Governo Monti

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Governo Monti
Il Presidente del Consiglio incaricato Mario Monti (cropped).jpg
Stato Italia Italia
Presidente del consiglio Mario Monti
(Indipendente, dal 28/12/12 Scelta Civica)
Coalizione (appoggio esterno)
IdV (fino al 16/12/2011), PdL (fino al 6/12/2012), PD, UdC, FLI, ApI, Radicali Italiani, MpA, Fareitalia, PID, PLI, PRI, Liberal Democratici, AdC, PSI, MAIE
Legislatura XVI Legislatura
Giuramento 16 novembre 2011
Dimissioni 21 dicembre 2012
Governo successivo Letta
28 aprile 2013

Il Governo Monti è stato il sessantunesimo governo della Repubblica Italiana, il secondo della XVI Legislatura. È rimasto in carica dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, per un totale di 1 anno 5 mesi e 12 giorni. Il governo è stato nominato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 16 novembre 2011 in seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi del 12 novembre e la caduta del suo IV Governo.

Monti, al momento della formazione del suo Governo, era considerato da alcuni osservatori un "tecnico",[1] non avendo egli mai fatto parte di alcun partito, né del parlamento italiano prima del 9 novembre 2011, quando è stato nominato senatore a vita dallo stesso Napolitano.[2] Secondo altri osservatori gli incarichi ricoperti prima nella Commissione Santer, nel ruolo di Commissario europeo per il mercato interno e i servizi (1995-1999) e poi nella Commissione Prodi, come Commissario europeo per la concorrenza (1999-2004), lo avrebbero reso un politico a tutti gli effetti.[3][4][5]

Il governo Monti è stato il secondo governo tecnico[6] nella storia repubblicana dopo il governo Dini. Il Governo Monti viene giudicato un governo tecnico d'emergenza dalla stampa internazionale.[7][8][9][10][11] Il nuovo Presidente del Consiglio, durante il primo discorso al Senato, ha definito il suo un "governo di impegno nazionale".[12][13][14]

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 17 novembre 2011 con 281 voti favorevoli, 25 contrari e nessun astenuto[15].

Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 18 novembre 2011 con 556 voti favorevoli, 61 contrari e nessun astenuto[16].

Diede le dimissioni il 21 dicembre 2012, rimanendo in carica per l'ordinaria amministrazione fino all'insediamento del nuovo governo di grande coalizione presieduto da Enrico Letta. Anche per le difficoltà di formazione di un nuovo governo successivo alle elezioni del 24/25 febbraio 2013, è rimasto in carica con i poteri di governo dimissionario per oltre quattro mesi (per la precisione 128 giorni), un primato nella storia dei governi repubblicani.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Camera dei Deputati[17] Seggi
Il Popolo della Libertà
Partito Democratico
Unione di Centro
Futuro e Libertà per l'Italia
Popolo e Territorio
Alleanza per l'Italia
Liberali per l'Italia-PLI
MpA-Alleati per il Sud
Fareitalia
Repubblicani-Azionisti
Liberal Democratici-MAIE
Autonomia Sud
Minoranze linguistiche
Altri[18]
Totale Maggioranza
212
206
38
26
23
6
5
4
4
3
3
3
3
14
550
Lega Nord
Italia dei Valori
Totale Opposizione
59
21
80
Totale 630
Senato della Repubblica[19] Seggi
Il Popolo della Libertà
Partito Democratico
UdC-SVP e Autonomie
ApI-FLI-Centro Democratico
CN-Io Sud-Forza del Sud
Movimento per le Autonomie
Partecipazione Democratica
Partito Repubblicano Italiano
Altri[20]
Totale Maggioranza
128
106
15
13
12
2
1
1
7
285
Lega Nord
Italia dei Valori
Totale Opposizione
25
12
37
Totale 322
Il Governo Monti con Giorgio Napolitano il giorno del giuramento.

La composizione del Consiglio dei ministri è stata comunicata da Mario Monti il 16 novembre 2011, contemporaneamente allo scioglimento della riserva dell'incarico affidatogli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 13 novembre 2011.

Esso consta di 13 ministeri. I ministri sono diciassette, di cui sei senza portafoglio, dal momento che Monti ha assunto (fino all'11 luglio 2012) anche l'incarico di ministro dell'Economia e delle Finanze e che altri ministri detengono più ministeri.[21] In particolare, quattordici sono uomini e tre sono donne (queste ultime alla guida di dicasteri chiave: Interno, Giustizia e Lavoro). Nove ministri provengono dal Nord Italia (sei dalla Lombardia, uno dalla Liguria, uno dal Piemonte e uno dall'Emilia-Romagna), cinque dal Centro (di cui quattro da Roma) e tre dal Sud Italia. L'età media dei membri del governo è di poco superiore ai 63 anni.

Nella compagine governativa sono presenti sette professori universitari, cinque dottori generici, un avvocato, un magistrato, un professore-avvocato, un banchiere (Corrado Passera), due giuristi, un prefetto (Anna Maria Cancellieri), un ambasciatore e un ammiraglio (Giampaolo Di Paola), ma nessun politico di professione.[22]

Al momento della nomina Di Paola era presidente del Comitato militare della NATO,[23] carica dalla quale si è dimesso il 18 novembre 2011.[24] In precedenza Di Paola era stato Capo di stato maggiore della difesa (2004-2008).[25] Di Paola è l'unico caso nella storia della Repubblica di un militare ancora in servizio a diventare ministro[26] ed è il secondo militare ad aver ricevuto l'incarico di guidare il ministero della Difesa[27] (la prima volta fu nel 1995, quando il generale Domenico Corcione entrò a far parte del Governo Dini).[28][29] La pratica di avere militari al governo è comunque stata frequente nella storia dell'Italia unita: fino al 1948 era prassi che a loro fossero affidati i ministeri della Guerra e della Marina militare.[30]

Per la prima volta nella storia della Repubblica una donna (Paola Severino) presiede il ministero della Giustizia,[31] mentre prima d'ora gli incarichi di Ministro dell'Interno e di Ministro del Lavoro erano già stati ricoperti da donne (rispettivamente Rosa Russo Iervolino nel 1998-1999[32] e Tina Anselmi nel 1976-1978).[33]

Del Governo Monti fanno parte due ministri di famiglia aristocratica: il bergamasco Giulio Terzi di Sant'Agata e il napoletano Filippo Patroni Griffi.[34]

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica sorgente]

Mario Monti (SC dal 28/12/2012)

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica sorgente]

Antonio Catricalà, segretario del Consiglio dei Ministri con delega (fino al 19/01/2012) al Coordinamento Amministrativo
Carlo Malinconico, con delega all'Editoria - fino al 10/01/2012
Paolo Peluffo, con delega all'Informazione, alla Comunicazione e (dal 19/01/2012) all'Editoria e al Coordinamento Amministrativo
Gianni De Gennaro, con delega alle Informazioni per la Sicurezza, Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica - dall'11/05/2012

Ministri senza portafoglio[modifica | modifica sorgente]

Rapporti con il Parlamento[modifica | modifica sorgente]

Ministro Dino Piero Giarda (con delega all'Attuazione del Programma di Governo)
Sottosegretari Giampaolo D'Andrea (PD)
Antonio Malaschini

Affari regionali, turismo e sport[modifica | modifica sorgente]

Ministro Piero Gnudi

Coesione territoriale[modifica | modifica sorgente]

Ministro Fabrizio Barca (PD dall'11/04/2013)

Affari europei[modifica | modifica sorgente]

Ministro Enzo Moavero Milanesi (SC dal 4/01/2013)

Pubblica amministrazione e semplificazione[modifica | modifica sorgente]

Ministro Filippo Patroni Griffi (con delega alle Riforme istituzionali)

Cooperazione internazionale e integrazione[modifica | modifica sorgente]

Ministro Andrea Riccardi (con delega alle Politiche per la Famiglia, alla Gioventù, alle Politiche antidroga e al Servizio Civile) (SC dal 04/01/2013)

Ministeri[modifica | modifica sorgente]

Affari esteri[modifica | modifica sorgente]

Ministro Giulio Terzi di Sant'Agata - fino al 26/03/2013
ad interim Mario Monti - dal 26/03/2013[35]
Viceministri Marta Dassù - dal 27/03/2013
Staffan de Mistura - dal 27/03/2013[35]
Sottosegretari Marta Dassù - fino al 27/03/2013
Staffan de Mistura - fino al 27/03/2013[35]

Interno[modifica | modifica sorgente]

Ministro Anna Maria Cancellieri
Sottosegretari Carlo De Stefano
Giovanni Ferrara
Saverio Ruperto

Giustizia[modifica | modifica sorgente]

Ministro Paola Severino
Sottosegretari Salvatore Mazzamuto
Andrea Zoppini - fino al 15/05/2012
Antonino Gullo - dal 06/07/2012
Sabato Malinconico - dal 06/07/2012

Difesa[modifica | modifica sorgente]

Ministro Giampaolo Di Paola (militare)
Sottosegretari Filippo Milone
Gianluigi Magri (UdC)

Economia e finanze[modifica | modifica sorgente]

Ministro Mario Monti - fino all'11/07/2012
Vittorio Grilli - dall'11/07/2012
Viceministro Vittorio Grilli - fino all'11/07/2012
Sottosegretari Vieri Ceriani
Gianfranco Polillo (PRI)

Sviluppo economico[modifica | modifica sorgente]

Ministro Corrado Passera
Sottosegretari Claudio De Vincenti (PD)
Massimo Vari

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ministro Corrado Passera
Viceministro Mario Ciaccia
Sottosegretario Guido Improta (API)

Lavoro e politiche sociali[modifica | modifica sorgente]

Ministro Elsa Fornero (con delega alle Pari Opportunità)
Viceministro Michel Martone
Sottosegretario Maria Cecilia Guerra (PD)

Istruzione, università e ricerca[modifica | modifica sorgente]

Ministro Francesco Profumo (con delega all'Innovazione tecnologica)
Sottosegretari Elena Ugolini
Marco Rossi-Doria

Beni e attività culturali[modifica | modifica sorgente]

Ministro Lorenzo Ornaghi
Sottosegretario Roberto Cecchi

Salute[modifica | modifica sorgente]

Ministro Renato Balduzzi (SC dal 4/01/2013)
Sottosegretario Adelfio Elio Cardinale

Ambiente e tutela del territorio e del mare[modifica | modifica sorgente]

Ministro Corrado Clini
Sottosegretario Tullio Fanelli

Politiche agricole alimentari e forestali[modifica | modifica sorgente]

Ministro Mario Catania (SC dal 4/01/2013)
Sottosegretario Franco Braga

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

  • 8 novembre 2011. Al secondo tentativo, la Camera dei deputati approva il rendiconto generale dello Stato con 308 voti favorevoli, che non rappresentano la maggioranza dei deputati (le opposizioni, presenti in aula per garantire il numero legale, non hanno preso parte al voto). In serata, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest'ultimo annuncia in un comunicato che il presidente del Consiglio rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della legge di stabilità.[36]
  • 9 novembre 2011. Mentre lo spread (ITAGER10) tra i tassi sui BTP decennali emessi dal Governo italiano e quelli dei Bund tedeschi aumenta fino a toccare 575 punti base, con i tassi d'interesse superiori al 7%,[37] il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina il professor Mario Monti senatore a vita. La nomina viene largamente interpretata come un segnale alle forze politiche e ai mercati finanziari internazionali.[38]
  • 12 novembre 2011. La Camera approva i disegni di legge, già approvati dal Senato, contenenti le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012), il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 e il bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.[39] In serata, il presidente del Consiglio Berlusconi si reca al Quirinale e rassegna le dimissioni.[40]
  • 13 novembre 2011. Il presidente della Repubblica avvia le consultazioni con i presidenti di Camera e Senato e le forze politiche[41] e in serata affida l'incarico al professor Mario Monti, che accetta come da prassi con riserva[42] e apre la fase di consultazioni con i gruppi parlamentari, le parti sociali, gli enti locali e con lo stesso presidente della Repubblica.[43]
  • 16 novembre 2011. Monti scioglie la riserva e annuncia la lista dei ministri, dichiarando di aver deciso di non includere personalità politiche nella lista, per non suscitare conflittualità tra i partiti, di opposto orientamento politico, che si sono impegnati a votare la fiducia al nuovo Governo.[44] Il governo Monti presta quindi giuramento nelle mani del Capo dello Stato presso il Quirinale.[45] I ministri della Difesa Di Paola e degli Esteri, Terzi di Sant'Agata, momentaneamente all'estero, giureranno nei giorni successivi, appena rientrati in Italia.
  • 17 novembre 2011. Il premier Mario Monti si reca al Senato per la discussione del programma di governo e ottiene la fiducia con 281 sì, 25 no e nessun astenuto (su 306 votanti), maggioranza mai registrata al Senato in un voto di fiducia a un Governo.[15]
  • 18 novembre 2011. Anche la Camera, dopo la discussione del programma di governo, vota la fiducia, con 556 sì, 61 no e nessun astenuto (su 617 votanti), maggioranza mai registrata alla Camera in un voto di fiducia a un Governo.[16]
  • 24 novembre 2011. A Strasburgo incontro trilaterale tra la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, per analizzare la situazione dei mercati in Europa.[46]
  • 25 novembre 2011. Il Consiglio dei ministri conferisce ai ministri senza portafoglio Piero Gnudi e Dino Piero Giarda rispettivamente le deleghe agli Affari Regionali e all'Attuazione del Programma di Governo.[47]
  • 28 novembre 2011. Vengono assegnati gli incarichi di viceministri e sottosegretari. Filippo Patroni Griffi viene inoltre nominato ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione.[48]
  • 29 novembre 2011. A Palazzo Chigi, giurano i viceministri e i sottosegretari; al Quirinale giura invece Filippo Patroni Griffi. La Presidenza del Consiglio comunica che il viceministro Vittorio Grilli è permanentemente invitato a partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri.[49]
  • 30 novembre 2011. Sì unanime della Camera in prima lettura al ddl costituzionale contenente il pareggio di bilancio in Costituzione, approvato con 464 sì, nessun no e 6 astenuti. Il testo era già stato approvato unanimemente dal Senato con 255 sì, nessun no e 14 astenuti. Il gruppo di Coesione Nazionale annuncia l'astensione dei suoi senatori che in Senato vale come voto contrario.
  • 4 dicembre 2011. Viene emanata dal governo, mediante decreto-legge, la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni. Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale.
  • 15 dicembre 2011. Sì unanime in seconda lettura Senato al ddl contenente il pareggio di bilancio in Costituzione.
  • 16 dicembre 2011. La Camera approva, con 402 sì, 75 no e 22 astenuti, la manovra economica del governo, su cui era stata posta la questione di fiducia. Nella circostanza, oltre alla Lega Nord, sono passati all'opposizione anche l'Italia dei Valori (tranne Renato Cambursano che ha dato la sua approvazione), la Svp e Noi Sud. Tra le file del PdL hanno votato in dissenso con il loro partito Alessandra Mussolini e Giorgio Stracquadanio. Non hanno invece votato la manovra del governo, in quanto assenti, 66 deputati del PdL, 10 di Fli, 6 (uno in missione) del Pd, uno (un altro in missione) dell'UdC, 10 di Popolo e Territorio e 22 del Gruppo Misto (componente Forza del Sud con 3 deputati presenti su 8, componente Api con 4 deputati presenti su 6, componente Liberali per l'Italia-Pli con 2 deputati su 5, componente Mpa con 2 deputati su 4, componente Fareitalia con 3 su 4, componente Pri con 2 deputati su 3, componente LD con 2 deputati su 3, componente Noi Sud con un deputato su 3, componente Svp con nessun deputato su 2 e Misto, non iscritti a nessuna componente con 2 deputati su 5). L'astensione è stata annunciata dal deputato dell'Union Valdotaine e dal gruppo di Popolo e Territorio che si è diviso con i deputati Francesco Saverio Romano, Vincenzo Taddei e Roberto Marmo a favore della fiducia, Domenico Scilipoti e Andrea Orsini contrari mentre i restanti 9 presenti si sono astenuti.
  • 22 dicembre 2011. Il Senato approva definitivamente la manovra economica del governo, sempre tramite ricorso al voto di fiducia, con 257 sì, 41 no e nessun astenuto. Votano contro i 25 senatori della Lega Nord, i 12 dell'Italia dei Valori, i 2 senatori della Svp presenti in aula, il senatore dell'Union Valdôtaine e il senatore del Pdl Esteban Juan Caselli in dissenso con il suo partito.[50]
  • 10 gennaio 2012. Si dimette il primo esponente del governo: il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Carlo Malinconico rassegna le dimissioni dopo soli 42 giorni di mandato in seguito a uno scandalo che lo vedrebbe coinvolto per alcune vacanze che gli sarebbero state pagate nel 2007 e nel 2008 dall'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli.[51]
  • 17 gennaio 2012. La Camera approva la prima risoluzione unitaria di maggioranza firmata da Pdl-Pd-Udc-Fli-Api dopo la relazione annuale del ministro della Giustizia Paola Severino sullo stato della giustizia in Italia. Il testo è stato approvato con 424 sì, 58 no e 45 astenuti mentre sono state respinte le risoluzioni separate di Lega, IdV e Radicali. Lo stesso giorno la Lega presenta una mozione di sfiducia individuale al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera per "manifesta incapacità di creare sviluppo nel nostro paese".[52]
  • 20 gennaio 2012. Viene approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge contenente misure volte a liberalizzare vari settori economici. Lo stesso giorno, in aggiunta a quelle già conferitegli, vengono assegnate al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Paolo Peluffo le deleghe in materia di editoria, diritto d'autore e attuazione delle relative politiche, deleghe precedentemente attribuite a Carlo Malinconico. Viene inoltre nominata portavoce del presidente e del Governo la dottoressa Elisabetta Olivi.
  • 25 gennaio 2012. Al Senato il premier Monti riferisce sulla politica europea che il Governo intende adottare a livello comunitario. Viene inoltre approvato un emendamento della Lega (con parere favorevole del Governo) alla mozione di maggioranza unitaria in riferimento alle radici giudaico-cristiane che vede il voto favorevole di Pdl-Udc-Fli-Api-Mpa-Cn mentre la contrarietà di Pd e Idv. Spazio inoltre alla richiesta di impegno al Governo per la formazione di un'agenzia di rating europea, sull'introduzione della Tobin Tax - si pone anche l'accento sulla necessità di convincere la Gran Bretagna -, la messa a punto di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, come gli eurobond. Infine, una sollecitazione a lavorare in Ue per una nuova prospettiva federalista «che superi il metodo troppo intergovernativo oggi dominante».[53]
  • 2 febbraio 2012. La Camera approva la Legge Comunitaria 2011. Approvato anche l'emendamento della Lega Nord a scrutinio segreto sulla responsabilità civile dei magistrati nonostante parere negativo del Governo. Un ulteriore contestato emendamento leghista alla Comunitaria che conteneva alcune previsioni ricalcate sul cosiddetto "Stop Online Piracy Act" (SOPA) che avrebbe imposto maggiori oneri e responsabilità sui provider Internet, caricandoli di doveri di rimozione a semplice richiesta dei sedicenti titolari di diritti lesi, è respinto con voto contrario di tutti i gruppi eccetto la Lega.
  • 15 febbraio 2012. Sì definitivo della Camera al ddl Severino sul sovraffolamento delle carceri con 385 sì, 105 no e 26 astenuti. Per la prima volta le opposizioni riescono a superare quota 100 deputati grazie ai deputati di partiti della maggioranza che si sono espressi in contrasto con i loro gruppi votando con i deputati della Lega Nord, dell'Italia dei Valori, di Noi Sud e della Svp. Hanno negato il loro sì all'approvazione finale del ddl gli 11 deputati del Pdl, i 6 di Popolo e Territorio e i 2 di Fareitalia che sulla fiducia si erano astenuti aggiungendosi ai loro colleghi che avevano già detto no al Governo.
  • 23 febbraio 2012. Ottava fiducia del Governo alla Camera sul ddl Milleproroghe 2012 con modifiche per l'approvazione definitiva in legge. Il testo è approvato definitavente con 336 sì, 61 no e 13 astenuti (tutti deputati PdL). Tornano ad accordare la fiducia dopo essersi astenuti nell'ultimo voto Popolo e Territorio e Radicali del Pd facendo incrementare i voti a favore dell'esecutivo.
  • 1º marzo 2012. Passa al Senato con voto di fiducia il ddl sulle liberalizzazioni con 237 sì, 33 no e 2 astenuti. Tra le misure più importanti il pagamento dell'IMU sulle attività commerciali della Chiesa, la nascita della nuova Autorità di regolazione dei trasporti che si occuperà di metodologie di incentivazione della concorrenza, efficienza produttive e contenimento dei costi, criteri per la fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe e dei canoni e la separazione tra Eni e Snam Rete Gas. Per protesta contro un emendamento PD che annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito l'intero comitato di presidenza dell'Associazione bancaria italiana si dimette.
  • 23 marzo 2012. Il Consiglio dei ministri approva salvo intese[54] dopo numerosi tavoli di incontro con le parti sociali il disegno di legge contenente la riforma del mercato del lavoro. Tra le novità introdotte ci sono nuovi ammortizzatori sociali, la valorizzazione dell'apprendistato e alcune misure mirate all'occupazione giovanile. Duramente criticata la proposta di modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che in caso di licenziamento per motivi economici prevedeva per il lavoratore esclusivamente la possibilità di indennizzo, senza possibilità di reintegro. Il 5 aprile il Governo ha annullato la modifica come chiesto espressamente da CGIL, CISL, UGL e dal Partito Democratico.[55]
  • 16 aprile 2012. Il Governo approva il disegno di legge contenente la riforma del catasto, interventi sui rapporti tra fisco e contribuente e la revisione della tassazione in funzione della crescita
  • 9 maggio 2012. Per evitare l'aumento di 2 punti delle aliquote IVA previsto dal ddl "salva Italia" Monti nomina un commissario che affiancherà il ministro per i rapporti col parlamento Giarda nella revisione della spesa pubblica per reperire 4,2 miliardi del mancato gettito IVA. L'incarico viene affidato a Enrico Bondi, commissario straordinario per il risanamento Parmalat dopo il crac del 2003. Inoltre il Governo nomina l'ex premier Giuliano Amato consulente per la disciplina dei partiti e l'economista e editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi consulente per gli aiuti alle imprese.
  • 11 maggio 2012. Il Consiglio dei ministri approva il ddl sull'editoria.
  • 22 maggio 2012. Nuovo ingresso nel Governo: il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) Gianni De Gennaro è nominato nuovo sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai Servizi Segreti e alla sicurezza della Repubblica. Il nuovo direttore del DIS che succede a De Gennaro sarà l'ambasciatore Giampiero Massolo, già Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri.
  • 16 maggio 2012. Il Consiglio dei ministri vara la nuova riforma di riordino della Protezione Civile.
  • 15 maggio 2012. Si dimette dal Governo il sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Andrea Zoppini indagato dalla Procura di Verbania per frode fiscale e dichiarazione fraudolenta che avrebbe fornito il suo aiuto ad alcuni imprenditori del novarese per realizzare una frode fiscale a carattere transnazionale. Zoppini è stato il secondo esponente a dimettersi dal Governo dopo l'ex sottosegretario all'Editoria Carlo Malinconico.
  • 23 maggio 2012. Il Consiglio dei ministri approva il ddl sugli esodati che riguarderebbe secondo i tecnici del Ministero del Lavoro 65 mila persone mentre secondo precedenti stime dell'INPS il numero sarebbe stato pari a 130 mila persone. Il ministro Fornero ribadisce che nonostante gli sforzi del Governo la copertura non potrà essere per tutti.
  • 24 maggio 2012. Il Consiglio dei ministri approva il ddl di revisione del Patto di bilancio europeo.
  • 30 maggio 2012. A seguito del terremoto dell'Emilia del 20 e 29 maggio il Consiglio dei ministri approva il decreto legge che istituisce lo stato di emergenza, il rinvio a settembre dei versamenti fiscali, l'aumento di 2 centesimi di euro dell'accisa sulla benzina, la deroga al patto di stabilità per i comuni interessati. Viene inoltre previsto che siano devoluti in favore delle popolazioni colpite i ricavi del taglio del 50% ai rimborsi dei partiti. Commissario del Governo delegato alla ricostruzione viene nominato Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna.
  • 9 giugno 2012. Il presidente del Consiglio Mario Monti designa i nomi dei nuovi rappresentanti dei vertici Rai proponendo il vice direttore della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola come presidente e l'ex amministratore delegato di Wind Luigi Gubitosi come direttore generale. Inoltre Monti, in qualità di ministro dell'economia, designa Marco Pinto come nuovo consigliere RAI in quota ministeriale.[56]
  • 12 giugno 2012. A seguito delle turbolenze sui mercati finanziari che riaccendono l'attacco speculativo nei confronti dell'Italia nonostante la decisione dell'Unione europea di stanziare 100 miliardi di euro per superare la crisi delle banche spagnole, il premier Monti decide di incontrare i tre leader della maggioranza Alfano (PdL), Bersani (Pd) e Casini (UdC) che confermano pieno sostegno al governo ricevendo dal premier l'invito ad accelerare le riforme. A seguito delle polemiche scaturite dalla pubblicazione su alcuni organi di stampa di un rapporto dell'INPS contenente valutazioni relative al numero dei lavoratori esodati dopo la riforma pensionistica del dicembre 2011 difformi da quanto previsto dal decreto di copertura del governo, l'opposizione presenta una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro del Lavoro Elsa Fornero.
  • 4 luglio 2012. La Camera respinge, con 88 sì, 435 no e 18 astenuti, la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Fornero.[57]
  • 6 luglio 2012. Vengono nominati due nuovi sottosegretari alla Giustizia: Antonino Gullo e Sabato Malinconico.
  • 11 luglio 2012. Monti lascia l'incarico di ministro dell'Economia e delle Finanze, che viene assunto da Vittorio Grilli,[58] sino a quel momento viceministro.
  • 31 ottobre 2012. Viene approvato un decreto legge volto a riordinare l'assetto territoriale dello Stato, in particolar modo coinvolgendo le province, che vengono ridotte da 86 a 51 e mutate in ente di secondo livello[59] e le Città metropolitane, che vengono finalmente istituite, a più di dieci anni dalla loro introduzione in Costituzione.[60] La riforma sarà in vigore a decorrere dal 1º gennaio 2014,[61] anche se numerosi ricorsi presso la giustizia amministrativa sono stati presentati da diverse Regioni.
  • 6 dicembre 2012. Il PdL lascia la maggioranza e si astiene sul voto al Senato del DL Sviluppo e alla Camera del DL sulle spese di regioni ed enti locali.[62]
  • 8 dicembre 2012. In serata, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest'ultimo annuncia in un comunicato che il presidente del Consiglio rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della legge di stabilità.[63]
  • 21 dicembre 2012. Conclusosi l'iter parlamentare di approvazione della Legge di stabilità, Monti rassegna le dimissioni da presidente del Consiglio. Il Governo rimarrà comunque in carica per gli affari correnti fino all'insediamento delle nuove Camere e la nascita del nuovo Governo.
  • 26 marzo 2013. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata annuncia alla Camera dei deputati le sue dimissioni dichiarando di essere stato in disaccordo con le scelte del Governo nella gestione della crisi diplomatica con l'India.[64] La sua decisione è stata criticata da Mario Monti secondo cui l'obiettivo perseguito da Terzi sarebbe stato invece quello più esterno di conseguire "altri risultati".[35] La guida del dicastero è stata assunta ad interim dallo stesso Monti.[35][65]
  • 28 aprile 2013. Dopo la formazione, la presentazione e il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica del nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta, termina ufficialmente il Governo Monti con la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne a Palazzo Chigi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Massimo Falcioni, Monti, premier "tecnico", debutta al Senato con un forte discorso "politico", Polisblog, 17 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  2. ^ Il Presidente Napolitano ha nominato Senatore a vita il prof. Mario Monti, Presidenza della Repubblica Italiana, 9 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  3. ^ (EN) Regional Advisory Group: Europe, Fondo Monetario Internazionale. URL consultato il 18 novembre 2011.
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  18. ^ Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
  19. ^ Composizione al novembre 2011
  20. ^ Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
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  30. ^ È un caso del tutto eccezionale invece la presidenza del consiglio affidata ad un militare, fatto che avvenne solo nel 1943 - alla caduta di Benito Mussolini - con la nomina del generale Pietro Badoglio.
  31. ^ Paola Severino, la prima donna ministro della Giustizia in l'Unità, 16 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
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  34. ^ È la prima volta nella Repubblica che due nobili esercitano contemporaneamente la carica di ministro[senza fonte]; singolarmente ci sono invece vari precedenti, fra cui Carlo Ripa di Meana, Ministro dell'ambiente del Governo Amato I ed Oscar Luigi Scalfaro, ministro e sottosegretario in diversi governi.
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  54. ^ Che cosa vuol dire “salvo intese”?
  55. ^ Monti accetta modifica articolo 18: torna il reintegro
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  64. ^ Marò, Terzi si dimette e litiga in aula con il collega Di Paola
  65. ^ Il Presidente Napolitano affida a Monti l'interim degli Affari Esteri

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