Città metropolitana

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La città metropolitana è uno degli enti locali territoriali previsti nella Costituzione italiana, all'articolo 114.[1] L'articolo 23 del Testo unico degli enti locali[2] (decreto legislativo 18/08/2000 n. 267) ne disciplina la futura istituzione.

Excursus storico-legislativo

La città metropolitana è un ente locale previsto per la prima volta dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 (artt. 17-21) sulla riforma dell'ordinamento degli Enti locali. All’interno di questa norma si delineavano due livelli di amministrazione locale, la città metropolitana e i comuni, e si individuavano come organi della città metropolitana il consiglio, la giunta e il sindaco metropolitano. Si stabiliva, inoltre, che le nuove delimitazioni amministrative delle città metropolitane sarebbero state individuate entro un anno dall’approvazione della legge. Tale scadenza fu posticipata più volte e in quest’ottica intervenne anche la legge n. 463 del 1993 che introdusse inoltre un carattere facoltativo alla riforma istituzionale modificando l’espressione originale “procede” con la dicitura “può procedere”. Con la legge n. 265 del 1999, accolta successivamente nel Testo Unico degli Enti Locali, si tentò di accelerare il processo di costituzione delle città metropolitane e successivamente, nel 2001, con la riforma del titolo V della Costituzione (legge costituzionale 3/2001) la riforma metropolitana ha acquisito dignità costituzionale con la modifica dell'art. 114, che inserisce le città metropolitane di diritto tra gli enti locali che costituiscono la Repubblica Italiana[3].

Il 5 maggio 2009 la legge di delega sul federalismo fiscale[4] introdusse una normativa transitoria per la prima istituzione delle città metropolitane, delegando il Governo ad adottare entro 36 mesi, ossia entro il maggio 2012, un decreto legislativo per l’istituzione delle città metropolitane.[5] Scaduto infruttuosamente tale termine, il Governo Monti emanò il decreto legge sulla revisione della spesa pubblica, convertito in legge n. 135 il 7 agosto del 2012.[6] L’articolo 18 del decreto prevedeva l’istituzione entro il 1º gennaio 2014 delle città metropolitane di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria e la contestuale soppressione delle rispettive province. Il percorso della riforma introdotta dalla legge 135 ha incontrato numerosi ostacoli: dapprima è intervenuto il maxiemendamento del Governo alla Legge di stabilità 2013 che ha rimandato di un anno le scadenze di attuazione previste; poi, nel febbraio 2013 tale percorso è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte per violazione dell’art. 77 Cost., in relazione agli artt. 117, 2° comma lett. p) e 133, 1° comma Cost., in quanto il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio. Per intervenire su questa materia, che riguarda enti previsti dalla carta costituzionale, è dunque necessaria una legge o un decreto legislativo, e in questo senso il Governo Letta, il 26 luglio del 2013, è intervenuto approvando un nuovo disegno di legge (“Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e sulle fusioni di comuni”). Nel corso dell’iter parlamentare il provvedimento ha subito diverse modifiche e, dopo essere stato licenziato alla Camera dei deputati il 21 dicembre 2013 , viene approvato anche dal Senato con modifiche il 26 marzo 2014 e definitivamente dalla Camera dei deputati, il 3 aprile 2014. La legge "Delrio" num.56/2014 viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale il 7 aprile 2014.  

Fasi istitutive

Nel 2007 il Governo Prodi II aveva approvato un disegno di legge-delega (per la redazione della Carta delle autonomie locali), che avrebbe dovuto abrogare il d. lgs. n. 267/2000, recante il Testo unico sull'Ordinamento degli Enti Locali, che a sua volta raccoglieva in un unico testo la fondamentale legge n. 142/1990, la prima che aveva previsto, tra le varie disposizioni, proprio l'istituzione delle città metropolitane[7]. Secondo il predetto d.d.l., ne potevano far parte le Circoscrizioni del Comune capoluogo, trasformate – ed eventualmente accorpate – in Municipi, nonché i Comuni contermini strettamente integrati al capoluogo. L'iniziativa della costituzione della città metropolitana spettava al comune capoluogo o al 30% dei comuni della provincia o delle province interessate, che rappresentassero il 60% della relativa popolazione, oppure ad una o più province insieme al 30% dei comuni della provincia/e proponenti. Sulla proposta la Regione doveva esprimere un parere e successivamente sarebbero stati chiamati ad esprimersi anche i cittadini con un referendum, che non avrebbe avuto un quorum se il parere della Regione fosse stato favorevole, o del 30% in caso contrario.

Le fasi istitutive delle città metropolitane hanno subito delle modifiche con il disegno di legge attualmente in fase di discussione (“ddl Delrio”) che prevede l’istituzione di 10 città metropolitane, identificando ancora una volta la loro delimitazione territoriale con quella della relativa provincia. Il testo del ddl stabilisce una possibile eccezione per il caso in cui entro il 30 settembre 2014 «un terzo dei comuni compresi nel territorio della città metropolitana, ovvero un numero di comuni che rappresentino un terzo della popolazione della provincia, comunque tra loro confinanti, deliberino […] di non aderire alla rispettiva città metropolitana». Inoltre, nel corso del dibattito parlamentare, è stata introdotta una modifica che permette di istituire città metropolitane nel territorio delle province con una popolazione residente superiore al milione di abitanti[8] e, allo stesso modo, è prevista la possibilità di istituzione di città metropolitane nel territorio di due province confinanti con una popolazione residente superiore al milione e mezzo di abitanti.[9]

Facendo riferimento al testo del ddl si prevede l’istituzione di 10 città metropolitane, nelle regioni a statuto ordinario.

Progetti di città metropolitane

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Città metropolitane italiane.

Di seguito viene schematizzata la situazione delle città metropolitane previste dall'ordinamento giuridico nazionale nelle relative province soppresse:

N. Città metropolitana Comuni Popolazione
(dati Istat del 31\12\2013[10])
Superficie (km2) Densità abitativa (km2)
1 Roma 121 4.321.244 5.352 807
2 Milano 134 3.176.180 1.575 2.016
3 Napoli 92 3.127.390 1.171 2.670
4 Torino 316 2.297.917 6.829 336
5 Bari 41 1.261.954 3.821 329
6 Firenze 42 1.007.252 3.514 286
7 Bologna 56 1.001.170 3.702 270
8 Genova 67 868.046 1.839 472
9 Venezia 44 857.841 2.462 348
10 Reggio Calabria 97 550.199 3.183 172

Nelle regioni a statuto speciale

Oltre alle disposizioni riguardanti i territori delle regioni a statuto ordinario, la norma in questione stabilisce che nelle regioni a statuto speciale si possano istituire città metropolitane «in armonia coi rispettivi statuti speciali e nel rispetto della loro autonomia organizzativa […] nei rispettivi capoluoghi di regione nonché nelle province già all’uopo individuate come aree metropolitane dalle rispettive leggi regionali».[11] Tra le regioni a statuto speciale, il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna e la Sicilia hanno avviato diversi processi normativi volti all’istituzione delle città metropolitane. La Regione Friuli-Venezia Giulia, con la legge regionale 10/1988, aveva avviato un processo normativo inserendo un articolo riguardante “disposizioni particolari per l’area metropolitana di Trieste”. La disposizioni in questione sono state abrogate con la legge regionale 1/2006 che ha contestualmente inserito la possibilità di istituire città metropolitane nella regione, riconoscendo il potere di iniziativa ai comuni capoluogo. In Sardegna la discussione relativa alle città metropolitana è stata avviata con la legge regionale 4/1997 che prevedeva la possibilità di istituire la città metropolitana di Cagliari. Le disposizioni presenti nella legge sono rimaste lettera morta anche se attualmente il dibattito sul tema è tornato ad assumere un certo rilievo. La Sicilia è la regione, tra quelle a statuto speciale, in cui si è posta maggiore attenzione al tema delle città metropolitane. Il primo intervento mirato all’istituzione di città metropolitane nel territorio siciliano risale al 1986 con la legge n.9. Successivamente, il 10 agosto 1995, un decreto del presidente della regione individuava i confini delle città metropolitane di Messina (51 comuni), Catania (27 comuni) e Palermo (27 comuni). Anche questo decreto non ha trovato attuazione e il processo di riforma è tornato ad avere una certa vitalità solo nel settembre 2013, quando la giunta regionale ha redatto un disegno di legge (deliberazioni 313 e 354) volto all’istituzione delle città metropolitane nei tre capoluoghi suddetti, con una drastica riduzione del numero di comuni coinvolti (14 a Messina, 10 a Catania e 21 a Palermo). Il testo è in fase di discussione al Consiglio regionale.

In questo modo, alla lista delle dieci città metropolitane previste dal disegno di legge Delrio, andrebbero aggiunte le seguenti città metropolitane:

Note

  1. ^ La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, art. 114 Costituzione.
  2. ^ Testo unico degli enti locali
  3. ^ art. 114 Costituzione della Repubblica italiana.
  4. ^ Articolo 23, comma 6 della legge n.42
  5. ^ Legge 5 maggio 2009, n. 42, Camera dei deputati. URL consultato il 4 dicembre 2011.
  6. ^ Legge 135 del 7 agosto 2012
  7. ^ Cfr. il testo del d.d.l. delega approvato dal Consiglio dei ministri
  8. ^ Art.2 comma 2 «purché l’iniziativa sia assunta dal comune capoluogo della provincia e da altri comuni che complessivamente rappresentino almeno 500.000 abitanti della provincia medesima». 
  9. ^ art.2 comma 2 «a condizione che l’iniziativa sia esercitata dai due comuni capoluogo e da altri comuni che rappresentino complessivamente almeno 350.000 abitanti».
  10. ^ Dati Istat 31/12/2013
  11. ^ Art.2 comma 1 del ddl "Delrio"

Bibliografia

  • Walter Tortorella, Massimo Allulli, Città metropolitane. La lunga attesa, Marsilio, Venezia, 2014. ISBN 978-88-317-1830-1.

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