Provincia di Vicenza

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima provincia del Regno Lombardo-Veneto, vedi Provincia di Vicenza (Lombardo-Veneto).
Provincia di Vicenza
provincia
Provincia di Vicenza – Stemma Provincia di Vicenza – Bandiera
Villa Cordellina Lombardi, sede di rappresentanza della Provincia.
Villa Cordellina Lombardi, sede di rappresentanza della Provincia.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Amministrazione
Capoluogo Vicenza-Stemma.png Vicenza
Presidente Achille Variati (PD) dal 13/10/2014
Data di istituzione 1866
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°33′00″N 11°33′00″E / 45.55°N 11.55°E45.55; 11.55 (Provincia di Vicenza)Coordinate: 45°33′00″N 11°33′00″E / 45.55°N 11.55°E45.55; 11.55 (Provincia di Vicenza)
Superficie 2 722,53 km²
Abitanti 872 109 (30-06-2011)
Densità 320,33 ab./km²
Comuni 121 comuni
Province confinanti Provincia di Trento, Provincia di Belluno, Provincia di Treviso, Provincia di Padova, Provincia di Verona
Altre informazioni
Lingue italiano, veneto, cimbro
Cod. postale 36100, 36010-36078
Prefisso 0424, 0444, 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024
Targa VI
PIL procapite (nominale) 29.658 €
Cartografia

Provincia di Vicenza – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Vicenza (provincia de Vicensa in veneto) è una provincia italiana del Veneto di 872 109 abitanti.

Confina a nord e a ovest con il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento), a nord-est con la provincia di Belluno e la provincia di Treviso, a sud-est con la provincia di Padova, a ovest con la provincia di Verona. Le lingue più parlate sono l'italiano e il veneto. Nell'altopiano dei Sette Comuni ancora oggi si parla il cimbro[1].

Di rilievo la presenza degli stranieri nella provincia: in termini assoluti, con 8.528 unità ogni 100.000 abitanti, la provincia si colloca ai primissimi posti tra le province italiane per numero di stranieri residenti (quinto posto), appena dopo altre due province venete (Verona e Treviso).

È una delle province più ricche d'Italia e dalle maggiori esportazioni nel settore manifatturiero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Vicenza#Secoli IX-XI: la signoria vescovile e Storia della vita religiosa a Vicenza#I Benedettini.

Già durante il Regno longobardo il territorio vicentino comincia ad assumere una propria identità con la creazione del Ducato di Vicenza, anche se nella concezione di quel popolo l'identità non è questione di confini tracciati sul terreno, ma di sovranità esercitata dal duca. Rispetto all'attuale, il territorio doveva essere più esteso a scapito di quello padovano, essendo stata la città di Padova conquistata una quarantina d'anni dopo quella di Vicenza e per questo penalizzata nell'ambito del regno.

È probabile che la stessa configurazione sia continuata anche durante il periodo franco e carolingio, stante alcuni documenti che parlano del comitatus vicentinus.

Nel periodo successivo, come altre zone dell'Italia settentrionale, il territorio venne devastato a più riprese dalle scorrerie degli Ungari. Quando si consolidò nuovamente l'Impero sotto la dinastia degli Ottoni, questi stabilirono un rapporto privilegiato con i vescovi, cui diedero in feudo larghe parti del territorio - altre divennero invece possedimento del conte e di signori rurali - insieme con diritti e privilegi e l'autorizzazione a costruire e a possedere fortificazioni.

I vescovi, a loro volta, concessero in feudo larga parte del territorio, specialmente quella paludosa e malsana della pianura, ai monasteri benedettini maschili e femminili - in particolare a quelli dei SS. Felice e Fortunato e di S. Pietro, appena fuori le mura di Vicenza - con lo scopo di bonificarlo e di renderlo produttivo. Questo avvenne e ne resta traccia in molti documenti, siti e toponimi.

Basso Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Vicenza#La formazione del contado.

Dominio della Serenissima[modifica | modifica wikitesto]

Periodo napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dipartimento del Bacchiglione.

Durante il periodo napoleonico, una prima suddivisione amministrativa, simile all'attuale, era quella denominata Dipartimento del Bacchiglione che fu uno dei dipartimenti in cui era suddiviso Regno d'Italia dal 1806 al 1814. Esso prendeva il nome dal fiume Bacchiglione e aveva come capoluogo proprio Vicenza.

Il Dipartimento fu creato dopo l'annessione al Regno d'Italia di Venezia e le sue dipendenze (Istria e Dalmazia) il 1º maggio 1806. Subì alcune modifiche di confini il 22 dicembre 1807, nel luglio 1810 e il 28 settembre 1810, con l'inclusione di zone come quella di Lonigo, Castelfranco Veneto e Bassano, provenienti dai dipartimenti dell'Adige, del Piave e del Tagliamento.

Il Dipartimento era suddiviso in cinque distretti, quindici cantoni e centocinquantaquattro comuni[2]

Regno Lombardo-Veneto e Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Provincia di Vicenza (Lombardo-Veneto).

Con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto appartenente all'Impero d'Austria, il Dipartimento fu ridenominato Provincia di Vicenza.

Nel 1853 il comune di San Pietro in Gu, su decisione delle autorità austriache, venne trasferito alla provincia di Padova.

Nel 1866, in seguito alla terza guerra d'indipendenza, il Veneto fu annesso al Regno d'Italia, restando invariata la perimetrazione delle province, secondo le disposizioni del decreto Rattazzi emanato nel 1859 dal governo sabaudo.

Nel 1923 cedette il comune di San Giovanni Ilarione alla provincia di Verona[3].

Morfologia del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Localizzazione della Provincia nella Regione Veneto
La provincia berica

La provincia comprende una zona della Pianura padana denominata "Pianura veneta" che si insinua fino al centro della provincia nella zona di Schio e Thiene.

A nord si trovano le Prealpi vicentine e le Alpi venete, tra le quali si staglia l'altopiano dei Sette Comuni che occupa oltre un quinto dell'intera provincia, che è delimitato a nord dalla linea dei rilievi più alti della provincia che arrivano in Cima Dodici a oltre 2340 metri sul livello del mare, a est dal canale di Brenta che lo separa dal monte Grappa e ad ovest dalla Valdastico oltre la quale si elevano il monte Summano, il monte Novegno, il Pasubio e le Piccole Dolomiti.

Nella zona occidentale della provincia corrono tre valli praticamente parallele a partire dalle Piccole Dolomiti e dal Pasubio: sono rispettivamente, da est ad ovest, la val Leogra, la valle dell'Agno e la valle del Chiampo. La dorsale collinare a ovest di quest'ultima valle rappresenta il confine con la provincia di Verona.

A sud del capoluogo, situato all'incirca al centro della provincia, sorgono i Colli Berici, dei rilievi che sfiorano nella loro quota massima i 400 metri, ma di particolare interesse naturalistico e paesaggistico.

La provincia di Vicenza, sebbene di media estensione, conta 121 comuni, per via della storica parcellizzazione del territorio (la più alta del Veneto).

Monti[modifica | modifica wikitesto]

Versante sud dell'altopiano di Asiago, monte Summano e le Piccole Dolomiti sullo sfondo
La conca di Asiago

Principali vette oltre i 2000 m

Denominazione Altezza (m) Gruppo Montuoso
Cima XII 2.341 m Altopiano dei Sette Comuni
Cima Portule 2.310 m Altopiano dei Sette Comuni
Cima Carega 2.259 m Gruppo del Carega
Cima Palon 2.239 m Massiccio del Pasubio
Cima della Caldiera 2.124 m Altopiano dei Sette Comuni
Monte Ortigara 2.105 m Altopiano dei Sette Comuni
Monte Verena 2.015 m Altopiano dei Sette Comuni

Passi e Valichi[modifica | modifica wikitesto]

Denominazione Altezza (m) Collegamento
Porte del Pasubio 1.928 m Posina (VI) - Vallarsa (TN)
Passo della Lora 1.716 m Valle dell'Agno (VI) - Val d'Illasi (VR) - Val dei Ronchi (TN)
Passo di Campogrosso 1.460 m Recoaro Terme (VI) - Vallarsa (TN)
Bocchetta Campiglia 1.216 m Posina (VI) - Valli del Pasubio (VI)
Passo della Borcola 1.207 m Posina (VI) - Terragnolo (TN)
Pian delle Fugazze 1.163 m Valli del Pasubio (VI) - Vallarsa (TN)
Passo Xomo 1.058 m Posina (VI) - Valli del Pasubio (VI])
Passo Santa Caterina 796 m Valdagno (VI) - Altissimo (VI)
Passo Xon 671 m Recoaro Terme (VI) - Valli del Pasubio (VI)
Passo dello Zovo 631 m Valdagno (VI) - Schio (VI)

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dei fiumi di Vicenza.

Vicenza è una provincia che conta diversi fiumi, torrenti e canali: il più importante è il Bacchiglione che nasce da alcune risorgive nei comuni di Dueville e di Villaverla, prendendo inizialmente il nome di "Bacchiglioncello". Poco a monte della città di Vicenza riceve le acque provenienti dal sottobacino del Leogra-Timonchio (che scende dal monte Pasubio) e assume il nome di Bacchiglione. Confluisce in esso anche la roggia Seriola.

Proprio a Vicenza riceve da destra le acque del fiume Retrone e da sinistra quelle del torrente Astichello. Altri tributari giungono da sinistra a sud est del capoluogo: il fiume Astico-Tesina e il Ceresone.

Queste diverse confluenze presso il capoluogo hanno dato luogo, nel corso dei secoli, a vari episodi di allagamenti ed alluvioni, l'ultima delle quali verificatasi nei primi giorni di novembre del 2010.

Altro fiume importante della provincia è il Brenta che nasce in Trentino e percorre tutta la Valsugana, attraversando i paesi di Cismon del Grappa, Valstagna, San Nazario, Campolongo sul Brenta, Solagna, Pove del Grappa e Bassano del Grappa, dove scorre sotto il famoso “ponte degli Alpini” progettato da Andrea Palladio, prosegue il percorso planiziale con struttura meandriforme ed alimenta le falde freatiche di diversi fiumi di risorgiva quali il Sile, il Dese e altri minori. Transita in prossimità di Nove, Cartigliano, Tezze sul Brenta continuando il suo percorso in provincia di Padova.

Lago[modifica | modifica wikitesto]

Lago di Fimon

L'unico lago di dimensioni significative dell'intera provincia è il lago di Fimon che si trova poco fuori Vicenza in comune di Arcugnano. Il lago è di modeste dimensioni (0,67 km2) e poco profondo (in media 2 m); esso presenta un fondo melmoso e vegetazione abbondante, caratteristiche che, unite alla scarsa profondità, lo rendono un habitat adatto ai ciprinidi.

In particolare le specie ittiche presenti da lungo tempo (almeno dal 1887, anno cui risale lo studio del Tarassi) sono: la carpa (Cyprinus carpio), la tinca (Tinca tinca), il luccio (Esox lucius), la scardola (Scardinius erythrophthalmus), l'anguilla (Anguilla anguilla), la savetta (Chondrostoma soetta) e la lasca (Chondrostoma genei).

La popolazione ittica attuale è differente, dal momento che sono apparse nuove specie e ne sono scomparse altre: tra queste la lasca e la savetta, tra le prime il persico trota (Micropterus salmoides), il persico sole (Lepomis gibbosus), il persico reale (Perca fluviatilis) e il pesce gatto (Ictalurus melas). Dall'inizio degli anni ottanta è presente anche l'abramide (Abramis brama), specie originaria del centro-est europeo.

Il lago è un punto di interesse archeologico per il ritrovamento di resti di insediamenti risalenti ad almeno due epoche differenti: uno al neolitico ed uno all'età del bronzo. Pioniere nell'analisi e nella catalogazione dei resti archeologici provenienti dalla zona fu il naturalista vicentino Paolo Lioy.

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

Molte sono le grotte presenti nella provincia che, in molti casi, rappresentano primati nazionali.

L'abisso di Malga Fossetta è una profonda cavità situata nel comune di Enego e fa parte di un complesso carsico, quello dell'altopiano di Asiago, ricco di grotte (2.562 esplorate al 2009)[4]. L'Abisso di Malga Fossetta, con la sua profondità attualmente conosciuta di oltre 1.000 m, risulta una delle cavità più profonde d'Italia[5][6][7]. Recenti esplorazioni vedono una possibile connessione con la vicina grotta della Bigonda (una delle grotte italiane più estese) che porterebbe così la profondità dell'abisso ad oltre 1.400 m, facendone, in caso ciò fosse accertato, la grotta più profonda d'Italia e una delle più profonde del pianeta[8].

Il Buso della Rana è invece la più estesa grotta italiana ad un solo ingresso e si trova nel comune di Monte di Malo, presso Contrà Maddalena, lungo la strada che da monte di Malo porta verso la frazione di Priabona. L'estensione totale dello sviluppo in proiezione orizzontale raggiunge i 27 km, mentre il dislivello totale è all'incirca di 300 metri. La grotta si sviluppa sotto l'altopiano del Faedo-Casaron, interessato da evidenti fenomeni carsici.

La grotta del Broion sita nel comune di Longare in località Lumignano, è una cavità-inghiottitoio di tipo carsico, che si apre sul versante meridionale del monte Broion a circa 150 m s.l.m. Il monte Broion si trova sul lato orientale del complesso dei colli Berici, un sistema collinare situato a sud del margine prealpino con la pianura e che appare in continuità morfotettonica con i Monti Lessini. Nel 1951 in questa grotta sono state ritrovate dal geologo Piero Leonardi significative tracce dell'uomo di Neandertal.

Le grotte di Oliero sono invece un complesso cavernicolo che si trova alle pendici del massiccio dell'altopiano dei Sette Comuni, in prossimità dell'abitato di Oliero (Comune di Valstagna). Dalle grotte hanno origine le sorgenti del fiume Oliero (uno dei fiumi più corti d'Europa), che vengono considerate tra le più importanti sorgenti valchiusane d'Europa.

Attività economiche[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

In agricoltura troviamo:

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Il settore industriale ricopre un ruolo primario ed ha soppiantato nel corso dell'ultimo mezzo secolo il predominante settore agricolo: dal secondo dopoguerra la provincia è stata infatti una delle maggiori interpreti del notevole sviluppo economico ed industriale del Nord-est italiano. Le attività economiche più rilevanti in provincia sono quella tessile, quella conciaria, l'estrazione del marmo, la lavorazione della ceramica, del mobile, ma soprattutto quella dell'oreficeria.

Sul territorio predominano le piccole e medie imprese, che fanno della provincia di Vicenza una delle più importanti a livello nazionale, e che si sono sviluppate dando luogo ad principalmente a 4 distretti industriali:

Altre attività tipicamente legate al territorio sono:

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo riveste un ruolo sempre più importante nell'economia provinciale: la città di Vicenza con i suoi monumenti palladiani è classificata dal 1994 come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, a cui si sono aggiunte nel 1996 le ville palladiane del Veneto, per buona parte situate nella provincia. La città è tappa fissa nel tour veneto (vista anche la vicinanza con Venezia e Verona); le importanti manifestazioni fieristiche s'intersecano con l'offerta turistico culturale della città che è aumentata negli ultimi anni grazie all'apertura di nuovi musei e alla creazione di eventi di richiamo; nel 2011 è stato registrato un incremento del + 14,1% di turisti[9]. Il quotidiano londinese Times ha inoltre inserito nel 2012 Vicenza tra le 10 mete italiane più cool[10]. Il turismo religioso, anche internazionale, è tradizionalmente attratto soprattutto dal Santuario della Madonna di Monte Berico.

Attrattive turistico-culturali sono anche i vicini Colli Berici, la città di Bassano del Grappa e la cittadina di Marostica. Parte integrante dell'offerta turistica locale è l'attiva enogastronomia, con prodotti tipici di eccellenza riscoperti in varie parti del territorio. Va considerato inoltre il turismo, sia estivo sia invernale, sull'altopiano di Asiago, ma anche negli altri centri montani, come Recoaro Terme e Tonezza del Cimone, e numerose mete escursionistiche, tra le quali una delle più note è la strada delle 52 gallerie sul Pasubio.

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Vicenza e tutta la sua provincia, hanno da sempre costituito un importante snodo del nordest italiano. È sempre esistita, per questo, una buona struttura viabilistica che, però, con il poderoso sviluppo economico degli anni '70 e '80 si dimostra tuttora inadeguata. La situazione permane disagevole dato che negli ultimi venti anni non sono stati intrapresi interventi risolutori. Negli ultimi anni si assiste ad un tentativo di ristrutturazione viaria come risposta alla vivace trasformazione della provincia, nonché all'incremento demografico. A tale scopo è nata nel 2001 una società per azioni, Vi.Abilità, per volontà dell'Amministrazione provinciale di Vicenza per un più efficace utilizzo delle risorse disponibili e per una più efficiente gestione della propria rete stradale che attualmente misura quasi 1300 km. In questo periodo sono in costruzione, dopo molti anni di dibattiti e rinvii, due opere importanti per la provincia quali la Pedemontana e la continuazione dell'autostrada Valdastico verso sud, in direzione Rovigo. Per ciò che concerne, invece, la rete ferroviaria, che sta tornando importante per l'aumento delle problematiche ambientali, la provincia ha un sistema di linee ormai antiquato.

Strade ed autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente è in corso d'opera il prolungamento dell'autostrada Valdastico verso la parte bassa della provincia, e il Rodigino.

Strade statali[modifica | modifica wikitesto]

Strade provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Vicenza.
  • SP 2 Zileri da Creazzo a Gambugliano
  • SP 19 Dorsale dei Berici
  • SP 45 dello Zovo: collega Schio a Valdagno per il passo dello Zovo, era il collegamento più diretto tra i due centri prima dell'apertura dell'omonimo tunnel.
  • SP 46 del Pasubio: già SS 46, collega la città di Vicenza, con la città di Rovereto (provincia di Trento) risalendo la val Leogra da Schio fino al passo del Pian delle Fugazze e poi discendendo la Vallarsa fino a Rovereto.
  • SP 52 Bassanese: collega la zona sud ovest della periferia di Bassano del Grappa con la SS 53 Treviso-Vicenza. Inizia nella frazione Marchesane di Bassano del Grappa e termina a Bolzano Vicentino dopo aver attraversato i territori di Nove, Pozzoleone e Bressanvido.
  • SP 54 della Friola, è l'asse centrale della viabilità nel comune di Tezze sul Brenta. Termina nella frazione Friola del comune di Pozzoleone.
  • SP 55 di Cusinati collega la località omonima al confine tra i comuni di Rosà e di Tezze sul Brenta con Rossano Veneto.
  • SP 58 Ca' Dolfin collega Nove con Cartigliano e Rosà. Prende il nome dall'omonima villa, nel territorio di Rosà, lambita da questa strada.
  • SP 60 Di Nove, collega la piazza di Nove con il centro di Marostica. Nella piazza di Nove interseca le SP 52 Bassanese e SP 58 Ca' Dolfin.
  • SP 78 Della Fratellanza: unisce simbolicamente (donde il nome) le città di Bassano del Grappa e di Asiago.
  • SP 81/82 di Posina e Laghi: collega Arsiero e la val d'Astico con la val Posina (81) passando per l'abitato di Posina e salendo fino al passo della Borcola che segna il confine con la provincia di Trento e la val Terragnolo; la diramazione 82 dall'abitato di Castana sale fino a Laghi.
  • SP 99 Campogrosso: da Recoaro Terme all'ossario del Pasubio.
  • SP 100 di Recoaro Mille: da San Quirico, frazione di Valdagno sulla SP 246, sale, passando presso la montagna Spaccata, a Borga e poi Fongara, frazione di Recoaro Terme, fino ad arrivare alla località di Recoaro Mille, luogo di escursioni estive e sport invernali, piste di sci e di fondo.
  • SP 111 Gasparona: collega la zona commerciale di Thiene fino a Bassano del Grappa, sovrapponendosi alla SP 248 Marosticana all'altezza di Marostica e prendendo la strada statale Valsugana (SS 47) all'altezza dell'uscita di Bassano - Rosà.
  • SP 124 Priabonese: collega Malo e l'alto vicentino con la valle dell'Agno salendo fino al passo di Priabona e poi scendendo fino a incrociare la SP 246 nei pressi di Cereda di Cornedo Vicentino e Castelgomberto.
  • SP 246 di Recoaro: già SS 246, risale tutta la valle dell'Agno da Montecchio Maggiore (connessione con SS 11), fino a Valdagno e poi Recoaro Terme, di qui sale al passo Xon per poi discendere, passando per Staro, fino a Valli del Pasubio ove incrocia la SP 46.
  • SP 248 Marosticana: collega Vicenza a Nervesa della Battaglia (TV), inizia come una laterale di Corso Palladio, con il nome di contrà Porti, prosegue verso Marostica ove interseca la Nuova Gasparona, e dopo aver passato Bassano entra nella provincia di Treviso costeggiando i colli Asolani.
  • SP 349 del Costo: collega l'Alto vicentino con l'altopiano dei Sette Comuni. Una nota di merito per la tratta di 10 tornanti che parte dalla rotonda del cimitero di Caltrano, dopo il ponte dei Granatieri, e che arriva a Treschè Conca, per quanto riguarda il panorama unico del suo genere che offre agli automobilisti che la percorrono.

Principali trafori[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Valgadena[modifica | modifica wikitesto]

Rete ferroviaria[modifica | modifica wikitesto]

Le linee ferroviarie presenti sul territorio sono diverse:

La rete ferroviaria della provincia è basata, innanzi tutto, sulla stazione del capoluogo, che si trova nella linea Milano–Venezia e nella quale passano 7 milioni di passeggeri ogni anno. La stazione è stata recentemente riammodernata ed ampliata ma nei prossimi anni si dovrà superare il problema della costruzione della TAV, la linea ad alta capacità e velocità, per la quale manca ancora un progetto condiviso per la provincia di Vicenza.

Servizi di trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Delle due aziende di trasporto pubblico presenti nel territorio, le Ferrovie Tramvie Vicentine (FTV) operano a livello provinciale e l'AIM Vicenza che a livello della città e dell'hinterland. Alcune tratte provinciali sono operate da Busitalia.

In passato le stesse FTV gestivano una vasta rete di tranvie che giunse all'estensione di oltre 130 km e si componeva delle seguenti direttrici:

Sempre nel territorio provinciale insisteva inoltre parte della tranvia San Bonifacio-Lonigo-Cologna Veneta, gestita dalla SAER e soppressa nel 1957.

Ospedali ed aziende sanitarie[modifica | modifica wikitesto]

Le aziende sanitarie che operano sul territorio sono 4:

  • Azienda Sanitaria ULSS 3 - Bassano del Grappa con gli ospedali:
  • Azienda Sanitaria ULSS 4 - Alto Vicentino con l'ospedale:
    • Alto Vicentino a Santorso; quest'ultimo ospedale è aperto al pubblico da febbraio 2012 sostituendosi agli ospedali Boldrini di Thiene e De Lellis di Schio che sono stati ridimensionati a distretti sanitari.
  • Azienda Sanitaria ULSS 5 - Ovest Vicentino con gli ospedali:
  • Azienda Sanitaria ULSS 6 - Vicenza con gli ospedali:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Vicenza.

Negli anni la provincia di Vicenza ha perso i comuni di San Pietro in Gu (1853) e San Giovanni Ilarione (1923).
Attualmente appartengono alla provincia di Vicenza i seguenti 121 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della provincia di Vicenza ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 31/12/2011):

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m.s.l.m.)
Vicenza-Stemma.png Vicenza 115.550 80,57 1.434 39
Bassano del Grappa-Stemma.png Bassano del Grappa 43.015 46,80 919 129
Schio-Stemma.png Schio 38.586 67,07 590 200
Valdagno-Stemma.png Valdagno 27.450 50,13 525 288
Arzignano-Stemma.png Arzignano 25.823 34,26 754 116
Montecchio Maggiore-Stemma.png Montecchio Maggiore 23.857 30,67 778 72
Thiene-Stemma.png Thiene 23.974 19,98 1.176 147
Lonigo-Stemma.png Lonigo 16.070 49,39 325 31
Romano d'Ezzelino-Stemma.png Romano d'Ezzelino 14.888 21,49 683 132
10º Malo-Stemma.png Malo 14.510 30,55 475 116

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione straniera nei comuni della provincia al 31 dicembre 2013

Al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente in provincia contava 95.588 persone[11], pari all'11,0% della popolazione totale. Con riferimento al 1º gennaio 2010 (13731 stranieri residenti) queste erano le nazionalità più numerose[12]:

  1. Romania, 11243
  2. Serbia, 9692
  3. Marocco, 8610
  4. Bangladesh, 6829
  5. Albania, 6651
  6. India, 6525
  7. Ghana, 5579
  8. Macedonia, 5457
  9. Moldova, 4837
  10. Bosnia-Erzegovina, 3901

Al 31 dicembre 2013 i comuni con la più alta percentuale di stranieri sul totale della popolazione erano Arzignano (20,4%) e Lonigo (20,4%), seguiti da San Pietro Mussolino (19,5%), Gambellara (19,3%) e Montecchio Maggiore (17,3%).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Musei di Vicenza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Musei di Vicenza.

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Villa Almerico Capra La Rotonda a Vicenza
Villa Caldogno a Caldogno
Villa Godi a Lugo
Comune Villa
Agugliaro Villa Saraceno
Altavilla Vicentina Villa Valmarana Morosini
Bassano del Grappa Villa Angarano
Villa Rezzonico
Bolzano Vicentino Villa Valmarana
Caldogno Villa Caldogno
Campiglia dei Berici Villa Repeta
Cartigliano Villa Morosini Cappello
Dueville Villa Porto
Villa Monza
Villa da Porto Casarotto
Villa Patrizia
Villa Carletti-Salvetti
Grumolo delle Abbadesse Villa Chiericati
Lonigo Villa Pisani Bagnolo
Villa Pisani La Rocca
Lugo di Vicenza Villa Piovene
Villa Godi
Malo Villa Porto
Montecchio Maggiore Villa Cordellina
Montecchio Precalcino Villa Forni Cerato
Monticello Conte Otto Villa Valmarana
Noventa Vicentina Villa Manin Cantarella
Villa Barbarigo
Pojana Maggiore Villa Pojana
Quinto Vicentino Villa Thiene
Sarcedo Villa Franzan
Sarego Villa Arnaldi
Villa Da Porto
Barchesse di Villa Trissino
Sovizzo Villa Bissari Curti
Thiene Villa Porto Colleoni
Vicenza Villa Almerico Capra La Rotonda
Villa Valmarana "Ai Nani"
Villa Gazzotti
Villa Trissino
Villa Bonini Matteazzi
Villaverla Villa Verlato Putin

Enogastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Specialità vicentine esposte nella vetrina di una gastronomia

La cucina vicentina è composta di piatti semplici, di tradizione contadina, che seguono l'andamento delle stagioni e dei relativi prodotti che si raccoglievano nei prati e nei boschi. Ogni piatto è legato ad una parte del territorio e le preparazioni si basano ancora oggi sui prodotti tipici, (molti dei quali inseriti nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani): i bisi di Lumignano (frazione di Longare), gli asparagi bianchi di Bassano, i torresani di Breganze, i formaggi di Asiago, le ciliegie di Marostica, il riso di Grumolo delle Abbadesse, la patata di Rotzo e il sedano di Rubbio (frazione di Conco), i tartufi a Nanto, il broccolo fiolaro di Creazzo, la sopressa di Valli del Pasubio, gli gnocchi con la fioreta di Recoaro Terme. Il piatto più tipico è comunque il baccalà alla vicentina.

Vini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Vini DOC della provincia di Vicenza.
Vigne nel paese di Breganze

Il territorio della provincia di Vicenza presenta due zone particolarmente versate nella produzione del vino: l'area circostante Breganze e quella vicina a Gambellara. Si tratta di due zone collinari: Gambellara sorge allo sbocco della valle del Chiampo nella parte più meridionale dei Monti Lessini ed è circondata da dolci pendii la cui altitudine non supera i 300 m sul livello del mare; Breganze si trova invece nella fascia pedemontana, a sud dell'altopiano di Asiago, tra le vallate dei fiumi Astico e Brenta.

La zona di Gambellara è caratterizzata da un suolo ricco di minerali, essendo di origina vulcanica. I suoi pendii furono coltivati fin dall'antichità essendo dolci e fertili. Quattro i comuni della zona Doc: Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso Vicentino e Zermeghedo, un'area dunque estremamente limitata. A Montebello è stata ritrovata una villa romana del I-II secolo d.C. con una vinaia, testimonianza della coltivazione dell'uva sin da tempi remoti. Attualmente si coltiva uva di qualità Garganega da cui si ricavano tre vini DOC: Bianco, Recioto e Vin santo.

La zona DOC di Breganze è più ampia, comprende infatti il territorio dei comuni di Breganze, Fara Vicentino, Mason Vicentino, Molvena, ed in parte quelli dei comuni di Bassano del Grappa, Lugo di Vicenza, Marostica, Montecchio Precalcino, Pianezze, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo e Zugliano. Anche questa zona ha una remota origine vulcanica, ma è caratterizzata anche da depositi morenici e fluviali. Il terreno su cui si coltivano i frutti di qualità migliore è caratterizzato da depositi di ghiaia, un substrato eccellente in quanto altamente drenante per cui le viti non sono afflitte da malattie fungine. Il più antico e caratteristico vigneto è il Vespaiolo, che non è presente altrove, da cui si ricava anche il Torcolato, vino da dessert prodotto sin dal X secolo.

Stemma provinciale e sedi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma provinciale

Nello stemma della provincia sono rappresentati gli ossari militari del monte Pasubio, del Monte Cimone di Tonezza, di Asiago e del Monte Grappa, in memoria dei soldati qui caduti durante la prima guerra mondiale. Gli ossari raccolgono le spoglie di circa 85.000 soldati. Le montagne della provincia furono infatti teatro dei cruenti combattimenti soprattutto con le battaglie sul Pasubio e sull'altopiano di Asiago della Strafexpedition del 1916, dell'Ortigara nel 1917 e del monte Grappa nel 1918.

Al centro è riportata la croce bianca su sfondo rosso, simbolo della città di Vicenza. Lo scudo è sormontato dalla corona, presente in tutti i simboli provinciali italiani. Nei quarti compaiono nell'ordine: l'Ossario del Pasubio, l'Ossario del Monte Cimone, il Sacrario Militare del Monte Grappa e il Sacrario Militare di Asiago.

La sede principale della provincia è sita presso Palazzo Godi-Nievo, un edificio palladiano che si affaccia su contrà Gazzolle, in pieno centro città a Vicenza. Qui si trovano gli uffici del presidente, di alcuni assessorati e le sale della giunta e del consiglio provinciale.

Palazzo Arnaldi e Palazzo Folco sono altri due palazzi rinascimentali di Vicenza che ospitano le sedi di altri assessorati.

Villa Cordellina Lombardi è invece la sede di rappresentanza dell'ente provinciale. Si tratta di una villa palladiana sita a Montecchio Maggiore che viene utilizzata per convegni ed eventi di spessore.

A Bassano del Grappa, Schio, Valdagno e Lonigo esistono altri uffici decentrati.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Presidente Partito Carica Note
1943 1944 Neos Dinale Partito Fascista Repubblicano Capo della Provincia
1944 1945 Edgardo Preti Partito Fascista Repubblicano Capo della Provincia
1945 1945 Filippo Mirabelli Partito Fascista Repubblicano Capo della Provincia
1945 1951 Giovanni Giuliari Partito Socialista di Unità Proletaria Presidente della Provincia e della Deputazione provinciale
1951 1958 Giorgio Oliva Democrazia Cristiana Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1958 1958 Romolo Todescato Assessore Anziano facente funzioni A seguito della nomina a Senatore del presidente Oliva
1958 1967 Renato Treu Democrazia Cristiana Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1967 1970 Romolo Todescato Democrazia Cristiana Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1970 1980 Bartolomeo Grazia Democrazia Cristiana Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1980 1988 Giovanni Pandolfo Democrazia Cristiana Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1988 1990 Domenico Calearo Partito Socialista Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1990 1993 Delio Giacometti Democrazia Cristiana Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1993 1995 Giuseppina Dal Santo Partito Popolare Italiano Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio provinciale
1995 1997 Giuseppe Doppio Partito Popolare Italiano Presidente della Provincia e della Giunta provinciale Dimessosi per la crisi della sua maggioranza
1997 1997 - Commissario prefettizio [13]
1997 2007 Manuela Dal Lago Lega Nord Presidente della Provincia e della Giunta provinciale
2007 2014 Attilio Schneck Lega Nord Presidente della Provincia e della Giunta provinciale Il 5 giugno del 2012 è stato dichiarato ufficialmente sciolto il consiglio provinciale, dopo la naturale scadenza della giunta guidata dal presidente Schneck. Nello stesso decreto lo stesso Schneck è stato nominato commissario straordinario a seguito delle disposizioni sul taglio degli enti locali.
2014 in carica Achille Variati Partito Democratico Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale Primo presidente eletto dai sindaci e dai consiglieri dei 121 comuni della provincia, come dalle disposizioni della Legge Delrio.

Unioni montane[modifica | modifica wikitesto]

Prima della pubblicazione della L.R. 28 settembre 2012, n. 40 "Norme in materia di unioni montane" (modificata dalla L.R. 49/2012), i comuni dell'alta provincia erano raggruppati in sei comunità montane. Successivamente la regione si è occupata della riforma di questi enti, trasformandoli in unioni montane.

Attualmente, l'iter si è concluso solo per l'unione montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e per l'unione montana Valbrenta.

Unione montana Sede Numero comuni Sito web
Unione montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni Asiago 8 [5]
Unione montana Valbrenta Carpanè di San Nazario 8 [6]

Primati[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte Valgadena (altopiano dei Sette Comuni): tra i più alti d'Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Al 1810; cfr. Giampaolo Vajenti, Dilucidazione del nuovo sistema di misure e pesi del Regno d'Italia e ragguagli e ragguagli fra le antiche misure e pesi del Dipartimento Bacchiglione colle nuove misure e pesi del Regno, Vicenza, Tipografia Parise, 1810.
  3. ^ Regio Decreto n° 3169 del 30 dicembre 1923, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 35 del 11 febbraio 1924
  4. ^ Ugo Sauro, L'altopiano come morfostruttura, in Patrizio Rigoni e Mauro Varotto, L'Altopiano dei Sette Comuni, Cierre ed., Sommacampagna (Vr), 2009, pp. 24-59. ISBN 978-88-8314-459-2.
  5. ^ [2] Federazione spagnola di speleologia
  6. ^ [3] Società nazionale di speleologia USA
  7. ^ Grotte con profondità oltre 100 metri
  8. ^ Primo -1000 nel Veneto
  9. ^ Consorzio Turistico Vicenza
  10. ^ Il Giornale di Vicenza.it - dalla home
  11. ^ Statistiche demografiche ISTAT.
  12. ^ Statistiche demografiche ISTAT.
  13. ^ [4]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]