, per loro, la conquista di Akràgas fu molto importante e la rinominarono Agrigentum. La città per loro era fonte di ricchezza perché dal territorio ricavarono tufo, salgemma, minerali, zolfo, spezie orientali e una grande quantità di grano, uva e olive. Già da prima della caduta dell'impero Romano i Cartaginesi, gli arabi, i barbari asiatici e del medio oriente premevano sulla città fino a quando l'impero crollò e conquistarono tutta la Sicilia. Gli arabo-berberi rifondarono la città che venne chiamata prima Kerkent e poi Gergent. In seguito la città venne occupata prevalentemente dalla componente berbera dei dominatori, divenendone di fatto la "capitale" in Sicilia, sempre in contrapposizione con gli arabi di Palermo. Diverse volte le due città si scontrarono con successi alterni finché la rocca girgentina non fu definitivamente conquistata dagli arabi intorno al 1015. I berberi furono espulsi e la città visse gli ultimi anni del dominio musulmano effettivamente come città prevalentemente araba. Ma l'eredità che i berberi hanno lasciato nella cultura locale è molto forte e va dal dialetto ai toponimi ai cognomi alla cucina ed anche nella fisionomia degli abitanti stessi. Queste influenze cambiarono totalmente tutta la vita siciliana e agrigentina, dalla cultura al commercio alla vita degli abitanti, dalla costruzione di monumenti ed edifici al rinnovo dell'agricoltura e allevamento. I Normanni chiamarono la città Girgenti, nome che rimase fino al 1929.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sagra del mandorlo in fiore.

La città di Agrigento durante l'arco dell'anno ospita varie manifestazioni molto interessanti tra le quali la sagra del mandorlo in fiore nel cui ambito si svolgono due importanti festival internazionali del folklore il primo ideato dal Prof. Enzo Lauretta ed il secondo denominato festival internazionale " I bambini del mondo ideato da Giovanni Di Maida e Claudio Criscenzo. Ogni anno, nella prima decade di febbraio, da più di 60 anni la valle ricoperta da un manto fiorito di alberi di mandorli è scenario di questa importante manifestazione che raccoglie la partecipazione di vari gruppi folcloristici provenienti da varie parti del mondo. Tra i momenti più suggestivi della manifestazione l'accensione del tripode dell'amicizia innanzi al tempio della Concordia, e la conclusione ancora una volta con l'esibizione dei gruppi nella valle e l'attribuzione al gruppo vincitore dell'ambito tempio d'oro, trofeo raffigurante il tempio di Castore e Polluce.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Il Centro Culturale Editoriale "Pier Paolo Pasolini" fu fondato dal bibliotecario Francesco La Rocca, con il patrocinio dell'Assessorato Regionale ai Beni culturali nel 1984. L'attività del Centro Pasolini parte con una serie di iniziative inerenti al parco Archeologico ed il Centro Storico di Agrigento. Le iniziative abbracciano diversi campi della cultura: dalla pittura, alla fotografia ed alla letteratura.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La casa natale di Pirandello

Nella letteratura, l'agrigentino più famoso è Luigi Pirandello; tra gli altri agrigentini o per meglio dire akragantini famosi, cioè vissuti nella dorica Akragas, indubbiamente non resta che citare il filosofo Empedocle o l'atleta, vincitore di una famosa Olimpiade, Esseneto, al quale è anche dedicato lo stadio. Della contemporaneità ricordiamo Leonardo Sciascia (di Racalmuto, a Nord di Agrigento) e Andrea Camilleri il quale fa di Vigata (Porto Empedocle, paese in provincia di Agrigento) e Montelusa (Agrigento) il teatro delle gesta del commissario Montalbano.

Notevole è l'attività culturale svolta sia dalle istituzioni pubbliche che private. Mostre, convegni, stagioni teatrali e musicali al teatro Luigi Pirandello con le migliori compagnie del mondo, attività concertistica al Museo San Nicola, l'Accademia di studi Mediterranei, il Convegno di studi pirandelliani, il Premio Empedocle, il Pirandello Stable festival, i concerti estivi nel teatro di Piano S. Gregorio ai piedi dei mitici templi greci e molte altre iniziative. Nell'ultima settimana di settembre ha luogo l'Efebo d'oro (giunto alla 29ª edizione) premio internazionale, organizzato dal Centro di Ricerca per la Narrativa ed il Cinema che premia il miglior film dell'anno tratto da un'opera letteraria. Il premio ha, anche, una sezione televisiva.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale "Franco La Rocca". Ha sede presso l'edificio dell'ex archivio notarile, nel pieno centro cittadino in piazzetta Vadalà.
  • Biblioteca Lucchesiana, voluta dal vescovo Andrea Lucchesi Palli nel 1765, è sita accanto al palazzo arcivescovile, conserva più di 60.000 tra volumi antichi, cinquecentine, manoscritti e pergamene. Si trova nel centro storico, nel complesso monumentale costituito dal Palazzo vescovile, la chiesa di Sant'Alfonso e la biblioteca medesima, in via San Gerlando.
  • Biblioteca provinciale G. Ambrosini. Ha sede presso il palazzo della Provincia.
  • Biblioteca della sovrintendenza ai beni culturali Pirro Marconi. Si trova in una delle sale del Museo archeologico San Nicola.
  • Biblioteca del seminario vescovile. Ha sede presso il palazzo del seminario e la torre campanaria della cattedrale.
  • Biblioteca del II circolo didattico San Giovanni Bosco, in via Bac Bac.

Università[modifica | modifica sorgente]

Agrigento, oltre ad essere sede di varie scuole medie superiori (alle quali sono iscritti anche studenti provenienti dalla provincia), ospita una sede distaccata dell'Università di Palermo. Il polo universitario della provincia di Agrigento nell'anno accademico 2008/2009 conta 3.613 studenti iscritti, così suddivisi nelle 6 facoltà della sede decentrata:

  • Architettura = 514
  • Giurisprudenza = 755
  • Ingegneria = 453
  • Lettere e filosofia = 1.163
  • Scienze della formazione = 533
  • Medicina e chirurgia = 195

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il telamone del museo archeologico regionale
  • Museo Archeologico Regionale "San Nicola", il quale ha sede in parte presso l'antico convento di San Nicola, annesso all'omonima chiesa, in parte presso edifici appositamente progettati e che si armonizzano pienamente con le opere architettoniche preesistenti.
  • Antiquarium Documentario, presso Villa Aurea
  • Antiquarium Iconografico, presso Casa Barbadoro. Nell'antiquarium sono esposte e custodite alcune riproduzioni di stampe, incisioni e iconografie ad artisti e viaggiatori che tra Settecento e Ottocento visitarono la Valle dei Templi. All'esterno invece è stato realizzato l'orto di Goethe, un percorso turistico fra le colture dell'antica Girgenti.
  • Antiquarium delle Fortificazioni, presso Casa Morello
  • Antiquarium Paleocristiano-Bizantino, presso Casa Pace. L'antiquarium contiene molti reperti ritrovati nelle necropoli, tra cui lucerne, un sarcofago e altri oggetti.
  • Mostra museo "Le stoai"
  • Casa Natale Luigi Pirandello. L'antica struttura ospita, all'interno delle sue stanze, una collezione di fotografie, recensioni, onorificenze, prime edizioni dei libri con dediche autografe, quadri, locandine degli spettacoli teatrali. Dalla casa è possibile raggiungere i resti del pino pluricentenario, andato distrutto a causa della tromba d'aria che si è abbattuta su di esso alcuni anni addietro. Proprio alle radici del pino si trova la maestosa lapide in pietra al cui interno sono state traslate e ora conservate le ceneri dell'autore, secondo le sue ultime volontà. La casa natale di Luigi Pirandello costituisce un unico complesso museale e culturale unitamente alla Biblioteca Museo Luigi Pirandello. Fuori la casa è possibile ammirare un possente mezzo busto dedicato all'autore e alcune lapidi commemorative.
  • Biblioteca Museo "Luigi pirandello". Essa ospita numerosi documenti autografi distinti tra lettere, copioni teatrali, manoscritti, giornali storici e alcuni cimeli personali del grande drammaturgo agrigentino.
  • Museo di Panteologia Umana del Centro studi preistorici e protostorici, presso Palazzo Celauro. Il museo ospita pregevoli reperti fossili oltre a numerosi documenti ricostruttivi e testimonianze preistoriche
  • Museo di Scienze Naturali "Empedocle", presso il Liceo Classico Empedocle e risalente al 1848. Esso comprende numerosi esemplari di mammiferi, pesci e altre specie animali imbalsamate, alcuni reperti di animali preistorici, nonché reperti geologici, botanici e paleontologici.
  • Museo della Cattedrale. Esso si articola nel "Museo Storico-archeologico", nel "Museo Diocesano" e nel "Tesoro della Cattedrale". Parte del museo sarà ubicata nel Palazzo Tomasi. Altre sezioni sono invece custodite presso la cattedrale e il Palazzo Vescovile. Il Museo della Cattedrale è composto da pregevoli e preziosi arredi e paramenti sacri, numerosi dipinti e quadri raffiguranti episodi di vita sacra realizzati da alcuni fra i migliori artisti siciliani quali Raffello Politi, ed infine alcuni reperti archeologici.
  • Musei Civici. I musei civici sono articolati in diverse sezioni, disposte in sedi diverse: presso il complesso monumentale di santo Spirito ha sede la Sezione "etno-antropologica", la Sezione "natura è spettacolo", la Sezione "archeologica"; presso il complesso monumentale del Collegio dei Padri Filippini ha sede la Pinacoteca comprensiva della "Collezione Sinatra" che annovera le opere di Francesco Lojacono, la collezione dedicata al maestro Giambecchina e varie opere di Mirabella, Giordano, Camuccini e Novelli; sempre presso il Collegio dei padri filippini ha sede la Sezione "fotografica"
  • Mostra permanente Eccellenza del Liberty presso il Collegio dei Padri Filippini, in cui sono esposte stampe di Raffaello Politi e Tommaso Santella
  • Casa Museo dei Padri Liguorini, nel quale sono esposti arredi e collezioni d'arte della casa dei Missionari Redentoristi di Agrigento
  • Museo Medievale, presso il complesso monumentale di Santo Spirito
  • Fabbriche Chiaramontane (sede di numerose mostre di arte moderna e contemporanea)
  • Archivio storico comunale
  • Museo vivente del Mandorlo "Francesco Monastro"
  • Museo di antichi strumenti scientifici "Michele Foderà", presso il Liceo Classico Empedocle
  • Museo delle antiche unità di misura della Camera di Commercio
  • Museo del Gioco e del Giocattolo "Tolì Tolì"
  • Museo delle Eredità immateriali, presso il Collegio dei Padri Filippini
  • Mostra del Presepe artigianale, allestita durante il periodo natalizio nel quartiere di Villaseta, e comprendente oltre cento presepi artistici
  • Museo del Mare, che sarà ospitato presso la Torre Carlo V di Porto Empedocle. Il sito museale ospiterà reperti di archeologia marina

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • 92100 Radio Station
  • Radio in Agrigento
  • Radio Lattemiele Agrigento Teleradio 98
  • Radio Vela
  • Radio Concordia

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani online
  • Agrigentoweb
  • Agrigento Notizie
  • Agrigento Flash
  • Agrigento Oggi
  • L'altra Agrigento
  • Info Agrigento
  • Agrigento Cronaca
  • Sicilia 24 ore
  • Grandangoloagrigento
  • Lavalledeitempli
  • Malgradotutto
  • Agrigentolibera.it

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Teleacras
  • Tele Video Agrigento (TVA)
  • AGTV 1
  • Teleradio Studio 98 (TS 98)

Web-Tv[modifica | modifica sorgente]

Persone legate ad Agrigento[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Agrigento

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Agrigento, a causa dell'irregolarità del territorio comunale, ha avuto negli anni uno sviluppo disordinato e in parte decentrato. Il centro cittadino infatti sorge sulle due colline, separate dalla cosiddetta nave o taglio di Empedocle (realizzata dal celebre filosofo akragantino al fine di agevolare la circolazione dei venti ed il ricambio d'aria nella vallata in cui sorgeva l'antica città greca), rispettivamente il colle di Girgenti e la Rupe Atenea. Ulteriore impedimento ad una regolare espansione urbanistica è stato rappresentato dalla vasta area archeologica che sorge a sud delle due colline e che si espande da est ad ovest. Per tale ragione verso la costa, a sud del parco archeologico, sorgono popolosi quartieri, così come altri sono sorti a nord del centro cittadino. Quartieri decentrati:

  • Villaggio Mosè, sorto tra gli anni trenta e quaranta del Novecento, come zona residenziale per gli operai della vicina miniera zolfifera della Ciavolotta, considerata una delle aree più ricche di zolfo nel mondo. La successiva crisi delle attività estrattive in Sicilia trasformò tra gli anni sessanta e settanta il piccolo centro minerario in centro commerciale oltre che residenziale; sorge a sud-est del centro città e per la sua vocazione commerciale è sede di numerose e variegate attività economiche e commerciali, oltre che di numerosi hotel, data anche la vicinanza con le spiagge.
  • Villaggio La Loggia
  • Villaggio Peruzzo è un quartiere che nasce nei primi anni sessanta quando venne delimitata, all'interno delle altre zone (A, B e C) del parco della Valle dei Templi, un'area per l'edilizia popolare (zona D). In tale area, ad est del fiume Akragas e a nord del lido di San Leone, sono state costruite 13 palazzine di alloggi popolari da parte dell'Istituto Gestione per Case Lavoratori, noto con l'acronimo GESCAL. Da qui il nome originario del quartiere: Villaggio GESCAL. La festa del quartiere in onore di San Pio X si svolge l'ultima settimana di luglio;
  • San Leone è una località balneare che dagli anni sessanta si è sviluppata diventando un caotico paese affollato durante il periodo estivo da circa 30.000 villeggianti, mentre la popolazione stabile è di circa 4000 persone. Oggi San Leone risulta saldato ai limitrofi agglomerati del Villaggio Peruzzo, Villaggio Mosè, Cannatello e Fiume Naro con i quali viene incluso nella circoscrizione San Leone Mosè;
  • Maddalusa, antico nome dell'area rivierasca a sinistra del fiume San Leone (Akragas-Hypsas). In alcuni antichi documenti cinquecenteschi redatti dall'ingegnere toscano Tiburzio Spannocchi viene citata come Mendolosa, in quanto a ridosso delle dune sabbiose della costa dovevano abbondare diversi mandorleti; Vi sorge un antico palazzo settecentesco opera del grande vescovo Lorenzo Gioeni de Cardosca (1730-1754), del quale costituiva la residenza estiva, ed un'antica torre di guardia costruita nel cinquecento dallo Spanocchi e nominata 'Torre di Santo Lio' oggi inglobata in una masseria.
  • Cannatello, vasta zona residenziale che fa da cerniera tra i centri di San Leone e Fiume Naro sulla costa con il quartiere Villaggio Mosè posto più all'interno. Vi si trovano i resti del villaggio fortificato, scoperto all'inizio del secolo scorso e sopraccitato. Antica zona agricola appartenente alla mensa vescovile agrigentina, oggi è in continua espansione e di recente vi sta sorgendo la chiesa parrocchiale di San Gregorio Agrigentino;
  • Fiume Naro, quartiere rivierasco sorta alla foce del fiume Naro.
  • Zingarello, Piccolo ed isolato agglomerato di case di villeggiatura sorto disordinatamente ad oriente della foce del fiume Naro all'inizio delle falesie argillose che terminano a punta Bianca. Nelle vicinanze si trovava nel Medioevo il Bosco della Misita di proprietà della corona Aragonese.;
  • Fontanelle, sorge a nord del centro e recentemente è divenuta sede della cittadella giudiziaria e di altri importanti uffici e servizi.
  • S. Michele, conosciuta come la zona industriale della città. Vi sorge l'oespedale San Giovanni di Dio.
  • S. Benedetto, conosciuta come la zona industriale della città, è sede di numerose imprese e piccole industrie.
  • San Giusippuzzu sede di aziende e attività commerciali.
  • Quadrivio Spinasanta.
  • Calcarelle, conosciuta soprattutto per i numerosi edifici scolastici e per il Polo Universitario.
  • Montaperto; (borgata a pochi chilometri dal centro cittadino fondata nel 1525 è la più antica borgata agrigentina). Tra il Due e Trecento era tra i possedimenti della famiglia fiorentina degli Uberti, al quale apparteneva il famoso Manente detto Farinata di dantesca memoria.
  • Giardina Gallotti (borgata a pochi chilometri dal centro cittadino fondata da contadini provenienti dalla vicina Raffadali nel 1813 dopo l'abolizione della feudalità avvenuta l'anno precedente. Inizialmente era costituita da due borgate distinte, Giardina e Gallotti, poi accresciutesi fino a fondersi nell'attuale. Conta circa 1200 abitanti)
  • Villaseta, Quartiere sorto nel 1853 a metà strada tra la Marina (Porto Empedocle) ed il centro cittadino, vi sorgevano le filande che lavoravano la seta proveniente dalle campagne attorno alla borgata di Montaperto;
  • Monserrato, Quartiere residenziale sorto dopo la frana del 1966 e che accolse le famiglie dei senzatetto dell'antico quartiere del Rabato. Sorge sull'antico colle Toro, sulla quale furono posti gli accampamenti dei cartaginesi prima, durante l'assedio di Agrigento del 406 a.C., e dei romani poi, 210 a.C. in occasione della definitiva espugnazione dell'arce agrigentina. Fino a qualche secolo fa vi sorgeva l'antica chiesa della Madonna di Monserrato costruita presumibilmente durante il periodo aragonese, in ricordo di quella più famosa che sorge nei pressi di Barcellona in Catalogna sul colle di Montserrat.

Quartieri del centro città:

  • Centro-Ruga Reale-Stazione-Empedocle
  • Rabato-Santa Croce-San Giacomo-Addolorata
  • Plebis Rea-San Gerlando-San Michele
  • Santa Marta-Pojo-Santo Spirito
  • Esseneto-Stadio
  • Dante-Manzoni;
  • Della Vittoria;
  • San Vito-Rupe Atenea;
  • Cicerone-Imera;
  • Agrigento bassa;
  • Bonamorone, Vi scaturisce la sorgiva di Bonamorone che drena le acque della Rupe Atenea e che alimenta il giardino della Kolymbetra. Toponimo di origine semitica che suonava Ben Hamrun;

In passato il territorio del Comune di Agrigento era suddiviso in cinque Circoscrizioni ognuna delle quali ricomprendeva quartieri situati in rapporto di contiguità o vicinanza. le circoscrizioni erano:

  • 1: Agrigento Centro
  • 2: Quadrivio Spinasanta-Calcarelle-Fontanelle-San Giusippuzzu-San Michele-San Benedetto-Favara Ovest-Aragona Bassa
  • 3: Villaseta-Monserrato-Marina
  • 4: Villaggio Peruzzo-Villaggio Mosè-San Leone-Cannatello-Zingarello-Fiume Naro
  • 5: Montaperto-Giardina Gallotti-Borsellino

Oggi invece il territorio comunale è diviso appunto in tre circoscrizioni.

  • 1 circoscrizione del "Centro": comprende tutti i quartieri del centro città, Bonamorone, Quadrivio Spinasanta, Agrigento Bassa, Calcarelle, Rupe Atenea e Capu Cimuzzu.
  • 2 circoscrizione della "Costa": comprende i quartieri del Villaggio Mosè, San Leone, Villaggio Peruzzo, Cannatello, Zingarello, Fiume Naro, Maddalusa
  • 3 circoscrizione dell'"Entroterra": comprende Fontanelle, San Michele, San Giusippuzzu, San Benedetto, Favara Ovest, Zona Industriale, Aragona Bassa, Montaperto, Giardina Gallotti, Borsellino e Capu Misuzzu.

Urbanizzazione[modifica | modifica sorgente]

La conurbazione di Porto Empedocle[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto Empedocle.

Fino al XIX secolo Porto Empedocle è stato un quartiere della città di Agrigento, chiamato Marina di Girgenti. Esso, infatti, grazie al fiorente porto, già caricatore sotto Carlo V, costituiva il naturale sbocco marittimo-commerciale di Agrigento. Successivamente alla costituzione del comune di Porto Empedocle, così chiamato in omaggio al celebre filosofo dell'antica Akragas, il borgo marinaro ha tuttavia mantenuto uno stretto legame con Agrigento. I due comuni, infatti, costituiscono un unico tessuto urbano, e condividono, tra l'altro, numerose tradizioni e festività. Comune, in particolare, è la devozione verso San Calogero, unico è il santo patrono, San Gerlando, festeggiato il 25 febbraio. Identico, inoltre, è il dialetto. Intenso, peraltro, è il rapporto socio-economico che lega i due comuni. Agrigentini ed Empedoclini condividono, dunque, una reciproca appartenenza territoriale, sociale e culturale. La conurbazione Agrigento-Porto Empedocle conta circa 80.000 abitanti. Per le ragioni sopra esposte, più volte è stata avanzata, da più fronti, l'idea di una riunione dei due comuni sotto una unica realtà politico- amministrativa. Attualmente, però, l'idea è stata intesa come una forma di intensa e reciproca collaborazione, al fine di migliorare ed integrare i servizi pubblici ed agevolare la crescita economica del territorio. La conurbazione Agrigento - Porto Empedocle, peraltro, costituisce il centro di una più ampia area urbana comprendente anche i comuni di Favara, Raffadali,Joppolo Giancaxio, Aragona, Comitini, Realmonte e Siculiana.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali tra Agrigento e le altre città principali dell'isola sono assicurati tramite strade extraurbane secondarie:

  • La strada statale 189 collega Agrigento con Palermo.
  • La strada statale 115 collega Agrigento con Siracusa e Trapani.
  • La strada statale 640 collega Agrigento a Caltanissetta e all'A19 Palermo-Catania (Sono in corso i lavori per l'ammodernamento della ss 640 da strada extraurbana secondaria a Strada extraurbana principale).

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Stazione centrale
  • Ad Agrigento ci sono due stazioni ferroviarie: La Stazione di Agrigento Centrale e la Stazione di Agrigento Bassa. Tutte sono gestite da RFI.
  • Attualmente sono in corso i lavori di riammodernamento della Ferrovia Palermo-Agrigento-Porto Empedocle, al termine dei quali saranno costruite due nuove fermate ferroviarie: quella di S. Michele e quella di Fontanelle. La costruzione delle due nuove fermate permetterà di utilizzare la linea Palermo – Agrigento per un servizio ferroviario suburbano. Inizialmente il servizio dovrebbe utilizzare 6 fermate: S. Michele, Fontanelle, Agrigento Bassa, Agrigento Centrale, Tempio di Vulcano e Porto Empedocle; non è da escludere la possibilità che venga costruita un'ulteriore fermata ferroviaria nella tratta tra Agrigento Bassa e Agrigento Centrale o tra Agrigento Bassa e Porto Empedocle.[senza fonte]

Porti[modifica | modifica sorgente]

  • Il Porto della Città di Agrigento, porto Empedocle, fu uno dei principali caricatori presenti in Sicilia, elogiato e difeso da Carlo V che, per assicurarne la sopravvivenza a fronte degli attacchi dei saraceni, fece costruire un'importante presidio difensivo detto Torre Carlo V. Il porto fu inoltre impiegato, in epoca moderna, per esportare lo zolfo estratto dalle miniere dell'agrigentino, mentre oggi consente l'esportazione del sale estratto nella miniera di Realmonte. Ma costituisce anche un importante porto peschereccio. Da Porto Empedocle è possibile imbarcarsi per le isole Pelagie. Infatti i collegamenti sono assicurati da un traghetto e un aliscafo. Il dragaggio del fondale e il suo ampliamento consentiranno ben presto l'attracco delle navi da crociera e di navi di tonnellaggio maggiore a scopo commerciale.
  • A San Leone si trova invece un porticciolo turistico e peschereccio.

Elisuperficie[modifica | modifica sorgente]

In contrada Consolida, posizionata a pochi metri dall'ospedale S. Giovanni di Dio, si trova un'elisuperficie di metri 33 x 33 utilizzata per il servizio di elisoccorso. La struttura è attrezzata per avere operatività sia diurna che notturna. Nel complesso dell'ex ospedale San Giovanni di Dio è stata recentemente creata un'ulteriore elisuperficie.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

I trasporti urbani e interurbani di Agrigento vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da T.U.A. (Trasporti Urbani Agrigento).

In futuro Agrigento e i comuni limitrofi saranno serviti da un'unica linea metropolitana di superficie, attualmente composta da cinque fermate: Empedocle- Vulcano- Marconi- Spina Santa- Caldare. La linea parte dalla stazione di Aragona Caldare, passa per la stazione di Agrigento Bassa (Spinasanta) e da qui si biforca in due direzioni: una verso Agrigento Centrale (Marconi); l'altra verso le fermate del Tempio di Vulcano e della stazione Lincoln a Porto Empedocle. È in progetto la realizzazione di due ulteriori stazioni intermedie tra Caldare e Spinasanta, in prossimità dell'ospedale (San Michele) e del quartiere di Fontanelle. Il servizio, per il momento, non è ancora attivo ed è in fase di progettazione, nell'ambito della riqualificazione del nodo ferroviario di Agrigento.[senza fonte]

Nel febbraio 2009, con i fondi della programmazione comunitaria, nell'ambito del piano strategico per la mobilità dolce e non motorizzata, si è provveduto a finanziare la trasformazione della dismessa linea ferroviaria Agrigento – Porto Empedocle – Castelvetrano in pista ciclabile.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Agrigento.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Agrigento è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Agrigento fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.5 (Colline litoranee di Agrigento)[10].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sport principale della città è il calcio. La squadra più importante è l'Akragas Calcio, militante nel Campionato di Serie D. L'Akragas è conosciuta a livello nazionale per aver disputato 17 campionati di Serie C e 20 di Serie D. Negli anni sessanta, ha intenzionalmente rifiutato di vincere un campionato di serie C, pur essendo la squadra più forte, perché la società non aveva i mezzi per affrontare la serie superiore.[senza fonte]

Nel basket la Fortitudo Moncada Agrigento milita in Divisione Nazionale A Gold. Nella stagione 2011-12 vince la Coppa Italia Divisione Nazionale B.

Nella pallamano maschile la Pallamano Girgenti, milita attualmente in Serie A2 (pallamano maschile).

Nella pallavolo l'Akragas Volley milita nella Serie B1 italiana di pallavolo femminile.

Nel 1994 Agrigento è stata sede del Campionato mondiale di ciclismo su strada vinto dal francese Luc Leblanc davanti all'italiano Claudio Chiappucci e all'altro francese Richard Virenque.

Il 15 maggio 1999 il Giro d'Italia partì da Agrigento, con la tappa Agrigento-Modica di 115 km vinta da Ivan Quaranta. Per quattro volte (1965, 1982, 1993 e 2008), Agrigento è stata sede di arrivo di tappa:

  • 25 maggio 1965 11ª tappa Palermo-Agrigento 146 km vincitore Guido Carlesi.
  • 22 maggio 1982 8ª tappa Taormina-Agrigento 248 km vincitore Moreno Argentin.
  • 29 maggio 1993 7ª tappa Capo d'Orlando-Agrigento 240 km vincitore Bjarne Riis.
  • 11 maggio 2008 2ª tappa Cefalù-Agrigento 207 km vincitore Riccardo Riccò.

Molto diffusa è la pratica della mountain bike. Decine di chilometri di percorsi, sia lungo la costa che all'interno, sono praticabili in ogni stagione grazie al clima mite. Nel 2007, a cura dell'associazione SSST bike team, si è disputata, con partenza da San Leone, la prima edizione della "Coast to Coast", un'impegnativa traversata della Sicilia di circa 250 km su sterrato con meta Mondello.

La Volley Team Agrigento e la Polisportiva Amazzoni, squadre di pallavolo agrigentine rispettivamente maschile e femminile, militarono in massima categoria a cavallo tra gli anni ottanta e novanta.

Il 25 giugno 1995 si è disputato davanti alle coste agrigentine il Gran Premio d'Europa del Campionato Mondiale di Off-shore

Il 27 e 28 Agosto 1996, sulle spiagge di San Leone, si è svolta la tappa di Beach Volley del FIVB Challenger & Satellite vinto dalla coppia cubana Francisco Alvarez-Juan Rossell

Dediche[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1987, la cantautrice italiana Giuni Russo, ha scritto il brano "Alla luna" contenuto nel Lp "ALBUM", dedicandolo alla Città di Agrigento, contenente numerose citazioni anche in siciliano.[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30-12-2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ O Agrigentu.
  4. ^ Tabella climatica.
  5. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 159 del 12 luglio 1927, 1927.
  6. ^ Crollato edificio a Agrigento sindaco aggredito dai cittadini - Palermo - Repubblica.it
  7. ^ http://www.agrigentotv.it/public/?p=42326 Posto sotto sequestro il palaforum Bellavia
  8. ^ La valle dei templi e di Montalbano, La Stampa viaggi, 27 gennaio 2011., riga 4
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 24 luglio 2011.
  11. ^ Testo della canzone "Alla luna" di Giuni Russo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • De Miro Ernesto, Agrigento, Palermo 2000
  • De Miro Ernesto, La Valle dei Templi, Saggi di Pierluigi Cervellati, Nicolò D'Alessandro e Graziella Fiorentini, Palermo 1994
  • Ercoli Laura, Gli ipogei dell'antica Akragas in rapporto all'assetto geostrutturale della formazione di Agrigento, VIII Congresso Scienze della terra e trasformazione antropiche – Un rapporto in evoluzione, Roma 21-23 gennaio 1994
  • Griffo Pietro, "Akragas /Agrigento" – La storia, la topografia, i monumenti, gli scavi. -
  • Prescia Renata, Il Tempio della Concordia ad Agrigento. Dalla utilizzazione degli spazi al restauro dell'ideale greco-classicista, s.l. 2002, Estratto da: Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura – Dipartimento di Storia dell'Architettura, Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici – Nuova serie, fascicolo 34-39 (1999-2000)
  • Ruggieri Tricoli Maria Clara, Agrigento: una proposta per la chiesa di S. Caterina e un museo (tesi di laurea di Angelo Lezza; relatore: Maria Clara Ruggieri Tricoli; A. A. 1994-95), Palermo 1995
  • Saitta Silvana, Agrigento: "luoghi dell'acropoli dimenticata", Palermo 1998
  • Alaimo Francesco, La leggenda di Akragas, Firenze 1991
  • Calogero Micciché "Girgenti: Le pietre della meraviglia...cadute", Agrigento 2006
  • Calogero Micciché "Gli Ipogei Agrigentini tra archeologia, storia e mitologia", Agrigento 1996

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]