Ruggero II di Sicilia

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Ruggero II
Ruggero riceve la corona da Cristo, mosaico presso la Chiesa della Martorana
Ruggero riceve la corona da Cristo, mosaico presso la Chiesa della Martorana
Re di Sicilia, Puglia e Calabria
In carica 27 settembre 1130 – 26 febbraio 1154
Incoronazione 25 dicembre 1130
Successore Guglielmo I di Sicilia
Altri titoli Conte di Sicilia
Duca di Puglia
Principe di Taranto
Nascita Mileto, Italia, 22 dicembre 1095
Morte Palermo, Italia, 26 febbraio 1154
Casa reale Altavilla
Padre Ruggero I di Sicilia
Madre Adelasia del Vasto
Consorte Elvira Alfonso di Castiglia
Sibilla di Borgogna
Beatrice di Rethel

Ruggero II (Mileto, 22 dicembre 1095Palermo, 26 febbraio 1154) , conosciuto anche come Ruggero il normanno, figlio e successore di Ruggero I di Sicilia della dinastia degli Altavilla, fu re di Sicilia, Puglia e Calabria dal 1130 al 1154.

Gli sono tributati l'accorpamento sotto un unico regno di tutte le conquiste normanne dell'Italia meridionale e l'organizzazione di un governo efficiente, personalizzato e centralizzato.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Poco è conosciuto dell'infanzia di Ruggero II. Era figlio secondogenito del gran Conte di Sicilia, il normanno Ruggero I d'Altavilla e di Adelasia di Monferrato.

Alla morte del padre, avvenuta a Mileto nel 1101, sua madre riuscì a governare la Sicilia con l'aiuto di valenti consiglieri, mentre lui ed il fratello erano ancora in tenera età.

Nel 1105 morì il fratello maggiore Simone e a soli dieci anni Ruggero divenne conte di Sicilia.

Visse la sua infanzia a Palermo ed ebbe precettori greci e arabi, tanto che imparò le lingue greca, latina e araba. Divenuto maggiorenne nel 1112, si dimostrò subito in grado di governare con autorità e saggezza, continuando la linea di espansionismo del padre.

La Conquista dell'Italia meridionale[modifica | modifica sorgente]

Statua di Ruggero all'ingresso del Palazzo Reale di Napoli

Nel 1121 sorsero le ostilità fra Ruggero II e il cugino Guglielmo, nipote di Roberto il Guiscardo e nuovo duca di Calabria; lo scontro venne risolto solo con l'intervento di papa Callisto II, che riuscì a pacificare i due rivali facendoli giungere ad un accordo, secondo cui il conte di Sicilia procurava al cugino uno squadrone di cavalieri con i quali reprimere la rivolta del barone Giordano di Ariano; in cambio, Guglielmo abbandonava i propri possedimenti in Sicilia e Calabria. Ruggero II, già principe di Salerno, si recò a Reggio e venne riconosciuto duca di Calabria e di Puglia, Conte di Sicilia con dominio su Amalfi e Gaeta, su parte di Napoli, su Taranto, Capua e Abruzzi.

Quando nel luglio del 1127 Guglielmo, duca di Puglia, morì senza figli, Ruggero reclamò tutti i possedimenti degli Altavilla e la Signoria di Capua. Sbarcò allora nel continente e conquistò senza difficoltà Amalfi e Salerno, dove venne incoronato. Tuttavia l'unione di Sicilia e Puglia era osteggiata da papa Onorio II e dai Signori locali stessi.

A Capua, nel dicembre 1127, il Papa promosse una "crociata" contro Ruggero, mettendo Roberto II di Capua e Rainulfo di Alife (cognato di Ruggero) contro di lui. Tuttavia questa coalizione fallì miseramente e nell'agosto 1128 il Papa fu costretto dalla superiorità militare a nominare nella città di Benevento Ruggero II duca di Puglia.

A settembre del 1129 Ruggero fu pubblicamente riconosciuto duca da Napoli, Bari, Capua e dalle altre città. Egli cominciò allora ad imporre l'ordine nei possessi Altavilla, dove il potere del duca era andato indebolendosi.

Per legare insieme tutti questi stati, il titolo reale sembrava essenziale e la morte di Onorio II nel febbraio 1130, seguita da una duplice elezione di un Papa e un Antipapa, avvenne nel momento per lui decisivo. Nell'elezione del nuovo Pontefice scoppiò uno scisma fra Innocenzo II, eletto con l'appoggio dei Frangipane, e Anacleto II, sostenuto dalla famiglia dei Pierleoni. Nella confusione che ne seguì, Innocenzo, pur riconosciuto dalla maggior parte della cristianità, fu costretto a rifugiarsi in Francia; rimase a Roma invece Anacleto II che tuttavia aveva bisogno di maggiori consensi.

La prima Corona di Re[modifica | modifica sorgente]

Ruggero lo appoggiò ed il prezzo fu la corona: il 27 settembre 1130 una Bolla di Anacleto II consegnata al duca di Puglia presso la città di Avellino fece Ruggero Re di Sicilia. L'incoronazione avvenne a Palermo il 25 dicembre 1130.

Tutto ciò spinse Ruggero in una guerra di dieci anni. Bernardo di Chiaravalle, campione di Innocenzo II, mise in piedi una coalizione contro Anacleto ed il suo "Re mezzo pagano". Ad esso si aggiunsero Luigi VI di Francia, Enrico I di Inghilterra e l'Imperatore Lotario III del Sacro Romano Impero.

Nel frattempo il Meridione d'Italia insorse. Alcuni nobili feudatari normanni, che già da tempo mordevano il freno, non accettarono il nuovo sovrano: nel 1132, Rainulfo radunava grandi forze con il suo alleato il Roberto II di Capua. La città di Benevento, nonostante fosse usualmente fedele a Ruggero, si consegnò nelle mani dei ribelli che si erano ammassati alle sue porte. Gli eserciti avversi si scontrarono nella Battaglia di Scafati che, dapprima favorevole alle truppe regie, terminò in una disastrosa sconfitta per Ruggero (24 luglio 1132).

Le cose potevano mettersi molto male per Ruggero, già sconfitto e per giunta politicamente inviso da tutti: a complicare le cose per lui infatti, l'imperatore Lotario II era sceso a Roma per farsi incoronare imperatore da Innocenzo II (4 giugno 1133) e se non avesse considerata chiusa la partita, facendo repentinamente ritorno in Germania, avrebbe potuto assestare a Ruggero un colpo definitivo. Il vantaggio così per Ruggero fu tale che egli poté riorganizzarsi: approfittando del fatto che Rainulfo e Roberto si erano recati a Roma per prestare giuramento a Lotario II, Ruggero tornò alla riscossa catturando la moglie di Rainulfo (sua sorella Matilda) e il figlioletto: Rainulfo e Roberto dovettero rientrare precipitosamente e Ruggero li costrinse alla resa (giugno-luglio 1134). Le truppe regie costrinsero Rainulfo, Sergio VII duca di Napoli e gli altri ribelli a sottomettersi, mentre Roberto fu espulso da Capua.

Nel luglio 1135 una nuova rivolta capeggiata da Rainulfo provocò la reazione del re, che entrò in Aversa, Capua e Alife con un esercito guidato dal cancelliere Guarino, costringendo Rainulfo a trovare rifugio a Napoli, unica città a resistere.

La spedizione dell'Imperatore nel Sud[modifica | modifica sorgente]

Contemporaneamente il previsto attacco di Lotario a Ruggero aveva guadagnato l'appoggio di Pisa, Genova e dell'Imperatore d'Oriente Giovanni II Comneno, ciascuno dei quali temeva la crescente potenza del regno Normanno.

Nel febbraio 1137 Lotario cominciò a spostarsi verso il Sud e fu raggiunto da Rainulfo e dai ribelli. A giugno assalì e prese Bari. Innocenzo II e Lotario concentrarono a maggio 1137 le proprie armate accanto al castello di Lagopesole e assediarono la città di Melfi, costrinsero Ruggero II alla fuga, quindi riuscirono a conquistare la sua (ex) capitale, Melfi, il 29 giugno. Il Pontefice tenne il Concilio di Melfi V nel castello del Vulture nell'anno 1137: la più probabile data va dal 29 giugno al 4 luglio. I Padri conciliari decisero la deposizione dell'antipapa Anacleto II. Il 4 luglio Innocenzo II, insieme all'Imperatore Lotario II, delegittimò Ruggero II, in favore di Rainulfo di Alife, della famiglia Drengot, nuovo duca di Puglia. L'Imperatore rientrò in Germania. Ruggero, liberato dal pericolo incombente, riprese terreno, saccheggiò Capua e costrinse Sergio VII ad accettarlo come Signore di Napoli. A Rignano Garganico Rainulfo di nuovo sconfisse il Re, ma nell'aprile del 1139 morì e Ruggero sottomise gli ultimi ribelli.

Ducale: scifato d'argento battuto il 1140 da Ruggero II. Fu emesso a ricordo dell'investitura del ducato di Puglia concessa al primogenito, Ruggero, da papa Innocenzo III alla fine della guerra tra Ruggero ed il Papato. Al dritto Ruggero ed il figlio in piedi tengono una croce.

A questo punto Ruggero volle avere la conferma del titolo da Innocenzo II (Anacleto era morto nel gennaio 1138). Invece il papa, ancora restio a tale riconoscimento, dopo aver scomunicato Ruggero (8 luglio), invase il Regno con un grande esercito, ma cadde in un'astuta imboscata a Galluccio (22 luglio 1139).
Dopo la vittoria del Re, il papa lo investì del titolo di Re di Sicilia, del ducato di Puglia e del principato di Capua (Rex Siciliae ducatus Apuliae et principatus Capuae). I confini del Regno furono alla fine fissati da una tregua con papa Lucio II nell'ottobre 1144.

La conferma del Regno di Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Ruggero II era così divenuto uno dei più potenti sovrani d'Europa. Nell'estate del 1140 ad Ariano Irpino promulgò le Assise di Ariano, il corpus giuridico che formava la nuova costituzione del Regno di Sicilia. A lui si deve anche l'istituzione del Catalogus baronum, l'elenco di tutti i feudatari del regno, stilato per stabilire un più attento controllo del territorio, dei rapporti vassallatici e quindi delle potenzialità del proprio esercito.

Nel 1150 Ruggero II aveva esteso il suo regno anche a Corfù ed al nord Africa (tra Tunisi e Tripoli)

A Palermo Ruggero attrasse intorno a sé i migliori uomini di ogni etnia, come il famoso geografo arabo al-Idrisi (Idrīsī o Edrisi), lo storico Nilus Doxopatrius e altri eruditi. Il Re mantenne nel regno una completa tolleranza per tutte le fedi, razze e lingue. Egli fu servito da uomini di ogni nazionalità, come l'anglonormanno Thomas Brun nella Curia, il rinnegato musulmano Christodoulos nella flotta e il bizantino Giorgio di Antiochia, che nel 1132 fu fatto amiratus amiratorum (in effetti comandante in capo).

Ruggero rese la Sicilia la potenza dominante del Mediterraneo. Grazie ad una potente flotta, costituita sotto diversi ammiragli, effettuò una serie di conquiste sulla costa africana (1135 - 1153), che andavano da Tripoli (Libia) a Capo Bon (Tunisia) e Bona (Algeria).

Ruggero II creò in quei due decenni un "Regno normanno d'Africa" che divenne un "protettorato" siciliano, sostenuto in parte dalla residua piccola comunità cristiana nel nord Africa.[1]

« I tentativi di Ruggero II di insediarsi in Africa, in primo luogo a Mahdia e poi a Tripoli, sfociarono nella creazione di un piccolo impero normanno lungo le coste dell'Ifriqiya, con la sola eccezione di Tunisi. Gli sceicchi locali si sottomisero all'autorità del re di Sicilia, che tentò di promuovere nella regione nuovi insediamenti cristiani allo scopo di proteggere la modesta popolazione cristiana già esistente.[2] »

I Normanni riuscirono a mantenere le conquiste africane di Ruggero II fino al 1160[3]

Tarì aureo, con scritte in arabo, coniato da Ruggero II (Palermo)

La Seconda Crociata (1147 - 48) offrì a Ruggero l'opportunità di riprendere i progetti di Roberto il Guiscardo sull'Impero Romano d'Oriente. Giorgio di Antiochia fu mandato a Corinto alla fine del 1147 e spedì all'interno un esercito che saccheggiò Tebe. Nel giugno 1149 l'ammiraglio apparve davanti a Costantinopoli e sfidò l'Imperatore bizantino, lanciando frecce incendiarie contro le finestre del palazzo. Tuttavia l'attacco all'Impero non ebbe risultati durevoli, ma Ruggero conservò l'isola di Corfù.

La tomba di Ruggero II nella cattedrale di Palermo.

Nel 1149 aiutò papa Eugenio III a rientrare a Roma dopo l'insurrezione di Arnaldo da Brescia.

Il Re morì a Palermo il 26 febbraio 1154, e suo successore fu il quarto dei suoi figli, Guglielmo.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Ruggero sposò prima del 1118 Elvira Alfonso di Castiglia (circa 1100 - 1135), dalla quale ebbe:

Morta Elvira nel 1149, cioè dopo ben quattordici anni di vedovanza (con la preoccupazione della successione dinastica dopo la morte in successione dei suoi primi tre figli maschi) si unì in matrimonio con Sibilla di Borgogna (1126 - 1150) dalla quale tuttavia non pare abbia avuto figli, ovvero uno che nel momento del parto provocò la morte della stessa Sibilla.

Quindi nel 1151 si affrettò a sposare Beatrice di Rethel (1135 - 1185) dalla quale nacque postuma la sola:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) The Normans in Africa
  2. ^ Ruggero II in Tunisia
  3. ^ I Normanni e gli Arabi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro di Telese, Ruggero II re di Sicilia, Ciolfi, Cassino, 2003 (trad. it. di Vito Lo Curto)
  • Erich Caspar, Ruggero II (1101-1154) e la fondazione della monarchia normanna di Sicilia, con un saggio introduttivo di Ortensio Zecchino, Roma - Bari: Laterza, 1999 (ed. orig. Roger II. (1101 - 1154) und die Gründung der normannisch-sicilischen Monarchie, Innsbruck: Wagner 1904).
  • Pierre Aubé, Ruggero II re di Sicilia, Calabria e Puglia: un normanno nel Mediterraneo, Milano 2006 (ed. orig. Roger II de Sicilie, Paris 2001).
  • Donald Matthew, I Normanni in Italia, Laterza, Roma-Bari, 1997 (ed. orig. The Norman Kingdom of Sicily, 1992).
  • Metcalfe, Alex. The Muslims of Medieval Italy. Edinburgh University Press. Edinburgh, 2009 ISBN 0-7486-2008-7
  • John Julius Norwich, I Normanni nel Sud 1016-1130. Mursia: Milano 1971 (ed. orig. The Normans in the South 1016-1130. Longmans: Londra, 1967).
  • John Julius Norwich, Il Regno del Sole 1130-1194. Mursia: Milano 1971 (ed. orig. The Kingdom in the Sun 1130-1194. Longman: Londra, 1970).
  • Hubert Houben, Ruggero II di Sicilia: un sovrano tra Oriente e Occidente. Laterza, Roma 1999.
  • (EN) Helen Wieruszowski, "Roger II of Sicily, Rex-Tyrannus, In Twelfth-Century Political Thought." Speculum, Vol. 38, No. 1. (Jan., 1963), pp 46-78.
  • (EN) William Tronzo, The Cultures of his Kingdom. Roger II and the Cappella Palatina in Palermo. Princeton, New Jersey, Princeton University Press, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]


Predecessore:
Simone
Conte di Sicilia
1105 - 1130
Successore:
diventa Re di Sicilia
Predecessore:
Guglielmo II
Duca di Puglia
1127 - 1130


Predecessore Re di Sicilia Successore Blason sicile famille Hauteville.svg
1130 - 1154 Guglielmo I

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