Conti di Tuscolo

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I Conti di Tuscolo (in lingua latina Comites de Tuscolana) sono stati una potente famiglia baronale romana che governò su larga parte dell'Agro Romano e dei Colli Albani tra il X ed il XII secolo, influenzando le vicende interne di Roma, dello Stato Pontificio e della stessa Chiesa cattolica attraverso il "papato di famiglia".[1] Il "papato di famiglia" era una formula politica che risolveva il problema della convivenza del potere civile e religioso (diversamente dal sistema politico diarchico tentato da Alberico di Roma che, mentre deteneva il potere politico, affidava quello religioso a papi di sua scelta). In punto di morte, sapendo che dopo di lui il sistema diarchico non avrebbe più funzionato e temendo l'intervento di Ottone I, volle unificare i due poteri facendo giurare ai nobili romani di eleggere, dopo la morte di papa Agapito II, il figlio Ottaviano, che divenne, un anno dopo, papa Giovanni XII.[2]

La roccaforte feudale di questa famiglia, che a Roma era attestata presso la Basilica dei Santi XII Apostoli, fu l'antica città di Tusculum, fondata in epoche remote prima della stessa Roma e rasa al suolo nel 1191 con il declinare della potenza dei conti tuscolani: oggi di essa rimangono gli interessanti scavi archeologici di Tusculum, siti nei Castelli Romani in un'area ricadente nei comuni di Monte Porzio Catone, Grottaferrata e Monte Compatri (Il titolo di Conte in realtà non deriverebbe tanto dal rapporto di feudalità con la cittadina di Tuscolo, ma dal loro titolo di Conti del Sacro Palazzo Lateranense).

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il primo membro della famiglia menzionato dagli atti ufficiali è Gregorio I, che nel 986 risulta "romanor[um] senator[is]" e nel 999 invece è "praefect[us] naval[is]".[3] Gregorio I potrebbe essere un figlio di Alberico di Roma, dunque imparentato con Marozia (+955), sua nonna, e Teodora I (+916), sua bisnonna, ovvero con i protagonisti e le protagoniste del periodo della pornocrazia romana; secondo altri è ritenuto figlio di un Teofilatto II Vestararius e di Marozia II figlia di Teodora sorella di Marozia). Nella prima ipotesi sarebbe inoltre, fratello di Ottaviano, ossia Papa Giovanni XII, morto a soli 27 anni nel 964, mentre nella seconda ipotesi se Teofilatto II fosse un figlio di Teofilatto I, avallerebbe una discendenza maschile (i Tuscolani e i Colonna) da quest'ultimo. Gli interessi di questa famiglia a sud di Roma sono testimoniati dalla donazione di Palestrina fatta da papa Giovanni XIII ad una Stefania "senatrix romana" che, si presume, fosse sua sorella e figlia di Giovanni Crescenzi I,[4] probabilmente congiunta di Alberico II e come lui antenata dei Conti di Tuscolo che in seguito domineranno sulla zona.[5]

Dall'ascesa al massimo splendore (999-1179)[modifica | modifica sorgente]

Dall'unione di Teofilatto (864-925) e Teodora I (†916) nacquero tra gli altri, Marozia (†955) e Teodora II (†950).

Dall'unione di Marozia e Alberico I (†924), Marchese di Toscana e Camerino nonché Duca di Spoleto, nacquero Alberico II, Costantino, Sergio, Deodato, Davide e Giovanni, quest'ultimo ritenuto dagli storici figlio illegittimo di Marozia con papa Sergio III (904-911) e asceso al soglio di Pietro come papa Giovanni XI (931-935). Alcuni storici ritengono che Sergio III e Adriano III (884-885) (nato Agapito) fossero fratelli di Teofilatto I e figli di un certo Benedetto magnus tusculanus dux et comes, figlio di quell'Alberico marchio et consul tusculanus princeps potentissimus a sua volta e fratello di Papa Adriano I (772-795) e figlio di Teodato consul, dux et primicerius Sanctae Romanae Ecclesiae (che, quindi, sarebbe in assoluto il primo membro noto dei Conti di Tuscolo).

Da Deodato o da Davide (comes tusculanus), fratello di Alberico II, nacque papa Benedetto VII (974-983).

Fino ad Alberico II, le informazioni sui Conti di Tuscolo sono incerte e frammentarie; da Gregorio I in poi, diventano più sicure.

Alberico II ebbe due figli certi: Gregorio I ed Ottaviano I, quest'ultimo poi papa Giovanni XII (955-964).

Da Gregorio, primo a portare tra i conosciuti il titolo comitale de Tusculana, nacquero tre figli: Alberico III, Teofilatto II e Romano. Teofilatto II nel 1012 divenne Papa Benedetto VIII. Romano (Consul et dux; senator) nel 1024 divenne papa Giovanni XIX.

Teofilatto II, prima di divenire papa, ebbe un figlio: Giovanni I.

Alberico III (Imperialis palatii magister; Consul et dux; Comes sacri palatii Lateranensis) ebbe cinque figli: Teofilatto III divenuto poi papa Benedetto IX, Guido, Pietro, Ottaviano II e Gregorio II.

Nel settembre 1055, quando l'ex-papa Benedetto IX fece una donazione, dei fratelli risultavano vivi Guido, Pietro e Gregorio II, non Ottaviano II.

Guido ebbe un figlio, Giovanni II dei Conti di Tuscolo, che nel 1058 divenne l'antipapa Benedetto X.

Gregorio II (Consul; nobilis vir; senator; Comes Tusculanensis) ebbe un figlio che gli succedette alla guida della famiglia nel 1058: Gregorio III, cugino di primo grado dell'antipapa Benedetto X.

A Gregorio III (Comes Tusculanensis; Consul; illustris) nel 1108 succedette il figlio Tolomeo I. Gregorio avrebbe avuto un altro figlio, Pietro, capostipite della famiglia Colonna, che si definì suo figlio in una donazione a Montecassino.

A Tolomeo I (Illustrissimus; dominus; Consul et dux) nel 1126 succedette il figlio Tolomeo II.

Tolomeo II ebbe due figli: Gionata (Comes de Tusculano) e Raino (Nobilis vir; dominus) che, alla sua morte nel 1153, guidarono insieme la famiglia fino al 1167, quando Gionata morì e rimase solo Raino, morto nel 1179.

La decadenza (1179-1191)[modifica | modifica sorgente]

Altri rami dei Conti di Tuscolo[modifica | modifica sorgente]

Il Blasone[modifica | modifica sorgente]

Il blasone dei Conti di Tuscolo, secondo alcune pitture parietali ancora esistenti nell'abbazia di San Nilo di Grottaferrata di cui furono fondatori e protettori, era all'aquila imperiale di nero o scaccata di nero e di argento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Valeria Guarnieri, I Conti di Tuscolo (999-1179). Caratteri delle vicende familiari, dell'assetto patrimoniale e del loro "adelspapsttum", pp. 1-249. URL consultato il 17-07-2009.
  2. ^ Claudio Rendina, I Papi, storia e segreti - Volume Primo, pp. 326-327
  3. ^ Gregorovius, op. cit., libro VII cap. I p. 12.
  4. ^ Gregorovius, op. cit., libro VI cap. IV p. 367.
  5. ^ Arezzo, op. cit., p. 12.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]