Frangipane (famiglia)

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Frangipane o Frangipani è il nome gentilizio di una nobile e potente famiglia romana, ritenuta di antichissima origine, citata almeno dall'XI secolo. Una leggenda vorrebbe che la famiglia discendesse dalla gens Anicia, cui appartenevano il console Lucio Anicio Gallo (160 a.C. ), il filosofo Severino Boezio e l'imperatore d'Occidente Anicio Olibrio, ma non vi sono prove certe in merito. Per l'indistinto utilizzo del cognome Frangipani o Frangipane e per la ricostruita storia famigliare della casata si vedano[1][2][3][4][5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo Frangipane, che avrebbe dato il cognome alla famiglia, sarebbe stato tale Flavio Anicia, ricco mercante, che nel 717 d.c. nella desolante carestia che afflisse Roma in seguito ad un'alluvione del Tevere a Roma distribuì pane ai bisognosi passando per le vie dell'Urbe con una barca i quali gridavano: frange nobis panem. Da qui frangere panem, spezzare il pane, che avrebbe originato il cognome [4][6][7].
In realtà i documenti disponibili citano un Petrus Frajapane de Imperato o Imperator che a metà del X secolo era descritto per estrazione ex plebe, padre di Giovanni Sardo de Imperato e nonno di Cencio, nato intorno al quarto decennio del secolo XI, Romanorum Consul[8].
La famiglia si divise nei rami principali dei de Septizonius, dei de Chartularia e dei de Gradellis di Trastevere.
Il primo s'installò a Roma nell'area del Circo Massimo, nel Settizonio, antico ninfeo monumentale eretto al tempo di Settimio Severo, arricchendolo di una torre che tutt'oggi si eleva al lato del circo. Questo edificio fu il luogo dove si tenne il primo conclave per l'elezione pontificia nel 1241. Il secondo, nei pressi della Torre Chartularia presso l'Arco di Tito, cosiddetta perché si trovava presso il Chartularium cioè l'Archivio dell'Impero.
Le Croniche Sublacensi dell'abbazia di Subiaco testimoniano che i Frangipane estesero i loro domini imparentandosi con i Conti di Tuscolo, ma gli storici dubitano della veridicità dei passi delle Croniche e pensano che i Frangipane abbiano esteso almeno parte del loro dominio, come nell'area di Marino, occupando terre ecclesiastiche.
Il ramo del Settizonio, struttura rasa poi al suolo nel XVI secolo, si estinse nel 1266, con Pietro e Filippa; da lì iniziò una controversia per il possesso dell'eredità dei Frangipane.
Alla famiglia appartennero la terziaria francescana Jacopa de'Settesoli madre del caritatevole Giovanni Frangipani che risiedeva a Roma presso il Settinozio e perciò detta dei Settesoli, la quale ospitò San Francesco probabilmente nella torre del Circo Massimo [9] . Il santo la chiamava "frate Jacopa", per il suo carattere virile e secondo alcune testimonianze ella gli dovette inviare dei cantucci. Un altro membro della famiglia è sant'Ottone Frangipane.
Storica la loro rivalità con la famiglia Pierleoni nel secolo XII: la loro rivalità fu uno dei motivi che portarono allo scisma nella doppia elezione pontificia del 1130. Durante questo periodo i Frangipane fortificarono il Colosseo facendone una loro postazione militare, tanto che il Papa li infeudò della metà di questo [10]. Un'altra Torre dei Frangipane, detta della Scimmia, è in via dei Portoghesi.
Ottone Frangipane ebbe dalla regina di Sicilia, Costanza, il titolo di principe di Taranto nel 1197.
Un Giovanni Frangipane, signore di Astura nel 1268, dopo che Corradino di Svevia, successivamente alla sconfitta di Tagliacozzo, chiese riparo e protezione a costui per poter tornare in Germania e preparare una nuova offensiva contro gli Angiò, sperando di ottenere onori e privilegi da Carlo I, nuovo Re di Sicilia, lo consegnò invece a quest'ultimo facendolo decapitare a Napoli nella piazza del Mercato. La flotta siciliana, al comando di Bernardo Sarriano, fedele agli Svevi, per vendicare il tradimento, nel 1286 occupò il castello distruggendolo e uccidendo Michele, figlio di Giovanni.[11] I resti di un castello dei Frangipane sono infatti ancora oggi visibili anche se in stato di abbandono, in località Fossignano.
Un Nicola Frangipani del ramo di Dalmazia-Croazia nel 1291 preservò le spoglie della sacra casa di Nazaret, inviandola al Santo Padre, da questi conservata a far data dal 1294 in Loreto[12].
Secondo un'antica e risalente leggenda di casa Frangipane durante il XII° secolo tre di quattro fratelli Frangipane abbandonarono Roma stanziandosi rispettivamente il primo presso la Repubblica Veneta, il secondo nel Regno di Illiria in Croazia-Dalmazia, il terzo in Ungheria, l'ultimo rimanendo a Roma dando seguito alla casata: da qui le presunte relazioni di parentela dei Frangipane romani con i Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria e i Frangipane del Friuli.

A Roma i Frangipane continuarono nel ramo dei marchesi di Nemi[13]. Questa famiglia possedeva un palazzo, accanto a quello dei Torlonia, sull'attuale area di Piazza Venezia. Esso venne demolito insieme al palazzo Torlonia fra la fine dell'Ottocento e gl'inizi del Novecento in occasione dei lavori di sistemazione dell'area attorno all'Altare della Patria. Alla famiglia apparteneva anche una cappella gentilizia nella Chiesa di San Marcello al Corso: la cappella Frangipane si trova ancora oggi nella navata sinistra della Chiesa ed è ornata da due busti di membri della famiglia eseguiti da Alessandro Algardi. Altre tombe gentilizie della famiglia furono rinvenute nei pressi del transetto della chiesa di Santa Maria sopra Minerva
La famiglia infine era proprietaria di un'importante villa, conosciuta poi come Villa Strozzi, che si trovava sul Viminale e venne rasa al suolo in occasione della costruzione del Teatro Costanzi, ora Teatro dell'Opera, dopo essere stata acquistata per scopi speculativi da monsignor Francesco Saverio de Mérode.
Il Boccaccio fa discendere Dante Alighieri dalla famiglia romana dei Frangipani; così infatti nel Trattatello in laude di Dante è narrata la presunta riedificazione di Firenze ai tempi di Carlo Magno: « ... infra gli altri novelli abitatori, forse ordinatore della reedificazione, partitore delle abitazioni e delle strade e datore al nuovo popolo delle leggi opportune... venne da Roma uno nobilissimo giovane per ischiatta de' Frangiapani e nominato da tutti Eliseo; il quale per avventura... in quella divenne perpetuo cittadino, e dietro a sé di figliuoli e di discendenti lasciò non picciola né poco laudevole schiatta: li quali ... per soprannome presero il nome di colui che quivi loro aveva dato cominciamento, e tutti insieme si chiamar gli Elisei. De' quali di tempo in tempo, e d'uno in altro discendendo, tra gli altri nacque e visse uno cavaliere per arme e per senno ragguardevole e valoroso, il cui nome fu Cacciaguida...».[14] La critica moderna non ha espresso un giudizio in merito a tale racconto; tuttavia considera che, se non mancano nell'operetta notizie autentiche, è innegabile l'impulso encomiastico, sì che la figura di Dante Alighieri appare circonfusa da un alone di leggenda; inoltre la tendenza ad attribuire illustri antenati doveva essere ben radicata nel Boccaccio, se è vero che anche Fiammetta viene fatta discendere dai Fresapane o dagli Annibali.[15] Tuttavia Dante Alighieri stesso rivendica attraverso le parole di Brunetto Latini un'ascendenza romana (Divina Commedia, Inferno, XV 73-78); sarebbe stato infatti il rampollo di una di quelle famiglie romane che, insieme ad altre famiglie fiesolane, fondarono Firenze dopo la distruzione di Fiesole da parte di Giulio Cesare «...ma questa è cosa molto incerta, e secondo mio parere niente altro è che indovinare», come si esprimeva il Bruni nella sua Vita di Dante.
Delle due tradizioni, quella riportata da Dante Alighieri e quella riportata da Giovanni Boccaccio, l'ultima potrebbe trarre una certa conferma dalle parole di Cacciaguida: «Moronto fu mio frate ed Eliseo» (Divina Commedia, Paradiso, XV 136); alcuni interpretano che Cacciaguida avesse due fratelli: Moronto ed Eliseo; altri che Cacciaguida faccia riferimento a un solo fratello: Moronto di nome, Elisei di cognome; quest'ipotesi, alquanto suggestiva, permette di credere che anche il trisavolo di Dante fosse un Elisei. Resterebbe ora da documentare se gli Elisei discendevano effettivamente dai Frangipani: se così fosse, la leggenda del Giovanni Boccaccio diventerebbe notizia storica [16].
Gli ultimi discendenti di questa famiglia sono sepolti presso la Chiesa di San Marcello al corso in via del Corso a Roma, nella cappella di famiglia situata a metà della navata di sinistra ov'è ben visibile lo stemma originario del casato Frangipane di Roma: su fondo rosso due leoni d'oro affrontati e controrampanti tenenti quattro pani rotondi d'oro tra le branche.
L'ultimo marchese Frangipane di Nemi, Mario, morì senza eredi legittimi diretti.
Per una ricostruzione completa della genealogia della famiglia Frangipani [17]
Per una ricostruzione completa dei vari rami della famiglia Frangipani (di Dalmazia-Croazia, d'Ungheria, del Friuli, di Napoli).[1]
Per una ricostruzione completa degli stemmi della famiglia Frangipani o Frangipane.[18]

I rami dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria e del Friuli[modifica | modifica wikitesto]

Mario Frangipane ultimo discendente della casata romana morto nel 1654 senza eredi, designò con testamento quali propri eredi e successori legittimi, in base a relazioni di parentela fondate sulla leggenda per cui nel XII° secolo tre fratelli Frangipane si sarebbero stanziati uno presso la Repubblica Veneta, l'altro in Croazia-Dalmazia e l'ultimo in Ungheria: in primo luogo l'esistente ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria, poi estintosi nel 1671 in linea maschile con la morte dell'ultimo conte Frangipani Francesco Cristoforo di Dalmazia-Croazia-Ungheria[19], sebbene ancora esistente per linea femminile un ramo dei Frangipani di Dalmazia e Croazia confluito nella famiglia Gliubavaz Frangipani Detrico [20]; in secondo luogo, l'esistente ramo dei Frangipane del Friuli i cui appartenenti il 12 luglio 1805 vennero riconosciuti con Bolla Papale successori legittimi dei Frangipane romani (Archivio di Stato di Roma) per essere dunque subentrati all'estinto ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria [21].

Per completezza occorre dire che ai conti Frangipani di Dalmazia-Croazia e di Ungheria estinti per linea mascolina previsse nel XIV° secolo poi estinguendosi un ramo Frangipani, Frangipan o Flangipan, Frangapani, Franzapani stanziatosi nella Repubblica Veneta [22], e che sempre a Venezia si estinse un altro ramo dei Frangipani di Dalmazia-Croazia con Giovanni Frangipani che nel 1452 consegnò nelle mani della Repubblica Veneta l'isola di Veglia (Dalmazia-Croazia)[23] [24] .

Tra gli episodi più rilevanti riguardanti la famiglia Frangipani di Dalmazia-Croazia-Ungheria vi è quello relativo alla guerra intrapresa dal principe Mongolo Dschingis-Khan a capo dei Tartari i quali avanzando dalla Polonia sull'Ungheria si videro opporre forte e strenue resistenza dall'esercito del Re d'Ungheria Bela IV. Tuttavia quest'ultimo sconfitto dal nemico dovette riparare in Dalmazia ove venne protetto, sostenuto con armi e somme esorbitandi di oro dagli appartenenti alla famiglia Frangipani che, riparatolo presso l'isola di Veglia (oggi Krk) loro feudo avito, lo restituirono incolume al seggio del Regno in Ungheria. Il Re per questo motivo donò in feudo ai Frangipani la contea di Segna con tutto il suo territorio, la contea di Modrussa con tutte le sue castella ed in seguito anche la contea di Vinodol.[25]

Tra gli episodi più particolari per la fede cristiana cattolica : un Nicola Frangipani del ramo di Dalmazia-Croazia il 10 maggio del 1291 presso la sua Contea rinvenne e preservò le spoglie della sacra casa di Nazaret ove nacque gesù Cristo, inviandola successivamente al Santo Padre il quale diede ordine di conservarla presso il Santuario di Loreto a partire dall'anno 1294 [26].

Tra i più illustri Frangipani di Croazia e Dalmazia si annoverano: Giovanni Frangipani bano del Regno di Croazia (1391-1394); Nicola I (1424-1484) il quale combattè i Turchi che avevano invaso la Stiria (1449) sposando la figlia di un Re di Bosnia; Stefano II possidente della Carniola ove battè persino moneta espressione di massimo potere; Bernardino, suo figlio (1453-1533), che si distinse nelle guerre contro i Turchi; Giovanni Francesco arcivescovo di Kalosksa (1541) inviato alla Dieta di Ratisbona per evitare la rottura tra cattolici e protestanti; Guido Cristoforo Frangipani (1578-1652) comandante in capo delle forze militari della Dalmazia-Croazia; Francesco Cristoforo Frangipani ultimo maschio del casato il quale cospirò contro i tedeschi e per questo motivo fatto prigioniero venne successivamente giustiziato a Vienna il 30 maggio 1671 per espresso ordine dell'imperatore Leopoldo I° D'Austria divenendo eroe e simbolo nazionale della Croazia. [27]

Nel Regno d'Illiria (attuale Dalmazia-Croazia), nonostante la decapitazione dell'ultimo esponente maschio del casato, la famiglia Frangipani risultava ancora esistente per la presenza di un ramo superstite dapprima confluito per linea femminile attraverso la famiglia Slavogosti di Possedaria nei conti Detrico Frangipani (estinti) [28], successivamente sempre per linea femminile in quello dei Conti Gliubavaz Frangipani de Detrico (estinti) e da ultimo sempre per linea femminile nei Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico oggi fiorenti e presenti in Italia, Croazia, Canada, Bosnia, Serbia e Austria [29]. Il ramo superstite dei Frangipani [30] di Dalmazia-Croazia stanziato nel Regno D'Illiria è quello da cui i conti Detrico de Frangipani discendono ed i cui stemmi i Conti Detrico in epoche risalenti utilizzarono e assunsero come propri a sottolinearne la stretta colleganza [31]. Si vedano al riguardo per quanto concerne l'utilizzo durante la seconda metà del XVIII secolo del patronimico Frangipani insieme a quello Detrico, il volume di Gianantonio Bomman, Storia Civile ed Ecclesiastica Della Dalmazia: Croazia e Bosna, Venezia 1775, alla p.402, in cui si riporta il nominativo del Nobile Co: Alvise Detrico Frangipani ultimo di questo casato discendente per linea materna da un'appartenente alla famiglia Vidali Slavogosti Possedaria (ex genere Gussich) [32].

Come detto nel regno di Illiria ai conti Frangipani [33] di Dalmazia-Croazia estinti [34] subentrarono, quale unico, originario e ultimo ramo superstite esistente della casata, i conti Gliubavaz [35] Frangipani de Detrico, i quali assunsero quale proprio stemma (su fondo rosso due leoni coronati di colore oro e controrampanti tenenti fra le branche un pane d'oro posti sopra una fascia d'argento ondeggiante) una stretta variante dello stemma dei conti Frangipani di Dalmazia Croazia Regno di Illiria ancora una volta a sottolinearne la colleganza ovvero la discendenza [36] [37] [38].

Conti Gliubavaz Frangipani de Detrico, divenuti tali per aver il conte Giovanni Maria Gliubavaz contratto legittimo matrimonio in Zara con la contessa Maria Detrico de Frangipani, figlia del nobile Conte Alvise Detrico Frangipani, ultima discendente di questi casati posto che il fratello Pietro risultava essere pre morto senza discendenza maschile o femminile, con assunzione quale proprio stemma, nel rispetto di un'antica tradizione famigliare volta ad affermare la discendenza con la famiglia Frangipani di Dalmazia e Croazia (Regno di Illiria), uno stemma "partito" ovvero diviso in senso verticale in due parti raffigurante: nella prima, su fondo rosso due leoni di oro coronati affrontati e controrampanti, sopra una fascia d'argento ondeggiante (stemma Frangipani); nella seconda, troncato (ovvero a sua volta diviso in senso orizzontale): a) una stella d'oro a otto punte su fondo rosso, b) una fascia di colore oro (stemma Detrico).[39][40]

Conti Gliubavaz Frangipani de Detrico successivamente divenuti, per legittimo matrimonio in Zara il 26 agosto 1780, tra il Conte Pietro Damiani di Vergada [41] e la Contessa Rosa Maria Gliubavaz Frangipani de Detrico, ultima discendente di queste tre famiglie, Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico, con acquisizione dei titoli, feudi, patrimoni e diritti tutti di questi casati in ordine ai rispettivi rami di provenienza.[42]

Attualmente conti Damiani di Vergada e Damiani di Vergada Franzetti presenti in Italia, Croazia, Canada, Austria, Bosnia, Serbia e Monte Negro, con utilizzo odierno dei patronimici Conti Damiani [43](Damianich, Domnanovich, ma anche e originariamente Tihcinovich, Tisinovich, Thicievich, Ticinovi [44] [45],[46] ovvero ancora Kumbrijanovic [47]) di Vergada (De Vergada o Vergada [48][49]) Gliubavaz (Liubavaz, Ljubavac, Ljubovac, Ljubowac) Frangipani (Flangipane, Fragiapanus, Fragipani, Frangapani, Franzapani, Frangepan, Frangépan, Frangipan, Flangipan, Fragiapanus, Fragepandi, ma anche Francopanovic, Francopanovich, Frankapani, Frankopani, Frankopanovic, Frankopanovich, Frangepanich, Francopanovits, Frankopanovits) de Detrico [50] (Detrica, Detricho, Detricum, Detrich, Dietrich, Districus, Tetrico, Tetricus, Thedrici, Thetricum, Thetrigi) ovvero anche Damjanić Vrgadski dei relativi titoli [51] nonché degli stemmi araldici in tutte le loro fogge tanto nelle versioni originarnie e risalenti quanto in quelle successive e più recenti[52].

Famiglie legittime discendenti da un ramo supersite dei Conti Frangipani (Flangipane, Fragiapanus, Frangepan, Frangépan, Fragipani, Frangipan, Flangipan, Fragepandi, Fragiapanus ma anche Francopanovic, Francopanovich, Frankapani, Frankopani, Frankopanovic, Frankopanovich, Frangepanich, Francopanovits, Frankopanovits) di Dalmazia (Regno d'Illiria) il cui stemma con diploma 2 giugno 1804 in Zara (durante il periodo della dominazione austriaca) e con diploma 19 ottobre 1821 in Vienna (periodo della dominazione austriaca) è inserito in quello dei conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico, vedasi anche presso l'Archivio Centrale dello Stato italiano, Presidenza Consiglio dei Ministri, Consulta Araldica, nell'elenco compilato da Giovanna Arcangeli sotto la voce "Damiani di Vergada Pietro fu Francesco" con riferimento b. 1738; fasc. 13083. Stemma: Inquartato ovvero diviso in quattro quarti: Nel primo, diviso a metà in senso orizzontale, nella parte alta su fondo rosso una stella d'oro a cinque (otto, sei, quattro) punte, nella parte bassa una fascia d'oro ma anche di colore blu (Detrico); nel secondo, su fondo rosso due leoni d'oro affrontati e controrampanti tenenti un pane d'oro (Frangipani Dalmazia); nel terzo su fondo argento il palmo di una mano aperta di colore naturale posta in orizzontale (Gliubavaz); nel quarto su fondo argento una colomba (ma anche un'upupa) di colore bianco, posta su di un monte tenente nel becco un ramoscello di ulivo (Damiani di Vergada), ed attualmente da questi utilizzato nelle versioni più antiche e originarie quanto in quelle più recenti.[53]

Famiglie imparentate con diverse casate dalmate tra cui i Balogh de Galantha (Genus Balogh), i Palcich nob. di Pag, i cui discendenti ex foemina sono i conti Rosati di Monteprandone marchesi De Filippis Dèlfico, ma anche, si affermerebbe senza alcuna prova e sulla base di meri indizi araldici, con i Frangipani del Friuli, Patr. Romano, March., Cont., signori di Tarcento e Castelporpetto, posto che il relativo stemma reca (inquartato nel 1º e 4º di rosso a due leoni affrontati, accompagnato da tre pani rotondi, ordinati in palo, due tra le branche dei leoni ed uno in capo, il tutto d'oro) quello dei Frangipani di Roma per essere a questi legittimamente succeduti in quanto designati eredi da Muzio Frangipane ultimo di questo casato che riteneva essere ad essi legato da stretti vincoli di parentela oltre che da una leggenda risalente nel tempo.[54]

Null'altro di adeguatamente motivato, documentalmente provato e risalente nei secoli può essere aggiunto in ordine alla legittima discendenza dei Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico dai Conti Frangipani di Croazia-Dalmazia.[55]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Francesco Zazzera, Della famiglia Frangipani tratta della seconda parte della nobiltà dell'Italia del signor don Francesco Zazzera d'Aragonia napoletano. All'illustriss. et reuerendiss. signor abbate Roberto Frangipane, Pestini, appresso Costantino Vitale, Napoli 1617
  2. ^ Prof.Francesco Sabatini, La Famiglia e le torri dei Frangipani in Roma, in Monumenti e reliquie medievali della Provincia di Roma, Roma, Tipografia Lorenzo Filippucci, 1907 pp. 9-49
  3. ^ Rivista Araldica, Collegio Araldico - Roma, Anno VII - Ottobre 1909, pp.584-589
  4. ^ a b Teodoro Amayden, La storia delle famiglie romane, Roma, Collegio Aralddico, pp.403-409, ristampa anastatica Forni Editore, Bologna, 1967
  5. ^ Bettina Arnold, Die Grossen Familien Italiens, Stuttgart, Alfred Kroner Verlag, 1992, pp.277-286
  6. ^ S.P.Q.R. , Il Libro D'oro del Campidoglio, Roma, Tipografia della vera Roma, 1893, pp.166-168, ristampa anastatica di Arnado Forni Editore
  7. ^ Emma Amadei, Roma Turrita, Roma, Fratelli Palombi Editore, 1943 - XXI, pp.129-137
  8. ^ [Dizionario Biografico degli Italiani, v. alla voce]
  9. ^ Giorgio Carpaneto, Le famiglie nobili romane, Rendina Editori S.n.c., Roma 1994, pp.141-146
  10. ^ Arturo Graf, Roma nella memoria e nell'immaginazioni del Medioevo, Casa Editrice Giovanni Cantore successore Ermanno Loesher, Torino 1923, p.93
  11. ^ F. Gregorovius, Storia di Roma nel medioevo, titolo originale Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter , nella versione tradotta in italiano a cura di Vittoria Calvani e Pia Micchia, New Compton Editori, Roma 1988, Vol.terzo, pp.402-404
  12. ^ Donato Fabianich, Alcuni cenni sulle scienze e lettere dei secoli passati, in Dalmazia, Tipografia G.B. Merlo, Venezia 1843, pp.48-49
  13. ^ Carlo Bandini, Roma e la Nobiltà romana nel tramonto del XVIII: aspetti e figure, Casa Editrice S. Lapi, Città di castello 1914, p.172
  14. ^ Giovanni Boccaccio, Trattatello in laude di Dante ediz. a c. di P.G. Ricci, Milano-Napoli 1965, pp. 570-571
  15. ^ Ameto, ediz. Quaglio, Firenze 1963
  16. ^ G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estine e fiorenti, Presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1886, Vol. I, p.32
  17. ^ Benedetto Pucci, Barezzo Barezzi, Genealogia degl'illustrissimi signori Frangipani romani discesa dall'antica e nobilissima casa de gli Ancij, de' Leoni e de' Pierleoni: da cui etiandio nasce l'illustrissima casa de' Michieli Venetiana, quella del Friuli, e d'altre nobilissime in Italia, e fuori, Appresso Barezzo Barezzi, 1621
  18. ^ Gabriele Reina, Un ricostruito blasonario frangipanesco, Società italiana studi araldici S.I.S.A, Atti del 17° Convivio 2000, pp.411-434.
  19. ^ Per essere questi stato decapitato a Neustad (Austria) dall'Imperatore d'Austria Leopoldo I° in quanto scoperto insieme ai Conti Zrini, Tattenbach e Nadasdi, a capo di una cospirazione volta a trasferire la sovranità del Regno d'Ungheria in favore del Sultano Turco; si vedano al riguardo Francesco Zazzera, Della famiglia Frangipani tratta della seconda parte della nobiltà dell'Italia del signor don Francesco Zazzera d'Aragonia napoletano. All'illustriss. et reuerendiss. signor abbate Roberto Frangipane, Pestini, appresso Costantino Vitale, Napoli 1617; Karl Wagner, Collectanea Genealogico-Historica Illustrium Hungariae Familiarum Que Jam Interciderunt, Joan. Michaelis Landerer, de Fuskut, Posoni, Pestini et Lipsiae 1802, Vol II p.47; Peter Evan Turnbull, Austria, Jhon Murray Albemarle Street, London 1840, I. Vol, pp.255-256; Nagy Ivan, Magyarorszag Csaladai Czimerekkel es Nemzekrendi Tablakkal, Harmadik Kotet, Nyomatott Beimel J. Es Kosma Vazulnal, Pest 1858, pp.235-250; Camillo Trasmundo Frangipani, De Frangipanibus illyricis eorumque consanguineis commentarium / auctore dynasta Camillo Trasmundo-Frangipane ex ducibus Mirabelli, typis Civilitatis catholicae, Romae 1870, pp. 27ss; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, pp.48 e tavola illustrativa delle armi n.35; Giuseppe Vassilich, Sull'origine dei Conti di Veglia, Tipografia Cobol e Priora, 1904, Capodistria, p.47 vedi nota n.2; Thallóczi Lajoś, Barabás Samu,A Frangepán család oklevéltára. A Magyar Tudományos Akadémia megbízásából kiadják, Magyar Tudományos Akadémia, Budapest 1910, p. V; Teodoro Amayden, La storia delle famiglie romane, Roma, Collegio Aralddico, p.405, ristampa anastatica Forni Editore, Bologna, 1967
  20. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.22-23, 38-39, 44-45, 48, 87, e tavola illustrativa delle armi n.30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, Vol.I, pp.79-82,tavola VI stemmi 1, 2, 3 e tavola XXVI per lo stemma Detrico; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CLIII; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia damiani di vergada come estinta);Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  21. ^ Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, pp.48 e tavola illustrativa delle armi n.35; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45, e tavola illustrativa delle armi n.30. Presente altresìin Italia un ramo detto dei Frangipani-Allegretti Duchi di Mirabello si veda al riguardo Camillo Trasmundo Frangipane, De Frangipanibus illyricis eorumque consanguineis commentarium / auctore dynasta Camillo Trasmundo-Frangipane ex ducibus Mirabelli, typis Civilitatis catholicae, Romae 1870
  22. ^ Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p.45; T. A., Dizionario storico portatile di tutte le venete patrizie famiglie, presso Giuseppe Bettinelli, Venezia 1780, p. 76; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979; Gabriele Reina, Un ricostruito blasonario frangipanesco, Atti del 17° Convivio, Società italiana studi araldici S.I.S.A, Milano,2000, pp.411-434.
  23. ^ Giovanni Cattalinich, Storia della Dalmazia, Fratelli Battara Editore, Zara, 1835, p.106.
  24. ^ G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estine e fiorenti, Presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1886, Vol. I, p.433
  25. ^ Abate Simeone Gliubich, Dizionario biografico degli uomini illustri della Dalmazia, Rod. Lechner Librajo dell'Università, Zara Battara Abelich Libraj, Vienna, 1836, pp.136
  26. ^ Donato Fabianich, Alcuni cenni sulle scienze e lettere dei secoli passati, in Dalmazia, Tipografia G.B. Merlo, Venezia 1843, pp.48-49
  27. ^ Per la ricostruita storia dei Conti Frangipani o Frankapani di Dalmazia-Croazia si veda Vjekoslav Klaic, Krci Knezovi Frankapani, Izdanje Matice Hrvatske, Zagreb 1901 e dello stesso autore Bribirski Knezovi od Plemena Subic do God 1347, Naklada Matice Hrvatske, Zagreb 1897.
  28. ^ Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p.45, ma anche Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CXXII; Civic Lybrary of Trieste A. Hortis, Manuscript Alfa BB15 of unknown author of the XVII° century inside the diplomatic archiv, p.81b. Per quanto concerne la casata Detrico si veda la riproduzione di un volume manoscritto di anonimo risalente al 1556 circa, ovvero il volume di Niccolo Orsini de Marzo, Stemmario veneziano Orsini De Marzo, Casa editrice Orsini de Marzo, Milano, 2007, p.89 nel quale si riferisce che i Detricho/Dietrich discendenti da una casata reale, giunti dalla Dalmatia, partigiani e amici dei partigiani della Serenissima, mancavano da Venezia dal 1011 con Rinaldo Detricho Miles e Magister (maestro di armi) in Rialto, ma anche Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CXXII. Lo stemma Detricho può essere descritto come segue: diviso in senso orizzontale in fasce orizzontali, dall'alto verso il basso, nella prima fascia di colore oro una stella a otto punte di colore rosso; nella seconda fascia di colore argento una stella a otto punte di colore rosso, nella terza fascia di colore verde una stella rossa a otto punte. Per quanto riguarda la presunta erronea origine croata della famiglia Detrico si veda C.te L. De Voinovitch, Histoire De Dalmatie, Librairie Hachette 1934, Paris, Vol. II (I), p.425, Nota 1
  29. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.22-23, 38-39, 44-45, 48, 87, e tavola illustrativa delle armi n.30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, Vol.I, pp.79-82,tavola VI stemmi 1, 2, 3 e tavola XXVI per lo stemma Detrico; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CLIII; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia damiani di vergada come estinta);Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  30. ^ Anche denominati Flangipane, Fragiapanus, Fragipan, Frangapani, Franzapani, Frangepan, Fragepan, Frangipani, Flangipan, Fragepandi, ma anche Francopanovic, Francopanovich, Frankapani, Frankopani, Frankopanovic, Frankopanovich, Frangepanich, Francopanovits, Frankopanovits
  31. ^ Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p.45; Dizionario storico portatile di tutte le venete patrizie famiglie, presso Giuseppe Bettinelli, Venezia 1780, p. 76; Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CLIII; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp-79-82, tavole VI stemmi 1, 2, 3 e tavola XXVI per lo stemma Detrico; Duisin V.A., Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  32. ^ Per l'asserita discndenza del casato Slavogosti dalla famiglia Torquatovich (ex genere Gussich), discendente dai conti di Corbavia (ex genere Gussich) a sua volta imparentata con la famiglia Frangipani di Dalmazia e Croazia si veda al riguardo Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.74 (Possidaria), 103-104 (Corbavia), 133 (Torquatovich), ma anche J. KOLUMBIĆ, Grbovi zadarskih plemićkih obitelji,Rad. Zavoda povij. znan. HAZU Zadru, sv. 47/2005., str. 27–98., p.74. Per l'asserita discendenza del Casato Slavogostich dalla Casato Subich di Bribir si veda lo storico Domenico Zavoreo, Prima parte del trattato sopra le cose di Sebenico , Sebenico, 1597, pp.5-7. Per l'esistenza del Casato Slavogosti od Possedaria si veda anche Vjekoslav Klaic, Bribirski Knezovi od Plemena Subic do God 1347, Naklada Matice Hrvatske, Zagreb 1897, p.171 Nota 3 e p.172 Nota 9. Per l'asserita discendenza del Casato Slavogosti dalla casato Givich si veda Dott. Francesco Madirazza, Storia e Costituzione dei Comuni Dalmati, Narodna Tiskara Spalato 1911, p.243. Per l'utilizzo dello stemma Detrico insieme a quelli dei Frangipan o Flangipan ovvero Frangapani di Venezia in epoche antiche e risalenti gli stemmi: a) spaccato, nel primo di oro pieno, nel secondo di argento ai due leoni affrontati, alla fascia di rosso sul tutto caricata di una stella d'oro; lo stemma b) spaccato, di azzurro a due leoni d'oro con i tre pani (1,2) di oro (Frangipani), di oro pieno alla fascia di rosso con una stella d'oro (Detrico); e ancora stemma c) inquartato, nel primo e nel quarto come nello stemma b) (Frangipani), nel secondo e nel terzo lo stemma Detrico; stemmi tutti correttamente rappresentati e descritti nel volume di Vincenzo Maria Coronelli, Blasone Veneto, Venezia, 1693, p.45; ma anche nel volume di Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, p.45; Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979, Tav. CLIII; e ancora nel volume di J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, vol.II, pp.703–704; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967. Per l'affezione dimostrata alla Repubblica Veneta, per le gesta militari degli appartenenti a questa casata presente a Zara sin dagli inizi del XIII secolo tra i cui più illustri esponenti vi furono Simone Detrico, Conte Veneto di Traù nel 1403 e nel 1420 si veda Giovanni Lucio, De Regno Dalmatiae et Croatiae, presso Stefano Curti, Amsterdam, 1668, nella versione tradotta dal latino all'italiano di Luigi Cesare Pavissich dal Titolo Storia del Regno di Dalmazia e Croazia di Giovanni Lucio Traguriense, Tipografia E. Sambo, 1896 Trieste, p. 620; Giovanni Lucio, Historia di Dalmazia ed in Particolare delle Città di Traù, Spalato e Sebenico, presso Stefano Curti, Venezia, 1674, ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore, nella prefazione alle date 1403 e 1420, pp.359, 428, 430, 431, 436, 439, 440, 443, 444, 446, 447, 451, 453, 468, appendice 50 e 51; Angelo de Benvenuti, Storia di Zara dal 1409 al 1797, Fratelli Bocca Editori Milano, 1944, pp. 24,28,36-37, 46-47,58, 65, 74, 75, 76-77, 78, 84-85, 90, 108, 116, 119, 132, 155, 156, 202, 205, 217, 218, 242, 294, 300, 318, 334, 336, 352; ma anche relativamente ad alcuni importanti personaggi della Famiglia Detrico vedasi Lorenzo Fondra Istoria della insigne Reliquia di San Simeone, Fratelli Battara Zara, 1855, pp.72, 152-154, 160-163, 197, 204, 218-219, 221, 271, 297, 363; per il riferimento a Giovanni Detrico quale Podestà di Ancona si veda Angelo Nani, Notizie storiche della città di Zara, Tipografia G. Woditzka, Zara, 1883, p.114; G. Sabalich, Guida Archeologica di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1897, p.109; Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, pp. 100, 150
  33. ^ Anche denominati Francopanovic, Francopanovich, Frankapani, Frankopani, Frankopanovic, Frankopanovich, Frangepanich, Francopanovits, Frankopanovits, Flangipane, Fragiapanus, Fragipani, Fragepandi, Frangapani, Franzapani, Frangepan, Frangipan, Flangipan, Fragepan
  34. ^ Friederich Heyer von Rosenfield Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol.II, pp.703-704
  35. ^ Anche denominati Ljubavac, Ljubovac, Liubavaz, Ljubawac
  36. ^ Si veda lo stemma dei Francopanovic / Francopanovich ovvero Frankopanovich / Frankopanovic di Dalmazia Croazia: su fondo d'argento due leoni di colore rosso coronati, affrontati e controrampanti, tenenti tra branche tre pani di color marrone. Si veda anche lo stemma dei Francopanovits ovvero Frankopanovits: su fondo d'argento due leoni di colore rosso coronati, affrontati e controrampanti, tenenti tra la branche due pani di color marrone.
  37. ^ Equite Paulo Ritter, Stemmatographiae Illyricanae, Zagrabiae, 1702, p.151 in Ivo Banac, Grbovi biljezi identiteta, Graficki Zavod Hrvatske, 1991, p.299
  38. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45 e tavola illustrativa delle armi n.30 ; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, Vol. II, pp.786; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp.79-82; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967, Volume III, p.115; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005, pp.58, 60, 88, 89, 97; Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  39. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp. 22-23, 87, tavola 30; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, p.786; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967, p.115; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005, pp.58, 60, 88, 89, 97
  40. ^ Si vedano al riguardo per l'utilizzo durante la seconda metà del XVIII secolo del patronimico Frangipani insieme a quello Detrico, il volume di Gianantonio Bomman, Storia Civile ed Ecclesiastica Della Dalmazia: Croazia e Bosna, Venezia 1775, alla p. 402, in cui si riporta il nominativo del Nobile Co: Alvise Detrico Frangipani; mentre per l'utilizzo dello stemma Detrico insieme a quelli dei Frangipan o Flangipan di Venezia in epoche risalenti gli stemmi: a) spaccato, nel primo di oro pieno, nel secondo di argento ai due leoni affrontati, alla fascia di rosso sul tutto caricata di una stella d'oro; lo stemma b) spaccato, di azzurro a due leoni d'oro con i tre pani (1,2) di oro, di oro pieno alla fascia di rosso con una stella d'oro (Detrico); e ancora stemma c) inquartato, nel primo e nel quarto come nello stemma b), nel secondo e nel terzo lo stemma Detrico; stemmi tutti come meglio descritti nel volume di Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.44-45; ma anche nel volume di J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, pp.530, 703-704; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884; V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; e ancora nel volume di Eugenio Morando di Custoza, Libro d'arme di Venezia, Verona 1979; Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  41. ^ Famiglia possidente in Dalmazia stanziatasi a Venezia, si veda al riguardo G. Tassini, "Notizie storiche e genealogiche sui Cittadini veneziani", manoscritto autografo, Venezia, 1888,vedasi Damiani vol. 2 p. 141 e 259
  42. ^ Archivio di Stato di Venezia, Vienna e Zara, vedasi l'elenco delle famiglie nobili e titolate, le conferme di nobiltà con annessi atti di matrimonio e di nascita; ma anche Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.22-23, 44-45, 87; J.B. Riestap, Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, vol.II, pp.86 e 507; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp.79-82 Tav.VI stemmi 1, 2, 3; G. Sabalich, Guida Archeologica di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1897, pp.42, 433; G. Sabalich, Antichità Zaratine, Tipografia R. Prefettura, 1925 Zara; Angelo Nani, Notizie storiche di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1905; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 156; V.& H.V., Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia Damiani di vergada come estinta); Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005, pp.58, 60, 88, 89, 97; Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100
  43. ^ Per la raffigurazione dello stemma originario dei Conti Damiani raffigurante una colomba al naturale in volo sopra il mare tenente nel becco un ramoscello d'olivo su fondo azzurro oppure sul mare d'argento si veda Dolcetti Giovanni, Il libro d'argento, storia delle famiglie nobii e cittadine, Venezia, 1928, Vol.V, p. 131; ma anche Giacomo Urso di Ravneri, Stemmario dell'Albo Nazionale Famiglie Nobili Italiane, Giacomo Urso Editore, Milano, 1971, p. 129
  44. ^ Equite Paulo Ritter, Stemmatographiae Illyricanae, Zagrabiae, 1702, p.95 in Ivo Banac, Grbovi biljezi identiteta, Graficki Zavod Hrvatske, 1991, p.243
  45. ^ Antica famiglia Bosniaca il cui stemma può essere descritto su fondo color argento, una banda di color nero con all'interno una controdoppiomerlatura d'oro, che taglia obliquamente lo scudo da sinistra in alto verso destra in basso, con all'interno degli spazi vuoti dello scudo sei branche di leone di colore rosso, tre nella parte bassa a sinistra e tre in quella alta a destra, Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, p.84, 133 Tavola 51
  46. ^ Dr. Ivan von Bojnicic, Wappenbuch der Adel von Kroatien und Slavonien, Nürnberg, 1899, p. 191, tavola 139
  47. ^ Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji, Zagreb, 1938 p. 155
  48. ^ T. Erber, Storia della Dalmazia dal 1797 al 1814 VI Voll. dal 1797 al 1814, Tipografia Edit. di G. Woditzka, Zara, 1912, Vol III, pp.89, 93
  49. ^ G. Sabalich, Ricerche di storia zaratina a spese dell'autore, Tipografia Artale, Zara, 1912, pp.43, 81, 208, 211, 220, 235
  50. ^ Per l'utilizzo del cognome Detrico Vergada si veda G. Sabalich, Antichità zaratine, Tipografia R. Prefettura, Zara, 1925, p. 102
  51. ^ Conti di Vergada e Nobili di Vergada, iscritti al Consiglio dei Nobili di Zara, Scardona e Sebenico, Nobili dei Conti Gliubavaz (iscritti alla nobiltà di Zara e di Nona), nobili dei Conti Frangipani (Conti) di Dalmazia Regno di Illiria, nobili dei Conti Detrico (iscritti alla nobiltà di Zara, Cattaro, Spalato, Traù e probabilmente Ancona non documentato), iscritti alla nobiltà austriaca col titolo di Nobili, Conti e Nobili di Vergada, iscritti alla nobiltà italiana con il titolo di Conti e Nobili di Vergada, iscritti alla cittadinanaza e nobiltà veneta, fors'anche con il titolo di patrizi veneti, titolo non documentato e presumibilmente ascrivibile unicamente alla sola famiglia Detrico Frangipani, come risulterebbe da uno stemmario del patriziato veneto del secolo XVI riprodotto a cura di Nicolò Orsini de Marzo, Casa Ed. Sankt Moritz Press, Saint Moritz, 2009)
  52. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp.22-23, 44-45, 48, 87; F.A. Galvani, Re D'armi di Sebenico, Dr. V. P. Naratovich, Venezia 1884, pp.79-82 per gli stemmi Tav. VI e Tav. XXV; Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 pp. 155-156; Aa.vv, Elenco storico della nobiltà italiana compilato in conformità dei decreti e delle lettere patenti originali e sugli atti ufficiali di archivio della Consulta araldica dello Stato italiano, Tipografia Poliglotta Vaticana, Roma 1960, p.169; Elenco Generale della Nobiltà italiana, Casa Editrice l'Araldica, Roma 1966, p.88;V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today, London, 1967; Libro d'oro della nobiltà italiana, a cura del Collegio Araldico di Roma, Vol. XXI e XXII, Anni 1990-1994, Roma; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia damiani di vergada come estinta); Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, pp. 100 e 181; Andrea Borella (a cura di), Annuario della Nobiltà italiana, Volume I famiglie Titolate, S.A.G.I. Casa Editrice, Teglio 2010
  53. ^ Così come descritto e rappresentato non solo nei documenti conservati presso l'archivio di Stato di Venezia, Vienna e Zara, ma anche da F. Heyer von Rosenfield nel volume Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871, pp. 22-23, 38-39, 44-45, 48, da G. Sabalich nel volume Guida Archeologica di Zara, Tipografia di Leone Woditzka, Zara 1897, pp.42, 432-433, nonché da J.B. Riestap, nell'Armorial General, G. B. Van Goor Zonen, Gouda 1828-1891, in Duisin, V.A. Zbornik Plemstva u Hrvatskoj, Slavoniji, Dalmaciji. Zagreb, 1938 p. 155, e ancora da V.& H.V. Rolland's Illustrations to the Armorial General Rietstap J.B, Heraldry Today. London, 1967; Zmajic B. Heraldika, Sfragistika, Genealogija, Zagreb, 1971; Corpo della Nobiltà italiana, Frangipane Giorgio Aldrighetti, Marino Zorzi, Leopoldo Mazzarolli, Italo Quadrio (a cura di), Famiglie Nobili delle Venezie, Gaspari Editore, Udine 2001 (volume nel quale erroneamente si indica la famiglia damiani di vergada come estinta); Renzo de Vidovich, Albo d'Oro delle famiglie nobili patrizie e illustri nel Regno di Dalmazia, Fondazione Rustia Traine, 2004, Trieste, p. 100; Jelena Kolumbić, Coats of Arms of the Zadar Nobility, Radovi - Institute for Historical Sciences of the Croatian Academy of Sciences and Arts in Zadar, Vol. No. 47, 2005
  54. ^ Friederich Heyer von Rosenfield, Wappenbuch des Königreichs Dalmatien, Nürnberg, 1871
  55. ^ Se non che in relazione a questo specifico aspetto i Conti Damiani di Vergada Gliubavaz Frangipani de Detrico, formalmente interpellati al riguardo diffidando chiunque intenda fare uso dei propri antichi patronimici, stemmi araldici e relative tradizioni famigliari, con espressa riserva di adire l'autorità giudiziaria nazionale e internazionale per vedere tutelati i propri diritti, ragioni e interessi, intendono essere considerati e tenuti nettamente distinti e separati da qualsivoglia altro eventuale, occasionale, recente, sopraggiunto e successivo presunto ramo famigliare che essi non solo non riconoscono, ma con il quale non hanno alcuna relazione.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Frangipani Romani[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Zazzera, Della famiglia Frangipani tratta della seconda parte della nobiltà dell'Italia del signor don Francesco Zazzera d'Aragonia napoletano. All'illustriss. et reuerendiss. signor abbate Roberto Frangipane, Pestini, appresso Costantino Vitale, Napoli 1617;
  • Benedetto Pucci, Barezzo Barezzi, Genealogia degl'illustrissimi signori Frangipani romani discesa dall'antica e nobilissima casa de gli Ancij, de' Leoni e de' Pierleoni: da cui etiandio nasce l'illustrissima casa de' Michieli Venetiana, quella del Friuli, e d'altre nobilissime in Italia, e fuori, Appresso Barezzo Barezzi, 1621;
  • G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estine e fiorenti, III Voll., Presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1886;
  • S.P.Q.R., Il Libro D'oro del Campidoglio, Roma, Tipografia della vera Roma, 1893, ristampa anastatica di Arnado Forni Editore;
  • Prof.Francesco Sabatini, La Famiglia e le torri dei Frangipani in Roma, in Monumenti e reliquie medievali della Provincia di Roma, Roma, Tipografia Lorenzo Filippucci, 1907;
  • Rivista Araldica, Collegio Araldico - Roma, Anno VII - Ottobre 1909;
  • Carlo Bandini, Roma e la Nobiltà romana nel tramonto del XVIII: aspetti e figure, Casa Editrice S. Lapi, Città di castello 1914;
  • Arturo Graf, Roma nella memoria e nell'immaginazioni del Medioevo, Casa Editrice Giovanni Cantore successore Ermanno Loesher, Torino 1923;
  • Emma Amadei, Roma Turrita, Roma, Fratelli Palombi Editore, 1943 - XXI;
  • Teodoro Amayden, La storia delle famiglie romane, Roma, Collegio Aralddico, ristampa anatsatica Bologna, Forni Editore, 1967;
  • F. Gregorovius, Storia di Roma nel medioevo, titolo originale Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter, nella versione tradotta in italiano a cura di Vittoria Calvani e Pia Micchia, New Compton Editori, Roma 1988, Voll. secondo, terzo e quarto;
  • Bettina Arnold, Die Grossen Familien Italiens, Alfred Kroner Verlag, Stuttgart 1992;
  • Giorgio Carpaneto, Le famiglie nobili romane, Rendina Editori S.n.c., Roma 1994;
  • Gabriele Reina, Un ricostruito blasonario Frangipani, Atti del 17° Convivio, Società italiana studi araldici S.I.S.A, Milano,2000.

Frangipani D'Ungheria, di Dalmazia-Croazia e del Friuli[modifica | modifica wikitesto]

  • Civic Lybrary of Trieste A. Hortis, Manuscript Alfa BB15 of unknown author of the XVII century inside the diplomatic archiv;
  • Manoscritto di anonimo autore, Stemmario veneziano, Venezia 1556, pubblicato da Niccolo Orsini de Marzo, Casa editrice Orsini de Marzo, Milano, 2007, p.89;
  • Domenico Zavoreo, Prima parte del trattato sopra le cose di Sebenico , Sebenico, 1597;
  • Francesco Zazzera, Della famiglia Frangipani tratta della seconda parte della nobiltà dell'Italia del signor don Francesco Zazzera d'Aragonia napoletano. All'illustriss. et reuerendiss. signor abbate Roberto Frangipane, Pestini, appresso Costantino Vitale, Napoli 1617;
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]