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La provincia di Lecce (provincia de Lècce in salentino) è una provincia della Puglia di 815.180 abitanti[1], la seconda più popolosa della regione dopo quella di Bari e la ventunesima più popolosa d'Italia[2]. È inclusa totalmente nella regione geografica del Salento ed è la più orientale d'Italia.
Bagnata a est dal mar Adriatico (canale d'Otranto) e a sud-ovest dal mar Ionio, la provincia di Lecce occupa l'estremità meridionale della Puglia e confina a nord-est con la provincia di Brindisi e a nord-ovest con la provincia di Taranto.
[modifica] Geografia fisica
La provincia di Lecce, estesa per 2.759,39 chilometri quadrati (il 14,3% del territorio pugliese), è la terza provincia per estensione territoriale della regione dopo quelle di Foggia e di Bari.
La provincia, inclusa totalmente nella subregione del Salento, è sostanzialmente pianeggiante. A nord si estende la Pianura Salentina (o Tavoliere di Lecce) che costituisce un vasto e uniforme bassopiano caratterizzato da poderosi strati di terra rossa e dall'assenza di corsi d'acqua di superficie per via della natura carsica del terreno che presenta innumeroveli inghiottitoi (chiamati vore o capoventi), punti di richiamo delle piovane che convogliono l'acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi sotterranei. A sud si elevano i modesti rilievi collinari delle Serre Salentine la cui altezza massima raggiunge i 201 m s.l.m. con la Serra dei Cianci in territorio di Alessano.
La fascia costiera, lunga 222 km[3], è caratterizzata da spiagge di sabbia fine, con affioramenti di acque freatiche e bacini retrodunali, intervallate da lunghi tratti rocciosi e alte falesie che sprofondono nel mare. Lungo la costa adriatica meridionale si concentrono numerose grotte naturali come la Grotta Zinzulusa. Fanno parte del territorio anche i bacini costieri dei Laghi Alimini (Alimini Grande e Alimini Piccolo), situati a nord di Otranto, e l'area paludosa delle Cesine.
[modifica] Serre Salentine
Il Salento e in particolare la provincia di Lecce non ha montagne, ma piccole colline che difficilmente raggiungono i duecento metri sul livello del mare. Sono conosciute con il nome di serre o Murge salentine e geograficamente rappresentano le propaggini meridionali delle Murge che, alte a volte più di 500 metri possono considerarsi le loro sorelle maggiori. Tuttavia, non c'è soluzione di continuità: le Murge salentine sono separate da quelle tarantine e dalla Terra di Bari dal grande Tavoliere di Lecce, una vasta area pianeggiante posta tra Taranto e Brindisi.
I principali rilievi della provincia sono:
| Denominazione |
Altezza (m) |
| Serra dei Cianci |
201 m |
| Monte Sant'Eleuterio |
198 m |
| Serra di Montesardo |
182 m |
| Madonna della Serra |
169 m |
| La Serra |
165 m |
| Serra dei Peccatori |
159 m |
| Serra di Vereto |
154 m |
|
| Denominazione |
Altezza (m) |
| Serra Magnone |
151 m |
| Monte Rotondo |
148 m |
| Serra Falitte |
145 m |
| Specchia Silva |
145 m |
| Serra Mucorone |
139 m |
| Monte Fiusco |
135 m |
| Serra di Pozzo Mauro |
132 m |
|
Otranto dal bastione dei Pelasgi
La fascia costiera della provincia è ricoperta di una rigogliosa macchia mediterranea e di folte pinete. La costa si presenta alta e rocciosa con scogliere a picco sul mare sul versante adriatico da Otranto fino a Santa Maria di Leuca e sullo Ionio nel tratto compreso fra Gallipoli e le marine di Nardò. Il resto della costa è bassa e sabbiosa. In alcune aree vi è la presenza di ampi tratti di dune e di zone paludose.
Le località rivierasche più rinomate (dall'Adriatico allo Ionio) sono: San Cataldo, San Foca, Torre dell'Orso, Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro, Santa Maria di Leuca, Marina di Pescoluse, Torre San Giovanni, Gallipoli, Santa Maria al Bagno e Porto Cesareo.
I comuni della provincia che si affacciano direttamente sul mare sono 26 sui 97 totali. Tredici sono collocati sulla costa adriatica e altrettanti su quella ionica. Il comune di Castrignano del Capo, nel quale ricade la marina di Santa Maria di Leuca, è bagnato da entrambi i mari. Questo se si considera Punta Meliso, la punta del santuario di Leuca, il confine dei due mari. In realta per le convenzioni nautiche il punto di separazione tra il Mar Ionio e Mar Adriatico è il Capo d'Otranto, situato nell'omonimo comune.
Il clima della provincia è fondamentalmente mediterraneo ma con punte continentali, riscontrabili specialmente d'inverno. Nel semestre freddo (segnatamente nei mesi di gennaio e febbraio) non sono rari episodi di freddo intenso, con minime notturne sotto zero, dovute a cieli sereni e venti assenti immediatamente successivi ad avvezioni di aria gelida da est. L'estate è in genere calda, afosa, particolarmente siccitosa e con massime in talune condizioni superiori ai 40 °C, specie nelle zone più interne con venti molto secchi da sud-ovest. Le precipitazioni, concentrate soprattutto nel periodo invernale e autunnale, si attestano mediamente sull'ordine di 600 mm di pioggia annuali.
La provincia di Lecce trae le sue origini dall'antica provincia di Terra d'Otranto. La Terra d'Otranto comprendeva fin dal XI secolo i territori delle attuali province di Lecce, Taranto e Brindisi (con l'eccezione di Fasano e Cisternino). Fino al 1663 comprendeva anche il territorio di Matera (Basilicata). Il suo capoluogo fu in un primo momento Otranto, ma in epoca normanna (XII secolo) fu sostituita da Lecce. Dopo l'unità d'Italia, la Terra d'Otranto cambiò nome in Provincia di Lecce, e il suo territorio fu diviso nei quattro circondari di Lecce, Gallipoli, Brindisi e Taranto. Il suo smembramento iniziò nel 1923, quando la parte occidentale della Provincia di Lecce si costituì come Provincia dello Jonio (la quale sarebbe stata rinominata Provincia di Taranto nel 1951). Nel 1927 fu invece privata del restante territorio settentrionale, che fu unito a due comuni della Provincia di Bari dell'epoca (Fasano e Cisternino, già appartenenti alla Terra di Bari) per costituire la Provincia di Brindisi.
La provincia comprende nel suo territorio un'isola linguistica, la Grecìa Salentina, nella quale si parla un dialetto neo-greco noto come griko. Essa comprende attualmente undici comuni: nove di lingua ellenofona (Calimera, Castrignano de' Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino) e altri due non ellenofoni di recente ingresso (Carpignano Salentino e Cutrofiano), riuniti nell'Unione dei comuni della Grecia Salentina, comprendente in totale circa 50.000 abitanti.
Lo stemma della provincia di Lecce, approvato con decreto del Capo del Governo in data 30 novembre 1933, ha la seguente descrizione araldica:
|
« D'oro, a quattro pali di rosso, al delfino stizzoso, al naturale, guizzante in palo sul tutto con la coda in alto e la testa in basso, volta a destra imboccante la mezza luna d'argento, parimenti volta a destra. » |
|
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Esso deriva dall'antico stemma della Terra d'Otranto, che a sua volta deriva dallo scudo araldico degli Aragona, che nel corso del XIV-XV secolo possedevano gli attuali territori della provincia di Lecce. La leggenda fa risalire a Goffredo il Villoso l'origine di tale stemma, visibile in tutta l'Europa Mediterranea, costituito da quattro pali rossi su fondo d'oro. Secondo il Libre de feyts d'Arms de Catalunya, Carlo il Calvo per premiare Goffredo che aveva valorosamente combattuto al suo fianco, intinse quattro dita nel sangue che scorreva copioso dalle ferite e le passò sullo scudo del conte che a quel tempo era completamente senza contrassegni, dando così vita ai "pali catalani". Lo stemma della provincia di Lecce, oltre ad avere il classico "Scudo d'Aragona" è caricato con un delfino "stizzoso" che afferra in bocca una mezzaluna. Tale elemento araldico venne aggiunto nel corso del XV-XVI secolo quando il Salento si ergeva a "bastione" contro i turchi, infatti la mezzaluna è proprio uno dei simboli di tale popolazione, che nel corso soprattutto dei secoli XV-XVI effettuavano numerose incursioni nel Mediterraneo.
Descrizione araldica del gonfalone:
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« drappo di colore giallo al palo di bianco… » |
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[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
Le principali architetture religiose da segnalare sono:
[modifica] Architetture religiose a Lecce
- Duomo di Lecce: collocato nell'omonima piazza, fu costruito una prima volta nel 1144, poi nel 1230. Venne ricostruito per volere del vescovo Luigi Pappacoda dall'architetto leccese Giuseppe Zimbalo a partire dal 1659 a cui si deve anche l'attigua torre campanaria alta 70 metri circa e suddivisa in 5 piani con finestre molto slanciate; termina con una loggia ottagonale. Il Duomo è dedicato a Maria Santissima Assunta.
- Basilica di Santa Croce: monumento simbolo del barocco leccese, fu costruita a cavallo di due secoli, dal 1549 al 1695, su disegni di Gabriele Riccardi e da architetti del calibro di Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo. Il prospetto, ricco di simboli, statue e decorazioni, si divide in tre sezioni. L'interno, a croce latina e a tre navate, è di pura forma basilicale.
- Chiesa di Sant'Irene dei Teatini: fu edificata a partire dal 1591 su progetto del teatino Francesco Grimaldi. Presenta una grandiosa facciata composta da due assetti stilistici sovrapposti. Sulla trabeazione è posta un'iscrizione dedicata a Santa Irene: «Irene virgini et martiri». L'interno, a croce latina e ad una sola navata, si modula in modo molto più sobrio rispetto al prospetto esterno, presentando, per ogni lato, tre profonde cappelle, comunicanti tra loro, caratterizzate da volte ellittiche illuminate a luce naturale. Presenta molti altari e ospita numerosissime tele di inestimabile valore artistico.
- Chiesa di San Giovanni Battista: fu realizzata nel 1690-91 dallo Zimbalo. Il prospetto, ricco di decori barocchi, colonne, capitelli, statue, trofei di fiori, è diviso in due ordini da una balaustra. L'interno, a pianta a croce greca, presenta ricchi altari. Il pulpito è l'unico delle chiese leccesi ad essere realizzato in pietra leccese. La copertura è a capriate lignee; la realizzazione della cupola fu sconsigliata per le grandi dimensioni della campata.
- Chiesa di San Matteo: fu nel 1667 dai disegni dell'architetto Giovann'Andrea Larducci e presenta gli elementi architettonici tipici delle chiese del pieno periodo barocco dell'Italia centrale. Il suo accordo plastico composto dall'ordine inferiore convesso e il superiore concavo, infatti, è poco usuale tra i monumenti dell'arte del Salento e di Lecce.
[modifica] Architetture religiose in provincia
Chiesa Madre di Campi Salentina
Chiesa Madre di Muro Leccese
- Cattedrale Maria Santissima Annunziata a Otranto: edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, è stata consacrata al culto il primo agosto 1088 durante il papato di Urbano II. All'interno, in sette grandi armadi, si conservano le ossa dei beati Martiri di Otranto. Di inestimabile valore artistico è il mosaico pavimentale eseguito tra il 1163 e il 1166 dal monaco basiliano Pantaleone che raffigura l'albero della vita.
- Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta a Nardò: l'attuale cattedrale sorge, probabilmente, sul luogo dove, un tempo, fu fondata l'antica chiesa di Sancta Maria de Neritorio, ad opera di alcuni monaci orientali che nel VII secolo sfuggirono alle persecuzioni iconoclaste. Il cenobio, dedicato alla Madonna Assunta, è presente sin dal 1088. Il corpo dell'edificio fu modificato nel corso dei secoli; a partire dal 1354, in seguito a danneggiamenti provocati da un sisma, fino agli ultimi anni dell'Ottocento, quando la facciata fu riportata al suo aspetto più classico.
- Cattedrale di Sant'Agata a Gallipoli: è una costruzione barocca del XVII secolo, riedificata sul luogo di una chiesetta romanica dedicata a San Giovanni Crisostomo. Si trova al centro e nel punto più alto dell'isola che ospita in nucleo antico della città, sito probabilmente destinato ad area sacra sin dall'antichità.
- Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo a Galatina: fu costruita ex novo nel 1633 sull'area di un precedente edificio sacro. Di notevole interesse gli affreschi della volta, gli altari in marmo policromo, l'antico cappellone del Sacramento, le tele e le statue. Nel 1663, per volere di Mons. Adarzo de Santander, Vescovo di Otranto, la facciata fu impreziosita con l'aggiunta di tre portali commissionati a Giuseppe Zimbalo e vennero realizzate anche le nicchie e i santi che in esse sono posizionate.
- Basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina: uno dei più insigni monumenti dell'arte romanica e gotica in Puglia, fu realizzata tra il 1369 e il 1391 per volontà di Raimondello Orsini del Balzo. L'edificio fu costruito su una preesistente chiesa bizantina di rito greco risalente al IX-X secolo. L'interno conserva una pregevole decorazione pittorica eseguita nei primi decenni del XV secolo per volontà di Maria d'Enghien.
- Chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie a Campi Salentina: di stile rinascimentale, risale al 1579 e sostituisce l'antico edificio di culto databile al XIV secolo. Dalla prima metà del XVII secolo la struttura conobbe l'avvento del barocco che sostituì gli originari elementi architettonici del Cinquecento.
- Chiesa Madre di Maria SS. Annunziata a Casarano: edificata nei primi anni del XVIII secolo, sorge sulle fondamenta di un preesistente edificio risalente al Cinquecento e di cui rimangono i caratteristici archetti. All'interno, a croce latina, si possono ammirare numerosi dipinti tra cui alcuni del leccese Oronzo Tiso e del Coppola.
- Ex Chiesa Cattedrale dell'Annunziata a Castro: a croce latina, fu costruita nel 1171, probabilmente sulle rovine di un tempio greco. Si compone di una sola navata terminante in tre absidi. I continui interventi e rifacimenti nel corso dei secoli, hanno sensibilmente alterato la struttura originaria in stile romanico.
- Chiesa Madre della Madonna delle Nevi a Copertino: sorse nel 1088 per volontà del conte Goffredo il Normanno e fu intitolata alla Vergine Assunta. Nel 1235 Manfredi, principe di Taranto e conte di Copertino la elevò a basilica intitolandola alla Vergine delle Nevi.
- Santuario del SS. Crocifisso della Pietà a Galatone: fu costruito fra il 1683 e il 1694 sulle fondamenta di una precedente chiesa risalente al 1623, crollata rovinosamente nel febbraio del 1682. L'antica chiesa venne innalzata per custodire un'icona raffigurante il SS. Crocifisso della Pietà (XIV secolo) ancora oggi presente al centro dell'altare maggiore. Fu elevata a Santuario nel 1796 da papa Pio VI.
- Chiesa Madre dell'Annunziata a Muro Leccese: fu costruita tra il 1680 e il 1693. L'interno, a croce latina, ospita numerevoli opere pittoriche e pregevoli altari scolpiti in pietra leccese.
- Chiesa Madre di Sant'Andrea Apostolo a Presicce: distrutta dal terremoto del 1743, venne ricostruita tra il 1778 e il 1781. Conserva ancora intatto il campanile rinascimentale (m 27,60) finemente decorato, risalente alla metà del XVI secolo.
- Chiesa Madre Maria SS. Assunta a Vernole: ultimata nel 1730, venne consacrata nel 1748. L'interno è a croce latina a navata unica. Il campanile è del 1740.
[modifica] Architetture militari
Castello di Corigliano d'Otranto
[modifica] Torri costiere
Lungo tutto il litorale della provincia è possibile ammirare delle torri cinquecentesche fatte costruire da Carlo V per difendere il territorio salentino dalle incursioni dei Saraceni. Se ne contano attualmente circa un'ottantina.
Nella provincia di Lecce insistono cinque importanti Monumenti nazionali:
[modifica] Monumenti megalitici
La provincia è ricca di monumenti megalitici (dolmen e menhir), disseminati sul tutto il territorio e in misura maggiore nei comuni del versante orientale.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
Pietra miliare della SS16, presso
Otranto
[modifica] Strade Statali
[modifica] Strade Provinciali
[modifica] Strade Provinciali confinanti con altre province
Appartengono alla provincia di Lecce i seguenti 97 comuni:
[modifica] Comuni più popolosi
Di seguito è riportata la lista dei primi 20 comuni per numero di abitanti[6].
| Pos. |
Stemma |
Comune di |
Popolazione
(ab) |
Superficie
(km²) |
Densità
(ab/km²) |
Altitudine
(m s.l.m.) |
| 1° |
 |
Lecce |
95.593 |
238,39 |
400,99 |
49 |
| 2° |
 |
Nardò |
32.000 |
190,52 |
167,96 |
45 |
| 3° |
 |
Galatina |
27.260 |
81,62 |
333,99 |
75 |
| 4° |
 |
Copertino |
24.527 |
57,76 |
424,64 |
34 |
| 5° |
 |
Gallipoli |
21.047 |
40,35 |
521,61 |
12 |
| 6° |
 |
Casarano |
20.684 |
38,08 |
543,17 |
107 |
| 7° |
 |
Tricase |
17.769 |
42,64 |
416,72 |
98 |
| 8° |
 |
Galatone |
15.837 |
46,54 |
340,29 |
58 |
| 9° |
 |
Maglie |
14.932 |
22,36 |
667,8 |
81 |
| 10° |
 |
Surbo |
14.924 |
20,34 |
733,73 |
40 |
|
| Pos. |
Stemma |
Comune di |
Popolazione
(ab) |
Superficie
(km²) |
Densità
(ab/km²) |
Altitudine
(m s.l.m.) |
| 11° |
 |
Trepuzzi |
14.662 |
23,67 |
619,43 |
55 |
| 12° |
 |
Squinzano |
14.453 |
29,28 |
493,61 |
48 |
| 13° |
 |
Veglie |
14.362 |
61,36 |
234,06 |
47 |
| 14° |
 |
Leverano |
14.265 |
48,77 |
292,5 |
37 |
| 15° |
 |
Monteroni di Lecce |
13.932 |
16,49 |
844,88 |
35 |
| 16° |
 |
Taurisano |
12.660 |
23,32 |
542,88 |
110 |
| 17° |
 |
Taviano |
12.631 |
21,18 |
596,36 |
58 |
| 18° |
 |
Cavallino |
12.582 |
22,34 |
536,21 |
38 |
| 19° |
 |
Carmiano |
12.362 |
23,66 |
522,49 |
31 |
| 20° |
 |
Ugento |
12.318 |
98,68 |
124,83 |
108 |
|
[modifica] Comuni meno popolosi
Di seguito è riportata la lista dei 6 comuni meno popolati della provincia[7].
| Pos. |
Stemma |
Comune di |
Popolazione
(ab) |
Superficie
(km²) |
Densità
(ab/km²) |
Altitudine
(m s.l.m.) |
| 1° |
 |
Giuggianello |
1.261 |
10,06 |
125,35 |
79 |
| 2° |
 |
Sanarica |
1.507 |
12,75 |
118,2 |
78 |
| 3° |
 |
Palmariggi |
1.568 |
8,78 |
178,59 |
99 |
|
| Pos. |
Stemma |
Comune di |
Popolazione
(ab) |
Superficie
(km²) |
Densità
(ab/km²) |
Altitudine
(m s.l.m.) |
| 4° |
 |
Surano |
1.715 |
8,85 |
193,79 |
102 |
| 5° |
 |
Patù |
1.743 |
8,54 |
204,1 |
124 |
| 6° |
 |
Martignano |
1.749 |
6,35 |
275,43 |
90 |
|
[modifica] Amministrazione
Presidente: Antonio Maria Gabellone (PdL) dal 22/06/2009 (1º mandato)
Presidente del Consiglio Provinciale: Giorgio Antonio Primiceri
[modifica] Cronologia dei presidenti
| Periodo |
Primo Cittadino |
Partito |
Carica |
Note |
- ^ Dato Istat al 31/8/2011.
- ^ Dati ISTAT aggiornati al 30 giugno 2008. Vedi demo.istat.it
- ^ Regione Puglia
- ^ (r.d. n. 68 del 01/02/1906)
- ^ Esistono comunque altre convenzioni che pongono il confine fra i due mari più a sud.
- ^ Bilancio demografico ISTAT: vista territoriale. URL consultato il 17-01-12.
- ^ Bilancio demografico ISTAT: vista territoriale. URL consultato il 17-01-12.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti