Abbazia di San Clemente a Casauria

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Abbazia di San Clemente
Abbazia di San Clemente a Casauria
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Castiglione a Casauria
Religione Cattolicesimo
Diocesi Arcidiocesi di Pescara-Penne
Inizio costruzione 871
Sito web Sito ufficiale dell'Abbazia di San Clemente a Casauria

L'abbazia di San Clemente a Casauria è un complesso monumentale abruzzese, edificato nel paese di Castiglione a Casauria, nelle vicinanze di Torre de' Passeri, in provincia di Pescara. Ha subito gravi danni durante il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, che hanno comportato la chiusura dell'edificio e l'ingabbiamento delle opere d'arte, in attesa di un futuro restauro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'abbazia fu costruita dall'imperatore Ludovico II, pronipote di Carlo Magno, nell'871 a causa di un voto fatto durante la sua prigionia nel ducato di Benevento. Inizialmente dedicata alla Santissima Trinità, fu poi intitolata a san Clemente quando, nell'872, vi si traslarono i suoi resti.
Fu soggetta, nei secoli successivi, a numerosi saccheggi: i Saraceni nel 920 e, nel 1076, fu distrutta dal conte normanno di Manoppello Hugues Maumouzet[1][2]. L'abate benedettino Grimoaldo intraprese la ricostruzione della chiesa che fu riconsacrata solennemente nel 1105. I lavori di ricostruzione terminarono solamente nella seconda metà del XII secolo sotto la conduzione dell'abate Leonate.L'abbazia divenne ricca e potente grazie alle donazioni di Ludovico II e i suoi successori;in seguito col denaro accumulato seppe acquistare territori. D'altronde si poté permettere di nominare propri vassalli. Era poi in una posizione strategica perché quelle strade erano vie molto frequentate dai pellegrini che si recavano a Roma, a Gerusalemme e in altre località.
Nel 1348 subì gravi danni a causa del terremoto. Si perdettero splendidi particolari architettonici. Nel restauro che si fece della chiesa cento anni dopo il terremoto, molte parti non cadute vennero soppresse o mascherate da nuove costruzioni.

Danneggiata durante il sisma aquilano del 6 aprile 2009, l'abbazia è stata sottoposta a lavori di restauro terminati l' 8 aprile 2011 con la riapertura della struttura.[1]

L'interno dell'abbazia
Particolare del portone
Lo stato dei lavori di restauro sulla facciata al luglio 2010

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La facciata è preceduta da un portico con colonne a capitelli; sotto ad esso si aprono tre portali, di cui il centrale è il maggiore per dimensioni. La lunetta e l'architrave di quest'ultima sono scolpite con immagini della vita di San Clemente e delle vicende storiche dell'Abbazia. La porta è in bronzo, costituita da 72 formelle con varie raffigurazioni bibliche. Da notare lo stemma della famiglia Cantelmo (Certame de la Balestra-Recta Rupes - 2ª Settimana di agosto) posto fuori le mura, sul lato sinistro guardando l'ingresso dell'abbazia.

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno è composto da tre navate con abside semicircolare, che conducono al pulpito. L'altare maggiore è costituito da un sarcofago paleocristiano, sormontato da un ciborio del XIV secolo.

Nella cripta due recinti absidali dividono le zone della chiesa primativa da quella ricostruita dai Benedettini nel XII secolo.

Chronicon Casauriense[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chronicon Casauriense.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile (Tome I - Partie: "Les Normands dans les Abruzzes")
  2. ^ GATTO L., 1974, Ugo Maumouzet conte di Manoppello, Normanni d'Abruzzo, in AA.AA., Studi sul medioevo cristiano offerti a R. Morghen, Roma, pp.355-75.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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