Provincia di Pescara

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Provincia di Pescara
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Palazzo del Governo, sede della Provincia
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Capoluogo: Pescara
Superficie: 1.224 km²
Abitanti:
312.215 28-02-2007
Densità: 255 ab./km²
Comuni: Elenco di 46 comuni
Targa: PE
CAP: 65121-65129, 65010-65014, 65016-65017, 65019-65020, 65022-65024, 65026-65029
Pref. telefonico: 085
Codice ISTAT: 068
Presidente: Guerino Testa  08/06/2009
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Sito istituzionale

La Provincia di Pescara è una provincia dell'Abruzzo in cui vivono 312.215 abitanti.

Confina con la Provincia di Teramo a nord, con il Mare Adriatico a nord-est, con la Provincia di Chieti a est e con la Provincia dell'Aquila a sud e a ovest.

Indice

[modifica] Comuni della provincia di Pescara

Comune Popolazione
(2006)
Pescara 123.069
Montesilvano 47.695
Spoltore 17.711
Penne 15.478
Città Sant'Angelo 13.898
Cepagatti 10.105
Pianella 7.961
Loreto Aprutino 7.675
Manoppello 6.314
Collecorvino 5.631
Popoli 5.547
Scafa 3.971
Cappelle sul Tavo 3.835
Alanno 3.666
Rosciano 3.243
Moscufo 3.229
Torre de' Passeri 3.177
Lettomanoppello 3.098
Bussi sul Tirino 2.838
Tocco da Casauria 2.824
Caramanico Terme 2.069
Civitella Casanova 1.992
San Valentino in Abruzzo Citeriore 1.916
Nocciano 1.826
Elice 1.748
Farindola 1.694
Cugnoli 1.631
Catignano 1.468
Picciano 1.367
Civitaquana 1.347
Bolognano 1.212
Montebello di Bertona 1.067
Castiglione a Casauria 887
Turrivalignani 845
Villa Celiera 802
Carpineto della Nora 710
Serramonacesca 588
Pietranico 582
Pescosansonesco 549
Vicoli 426
Abbateggio 413
Brittoli 360
Sant'Eufemia a Maiella 312
Salle 304
Corvara 294

[modifica] Storia della formazione della provincia

La provincia di Pescara è nata con l'istituzione della città di Pescara nel 1927. Il percorso per la istituzione di tale ente è stato lento e reso difficile dalla rivalità che contrapponeva i due borghi che costituivano l'attuale territorio comunale di Pescara: quello di Pescara, in Provincia di Chieti e quello di Castellammare Adriatico, in Provincia di Teramo, divisi dal fiume Aterno.

Nel 1807, infatti, Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), diventa comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant'Angelo. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell'8 agosto 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco. La divisione fu problematica, soprattutto perché il nuovo comune di Castellammare Adriatico (sponda settentrionale del fiume) non intendeva farsi carico di nessuno dei debiti della vecchia amministrazione dell'Università di Pescara; inoltre, si creò un problema di immagine per il comune di Pescara (sponda meridionale del fiume), che ospitava una intera guarnigione dell'esercito e che, allo stesso tempo, si vedeva comprimere il proprio ruolo a livello locale: per questi motivi il comune di Pescara spingeva per la riunificazione dei due comuni. Una comunicazione del Ministero dell'Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). Ma la rivalità rimase molto accesa, tanto che ci sono testimonianze di interventi della guarnigione militare per evitare la degenerazione delle scaramucce in vere e proprie battaglie.

Con lo sviluppo economico delle due città alla fine del XX secolo, la rivalità tra le due sponde del fiume scemò, mentre aumentavano la concordia e la comunione di intenti per promuovere iniziative di sviluppo: soprattutto il potenziamento del porto canale fu motivo di collaborazione delle due amministrazioni. Quando l'On. Carlo Mezzanotte, deputato di Chieti, nell'estate del 1908 presentò alla camera una proposta di legge per la fusione dei due comuni di Pescara e Castellammare Adriatico, si levarono forti proteste: tali proteste, però, non furono sollevate per la contrarietà all'idea di fusione quanto perché la proposta prevedeva l'annessione di Castellammare Adriatico nella Provincia di Chieti. Già si pensava all'unificazione delle due cittadine ed alla elevazione a provincia.

Subito dopo il primo conflitto mondiale si verificò un evento molto importante in favore della unificazione dei due comuni: il 30 novembre del 1918 i due consigli comunali si riunirono nello stesso momento e votarono lo stesso ordine del giorno e si impegnarono ad adoperarsi per chiedere al Governo di decretare la fusione dei comuni e di adoperarsi affinché la nuova città fosse chiamata "Aterno".

Negli anni seguenti le due amministrazioni collaborarono per perorare la causa della fusione: ma decisivo fu l'impegno di Gabriele d'Annunzio che il 16 maggio del 1924 scrisse a Mussolini una lettera nella quale chiedeva la fusione delle due città e la elevazione a capoluogo di provincia. Con lo stesso intento operava l'allora ministro abruzzese Giacomo Acerbo.

Dopo 110 anni di divisione, il 2 gennaio del 1927, venne firmato il decreto di unificazione e di costituzione di Pescara e la sua elevazione a Provincia. A favore del provvedimento sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D'Annunzio.

[modifica] Natura ed aree protette

[modifica] Parchi nazionali che fanno parte del territorio provinciale

[modifica] Riserve naturali statali che si trovano nel territorio provinciale

[modifica] Riserve naturali regionali che si trovano nel territorio provinciale

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Siti istituzionali

[modifica] Altri siti

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