Provincia di Avellino

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Provincia di Avellino
provincia
Provincia di Avellino – Stemma Provincia di Avellino – Bandiera
(dettagli)
Palazzo Caracciolo, sede della Provincia, in occasione del Giro d'Italia del 2012.
Palazzo Caracciolo, sede della Provincia, in occasione del Giro d'Italia del 2012.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Amministrazione
Capoluogo Avellino
Presidente Raffaele Coppola[1] (commissario straordinario) dal 29/12/2012
Territorio
Coordinate
del capoluogo
40°54′55″N 14°47′23″E / 40.915278°N 14.789722°E40.915278; 14.789722 (Provincia di Avellino)Coordinate: 40°54′55″N 14°47′23″E / 40.915278°N 14.789722°E40.915278; 14.789722 (Provincia di Avellino)
Superficie 2 792 km²
Abitanti 427 350[2] (30/06/2013)
Densità 153,06 ab./km²
Comuni 118 comuni
Province confinanti Benevento, Foggia, Napoli, Potenza, Salerno
Altre informazioni
Cod. postale 83100, 83010-83059
Prefisso 081, 0824, 0825, 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064
Targa AV
Cartografia

Provincia di Avellino – Localizzazione

Sito istituzionale
Mappa della Provincia

La provincia di Avellino (pruvincia 'e Avellino in campano) è una provincia italiana della Campania di 427.350 abitanti[2]. Gran parte dei suoi comuni fanno parte della regione storico-geografica dell'Irpinia.

Confina a nord-ovest con la provincia di Benevento, a nord-est con la Puglia (provincia di Foggia), a sud-est con la Basilicata (provincia di Potenza), a sud con la provincia di Salerno, a ovest con la provincia di Napoli.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Altopiano del Laceno

Il territorio irpino non ha sbocchi al mare ma ha una grandissima varietà di montagne, fiumi e laghi. I monti maggiori sono:

Il monte Raiamagra ospita gli impianti sciistici della località Laceno, nel comune di Bagnoli Irpino. Quest'ultima località ospita anche il Lago Laceno, un lago di origine carsica, una volta molto vasto, oggi a causa di falle aperte nel fondo lacustre in seguito al terremoto dell'Irpinia, ha diminuito consistentemente la sua dimensione (che aumenta di parecchio solo in occasione del periodo invernale).

Scorcio dei Monti Picentini

Dal monte Accelica sorge il fiume Calore Irpino, uno dei maggiori della regione, che confluisce nel fiume Volturno. Il fiume è spesso frequentato per escursioni, fenomeni carsici e sport acquatici. Altri corsi d'acqua di rilievo sono il fiume Sabato, l'Ofanto (secondo fiume per lunghezza del mezzogiorno) e il Sele (che però passa solo per 12 km nel territorio irpino).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Principato Ultra.

La provincia di Avellino venne istituita nel 1860.

Nel 1927 cedette alla provincia di Foggia i comuni di Accadia e Orsara Dauno-Irpina, mentre due anni dopo furono ceduti alla vicina provincia pugliese Anzano degli Irpini e Monteleone di Puglia[3]. Fino al 1940 anche il comune di Rocchetta Sant'Antonio faceva parte della privincia prima di passare a quella di Foggia. L'ultimo di questi trasferimenti ha riguardato il comune di Sant'Arcangelo Trimonte, fino al 1978 appartenente alla provincia come isola amministrativa all'interno del territorio della provincia di Benevento, quindi passato a quest'ultima.

Simboli.[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone della Provincia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma della provincia di Avellino.

Lo stemma, concesso con decreto del Capo del Governo del 14 marzo 1938,[4] ha la seguente blasonatura:[5]

« spaccato: al 1º di rosso alla corona d'oro gemmata e cimata da quattro fioroni dello stesso (tre visibili), bottonati da una perla, sostenuti da punte, al 2º d'argento. Capo del Littorio: di rosso (porpora) al fascio littorio d'oro circondato da due rami di quercia e d'alloro annodati da un nastro dai colori nazionali. Corona principesca »

La descrizione della bandiera, concessa con D.P.R. del 24 febbraio 2003,[5][6] è la seguente:

« drappo troncato di bianco e di rosso, con lo stemma della Provincia attraversante; sopra la corona, la scritta centrata, in lettere maiuscole d'oro, Provincia di Avellino»

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prefetti della provincia di Avellino.

Il presidente della provincia di Avellino è Raffaele Coppola, in qualità di commissario straordinario[1]

Periodo Presidente Partito Carica Note
7 maggio 1995 27 giugno 1999 Luigi Anzalone PDS - PPI - Patto dei Democratici - PRC Presidente
28 giugno 1999 13 giugno 2004 Francesco Maselli PPI - PDCI - RI Presidente
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Alberta De Simone Democratici di Sinistra poi Partito Democratico Presidente
8 giugno 2009 29 dicembre 2012 Cosimo Sibilia Il Popolo della Libertà Presidente
29 dicembre 2012 in carica Raffaele Coppola - Commissario straordinario [1]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

L'Irpinia è una zona a forte vocazione turistica ma poco pubblicizzata. Pur avendo borghi, paesaggi e attrezzature tali da permettere un turismo continuo sia in estate che in inverno, l'intera regione non ne valorizza i contenuti, pubblicizzandola molto poco, omettendola dagli itinerari turistici della Campania.

Chiese e Luoghi di Culto[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Montella si trova il Convento di San Francesco a Folloni, dichiarato monumento nazionale. Gli altri tre monumenti nazionali della Provincia sono il Carcere Borbonico di Montefusco, il Santuario di Montevergine a Mercogliano e Palazzo Caracciolo ad Atripalda, sebbene non versi nelle migliori condizioni.

Nel comune di Caposele, frazione Materdomini, è il Santuario dedicato a San Gerardo Maiella, patrono delle mamme e dei bambini, meta di pellegrinaggio. Sempre nello stesso comune degne di nota sono le Sorgenti del fiume Sele e la chiesa madre di San Lorenzo.

Nel comune di Gesualdo, meritano visita: la Chiesa Madre di San Nicola, in stile barocco, che, oltre alla tela seicentesca del "Miracolo della Madonna della Neve" commissionata dal principe Carlo Gesualdo e alla reliquia del braccio di Sant'Andrea, conserva pregevoli altari in marmo policromo e magnifiche statue lignee settecentesche; il Cappellone, o Chiesa del SS. Sacramento, singolare struttura architettonica; la Chiesa del SS. Rosario, che fa da sfondo alla secolare tradizione del Volo dell'Angelo; la Chiesa di Maria SS. Addolorata, con l'organo a canne settecentesco collocato sulla cantoria e il ciclo di pitture, ad opera della pittrice contemporanea francese Kathy Toma, che dal 2002 decora il catino dell'abside; il complesso conventuale dei Frati Cappuccini, che conserva la pregevole Pala del "Perdono di Carlo Gesualdo" del 1609, opera di Giovanni Balducci, e che ha ospitato nel 1909 il giovane San Pio da Pietrelcina come studente di teologia.

Ad Atripalda invece, la chiesa di Sant'Ippolisto Martire (testimoniata già nell'XI secolo da tante fonti, tra le quali la scritta sul sarcofago di San Sabino che accertava l'esistenza di una grotta per i martiri) d'epoca tardo-paleocristiana, custodisce lo "Specus Martyrum". Questa cappella era in origine una catacomba destinata ai santi martiri avellinesi (da qui si può, ma non è consentito, accedere ad una necropoli atripaldese). Con la liberalizzazione delle religioni dell'editto di Costantino nel IV secolo, fu costruita una scala d'accesso alla grotta. Nella sua storia, lo Specus è stato ampliato e reso sempre più a cappella fin quando nel 1629, l'allora principe avellinese fece aggiungere una seconda scala allo Specus, facendogli perdere l'originaria immagine di grotta. Nello stesso periodo, la Chiesa di Sant'Ippolisto Martire ottenne una temporanea indipendenza dal clero avellinese. Sei anni dopo, cadde la tribuna della chiesa e di conseguenza la volta centrale dello specus cedette. Nel 1728 fu aggiunta la Cappella del Tesoro, che il barone Di Donato sfruttò per conservare gli scheletri dei martiri (eccetto quelli di San Sabino e San Romolo, che furono traslati dall'altare maggiore della chiesa rispettivamente nell'altare principale dello specus e in quello laterale). Il barone Di Donato finanziò anche altri ampliamenti mentre accurati studi portarono alla scoperta del cimitero paleocristiano atripaldese, sito a pochissimi metri dalla chiesa. Dopo il terremoto del 1980, lo specus subì ulteriori lavorazioni per 18 anni. Ad oggi si presenta con volte affrescate (alcune di Michele Ricciardi, che lavorò in concomitanza con la costruzione della Cappella del Tesoro) che rappresentano la vita dei santi più vicini all'Irpinia. C'è inoltre un quadro che rappresenta in tre momenti principali il martirio di Sant'Ippolisto. Due scritte sul pavimento in marmo ai lati dell'altare maggiore invitano inoltre a non calpestare il suolo dove sorgono le ex tombe dei martiri, davanti all'altare.

A Mugnano del Cardinale è veneratissima Santa Filomena nell'omonimo santuario. Fatto costruire nel 1641, esso conserva le spoglie mortali della martire Filomena, le sue reliquie e quelle di tanti altri martiri. Degni di apprezzamento sono gli affreschi su legno del soffitto di questo santuario.

A Pietradefusi è da visitare la Collegiata di Santa Maria Assunta al cui interno è presente anche un cappellone dove ha sede il Santuario di Maria SS. dell'Arco patrona di Pietradefusi e del circondario.

A Torre Le Nocelle è presente il Santuario dedicato a San Ciriaco Diacono e Martire, il maggiore in Italia dove si pratica anche l'esorcismo.

Ad Altavilla Irpina, il 24 agosto di ogni anno omaggio di venerazione dei "fujenti" Battenti in onore di San Pellegrino Martire, che si festeggia il giorno dopo.

Scorcio dei Monti Picentini
I Monti Picentini visti dal Monte Sassosano a Montella.

Musei Principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il museo più conosciuto è il Museo Archeologico Provinciale Irpino, sito in Corso Europa ad Avellino, che espone i maggiori reperti archeologici ritrovati nel territorio della provincia.
  • Fra i più significativi d'Italia c'è ad Avellino la Galleria nazionale dei Selachoidei, che espone al pubblico una delle maggiori collezioni scientifiche di Pesci cartilaginei o Chondrichthyes della nazione, in fase di trasferimento alla nuova sede di Corso Umberto I.
  • Per le sue opere si ricorda il MdAO - Museo d'Arte, si tratta dell'unico museo in Irpinia dedicato all'arte moderna e all'arte contemporanea, che espone i grandi maestri del novecento, è ubicato ad Avellino in Via Degli Imbimbo.
  • Altro particolare museo è il Museo Zoologico degli Invertebrati "L. Carbone" sempre nella città capoluogo.
Altri musei degni di nota[modifica | modifica wikitesto]
  • la Pinacoteca Provinciale (interessante per i dipinti dell'Ottocento di autori irpini) sita nel Carcere Borbonico di Avellino;
  • il Museo Abbaziale del Santuario di Montevergine di Mercogliano (con i reperti e le opere d'arte del Santuario di Montevergine);
  • il Museo della Gente Senza Storia di Altavilla Irpina (con gli abiti di una antica confraternita) presso il municipio;
  • il Museo degli argenti della Cattedrale di Ariano Irpino (Ricca collezione di argenti liturgici e non);
  • il Museo della Ceramica di Calitri;
  • il Museo di San Francesco dei frati minori di Montella (al confine con Bagnoli Irpino)[7];
  • il Museo Etnografico della Civiltà Contadina "Beniamino Tartaglia"[8] di Aquilonia;
  • il Museo Tesesa Manganiello, che ha sede nel Convento delle Suore Francescane Immacolatine a Pietradefusi;
  • il Museo Sant'Alberico Crescitelli, ubicato nella casa natale ad Altavilla Irpina.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Materiali principali della provincia sono il marmo rosa di Fontanarosa, il ferro e il rame che è lavorato un po' in tutta la provincia, la ceramica a Calitri ed Ariano Irpino. Molto diffusa è la lavorazione degli arazzi a Bisaccia. L'artigianato è molto sentito dalla gente locale che si preoccupa di conservarne la lavorazione originale.[9]

Luoghi Storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Mirabella Eclano ha luogo il Parco Archeologico di Aeclanum ,città sannita del III secolo a.C.


Nel comune di Gesualdo si erge imponente e maestoso il castello di Gesualdo, dimora seicentesca di Carlo Gesualdo, il principe dei musici, che domina il caratteristico borgo tra i più suggestivi d'Irpinia.

Nel comune di Avella sono presenti diverse strutture di interesse turistico: il Palazzo Ducale, i Mausolei Funerari Romani, il Castello Longobardo e l'Anfiteatro Romano.

Ad Atripalda invece risiede il nucleo storico-religioso che ha dato vita ad Avellino: si tratta della domus-città archeologica romana "Abellinum". Da essa, infatti, dopo le invasioni barbariche del IV-V secolo, si distaccò la popolazione di Avellino stabilendosi sulla riva sinistra del Sabato; invece, le piccole tribù stabilitesi alla destra del sabato furono riunite dal re longobardo Truppualdo nell'XI secolo (costruì un castello oggi praticamente demolitosi sulla collinetta sovrastante la cittadina), che successivamente diverrà il Feudo Tripalda (in mano ai signori Capece), oggi Atripalda. Sul punto più alto del comune di Ariano Irpino a 817 metri sul livello del mare si trova il castello normanno collocato all'interno della villa comunale cittadina uno dei parchi verdi più belli della regione.

A Calitri ha interesse turistico la ragnatela di vicoli del centro storico che comprende anche il Borgo Castello.

Turismo & Sport Invernali[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo invernale è percepito principalmente nel comune di Bagnoli Irpino, che nella frazione Laceno (1100 mslm), ospita un comprensorio sciistico, con impianti di risalita e 25 km di piste, servite anche da innevamento artificiale. La località è completa di alberghi, ristoranti, aree campeggio e attrezzature per il turismo. Nel 2008 è stato varato un piano di rifacimento di tutto il comprensorio, incluso il rinnovo degli impianti sciistici, la messa in sicurezza delle piste, l'installazione di impianti di risalita nuovi e il rifacimento di tutto l'arredo urbanistico con la creazione di aree pubbliche coperte quali musei, aule multimediali.[10] Inoltre, il territorio presenta un notevole fenomeno carsico che dà vita ad interessanti tragitti sotterranei, meta di speleologi e appassionati. Le Grotte del Caliendo sono la testimonianza più grande. L'accesso turistico a queste ultime è in via di completamento ed è situato sull'altopiano Laceno.

Altro luogo di vocazione turistica invernale è il Monte Terminio, che però non presenta impianti sciistici né piste.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Tipico paesaggio irpino, con visuale sulla città di Avellino

Grandissima attrattiva turistica della zona è la famosa cucina irpina. I prodotti principali sono:

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Nel rapporto di Unioncamere del 2007, la Provincia di Avellino risultava essere la più ricca della Campania, con un Pil per abitante che ammonta a quasi 19 mila euro[12] e la seconda più alta della regione nella classifica del benessere dopo Benevento, al 69º posto in Italia[13].

Il regime di raccolta differenziata ha raggiunto ad Avellino, secondo i dati Istat del 2012, la percentuale del 62,9, la più alta della regione[14].

Tuttavia, in netta contrapposizione con la legge europea sullo smaltimento dei rifiuti agricoli, il territorio irpino è flagellato dall'inquinamento derivante dalla pratica illegale di smaltimento dei residui agricoli mediante abbruciamento a terra. Si tratta perlopiù di noccioleti, molto diffusi nella provincia e ripuliti con tale pratica dal fogliame e stoppie per agevolare la raccolta delle nocciole da terra. Per tutto il periodo che va da maggio-giugno fino a tutto settembre-ottobre si innalzano ovunque immense colonne di fumo rendendo l'aria irrespirabile e limitando la vivibilità della popolazione. Il forte inquinamento è confermato dalle stesse centraline dell'Arpac disposte sul territorio che segnalano numerose volte in tale periodo il superamento delle soglie di tolleranza legali. Una forte azione di contrasto a tale pratica ha avuto inizio nel 2012 su iniziativa del Procuratore della Repubblica di Avellino ma la pratica, giudicata "millenaria" è ancora fortemente applicata nonostante i divieti e le conseguenze legali.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Avellino.

Appartengono alla provincia di Avellino i seguenti 118 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella i comuni della provincia di Avellino con più di 5.000 abitanti.[15]

Pos. Stemma Comune Popolazione
(1/1/2011)
Avellino-Stemma.png Avellino 54.716
Ariano Irpino-Stemma.png Ariano Irpino 22.395
Montoro Inferiore-Stemma.png Montoro 19.536
Solofra-Stemma.png Solofra 12.430
Mercogliano-Stemma.png Mercogliano 12.338
Monteforte Irpino-Stemma.png Monteforte Irpino 11.269
Atripalda-Stemma.png Atripalda 10.787
Cervinara-Stemma.png Cervinara 9.830
Grottaminarda-Stemma.png Grottaminarda 8.235
10º Avella-Stemma.png Avella 7.885
11º Montella-Stemma.png Montella 7.877
12º Mirabella Eclano-Stemma.png Mirabella Eclano 7.760
13º Serino-Stemma.png Serino 7.086
14º Lioni-Stemma.png Lioni 6.281
15º Forino-Stemma.png Forino 5.411
16º Mugnano del Cardinale-Stemma.png Mugnano del Cardinale 5.388
17º Montemiletto-Stemma.png Montemiletto 5.353

Comuni meno popolati[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Stemma Comune Abitanti
(06/2013)[16]
Maschi Femmine Superficie
(km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Petruro Irpino-Stemma.png Petruro Irpino 332 163 169 3,11 500
Cairano-Stemma.png Cairano 335 171 164 13,83 770

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

In provincia di Avellino al 31 dicembre 2009 sono residenti 10.299 cittadini stranieri, provenienti da 103 stati diversi. Le comunità più numerose sono quelle della Romania (2.650), Ucraina (2069), Marocco (1062), Polonia (717), Albania (635), Bulgaria (558) e Repubblica Popolare Cinese (557)[17].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

A16 A16 Autostrada dei Due Mari (Napoli - Canosa) L'intera provincia è percorsa longitudinalmente dall'A16. Le uscite che servono la provincia avellinese sono 7:

  • Baiano
  • Avellino Ovest
  • Avellino Est; si può dire che da questa uscita, sita nell'area Pianodardine di Avellino (area industriale), parta una vera e propria "tangenziale sud" della città che attraversa il nucleo industriale,la cittadina di Atripalda e si collega al raccordo autostradale AV-SA terminando poi sulla via Nazionale per Mercogliano. Il tracciato di questa strada è quello dell'ultimo tratto della SS7BIS Terra di Lavoro che collega Capua ad Avellino passando per l'area partenopea (il casello di AV est si trova nei pressi della SS7 Via Appia, da cui parte questa variante).
  • Benevento (uscita autostradale in provincia di Avellino e nel comune di Venticano collegata a Benevento tramite un raccordo di 16 km circa)
  • Grottaminarda
  • Vallata
  • Lacedonia

Tutti i comuni della provincia sono collegati tramite strade statali principali. La strada principale d'Irpinia è il tratto Avellino-Potenza della SS7 Appia, detta anche Ofantina. Di recente completamento, la strada arriva dal beneventano al capoluogo di provincia. Giunge poi al comune di Lioni. Qui la statale Appia prosegue fino a Pescopagano, dove si dirigerà infine verso Potenza. Da Lioni parte anche un prolungamento della statale per Contursi Terme (SA), indicato anche come tratto alternativo all'autostrada Salerno-Reggio Calabria, perennemente intasata dal traffico nella stagione estiva.

Altra strada importante è la SS88, che parte da Salerno e attraversa i comuni a sud di Avellino (Montoro inferiore e superiore, Solofra, Serino) e i comuni a nord fino a giungere a Benevento.

Invece, il Raccordo autostradale Avellino Salerno E841 collega la città di Atripalda (e quindi Avellino, essendo Atripalda praticamente una continuazione di Avellino) con Salerno (dove si immette sull'A3) ricevendo, circa a metà del suo percorso, l'autostrada A30 da Caserta. I comuni interessati sono Serino, Solofra, Montoro Inferiore e Montoro Superiore. Questa strada offre un ottimo collegamento con la città universitaria di Fisciano e con la statale 7 bis per chi provenendo dal salernitano o dalla costa occidentale della Calabria decide di dirigersi verso Benevento e quindi verso la costa adriatica sia pugliese che molisana (e viceversa).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La panoramica ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio

La rete ferroviaria della provincia non è molto sviluppata, perché poco usata. Le linee che percorrono l'intera zona sono la ferrovia Cancello-Benevento e la ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio. La seconda collega la città capoluogo di provincia al paesino di Rocchetta Sant'Antonio, in provincia di Foggia, passando per numerosi borghi interni alla provincia. La linea è stata chiusa a settembre del 2010 essendo poco sfruttata a causa della distanza delle stazioni dai paesi e quindi del difficile collegamento con essi. Il tratto relativamente più frequentato infatti era quello che arriva fino a Lioni. Il percorso dei treni è molto panoramico, potrebbe essere un enorme richiamo turistico, nonostante l'alternativa di aggiustare e prolungare la linea fino a Foggia sia ormai archiviata, viste le terribili condizioni in cui versa la linea dopo la chiusura.

La linea Cancello-Benevento collega il capoluogo con le città di Benevento e Salerno toccando i comuni della Valle del fiume Sabato e dell'area solofrana. Pur collegando tre capoluoghi di provincia, questa linea è ancora poco sviluppata, di rilevanza è solo l'utilizzo da parte degli studenti per raggiungere gli atenei delle due città vicine. Infatti, nel 2012 sono stati soppressi molti treni facenti servizio tra Salerno e Avellino fino a Benevento.

Prima che fosse chiusa (per poi essere riaperta con un parziale ripristino dell'orario), dalla stazione di Avellino partivano anche due regionali per Napoli Centrale e uno per Roma Termini, praticamente in disuso. Il tratto in assoluto più frequentato resta in conclusione Avellino-Benevento. Ad oggi, nella stazione (non elettrificata) sostano solamente alcune coppie di regionali colleganti Salerno e Benevento, compiendo il tragitto in un arco di tempo notevolmente più vasto di quello necessario per percorrere la tratta con altri mezzi di trasporto.

L'unica tratta ferroviaria che collega direttamente Napoli con la provincia di Avellino è la linea Napoli-Nola-Baiano della Circumvesuviana, che collega sia quest'ultimo comune che Avella. Questa tratta è stata ultimata nel lontano 1885, appena 24 anni dopo che il Baianese è passato amministrativamente al capoluogo irpino; ci sono stati dei progetti per allargare la linea fino ad Avellino, passando per Mugnano del Cardinale e Monteforte Irpino. Per problemi organizzativi, però, non è mai stato realizzato nulla di concreto. Per tale motivo, dopo quasi 130 anni, Baiano, all'estremo ovest della provincia, rimane l'unica zona della provincia ad essere collegata direttamente al capoluogo campano.

La parte nord-orientale della provincia è invece attraversata dalla ferrovia Napoli-Foggia, l'unica ad avere rilevanza nazionale in quanto assicura il collegamento tra il capoluogo e la Puglia. Purtroppo anche essa risulta essere di scarsa utilità per le popolazioni locali in quanto le stazioni meno importanti (ad esempio la stazione di Ariano Irpino) sono lontane dal centro abitato e servite solo dai pochi treni regionali che vi transitano, al più da qualche intercity.Secondo anche alcuni progetti della Regione Campania, in Irpinia , e più precisamente nel comune di Grottaminarda, dovrebbe sorgere una piattaforma logistica della linea Alta Capacità: Napoli-Bari, e una stazione per il trasporto passeggeri, chiamata "Hirpinia". Questo, però, è ancora un progetto da confermare e i tempi per la realizzazione saranno sicuramente molto lunghi.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Laceno d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Laceno d'oro.

Il "Laceno d'oro - Festival del cinema neorealistico" è stato un festival cinematografico fondato nel 1959 da Camillo Marino e Giacomo D'Onofrio, chiamato così dal nome della località Laceno, frazione di Bagnoli Irpino, dove si svolsero le prime edizioni.

Tommariello d'oro.[modifica | modifica wikitesto]

Il "Tommariello d'oro" è un premio che viene dato a dipendenti pubblici (poliziotti, insegnanti, carabinieri) che si sono distinti. La premiazione si svolge a Montefusco.

Premio Armando Gill[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Grottolella, paese d'origine di Assunta Fricchione (moglie di Armando Gill), dal 2008 ha istituito un premio intitolato al cantautore. La direzione artistica è affidata al cantante Mario Da Vinci. Tra i vincitori si ricordano Sal Da Vinci, Tullio De Piscopo, Enzo Gragnaniello, Maurizio Casagrande, Benedetto Casillo, Mirna Doris, Nicola Di Bari, Eugenio Bennato, James Senese. Nel 2012 il premio Armando Gill è stato conferito alla storica band Il Giardino dei Semplici. Per la sezione alla carriera a Peppe Barra ed a Mario Maglione. Per la sezione cinema e teatro alla cantante e attrice Anna Capasso e per le nuove tendenze al gruppo musicale gli Allerija. Nel 2013 il riconoscimento è stato assegnato a Gianni Nazzaro, a Tony Sigillo, alla carriera, Pasqualino Maione e Gerardo Carmine Gargiulo. Questo nel dettaglio l'albo d'oro del premio :

Persone legate alla Provincia di Avellino[modifica | modifica wikitesto]

Tragedie.[modifica | modifica wikitesto]

Terremoto dell'Irpinia[modifica | modifica wikitesto]

Un forte sisma di magnitudo 6,9 della scala Richter, si verificò il 23 novembre 1980 con epicentro nel comune di Conza della Campania. La scossa fu violenta, durò circa 1 minuto e mezzo e provocò grandissimi danni in tre regioni differenti. La ricostruzione è stata lenta. Ancora oggi trent'anni dopo molte persone vivono nei container. Il terremoto è stato un grande affare per le industrie del nord che hanno preso i fondi post-terremoto, spartendoli con i politici locali, con conseguente depauperamento dell'ambiente a causa di varie "opere" incompiute. Tali comuni ne risentono ancor oggi l'effetto con migrazione di lavoratori qualificati, il nuovo proletariato-servitù della gleba da esporre al miglior offerente sul mercato internazionale. Si è senti

Incidente stradale di Monteforte Irpino (2013)[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 luglio 2013 un pullman precipita da un viadotto sull'A16 Napoli-Canosa provocando la morte di 38 persone e ferendone 11. Le salme delle vittime sono poi collocate nella palestra della scuola media di Monteforte Irpino.

La notizia occupa le prime pagine di molti giornali nazionali e in televisione viene trasmessa una edizione straordinaria riguardante il disastro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.A.V.V., Tra arte e scienza. I musei privati di Avellino, ACO Avellino 2012, pp. 12.
  • Associazione Culturale ACO, Musei Avellino 2007, Avellino, 2007, pp. 4.
  • Gabriele Crepaldi, Musei d'Italia, voce Avellino pag. 244, Arnoldo Mondadori Editore, 2007.
  • Francesco De Franchi, Avellino illustrata da' santi e da' santuari, Forni, Napoli, 1709.
  • Felice De Maria, Dizionario dialettale della provincia di Avellino, Bologna, Forni.
  • Giampiero Galasso, Avellino. Storia e immagini, Ed. De Angelis, 1992.
  • Michelina Femina, Lauretana Carbone, L'Irpinia dei Musei, MZO Edizioni, Avellino 1997.
  • Carlo Muscetta, Le Chiese di Avellino, E.P.T. di Avellino, 1931.
  • Stefano Orga, Michelina Femina, Musei da esplorare ad Avellino, MZO Edizioni, Avellino 2002.
  • Gabriella Pescatori Colucci, Errico Cuozzo, Francesco Barra, Storia illustrata di Avellino e dell'Irpinia, Sellino & Barra, 1996.
  • Serafino Pionati, Ricerca sull'istoria di Avellino, Forni, 1828-29.
  • Francesco Scandone, Storia di Avellino dalle origini alla fine della dominazione Longobarda, M. d'Auria, 1905.

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]